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Analogico o digitale? Come collegare la sorgente al DAC

Quando dobbiamo collegare uno streamer o un lettore CD al nostro amplificatore, una delle domande più frequenti è: meglio utilizzare un collegamento analogico oppure digitale? La risposta non è universale, perché dipende principalmente da un elemento fondamentale della catena HI-FI: il DAC, ovvero il convertitore che trasforma il segnale digitale in un segnale analogico utilizzabile dall’amplificatore. Capire dove avviene questa conversione è il primo passo per scegliere il collegamento più adatto al proprio impianto.

Il punto fondamentale: quale DAC vogliamo utilizzare?

Un lettore CD o uno streamer dotato di uscite RCA o XLR possiede necessariamente un DAC interno. Se utilizziamo queste uscite, il dispositivo effettua internamente la conversione digitale-analogica e invia all’amplificatore un segnale già analogico. Se invece utilizziamo un’uscita digitale, il segnale viene trasferito senza essere convertito e sarà il DAC presente a valle – ad esempio quello integrato nell’amplificatore oppure un DAC esterno dedicato – a occuparsi della conversione.
Possiamo quindi riassumere il concetto in modo molto semplice: utilizzando le uscite analogiche RCA o XLR sfruttiamo il DAC dello streamer o del lettore CD; utilizzando invece un collegamento digitale affidiamo la conversione al DAC dell’amplificatore o a un DAC esterno. Di conseguenza, la prima domanda da porsi non dovrebbe essere semplicemente: “È meglio analogico o digitale?”, ma piuttosto: “Qual è il DAC migliore nel mio impianto?”.

Collegamento analogico: RCA oppure XLR

Se riteniamo migliore il DAC interno della sorgente, la scelta sarà un collegamento analogico. Le connessioni più comuni sono RCA e XLR bilanciato. L’RCA rappresenta il collegamento analogico più diffuso nel mondo Hi-Fi ed è presente praticamente su qualsiasi amplificatore. L’XLR utilizza invece una trasmissione bilanciata ed è normalmente disponibile sulle elettroniche di fascia medio-alta e alta. Non bisogna però dare per scontato che l’XLR suoni necessariamente meglio dell’RCA. Molto dipende da come sono progettati gli stadi di ingresso e uscita delle due elettroniche. Se entrambi gli apparecchi dispongono di una circuitazione realmente bilanciata, l’XLR può rappresentare una scelta particolarmente interessante.

Collegamento digitale: tante possibilità tra cui scegliere

Se vogliamo utilizzare il DAC dell’amplificatore o un convertitore esterno, dobbiamo trasferire il segnale in digitale. Le possibilità sono numerose:

  • coassiale S/PDIF: molto diffuso su lettore CD, streamer, DAC e amplificatori;
  • ottico TOSLINK: utilizza la fibra ottica e garantisce isolamento elettrico tra le elettroniche;
  • USB audio: particolarmente diffuso tra computer, streamer e DAC;
  • AES/EBU: connessione digitale bilanciata, molto utilizzata in ambito professionale e presente anche su numerose elettroniche Hi-Fi di alto livello;
  • I²S: sempre più presente sulle sorgenti e sui DAC moderni, spesso tramite connessione HDMI. È importante ricordare che, a differenza dell’HDMI audio-video tradizionale, per l’I²S non esiste uno standard universale di piedinatura; è quindi necessario verificare la compatibilità tra i due apparecchi.

La presenza di una connessione più sofisticata, tuttavia, non significa automaticamente che quella sarà la migliore all’ascolto. L’implementazione delle interfacce, la progettazione delle elettroniche e la qualità del DAC possono incidere notevolmente sul risultato finale.

Tre possibili configurazioni per streamer e lettore CD

Possiamo trovarci davanti a tre configurazioni principali. Se il DAC migliore è quello dello streamer o del lettore CD, sarà la sorgente a effettuare la conversione da digitale ad analogica. In questo caso arriveremo all’amplificatore attraverso un collegamento analogico RCA o XLR.
Se invece riteniamo superiore il DAC integrato nell’amplificatore, conviene mantenere il segnale in digitale fino all’amplificatore, utilizzando una delle connessioni disponibili, come coassiale, ottico, USB, AES/EBU o I²S.
La terza possibilità è quella di utilizzare un DAC esterno dedicato. In questo caso lo streamer o il lettore CD invierà il segnale digitale al DAC, che effettuerà la conversione; dal DAC il segnale proseguirà poi in analogico, tramite RCA o XLR, verso l’amplificatore.
Sono tre percorsi differenti dello stesso segnale e comprenderli aiuta a individuare quale componente del nostro sistema Hi-Fi vogliamo incaricare della delicata conversione digitale-analogica.

Il test più semplice? Provare entrambe le soluzioni

In un impianto HI-FI è spesso molto più utile una prova diretta rispetto a qualsiasi considerazione puramente teorica. Se il nostro streamer o lettore CD dispone sia di uscite analogiche sia digitali e l’amplificatore dispone di un DAC interno, possiamo effettuare un confronto molto interessante. L’ideale è utilizzare cavi dello stesso produttore e/o di livello qualitativo comparabile. Ad esempio, possiamo collegare contemporaneamente la sorgente all’amplificatore con un cavo analogico RCA o XLR e con un cavo digitale coassiale, AES/EBU o altra connessione compatibile. A questo punto basta riprodurre lo stesso brano e cambiare ingresso sull’amplificatore.
Con il collegamento analogico ascolteremo il risultato del DAC della sorgente; passando all’ingresso digitale ascolteremo invece il DAC dell’amplificatore. Possiamo quindi confrontare i due percorsi quasi in tempo reale, senza dover continuamente scollegare e ricollegare i cavi. Un piccolo accorgimento è però importante. È consigliabile verificare che i livelli di volume delle due configurazioni siano il più possibile simili. Anche una piccola differenza può infatti influenzare la percezione e far sembrare migliore la soluzione che suona semplicemente più forte.

Conclusione

Il punto del discorso è che non esiste una risposta valida per qualsiasi impianto. Due apparecchi possono utilizzare convertitori differenti, ma anche stadi di uscita, alimentazioni e implementazioni delle interfacce digitali molto diverse tra loro. Per questo motivo basarsi esclusivamente sulle specifiche tecniche non sempre permette di prevedere quale collegamento offrirà il risultato più soddisfacente.
Inoltre, non bisogna considerare una tecnologia superiore a un’altra in assoluto. Un ottimo collegamento analogico può essere preferibile a quello digitale in un determinato sistema, mentre cambiando DAC, streamer, lettore CD o amplificatore il risultato potrebbe essere completamente diverso.
Quando possibile, il consiglio è quindi quello di provare entrambe le configurazioni. Un buon cavo analogico e un cavo digitale di livello equivalente permettono di effettuare un confronto diretto e capire quale DAC e quale percorso del segnale si integrino meglio con il proprio sistema. Perché nell’Hi-Fi, alla fine, la soluzione migliore è quella che permette al proprio impianto di esprimersi al meglio.
Che la scelta ricada su un collegamento analogico RCA o XLR, oppure su una connessione digitale coassiale, USB, AES/EBU, HDMI o I²S, la qualità del collegamento contribuisce a mettere ogni componente del sistema nelle condizioni di esprimersi al meglio. Nel catalogo Ricable potete trovare cavi analogici e digitali di differenti livelli, pensati per permettere di scegliere la soluzione più adatta a qualsiasi streamer, lettore CD, DAC e amplificatore e, perché no, per mettere alla prova direttamente le diverse configurazioni del vostro impianto Hi-Fi.

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