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Recensione #130 – Cavi Invictus AES/EBU e XLR Reference – Ricable Review

Recensione Invictus Massimo
Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Massimo B.

Sorgenti: Meccanica CD Audio Analogue AAdrive; Streamer Bluesound Node; Giradischi Gold Note Mediterraneo X

Amplificatore: Preamplificatore Audio Analogue Bellini Anniversary; Finale Audio Analogue Donizetti Anniversary

Diffusori acustici: Focal Aria 948

Altro: DAC Audio Analogue AAdac

La seguente recensione dei cavi Invictus AES/EBU e XLR Reference è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Massimo per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Da diverso tempo ho iniziato la fase di tuning, per quanto non sono mai stato un accanito sostenitore dei cavi, è comunque nata in me l’esigenza di dotare di connessioni di livello le elettroniche importanti con cui ho assemblato il mio impianto.
Dopo i primi approcci e test con vari cavi più o meno noti, rimanendo sempre con una certa insoddisfazione, ho proseguito la mia ricerca che mi ha portato qui, a Ricable.
Escludendo lo streamer, il caso ha voluto che tutti i componenti fossero italiani e quindi, con un certo orgoglio, perché non lo dovevano essere anche i cavi?
Dettato dalla necessità di connettere la meccanica CD al DAC, il primo approccio è stato con l’Invictus AES/EBU ed è anche il mio primo cavo del genere. I feedback positivi mi hanno poi portato all’Invictus XLR Reference per connettere il pre e finale, in sostituzione di un cavo che non mi aveva pienamente soddisfatto.

Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Bellissimi, per me è stato amore a prima vista, effetto “wow” all’apertura della scatola assicurato. Già poco dopo aver aperto e preso in mano per la prima volta l’Invictus AES/EBU, senza ancora averlo ascoltato, buttavo l’occhio sul cavo successivo, solo mosso da motivi estetici.
Entrambi i cavi sono ben costruiti, curati nei particolari e nel packaging. L’impressione è già buona alla vista e viene subito confermata al tatto, nonostante le dimensioni sono sufficientemente flessibili per le cablature. Anche i connettori trasudano della qualità con cui sono stati costruiti. Insomma da questo punto di vista… chapeau!

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Invictus AES/EBU – Come indicato in precedenza è il mio primo cavo nel suo genere, l’inserimento di un lettore streaming mi aveva creato la necessità di un DAC, che, in accoppiata con una meccanica CD, andava a sostituire il mio vecchio lettore CD. Non avendo paragoni, ho cercato di confrontare il suono della meccanica CD, collegato con Invictus AES/EBU al DAC, con il lettore di streaming (sempre collegato allo stesso DAC), considerando che utilizzo un servizio streamer che riproduce in formato Hi-Res.
Invictus XLR Reference – Utilizzato per collegare il finale di potenza Audio Analogue Donizetti Anniversary con il preamplificatore Bellini Anniversary, sempre Audio Analogue. In questo caso il cavo va in sostituzione di altro cavo della stessa fascia che però all’orecchio mi aveva dato delle perplessità soprattutto sui bassi. Ho quindi proceduto con delle sessioni di ascolto comparando i due cavi, utilizzando tutte le sorgenti, analogiche e digitali.
Per entrambi i casi le prove di ascolto sono state fatte con registrazioni che ben conosco, in particolare Love over Gold e Brothers in Arms dei Dire Straits, The Dark Side of the Moon e The Wall dei Pink Floyd, più diversi LP jazz. Tutto sia in vinile sia in formato digitale.

Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Invictus AES/EBU – Non avendo confronti mi son lasciato guidare dalle sensazioni di ascolto, il cavo suona molto bene, riportando fedelmente tutta l’informazione musicale attesa che, credo, sia poi quello che principalmente si chiede a un cavo di questo genere.
Invictus XLR Reference – Qui invece ho avuto il confronto con il precedente cavo, come già accennato di fascia simile, che, almeno al mio ascolto, mi sembrava ovattasse troppo i bassi per cui iniziai a pensare a un sostituto. L’Invictus ha ridato quella brillantezza che cercavo o meglio che mi aspettavo e soprattutto fedeltà al segnale che trasporta: sono dell’idea che un cavo non deve suonar meglio, ma trasportare fedelmente quanto registrato e voluto dall’artista e/o dall’ingegnere del suono.

Le tue conclusioni.

Non so se saranno i miei cavi definitivi, ma di certo saranno i miei cavi per lungo tempo. Sono molto soddisfatto della loro performance e, perché no, della loro italianità.
Sono cavi che sicuramente consiglio, attualmente sono partito subito con il botto con cavi serie Invictus, quindi il top per collegare elementi centrali della catena Hi-Fi. Ma proprio del feedback positivo ricevuto penso che proverò anche le serie “minori”, per massimizzare il rapporto qualità/prezzo.

Cosa ti è piaciuto?

– Performance, suonano in maniera fedele
– Costruzione, prodotti veramente fatti a regola d’arte
– Estetica… l’occhio vuole la sua parte

Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare

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