Recensione #143 – Cavi Magnus Power MKII, Dedalus Coaxial, XLR, Sub e Supreme HDMI MKII – Ricable Review
Non sono un maniaco dei cavi.
Sicuramente è colpa mia: sarà senz’altro il mio orecchio che non riesce a rilevare le differenze a volte così importanti che altri audiofili riescono invece a percepire. Il mio (personale) punto di vista è che, quando un impianto ha raggiunto livelli di qualità medio-alti, i miglioramenti possano solo essere piccoli affinamenti difficili da percepire singolarmente e, per essere realmente apprezzabili, devono essere cambiamenti complessi, complicati e spesso purtroppo costosi.
Un buon cavo può sicuramente affinare la qualità complessiva di un impianto e il cavo che si sceglie deve sicuramente avere un livello almeno pari alla qualità dell’impianto nel quale viene inserito ma poi, solo nel caso in cui tutti i cavi dell’impianto siano accuratamente scelti dello stesso livello e magari dello stesso produttore e della stessa serie, solo allora credo sia possibile percepire le differenze.
In questa ottica, ora che mi sono deciso a fare un upgrade piuttosto sostanzioso del mio impianto, non ho potuto fare a meno di considerare se intervenire o meno sui cavi sostituendo quelli che avevo, che sulla carta non sarebbero più stati allo stesso livello delle elettroniche e che avevano caratteristiche molto diverse tra loro, frutto di acquisti troppo frazionati nel tempo.
Deciso l’intervento, ho cominciato a ragionare su cosa cambiare e soprattutto con cosa.
Avevo già un paio di cavi Ricable, scelti a suo tempo per privilegiare un produttore italiano di cui avevo avuto modo di apprezzare la qualità costruttiva: un cavo di segnale per il subwoofer (serie Magnus) e un cavo di alimentazione (sempre della serie Magnus) che aveva sostituito un cavo di altra marca di pari livello.
Troppo poco per un giudizio reale. Mi mancava la prova definitiva per decidere. O meglio mi mancava di leggere con attenzione quello che Ricable aveva da offrirmi: una cosa su tutti, la possibilità di rendere i cavi entro 60 giorni!
La possibilità cioè di rendermi conto se quello che Ricable mi offriva era veramente quello che cercavo.
Bisognava a quel punto decidere su cosa orientarsi all’interno dell’offerta Ricable.
Credo di avere costruito nel tempo (purtroppo troppo lungo… segnale evidente di una età ormai avanzata) un buon impianto, sicuramente di livello importante e di sostanza ma non di eccellenza assoluta. Stabilito questo, la scelta del cavo adeguato non mi è stata di conseguenza difficile: la serie Dedalus mi è subito sembrata quella più appropriata. Non l’eccellenza assoluta di Ricable ma la parte più importante della sostanza.


e dell’estetica del prodotto?
Il cavo arriva in una confezione semplice ma curata. Non apprezzo le esagerazioni delle confezioni di certi produttori, più da beni di lusso che da accessori tecnici; Ricable ha trovato un buon compromesso con una scatola semplice ma robusta, piacevole al tatto e gradevole alla vista.
Quello che però conta davvero è la costruzione del cavo e anche qui nulla da eccepire, tutto curatissimo e già alla vista si percepisce immediatamente robustezza e qualità costruttiva.
Se proprio voglio trovare un difetto (ma veramente a tutti i costi e dimostrando anche un po’ di esagerata pignoleria), potrei criticare la tenuta dei connettori RCA che si sfilano un po’ troppo facilmente; avrei sinceramente preferito un connettore serrabile, più scomodo da utilizzare ma, almeno all’apparenza, con una tenuta più marcata. Ovviamente poi è tutto da dimostrare che questo comporti qualche miglioramento nelle prestazioni reali del cavo…
Aver fatto molte modifiche al mio impianto, tutte più o meno insieme, non mi ha facilitato la verifica dei risultati dei singoli cambiamenti. I cavi sono stati poi l’ultimo tassello e quindi, arrivando dai risultati abbastanza marcati ed evidenti del cambiamento di parti importanti dell’impianto (il pre, l’ampli surround e alcuni diffusori), sapevo non sarebbe stato facile un giudizio riferito solo a loro.
Come di solito faccio in questi casi, ho preferito fare la prova solo con musica Jazz (e un po’ di musica elettronica) perché sono registrazioni di solito più curate, con parti strumentali e orchestrali importanti ma dove anche assoli e voce hanno rilievo e questo mi rende più facile la verifica di eventuali piccoli cambiamenti. Ho scelto ovviamente album di cui conoscevo la qualità della registrazione e che, proprio per le numerose verifiche fatte in questa fase di cambiamenti, avevo ascoltato con grande attenzione negli ultimi giorni.
Per la parte video, ho scelto qualche Blu-Ray di azione dove audio e immagini sono elementi effettivamente essenziali del contenuto.
Per quanto riguarda infine i cavi XLR, le prove sono state fatte anche confrontandoli direttamente con i miei cavi precedenti.


impressioni di ascolto?
Sono passati pochissimi giorni dall’ordine e avevo a casa tutto il necessario per ricablare una parte importante del mio impianto.
Qualche serata di lavoro per affinare anche il layout dell’impianto e apprezzare ulteriormente la qualità costruttiva dei miei nuovi cavi ed ero pronto.
Ho preso il vinile Jazz at the Pawnshop di Arne Domnérus, da molti considerata una registrazione eccezionale, un Gold CD della Fonè con un meddle jazz di registrazioni curate da David Manley e due Blu-Ray: uno di 007 (dove le scene di azione non mancano certo…) e il recentissimo Una battaglia dopo l’altra, fresco vincitore di sei oscar e con alcune scene “buie” ideali per una verifica delle immagini.
Preparati i miei album di riferimento, ho iniziato con i miei ascolti e quello che speravo di sentire, quel piccolo salto in avanti che desideravo, si è materializzato con grande chiarezza.
Tanti piccoli affinamenti del suono che stanno ora rendendo più piacevoli molti dei miei ascolti abituali.
Un po’ di brillantezza in più delle sezioni acustiche non esagerata ma sufficiente per dare più chiarezza a queste parti, più facilità nel distinguere gli strumenti nelle parti orchestrali e la posizione della voce definita con più accuratezza.
Anche i cavi HDMI hanno superato la prova: una leggera profondità in più dell’immagine che usciva dal mio proiettore è stata subito apprezzabile (e apprezzata!).
Una prova dunque superata e la certezza che altri cavi Ricable entreranno appena possibile a far parte del mio set.
Le tue conclusioni.
Ho apprezzato: è un prodotto italiano, i cavi hanno un’elevata qualità di costruzione con connettori solidi e ben realizzati, l’estetica è molto curata, è possibile l’acquisto diretto con il vantaggio del reso e con la garanzia a vita (che non sono un aspetto secondario).
Non ho apprezzato: la tenuta dei connettori RCA, li avrei (personalmente) preferiti del tipo serrabile che mi dà l’impressione garantisca un contatto più accurato tra connettore e presa.
