Ecco quindi tutti gli articoli del blog Ricable su curiosità, notizie, cultura, trucchi e suggerimenti a tema Hi-Fi!

Scelta due porte

Guida all’acquisto: come scegliere il cavo giusto per l’impianto Hi-Fi?

Hai appena scoperto il fantastico mondo dell’Hi-Fi Audio e sei colpito da miriadi di informazioni che, inizialmente, è difficile distinguere tra rilevanti e inutili. Il discorso non è semplice, ma forse non è nemmeno così complicato. Allora. Partiamo dal presupposto che i componenti separati che compongono l’ossatura della stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi sono tre: sorgente, amplificatore e diffusori acustici. Questi tre elementi vanno collegati tra loro con supporti di valore direttamente proporzionale, per ottenere prestazioni ottimizzate. Un cavo non adeguato castrerebbe l’impianto, uno troppo prestante sarebbe non dannoso ma, in definitiva, inutile a livello di ascolto. Il nostro focus è il cablaggio di elettroniche audio ad Alta Fedeltà, e dunque in questo articolo esauriremo proprio l’argomento: scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto.

Tipologie di cavi Hi-Fi

Prima ancora di capire quanto convenga spendere per scegliere il cavo Hi-Fi che fa per noi, dobbiamo capire quali sono i cavi Hi-Fi che ci servono. Questo dipende dalla struttura dello stesso (la sorgente è un PC? O forse un giradischi? C’è un subwoofer?). Le macrocategorie possono essere ridotte a tre:

  • Segnale.
  • Potenza.
  • Alimentazione.
dedalus speaker cavo potenza hi-fi

La prima è la più variegata, tanto è vero che possiamo suddividerla in altre due sottocategorie: cavi di segnale analogico e cavi di segnale digitale. In ogni caso, i cavi di segnale servono sempre a spostare il segnale, appunto, da un apparecchio a un altro. Tra gli analogici troviamo quelli:

  • RCA, per trasportare un segnale con collegamento RCA in modalità Stereo (Destro/Sinistro).
  • XLR, che sono la versione bilanciata per il collegamento tra due elettroniche che hanno entrata e uscita XLR.
  • Phono, per giradischi, una variante dei cavi di segnale RCA utile per la riproduzione su vinile, una delle poche tecniche ancora interamente analogica.
  • Subwoofer, cavi di segnale monofonici progettati per esaltare la riproduzione delle basse frequenze dei subwoofer attivi.
  • Jack 3.5, per collegare apparecchi stereofonici ad Alta Fedeltà, con connessione Jack da 3,5 mm, 6,3 mm e Jack-RCA.

I cavi di segnale digitali, invece, sono di quattro tipologie principali differenti, ossia:

  • Coassiali, che trasportano il segnale audio digitale a 75 Ohm prima che venga convertito in analogico e successivamente amplificato.
  • USB, cavi che supportano una delle connessioni più diffuse al mondo e che in Hi-Fi interessano principalmente i fruitori di musica liquida.
  • Ottici, sempre più in disuso, perché per la stereofonia si prediligono i coassiali, mentre nell’Audio/Video si trasporta il segnale con il collegamento HDMI.
  • AES/EBU, una connessione a 110 Ohm con connessione XLR, molto performante, ma poco diffusa.

Parliamo ora dei cavi di potenza, detti anche cavi speaker. Questi si utilizzano per collegare l’amplificatore (integrato o finale) ai diffusori acustici passivi con segnale di potenza, cioè quello che ha già effettuato l’amplificazione finale. Ci sono inoltre i cavi di alimentazione, necessari per dare energia a qualsiasi componente attiva e che trasportano la corrente per farla funzionare. Infine troviamo i cavi HDMI, che riguardano però più l’Alta Fedeltà Video che quella Audio, per chi possiede un impianto multicanale.

Quanto spendere per i cavi Hi-Fi? Come scegliere?

È quasi impossibile dare una risposta univoca, dato che le variabili sono tantissime e non così facilmente calcolabili. Basti pensare all’ambiente di ascolto. È per questo che vi diamo la possibilità di contattarci sempre durante l’orario lavorativo, con il mezzo che preferite, in modo da darvi una consulenza su misura per voi. Una stima superficiale, ma allo stesso tempo molto rapida, può essere la seguente: per il cablaggio di un’elettronica è consigliabile spendere il 10-15% del valore di listino della stessa. Facciamo due esempi:

  • Ho un lettore CD che ho comprato, usato, a 1.000 €, ma il cui valore di listino è 1.500 €. Se devo scegliere il cavo Hi-Fi di alimentazione, la scelta potrebbe essere la serie Primus, considerando però anche la possibilità del Magnus.
  • Ho un amplificatore da 5.000 € e diffusori acustici da 10.000 €. Se ho bisogno di un cavo di potenza per collegare le due elettroniche, considerando il valore complessivo (15.000 €), la scelta giusta potrebbe essere Invictus Speaker.

Ribadiamo ancora una volta che questo tipo di ragionamento è comunque sommario. Basti pensare a uno degli elementi che maggiormente consideriamo quando valutiamo un acquisto: il rapporto qualità/prezzo. Nel caso il vostro prodotto abbia un rapporto qualità/prezzo decisamente elevato, potresti pensare di prendere un cavo di una serie superiore rispetto a quanto direbbero i due esempi sopra riportati. Al contrario, nel caso tu abbia pagato tanto il vostro lettore giradischi ma, ahinoi, non è che sia poi così performante, non è detto che convenga spendere più di tanto per il cablaggio.

In medio stat virtus

Intendiamoci. Non sarà mai un danno cablare in maniera strepitosa un impianto mediocre (se non per il vostro portafoglio). Quello che potrà capitare sarà avere speso di più di quel che dovevi senza percepire nessun miglioramento sostanziale. Dato che i cavi Ricable sono garantiti a vita, comunque, è possibile acquistare un cavo più prestante di quel che ci serve in vista di aggiornamenti futuri dell’impianto. A questo punto però vi consiglieremmo di usufruire di Ricable Upgrade, che dà al vostro usato l’esatto valore d’acquisto in caso di permuta per un prodotto superiore. Ma torniamo a noi. Se il vostro impianto Hi-Fi non è abbastanza rilevatore per portare alla luce modifiche di fine tuning, è inutile investirci troppo sopra. Una scelta assai più oculata ed equilibrata, rispetto all’acquisto di un singolo cavo eccezionale come l’Invictus, potrebbe essere cablare tutto l’impianto con buoni cavi, come quelli delle serie Primus o Magnus.

Facciamo un altro esempio. Pensa di possedere una qualsiasi utilitaria e pensa di equipaggiarla con prestanti e costose ruote da corsa. Il miglioramento sarebbe sostanziale su una macchina sportiva, addirittura determinante se fossimo nel bel mezzo di una competizione. Ma ciò che saresti in grado di percepire voi, con la vostra utilitaria, sarebbe, al contrario, un upgrade infinitesimale. O forse non percepiresti proprio alcuna differenza. Vale anche il discorso inverso. Montare gomme standard su un bolide con 800 CV, 8.500 giri al minuto del motore e 12 cilindri, al contrario, sarebbe un collo di bottiglia per le prestazioni del veicolo, e nel peggiore dei casi potrebbe arrivare a compromettere la vostra sicurezza.

Il cavo giusto per il mio impianto Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto non è una cosa immediata. Anche per questo abbiamo introdotto la garanzia Soddisfatti o Rimborsati, che prevede la possibilità di effettuare il reso gratuito con un periodo di sessanta giorni. Come detto, le variabili sono tantissime, e dunque riteniamo necessario dare la possibilità di effettuare tutti i test opportuni nel proprio ambiente d’ascolto. D’altra parte il divertimento dell’audiofilia deriva anche dalle innumerevoli prove che possiamo effettuare, sperimentando soluzioni inedite. Magari in compagnia degli amici di una vita, provando “il pezzo nuovo” nei rispettivi impianti e confrontando le differenti opinioni. Lo sforzo Ricable è quello di ampliare sempre più il proprio catalogo, aggiornando con innovative tecniche i prodotti esistenti e inserendone di nuovi. Per venire incontro alle esigenze di tutti sia a livello di cablaggio che di portafoglio. Dai un’occhiata al nostro catalogo per scoprire se c’è quello che fa per voi.

diffusori black white

Come scegliere il cavo Hi-Fi migliore: le serie Ricable

La funzionalità di un cavo, anche in un contesto particolare come l’Hi-Fi, è sotto gli occhi di tutti. Un cavo collega le elettroniche tra loro, e lo fa meglio o peggio in base alla qualità dei materiali, della costruzione e di tanti altri aspetti. Che sia di alimentazione, di potenza oppure di segnale, con un valido supporto che le collega, le elettroniche del nostro impianto Hi-Fi funzioneranno esse stesse meglio che non con un cavo scadente o standard. Una precisazione che abbiamo fatto in più di un nostro articolo (repetita iuvant): un cavo Hi-Fi non migliorerà mai il suono emesso dal vostro impianto. Tutto quello che farà, sarà deteriorarlo il meno possibile – che comunque non è poco, anzi, tanto è vero che è importante scegliere il cavo Hi-Fi migliore per le proprie specifiche elettroniche. I cavi Ricable, sotto questo profilo, nascono proprio per restituire all’ascoltatore la massima neutralità possibile.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi migliore

Immaginate di avere speso un occhio della testa per avere un amplificatore e dei diffusori acustici di livello, per poi avere un collegamento tra questi che compromette la qualità del suono. Sarebbe stato meglio fare trentuno al posto di trenta, no? Un audiofilo sa bene che la scelta di un’elettronica non è solo frutto di uno sforzo economico, ma anche di tempo, se consideriamo quanto ci vuole per documentarci ed effettuare i relativi test. Allora ecco che a farla da padrona spunta una caratteristica spesso sottovalutata: l’equilibrio.

Parliamoci chiaro: deve ancora venire il giorno in cui consiglieremo un nostro cavo top di gamma a un audiofilo che possiede un impianto Hi-Fi che rientri nella norma. Un cavo eccezionale in un impianto discreto non produrrebbe alcun danno, ci mancherebbe altro; ma lo stesso impianto non sarebbe probabilmente così rilevatore da farvi cogliere differenze rispetto a un supporto meno performante, per quanto comunque buono. Il contrario, invece, potrebbe essere ben più deleterio – ed è quello che stavamo dicendo. Un cavo scadente in un impianto Hi-Fi di tutto rispetto demolirà tutti gli sforzi che abbiamo fatto per allestirlo.

Parola chiave: equilibrio. Quanto spendere per i cavi Hi-Fi?

L’equilibrio, dunque, riveste davvero un ruolo chiave. Forse anche più dell’importo speso per assemblare tutto il nostro impianto Hi-Fi, tra cavi ed elettroniche. Immaginate una macchina da corsa con un motore superbo e un telaio assolutamente poco aerodinamico. O, sempre per rimanere in tema Alta Fedeltà, un impianto con un amplificatore pregevole e diffusori di scarsa qualità. Tanta fatica per niente.

Per quanto riguarda i cavi Hi-Fi, il discorso è lo stesso. Non è ottimale avere ottimi cavi di potenza e pessimi cavi di segnale, ad esempio, così come è importante che il valore dell’impianto vada di pari passo con quello dei cavi utilizzati per lo stesso. Si tratta di una regola non scritta e che dunque va presa con le pinze quella che stiamo per scrivere, ma un buon rapporto di costi tra cavo ed elettroniche dovrebbe essere del 10-15% del valore di listino. Ad esempio: un amplificatore da 1.000 euro dovrebbe presentare cablaggi del valore di 100-150 euro. Ci teniamo a precisare ancora una volta che a riferimento va preso il prezzo di listino, nel senso che se andiamo sull’usato e compriamo un amplificatore a 1.000 euro il cui valore originale era però 5.000 euro, la spesa da destinare ai cavi sarà comunque di 500-750 euro.

Quattro serie di cavi Hi-Fi, per ogni portafoglio

Tenendo conto di tutte queste considerazioni, la produzione di cablaggi Ricable si divide in quattro serie differenti, così da venire incontro a qualsiasi esigenza sia qualitativa che economica. Le quattro serie di cavi Hi-Fi Ricable, fatta eccezione per i cavi HDMI, sono le seguenti:

  • Primus per impianti Entry Level (tutti gli apparecchi Hi-Fi dovrebbero avere almeno un cablaggio Primus)
  • Magnus per impianti Hi-Fi di alto livello
  • Dedalus per impianti Hi-End
  • Invictus per impianti Hi-End di alto livello

Ripetiamo qui un concetto già espresso: non è un male cablare con un livello di cavo superiore la propria elettronica, perché alcune variabili non sono calcolabili con i numeri, ma potrebbe essere che con un livello inferiore di prodotto si ottenga il medesimo risultato, perché l’elettronica stessa, in quel caso, più di così non può rivelare.

Equilibrio e sinergia dei cavi Hi-Fi

Un certo equilibrio deve essere preservato non solo nel rapporto tra cavi ed elettroniche, ma anche tra i cavi Hi-Fi stessi. La prima cosa che ci sentiamo di consigliare è un livellamento del cablaggio. Piuttosto che prendere un ottimo cavo di segnale e uno scadente di potenza, è meglio averli entrambi di livello medio. La cosa migliore sarebbe avere un cablaggio più uniformato possibile, con la stessa serie e marca per tutti i collegamenti. Da qualche parte si dovrà pur cominciare; a questo proposito, per scegliere il cavo Hi-Fi migliore, vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro catalogo, comprendente l’intera offerta Ricable.

Soisy Finanziamento Cavi Hi-Fi Ricable

Scegli il finanziamento Soisy come metodo di pagamento per i cavi Hi-Fi Ricable

Uno dei tratti distintivi a cui Ricable tiene maggiormente è il Made in Italy, in ogni suo aspetto. Dalla progettazione alla costruzione dei cavi Hi-Fi, passando per la localizzazione dell’azienda e dei dipendenti. Un altro tassello che si aggiunge in questo senso è la collaborazione con Soisy, “il marketplace dei prestiti tra privati per finanziare gli acquisti in e-commerce convenzionati” con sede a Milano. Detto in altre parole: da oggi è possibile acquistare sul sito Ricable tramite pagamento a rate e finanziamento cavi Hi-Fi.

Come posso pagare tramite finanziamento Soisy sul sito Ricable?

Pagare a rate il tuo nuovo acquisto Ricable è semplicissimo, infatti scegliere questa modalità presenta poche differenze rispetto a qualsiasi altro metodo di pagamento. Come prima cosa, scegli il prodotto e inseriscilo nel carrello. A questo punto puoi scegliere se visualizzare il carrello o andare alla cassa. Nel primo caso, come mostrato dallo screen sottostante, hai la possibilità di visualizzare un’ipotesi di finanziamento dei cavi Hi-Fi che desideri acquistare. Nel secondo caso, come indica invece lo screen più in basso, puoi a tutti gli effetti selezionare il finanziamento Soisy come metodo di pagamento. A questo punto sarete catapultati sulla piattaforma. Ed è qui che viene il bello.

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Scegliere il finanziamento Soisy è un'opzione veloce e conviene per i cavi Hi-Fi?

La risposta in merito al tuo finanziamento dei cavi Hi-Fi Ricable è rapidissima e indolore, oltre che 100% online. Ti sarà data in tre minuti, solo inserendo il codice fiscale e poche altre informazioni utili. L’accettazione della richiesta dopo i controlli, statisticamente più alta della media, sarà confermata o meno in massimo ventiquattro ore e la firma sarà apposta con codice inviato via SMS. Il tasso di interesse è personalizzato in base allo storico e al merito creditizio ed è mediamente più basso di quello di banche tradizionali.

L’importo minimo sopra il quale puoi richiedere un finanziamento è estremamente accessibile: 150 euro, e il numero di rate è personalizzabile, fino a un massimo di cinque. La rata che vedi è esattamente quello che pagherai, senza spese aggiuntive o sorprese. Se hai problemi o difficoltà, non esitare a contattarci. Puoi anche dare un’occhiata al video a inizio articolo, se vuoi essere guidato passo passo. Con Soisy puoi comprare un prodotto Ricable di fascia superiore e diluirne il pagamento a rate, senza che pesi sul bilancio*. Dai un’occhiata al nostro catalogo.

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* Il finanziamento Soisy è attualmente disponibile solo in Italia.

cavi elettrici fase controfase

Come trovare la fase in un impianto Hi-Fi

Ai fedelissimi del blog Ricable non risulterà completamente nuovo il concetto di fase e di controfase. Lo avevamo già affrontato quando vi abbiamo offerto alcuni accorgimenti, il più delle volte gratuiti, con cui ottimizzare le performance della catena audio. Nel caso di installazioni particolarmente rilevatrici, per capire se queste sono in fase oppure in controfase, può bastare l’orecchio. Il difficile però è “scovare” quali elettroniche siano in fase e quali no. Ma partiamo dall’inizio, ossia: cosa sono fase e controfase, per poi passare a spiegarvi come potete effettuare dei test per trovare la fase nel vostro impianto Hi-Fi.

Fase e controfase elettronica audio

Cosa vuol dire mettere a punto la fase di alimentazione? Ciò che fornisce energia ai nostri impianti è la corrente di rete, dunque una cattiva alimentazione di un’elettronica non può che portare a un funzionamento meno prestante della stessa, che condizionerà direttamente il suono. La corrente arriva a 220 V in tre contatti nelle nostre case: terra (in mezzo, e in questo caso non ci interessa), fase e neutro. In realtà un apparecchio alimentato a corrente alternata funziona sia in un verso che nell’altro, specialmente se si tratta di elettroniche poco delicate, come un forno o un frigorifero. In certi casi invece è importante inserire la spina nel verso giusto, e mettere un impianto Hi-Fi in fase costituisce proprio questo. È un problema che non riguarda solo l’Hi-Fi, ma anche altri contesti, come ad esempio quello delle caldaie. In ogni caso, avere un solo apparecchio in controfase porterà ad avere l’intero impianto in controfase. Non un problema da poco, se si considera che quando la catena audio è tutta in fase ci sono una maggiore articolazione della gamma bassa, una rappresentazione della scena più nitida, una migliore messa a fuoco e una tridimensionalità più evidente. Altre due premesse: la maggior parte degli apparecchi ha la fase nel lato destro; la prima messa in fase andrebbe fatta con il distributore di rete e con il condizionatore di rete.

Trovare fase e controfase nella presa a muro

Per trovare fase e controfase nella presa a muro dovrete prendere un cacciavite cercafase e inserirlo alternativamente nei fori laterali della presa stessa. Ci raccomandiamo di prendere tutte le precauzioni del caso prima di effettuare questa operazione.

cacciavite cercafase

Si può anche pensare di chiedere di farla fare a qualcuno più esperto in questo campo. Quando il cacciavite cercafase si illuminerà, vorrà dire che avremo toccato il punto per cui passa la fase. Un’altra soluzione più empirica è aprire la presa; se il nostro impianto è piuttosto moderno e realizzato secondo gli standard italiani, troveremo tre cavi di colore diverso: uno blu (neutro), uno giallo o verde (terra) e un terzo di colore variabile (nero, bianco, marrone…) che costituisce proprio quello di fase. Ora potete collegare il cavo di alimentazione alla presa facendo sì che le due fasi siano corrispondenti.

Cercare fase e controfase nell'impianto Hi-Fi

Come trovare la fase dell’amplificatore nel proprio impianto Hi-Fi, ad esempio? Condizione necessaria è che ogni componente non debba essere collegato agli altri da nessun tipo di cavo o connettore, dunque deve essere inserito il solo il cavo di alimentazione. Rinnoviamo ancora una volta l’invito a effettuare queste operazioni con la massima attenzione, specie se il vostro impianto elettrico non è dotato di salvavita (anzi, se il vostro impianto elettrico non è dotato di salvavita, dovreste evitare proprio di metterci mano!).

Con il cacciavite cercafase

A questo punto, possiamo passare al primo metodo utile per trovare la fase nelle nostre elettroniche. Per prima cosa procuratevi un cacciavite cercafase, dal costo di una manciata di euro. Collegate solo il cavo di alimentazione e accendete l’apparecchio; usate scarpe isolanti in gomma per non scaricare a terra la lettura del cercafase, appoggiate il cercafase su un punto del telaio (ad esempio una vite o un punto non isolato da vernice), avendo l’accortezza di non toccare niente (altrimenti scarichereste tutto a terra e sarebbe inutile fare la misura). Accendete il cercafase poggiando un dito sulla parte metallica superiore. Fatto ciò, notate l’intensità luminosa del cercafase. Ora dovete girare la spina del cavo di alimentazione e ripetere la procedura, per vedere se l’intensità luminosa sia inferiore o maggiore rispetto all’altro lato.

L’apparecchio è in fase giusta nella posizione della spina in cui l’intensità della luce del cercafase è inferiore. Fate un segno sulla spina con un pennarello o altro; la parte della spina appena segnata è quella che va collegata a fase con la presa a muro. Questa misura è soggettiva, in quanto la luminosità della lampadina del cercafase dipende dalla resistenza elettrica del nostro corpo. Per qualcuno si potrebbe illuminare molto, per altri poco, per altri ancora non si potrebbe illuminare proprio. In quest’ultimo caso dovreste passare al secondo metodo per trovare la fase nel vostro impianto Hi-Fi.

multimetro tester

Con il multimetro

Per quanto riguarda il secondo metodo, la prima cosa da fare vostra è un tester elettronico (parliamo di poco più di una decina di euro di spesa). Collegate l’apparecchio come descritto nel primo metodo. Impostate il valore di misurazione del tester sui mV a corrente alternata. Poggiate il puntale del polo negativo su una vite a telaio non isolata da vernice e quello del polo positivo sul polo caldo di qualsiasi connettore RCA (meglio se di uscita) presente sul pannello posteriore. Leggete il valore sul tester e scrivetelo. Poi girate la spina e ripetete la misurazione; il valore più basso tra le due misure corrisponderà alla corretta fase dell’apparecchio. Fate un segno sulla spina con un pennarello o altro; la parte della spina appena segnata è quella che va collegata a fase nella presa a muro. Questa operazione la dovete ripetere su ogni apparecchio, purché sia sempre scollegato agli altri.

Il ruolo dei cavi di alimentazione Hi-Fi

A questo punto tutti gli apparecchi sono in fase, e dovrete effettuare questo procedimento nuovamente solo nel caso in cui vogliate inserire una nuova elettronica nella vostra catena audio. Se avete eseguito tutto in modo corretto, noterete che tutte le spine degli apparecchi avranno il punto fase che avete contrassegnato in corrispondenza della fase contrassegnata sulla ciabatta. Sottolineiamo ancora una volta come un’alimentazione ottimale delle proprie elettroniche non possa non contribuire efficacemente alla restituzione di un suono fermo e trasparente; per saperne di più, vi rimandiamo a questo nostro articolo. Per avere un collegamento solido ed efficace nel vostro impianto Hi-Fi, invece, vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri cavi di alimentazione, realizzati a mano in Italia con materiali di prima qualità.

Impianto Ascolto Vinile Giradischi

Tutti i componenti separati di un impianto Hi-Fi

Facciamo alcune semplici considerazioni prima di iniziare. Prima di tutto, è importante premettere che il numero di assetti secondo i quali si può strutturare il proprio impianto Hi-Fi, non è infinito… ma quasi. La stragrande maggioranza degli impianti, in ogni caso, presenta una struttura che prevede una sorgente, un amplificatore e dei diffusori acustici. Queste tre colonne possono essere segmentate, però, sfruttando un DAC non integrato, ad esempio, oppure suddividendo l’amplificatore integrato nella coppia pre + finale. Un’altra curiosa considerazione che possiamo fare in merito è la seguente: un banale oggetto che abbiamo sempre con noi e che fa prepotentemente parte della nostra routine, come lo smartphone, contiene al suo interno l’intera catena audio. Certamente con altre prestazioni, ma i nostri cellulari contengono casse, DAC, amplificatore e tutto ciò che è necessario perché un suono venga emesso. Ma quali sono i componenti separati di un impianto Hi-Fi?

La sorgente

La sorgente può corrispondere a diversi elementi. Può essere un giradischi, un lettore CD o anche un player di rete o un PC, nel caso si ascolti musica liquida. È ciò che emette il segnale del brano che vogliamo ascoltare. Proprio per questo la sorgente sarà sempre a monte del nostro impianto Hi-Fi, fatta eccezione per il condizionatore di rete, che si posiziona tra la sorgente e la presa della corrente. Un lettore CD legge i dati memorizzati su Compact Disc. I lettori CD sono in grado di leggere, oltre ai formati fisici del CD come il CD-R e CD-RW, i numerosi formati logici del CD (CD Audio, Video CD e così via) in base al software di cui dispone il lettore CD stesso oppure il computer che lo ospita. Il suono di un CD è digitale.

vinile con il centro arancione, azzurro e bianco

Il giradischi è invece un apparecchio elettrico di riproduzione sonora costituito da un piatto rotante, sul quale porre un disco in vinile che verrà letto da un braccio dotato di testina e puntina, scorrendo sugli appositi solchi. È, inoltre, l’evoluzione del grammofono, inventato nella seconda metà del XIX secolo da Emile Berliner. Il suono di un vinile è analogico. Passiamo ora all’ultima frontiera delle sorgenti audio: i Personal Computer e i player di rete. Questi dispositivi leggono file digitali, siano essi salvati in locale oppure riprodotti tramite lo streaming. Tecnicamente costituiscono la soluzione più performante, ma sono meno immediati da configurare rispetto ai lettori CD o ai giradischi.

L'amplificatore

standard hi-end differenze

L’amplificatore è, senza mezzi termini, tra tutti i componenti separati di un impianto Hi-Fi, il cuore pulsante della catena audio. Un po’ per la sua posizione, visto che si trova al centro, tra sorgente e diffusori acustici. Un po’ perché è il punto in cui le informazioni, che esse provengano da lettore CD, giradischi, player di rete o anche televisore, si convogliano, vengono convertite e infine trasmesse alle casse sotto forma di impulsi elettrici potenziati. Possiamo dividere gli amplificatori in due grandi categorie: valvolari e transistor. I primi si caratterizzano per essere stati gli unici presenti sul mercato fino a qualche decennio – oggi si rivolgono a una nicchia -, oltre che per… le valvole.

Grazie a queste la tensione in ingresso aumenta e, a detta di molti audiofili, ciò comporta una maggiore musicalità, più “calore”. Il calore, però, non è solo figurato. Gli amplificatori valvolari scaldano tanto e consumano molta corrente, tanto è vero che servono alcuni minuti prima che le valvole giungano alla corretta temperatura. Ultimo ma non meno importante: il prezzo di acquisto è mediamente molto più elevato rispetto a un amplificatore transistor.

Diverso è il discorso in merito agli amplificatori con struttura transistor. Questi tendono ad avere un’elevata corrente, non tensione, in ingresso. Gli amplificatori transistor costituiscono oggi la stragrande maggioranza di quelli presenti sul mercato. Un’altra suddivisione che possiamo fare per quanto riguarda gli amplificatori è che questi possono essere integrati oppure separati nell’accoppiata composta da pre e finale. In questo caso, sono quelli integrati a saturare il mercato. L’acquisto di un amplificatore, comunque, dovrebbe andare sempre di pari passo con quello delle casse acustiche, che trattiamo nel prossimo paragrafo.

Spendiamo però prima due parole anche in merito alle classi degli amplificatori. Queste nulla hanno a che vedere con quelle che troviamo quando parliamo di elettrodomestici. Le classi, quando si parla di amplificatori, non denotano né il consumo né la qualità dello stesso. Piuttosto rappresentano il funzionamento interno, la struttura dell’amplificatore; ma può capitare tranquillamente che un amplificatore di classe D suoni meglio di uno di classe A. La qualità dipende veramente da molti fattori.

I diffusori acustici

Come scegliere l’accoppiata amplificatore e diffusori acustici? Un aspetto da considerare, ma non calcolabile, è il nostro gusto. Nulla suonerà meglio di ciò che ci piace a livello di dinamica, proiezione e intensità sulle alte o sulle basse frequenze. Ma per fortuna ci sono anche parametri più oggettivi che possiamo calcolare per schiarirci così le idee. La potenza in uscita di un amplificatore dovrebbe infatti essere uguale, o poco superiore, a quella delle due casse sommate. Sulle istruzioni spesso ci sono indicazioni in questo senso. Nel caso di casse che ricevano troppa poca potenza, la resa sonora sarà al di sotto delle aspettative; nel caso di casse che ne ricevano troppa, il rischio di rovinarle sarà concreto.

diffusori acustici casse impianto Hi-Fi migliore

Le casse acustiche sono dunque il dispositivo che, finalmente, trasforma il segnale elettrico proveniente da un amplificatore audio in suono per farlo giungere all’ascoltatore. Nonostante possano essere suddivise in diffusori attivi (cioè con amplificatore integrato) oppure passivi, difficilmente troverete qualcosa che abbia a che fare veramente con l’alta fedeltà, nel primo caso. Più interessante è il dubbio che si pone tra casse da scaffale e casse da pavimento. Qui a fare da discriminante è la dimensione della stanza; nel caso in cui l’ambiente d’ascolto, di cui non smetteremo mai di sottolineare l’importanza, sia contenuto, sarà meglio declinare sui diffusori da scaffale, supportati da un buon subwoofer.

Sottolineiamo allora ancora una volta come l’assetto di un impianto Hi-Fi sia assolutamente mutevole in base al contesto, all’audiofilo che lo ascolta, alla disponibilità economica, all’utilizzo che se ne vuole fare (musicale o multimediale) e a tanti altri fattori. In altra sede abbiamo avuto modo di approfondire il discorso relativo al bi-wiring e al bi-amping.

E i cavi che ruolo hanno?

I componenti separati di un impianto Hi-Fi, se ridotti all’essenziale, sono dunque: sorgente, amplificatore e diffusori acustici. Più aumenta la qualità delle elettroniche, più queste si fanno rivelatrici, più conterà ciò che le unisce. Un cablaggio Hi-Fi all’altezza di tutto il resto dell’impianto, a certi livelli, non è più un fattore trascurabile. Date un’occhiata al nostro catalogo e cominciate a rendere onore, passo dopo passo, alla vostra passione.

Violinista al tramonto

La musica non va mai in vacanza: Ricable rimarrà aperta tutto agosto

La musica non va mai in vacanza e dunque Ricable rimarrà aperta per tutto il mese di agosto. Ce lo state chiedendo in tanti, e ci sembrava giusto ribadirlo con un post su misura. Rimarranno quindi validi i nostri principali servizi, cioè:

  1. Evasione ordini sui siti www.ricable.com, www.ricablecustom.com e www.troniteck.it
  2. Supporto commerciale e tecnico tramite telefono, e-mail, WhatsApp e chat on-line
  3. Ritiro presso la nostra sede negli orari previsti (dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 17:00), previa conferma telefonica o scritta

Auguriamo, a tutti coloro che ci andranno, buone ferie. Invitiamo invece gli altri a scriverci o a farci visita, pur rispettando tutte le norme legate all’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19, che prevede ancora lo stato di emergenza. Ogni spedizione sarà effettuata con la cura e la celerità che contraddistinguono Ricable; inoltre sarà preparata con tutte le misure necessarie affinché sia confezionata in un contesto sterile e igienizzato.

Ragazza Piscina Auricolari
beethoven musica liquida

Come è fatto un impianto Hi-Fi per ascoltare musica liquida

Nelle ultime settimane ci stiamo concentrando sulla fruizione della musica liquida in ambito Hi-Fi. Prima abbiamo parlato delle piattaforme che permettono di ascoltare in streaming la nostra musica preferita; dopodiché siamo passati a quelle che, invece, consentono di scaricare a archiviare in locale o in cloud le canzoni più belle. Ma la domanda che ci poniamo oggi è: come è strutturato un impianto Hi-Fi concepito per funzionare con la musica liquida ad alta definizione?

Lo schema di un impianto per la musica liquida

Tutto ciò che nella catena elettronica va dall’amplificatore in poi (sia esso integrato o sia esso composto dall’accoppiata pre e finale) rimane immutato. A cambiare conformazione è ciò che viene prima: la sorgente e tutto quello che la riguarda. Siamo abituati ad avere come sorgente un lettore CD o un giradischi, solitamente. Con il discorso relativo alla musica liquida, le carte in tavola cambiano e il protagonista del nostro impianto Hi-Fi diventerà un Personal Computer. Sarà qui che terremo salvate le nostre playlist salvate in locale oppure ascolteremo musica tramite qualche servizio di streaming.

musica computer PC

Nel primo caso dovremo fare affidamento su un software per riprodurre i brani; ce ne sono di svariati, e con tutta probabilità approfondiremo il discorso con un articolo a sé stante, ma per ora ci limitiamo a segnalare il più diffuso (oltre che gratuito): Foobar2000. Utilizzare un PC come sorgente è, senza discussione, la soluzione tecnica migliore. Ma è una delle meno immediate che possiate utilizzare, sia lato hardware che lato software. Il primo aspetto è legato al fatto che, se volete un PC concepito ad hoc per ascoltare musica, dovrete ripiegare su case specifici in grado di arginare il rumore e le vibrazioni emessi dalla ventilazione. Per quanto riguarda il lato software, invece, sarà invece necessario rimuovere tutto ciò che non è necessario per l’ascolto di musica per avere prestazioni ottimali.

Fatto questo, il fondamentale passo successivo è acquistare un DAC di livello. Quello installato nella stragrande maggioranza dei PC è pessimo e rischia di essere un pesante collo di bottiglia per tutto il resto dell’impianto. Ci sono, in ogni caso, schede audio di livello che possono evitare di avere un DAC esterno. Tendenzialmente si usano meno per due motivi: il primo è che queste schede sono utilizzabili solo con il PC, mentre il DAC esterno permette l’impiego anche con altre sorgenti; il secondo è che sono poco schermate dalle interferenze che si generano all’interno del PC. Se quindi optiamo per il DAC, questo andrà collegato, tramite cavo USB (a cui stiamo lavorando per la sua introduzione a catalogo), tra sorgente e amplificatore.

Un altro componente non fondamentale ma di sicuro interesse è il DSP. DSP sta per digital signal processing; con queste tre parole indichiamo il processamento di segnali rappresentati in forma numeri in tempo reale. Il DSP è dunque un microprocessore dedicato esclusivamente a processare un segnale continuo dopo il suo campionamento, che dunque non sostituisce la scheda audio, ma le si affianca. Il primo vantaggio che comporta avere nel proprio impianto questo componente è la riduzione del carico presente sulla CPU del computer. Si tratta di un aspetto che però, vista la potenza di calcolo raggiunta oggi anche da un PC di fascia media, sta andando scomparendo.

In seconda battuta, partiamo dal presupposto che il segnale analogico è convertito in un flusso di numeri. La potenza di calcolo per l’elaborazione del segnale digitale consente molti vantaggi rispetto al trattamento analogico, come ad esempio il rilevamento e correzione degli errori in trasmissione, e anche la compressione dei dati. Tutte queste operazioni, volte a migliorare la dinamica, a ridurre la distorsione e a migliorare il rapporto tra segnale e disturbo, sono dunque effettuate prima di passare per il DAC, che riconverte il segnale in formato analogico.

Un DSP porta dunque innegabili benefici al nostro ascolto. Ma la sua applicazione è ancor più interessante nel momento in cui questo viene abbinato a un microfono. Con questa combo, tramite alcuni DSP, è possibile “sondare” l’ambiente d’ascolto per fare sì che le modifiche apportate al brano dal processore rendano alte, medie e basse frequenze equalizzate in base al contesto in cui vengono emesse.

cambridge audio 851n

La musica liquida senza PC

Non c’è dunque scampo per chi non ha piacere o non ha tempo da dedicare al set-up di un computer? No, fortunatamente ci sono altre via valide per usufruire della musica liquida e al contempo avere un impianto Hi-Fi più “classico”. La soluzione risponde al nome di “player di rete”; questi player vengono sempre più spesso abbinati ad altre componenti della catena audio, come ad esempio i lettori CD. Un player di rete è, in definitiva, un riproduttore di musica digitale ad alta qualità.

È un’ottima soluzione per tutti coloro che ascoltano musica in streaming, web radio e musica digitale salvata su un server locale, ma che non vogliono utilizzare un PC come sorgente. Una volta che abbiamo il nostro network player, lo schema dell’impianto Hi-Fi per l’ascolto di musica liquida risulterà simile a quello descritto in precedenza. Anche il player di rete è consigliabile collegarlo a un DAC tramite cavo coassiale oppure ottico; in Hi-Fi, più le componenti vengono separate tra loro per esercitare, ciascuna, la propria specifica funzione, più, tendenzialmente, la qualità del suono emesso ne gioverà.

Non solo. Anche utilizzando un player di rete potremo fare affidamento su alcuni DSP (ma si tratta di una circostanza rara), che comunque consentono una gamma di personalizzazioni meno ampia rispetto a quanto è possibile fare con un computer. Il problema principale legato ai network player è la loro longevità e la loro duttilità. Di piattaforme per l’ascolto di musica in streaming ad alta definizione ne esistono già tante e molte altre ne nasceranno (così come alcune spariranno). Il fatto che la quasi totalità dei network player non vanti un sistema operativo proprio in favore di una maggiore comodità di utilizzo, potrebbe rendere questi passaggi traumatici, salvo aggiornamenti del firmware da parte del produttore. Anche a bocce ferme, in realtà, potrebbe capitare che il player di rete che desiderate non supporti la piattaforma che siete abituati a utilizzare. Insomma: bisogna valutare bene pro e contro.

Cavi audio Hi-Fi per un impianto per la musica liquida

A livello di cablaggio, in un impianto Hi-Fi concepito per funzionare con la musica liquida a guadagnare importanza è il cavo USB, su cui Ricable sta lavorando e che dovrebbe essere messo in vendita a partire da settembre. Abbiamo fatto un breve cenno al cavo coassiale per via del collegamento tra player di rete e DAC, cavo coassiale che invece è già a catalogo e che vi invitiamo a scoprire insieme a tutti gli altri nostri prodotti.

donna ascolto musica cuffie

Cinque siti dove acquistare e scaricare musica FLAC

Un paio di settimane fa abbiamo pubblicato un articolo con qualche cenno alla storia della musica liquida, aggiungendo una rapida panoramica su come, negli ultimi tempi, questa modalità di fruizione sia diventata appetibile anche per tanti audiofili. In quella occasione ci siamo concentrati soprattutto sullo streaming; oggi, invece, vogliamo approfondire il discorso sulle piattaforme dove scaricare musica FLAC. Se volete effettuare il download e salvare in locale musica Hi-res, questo è l’articolo che vi spiegherà come e dove farlo. O almeno cinque possibilità in questo senso.

Cinque siti per il download della musica liquida

HDtracks è il primo sito che vi consigliamo parlando di acquisto di musica in alta definizione. È stato uno dei capostipiti a offrire il download di brani in alta risoluzione. Lo si vede, ahinoi, a partire dall’interfaccia e dalla grafica, non molto aggiornate. Questo fa sì che i generi prevalenti nel catalogo siano soprattutto rock, jazz e musica classica, cosa che potrebbe disincentivare gli audiofili più giovani. La sezione pop, comunque, è in continua espansione e già ora si trovano gli artisti del momento. I formati disponibili sono piuttosto numerosi, e tipici quando si parla di musica lossless, dunque: FLAC, WAV, AIFF, ALAC, DSD. Il più grande problema di HDtracks è però un altro, oltre a prezzi non proprio competitivi: la necessità, in Italia, di fare acquisti tramite VPN e scegliere come origine USA o UK. Facendo diversamente, il numero di brani acquistabili si ridurrà drasticamente e potremo quasi solo effettuare la navigazione del sito.

Logo HDTracks
qobuz logo

Di Qobuz abbiamo parlato quando abbiamo esaminato le migliori piattaforme per lo streaming musicale Hi-res. Ma Qobuz vanta anche uno store digitale. Il servizio non presenta un’interfaccia molto aggiornata, ma punta su un blog con approfondimenti e interviste, oltre a una sintetica ma esaustiva scheda di presentazione degli artisti. Il catalogo è piuttosto variegato e in continua evoluzione, e capace di lasciare spazio alle produzioni indipendenti. Anche Qobuz offre una certa varietà di formati di cui effettuare il download: FLAC, ALAC, WAV, AIF e altri ancora; inoltre è disponibile in Italia e non richiede alcuna VPN. Non solo, i prezzi sono mediamente più accessibili rispetto a HDtracks ed è possibile scaricare l’app per smartphone, tablet e computer. La ciliegina sulla torta è potere sottoscrivere un abbonamento ibrido (download + streaming) che consente di avere sconti sull’acquisto diretto di brani musicali.

7digital è un altro sito dove scaricare musica FLAC, nonché un esempio di come un libro non vada giudicato dalla copertina. Non che l’interfaccia di 7digital sia malvagia, anzi; è tra le più moderne, con un player intuitivo e funzionale. Basterà cliccare sopra un album per ascoltare l’anteprima di ogni brano presente, anche scorrendo, nel frattempo, altre pagine del sito. Il problema è il lato editoriale: almeno nel dominio italiano, attraverso le sezioni “Novità Album” e “Novità Singoli”, non si troverà nulla di più recente… delle hit del 2018. Dulcis in fundo: tra i “Suggeriti” c’è il “Meglio del 2014”. Per fortuna utilizzando il motore di ricerca interno si trovano numerose hit di recentissima uscita. Non sono molti invece i formati: i brani possono essere scaricati solo in MP3 o FLAC 16/24 bit (distinti da appositi badge). I file, venduti a prezzi competitivi, possono anche essere salvati in cloud così da risultare accessibili tramite web o app per mobile.

7 digital logo
bleep logo

La prima cosa che salterebbe all’occhio a chi dovesse visitare Bleep per la prima volta, sarebbe sicuramente il tipo di offerta proposto all’audiofilo. Bleep, infatti, intercetta un’utenza dai gusti particolari e di nicchia. Il catalogo comprende musica hip hop, elettronica, house, ambient, alternativa e classica moderna, tra gli altri. Il numero di formati da selezionare quando sceglieremo di effettuare il download è discreto (MP3, FLAC e WAV). Lo stare “fuori dal coro” si manifesta anche in un altro modo: non nel lato estetico, piuttosto anonimo, ma nel tipo di offerta proposta al cliente. Nella quasi totalità dei brani, a fianco dell’opzione di acquisto del file, si trovano quelle per portarsi a casa il CD, il vinile o, udite udite, la musicassetta. Ma non è ancora tutto, perché Bleep presenta anche una sezione di merchandising a tutti gli effetti in cui trovare abbigliamento, libri e accessori di altro tipo delle etichette più underground.

HighResAudio si presenta come piuttosto spartano nell’aspetto, fatta eccezione per la presenza di badge che ci indicheranno offerte a tempo limitato (i prezzi sono comunque competitivi) o il formato. HighResAudio, senza tanti convenevoli, ci sbatte in faccia numerosi album direttamente in home page, sommariamente divisi per più venduti, consigliati e per le principali etichette discografiche. A essere canonici (almeno per un audiofilo) sono anche i generi principali in cui si ramifica il catalogo: classica, jazz, rock e pop (ne sono comunque presenti molti altri). A farci pensare che HighResAudio sia stato concepito con un preciso target in mente è la scelta di mettere a disposizione solo album in qualità studio master (FLAC, AIFF, ALAC, WAV, DXD WAV, DSD64). Completa il quadro un lato editoriale curato, anche se in inglese, con qualche consiglio a livello Hi-Fi e numerose recensioni di album musicali.

highresaudio logo

Una notazione importante per chiudere il discorso: HDtracks e HighResAudio non consentono di acquistare il singolo brano, ma solo l’intero album. Un aspetto che qualche audiofilo potrebbe ritenere fondamentale. A prescindere da quale servizio dove scaricare musica FLAC scegliate – quello più bello, quello più economico oppure quello più alternativo – rimane fondamentale avere elettroniche e connessioni di qualità. Cliccate il bottone sottostante per capire quale sia il cavo che fa per voi.

musica liquida

Musica liquida e Hi-Fi: i migliori servizi streaming per la musica Hi-res on demand

Un chiarimento, prima di cominciare: dicasi “musica liquida” qualsiasi brano fruibile senza supporto fonografico tradizionale (CD, vinile oppure nastro). Parliamo quindi di brani musicali presenti come file digitali nei nostri hard disk, in una scheda di memoria, in una chiavetta USB o, ancora, in un riproduttore portatile come qualsiasi lettore MP3. I PC configurati per la riproduzione musicale sono una soluzione eccellente, nonostante i DAC integrati siano scadenti (scheda audio del PC), e dunque ne venga richiesto l’acquisto di uno esterno, e nonostante il rumore emesso dalle ventole per il raffreddamento. Anche per questo, Ricable sta progettando e perfezionando il suo cavo USB, così da dare anche ai fruitori della musica liquida Hi-Fi un adeguato supporto.

Cenni di musica liquida

Il boom della musica liquida in Italia e nel mondo è avvenuto nei primi anni Duemila, anche se la terminologia “musica liquida” ha preso piedi solo verso il 2006, sia presso la stampa specializzata che presso gli ascoltatori. Il primissimo lettore MP3 risale a quasi un decennio prima, però. Il primo a essere commercializzato è stato l’MPMan F10, presentato nel marzo 1998 alla fiera CeBIT dalla compagnia sudcoreana Saehan Information Systems e commercializzato dalla Either Labs nell’estate seguente al prezzo di 250 dollari con (gli oggi ridicoli) 32 MB di memoria flash.

Inutile girarci intorno. Al di là degli insindacabili pregi che la musica liquida può avere, come un guadagno di spazio oggettivo e una portabilità totale, a favorire in maniera drastica la sua diffusione è stata la condivisione, illegale, tra utenti. Piattaforme di scambio peer-to-peer come Napster, Audiogalaxy, LimeWire ed eMule hanno avuto vita facile, raggiungendo risultati strabilianti e ossature invidiabili. Basti pensare “al mulo”, capace di vantare un’interfaccia intuitiva e semplice, una localizzazione in quaranta lingue diverse, una community tuttora attiva nel mantenerlo vivo e un numero di download (aggiornato al 2017) pari a quasi settecento milioni.

emule

Ma come possono esistere, alla luce del sole, strumenti come questi? Possono proprio grazie al fatto di attaccarsi al loro essere “strumenti”. Questi sono programmi che sono semplicemente indicati per la condivisione di file. Poi, che gli utenti ne facciano un uso illegale, è un altro discorso, e questo non può essere imputato al programma di cui fanno uso. Ma, al massimo, ai singoli utenti stessi. La logica è, in effetti, inattaccabile, poiché a nessuno verrebbe mai in mente di chiudere WhatsApp, Facebook, Google Drive o Dropbox nel caso in cui gli utenti si scambiassero materiali coperti da copyright.

In ogni caso, con il passare del tempo, l’evolversi delle tecnologie e un’offerta molto più accessibile rispetto al passato per l’utenza, basata sulla disponibilità di cataloghi interi in cambio di un esiguo costo mensile, la diffusione delle piattaforme per l’acquisto o l’ascolto legale dei file si è radicata sempre più in profondità.

Musica liquida e Hi-Fi? I tempi sono maturi

La musica liquida ha preso piede grazie a “vie traverse”, quindi. Ma alcuni vantaggi sono innegabili. Pensiamo alla comodità di non dovere cambiare CD o vinile (specie quando se ne possiede centinaia o migliaia), alla trasversalità della sorgente di riproduzione, alla condivisione dei brani musicali con altre periferiche su rete LAN locale o tramite NAS (Network Attached Storage), alla possibilità di creare playlist personalizzate (le care, vecchie compilation… ma su misura per noi), alla certezza di potere riprodurre infinite volte un brano senza timore di deteriorarlo. E a tanto altro ancora. Come ad esempio la possibilità, tutt’altro che banale, di scoprire nuovi artisti grazie ai suggerimenti di un qualsiasi servizio on demand di musica liquida Hi-Fi.

Ciò con cui la musica liquida non ha mai fatto davvero rima, fino a poco tempo fa, è stata la qualità. Vuoi per connessioni decisamente più lente rispetto a quelle attuali, per spazi di archiviazione ridotti o per condividere il più velocemente possibile i file con amici e parenti. Una situazione speculare a tutto ciò (internet veloce, pen drive USB da centinaia di GB acquistabili a poco prezzo e servizi legali che hanno saputo intercettare le necessità degli ascoltatori con offerte competitive) ha finalmente aperto le porte della musica liquida agli audiofili.

musica liquida hi-fi

Come? Grazie alla progressiva diminuzione dei file inizialmente più diffusi, compressi o lossy (MP3, AAC, Ogg e così via) rispetto a quelli nativi (WAV), in favore di quelli compressi senza perdita o addirittura non compressi o lossless (pensiamo al formato FLAC, capace, tramite una raffinata codificazione, di mantenere inalterata la qualità WAV, pur riducendone lo spazio occupato). Nei file compressi vengono eliminate tutte quelle frequenze audio non fondamentali per il messaggio complessivo. A beneficiarne drasticamente sarà lo spazio occupato su hard disk, ma tutte quelle sfumature, neanche troppo sottili, tipiche della fase di incisione della musica, saranno eliminate. I file non compressi, invece, godono di risoluzioni e campionamento che vanno ben oltre quelle dei CD, quindi, almeno qualitativamente, sono oggettivamente migliori di questi ultimi.

In generale, vengono considerate eccellenti le incisioni a 24 bit/96 kHz e a 24 bit/192 kHz. Il massimo livello di qualità audio si raggiunge però con i file in formato WAV DXD a 24 bit/352 kHz. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che questi valori non sono gli unici. È sempre opportuno verificare che i file stessi non siano il sovracampionamento eseguito da normale materiale in qualità CD, ma che invece le incisioni siano state effettuate direttamente dal master originale.

I servizi di musica Hi-Fi in streaming on demand

Parliamo ora delle piattaforme per la riproduzione di musica liquida Hi-Fi on demand in streaming. Con queste non ci riferiamo ai software preinstallati su PC Windows o Mac (rispettivamente Windows Media Player e iTunes), utili a riproporre file audio che abbiamo salvati in locale. Per programmi di questo tipo – ne esistono tantissimi, anche gratuiti – ci sarebbe da fare un discorso a parte. Con alcuni di questi è anche possibile convertire la propria collezione su CD, così da non doverli acquistare nuovamente. Alcuni permettono addirittura di digitalizzare i propri vinili in HD usando schede di acquisizione con convertitori analogico-digitale di alta qualità.

Venendo al dunque, la piattaforma streaming on demand migliore per un audiofilo amante dell’Hi-Fi è sicuramente Tidal. La qualità del suono è attualmente inarrivata (ma non inarrivabile) dalla concorrenza, l’interfaccia è molto intuitiva, la libreria vanta attualmente più di sessanta milioni di brani (di cui quasi duecentomila in alta definizione), l’app è disponibile per iOS, Android e desktop, anche se volendo si può fare pure affidamento anche sul semplice browser tramite web player. Infine ci sono due tipi di abbonamenti. Quello più costoso non supera i venti euro mensili, con la possibilità di sottoscrivere un abbonamento per famiglie risparmiando ulteriormente. È prevista anche l’opzione della prova gratuita di trenta giorni. Al momento, non c’è motivo per cui un audiofilo debba scegliere altro.

spotify apple music tidal

Un concorrente valido è Spotify. È quello che consiglieremmo senza dubbio a chiunque sia un amante della musica, ma non un audiofilo. L’interfaccia è buona, la qualità discreta, ma soprattutto, e in questo è superiore anche a Tidal, Spotify vanta un sistema di creazione di playlist in base ai nostri gusti superlativo, capace di farci conoscere artisti che ameremo. Valido è anche Apple Music, in esclusiva per i clienti della Mela. Soffre però di un problema strutturale: ha tutto ciò che offre Tidal, ma tutto ha qualche dettaglio in meno. La qualità della musica è buona, ma non come quella di Tidal; l’interfaccia è valida, ma è comunque un gradino sotto quella di Tidal; e così via. E questo senza aggiungere nulla, come invece fa Spotify, che è inferiore a Tidal in tanti aspetti, ma almeno ha un singolo motivo per farsi preferire (la possibilità di scoprire nuova musica).

È questo il discorso a cui hanno pensato i creatori di Primephonic, che presidia il genere della musica classica. Vanta anche funzionalità ad hoc per chi è un principiante e vuole cominciare a conoscerla. Ha un catalogo di minor volume rispetto alla concorrenza, ma se siete amanti della musica classica (e solo di quella), Primephonic è la scelta giusta. Magari affiancandolo a un’altra piattaforma un po’ più “flessibile”. Per Amazon Music Unlimited il discorso è simile ad Apple Music: il servizio è ottimo, ma non ci sono motivi validi per preferirlo, se non, forse, una compatibilità cross-platform estesa. Il servizio on demand Amazon infatti funziona anche con smart TV, auto e, chiaramente, Amazon Echo. Lo consigliamo a chi è un cliente Amazon affezionato e già gode dei vari Prime, Video e simili. Così da non spezzettare troppo i propri abbonamenti e magari godere di qualche offerta legata alla fedeltà.

Chiudono la nostra rassegna Deezer, che punta anche sui podcast; Qobuz, utilizzabile senza sottoscrivere un abbonamento; e YouTube Music che, con poca sorpresa, punta molto sulle clip musicali senza però convincere sul fronte qualitativo.

Conclusioni

Insomma, la commistione tra tradizione e innovazione è totale. E gli sviluppi in questo senso potrebbero essere uno dei temi più caldi del prossimo futuro in ambiente Hi-Fi. Basti pensare al ritorno di fiamma del vinile classico e ai nuovi giradischi, sempre più spesso dotati di connessione Wi-Fi e gestibili da smartphone. Periferiche che supportano nativamente i servizi di streaming musicale sono, invece, già il presente. La musica liquida Hi-Fi sta convincendo sempre più gli audiofili e assumerà sempre più importanza anche presso questo tipo di pubblico, tradizionalmente scettico e diffidente. Stiamo progettando i nostri cavi USB per arrivare preparati al futuro. Intanto, dai un’occhiata al nostro catalogo e iscriviti alla nostra newsletter: ti informeremo non appena saranno disponibili.

Misura Lunghezza

La lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza

Quale deve essere la lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza? Banalmente: quella che serve. Prima di effettuare un acquisto in questo senso, dunque, misurate tramite una corda o un filo quale è la vostra reale necessità in termini di lunghezza del cavo speaker. Grazie al fatto di produrre i nostri cavi a mano e in Italia, possiamo seguire le vostre indicazioni al centimetro. Nel caso ne acquistiate uno troppo lungo, questo risulterebbe antiestetico e, ancor peggio, finirebbe con l’arrotolarsi; nel caso, invece, fosse troppo corto… ce ne sarebbe da comprare un altro. Oppure dovreste cambiare il posizionamento delle vostre elettroniche, magari ottimizzato nel corso di innumerevoli test. Ci sono alcune indicazioni da seguire e alcune cose da sapere prima di prendere qualsiasi decisione.

I cavi di potenza nell'impianto Hi-Fi

La premessa a qualsiasi discorso a proposito della lunghezza dei cavi di potenza in Hi-Fi è che spesso non si tratta solo di valori estetici o pertinenti al singolo cavo. Ogni impianto è composto da una serie di elementi, più o meno numerosi, che sono chiamati a fare gioco di squadra. Da una parte ci sono le elettroniche, che emettono campi magnetici, rumore e vibrazioni, dall’altra ci sono i cavi, portatori di disturbi nel caso in cui non siano ben schermati. Il più delle volte elettroniche e cavi si trovano, inoltre, in spazi piuttosto contenuti.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi

Questa sinergia porta sì al suono che nutre la nostra passione per la musica e per l’alta fedeltà, ma allo stesso tempo presenta controindicazioni da monitorare: le interferenze. Un cavo di qualità ben schermato, come quelli Ricable, non si limita a bloccare le interferenze provenienti dall’esterno, ma fa lo stesso con quelle che provengono dall’interno. Così da non influenzare “i compagni di squadra” negativamente. Qualche audiofilo sostiene che i benefici di non avere le elettroniche troppo vicine ai diffusori saranno sempre superiori agli svantaggi di avere cavi di potenza molto lunghi, ad esempio. Detto questo, quando si pianifica l’assetto del proprio impianto Hi-Fi, è bene tenere presente che il passaggio dei cavi di potenza non sia parallelo ad altri, soprattutto a quelli di alimentazione. Se proprio dovessimo incrociarli, sarebbe il caso di farli passare perpendicolarmente. Avere un cavo su misura, in questo senso, può facilitarci non poco la vita.

Ma veniamo al dunque. Maggiore è la lunghezza, maggiore è la resistenza. Partendo da questo insindacabile presupposto di elettronica, deduciamo che più un cavo è corto, meglio è. Sempre. Questo è quello che non è soggetto a obiezioni in un contesto accademico. Venendo però al mondo reale, possiamo stimare che prima che la lunghezza di un cavo peggiori (in maniera sensibile all’orecchio umano) il suono, dobbiamo raggiungere la lunghezza di 15 m. Spesso, dunque, non ci sono problemi. Va detto che in questo caso entra in gioco però anche la qualità dell’impianto complessivo. Un impianto Hi-Fi di altissimo livello, estremamente rivelatore, potrebbe essere influenzato dalla lunghezza del cavo anche a distanze inferiori; un impianto entry level, invece, avrà il “vantaggio” – molto tra virgolette – di essere meno soggetto a questo tipo di variazioni.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Lunghezza diversa dei cavi Hi-Fi di potenza

Il discorso relativo alla lunghezza dei cavi Hi-Fi applicato ai cavi di potenza è interessante per un altro motivo. I cavi speaker hanno la particolarità di partire, salvo bi-amping, dallo stesso apparecchio, e poi terminare a metri di distanza, quando i cavi speaker vengono collegati ai rispettivi diffusori. Di solito, ed è la soluzione migliore, la lunghezza dei cavi che vanno ai due diffusori, è identica. Capita però che alcuni audiofili, per esigenze relative all’ambiente d’ascolto, si trovino a dovere disporre i propri diffusori in maniera asimmetrica.

Da svariati test è emerso come, in realtà, una differenza massima del 40% tra un cavo di potenza e l’altro non comporti, in realtà, differenze tangibili per il nostro udito. Un cavo di 10 m e uno di 7 m vanno bene, ad esempio; così come uno di 6 m e l’altro di 4 m. Andando oltre questa differenza di lunghezza, i diffusori cominciano a suonare differentemente in maniera evidente. Bisogna però tornare al discorso di prima: maggiormente il vostro impianto Hi-Fi è rivelatore, più presenterà questo problema in maniera tangibile anche con una differenza ridotta rispetto al 40% di cui si è parlato prima.

Un’eccezione in questo senso è rappresentata da alcuni amplificatori che usano il cavo degli altoparlanti come parte del circuito; in questo caso, le lunghezze dei cavi dovrebbero essere uguali sempre e comunque. In definitiva, nel caso voleste usare cavi dalle lunghezze diverse, sarebbe sempre meglio chiedere un parere aggiuntivo al produttore delle elettroniche. Un’ultima considerazione va fatta quando si parla di Home Cinema. I diffusori acustici pensati per questo scopo sono meno soggetti a presentare differenze di suono quando i cavi di potenza presentano due lunghezze differenti.

Conclusioni

Venendo alle conclusioni. Più il cavo è lungo, più la qualità dello stesso conta. In particolare è bene considerare che più aumenta la lunghezza del cavo Hi-Fi, più sarà da tenere in considerazione la sezione del cavo stesso, che assumerà via via sempre più importanza nel non deteriorare il suono. Ricable si contraddistingue per una produzione di natura artigianale; poiché realizziamo a mano i nostri cavi Hi-Fi, possiamo costruirli esattamente della lunghezza che vi aspettate. Dovete solo compilare il form sottostante.

ambiente d'ascolto hi-fi

L’importanza dell’ambiente d’ascolto in Hi-Fi

I fattori che contraddistinguono le prestazioni di un impianto Hi-Fi sono innumerevoli. Quelli a cui pensiamo per primi sono costituiti da elettroniche e cavi. Che a loro volta si dividono in svariate tipologie: amplificatori, diffusori, sorgenti e tanto altro nel primo caso; cavi di alimentazione, di potenza, di segnale e così via nel secondo. A ciò si aggiungono le variabili produttore, modello, usura e, davvero, chi più ne ha, più ne metta. Per la gioia degli audiofili, c’è da sbizzarrirsi in quanto a test e prove da effettuare. Un elemento, però, è spesso dimenticato, forse volutamente, visto che è quello su cui è più difficile intervenire. Parliamo dell’ambiente d’ascolto in Hi-Fi, ambiente della cui importanza gli antichi greci si accorsero subito; basti pensare all’Antico teatro di Epidauro, che vanta un’acustica perfetta e impressionante ancora oggi. Ecco allora quattro consigli generali per migliorare il vostro.

Il triangolo d'ascolto Hi-Fi

Si tratta del consiglio capace di mettere d’accordo più o meno tutti. Il triangolo d’ascolto è quello che dovrebbe formarsi avendo come punti di un triangolo equilatero i due diffusori acustici e la testa dell’ascoltatore. La simmetria deve essere totale, così come è importante che l’altezza a cui sono poste le casse, in particolare il tweeter, sia la medesima dell’ascoltatore. Qualche audiofilo, tuttavia, preferisce un’impostazione che sia avvicina alla forma di un triangolo isoscele; come abbiamo scritto nella premessa, le variabili sono tantissime, dunque quello che possiamo consigliare è effettuare test in lungo e in largo, per capire quale sia la formazione migliore in base al vostro ambiente d’ascolto Hi-Fi e al vostro gusto. In ogni caso, la forma preferibile della stanza d’ascolto è senza dubbio quella rettangolare, sia optiate per il triangolo isoscele che per quello equilatero, visto che alle vostre spalle, così come alle spalle dei diffusori, è consigliabile preservare una certa distanza.

L'arredamento per le alte e basse frequenze

L’assorbimento delle onde sonore è ciò su cui dobbiamo intervenire se riscontriamo delle alte frequenze troppo taglienti nel nostro impianto Hi-Fi. Fortunatamente, si tratta di un’operazione che possiamo effettuare con oggetti presenti nella vita di tutti i giorni. Tendaggi, scaffalature con libri e quadri vanno tutti bene al nostro scopo, a patto che siano privi di qualsiasi piano riflettente in vetro. Potete pensare di acquistare pannelli fonoassorbenti, ormai presenti in tanti negozi specializzati, ma è possibile ottenere discreti risultati anche con gli strumenti citati in precedenza, avendo riscontri senza mettere mano al portafoglio. Con l’eccedenza di bassi, la soluzione del problema si fa un po’ più complicata.

ambiente d'ascolto hi-fi

Qualora sentiate troppo pronunciate le basse frequenze, o notiate veri e propri rimbombi, dovreste provare  a spostare l’arredamento o almeno intervenire con dei tappeti. Ne esistono di specifici per questo scopo, reperibili sempre nei negozi specializzati. Nel caso la spesa vi sembri ingente, potete sempre declinare sui tappeti che avete in casa, dando una preferenza a quelli spessi e a pelo lungo. L’arredamento, infine, può essere un alleato nello smussamento degli angoli del locale. Se possibile, posizionate un mobile a 45° o una libreria posta di traverso, o almeno una pianta, per ridurre riflessi troppo pronunciati.

I materiali dell'ambiente d'ascolto

I materiali che ci circondano contribuiscono in maniera determinante alla resa sonora dell’impianto nell’ambiente d’ascolto Hi-Fi. Purtroppo, però, nel caso dovessimo riscontrare problemi a causa di questi, spesso bisognerà spendere cifre non indifferenti. Parliamo, ad esempio, dei muri. Più sono spessi e solidi e meglio è, sia per l’impatto delle basse frequenze che per ottenere un buon isolamento. Se la vostra è una parete di cartongesso, le vibrazioni saranno molto elevate e il suono sarà sostanzialmente compromesso. Stesso problema di vibrazione anche per porte e finestre; è meglio evitare che queste siano vicine agli angoli della stanza e che siano coperte con tende, soprattutto le seconde.

La parete a cui fare più attenzione è quella dietro ai diffusori. Un buon trattamento acustico di questa parte della stanza assicura risultati eccellenti. In generale è bene rispettare la simmetria dell’arredamento, compresa quella di qualche eventuale (e consigliato) quadro sulle pareti laterali rispetto al punto d’ascolto. Pensiamo ora, invece, ai pavimenti, per cui il materiale migliore è il legno. I peggiori sono invece quelli in marmo (troppo riflettenti) o quelli in moquette (molto assorbenti). Per fortuna, in questo caso non dovremo improvvisarci provetti carpentieri, ma basterà molto meno. Nei casi di pavimenti in mattonelle o in marmo, infatti, un tappeto spesso tra diffusori e punto d’ascolto ridurrà sensibilmente i problemi. In generale, vanno evitate il più possibili le superfici riflettenti.

ambiente d'ascolto hi-fi

Sfruttare le pareti

Pensiamo alle pareti soprattutto come a un problema da risolvere. Questo è parzialmente vero. La maggior parte delle casse acustiche è stata progettata per godere di un certo spazio tra queste e le pareti, affinché il suono possa provenire direttamente da lì piuttosto che, per riflesso, dai muri della stanza in cui ci troviamo. Dunque tenere un certo spazio tra pareti e diffusori è sempre e comunque una condizione imprescindibile per una buona resa acustica del nostro impianto Hi-Fi.

Allo stesso tempo, quando il livello delle elettroniche sale fino a diventare almeno buono, entra in gioco la tridimensionalità della scena e dell’immagine sonora. L’immagine sonora è l’illusione di avere davanti a sé un palcoscenico a tutti gli effetti, che dunque ha una sua larghezza, una sua altezza e una sua profondità. Uno sfruttamento “positivo” delle pareti può dare ottimi risultati nel miglioramento di queste caratteristiche. Riprendendo il discorso sulle tende, ci sono almeno due posizioni che migliorano l’immagine: la prima è sulle pareti laterali, a metà tra diffusori e punto d’ascolto; la seconda è immediatamente dietro al punto d’ascolto, invece, alle nostre spalle. Facciamo presente che esistono anche pannelli ad hoc concepiti proprio per questo scopo.

Considerazioni finali

A tutte queste considerazioni, ne vanno aggiunte alcune finali. La prima è che più l’impianto è di livello elevato, maggiore sarà la sensibilità a qualsiasi modifica effettuata. Per contro, se avete un impianto Hi-Fi poco prestante, difficilmente potrete fare miracoli, pur prendendo tutti gli accorgimenti possibili. Va comunque detto che un buon impianto, messo nella posizione di dare il meglio di sé, saprà regalare soddisfazioni a chi lo ascolta; allo stesso tempo un sistema Hi-Fi strepitoso posto in una stanza pessima sotto il profilo acustico sarà estremamente deludente da ascoltare.

La seconda considerazione che vogliamo fare è che, in questa occasione forse anche più che in altre, lunghi test da effettuare sono il punto di partenza fondamentale per capire come muoversi. Dunque mettete in condizione il cervello di concentrarsi esclusivamente sul suono. Non date nulla per scontato (aprendo o chiudendo le porte della vostra stanza) e provate a effettuare sessioni di ascolto con le stesse impostazioni frammentate nell’arco di un periodo piuttosto lungo, evitando “l’attacca e stacca”. Non dimenticatevi infine dell’importanza dell’ambiente d’ascolto Hi-Fi non solo dal punto di vista sonoro, ma anche da quello dell’impatto emozionale.

Prima di lasciarvi all’esplorazione del nostro catalogo, vogliamo confidarvi una chicca. Qualcuno sostiene che gli occhiali migliorino l’ascolto, in quanto, riflettendo il segnale, fanno in modo che una parte di questo proveniente dal diffusore di destra non raggiunga l’orecchio sinistro, e viceversa. A giovarne sarebbe l’ampiezza laterale dell’immagine. Sarà vero? Noi pensiamo di no, ma tentare non costa nulla…

Acquisto Ricable Smartphone

Perché acquistare direttamente dal sito Ricable?

È sicuramente molto comodo comprare da un unico posto, con un unico ordine online, tutto ciò che ci serve. Ma siamo sicuri che questo corrisponda alla scelta migliore da fare? Pensiamo, come Ricable, anche e soprattutto a ciò che produciamo: i cavi Hi-Fi. Oggetti non proprio economici e, per quanto robusti praticamente, delicatissimi in campo teorico. Tra test di ascolto, tempo per abituarsi al suono, confronti con gli amici da fare, elettroniche da collegare… pensiamo che godere di un periodo prolungato per effettuare il reso, sia il minimo indispensabile. Che è proprio uno dei vantaggi che offriamo ai nostri clienti. Ecco allora perché dovreste pensare di acquistare direttamente dal sito Ricable.

Velocità, sicurezza e vantaggi con un paio di click sul sito Ricable

Piuttosto che provare a convincervi, preferiamo parlare di fatti. Ricable, in origine Troniteck, si è sempre prefissa di consegnare al cliente un servizio su misura, contraddistinto da velocità e qualità. E questo non accade dall’altro ieri, tutt’altro. Troniteck infatti nasce nel lontano 2005, quando ancora l’e-commerce, in Italia, era visto come qualcosa quasi al limite della legalità, tra qualche dubbio e quintali di scetticismo. Amazon non esisteva nemmeno, ed eBay era giusto una start-up. Insomma: curando solo i nostri prodotti, li possiamo trattare con maggior cura, anche prima che arrivino a casa tua.

sicurezza chiave

Ma al di là della maggiore velocità e della affidabilità più elevata, ci sono tanti altri vantaggi che attendono i clienti. Uno di questi è la registrazione della Garanzia a Vita completamente automatica. Nel caso in cui acquistiate il vostro nuovo cavo Ricable da un rivenditore oppure da un marketplace, la Garanzia a Vita vi spetta. Però dovrete attivarla manualmente. Nel caso invece optiate per acquistare direttamente sul sito Ricable, questa sarà attivata in automatico, senza muovere un dito.

Un altro aspetto interessante è relativo alla possibilità di personalizzare il prodotto. Ve ne abbiamo già parlato in maniera specifica in un altro articolo. Ma ci teniamo a precisare come, essendo localizzata la nostra produzione interamente in Italia e ordinando direttamente sul nostro sito, sia possibile richiedere tantissimi tipi di customizzazioni. E molte di queste senza costi aggiuntivi. Nel caso invece procediate con l’acquisto presso terze parti, ogni opzione in questo senso vi sarà preclusa.

Fiore all’occhiello è l’estensione del periodo in cui è possibile effettuare il reso gratuito. Per legge i giorni previsti in questo senso sarebbero 14, qualcuno posticipa la scadenza fino a 30, ma ciò che fa Ricable è consentire ai propri clienti di effettuare il reso gratuito, senza dare spiegazioni, in un periodo che dura fino a 60 giorni.

coppa caffè sei speciale

Acquistare direttamente garantisce supporto continuo e promozioni uniche

Abbiamo già avuto modo di accennare come Ricable sia attenta alle esigenze del cliente. Ma questo non si concretizza solo nella celerità nell’effettuare la spedizione, ma in molti altri aspetti. La spedizione, infatti, è anche completamente assicurata contro danneggiamento, smarrimento o qualsiasi altro tipo di inconveniente. Chi compra dal sito Ricable ha la certezza di ricevere ciò che ha ordinato, sempre. Dulcis in fundo, questa certezza è gratuita con un importo minimo molto facile da raggiungere. Basta infatti che l’acquisto sia di un costo superiore ai 50 euro. Anche chi ci segue dall’estero, può stare tranquillo: spediamo gratuitamente in tutto il mondo. A tutto questo aggiungiamo un altro fattore con cui saltuariamente abbiamo a che fare: la contraffazione dei prodotti o le truffe.

Tramite Facebook vi avvisiamo il prima possibile di stare attenti a questo o a quell’altro sito, ma per stare sempre e comunque tranquilli basta acquistare direttamente dal sito Ricable.

Se chi vende un prodotto è direttamente il produttore, è scontato che il cliente possa avere risposte migliori e più pertinenti, oltre che attraverso un canale preferenziale, contattandolo direttamente. Questo può accedere sia in fase di prevendita, quando bisogna capire cosa fa al caso nostro, sia in fase di postvendita, nel caso in cui ci fosse bisogno di assistenza. L’evolvere dei tempi e della tecnologia ci ha permesso di imbastire un sistema tale da essere vicini al cliente in qualsiasi momento. A tutto questo aggiungiamo infine il fatto che organizziamo ciclicamente alcune importanti speciali iniziative solo per i nostri clienti, come ad esempio “Prova un Ricable”, che si è rivelata un enorme successo, e di cui stiamo pubblicando tutte le recensioni che ci sono arrivate. Aspettando la prossima… perché non date un’occhiata al nostro catalogo?

Invictus Speaker Forcelle

Con Ricable la personalizzazione dei cavi Hi-Fi è totale

Uno dei principali vantaggi di costruire in maniera artigianale cavi Hi-Fi è quello di potere offrire ai propri clienti prodotti di qualità straordinaria. Ma non è tutto. Uno dei tratti distintivi di Ricable è anche quello di offrire un’ampia gamma di personalizzazioni, molte senza costi aggiuntivi. Questo è sempre legato al fatto di progettare e realizzare i nostri prodotti totalmente in Italia. La personalizzazione di cavi Hi-Fi più scontata è senza dubbio quella relativa alla lunghezza, ma ce ne sono tante altre che possono risultare stuzzicanti per l’estro di un vero audiofilo.

Le forcelle nei cavi di potenza Hi-Fi

Senza dubbio la personalizzazione richiesta più di frequente è costituita dalle forcelle, utilizzate nei cavi di potenza al posto delle banane. Come abbiamo scritto in un precedente articolo, calcolando pro e contro le forcelle sono anche la soluzione migliore che è possibile adottare, se paragonate alle banane o al cavo spellato. Le forcelle possono essere richieste per qualsiasi cavo, sia da un solo lato che da entrambi, inserendo semplicemente una nota all’ordine oppure con una comunicazione successiva. Il prezzo non varia.

Invictus Speaker Forcelle Dettaglio
Invictus Coaxial BNC

Ulteriori personalizzazioni

Un’altra richiesta di personalizzazione che ci capita di ricevere piuttosto spesso è relativa ai cavi coassiali. Alcuni clienti ci chiedono di realizzarli con connettori BNC da entrambi i lati (o anche esclusivamente da un singolo lato). Anche in questo caso, il prezzo non cambia.

Per quanto riguarda i cavi XLR e RCA, c’è la possibilità di cablarli in varie configurazioni semibilanciate che prevedono almeno un connettore XLR. Il prezzo di riferimento, in questo caso, è quello dei cavi XLR bilanciati.

Ora passiamo ai cavi XLR – Jack 6.3. Questi possiamo cablarli in varie configurazioni semibilanciate che prevedono almeno un connettore XLR. Il prezzo di riferimento è quello dei cavi XLR bilanciati e attualmente sono disponibili solo i connettori per la serie Magnus, eventualmente compatibili con la serie Primus, ma non con quelle Dedalus e Invictus.

Sottolineiamo infine anche la possibilità di cablare in varie configurazioni un cavo con dei connettori Jack 3.5 mm (maschio o femmina) e Jack 6.3 mm (maschio/femmina). I prezzi di riferimento sono quelli del Magnus Jack.

Come si dice, infine: anche l’occhio vuole la sua parte. Dunque, se per motivi di arredamento o gusto personale desiderate una guaina di colore differente rispetto a quella standard per una determinata serie, è anche possibile richiedere un determinato cavo con un rivestimento diverso. Per esempio, potete richiedere un Dedalus Speaker (arancione) con il rivestimento del Magnus (scuro).

Invictus Coaxial BNC Dettaglio

Ricable non ha nessun limite quando si parla di personalizzazione di cavi Hi-Fi. Essendo un costruttori a tutti gli effetti, possiamo valutare qualsiasi tipo di personalizzazione e fornire al cliente la fattibilità della stessa, così come il relativo preventivo.

casa salotto

Valutazione e rodaggio di un cavo Hi-Fi nel proprio impianto

C’è sempre un’accesa diatriba per quel che concerne il rodaggio di un cavo per l’Hi-Fi. Alcuni audiofili ci dicono che è superfluo rodare i cavi, mentre altri che è importante tanto quanto il rodaggio fatto ad altri componenti Hi-Fi. Innanzitutto: cosa si intende per rodaggio e perché è importante?

Cosa è il rodaggio e perché è importante?

Il rodaggio di componenti Hi-Fi si esegue semplicemente facendo funzionare l’apparato in questione, per un certo periodo di tempo, al fine di stabilizzarne il funzionamento e ottenere un risultato definitivo. La sua importanza è in alcuni casi fondamentale, in quanto alcuni componenti hanno una modifica rilevante nelle performance sonore prima e dopo il rodaggio. Ricable, come produttore, ufficialmente non ritiene che il rodaggio di un cavo Hi-Fi sia fondamentale, o meglio, non dà indicazioni in merito a se e come farlo. Parecchi clienti però ci hanno segnalato che, inserendo i nostri cavi all’interno delle loro catene Hi-Fi, hanno sentito un netto miglioramento dopo un periodo di rodaggio di una quindicina di giorni.

Perché alcuni si e alcuni no? Noi, da sempre, affermiamo che ogni sistema Hi-Fi è unico e questo ci fa pensare che l’inserimento di un nostro cavo nei vari sistemi possa avvenire in modo diverso, anche quando si parla di rodaggio.

Visto che non ha un costo, fatelo!

Il bello del rodaggio, che sia di un cavo, di un amplificatore o di un diffusore acustico, è che non ha un costo e non prevede tecniche astruse per metterlo in pratica. Quindi il nostro consiglio è comunque di farlo sempre, prima di trarre qualsiasi valutazione in merito.

magnus speaker

La valutazione di un cavo Hi-Fi

Molti nostri clienti ci hanno confessato di avere riscontrato un netto miglioramento dopo decine, se non centinaia di ore di “rodaggio” dei nostri cavi. A entrare in gioco qui è un aspetto estremamente interessante, che potremmo definire come il rodaggio del nostro orecchio. Alla base della progettazione dei cavi Ricable c’è una parola chiave indiscutibile: neutralità. Ogni cavo Ricable, pur con le inevitabili differenze dovute al pregio della serie a cui appartiene, punta a restituire all’ascoltatore un suono che sia il più vicino possibile a quello concepito dall’artista che ha realizzato il brano, interfacciandosi con le elettroniche che collega.

Neutralità, però, non significa anonimato, ma corrispondenza massima alla realtà. Ciò vuol dire che chiunque sia abituato a un cavo che enfatizzi alte o basse frequenze, potrebbe trovare il suono di un cavo Ricable “diverso”. Non solo. L’audiofilo che ha appena acquistato un cavo Ricable, essendo abituato ad altro, potrebbe non gradire proprio il nuovo suono emesso dal proprio impianto. È questo il caso di un nostro cliente che, inizialmente, si è dichiarato poco entusiasta del nostro Invictus, salvo poi dichiararsene soddisfattissimo. Forse perché nel frattempo il cavo si è rodato? Oppure perché l’orecchio del nostro amico audiofilo si è abituato al nuovo suono? La risposta più veritiera è, probabilmente… entrambe le cose. A conferma di ciò, abbiamo una circostanza in cui ci imbattiamo ciclicamente.

dedalus signal

Più di una volta abbiamo venduto cavi usati (dunque rodati). Curiosamente ci è stato segnalato che, dopo un certo periodo, il suono era migliorato. Considerato questo, possiamo ipotizzare che se una persona è abituata ad ascoltare un impianto con lo stesso set-up da molto tempo, si abitua a un suono. Anche se non è il più corretto, quando cambia un componente (nel nostro caso un cavo), di primo acchito può rimanere insoddisfatto, perché il suo orecchio è abituato al suono precedente. Con il passare del tempo, il componente forse si roda pure, ma è soprattutto l’orecchio ad assimilare il nuovo suono. Dopo un giusto periodo, il ritorno al vecchio componente non è più neanche ponderabile dalla persona.

Quindici giorni per togliersi i dubbi

È per questo che un consiglio teorico che diamo è di non effettuare test e confronti con “l’attacca-stacca” in un lasso di tempo ridotto. Piuttosto, consigliamo di mantenere il nuovo set-up per almeno due settimane, e poi provare a tornare alla vecchia modalità di ascolto. La soluzione è dunque istituire un confronto basato su prove di ascolto di durata sufficiente. Direttamente derivante da questo suggerimento, c’è anche un vantaggio che offriamo ai nostri clienti molto più pratico. Ci riferiamo alla garanzia Soddisfatti o Rimborsati estesa addirittura a sessanta giorni, esattamente il quadruplo rispetto a quelli previsti dalla legge. Solo in questo modo ci sentiamo di offrire un periodo di tempo, a nostro avviso, sufficiente per fare un corretto “rodaggio”. Un rodaggio sia del nostro cavo, sia del nostro udito. Alla base di tutte queste considerazioni ci deve essere il fatto che i cavi in questione siano prodotti di qualità, come quelli che offriamo ai nostri clienti. Per scoprire tutte le nostre serie e tutte le nostre tipologie di cavi, vi invitiamo a cliccare sul bottone sottostante.

Cambiamento Time for Change

Come funziona Ricable Upgrade, il servizio di permuta di cavi Hi-Fi unico al mondo

Qualcuno lo conosce già, e forse ne ha addirittura già usufruito. Qualcun altro, invece, devo ancora scoprirlo. Ma siamo sicuri che, appena capiterà, non ne riuscirà più a fare a meno. Parliamo di Ricable Upgrade, il servizio di permuta di cavi Hi-Fi offerto in questo settore esclusivamente da Ricable, che permette ai suoi clienti di valorizzare l’usato e avere un prodotto nuovo, garantito a vita. Ma come funziona Ricable Upgrade?

Che cos'è Ricable Upgrade?

Cominciamo dalla condizione fondamentale: essere in possesso di un cavo Ricable. Questo è ovviamente il primo passo necessario per potere usufruire di Ricable Upgrade. Quello che forse potrebbe essere meno scontato è che non è necessario che l’acquisto sia stato effettuato su questo sito. Nel caso abbiate comprato il cavo presso un rivenditore o un marketplace online, non c’è problema; basta che abbiate la possibilità di dimostrare l’acquisto (scontrino, conferma mail, ricevuta e simili). Non dovete nemmeno essere in possesso degli imballaggi originali, basta che il prodotto funzioni.

A questo punto manderemo, a nostre spese e in data e orario concordati, un corriere a ritirare il cavo a casa vostra e a portarvi, contestualmente, il vostro nuovo Ricable. Il prezzo che dovrete pagare sarà solo la differenza netta di costo tra i due cavi, senza nessuna commissione. Infatti il vostro vecchio acquisto viene valutato in permuta la stessa cifra pagata per il nuovo, IVA e trasporti compresi. Così facendo, non avrete mai cavi di troppo, ma, al contrario, avrete sempre la massima prestazione concentrata nel vostro impianto, anche quando magari deciderete di cambiare delle elettroniche.

Trasversalità totale

Ci sono alcune note aggiuntive che meritano qualche attenzione. In primo luogo, la permuta è trasversale. Potete permutare un cavo di segnale per uno di potenza, a patto di effettuare un miglioramento a livello di serie. Ma Ricable Upgrade è un servizio “elastico” anche in un altro senso; anche se il vostro cavo è finito fuori catalogo oppure appartiene a una serie a fine produzione, non c’è problema, sarà comunque ritenuto valido. Così c’è sempre la certezza di massimizzare il proprio investimento negli anni a venire. A questo aggiungiamo il guadagno di tempo rispetto alla possibilità di rivendere il vostro cavo a un privato.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Vi risparmiamo tutte le scocciature relative ad annuncio da mettere online, trattativa da portare a termine e quant’altro. Meglio di così, davvero non si può. Ma come fare per attivare questa procedura?

Come posso aderire?

Ecco quindi come funziona Ricable Upgrade. È semplicissimo. Capiamo però ora come possiamo aderirvi. Per farlo, vi basterà compilare il form che trovate nella pagina dedicata al servizio. Dopo poco tempo, vi ricontatteremo per finalizzare l’operazione. Se aveste dei dubbi, vi consigliamo di guardare il video illustrativo oppure consultare la pagina Ricable Upgrade (che offre anche un esempio e il regolamento completo), raggiungibile tramite il bottone sottostante. Altrimenti potete, come sempre, contattarci in chat qui sul sito o con un altro dei tanti mezzi che vi mettiamo a disposizione.

banane forcelle cavo spellato

Banane, forcelle o cavo spellato in Hi-Fi?

Meglio terminare con banane, forcelle o lasciando il cavo spellato? È questa una delle domande che i clienti ci fanno più frequentemente. Ogni soluzione ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, che vi racconteremo in questo nuovo articolo del nostro blog. Una premessa doverosa, però: il nostro discorso ha un senso nel momento in cui le connessioni siano applicate ad apparecchi di elevata qualità e considerando un alto livello dei materiali impiegati. Ad esempio, una banana in puro rame sarà meglio di una in ottone. Facciamo allora il punto su quale sia la soluzione migliore tra banane, forcelle e cavo spellato.

Il cavo di potenza Hi-Fi terminato con le banane

La connessione a banana è senza dubbio la più diffusa, perché garantisce la maggior praticità e un’ottima protezione dall’ossidazione del conduttore. Ci sono in commercio vari tipi di banana, le più comuni sono quelle con le molle sul perno. Questo tipo di banana è la meno performante per via della componente a molla che pregiudica la stabilità e l’intensità della forza applicata nel contatto (vedi foto).

Altro tipo di banana molto diffusa (la usiamo in tutte le serie, tranne quella Invictus) è la banana BFA, caratterizzata da un contatto centrale che si restringe. Per questo è dura da inserire ed è giusto che sia così, perché vuol dire che ha una miglior tenuta. I vantaggi di questa banana rispetto a quella a molla sono:

  1. Maggior tenuta nel tempo.
  2. Maggior superficie di contatto.
  3. Se si allenta il sistema a molla BFA, si può ripristinare allargandolo leggermente.
banane a molla

Il problema di questa banana è che la lamina che forma il polo d’inserimento (dove c’è quella parte ondulata) è più fragile delle altre e si potrebbe piegare sotto sforzo. Per questo nella serie Magnus e Dedalus abbiamo progettato banane BFA con un perno centrale che garantisce questo tipo di tenuta. Anche perché queste banane sono in rame e tellurio, che è più morbido dell’ottone e quindi tende a piegarsi. Le uniche banane BFA standard sono quelle del Primus, una serie per la quale, però, abbiamo previsto una lamina maggiorata per evitare piegamenti.

L’ultimo tipo di banane, più diffuso, è quello a espansione, che tramite un sistema a perno permette una tenuta costante e precisa (serie Invictus). Ci sono altri tipi di banane meno diffusi, ma quelle maggiormente usate sono queste tre.

Banane

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Il cavo di potenza Hi-Fi con forcelle

ponticelli hifi come collegarli

La terminazione con forcelle di un cavo Speaker Hi-Fi risulta forse essere il miglior compromesso possibile tra praticità e prestazione. Nonostante ciò, la forcella è molto meno richiesta e utilizzata per la terminazione dei cavi di potenza. Ricable realizza comunque realizza tutti i cavi con le banane, con la possibilità di averli terminati, da un lato o da entrambi i lati, con le forcelle, senza variazioni di prezzo.

Mentre la banana è universale per ogni morsetto, in quanto il foro è universale, per la forcella la compatibilità dipende molto dalla dimensione del perno del morsetto.

Ricable (ma quasi tutte le forcelle in commercio sono così) usa forcelle a doppio sbalzo, che si adattano alla stragrande maggioranza dei perni. La maggior performance è garantita da una superficie di contatto e da uno spessore maggiori (nelle forcelle buone) del corpo del connettore. La tenuta meccanica è praticamente identica a quella della banana, soprattutto con i morsetti moderni di casse e amplificatori, che hanno una parte zigrinata capace di prevenire lo smollarsi.

Questa soluzione è meno comoda del “mettere e togliere”, perché ogni volta bisogna smollare il morsetto come nel cavo spellato. Tuttavia l’inserimento della forcella è più agevole del cavo spellato e soprattutto non dipende dal rapporto tra conduttore e dimensione del foro. A volte capita infatti di avere fori piccoli per il cavo spellato o conduttori grandi. Un altro svantaggio della forcella è che molti amplificatori multicanale non la accettano, mentre accettano sempre banana e cavo spellato. Un vantaggio della forcella rispetto alla banana, invece, è che serve meno spazio dietro al contatto, perché il cavo va subito parallelo all’apparecchio, mentre con la banana serve un po’ di spazio dietro per il connettore e per il cavo in partenza.

Forcelle

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione
ricable custom

Il cavo di potenza Hi-Fi spellato

A livello di performance il cavo spellato è la soluzione migliore, perché ogni elemento che si aggiunge nella trasmissione di un segnale, tende a peggiorare quest’ultimo. Allora perché si usano i connettori a banana e forcella, soprattutto nei cavi di maggior pregio? Per una semplice motivazione, perché i conduttori in rame, e più sono di purezza elevata e più questa condizione si verifica, tendono a ossidarsi in brevissimo tempo e questo peggiora drasticamente le performance della conduzione, togliendo tutto il vantaggio di non avere il connettore.

Si può tamponare questa situazione stagnando la parte spellata, per tamponare un po’ l’ossidazione, ma non sarà mai come la placcatura di un connettore. Inoltre si vanificano tutti i benefici della connessione con cavo spellato.

Di solito si usano cavi spellati in connessioni di valore moderato, soprattutto nell’Home Cinema, perché l’ossidazione che avanza incide meno in termini di qualità su sistemi Hi-End.

Attenzione: piuttosto che usare connettori di scarsa qualità, molto meglio il cavo spellato, magari stagnato. I connettori di qualità, nel computo vantaggi/svantaggi rispetto al cavo spellato, sono comunque sempre meglio. Diciamo che il cavo spellato è a livello accademico la miglior connessione, ma solo nel breve periodo, quindi non lo si consiglia per connessioni di alto livello. I valori del grafico sotto riportati si riferiscono al medio e lungo termine. Altro svantaggio è la praticità di utilizzo, perché è necessario ricordarsi di stringere di tanto in tanto i morsetti e perché, se si devono scollegare, prima di collegarli nuovamente è buona cosa tagliare una parte del cavo e spellarne una nuova, fino a quando se ne trova una non ossidata.

Cavo Spellato

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Banane, forcelle o cavo spellato? Tutte queste considerazioni cadono nel momento in cui si utilizzino banane o forcelle di scarsa qualità; in questo caso la qualità del suono sarebbe inevitabilmente, al punto tale da consigliarvi senza se e senza ma l’utilizzo del cavo spellato. Ricable, oltre a offrire la lunghezza personalizzata, dà la possibilità ai propri clienti di scegliere anche la terminazione, se con le banane o le forcelle. Basta che ce lo segnaliate in una nota quando completate l’acquisto. Per coloro che volessero fare utilizzo di un cavo spellato, non possiamo che rimandare alla nostra divisione Custom, pensata per gli autocostruttori.

situazione coronavirus ricable

Situazione coronavirus Ricable (aggiornamento al 12 marzo 2020)

Ricable è aperta. Comunichiamo, per quanto riguarda la situazione venutasi a creare in seguito alla diffusione del coronavirus, che garantiamo i seguenti servizi ai clienti:

  1. Evasione ordini sui siti www.ricable.com, www.ricablecustom.com e www.troniteck.it
  2. Supporto commerciale e tecnico tramite telefono, e-mail, WhatsApp e chat on-line

Per proteggere i nostri dipendenti abbiamo istituito un ampio contesto di lavoro agile o smart working e attuato la massima sicurezza nell’unità produttiva. Questo al fine di poter garantire un servizio adeguato alla situazione di emergenza. Fino a data da stabilirsi, per sicurezza, abbiamo chiuso l’accesso presso il nostro stabilimento a qualsiasi persona che non rientri nel nostro piano preventivo. Non sarà possibile:

  1. Ritirare ordini presso la nostra sede
  2. Recarsi presso la nostra sede per qualsiasi motivo
  3. Produrre cavi con lunghezza personalizzata

Nonostante l’emergenza Covid-19, abbiamo deciso di proseguire in forma ridotta, ma ugualmente efficace, la nostra attività, rispettando tutte le norme preventive indicate dal Dpcm 11/03/2020 a tutela dei nostri collaboratori e clienti. Vista la situazione mutevole, vi terremo aggiornati nel caso dovesse cambiare qualcosa.

coronavirus
Immagine produzione progettazione ricable

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable?

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable? Come abbiamo dato alla luce le serie Primus, Magnus, Dedalus e Invictus? Perché non c’è a catalogo quello che sto cercando? Tutto comincia da un’ispirazione e possono passare anche anni prima che questa diventi realtà. Perché vogliamo essere certi del valore dell’idea. I primi mesi sono passati a pensare, disegnare e immaginare, poi si passa alla stesura del progetto, considerando tutte le problematiche, e successivamente alla prototipazione. Tutto viene fatto per punti e non si passa a quello successivo se prima non si sono superati i precedenti.

La progettazione di un cavo Ricable comincia da un'idea...

Iniziamo con un concetto, una idea costruttiva: quella che non esiteremmo a chiamare la teoria. In questa fase, studiamo a tavolino un nuovo prodotto o una miglioria rispetto a uno esistente e disegniamo quella che potrebbe essere la struttura interna.
È una fase molto importante in quanto i concetti prendono forma e si scontrano con tutte le limitazioni che fanno la differenza tra un’idea e un prodotto. Il disegno è poco più che una bozza e serve per capire meglio in modo figurativo il nuovo progetto.

Immagine Progetto progettazione ricable
Immagine cavo interno progettazione ricable

... per poi passare alla realtà

Vediamo poi se ciò che è solo progettazione di un cavo Ricable possa diventare realtà in base ai nostri principi costruttivi. Quando abbiamo elaborato un disegno di un possibile nuovo cavo, passiamo alla parte meno piacevole, cioè andiamo a scontrarci immediatamente con la fattibilità dello stesso. Questa fase deve tenere conto di vari aspetti, cioè quelli della produzione vera e propria, dell’integrazione con i connettori, della scelta dei conduttori, dei dielettrici, delle schermature e degli isolanti e più in generale vengono considerate tutte le problematiche tecniche che si potrebbero affrontare.

Se il progetto prevede la realizzazione di un nuovo connettore, valutiamo come realizzarlo, sia da un punto di vista costruttivo che di materiali.
Ad esempio, con i nuovi connettori in puro rame abbiamo fatto un lavoro lunghissimo di prototipazione, perché dovevamo riuscire a superare l’ostacolo della maggior morbidezza di questo metallo rispetto all’ottone standard.
Maggiori informazioni sul Ricable Copper Connector Project (RCCP) le potete trovare in un approfondimento pubblicato proprio per elencare i vantaggi che derivano da questa soluzione costruttiva.

Immagine connettore progettazione ricable
Immagine prototipo progettazione ricable

Iniziamo la prototipazione

A questo punto inizia la prototipazione, partendo dal top di gamma e scalando sui modelli di livello inferiore per creare prodotti per fasce più modeste. La prototipazione prevede la creazione di almeno due differenti versioni del prodotto che abbiano superato tutti i precedenti punti e siano identici nel loro aspetto, differenziati solo da una lettera: A e B. Nel corso della prototipazione, a ogni modifica cambiamo la lettera, al fine di avere uno screen di tutti i prototipi. Quando le cose vanno bene, centriamo il prodotto subito, ma è successo varie volte di superare abbondantemente la metà dell’alfabeto!

I test sono effettuati mediante severi controlli tecnici. Se non sono soddisfacenti, vengono effettuate modifiche e rivisitazioni; se invece la performance ottenuta è all’altezza, si passa alla fase successiva, quella più importante, che consiste in alcuni test di ascolto con al massimo un paio di prototipi. In questa fase cerchiamo di cogliere gli aspetti più significativi e, se i test di ascolto hanno esito positivo, passiamo alla fase successiva. Se qualcosa non ci convince, torniamo indietro alla prototipazione. Questa è la fase dove la maggior parte dei progetti non vede la luce.

I gruppi di ascolto

I test successivi (i più lenti, ma i più proficui) prevedono il coinvolgimento di gruppi di ascolto esterni, in grado di verificare la bontà del prototipo. Raccogliamo una quantità di dati importantissima, perché le informazioni ci arrivano da due fonti uniche: la varietà di impianti e l’esperienza degli appassionati. Se tutti i punti precedenti ci soddisfano, passiamo alla fase ancora successiva della progettazione di un cavo Ricable, altrimenti facciamo un passo indietro per affinare le performance dei prototipi. L’ultimo passaggio è quello relativamente più semplice, ma necessario alla commercializzazione del prodotto. Parliamo di quello costituito dallo studio del design e del packaging, del confezionamento e dei dettagli commerciali.

Ci teniamo a spendere due parole in più proprio sul confezionamento. Questo vanta un design personalizzato per ogni prodotto, che sia differente ma allo stesso tempo coerente rispetto allo stile Ricable. Sappiamo benissimo che i colori e le scatole non permettono di far funzionare meglio gli impianti, ma siamo convinti che presentare un prodotto in un certo modo sia comunque un aspetto da tenere in considerazione. Nella scatola, realizzata a mano anch’essa in Italia, non c’è solo estetica; al suo interno, infatti, potete trovare le istruzioni per utilizzare e mantenere al meglio il vostro nuovo acquisto. Queste sono accompagnate da una brochure che vi illustrerà come attivare uno dei nostri tratti distintivi: la Garanzia a Vita.

In un cavo Ricable nulla è lasciato al caso

Passiamo alla realizzazione dei contenuti multimediali e alla creazione delle schede tecniche. Anche in questa fase siamo molto puntigliosi, scegliendo i contenuti migliori. Ora non ci resta che produrre il nuovo cavo e anche questo aspetto non è lasciato al caso, perché vengono fatti test di produzione per capire come ottimizzare al meglio questa fase, ma soprattutto come evitare il più possibile errori e difformità tra un pezzo e un altro. Alla fine, prima del confezionamento, c’è un test e un collaudo su ogni singolo pezzo, al fine di garantire a ogni acquirente la stessa qualità del progetto originale.

Il frutto dell'intera fase di progettazione

Il prodotto viene custodito con cura nel nostro magazzino fino a che un cliente non lo ordina. Una delle caratteristiche più apprezzate di Ricable è la velocità di spedizione; nel caso effettuiate il vostro ordine la mattina o nel primo pomeriggio, il prodotto partirà il giorno stesso dalla nostra sede di Oleggio, in provincia di Novara, e sarà affidato al corriere che lo porterà a casa vostra nel giro di 24/48 ore nei giorni feriali, salvo imprevisti.

Il servizio di assistenza vi supporterà prima e dopo la vendita, tramite chat, mail, telefono, social network o qualsiasi altro mezzo. Come? Con un supporto personalizzato che vi indichi inizialmente cosa è meglio per voi e per il vostro impianto. L’assistenza post-vendita non è secondaria; nel caso ci fossero problemi, potete scriverci in qualsiasi momento e troveremo una soluzione, sostituzione del prodotto inclusa, qualora abbiate attivato la Garanzia a Vita. Anche a distanza di anni.

Può capitare che il prototipo venga subito “indovinato” e che si abbia per le mani un prodotto di qualità eccellente senza apportare modifiche di rilievo. Al contrario, capita anche che non esista una via che preveda un risultato soddisfacente. È il caso del cavo USB che abbiamo provato a realizzare tra il 2015 e il 2016. È stato cestinato poiché deludente per le aspettative che comunemente si hanno su un prodotto marchiato Ricable. Per fortuna, però, i prodotti che hanno superato tutti gli step che prevede la progettazione di un cavo Ricable sono tanti, e li potete scoprire tutti cliccando sul bottone sottostante.

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Condividi e risparmia grazie alla collaborazione tra Ricable e Worldz. Sconti per tutti

I nostri clienti più affezionati avranno già notato una piccola, grande novità all’interno del sito Ricable. Dopo avere effettuato una qualsiasi azione, vedrete spuntare alla destra del vostro schermo un invitante pulsante. Semplicemente cliccandoci, avrete accesso al frutto della nuova collaborazione all’insegna del tricolore tra Ricable e Worldz, con sconti previsti per ogni cliente. Worldz è una startup milanese in grande espansione che riconosce il valore economico di una condivisione social.

Cliccando sul pulsante, si aprirà una finestra che vi accompagnerà per tutto il procedimento di acquisto, facendovi risparmiare. Il primo passaggio da effettuare è effettuare il login sul proprio social network preferito, a scelta tra Facebook e Instagram. Fatto questo, dovrete concedere all’app di Worldz alcune autorizzazioni affinché possa calcolare il vostro potenziale da brand ambassador. Si tratta del valore economico correlato alla condivisione social. Più i vostri amici o follower interagiscono con i vostri post, più risparmierete, proprio come se foste degli influencer. Potete stare tranquilli, il tutto si svolge in totale sicurezza per quanto riguarda i vostri dati.

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Come ottengo il mio sconto?

A questo punto, scegliete il vostro prodotto preferito e inseritelo nel carrello. Aggiungetene degli altri, se volete aumentare ulteriormente lo sconto, e condivideteli (anche come una “storia”). Ora cliccate l’icona del carrello, in alto a destra, e selezionate “Visualizza carrello”. Lo sconto Worldz legato alla vostra condivisione social sarà automaticamente calcolato e applicato all’importo finale.

L’unica cosa a cui dovrete prestare un po’ di attenzione sarà non eliminare o condividere in modalità privata il post, altrimenti rischierete di vedere svanire il vostro sconto. O, ancor peggio, non potere più godere dei vantaggi offerti da Worldz, sia per quanto riguarda il sito Ricable che per gli altri prestigiosi partner di questa startup. Cosa aspettate a scoprire tutti i nostri prodotti, cliccando sul bottone sottostante, e cominciare a godere degli sconti Ricable grazie a Worldz?

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cassa acustica

Monowiring, bi-wiring o bi-amping in Hi-Fi. Cosa sono?

Che cosa sono bi-wiring e bi-amping? Il bi-wiring è uno dei mezzi per collegare un diffusore a un amplificatore audio. Di solito, un singolo cavo passa dall’uscita dell’amplificatore ai terminali dell’alloggiamento dei diffusori (questa connessione si chiama monowiring, comunque meritevole di accorgimenti). In occasione del bi-wiring, invece, ciascun altoparlante ha due paia di connettori e due cavi sono portati dall’output dell’amplificatore al cabinet dello speaker. Uno corrisponde alle alte frequenze, uno alle basse (attraverso due crossover separati).

Bi-wiring versus monowiring

Il bi-wiring è un collegamento con un doppio cavo di potenza tra l’amplificatore e i diffusori acustici. Con un solo cavo bipolare, tutte le frequenze audio transitano nello stesso e il crossover del diffusore provvede al taglio e all’invio agli altoparlanti. Molte casse vengono costruite con un crossover che permette di accettare in modo separato le basse frequenze (Low) e le alte frequenze (High). In questo cavo il diffusore avrà quattro morsetti al al posto di due (LOW+/LOW- e HIGH+/HIGH-).

bi wiring

Nel caso di un diffusore con connessioni doppie che venga collegato con cavo singolo, ci sarà un ponticello fatto con una lamella metallica che unisce il LOW+ con il LOW- e l’HIGH+ con l’HIGH-. Dunque per utilizzare il collegamento bi-wiring bisogna togliere tale ponticello, in modo che si creino due ingressi indipendenti. Uno va al woofer (LF: Low Frequency) e l’altro al midrange + tweeter (HF: High Frequency). Se invece si utilizza il collegamento classico con unico cavo, il ponticello, va lasciato in modo che il segnale vada a entrambi i morsetti.

Uno dei vantaggi di utilizzare un doppio cavo è che dovrebbe ridurre l’interferenza magnetica. Un altro sta nell’ottenere una sezione complessiva maggiore di quella che si otterrebbe con un cavo singolo e anche nel fatto che, in questo modo, l’assorbimento di corrente provocato dal woofer non influisce sul segnale, di entità minore, che va alle vie alte. Tuttavia un’analisi tecnica suggerisce che, sebbene adottare una soluzione bi-cablata possa offrire differenze, queste sono così sottili da non rappresentare qualcosa di tangibile.

Alcuni audiofili hanno riscontrato però una differenza significativa per quanto riguarda la riduzione della durezza degli acuti e il miglioramento del controllo dei bassi. I detrattori del bi-wiring sostengono però che, a livello elettronico, non cambi nulla. Con un gioco di parole, si riferiscono a questa pratica con il termine di “buy-wiring” (“compra-cavi”), sostenendo che sia tutto solamente un’invenzione del marketing per vendere più cavi speaker.

bi amping

Bi-wiring versus bi-amping

Ricable sostiene da sempre che il bi-amping (“bi-amplificazione”) sia sicuramente efficace, mentre per quanto riguarda il bi-wiring è necessaria qualche cautela in più, perché tutto dipende dal progetto che sta alla base dell’amplificatore. Se questo è stato sviluppato e ottimizzato per il bi-wiring, ha senso impiegarlo, altrimenti è meglio risparmiare spazio e soldi su doppi cavi speaker e piuttosto acquistarne uno solo, ma di livello superiore.

Cosa cambia tra bi-wiring e bi-amping? La differenza sostanziale, come si intuisce, è che il bi-amping è realizzato con due amplificatori, fattore che dà tutt’altro senso a questo tipo di connessione. Giusto per fare un accenno, la bi-amplificazione può essere di tipo verticale oppure orizzontale. La prima prevede di impiegare due amplificatori identici e di usarne uno per amplificare ogni cassa singolarmente; il secondo prevede di impiegare un amplificatore per le basse frequenze e un altro (uguale o diverso) per le alte frequenze.

È la soluzione migliore ma anche la più costosa, da adottarsi per impianti di altissimo livello. Nella bi-amplificazione si parte dal concetto che ogni amplificatore agisca su una specifica gamma di frequenze per pilotare direttamente l’altoparlante preposto alla riproduzione di quella specifica gamma. In questo modo si evitano al massimo fenomeni di intermodulazione e altri effetti indesiderati; ad esempio, l’ampli che tratta la frequenze più alte non deve lavorare anche con quelle basse, con benefici per l’alimentatore e la resa.

Cavi per il bi-wiring. Servono?

Esistono in commercio cavi di potenza appositamente pensati per il bi-wiring, cioè con due connettori lato amplificatore e quattro connettori lato cassa acustica. Secondo la filosofia Ricable, dopo alcune prove tecniche, questo tipo di cavo non sortisce alcun effetto rispetto all’impiego di un cavo standard con l’aggiunta di validi ponticelli (non lasciate le piattine metalliche dei produttori). A livello tecnico, non c’è motivo per preferirli a un assetto che preveda un cavo in monowiring collegato all’altra coppia di morsetti tramite ponticelli dello stesso conduttore. Se non il fatto trascurabile che, con i ponticelli, si allunga di una decina di centimetri la lunghezza del cavo.

Sia in un caso che nell’altro, il cavo in sé non è un crossover attivo e non ha gli strumenti per scindere le alte frequenze dalle basse, dunque l’unico effetto apportato dai cavi per il bi-wiring è una complicazione fine a sé stessa nel collegamento che va dall’amplificatore ai diffusori, spesso con un peggioramento della qualità di trasmissione del segnale.

In conclusione, noi consigliamo sempre di semplificare e, nel caso abbiate un solo amplificatore con diffusori predisposti al bi-wiring, di acquistare un cavo standard con i relativi ponticelli. Spenderete meno e avrete un risultato identico, se non migliore.

diffusori acustici casse impianto Hi-Fi migliore

Come migliorare il tuo impianto Hi-Fi gratis (o quasi)

Non sempre bisogna mettere mano al portafoglio per migliorare il rendimento del proprio impianto Hi-Fi. A volte, infatti, anche solo avendo elettroniche di buona, anche se non eccelsa, fattura, è possibile fare esprimere loro un rendimento notevole. Come? Limitandosi a prendere qualche accorgimento di massima oppure facendo diventare routine preziose, ma non dispendiose, pratiche quotidiane. Invitiamo a seguire i consigli che daremo effettuando le prove con un disco che sapete per certo abbia una buona incisione, ma sopratutto non sia registrato in studio. Le registrazioni migliori sono quelle live o a presa diretta, dando la propria preferenza a musica orchestrale, cori o ancora jazz session. Questo purché conosciate bene i brani di riferimento.

Cavi ordinati e Hi-Fi

La prima precauzione che possiamo avere per il nostro impianto Hi-Fi, specie se questo mano a mano si arricchisce di più componenti, è quello di mantenere ordinato (tramite fascette) e pulito il cablaggio. Cablaggio che, lo diamo un po’ per scontato, sia di un livello direttamente proporzionale all’impianto in proprio possesso. Altrimenti un intervento ancor più impellente è quello di sostituire immediatamente i cavi, che magari sono ancora quelli avuti in dotazione con le elettroniche. Bisognerebbe cercare, per quanto possibile, di separare almeno alimentazione e segnale, specie se non si utilizzano cavi bilanciati per i secondi e/o cavi di alimentazione di qualità che offrono una schermatura valida. Sarebbe bene evitare anche cavi di potenza di lunghezza differente, così come acquistare cavi della minor lunghezza possibile, sia per ridurre i costi sia per avere migliori prestazioni. Quest’ultimo è però un discorso più che altro accademico, difficilmente l’orecchio umano riesce a distinguere la differenza di suono emessa con cavi lunghi due metri al posto di tre, soprattutto se la qualità di questi ultimi è elevata.

Bando alle interferenze

La seconda “regola” è di non porre (altre) interferenze laddove non ce ne sia bisogno. Soprattutto oggigiorno, in cui smartphone e tablet, a volte, arrivano a fare parte dell’impianto stesso, è bene evitare che ci sia un caricabatterie di un cellulare costantemente connesso insieme agli altri cavi di alimentazione del sistema. Meglio collegarlo a prese e o multiprese separate, se proprio dobbiamo ricaricare  il nostro dispositivo.

La posizione dei diffusori nell'impianto Hi-Fi

Il terzo provvedimento che possiamo prendere, forse il più importante per migliorare il tuo impianto Hi-Fi, è posizionare i diffusori in maniera corretta – premesso che ognuno di noi vanta gusti e preferenze personali. È un aspetto che approfondiremo meglio in un articolo separato. Per ora, limitiamoci a immaginare un ipotetico triangolo equilatero i cui punti siano formati dai due diffusori e dalla testa dell’ascoltatore (non dal divano!). Da tenere in considerazione è anche l’altezza dal pavimento degli altoparlanti per i medio-alti, poiché determina l’altezza della scena sonora. Altri accorgimenti sono la rimozione di superfici riflettenti tra voi e i diffusori (basta usare anche solo una coperta) e non posizionare il mobile Hi-Fi tra i diffusori, ma lateralmente.

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I ponticelli sono fondamentali per migliorare il rendimento sonoro

Un quarto provvedimento è legato ai ponticelli in ottica bi-wiring. Questo tipo di connessione è inutile in prodotti che non siano Hi-End, per cui nella maggioranza degli impianti optare per i ponticelli è la scelta migliore. Un cavo da 100 euro, al di là di tutto, è migliore di due da 50 euro. Ma investire il proprio budget in ottimi diffusori e cavi per poi far passare il segnale in un pezzo di ottone usato come ponticello non aiuterà la prestazione finale. Nel caso i diffusori fossero dotati di doppio connettore, una delle prime cose da fare è sostituire i ponticelli in ottone con un pezzetto di cavo uguale o migliore rispetto a quello che avete utilizzato tra amplificatore e diffusori.

La gestione delle elettroniche dell'impianto Hi-Fi

Numero cinque: livellare (cioè mettere in bolla) e separare le elettroniche. Per quanto riguarda la prima azione, è un discorso che riguarda soprattutto le fonti analogiche, ma si può estendere anche a quelle digitali. Questo articolo nasce per mettere in evidenza tutti quegli accorgimenti che, a zero budget, possono affinare ciò che ascoltiamo. E un provvedimento di questo tipo non costa proprio nulla. Più o meno lo stesso discorso si applica alla separazione delle elettroniche. Un amplificatore a causa del trasformatore vibra, cosi come vibra un lettore CD per la sua meccanica o un giradischi per il suo motore. Separare ogni singolo componente riduce il disturbo che ognuna di queste vibrazioni apporta alle altre elettroniche.

dettaglio shucko invictus

La polarità delle prese schuko

Ultimo ma non meno importante consiglio è quello di fare attenzione alla polarità delle prese schuko. La polarità però, quasi sempre, non viene segnalata, anche se si parla di prodotti concepiti per l’Hi-Fi. La ricerca della fase è da fare a orecchio, dunque, oppure tramite un cercafase. Ce ne sono anche di estremamente economici. Invertite la spina della sorgente e verificate se c’è un cambiamento per capire se anche quest’ultimo consiglio per migliorare l’impianto può apportare dei benefici.

Bene, questi sono sei piccoli passi in avanti per migliorare il tuo impianto Hi-Fi. Ma certamente è impossibile esaurire in un articolo tutte le casistiche che si possono presentare in campo audiofilo. Pensiamo solo a tutte le variabili che si possono ottenere incrociando elettroniche, sale e cavi differenti tra loro. Per questo motivo, non esitate a contattarci per un tipo di supporto personalizzato cliccando il bottone sottostante. Chat sul sito, telefono, Facebook oppure una visita in sede… scegliete voi il mezzo che preferite!

interferenze oro su sfondo nero

Come scovare ed eliminare interferenze nel proprio impianto Hi-Fi

Uno dei problemi più fastidiosi per chi possiede un impianto Hi-Fi consiste nelle interferenze che rovinano il suono emesso. Queste possono tradursi in ronzii o fruscii durante la riproduzione del brano che stiamo ascoltando o del film che stiamo vedendo. Niente di più seccante, per un appassionato. Dunque, come eliminare le interferenze nel proprio impianto Hi-Fi? Bisogna innanzitutto premettere che ci sono accorgimenti che ci permettono di individuare in una maniera più veloce di altri il problema, senza però eliminarlo. Per quello, bisognerà prendere provvedimenti un po’ più drastici di quelli che stiamo per elencare.

Che cosa fare e in che modo indagare sulle interferenze?

detective che indaga con lente d'ingrandimento

La prima cosa da fare è ridurre il proprio sistema al minimo indispensabile. La maggior parte degli impianti Hi-Fi sono formati da sorgente, amplificatore e diffusori, ma in quanto a componentistica un appassionato può sbizzarrirsi finché vuole tra condizionatori di rete, preamplificatori, doppie amplificazioni e tanto altro ancora. Ce n’è davvero per tutti i gusti e l’assetto di un impianto è dato esclusivamente dalla volontà di chi lo possiede. Per capire più agilmente dove risieda il problema, tuttavia, sarà il caso di ridurre il nostro impianto alla formazione inizialmente descritta. Parola d’ordine: semplificare.

Fatto questo, bisogna isolare il problema e intuire dove risieda. Risulta obbligatorio eseguire un intervento alla volta e, allo stesso tempo, prendere nota delle migliorie o dei peggioramenti di ogni singolo step. Nel momento in cui dovessimo intervenire su più sezioni contemporaneamente, non avremmo altrimenti alcun fondamento solido sopra cui appoggiarci.

La carta stagnola per scovare le interferenze

Un mezzo per capire dove intervenire, alla portata di tutti e immediato, costituisce nell’avvolgere, con carta stagnola e uno alla volta, i cavi che collegano la componentistica dell’impianto (sorgente, amplificatore e diffusori, dunque, stando a quanto abbiamo scritto sopra). Un foglio di alluminio, nonostante sia a dir poco essenziale, è pur sempre una schermatura, dunque in grado di proteggere il segnale dalle interferenze che stiamo cercando. Non annullerà il problema, sia chiaro. Per questo servono sì schermature, ma di livello ben diverso sia per quanto riguarda i materiali che per la geometria con cui sono costruite. Tuttavia ci aiuterà a comprendere dove questo risieda. Chi ben comincia, è già a metà dell’opera.

carta stagnola con riflesso oro

Avvolgeremo allora prima il cavo di segnale (più soggetto degli altri a interferenze) nella stagnola, e dopo questa operazione potranno accadere due fatti:

  1. Non cambia nulla.
  2. C’è una variazione nell’interferenza audio (potrebbe essere anche peggiorativa).

Se si manifesta la prima ipotesi, andremo avanti isolando un altro cavo, lasciando in essere il primo intervento, fino a quando non si manifesterà un cambiamento della situazione. La cosa importante è sempre fare una sola variazione per volta.

È importante segnarsi ogni variazione in questa fase di test e, dopo avere effettuato una rapida analisi delle informazioni che abbiamo a disposizione, cominceremo ad avere un quadro un po’ più definito delle interferenze presenti nel nostro impianto.

Ricable contro ogni interferenza nel tuo impianto Hi-Fi

Siamo consapevoli che le interferenze sono ostiche da scovare, ed è proprio per questo che ci mettiamo a disposizione del cliente per aiutarlo in questa analisi, al fine di scovare il colpevole del difetto d’ascolto. Se l’interferenza dipende dal cablaggio, siamo anche in grado di fornire il supporto migliore per eliminare la causa del problema e migliorare sensibilmente l’esperienza d’ascolto. Sicuramente con un cavo di ottima fattura, con una schermatura più prestante si possono risolvere tutti i problemi di interferenza derivanti dalle connessioni. È qui che entra in gioco Ricable, con la sua esperienza sul come eliminare le interferenze in qualsiasi impianto Hi-Fi e con la sua ampia gamma di cavi schermati con tecnologie sia tradizionali che innovative e anticonvenzionali. Perché non vedi se trovi la soluzione ai tuoi problemi dando un’occhiata ai prodotti oppure chiedendo direttamente aiuto al nostro team di esperti? Basta cliccare qui sotto!

Ricable custom header

Ricable Custom, il nuovo sito per l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi

A qualsiasi appassionato di Hi-Fi sarà capitato, almeno una volta, di desiderare un impianto che si adatti perfettamente alla propria abitazione. Uno dei modi per soddisfare questa necessità è quella di creare da soli cavi “su misura” con l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi. A questo scopo nasce Ricable Custom, che offre la possibilità di acquistare cavi di altissima qualità, di derivazione dai migliori cavi Ricable, e di ultimarli come si preferisce, per una personalizzazione totale sia a livello di lunghezza che di connettore del cavo, in base a gusti e necessità. Alla base di questo, però, c’è sempre il fattore qualità, che si muove sulle coordinate di un equilibrio perfetto dato dall’incrociarsi di performance, estetica e prezzo.

Molti degli storici vantaggi presenti sul sito Ricable sono disponibili anche nella sua divisione Custom. Basti pensare alla garanzia a vita, completamente automatica per chi acquista dal sito e attivabile in maniera semplice da parte di chi compra altrove. Immancabile è anche il supporto diretto a partire dalla chat in basso a sinistra del tuo schermo. Puoi scriverci quando vuoi in merito a tutti i dubbi che hai. Risponderemo il prima possibile. Per chi acquista da Ricable Custom è anche prevista l’opzione “soddisfatti o rimborsati”, che permette di effettuare il reso gratuito con le spese di spedizione interamente a carico nostro. Quelli che seguono sono gli ambiti e le aree che Ricable Custom ricopre.

Cavi Hi-Fi da te: l'autocostruzione domestica

Se siete degli autocostruttori e ambite a realizzare cavi per Hi-Fi o per l’home cinema con elevate performance, Ricable Custom è il supporto migliore per le vostre creazioni. Sul sito potete infatti trovare cavi al metro di tutti i tipi (speaker, di alimentazione, di segnale, coassiale, HDMI), connettori, spikes, calze per cavo e tanti altri accessori. Possibilità infinite sia a livello estetico che di progettazione di utilizzo per cavi capaci di adattarsi alla perfezione alle vostre esigenze e di sprigionare prestazioni di alto livello a prezzo contenuto. Oltre a ciò, su Ricable Custom godrete di garanzie concepite specificatamente per voi.

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Le installazioni Hi-Fi nel privato

home cinema installazioni domestiche

Se sei un installatore di impianti Hi-Fi e home cinema e devi cablare con qualità e affidabilità, Ricable Custom offre un prodotto performante a un prezzo imbattibile. Gli elementi dell’impianto devono avere una predisposizione precisa per non perdere nulla in termini di qualità. Perciò sarà necessario fare affidamento cavi che possano avere un accesso facilitato nelle canaline e che siano performanti anche quando si parla di distanze piuttosto ampie. In ambiente domestico è inoltre importante prestare attenzione alle interferenze prodotti da elettrodomestici o altri dispositivi; per questo è fondamentale montare cavi in possesso di una buona schermatura.

Le installazioni Hi-Fi per eventi

Se devi realizzare un impianto live, una sala conferenza, un impianto in filodiffusione, con Ricable Custom troverai supporti con performance uniche e durature. Proiettori di qualità, ledwall e sistemi di diffusione audio con casse, microfoni e mixer hanno bisogno di un trattamento specifico affinché l’evento in allestimento non sia un flop. Inoltre ambienti diversi richiedono un cablaggio diversificato, sia in termini di prestazioni che, soprattutto, di lunghezza. Grazie a Ricable Custom potrai realizzare, in totale autonomia, tutte le soluzioni che vorrai, per essere  sempre pronto in qualsiasi circostanza.

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L'autocostruzione e l'installazione cavi Hi-Fi nel car audio

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Sei un appassionato o un professionista di car audio? Ricable Custom ti offre una qualità da fuoriclasse per i tuoi impianti car Hi-Fi ad alte performance. Guidare, d’altra parte, è un piacere, tuttavia farlo ascoltando buona musica diffusa tramite un impianto che vada oltre, a livello di prestazioni, rispetto a quello di serie, è proprio un’altra cosa. Perché l’impianto sia messo a punto in maniera ottimale, però, servono cavi specifici capaci di adattarsi a un contesto piuttosto particolare come quello dell’automobile. Ricable Custom è la scelta giusta e ti permette di scegliere ciò che è meglio per te e per la tua vettura.

Insomma, a qualsiasi categoria tu appartenga tra quelle elencate, o se sei semplicemente curioso di conoscere il mondo dell’autocostruzione e dell’installazione di cavi Hi-Fi, sarebbe davvero un peccato se non facessi un salto su Ricable Custom. I processi produttivi dei prodotti Custom sono rigorosi e monitorati in ogni loro aspetto, per una qualità garantita e assoluta. Ti aspettiamo.

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La Garanzia a Vita Ricable (e tutti gli altri vantaggi). Qualità, sicurezza e supporto

«Le passioni non si sradicano: bisogna che ciascuno possa soddisfarle nei limiti della virtù» scriveva Lev Tolstoj, e questo vale tutt’oggi. La propria attrazione per l’alta fedeltà, che poi sfoci nell’ascolto di un brano o nella visione di un film, non può e non deve essere limitata, a patto che questa sia alimentata in maniera coscienziosa e oculata. Un modo per farlo è avere delle assicurazioni, a partire dalla Garanzia a Vita Ricable.

Acquisto sicuro. Forse.

il pensatore dubbio

Fatta questa premessa, arriverà prima o poi il giorno in cui decideremo di aggiornare il nostro impianto, sia a livello di elettroniche di cavi. Che l’acquisto sia fatto in un negozio fisico oppure digitale, poco importa. Nel senso che, comunque sia, daremo il nostro consenso a portarci a casa un prodotto a scatola chiusa. In teoria ciò su cui abbiamo investito del denaro, frutto dei nostri sforzi, dovrebbe migliorare l’ascolto, in pratica non ne abbiamo la certezza. E forse potremmo non averla nemmeno dopo avere terminato il breve (nella maggior parte dei casi) periodo di prova che ci viene concesso.

I veri intenditori di Hi-Fi infatti sanno bene che un nuovo componente, sia esso attivo o passivo, deve essere provato prima di tutto nel comfort del proprio ambiente domestico, e in seconda battuta deve essere testato per un periodo sufficiente da carpirne tutti i dettagli possibili a livello di scena, colore del suono e dinamicità.

Hi-Fi: come scegliere correttamente

Morale della favola: esiste un acquisto ottimale che presenta determinate caratteristiche, tanto più importanti quando si tratta una materia delicata come l’Hi-Fi. Il problema è che sono pochissimi i rivenditori che offrono ai consumatori tutti i vantaggi necessari per fare una scelta ponderata. Vediamo allora quali sono i tratti che un acquisto deve avere obbligatoriamente per consentire una scelta ponderata a chi compra:

  • Possibilità di verificare che il prodotto abbia performance sulla carta idonee.
  • Procedimento di acquisto semplice e veloce.
  • Spedizione gratuita al di sopra di un importo minimo.
  • Politica del “soddisfatto o rimborsato”.
  • Opportunità di effettuare un reso gratuito.
  • Garanzia a Vita e garanzia on-site.
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Cosa offre Ricable? Garanzia a Vita e altro ancora

Scegliendo Ricable si sceglie un prodotto di elevata performance, senza nessun rischio. Ma non è tutto. Chi si affida a noi per il cablaggio del proprio impianto sceglie di intraprendere un percorso insieme e può usufruire di quattro garanzie. La prima prevede che, come prescrive la legge, qualsiasi prodotto sia in garanzia per due anni, a prescindere da dove lo abbiate comprato.

La seconda garanzia è invece speciale. Per coloro che acquistano sul sito, semplicemente registrando il vostro prodotto a questo link, il cavo diventerà assicurato a vita. Per sempre, in pochi minuti. La Garanzia a Vita Ricable è inoltre on-site, senza nessun costo aggiuntivo per il cliente. Che voi siate in Argentina o in Australia, negli Stati Uniti o in Russia, manderemo noi un corriere, a nostre spese, a ritirare il prodotto, lo ripareremo o lo sostituiremo e, infine, ve lo invieremo nuovamente.

La terza garanzia prevede che solo gli acquisti effettuati su questo sito abbiano l’esclusiva garanzia “soddisfatti o rimborsati”. Se il prodotto, all’arrivo del pacco, non è come desiderate o ne volete un altro, dovete solo chiedere di fare il reso. È completamente gratuito, è previsto un rimborso e un corriere passerà, sempre a nostre spese, a ritirarlo. Il tempo a disposizione per effettuare questa operazione va ben oltre i quattordici giorni previsti dalla legge, visto che arriva a sessanta! Si tratta di un ragionevole quantitativo di tempo per fare tutti i test del caso a casa propria.

Ultima, ma non meno importante, è la garanzia legata al supporto, perennemente disponibile. Per ottenere aiuto in qualsiasi sua forma, non dovrete far altro che accedere all’area riservata e cliccare il pulsante “Assistenza e supporto” per aprire un ticket.

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Tre gravi errori di cablaggio che degradano il suono del tuo impianto

Avere un impianto di alto livello e un cablaggio capace di metterne in luce i pregi è sicuramente la base da cui qualsiasi audiofilo degno di tal nome dovrebbe partire. È altrettanto importante, però, non perdersi in un bicchier d’acqua, rovinando le prestazioni di ciò che si è acquistato con anni di impegno, investimenti e studio. Dopo avere letto, in pochi minuti, questo articolo sul blog Ricable, conoscerai con chiarezza tre errori fondamentali di cablaggio da non commettere mai (o da correggere immediatamente!) che degradano il suono.

1° errore: utilizzare la stessa presa per tutto

La prima cosa da sapere è che bisogna evitare le prese a muro con multiple in serie, così come le multiprese di scarsa qualità. I problemi principali che sorgono quando se ne fa utilizzo sono i sovraccarichi, le interferenze generate da apparecchi diversi e i colli di bottiglia. La cosa ottimale sarebbe avere due o tre linee distinte dirette dal contatore, ma spesso è di difficile realizzazione.

prese elettriche caos

Perciò, un’alternativa valida e allo stesso tempo più facilmente realizzabile è acquistare una multipresa di qualità o meglio ancora un condizionatore di rete. Attenzione, però: in alcuni casi i clienti ci hanno segnalato che questi riducono la dinamica d’ascolto, come anche le multiprese filtrate.

2° errore: avere cavi arrotolati e grovigli

groviglio cavi telefono

Il secondo problema è che i cavi, se arrotolati in maniera circolare, soffrono dell’effetto antenna. Questo vuol dire che i grovigli di cavi favoriscono le interferenze tra apparecchi. Stessa cosa accade quando riscontriamo, nel nostro impianto, troppa vicinanza tra gli stessi componenti.

La soluzione, in questo caso, è utilizzare cavi schermati e curare attentamente il posizionamento di questi. Inoltre, se possibile, sarebbe meglio utilizzare delle fascette per tenere separati i cavi di segnale, di potenza e di alimentazione.

3° errore: non dare importanza a tutti i tipi di cavo

I cavi di minor qualità creano colli di bottiglia al segnale che non possono essere sanati da cavi migliori. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, infatti, il cavo non migliora il segnale, ma lo peggiora meno. I cavi di minor qualità, tra le altre cose, sono più soggetti a interferenze esterne. In definitiva risulta poco funzionale, ad esempio, avere un ottimo cavo di potenza e di segnale e poi usare cavi di alimentazione standard. Si vanifica il buono che i primi due possono fare.

La soluzione è dare importanza alla qualità di tutti i cavi dell’impianto, in particolar modo a cavi di segnale (sia analogici che digitali), di potenza e di alimetazione, che sono quelli che determinano maggiormente il risultato.

Ricable offre soluzioni definitive per ogni tipo di problema elencato. Tutti gli errori di cablaggio che degradano il suono ha la sua soluzione. Tutti i cavi offrono materie prime di alta qualità, geometrie ottimizzate nel segno della tradizione per la trasmissione del suono e tecnologie speciali, frutto di ricerca e sviluppo anticonvenzionali.

cavi hi-fi groviglio

Oltre alla qualità, Ricable vi offre la garanzia più totale sull’acquisto. Se non siete soddisfatti, potete rendere gratuitamente il prodotto entro sessanta giorni; mentre se il prodotto vi soddisfa, sarete tutelati a vita con la nostra speciale garanzia on-site. Vi invitiamo a visionare i nostri prodotti e di sciogliere i cardini che tengono ancora incatenato il vostro impianto!

AWG – misurare la sezione dei conduttori HDMI

A qualcuno, leggendo la sigla AWG, la prima cosa che sarà venuta in mente è il piercing. Il perché è presto detto. Questo sistema è infatti comunemente utilizzato per specificare le dimensioni dei gioielli per il corpo, soprattutto se piccoli. Ma questo dato risulta di fondamentale importanza anche per i cavi HDMI, specie per misurare la sezione dei loro conduttori. Ricable ottimizza la dimensione del trefolo del cavo Across a 25 AWG, mentre quella dei cavi Hi-End e Supreme a 24 AWG. Ma come misurare l’AWG nei cavi HDMI?

Come è nata la sigla e come si usa per misurare la sezione dei conduttori HDMI

L’acronimo sta per American Wire Gauge, un sistema standardizzato di misura della sezione dei fili. Questo viene utilizzato dal 1857, soprattutto nel Nord America. È importante considerare che questa misurazione è utilizzata solo per i conduttori solidi e tondi, ed è questo il motivo per cui si usa spesso nei cavi audio/video, inclusi quelli HDMI, perché è un valore riferito al singolo conduttore che, in base alla geometria del cavo, forma il conduttore finale, con trecciature di vario tipo. Infatti, se abbiamo un cavo con conduttore multifilare, quando diciamo che il conduttore è di 24 AWG, tale valore non è riferito a tutta la treccia, ma a ogni singolo filo che la compone. La sezione del filo (gauge) è un fattore importante per la determinazione della massima intensità di corrente che è possibile farvi scorrere.

All’aumentare del numero misurato corrisponde dunque un diametro del filo progressivamente più piccolo. Questo sistema di misura nasce dal numero di operazioni di trafilazione utilizzate per produrre un determinato diametro di filo. È chiaro che uno molto sottile richiedesse più passaggi attraverso la trafila rispetto a un filo a 0 gauge, ad esempio. È per questo motivo che all’aumentare del valore, diminuisce il diametro. Lo sviluppo di misure standardizzate ha razionalizzato il sistema. Inizialmente, invece, ogni produttore aveva il proprio sistema di misurazione.

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L’AWG per un cavo è determinato dall’area totale della sezione del conduttore, che determina a sua volta la sua capacità di trasporto della corrente e la sua resistenza elettrica. Poiché tra i vari fili ci sono anche piccole cavità, i cavi hanno sempre un diametro totale leggermente maggiore rispetto a un filo solido avente lo stesso AWG.

La tabella. Trucchi per ricordarsela a memoria e come funziona la sigla AWG

I vari rapporti tra i parametri sono quelli elencati nella tabella sottostante, utile per come misurare l’AWG per i cavi HDMI. Generalmente la tabella di conversione con il sistema metrico va da 0000 (4/0) fino a 44 AWG e interessa tutti i conduttori impiegati in commercio in ambito audio/video, cavi HDMI inclusi. Esiste però anche una regola mnemonica utile a facilitare i calcoli. Secondo questa, quando il diametro di un filo raddoppia, l’AGW si riduce di 6 unità; quando è la sezione di un filo a raddoppiare, l’AWG diminuisce di 3 unità. Infine, quando il valore AWG decresce di 10, la sezione e il peso aumentano di altrettante volte, mentre la resistenza si riduce di un fattore pari sempre a 10.

I cavi sono specificati con tre numeri: la dimensione complessiva AWG, il numero dei fili componenti il cavo e la dimensione AWG del filo. Il numero dei fili e l’AWG di un singolo filo sono separati da una barra. Ad esempio, un cavo 22 AWG 7/30 è un cavo 22 AWG composto da sette fili aventi dimensione pari a 30 AWG. Sono questi i valori che ci fanno capire come misurare l’AWG nei cavi HDMI.

Colloquialmente al sistema AWG ci si riferisce come gauge e agli zero nelle grandi dimensioni di filo ci si riferisce come aught. Ci si riferisce ai fili di dimensioni 1 AWG come one gauge; analogamente, diametri più piccoli sono pronunciati con il relativo numero intero positivo. Per dimensioni maggiori di fili (da #0 in su), la parola gauge diventa one aught, two aught e così via, in funzione di quanti zeri ci sono nel codice AWG. In altri casi la parola gauge è sostituita dalla parola number, che appare prima della dimensione.

La tabella di conversione dei cavi AWG. Come misurare i cavi HDMI (e non solo)

AWG Diametro mm Sezione (Area) mm²
0000 (4/0) 11,684 107,22
000 (3/0) 10,405 85,01
00 (2/0) 9,266 67,43
0 (1/0) 8,252 53,49
1 7,348 42,41
2 6,544 33,62
3 5,827 26,67
4 5,189 21,15
5 4,620 16,77
6 4,115 13,30
7 3,655 10,55
8 3,264 8,37
9 2,906 6,63
10 2,588 5,26
11 2,305 4,17
12 2,052 3,31
13 1,828 2,63
14 1,623 2,08
15 1,450 1,65
16 1,291 1,31
17 1,149 1,04
18 1,024 0,823
19 0,912 0,653
20 0,812 0,519
21 0,723 0,411
22 0,644 0,324
23 0,573 0,259
24 0,511 0,205
25 0,455 0,162
26 0,405 0,128
27 0,361 0,102
28 0,321 0,0806
29 0,286 0,0649
30 0,255 0,0507
31 0,227 0,0401
32 0,202 0,0324
33 0,180 0,0255
34 0,160 0,0201
35 0,143 0,0159
36 0,127 0,0127
37 0,113 0,0103
38 0,101 0,0081
39 0,090 0,0062
40 0,080 0,0049
41 0,071 0,0039
42 0,064  0,0032
43 0,056  0,0025
44 0,051  0,0020

Differenze tra cavi Hi-Fi: standard vs Hi-End

«Di’ Tuco, ti piace la musica?».
«La musica? Ah, sì che mi piace: fa bene alla digestione».

Il buono, il brutto e il cattivo

«Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito.
Questo è grave perché significa
spezzare
delle radici importanti della nostra storia».

Riccardo Muti

Sia che per noi la musica voglia dire elevare lo spirito ricordando secoli di storia, cultura e tradizioni, o che ci dia semplice supporto morale per la digestione della cena rimasta sullo stomaco, poco importa. Quel che è certo è che costituisce una componente della vita così intensa da condizionare la quotidianità di ognuno di noi. Dopotutto… cosa c’è di più bello per impreziosire il nostro tempo libero, se non ciò che ci rende più sereni?

Amore per l'Hi-Fi e l'Hi-End, senza compromessi

La musica sarà sempre il nostro fine, ecco perché i mezzi sono sempre di fondamentale importanza. Spesa e impegno sono le due coordinate sulle quali muoverci per realizzare il nostro impianto Hi-Fi a partire dalla sua forma più basica formata da sorgente, amplificatore e diffusori. A queste componenti, se cerchiamo di raggiungere la perfezione, potremo aggiungere condizionatore di rete, pre-amplificatore, un secondo amplificatore e tanto altro ancora.

Anni di messa a punto, upgrade e cesellamento acustico, però, possono essere vanificati in un attimo. O, almeno, molti di questi possono andare in fumo se non prestiamo la dovuta attenzione al cablaggio del nostro impianto. Il segnale sonoro passa per questi “ponti” (i cavi) quando va da un componente all’altro e, in questo frangente, un cavo può essere realmente determinante.

Ma quali sono le differenze tra cavi standard e Hi-End? Va detto che un cavo non “suona”, di per sé, nel senso che è un elemento passivo e dunque non emette suoni e non può migliorare il segnale. In realtà potrebbe alterarlo contravvenendo al principio della ricerca dell’alta fedeltà!

L’eccellenza di un cavo diventa palese quando questo si avvicina il più possibile al lasciare completamente intatto il suono che riceve in ingresso, trasferendolo nel modo migliore alla sua fase di uscita. In poche parole: il cavo migliore trasporta il suono nel modo più simile a com’è stato registrato. Ecco perché fare affidamento su cavi di scarsa qualità può significare un importante collo di bottiglia, che strozza e deteriora il segnale tra un componente e l’altro.

Gli svantaggi di un cattivo cablaggio per l’impianto, che determinano le differenze tra i cavi standard e Hi-End, sono elencati di seguito:

  • degradano il suono
  • restituiscono poca trasparenza
  • hanno un dettaglio ridotto
  • rendono il suono non neutro
  • subiscono interferenze e fruscii
  • confondono la scena
  • fanno perdere di brillantezza il tuo ascolto
standard hi-end differenze

Non migliorano, ma peggiorano il meno possibile

Va da sé che maggiore è il numero di componenti dell’impianto, maggiore è l’importanza che i cavi assumono trasportando il segnale molte volte da un punto all’altro. È importante soprattutto mettere a punto tutti i cavi dell’impianto, perché neanche il migliore dei cavi può “curare” un segnale degradato in precedenza a causa di un collegamento precedente di scarsa qualità. Come abbiamo detto, può solo trattare al meglio il segnale nel suo ambito di competenza, cioè nel tratto che gestisce. Il cavo è dunque un elemento penalizzante nel momento in cui non gli si presta la dovuta attenzione; il gioco sta nel “togliere” al suono il meno possibile.

Ma da dove deriva il suono compromesso da un cavo di scarsa qualità? Principalmente dai materiali economici con cui è stato costruito. Conduttori, connessioni, isolamenti, schermature e geometrie costruttive fanno la differenza su come il segnale viene trattato. Per altro non esiste nulla, nella realtà conosciuta, che non abbia conseguenze minori o maggiori rispetto all’ambito in cui si trova. Il tessuto, la dimensione ma anche il colore di un vestito, ad esempio, cambiano la percezione che abbiamo di esso e perfino come lo indossiamo. Ed è così per qualsiasi cosa; potrebbe essere il cavo la prima entità nel mondo conosciuto a essere totalmente ininfluente? Ma facciamo un esempio più pratico e meno teorico, di stretta attualità motoristica, su come sia importante pensare a ogni aspetto.

In occasione del Gran Premio del Belgio di Formula 1 del 1° settembre 2019, la scuderia Ferrari ha deciso di fare testare i suoi nuovi motori “Evo 3” alle scuderie satellite Alfa Romeo e Haas. La scuderia principale, dopo averne verificato l’affidabilità, ha adottato la stessa soluzione nel successivo Gran Premio di Monza dell’8 settembre. A parità di potenza motoristica, però, il risultato è stato ben diverso, con una bellissima vittoria della Ferrari. Il miglior piazzamento ottenuto dalle altre due scuderie è stato il nono posto del pilota Antonio Giovinazzi.

Come è potuto accadere? Al di là del talento di chi guida, tutto ciò che era collegato al motore e gli permetteva di funzionare e “dialogare” con le altre componenti, era importante tanto quanto la sua potenza, se non di più. Il punto è che, nonostante il cuore della vettura fosse identico, tutti quegli ingredienti meno evidenti (ma molto importanti!) fossero in un caso di qualità estrema, negli altri due un po’ meno.

Differenze tra cavi standard e Hi-End: la soluzione esiste

Esistono cavi Hi-End che nascono per permettere agli appassionati di godere della propria passione nel modo più autentico. Come? Puntando all’eccellenza quando si parla di struttura, materiali, conduttori, isolanti, terminazioni e così via. La condizione necessaria è essere dotati di un impianto di una raffinatezza tale per cui la differenza di prestazione tra i vecchi cavi standard e i nuovi Hi-End possa sentirsi degnamente. Bisogna sempre prestare attenzione ad acquistare un sistema di cablaggio che sia proporzionale, a livello qualitativo, al proprio impianto, altrimenti rischieremo di non avere riscontri, pur avendo acquistato un prodotto migliore (a meno che l’acquisto non sia un investimento in vista di upgrade futuri). I cavi speciali vantano soluzioni ad hoc per eliminare tutte le problematiche descritte.

Ecco alcune tra le principali:

  • una schermatura, che può arrivare a essere triplice e dei più svariati materiali, per proteggere il cavo dalle interferenze
  • dei materiali isolanti ad alta efficienza
  • una gestione efficace dei conduttori, schermati, twistati con il suo gemello, di materiale purissimo e dai trefoli incredibilmente sottili
  • connettori di un materiale realmente adeguato alla funzione che devono svolgere

Le tecnologie esclusive Ricable per l'Hi-Fi e l'Hi-End

Dopo una importante fase di ricerca e sviluppo, Ricable ha applicato ai suoi prodotti le tecnologie innovative che ha sviluppato privatamente e ha reso ancora più evidenti le differenze tra cavi standard e Hi-End.

R-TEC – Ricable Technology Construction è sinonimo del lavoro specifico che Ricable ha eseguito sulle schermature, tale per cui in ogni progetto si è identificato quelle più efficaci contro le interferenze, sia per struttura che per materiale, al fine di determinare schermi efficienti e mai superflui.

Negli isolanti dielettrici sono stati inseriti nuovi materiali, generalmente non impiegati nella produzione di cavi Hi-Fi e Hi-End, a dimostrazione di una sperimentazione anticonvenzionale. Tra le innovazioni maggiori, l’impiego di nuove mescole termoplastiche che permettono di ottenere specifiche dielettriche migliori del polietilene e una flessibilità maggiore al PVC, oltre a preservare meglio le caratteristiche del rame di contatto. Altra importante novità è l’inserimento in alcuni modelli di un semiconduttore in germanio che riduce i rumori di fondo nel segnale audio (RNR System).

Nell’ambito dei conduttori invece è nata la tecnologia MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor. In questo ambito le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) incredibilmente più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto a quello AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro, per un abbattimento dell’effetto pelle e della resistenza, oltre a una maggiore flessibilità e una migliore acustica.

In ultimo qualcosa di speciale, perché abbiamo appurato che l’impiego di connettori convenzionali in ottone può far perdere anche il 50% delle performance di una connessione e abbiamo dato il via a RCCP (Ricable Copper Connector Project), con l’obiettivo di costruire nuovi connettori con contatti in puro rame. Dopo un lavoro durato oltre due anni, Ricable adesso è il primo produttore che realizza un’intera serie di cavi Hi-Fi audio (serie Invictus) con connettori completamente in rame e, per le altre due serie, i connettori sono sempre in rame, tranne per qualche eccezione, dove è stato necessario impiegare una lega di rame-tellurio, che in ogni caso è un conduttore decisamente superiore all’ottone.

Con le informazioni contenute in questo articolo abbiamo scoperto quel che la passione per la musica merita, ma anche cosa fare per evitare che venga compromesso il tuo obiettivo di riprodurla in alta fedeltà! La strada da percorrere affinché le tue elettroniche abbiano un rendimento superiore e d’eccellenza passa per la qualità Ricable, frutto di cura, attenzione e ricerca. Dai un’occhiata ai nostri prodotti e ricorda che TUTTI sono coperti dalla speciale garanzia a vita Ricable!

ponticelli hifi come collegarli

Come collegare i ponticelli e i cavi speaker

Quando compriamo un diffusore sul suo retro avremo, nella maggior parte dei casi, quattro morsetti, in coppie da due, a cui collegare il nostro cavo speaker, supportato da ponticelli di serie. Ma come collegare ponticelli e cavi speaker?

E a cosa servono i doppi morsetti? A collegare il nostro diffusore in bi-amplificazione o in bi-wiring.

Questi modi alternativi di collegamento, quasi sempre a uso e consumo di una ristretta cerchia di appassionati, se non vengono utilizzati, prevedono che i morsetti HF (high frequency) e LF (low frequency) rimangano ponticellati tra di loro. Lo scopo è far lavorare il crossover all’unisono.

Come mai i produttori di casse acustiche, visto lo scarso utilizzo di bi-amping/bi-wiring, producono diffusori con doppi collegamenti? Beh, è difficile dare una risposta precisa, ma si può ipotizzare che sia per offrire un prodotto più versatile e completo. Oppure perché fanno “più scena” e attirano maggiormente l’attenzione degli acquirenti. Certo è che ci sono quasi su tutti i diffusori e di conseguenza vanno capiti e gestiti a dovere, per evitare che un possibile vantaggio diventi uno svantaggio.

Subito dopo avere effettuato l’acquisto delle nostre nuove casse, ci metteremo a montarle e saremo colti da un dubbio. Il cavo speaker che va dall’amplificatore alle casse sarà bene collegarlo alla coppia in basso oppure in alto? Cioè all’ingresso destinato ai bassi o alle alte frequenze? E soprattutto, i ponticelli dati in dotazione dal produttore delle casse saranno adeguati al compito che devono svolgere oppure manderanno in fumo i nostri sforzi per migliorare la qualità dell’audio emesso dall’impianto?

Come collegare i ponticelli. In alto o in basso?

La fondamentale importanza dei ponticelli nasce dal fatto che, con il passare del tempo, i produttori di diffusori hanno deciso di fabbricare casse dotate di due paia di connettori e, dunque, un crossover diviso. Il ponticello si rende necessario per portare il segnale sia alle alte che alle basse frequenze. Ma, in mono-wiring, dove è meglio collegare il proprio cavo speaker? Sotto o sopra? È una domanda che si pongono in tanti e a cui proveremo a dare una risposta.

Qualcuno sostiene che il cavo che parte dall’amplificatore debba raggiungere i morsetti del tweeter (o meglio dei medio-alti) e non quello dei bassi, lasciando agli “spezzoni” o ai ponticelli il compito di portare il segnale ai morsetti del woofer. Le alte frequenze sono la porzione dello spettro audio più delicata e sensibile, anche per via delle basse tensioni in gioco. Sempre secondo queste opinioni, per questa ragione è meglio che il segnale dall’amplificatore raggiunga i morsetti del tweeter senza che siano interposti altri spezzoni di cavo o sbarrette metalliche (in parole povere: si minimizza, in sostanza, la resistenza di contatto).

ponticelli hifi come collegarli
ponticelli hifi come collegarli

Altri, invece, credono sia meglio fare il contrario, cioè privilegiare il woofer, ossia il componente che richiedere maggiore potenza. In realtà le differenze sono minime, e solamente di rado cambia veramente qualcosa. Quello che consigliamo è innanzi tutto di accertarvi che il ponticello non faccia da collo di bottiglia nel vostro impianto (vedi sotto come) e successivamente fare dei tentativi in base al proprio orecchio e al proprio impianto per capire se cambia qualcosa.

Non esiste niente di qualitativamente migliore di ciò che più ci piace, anche in base alle nostre suggestioni o abitudini. Si può fare inoltre riferimento alle istruzioni che accompagnano il prodotto. È pur vero che si tratta di una decina di centimetri di cavo e, a meno che la qualità non sia particolarmente bassa, non si pone il problema. Se non fosse che, a volte, i ponticelli di serie sono effettivamente di qualità infima: una piattina di ottone.

Come capire se i ponticelli sono buoni e all'altezza del nostro impianto

Per quanto riguarda i ponticelli, per verificarne la bontà, sarà possibile solo provare a spostare i cavi speaker dai morsetti posti in basso a quelli posti in alto, e viceversa, ma saranno svariate le deduzioni che potremmo trarne. Vediamo allora di fare tutte le ipotesi possibili e trarre tutte le conseguenze immaginabili a proposito del come collegare i ponticelli e i cavi speaker. Ecco l’elenco delle possibilità, presentato in maniera schematica ma esaustiva:

  • spostiamo la posizione dei ponticelli; se il suono cambia, probabilmente i ponticelli fanno da collo di bottiglia e consigliamo di cambiarli per una resa ottimale;
  • se il suono non cambia, forse i ponticelli svolgono in maniera eccellente il proprio lavoro e sono adeguati all’impianto.

Attenzione, però. Nel caso il suono non cambi, si devono considerare anche i seguenti aspetti:

  • se il suono non cambia, può essere che i cavi speaker siano di così basso livello da non riuscire a trasmettere abbastanza dettagli da farci percepire differenze;
  • un’altra ipotesi, se il suono non dovesse cambiare, potrebbe essere che l’impianto non sia sufficientemente rivelatore e il ponticello non agisca in maniera adeguata sul suono.

Fatte le dovute prove, vi trovate nella necessità di sostituire i ponticelli delle vostre casse acustiche. Tenete presente che questi dovrebbero essere di qualità uguale o migliore rispetto ai conduttori che compongono i vostri cavi di potenza – l’ottone non va bene.

Per una scelta senza compromessi, Ricable propone i suoi ponticelli Dedalus e Invictus, con i primi ottimizzati anche per la serie Magnus o altri cavi speaker di minor pregio. Questi sono disponibili nella versione forcella/forcella così come in quella forcella/banana. È inoltre possibile richiedere una lunghezza personalizzata. Per quanto riguarda i cavi speaker, invece, la scelta è più variegata e riprende le quattro, ormai classiche, serie Ricable, ossia Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

We use digital to make the analog world better

Che cos’è il DAC e come funziona

Che cos’è il DAC? Magari non ce ne rendiamo conto, ma ogni giorno facciamo uso di un convertitore digitale-analogico, più o meno consapevolmente. Un DAC (la sigla sta per “Digital (to) Analog Converter”) riceve segnali in linguaggio informatico di “0” e “1” e li rende compatibili con un impianto, con un PC, con uno smartphone al fine di essere percepibili dall’orecchio umano. Questo grazie agli opportuni cavi, che nella maggior parte dei casi sono coassiali e di segnale.

Può essere integrato, portatile oppure arrivare a misurare più di 40 cm in larghezza, presenta un numero considerevole di ingressi digitali e da uno a più uscite di linea analogiche ed è formato da due parti, che devono essere entrambe di qualità affinché il risultato finale sia buono. Di solito nei DAC più economici la parte digitale è di ottima qualità perché i costi sono bassi, mentre la parte analogica, che richiede sforzo economico, è scadente. Sopratutto in quest’ultima si riscontrano le principali differenze tra un DAC di fascia bassa e uno di alta.

Il discorso non tocca gli amanti del vinile o dei nastri, che sono nativamente analogici. L’esplosione commerciale del DAC coincide con il diffondersi della musica liquida. L’arrivo, negli anni Ottanta, del lettore CD, non convince gli audiofili a causa dei DAC scadenti all’interno di questi primi modelli, incapaci di produrre un suono all’altezza di quello del vinile. I primi lettori soffrivano infatti di jitter (che potremmo definire come sfasamento temporale tra il segnale trasmesso e quello ricevuto). È in questa occasione che produttori e acquirenti hanno cominciato a dare particolare importanza a questo strumento, che è diventato sempre più importante nella sua forma autonoma e non integrata e, con il passare degli anni, anche più alla portata di tutti, a livello economico. In definitiva, per rispondere alla domanda iniziale “Che cos’è un DAC?”, potremmo rispondere così: il DAC si sostituisce alla sorgente per decodificare il segnale audio digitale, eseguendo questa operazione in maniera ottimale.

dac marantz che cos'è

Cosa sapere quando si acquista un DAC

Il DAC non solo è importante, ma fondamentale, se si vogliono avere prestazioni massime dal proprio impianto. I suoi due caratteri principali sono il rapporto segnale-rumore e il THD (Total Harmonic Distortion).

Il rapporto segnale-rumore si abbrevia spesso con la sigla inglese SNR (Signal to Noise Ratio) o S/N anche nell’uso italiano. Si tratta di una grandezza numerica che mette in relazione la potenza del segnale utile rispetto a quella del rumore in un qualsiasi sistema di acquisizione, elaborazione o trasmissione dell’informazione. Nel campo dell’Hi-Fi, il rapporto segnale-rumore è uno dei parametri di merito fondamentali, anche se non l’unico, per la valutazione delle prestazioni di un impianto per quello che concerne la pulizia del suono.

Esiste inoltre il SINAD, concettualmente molto simile all’SNR, che insieme al rumore include anche la distorsione generata dal circuito; esso dà una valutazione più precisa della degradazione assunta da un segnale per effetto delle non idealità delle apparecchiature che attraversa. Non a caso, è stato verificato come un DAC alimentato da una batteria funzioni molto meglio rispetto a quando lo stesso funzioni grazie a un alimentatore.

Distorsione armonica e campionatura nel DAC

Una misura della distorsione armonica presente in un segnale è il rapporto tra la somma delle potenze di tutte le componenti armoniche e la potenza della frequenza fondamentale. Il fattore di distorsione, un termine strettamente correlato, viene talvolta usato come sinonimo. Nei sistemi audio, una minore distorsione significa che i componenti di un altoparlante, un amplificatore o un microfono o altro producono una riproduzione più accurata di una registrazione audio.

Quando si parla di digitale, bisogna stare attenti anche alla campionatura. Il campionamento è, per usare una metafora, prendere una registrazione e farne tante “foto” a intervalli di tempo regolari. Queste foto vengono eseguite su molteplici livelli; più livelli abbiamo e meno tempo c’è tra una foto e l’altra, dunque meno qualità perderemo. Il numero di bit di un DAC è proprio l’indice di quanti livelli ho; la frequenza di campionamento è l’indice di velocità di esecuzione delle foto (il minimo sindacabile è 24 bit a 192 kHz). Attenzione, però: non ci sono dati tecnici incontrovertibili per definire quale apparecchio sia migliore. Tutti subiscono o godono degli effetti di fattori non misurabili, che possono ad esempio essere una buona progettazione o una cattiva disposizione dei componenti.

I cavi Ricable per il tuo DAC: coassiali e di segnale. USB in arrivo

Ci sono molteplici soluzioni per collegare il DAC alla sorgente o all’amplificatore. Ecco quelle utilizzate nella maggior parte delle situazioni. Nel primo caso ci sono i cavi coassiali digitali, che trasportano il segnale audio digitale prima che venga convertito in analogico e successivamente amplificato. Nonostante abbiano gli stessi connettori dei cavi di segnale RCA, hanno tutt’altra funzione.

invictus coaxial coassiale

Gli scenari di utilizzo più comuni sono il collegamento tra una sorgente digitale come un lettore CD o un PC (con l’ausilio di un’interfaccia) e un DAC. Le serie sono quelle canoniche Ricable: si parte da quella entry level Primus, si passa per Magnus e Dedalus, e si conclude con Invictus. Piuttosto simili sono i cavi ottici; questi, però, sono meno musicali e più adatti ad altri ambiti di utilizzo. L’ultima tipologia di cavo è quella USB, soprattutto nel caso in cui il collegamento venga effettuato tra un DAC e un PC. Ricable sta lavorando duramente a una soluzione ottimale in questo senso e, dopo il periodo di ricerca e sviluppo, lancerà sul mercato un prodotto che garantisca ai suoi clienti un collegamento con tutti i crismi.

A unire DAC e amplificatore sono invece i cavi di segnale, che servono ogni volta che un segnale analogico, in modalità Stereo e con collegamento RCA, passa da un apparecchio a un altro. Ancora una volta, l’offerta Ricable si differenzia nelle serie Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

L’alimentazione nell’Hi-Fi. I cavi contano?

I cavi di alimentazione Hi-Fi, in base alle loro tre coordinate fondamentali (resistenza, capacità e induttanza), migliorano la qualità di trasferimento della corrente a ogni tipo di elettronica che disponga di vaschetta IEC. Pensiamo ad amplificatore, preamplificatore, DAC, lettori e riproduttori audio. Ma perché questi cavi sono importanti quando sono “solo” adibiti al trasferimento della corrente e non del suono? Perché interferenze, variazioni di tensione e cattiva trasmissione incidono su ciò che ascoltiamo. Un cavo di alimentazione adeguato al proprio impianto può migliorare in maniera sostanziale il risultato. Questo, però, a patto che la strumentazione sia di un livello tale da eseguire una riproduzione fedele del suono originale. In questo caso ciò che ascoltiamo si arricchirà di sfumature e contrasto, in un contesto più ampio, luminoso e musicale.

Le conseguenze di un'alimentazione scadente

Una premessa è obbligatoria. Ogni abitazione fa storia a sé e va considerata per ciò che passa nelle canaline dell’impianto e per quelle matasse di fili elettrici che ci sono nelle cassette di derivazione che si hanno in casa. Non è possibile ignorare ciò che si trova dietro ai muri. Idealmente, quindi, un impianto Hi-Fi che punti alla perfezione dovrebbe avere anche, a supporto, cavi strutturali di qualità. Oltre a questo, per prestazioni eccellenti è consigliato l’acquisto di un condizionatore di rete, che “pulisce” la corrente elettrica dai rumori e consente di ottenere una riproduzione musicale più fedele e priva di disturbi.

Va detto, però, che i cavi che passano nelle canaline, siano validi o meno, sono “naturalmente” meno soggetti a qualsiasi tipo di interferenza, interna o esterna, proprio per il fatto di trovarsi dietro una parete. Il passaggio critico è quando la trasmissione di corrente smette di passare per le mura di casa e si trova allo scoperto, cioè quando parte dalla presa elettrica a muro e, solitamente, termina nella nostra sorgente audio o in una multipresa. Durante questo collegamento il cavo di alimentazione è soggetto a interferenze sia dall’esterno verso l’interno che viceversa. La conseguenza di queste interferenze EMI/RFI prende forma, nell’ascoltatore, come distorsione, perdita di dettaglio, equilibrio e tridimensionalità.

Perché i cavi di alimentazione sono importanti

Ogni giorno siamo magari portati ad assimilare l’alimentazione del forno a microonde che abbiamo in casa a quella della nostra elettronica per l’Hi-Fi, “tanto si tratta sempre di portare il fabbisogno di corrente richiesto all’apparecchio desiderato”. Amplificatori e altre apparecchiature di questo tipo svolgono però un compito più delicato dell’accensione e dello spegnimento; sono infatti adibiti alla riproduzione con la massima precisione possibile di un segnale che varia di continuo, secondo un numero molto elevato di parametri.

Ma non è tutto. A incidere sulla qualità del suono è anche il momento della giornata in cui si procede all’ascolto. Con l’approssimarsi delle ore più tarde, sono sempre meno i dispositivi che si servono della rete elettrica, e quindi il disturbo che in essa viene iniettato va a ridursi. In definitiva, di notte gli impianti audio tendono a suonare decisamente meglio che di giorno, come rilevato da tanti appassionati.

Il cavo di alimentazione Hi-Fi influenza il passaggio degli elettroni che si agitano al suo interno. Perciò, se è il mezzo con cui l’intero impianto suona, non solo la sua importanza non è trascurabile, ma finisce con l’essere fondamentale rispetto anche agli altri cavi. Infatti le carenze introdotte non potranno più essere recuperate in seguito. Quel che noi ascoltiamo non è altro che la corrente elettrica presente nella rete di distribuzione dell’energia, modulata in funzione del segnale contenuto nel supporto fonografico. A ciò si aggiunga che le condutture elettriche sono utilizzate per il trasporto dell’energia, ma, a volte, anche per il trasferimento di dati (powerline ad esempio), che rappresenta una fonte di disturbo.

La soluzione Ricable per un'alimentazione ottimale

Abbiamo condotto uno studio minuzioso, supportato da numerosi test, per riuscire a trovare un rimedio efficace alle interferenze. Abbiamo operato su geometrie, schermature e isolamenti per realizzare prodotti che garantissero un’immunità ottimale nelle varie fasce di prodotto. Si parte dalla serie Primus che ha una schermatura ottimale per apparecchiature entry level e si sale via via fino alla serie Invictus. Questa adotta una geometria, degli isolamenti e un sistema di schermi unico nel suo genere, ideale per apparecchiature di levatura tecnica assoluta. Nel mezzo troviamo Dedalus e Magnus che completano l’offerta e vanno a coprire le esigenze di qualsiasi elettroacustica.

Altro fiore all’occhiello dei nostri cavi di alimentazione sono i connettori RCCP di elevatissima qualità, che per Magnus sono in rame e per Dedalus e Invictus sono in puro rame OFC. Tutti dotati di ferriti integrate, permettono il meglio della connettività che si possa desiderare. Di seguito puoi scoprire di più su Ricable Power, cavi unici per concezione, che garantiscono alle tue elettroniche di ottenere il massimo dettaglio, equilibrio e dinamica d’ascolto.

L’effetto pelle nei cavi di potenza

Che cos'è e chi lo ha scoperto. Non solo onde elettromagnetiche

Che cos’è l’effetto pelle (skin effect) e perché è così importante per i cavi di potenza? Questo venne spiegato, per la prima volta, nel 1887 da lord Kelvin (all’anagrafe William Thomson), fisico e ingegnere britannico, sviluppatore della scala Kelvin, nonché ingegnere e inventore del telegrafo elettrico, con quest’ultimo che gli assicurò fama e ricchezza.

Con effetto pelle intendiamo la tendenza di una corrente elettrica alternata a distribuirsi dentro un conduttore in modo non uniforme. La sua densità è maggiore sulla superficie e inferiore all’interno. Questo comporta un aumento della resistenza elettrica del conduttore, particolarmente alle alte frequenze. In altre parole, una parte del conduttore non viene utilizzata. Ciò significa maggiore dissipazione di potenza a parità di corrente applicata o una minore corrente a parità di tensione applicata, secondo la legge di Ohm.

Perché è importante per i cavi di potenza

L’effetto pelle è fondamentale perché non influenza solo la corrente elettrica, ma qualsiasi tipo di segnale, incluso quello audio. L’effetto pelle sta a significare, ricapitolando, una diminuzione della densità di flusso della corrente con l’aumentare della distanza dalla superficie verso l’interno.

C’è un certo disaccordo in merito all’effetto pelle e alle sue conseguenza pratiche sulle frequenze audio, cioè se esso causa danni diversi da quello di una semplice perdita di potenza. I problemi sono dovuti al fatto che, ancor prima della perdita di potenza, l’effetto pelle provoca variazioni nei valori di resistenza e induttanza. Questi valori tenderanno a mutare continuamente a seconda della distanza dalla superficie del conduttore. Se la sezione di un cavo sarà troppo grande, l’effetto pelle inciderà anche sulle frequenze audio riprodotte. Le delicate informazioni ad alta frequenza saranno appiattite con un suono ottuso, dai dettagli troncati.

cavi speaker invictus

Le conseguenze dell'effetto pelle

Il cavo “suona” meno alle frequenze alte riprodotte, riducendole. Questo problema è maggiormente percepibile nei cavi di potenza, dove le dimensioni dei conduttori sono maggiori e i tratti di collegamento più lunghi. Nei cavi di segnale è meno influente l’effetto pelle, perché agisce fuori dalla banda audio. Le conseguenze possono essere molteplici, tuttavia le più comuni sono le seguenti:

  1. Acuti scuri e cupi
  2. Bassi gonfi e poco naturali (effetto Loudness)
  3. Perdita di equilibrio tonale
  4. Peggioramento in dinamica
  5. Perdita di tridimensionalità

L’effetto pelle incide sulla qualità dei cavi e su quanto questi intacchino la trasmissione del suono, soprattutto quando si parla di cavi di potenza, che vanno dall’amplificatore alle casse.

Una soluzione possibile è rivestire i fili d’argento. Questo metallo ha, infatti, una resistività minore di quella del rame tuttavia i cavi argentati colorano in modo artificiale il suono che tende ad enfatizzare le frequenze più alte, non restituendo all’ascoltatore un suono neutro.

La soluzione Ricable per l'effetto pelle

Dai nostri test è emerso che aumentando il numero di fili del conduttore, riducendo i grani del rame lavorato, si ottiene una riduzione sostanziale dell’effetto pelle. In altre parole, la tecnologia Ricable sfrutta l’uso di un conduttore singolo sufficientemente piccolo da espellere fuori dalla gamma audio la distorsione udibile indotta dall’effetto pelle.

Anni fa Ricable ha introdotto i conduttori AM-RCC nei cavi di alimentazione con risultati straordinari. Da quel momento la ricerca si è mossa verso un ulteriore miglioramento dei conduttori. Questo si è sviluppato su più punti.

performance marc cooper effetto pelle

Il primo passa per il discorso del conduttore multifilare, con trefoli sottilissimi fino a 0,08 mm nella serie Invictus (e una riduzione sensibile dell’effetto pelle rispetto al monofilare, detto anche solid core). Il secondo punto è costituito da conduttori di grande sezione. Questo permette di avere sempre una maggior superficie conduttiva e una resistenza minore.

La terza caratteristica concepita da Ricable per ridurre l’effetto pelle è data dai connettori RCCP (Ricable Copper Connector Project). Usando il rame al posto dell’ottone nei connettori, si va ad abbattere anche l’effetto pelle nelle terminazioni. Infine, dagli studi effettuati e dall’attività di ricerca, è nato il nuovo conduttore MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor, che caratterizza l’intera produzione Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

Le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto ad AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro.

Noi, da appassionati, abbiamo lavorato per trovare una soluzione all’effetto pelle, che realmente ci soddisfacesse al 100%. Le differenze tra i cavi dell’intera produzione abbattono l’effetto pelle in maniera unica. Quali che siano le necessità del tuo impianto, puoi guardare tra i nostri cavi di potenza.