In questa sezione raccogliamo tutte le recensioni dei clienti che hanno provato i nostri prodotti e ce ne hanno fatto testimonianza rilasciandoci Feedback, commenti o delle vere prove d’ascolto.

dedalus signal

Recensione #23 – Cavo di Segnale Dedalus Signal – Prova un Ricable

Giorgio Prova un Ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Giorgio F.

Sorgente: Intel NUC i7 con Roon R.O.C.K. con alimentazione lineare, SOtM sMS-200 con alimentazione dedicata

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Denafrips Terminator

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Stax SRM-006tII

Diffusori acustici: STAX SR-009

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Giorgio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo oggetto del test è un cavo realizzato in maniera impeccabile, con connettori di alta qualità e rifinito con una accattivante guaina esterna di colore giallo. La sezione appare importante, pur se dotato di ottima flessibilità. I connettori sono a serraggio, per una connessione ottimale con qualsiasi tipo di apparecchio.

Stax SRM-006tII
dedalus signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Le sequenze di ascolto si sono svolte sulla base di un set di brani, sia alternando i cavi al termine del set individuato, sia alternando i cavi brano per brano. Il tutto svolto in diverse giornate, per ridurre al minimo le variabili d’ascolto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il cavo fornito da Ricable è un cavo nuovo, non rodato, ragione per la quale è stato fatto suonare circa quaranta ore prima di procedere all’ascolto. Le prime sessioni hanno mostrato un suono caldo, rotondo, non troppo esteso agli estremi ma dotato di ottima gamma media, naturale e rotonda, molto piacevole sia con voci maschili che femminili. Nessuna asprezza, vista la gamma acuta non in evidenza, e nessuno sporcamento, vista la tendenza a porgere un basso non invadente. La scena appare ampia, sia in senso frontale che laterale, regalando un ottimo coinvolgimento.

Il suono del cavo è rimasto sostanzialmente lo stesso fino a circa cento ore di utilizzo. Passate le cento ore, il suono è migliorato in maniera percepibile, in particolare in gamma bassa, dove il corpo del suono è apparso, finalmente, allineato a quanto mostrato dai cavi di riferimento. Tuttavia il suono è rimasto abbastanza chiuso, limitato in estensione, facendo perdere i dettagli più fini e quello che mi piace chiamare il “respiro della musica”. Anche l’ampiezza trasversale della scena è rimasta relativamente limitata, più confinata vicino alla testa. Il test è stato effettuato utilizzando brani di musica classica, jazz e rock molto ben incisi, alternando i cavi più volte, per verificare la ripetitività delle sensazioni.

dedalus signal
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Rispetto ai cavi di riferimento appare una certa mancanza di risoluzione nei dettagli più fini in gamma acuta, una sorta di opacità che non permette di distinguere certe tessiture dei piatti della batteria, mancando della magia che i cavi di riferimento sono in grado di restituire. Anche la gamma bassa e medio-bassa appaiono più arretrate, regalando una riproduzione molto pulita ma non sempre dotata del necessario impatto.

Passate le cento ore di ascolto la gamma acuta non è riuscita ad aprirsi come avrei voluto, mantenendo una sonorità distante rispetto al dettaglio proposto dai cavi di riferimento. Ne deriva, pertanto, una sonorità incompleta, priva di quella rifinitura in gamma acuta che i cavi di riferimento consentono, senza mai generare aggressività e fastidio d’ascolto. Un peccato, visto l’ottimo livello raggiunto in gamma media.

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Cosa ti è piaciuto?

– La costruzione
– La musicalità in gamma media
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Trasparenza in gamma acuta


Recensione #22 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Maurizio Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Amici Audiofili Italiani

Maurizio P.

Sorgente: Integrato con valvole 300B (progetto personale) con trasformatori Iso Tango, alimentazione Van der Graaf M2Tech

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: M2Tech Young MkIII

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Valvole 300B (progetto personale)

Diffusori acustici: Fostex FE103 Sol con cabinet BS-10

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Maurizio per il tempo che ci ha dedicato.

Ho richiesto in prova il cavo Magnus
di alimentazione…

… per il mio integrato in fase di assemblaggio definitivo con le 300B. Arrivato velocemente. Imballo perfetto, a prima vista costruzione solida e veramente ben fatta. Al tocco e nel maneggiarlo il riscontro precedente è stato confermato. Materiale di qualità alta. Collegato al posto di un cavo autoassemblato della Thender.

Differenze udibili nettamente fin dal primo ascolto. Scena più ampia, dettagli maggiori, meno fatica di ascolto. Il punto più importante: la parte bassa, che è rimasta presente ma con una maggiore modulazione. Il Thender sembra chiuso al confronto. Ho provato anche altri cavi di marca famosa e costosa (preferisco non scrivere le marche per correttezza) e il Magnus, anche se di costo molto più basso, se la gioca tranquillamente. Immagino come vadano i modelli superiori.

Mi è piaciuto e ho deciso di tenerlo. In futuro prenderò altri due cavi per collegare l’alimentazione del DAC e della ciabatta. Il mio impianto è composto da: integrato con valvole 300B su mia progettazione e trasformatori Iso Tango, sorgente digitale M2Tech DSD MkIII con alimentazione VDG, sorgente analogica Thorens 160 completamente upgradato, braccio Jelco 750 e testina Grado Platinum 2, Phono M2Tech Nash, cavi di collegamento Klimo e VDH in argento e Duelund di potenza, diffusori con cabinet BS-10 con Fostex FE103 Sol. Bella iniziativa della Ricable con prodotti eccellenti concorrenti con i grandi nomi stranieri.

Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
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Cosa ti è piaciuto?

– Materiali
– Miglioramento sonoro su tutta la gamma
– Prezzo competitivo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Recensione #21 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

nicola prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Nicola D.

Sorgente: AMR CD77

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Einstein The Tube

Amplificatore Finale: GamuT M200 Mk III

Diffusori acustici: Avalon Opus Ceramique

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Nicola per il tempo che ci ha dedicato.

Incomincio questa recensione

… ancor prima di aver “sballato” i cavi. Già la sola scatola (imballo di cartone – fornito di sovraccoperta – contenente la vera scatola – fornita di sovraccoperta anch’essa in carta rigida) ci racconta della volontà di custodire con cura un pezzo che per la Ricable è a quanto pare oggetto di valore. Gli Invictus, all’apertura della confezione, si presentano come due impressionanti serpentoni grigio-bluastri di un certo peso (ma anche di notevole flessibilità), dotati di terminazioni a banane a espansione. Purtroppo le Opus Ceramique, diffusori che da poco tempo sono rientrati stabili nel mio impianto, non accolgono banane; sono quindi costretto a svitare i connettori per usare i semplici fili spellati, fili che in ogni caso impressionano abbastanza con i loro 7 mm di diametro.

A questo punto, dal momento che sono musicista (non per questo la mia opinione conta più di un’altra, semplicemente implica che sono forse più abituato ad ascoltare), sono curioso di testare se i cavi sono all’altezza della loro confezione. Per aiutare il burn-in, dal momento che gli Invictus sono intonsi, faccio girare Irrational, But Efficacious! prodotto da Ayre, una ventina di minuti di rumori molesti – glide tone, white noise, pink noise e altro – che non aiutano il buon vicinato. Poi mi preparo all’ascolto riponendo nell’alloggiamento del lettore (AMR CD77) La Boutique fantasque (BBC Philharmonic diretta da Gianandrea Noseda, Chandos) di Ottorino Respighi, compositore italiano noto soprattutto per le sue Fontane di Roma. I cavi prima in uso erano dei Siltech LS180 G5, cavi certamente non mediocri, molto dettagliati, con un basso molto presente.

avalon opus ceramique
Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Ebbene.

La scena è estesa, ma già lo era prima (i GamuT M200 sanno fare il loro lavoro), sia lateralmente che in profondità. Ciò che cambia da subito è l’aria, il suono è molto più aerato. Non solo. La “tarantella” è molto più luminosa di quanto ricordassi: l’ottavino, le trombe, le percussioni indeterminate (il triangolo, il tamburello e anche le maracas), tutti sono nettamente più presenti e nitidi. Non più brillanti, più luminosi. Come se avessero aperto una finestra e fosse entrata una piacevolissima brezza. Questo non significa che la musica sia più morbida, intendiamoci. La musica dal vivo (specialmente se ascoltata dalla fortunatissima “poltrona” del direttore) non è mai morbida, è piuttosto cruda, materica, a volte anche faticosa. Un clarinetto suonato dolcemente nel suo registro di mezzo è certamente cozy, come dicono gli inglesi, non però una tromba con sordina. Così come gli ottoni e le percussioni che ti urlano in faccia con la frenesia del can-can. Una forte emozione commista a leggero fastidio; ecco il tratto della musica dal vivo che spinge a volte gli audiofili a rintanarsi nel loro personalissimo covo, immaginandosi pian piano che il suono che esce dal loro impianto sia degno di eccellenza – anche se in nessun modo rispondente a verità.

Il suono dell’archetto che gratta le corde, quello dei tasti dei fagotti, il crepitio degli ottoni nello sforzato, la bacchetta che colpisce la lamella di legno della marimba, la luce che esce da un colpo di triangolo. Tutti “oggetti musicali” che fanno la differenza tra il bello e il reale. E che un impianto Hi-Fi, per essere dichiarato tale, sogna di riprodurre. Succede molte volte che noi audiofili si esalti soltanto la parte “Hi”, dimenticando che “Fi” significa fedeltà, fedeltà a ciò che viene rievocato, e che si presuppone l’ascoltatore conosca, prima di sentire ricreato. Perdonate lo sfogo. Cambio disco: Between the Sheets dei Fourplay. Traccia numero due, Monterey.

Partiamo da una premessa

Le bacchette sui piatti sono decisamente materiche, così come il suono del pianoforte Yamaha C7 è tutt’altro che inconsistente, basso molto pieno (i Fourplay hanno la tendenza a caricarlo leggermente) ma controllato, suono della chitarra decisamente sferico anche quando volontariamente incattivito dal tocco. E il tutto sempre con quella piacevolissima luce di cui parlavamo in precedenza, che pervade la batteria e che fa risplendere la chitarra di Lee Ritenour alla traccia cinque: Flying East. Se dovessi trovare un particolare negativo, direi che sono leggermente sbilanciati verso la regione acuta, forse leggermente acerbi, ma credo se ne possa riparlare dopo qualche settimana di rodaggio.

Se è vero però che i cavi non possono aggiungere, semmai non devono togliere, questi Invictus sono davvero notevoli. Nonostante siano stati appena spacchettati. Mi riprometto di ritornare a scrivere qualche riga non appena sarà passato qualche giorno, in modo da aver lasciato tempo ai suddetti di “bruciare” a dovere e di modellarsi sul resto dell’impianto.

GamuT M200 Mk III
Fourplay
Due settimane dopo…

Gli Invictus hanno suonato per almeno tre ore ogni giorno. E il risultato si sente. L’ariosità non è assolutamente venuta meno, in compenso i cavi hanno guadagnato in rotondità e morbidezza, perdendo poco per volta quella nota acerba di cui parlavamo. Le frequenze medio-basse hanno guadagnato in dimensione, i bassi si sono fatti più presenti, senza peraltro perdere in compattezza o equilibrio. Gli Invictus sono i cavi top di gamma della Ricable, la qualità costruttiva è chiaramente ai massimi livelli; sarebbe abbastanza difficile immaginare recensioni negative al riguardo.

Detto questo, il grande punto di forza di questi cavi risiede nella loro estrema naturalezza. In questo momento sta girando il primo movimento della terza sinfonia di Lukas Foss, un brano complicato per struttura e timbrica orchestrale. Ciononostante, la musica scorre piacevolmente, senza affaticamento. Ho già avuto questa sensazione qualche mese fa provando degli Ansuz C1 di potenza, una sensazione da cui alla fine mi sono dovuto separare – il portafoglio avrebbe risentito di un alleggerimento davvero troppo massiccio. Complimenti Ricable, un prodotto che si inserisce in una fascia qualitativamente alta pur mantenendo un prezzo abbordabile merita decisamente; come direbbero nelle recensioni di “Stereophile”… un “highly recommended”!

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Cosa ti è piaciuto?

– Duttilità del cavo
– Naturalezza sonora

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare, pienamente soddisfatto


Magnus Power

Recensione #20 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

gianmarco f prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Gianmarco F.

Sorgente: Krell KAV-300i

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Denon DCD-1520AE

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Krell KAV-300i

Diffusori acustici: Tannoy Cheviot

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Gianmarco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo mi è sembrata fin da subito solida e ben fatta, infatti non appena tolto dalla scatola e preso in mano ci si rende conto del peso e della costruzione impeccabile e molto affascinante. Anche l’occhio vuole la sua parte.

magnus power verso sinistra
Magnus Power verso destra
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho eseguito il test semplicemente collegando questo cavo e tenendolo per venti giorni sempre in uso, dopo di che ho tolto e rimesso quello in mio possesso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho eseguito prove con musica classica con un album di Beethoven, Sinfonia n. 5 e Sinfonia n. 6, jazz con Diana Krall Turn Up the Quiet e Pink Floyd The Wall.

dark side of the moon pink floyd
Krell KAV-300i
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Purtroppo non ho riscontrato nessuna differenza, peccato perché il cavo in se è di buonissima fattura, ma non basta.

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Cosa ti è piaciuto?

– Costruzione

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Cosa miglioreresti?

– Non ho nulla da segnalare

Recensione Gabriele Dedalus Speaker

Recensione #19 – Cavo di Potenza Dedalus Speaker – Prova un Ricable

Gabriele Prova un Ricable
Dal forum AudioItalia

Gabriele B.

Sorgente: Lehmann Audio Black Cube, Marantz SA-KI Pearl Lite, Giradischi Thorens TD-125 MK1 con braccio SME 3009 S2 e testina Benz Micro ACE L

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Graaf GM50

Diffusori acustici: Aliante One Zeta Pininfarina

La seguente recensione del cavo di potenza Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Gabriele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo è arrivato in un bellissimo case e appare immediatamente ben fatto ed esteticamente attraente con la guaina esterna in similcotone di colore arancione. I connettori mi piacciono molto ma, oltre al lato estetico, sono robusti, pesantissimi e, inserite le banane dei connettori dei diffusori, hanno una presa ferrea e molto stabile, cosa che non ho trovato spesso quando è capitato che alcune banane, infilandole, si schiacciavano, risultando lente e vedendomi costretto a riallargarle. Solitamente tendo a spostare i diffusori prima e al termine delle sessioni d’ascolto e non ho più il pensiero che il pin possa sfilarsi con i relativi pericoli per l’ampli.
Il cavo è un bipolare di generose dimensioni ma risulta molto flessibile. Non è possibile visionare il cavo in quanto “chiuso” dai connettori. Avendo i diffusori la connessione bi-wiring ho chiesto alla Ricable di ricevere anche i loro ponticelli, sempre della serie Dedalus e terminati con le forcelle; anche quest’ultimi ottimi in fattura e le forcelle pesanti e robuste.

Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Recensione Gabriele Dedalus Speaker
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

I test sono stati effettuati innanzitutto sul mio impianto principale, alternando diversi tipi di cavo di potenza, condotti da quattro persone simultaneamente e con ascolto alla cieca, dove uno di noi a turno sostituiva i cavi, aspettando alcuni minuti prima dell’ascolto trattandosi di ampli a valvole. Sono stati ascoltati CD e vinili.
L’impianto è formato da integrato a valvole Graaf GM50, diffusori Aliante One Zeta Pininfarina, lettore CD Marantz SA-KI Pearl Lite, giradischi Thorens TD-125 MK1 con braccio SME 3009 S2 e testina Benz Micro ACE L\Denon DL-103R e prephono autocostruito con cavi di segnale Kimber Kable e cavi di alimentazione Wireworld.
Un breve ascolto è stato fatto utilizzando come Amplificatore un Unison Research Simply Two, ma malgrado quest’ultimo sia ottimo male si interfaccia con i diffusori, seppur le caratteristiche dei Dedalus siano emerse anche lì e concordi ai medesimi risultati riscontrati con il Graaf.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Dopo qualche giorno di rodaggio, ho iniziato a fare ascolti con orecchio critico e attento.
Faccio presente che, a differenza di amplificatori a stato solido che prima possedevo, ora con il Graaf le differenze, seppur sottili tra vari cavi da me provati, sono sempre state udibili.
I miei cavi di riferimento, da anni, sono gli AudioQuest Rocket 88, ma posseggo anche i Wireworld Mini Eclipse single wire con ponticelli ed economici AudioQuest FLX 14/4 e i Van Den Hul CS-122.
Con i Ricable ho guadagnato moltissimo in gamma bassa, ora più presente ma controllata, e soprattutto la gamma medio/alta e quella alta ora sono più presenti, vivide e la scena molto più ampia. La presenza di armoniche rende gli strumenti più “veri” giovandone l’ascolto e la piacevolezza in generale.
Per la prova ho utilizzato alcuni CD e SACD Original Master Recording, oltre ad alcuni CD test che spesso si sentono alle fiere Hi-Fi, oppure per provare la gamma bassa OVO di Peter Gabriel o SACD di Nora Jones per provare le voci femminili.
In vinile l’ottima stampa Analogue Productions di Take Five dove i Ricable hanno fatto sì che il contrabasso sia ben focalizzato, armonico e presente. Stessa cosa l’ho costatata con un LP di Bill Ewans, At Shelly’s Manne-Hole, e alcuni vinili Hi-Q Records di musica classica e sinfonica a prova dell’ampiezza della scena e della dinamica.

Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come detto sopra, i Ricable hanno sostituito gli AudioQuest Rocket 88 dal costo quasi doppio e terminati dalla casa in bi-wiring e banane in argento; quest’ultimi silenziosissimi, raffinati in gamma media, gamma bassa iper controllata e scena profonda. Sono però apparsi, al mio orecchio e dei presenti, troppo controllati, poveri di armoniche e soprattutto incredibilmente scuri. A confronto con i Ricable, ci siamo resi conto di ascoltare “parte del messaggio sonoro”, che perdeva in musicalità e, a esclusione delle voci che erano ottime e della raffinatezza, il resto sembrava carente in tutto.
I Wireworld Mini Eclipse single wire con relativi ponticelli sono anch’essi ottimi cavi, ma a differenza dei Ricable non hanno restituito quella gamma bassa profonda controllata ed estesa. Sono assai più leggeri. La gamma alta ha suonato meno articolata e bella.
I Van Den Hul CS-122 che tengo nel cassetto non permettono paragoni, troppo chiusi, scuri e pessima focalizzazione. Gamma bassa gommosa.
Gli AudioQuest FLX 14/4 sono semplici cavi di potenza che non ho nemmeno confrontato, già all’epoca troppo scarsi rispetto agli AudioQuest.
Ribadisco che quanto sopra è frutto di diversi ascolti effettuati in diversi giorni e di test fatti alla presenza di altre persone che hanno concordato con quanto sopra dichiarato e soprattutto a casa mia e sul mio impianto. Sicuramente su altri impianti e altri ambienti i giudizi possono non essere concordi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Ottima fattura, ottime banane e forcelle. Cavi flessibili e belli
– Il messaggio sonoro è più completo
– Gamma bassa che scende molto di più e quella alta splendida
– Le armoniche degli strumenti ora riempiono la stanza
– Ditta seria. Fin dai primi contatti personale disponibile

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Cosa miglioreresti?

– Nulla, resta la curiosità di provare i loro top di gamma



HDMI Supreme Recensione Jean Michel

HDMI Supreme: la recensione di Jean Michel Penalva, amministratore di un gruppo Facebook audiofilo francese

Jean Michel Penalva è l’amministratore del gruppo francese di appassionati audiofili “Audiophile francophone et haute-fidélité”. È da qualche tempo che interagiamo con questa nutrita community, dando il nostro contributo e allo stesso tempo ricevendo riscontri. Abbiamo però avuto l’occasione di portare a un altro livello questo rapporto di collaborazione inviando proprio a Jean Michel un cavo HDMI della serie Supreme da fargli testare. Ecco la sua recensione di HDMI Supreme!

La recensione del cavo HDMI Supreme

Arrivée hier soir du câble HDMI Ricable, le modèle Supreme qui coiffe la gamme HDMI du constructeur italien. Avec ce câble, une garantie “à vie” et une possibilité d’essai avec retour gratuit. Du côté des spécifications, on retiendra que le conducteur est du cuivre OCC, avec triple blindage et de beaux connecteurs avec contact plaqué or. Certification HDMI 2.0, prise en charge de la 3D, de la 4K, HDR dynamique et ARC. Pour les caractéristiques détaillées voir le site Ricable.com.

Le packaging est simple et propre, une boîte scellée contenant le câble, seule critique, le câble voyage sans aucun matériau d’emballage interne, mousse ou film à bulle. A noter qu’entre la commande et la livraison, le délai a été de 24h! Après cette présentation, place à l’action!

Le câble prend place dans mon petit système TV, entre l’Apple TV et le lecteur Oppo. […] Il remplace le câble Supra, installé depuis quelques années, dont la longueur plus importante me posait quelque problème d’intégration. Je rappelle qu’un essai précédent de remplacement par un Audioquest modèle Forest (le début de gamme donc) s’était conclu par un renvoi de l’américain dans ses foyers.

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

La désagréable sensation d’avoir “éteint la lumière” avec l’usage du nouvel arrivant ayant clos le débat très vite. La déception me conduisit à re-tenter un câble “no name” sans plus de résultat. Le Supra avait donc repris tranquillement sa place sans plus de discussion. Alors, me direz-vous, et cette fois, comment se comporte le nouveau candidat?

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

En habitué des tests audiophiles, je m’apprêtais à une séance de visionnages pour traquer les nuances […] et les éléments encourageants. Connaissant la haute technicité de certains membres du groupe, j’appréhendais un peu d’avoir à justifier le moindre qualificatif et la plus petite trace de subjectivité, dans ce domaine de la vidéo qui ne m’a jamais passionné. Tellement peu que, pour une fois, je me rangeais à l’avis des objectivistes: il y a une norme, des caractéristiques, ça marche à 100% ou bien il y a un grossier défaut de fabrication. L’image, ça se voit, un point c’est tout. J’avoue que je ne détestais pas cette tranquille assurance de la vidéo, fatigué parfois des affres audiophiles pour le moindre test audio.

Je branchai donc mon petit ustensile sans plus de précaution alors qu’une série quelconque passait sur ma TV et m’en retournai à mon fauteuil. Le temps de m’installer et… ma vénérable Panasonic Plasma, à la résolution HD toute bête, au rendu tellement cinéma dopé un peu par le traitement opéré par l’Oppo… s’était transformée en un splendide 4K! Je plaisante bien sûr, j’avais sous les yeux beaucoup mieux que cette image hyper réaliste que l’on peut découvrir dans tous les supermarchés, la FNAC et les bricodépôts (vous voyez l’intérêt que je porte à la chose vidéo).

J’avais sous les yeux une splendide image que j’appréciais en photographe: joli piqué soulignant des textures réalistes, couleurs naturelles et surtout une dynamique surprenante avec des ombres débouchées et des hautes lumières parfaitement détaillées. L’envie de balayer l’immensité des propositions Netflix, Disney et autres Prime, sans oublier les chaînes TV. Je vous garantis que cela ne m’arrive pas souvent. Vous l’aurez compris, comme pour ma dernière tentative, il n’y a pas débat, mais dans l’autre sens: le Ricable va rester à sa place. Il est des moments où il faut se rendre à l’évidence: ça marche!

È arrivato ieri sera il cavo Ricable HDMI, il modello Supreme che rappresenta il top di gamma HDMI del produttore italiano. Con questo cavo, ci sono una garanzia “a vita” e la possibilità di un test di reso gratuito. Per quanto riguarda le specifiche, notiamo che il conduttore è in rame OCC, con tripla schermatura e bei connettori con contatto placcato oro. Certificazione HDMI 2.0, 3D, 4K, HDR dinamico e supporto ARC. Per le specifiche dettagliate consultate il sito Ricable.com.

L’imballo è semplice e pulito, una scatola sigillata contenente il cavo; unica critica: il cavo viaggia senza alcun materiale di imballo interno, schiuma o pluriball. Notare che tra l’ordinazione e la consegna, il tempo trascorso è stato di sole 24 ore! Dopo questa presentazione, è tempo di agire!

Il cavo è in azione nel mio piccolo impianto TV, tra Apple TV e il lettore Oppo. […] Sostituisce il cavo Supra, installato qualche anno fa, la cui lunghezza maggiore mi causava qualche problema di integrazione. Ricordo che un precedente tentativo di sostituirlo con un modello Audioquest Forest (l’inizio della gamma quindi) si è concluso con il rimpatrio dell’americano nelle sue fabbriche.

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

La spiacevole sensazione di aver “spento la luce” con l’utilizzo del nuovo arrivato ha concluso molto velocemente il dibattito. La delusione mi ha portato a riprovare con un cavo “no name” senza più risultati. Il Supra aveva quindi ripreso tranquillamente il suo posto senza ulteriori discussioni. Allora mi direte: «E questa volta, come si sta comportando il nuovo candidato?».

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

Dato che sono abituato ai test audiofili, mi stavo preparando per una sessione per rintracciare sfumature […] ed elementi incoraggianti. Conoscendo l’elevato tecnicismo di alcuni componenti del gruppo Facebook, ero un po’ preoccupato di dover giustificare la minima esposizione e la minima traccia di soggettività, in questo campo video che non mi ha mai affascinato. Tanto che, per una volta, sono d’accordo con gli oggettivisti: o c’è uno standard, delle caratteristiche, funziona tutto al 100% oppure c’è un difetto di fabbricazione grossolano. Si tratta solo di vedere l’immagine, punto. Ammetto che non mi dispiaceva questa sottaciuta sicurezza di per sé del campo video, essendo io a volte stanco delle lamentele audiofile per ogni minimo test audio.

Quindi ho collegato il mio piccolo oggetto senza tante precauzioni poiché qualsiasi serie veniva riprodotta sulla mia TV e sono tornato alla mia sedia. Quando mi sono sistemato e… il mio venerabile plasma Panasonic, alla semplice risoluzione HD, con un rendering simile al cinema, potenziato un po’ dall’elaborazione operata dall’Oppo… si era trasformato in uno splendido 4K! Sto scherzando ovviamente, ho avuto molto di meglio davanti a me di questa immagine iperrealistica che si trova in tutti i supermercati, FNAC e brico (potete notare il mio interesse per l’area video).

Avevo davanti a me una splendida immagine che ho apprezzato in qualità di fotografo: bella nitidezza che evidenzia trame realistiche, colori naturali e soprattutto una dinamica sorprendente con ombre non bloccate e luci perfettamente dettagliate. Il desiderio di spazzare via la vastità delle offerte Netflix, Disney e Prime, per non parlare dei canali TV. Garantisco che questo non capita spesso. Avrete capito, come per il mio ultimo tentativo, non ci sia dibattito, ma nella direzione opposta: il Ricable rimarrà al suo posto. Ci sono momenti in cui devi affrontare i fatti: funziona!

Ringraziamo Jean Michel per il tempo che ci ha dedicato e per le belle parole che ha speso verso il nostro cavo HDMI Supreme. Infatti il post originale sul gruppo Facebook ha attirato davvero molta curiosità; vi invitiamo a contribuire alla discussione raggiungendo il post stesso tramite il bottone sottostante.

Recensione #18 – Cavo di Alimentazione Invictus Power – Prova un Ricable

Daniele N Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Daniele N.

Sorgente: Auralic Aries, Audiobyte Hydra Z con alimentatore Hydra ZPM

DAC: Dedicato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Krell HTS 7.1

Amplificatore Finale: Krell Evolution 402

Diffusori acustici: B&W 802D3

La seguente recensione del cavo di alimentazione Invictus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Daniele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Sì, un cavo di pregevole fattura.

B&W 802 D3 diffusori acustici
11848 Invictus Power
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

All’inizio ho fatto prove brevi scollegando e ricollegando il cavo, dopodiché l’ho tenuto collegato per parecchi giorni per poi ripassare al mio cavo di solito in uso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato brani di diverso genere: classica da camera, grandi orchestre, jazz e pop. In tutti casi si è rivelato un cavo molto analitico e neutro, con tendenza a esaltare e arrotondare i bassi.

Krell Evolution 402
11848 Invictus Power
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo provato è più neutro ma più spento, non conosco com’è costruito il cavo ma, secondo me, ha troppo schermo che soffoca un po’ il segnale.

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Cosa ti è piaciuto?

– La neutralità
– La fattezza
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Impianto Luigi Prova un Ricable

Recensione #17 – Cavo di Potenza Magnus Speaker – Prova un Ricable

Luigi Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Luigi S.

Sorgente: Marantz CC-3000, Rega Planar 1, BluNode 1, Rega Fono MM MK3, Marantz NR1608

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Khadas Tone Board

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Marantz PM8003

Diffusori acustici: Q Acoustics 3050i, Dali Oberon 5

La seguente recensione del cavo di potenza Magnus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Luigi per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

I cavi si presentano molto solidi e bellissimi a vedersi.

Magnus Speaker Luigi Prova un Ricable
Magnus Speaker Luigi Prova un Ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho eseguito test con musica jazz, rock e classica soprattutto con brani che ben conoscevo per apprezzare meglio la differenza rispetto ai vecchi cavi. Durante le sessioni di test ho provato a cambiare tornando ai vecchi cavi di Nordost: White Lightning Speaker Cable.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho utilizzato molti brani ma sopratutto mi hanno conquistato con il brano di Grant Green, Idle Moments.

Impianto Luigi Prova un Ricable
Impianto Luigi Prova un Ricable
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Impressioni di ascolto ottime fin dal primo brano. Un suono più pulito e naturale ma anche più caldo, se mi passate il termine. Probabilmente i Nordost tendono ad avere, rispetto ai Ricable, un suono meno neutro, più enfatizzato sulle alte frequenze.

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Cosa ti è piaciuto?

– Ottimo cavo
– Ben suonante
– Esteticamente gradevole

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Cosa miglioreresti?

– Non ho riscontrato nessun difetto nel prodotto in prova


recensione fulvio prova un ricable

Recensione #16 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Prova un Ricable

fulvio prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Fulvio S.

Sorgente: Kuzma Stabi Ref2, Grandinote Celio, Esoteric K01, Grandinote Volta, Cocktail Audio X45

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Grandinote Genesi

Amplificatore Finale: Grandinote Demone

Diffusori acustici: JBL K2 s9800 SE, Neumann KH 420 + KH 805 AG

La seguente recensione del cavo bilanciato Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Fulvio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo è confezionato in una scatola rigida molto curata, dove al suo interno troviamo della gommapiuma sia sul fondo che sul coperchio; a ulteriore protezione troviamo un cartoncino, che ha la funzione di chiusura, dove sono riportati i dati tecnici del prodotto con il suo numero seriale. Il cavo è confezionato con degli stretch che lo tengono avvolto all’interno della scatola. Una volta estratto, si notano subito i bellissimi connettori XLR che risultano molto robusti e solidi con un’inserzione negli apparecchi molto precisa. Anche le rifiniture cromate e carbonio danno un aspetto molto accattivante. A diversificare il canale destro dal sinistro troviamo degli anelli colorati in blu (sx) e rosso (dx). La guaina a rete esterna di rifinitura si presenta a intrecci blu e bianchi che mi sono piaciuti come scelta.

Devo dire che il primo impatto anche nel tenerlo in mano è di un cavo solido e dal design sicuramente affascinante. Bravi!

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Le prove del cavo si sono svolte su due tipologie di impianto. La prima era formata da sorgente, preamplificatore, amplificatori finali monofonici e relativi diffusori passivi. In questo caso il cavo è stato testato sulla connessione pre e finale. La seconda tipologia prevedeva l’uso di diffusori attivi e quindi il cavo è stato usato sulla connessione pre e diffusori attivi. L’impianto principale era composto da:

  • Sorgente CD/SACD = Esoteric K01
  • Sorgente file HD = Grandinote Volta
  • Preamplificatore = Grandinote Genesi
  • Finali Monofonici = Grandinote Demone
  • Diffusori passivi = JBL K2 s9800 SE
  • Diffusori attivi = Neumann KH 420
  • Cablaggio sorgenti = Acrolink Mexcel 7N-DA6300 da 1 m (sia CD/SACD che sorgente file HD)
  • Cablaggio diffusori passivi = Silcable versione speciale appositamente realizzata per le JBL su specifiche. Il tutto su tavolino Finite Elemente Pagode Edition
  • Cavi alimentazione = Forrest “Nero” su tutte le elettroniche
  • Ciabatta = Oyaide (con modifica interna e cablaggio full “Silcable” ) + Silcable Six

I cavi usati per la prova sono stati:

  • Cavo 1 = Acrolink Mexcel da 7N-A2500 XLR da 2 m
  • Cavo 2 = Ricable Invictus XLR da 3 m
  • Cavo 3 = Sommer Cable Epilogue XLR da 3 m
  • Cavo 4 = Klotz Titanium XLR da 3 m

Devo dire da subito che è stato riscontrato il medesimo risultato in entrambe le tipologie, questo vuol dire che il cavo non è stato influenzato dagli apparecchi collegati. In totale sono ruotati, oltre al Ricable, altri tre cavi molto diversi sia per target (due derivano dal mondo audio “pro”) che, soprattutto, per costo di listino. Tutti i cavi avevano la stessa lunghezza di 3 m tranne quello top dove appunto il costo molto elevato mi ha costretto alla misura di 2 m, comunque sufficiente per effettuare i collegamenti previsti.

Per la prova ho chiesto l’intervento di tre miei amici che in momenti diversi hanno passato alcune ore ad ascoltare musica mentre i cavi venivano scambiati senza che sapessero quali fossero collegati. A parte una indicazione generica di “cavo 1”, “cavo 2”, “cavo 3” e “cavo 4” nulla è stato detto riguardo marca e costi. Solo alla fine del test, lasciando collegato il cavo che aveva ottenuto il gradimento migliore, hanno potuto verificare di persona il risultato. Chiaramente non ho influenzato nessuno e, anzi, a parte il cavo più costoso del quale sapevano l’esistenza visto che lo uso da molti anni, degli altri tre, Ricable compreso, non ne conoscevano le caratteristiche.

Il risultato, del quale anch’io mi sono stupito, è stato identico in tutte le occasioni e ha confermato quanto già io avevo riscontrato nella prima settimana di possesso dell’Invictus.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Le impressioni sulle caratteristiche dei vari cavi testati sono state unanimi in tutte le prove. I brani usati sono stati dei più disparati, ma un disco in particolare è stato usato come riferimento non tanto perché in assoluto sia il migliore, ma in quanto possiede un ottimo equilibrio, dinamica in abbondanza con una gamma bassa molto estesa e precisa e una naturalezza per me ai primi posti. Si tratta di Hell Freezes Over degli Eagles su supporto CD della Geffen Records. Oltre ai CD e ai SACD abbiamo usato anche file in alta risoluzione nativi che in molti casi si sono rilevati molto utili per capire esattamente come il cavo influiva sul risultato finale.

In tutti i test il volume è stato sempre lasciato al medesimo livello e mai è stato modificato nel cambio dei cavi proprio per garantire la massima trasparenza.

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

A questo punto devo fare una premessa importante prima di continuare; i cavi, come ben sappiamo, si possono comportare in maniera differente a seconda dell’impianto al quale vengono collegati, perché alcune elettroniche potrebbero, per loro caratteristiche, non andare d’accordo con le filosofie costruttive, i materiali usati e le scelte tecniche applicate dal costruttore. Credo che in questo caso sia successo qualcosa di simile e spero che nessuno si senta offeso. Comunque sono sempre sensazioni personali, anche se condivise, che sono state rilevate nella “mia” sala di ascolto (anche qui sappiamo che l’ambiente può davvero fare grosse differenze).

Le differenze infatti ci sono state, sono state nette e sentite da tutti i partecipanti che, tengo a precisare, non sono stati né maltrattati né costretti con la forza a dare il risultato finale 🙂 e sono state tangibili anche a livello fisico soprattutto in gamma bassa. Quest’ultima, se non ben riprodotta, diventa facilmente individuabile. Grosse differenze anche in gamma media che, nel sistema usato, è molto rivelatrice.

A parte gli scherzi, ora vorrete sapere quale è stato il verdetto alla fine di questi test che si sono svolti all’insegna del gioco e del puro divertimento, ma allo scopo di capire alcune dinamiche nel mondo dell’audio. Alla fine il cavo meno gradito è risultato, con mia sorpresa, lo giuro, proprio il Ricable che ha dato il risultato più “povero” tra i vari contendenti. Il migliore come prestazioni assolute è risultato l’Acrolink 7N-A2500, come era auspicabile fosse, però il suo prezzo molto elevato, si parla di più di dodici volte il costo a listino di quello Ricable, lo pongono su un livello davvero talmente elevato che alla fine è come confrontare una Ferrari vicino a una media cilindrata… quindi diciamo che ci sta.

Però quello che è risultato alla fine vincitore assoluto del test, ed è stata proprio questa la grande sorpresa, è il Sommer Cable, che è stato scelto come miglior suono oggettivo in quanto perdeva certamente qualcosa in precisione ed estremi di banda, rispetto all’Acrolink, però guadagnava in naturalezza, musicalità, dinamica dando quel quid al messaggio musicale tale da renderlo più naturale e azzerando di fatto la fatica di ascolto. Una buona spanna sotto si piazzava il Klotz, che presentava meno apertura della scena e una minore precisione dei dettagli.

Il Ricable in tutte le sedute è stato escluso quasi subito, nel senso che durante la prova è stato quello che è risultato meno preciso, con una dinamica inferiore, rendendo il risultato molto più piatto senza dare ritmo alla musica. Soprattutto nel jazz si è riscontrato l’appiattimento degli strumenti rendendo spesso la scena molto confusa, quasi non riuscisse a dipanare il messaggio sonoro. È come se avesse dovuto trasmettere talmente tante informazioni contemporaneamente, che alla fine il tutto risultava confuso e privo di ritmo. L’unico aspetto positivo è stata la sempre corretta esposizione della scena sonora con una collocazione dimensionale molto realistica dei vari strumenti. Anche la gamma bassa ha sofferto di questo comportamento risultando la peggiore dei tre soprattutto nel basso più profondo, che risultava meno presente che negli altri tre cavi quasi fosse “colloso” e con il “freno tirato”. Un ascolto, quello del Ricable, comunque di per sé piacevole e senza affaticamento da parte dell’ascoltatore. Mi dispiace davvero non averlo potuto tenere nel mio set-up, però con le elettroniche attuali non si sposa proprio.

Ringrazio comunque di cuore la Ricable e il suo staff per aver realizzato questa bellissima iniziativa. Mi scuso, ma non sono molto bravo a scrivere recensioni 🙂

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Cosa ti è piaciuto?

– Estetica e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nel mio caso non si è sposato con il mio impianto quindi direi il risultato finale

recensione cristiano prova un ricable

Recensione #15 – Cavo di Segnale Magnus Signal – Prova un Ricable

foto cristiano prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Cristiano N. B.

Sorgente: Audio Analogue Maestro, Pro-Ject Xtension 9 Evolution

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Unison Research S6, Tektron TK2A3/45S-I-REF, Audio Analogue Maestro 150

Diffusori acustici: Klipsch La Scala I

La seguente recensione del cavo di segnale Magnus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Cristiano per il tempo che ci ha dedicato.

Ho testato il cavo Magnus Signal da un metro…

… per collegare il lettore CD all’amplificatore integrato. L’impianto della prova è composto da diffusori Klipsch La Scala prima serie, lettore CD Audio Analogue Maestro, integrato Tektron TK2A3/45S-I-REF.

Il cavo Ricable ha sostituito un cavo di segnale economico (un terzo del prezzo del Magnus) ed è stato confrontato anche con un cavo dello stesso prezzo di altra marca. Premessa: ritengo che un cavo non debba agire in alcun modo da filtro o da equalizzatore.

Il cavo è arrivato in una bella scatola, con fogli informativi esaustivi ed eleganti. Si presenta di eccellente fattura, sia per i connettori che per il cavo in sé. Robusto e piacevole alla vista. Il test è stato eseguito con elettroniche preriscaldate e con tre CD: Bob Marley con Legend, Miles Davis con Kind of Blue e un CD test realizzato da Di Prinzio con una selezione musicale varia.

Rispetto al cavo economico, il Magnus mi ha stupito in modo eclatante. Lasciando per ora perdere i classici parametri di ampliamento scena, dettaglio, dinamica che sono ovviamente migliorati enormemente, ha oggettivamente “alzato il volume” del suono. Letteralmente.

I confronti con il cavo di uguale prezzo invece hanno dimostrato comunque significativi miglioramenti, almeno alle mie orecchie. Un dettaglio e una ricchezza maggiore del suono in generale. I miglioramenti più evidenti sono stati: nell’ascolto del CD di Bob Marley i bassi sono più presenti e comunque sempre controllati, in Kind of Blue di Davies si notano un posizionamento e una separazione nello spazio degli strumenti più chiari e precisi, nel CD di Di Prinzio, che va da Nada a Philip Glass, in genere si può alzare il volume del suono con minore fatica nell’ascolto, il che per me significa un suono più puro.

In conclusione ritengo che il cavo Magnus svolga in modo eccellente e sensibilmente migliore di altri cavi di uguale o maggiore prezzo, il suo compito: lasciare passare il segnale in modo completo e senza modifiche.

recensione cristiano prova un ricable
recensione cristiano prova un ricable
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Cosa ti è piaciuto?

– Trasparenza
– Dettaglio
– Robustezza

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Impianto Alberto Prova un Ricable

Recensione #14 – Cavo di Potenza Dedalus Speaker – Prova un Ricable

alberto b. prova un ricable
Dal gruppo Amici Audiofili Italiani

Alberto B.

Sorgente: SOtM sMs-200ultra

DAC: AQUA La Voce

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Balanced Audio Technology VK-300se

Diffusori acustici: ProAc Response D Two

La seguente recensione del cavo di potenza Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Alberto per il tempo che ci ha dedicato.

Finalmente…

… dopo quasi un mese di ascolti incrociati, vi parlo dei cavi per diffusori Ricable, modello Dedalus Speaker.

Il confronto è stato fatto con i miei cavi litz marchiati AM Audio, alimentazione Ramm e Zavfino. Segnale Ramm. Con il seguente impianto: ampli Balanced Audio Technology VK-300se, DAC AQUA La Voce e streamer SOtM con alimentazione dedicata. Diffusori ProAc D Two su stand Music Tools.

Sono cavi molto flessibili e maneggevoli, hanno le bananine su ambo i lati e risultano perfettamente ancorate dando un senso di stabilità e presa eccezionale… insomma, sono belli da vedere e molto ben fatti!

Ho cercato di fare un lavoro metodico, ho stilato una playlist… piuttosto lunghina ma con brani che conosco bene e ho fatto un primo ascolto con i miei cavi, cercando pregi e difetti, poi, in modo molto superficiale, ho collegato i Ricable e ho iniziato a farli rodare senza dar troppo peso all’ascolto ma lasciandoli suonare senza pensare a niente. Premetto che dopo vari giorni il suono è cambiato in meglio!

Posso dire con una certa sicurezza che, conoscendo molto bene il suono del mio set-up e avendo l’orecchio allenato, oggi sono in grado di cogliere le differenze anche minime… non è presunzione ma esperienza maturata con centinaia di ore di ascolto! Quello che inizialmente sembrava rivelare una gamma alta addolcita è invece risultata una gamma alta con una curva di risposta lineare e aperta! Mi spiego meglio, non ci sono scalini tra le medio-alte e le alte! Mentre con i litz si avverte un gradino che, a un ascolto poco attento, inganna!

In realtà quella con i Ricable è una gamma alta molto lineare e aperta che sale con una percezione davvero gradevole, trasparente ma mai aspra! Sulle voci la differenza è netta tanto che la mia compagna lo ha notato! Solitamente non si pronuncia ma… mi dice: “Il suono è più aperto e arioso”. La gamma media è molto fine e consente anche un lieve miglioramento sul fronte dell’immagine, che risulta poco più profonda e con i piani sonori ben definiti.

Questi cavi hanno una caratteristica! Quella di fare passare più energia, come se il segnale fosse aumentato, di conseguenza la gamma bassa risulta più netta e prorompente! Più energica! Quindi attenzione: se c’è un difetto, nella risposta con i Ricable risulterà ancora più netto! Non aggiustano il suono, ma secondo me lo fanno arrivare ai diffusori ancora più netto, quindi i difetti passano e arrivano! Ovviamente lo stesso vale per i pregi.

Sinceramente non pensavo di riscontrare queste differenze così chiare… è stata per me un’esperienza illuminante che, una volta di più, mi ha fatto notare le differenze tra un cavo e l’altro, che non sono esagerate, ma consentono di arrivare perlomeno a un perfezionamento del suono ideale o, meglio, a quello che è il nostro ideale di suono. I cavi non fanno miracoli, ma devono fare in modo di non alterare il segnale e secondo me questi Ricable ci riescono!

A tal punto che ho deciso di tenerli!

Recensione Alberto 1
Recensione Alberto
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Cosa ti è piaciuto?

– Trasparenza e articolazione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione David 1

Recensione #13 – Cavo di Alimentazione Primus Power – Prova un Ricable

david prova un ricable
Dal gruppo Be Connected

David N.

Sorgente: Sony PS-FL1

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Harman Kardon AVR155

Diffusori acustici: Sonus Faber Concertino

La seguente recensione del cavo di alimentazione Primus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo David per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Ottimo. Bella scatola e appena aperta, con impazienza, alla vista mi è sembrato un cavo fatto bene; appena preso in mano la conferma dell’oggetto molto pesante (ho preso un metro), curato e assemblato bene, ma quello di cui ci si accorge subito è l’estrema flessibilità, ottima cosa se confrontato a un cavo HiViLux da 1,5 metri molto ma molto rigido che uso su un alimentatore per un sub autocostruito. Ho approfittato dell’offerta Ricable perché ho apportato l’ultima modifica (anche i cavi interni di segnale li ho sostituiti con dei Ricable S8D in modalità semibilanciata) al mio vecchio giradischi Sony PS-FL1 del 1982 e volevo fosse tutto perfetto dato che ha un valore affettivo. Ho eliminato anche la sua alimentazione sostituendola con una esterna artigianale e appositamente assemblata per lui e lasciato l’HiViLux al sub che comunque, sempre con un alimentatore artigianale, mi è sembrato da subito senza ronzii di fondo e molto più “secco” e “veloce”, il basso migliorato anche dalla sostituzione dell’OP con un Texas Instruments OPA1652 SoundPLUS sulla scheda amplificatore.

Recensione David 2
Recensione David 4
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Da poco ho anche acquistato un condizionatore di rete (si vede che il periodo è quello in cui mi concentro sull’alimentazione) e prima del cavo Ricable usavo un normalissimo cavo bianco con attacco per vaschette IEC e assieme al condizionatore di rete già mi accorsi dell’eliminazione di disturbi e ronzii a volume massimo (senza musica) a + 10 dB con un Harman Kardon AVR155, ho provato a mettere il cavo Ricable dopo il condizionatore e prima dell’alimentatore del giradischi e quello normale dalla presa a muro al condizionatore e viceversa e qualcosa mi è saltata all’orecchio. Ho voluto fare la prova anche con il cavo HiViLux sostituendolo al Ricable ma l’unica cosa e non da poco che ho notato è stata la formidabile flessibilità del Ricable, quindi comodissimo da usare dietro le elettroniche in spazi ridotti.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Come diceva un conoscente professore della buona e sana alimentazione, dopo millemila chilometri di merdoso cavo dalla presa a muro ci metto un cavo pitonato e migliora il tutto è come dire che in una catena di cioccolato ci metto un anello di acciaio la catena regge di più… INCREDIBILE MA VERO… sarà il miracolo delle tensioni e delle correnti oppure un minimo effetto placebo… ma se togli le interferenze e aumenti la velocità di trasmissione…!

È un mese che uso il cavo e ho usato alcuni dischi di classica che ultimamente mi piace assaporare la sera con un Calvados in mano a scaldarsi, ma anche con altri generi, Beethoven tra i preferiti con la Sinfonia n. 3 e la 5 di Karajan e la n. 6 di Bernstein, odiavo il piano ma ho scoperto Keith Jarrett nel The Köln Concert, di Karajan sempre il Boléro di Ravel e Vivaldi con Le quattro stagioni e Böhm che dirige Mozart nella Sinfonia n. 40, K. 467 di Mozart, Op. 50 Beethoven, Dire Straits Brothers in Arms soprattutto Your Latest Trick, Eric Clapton con I Still Do (doppio vinile a 45 giri) fantastica voce per Lonesome Billy di Tevis-Morricone dai western mitici e i The Notting HillBillies.

Recensione David 3
Recensione David 5
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

All’ascolto, come dicevo, per me cambia davvero dal cavo standard ma soprattutto usando il cavo Ricable DOPO il condizionatore. Usandolo per il condizionatore ho notato solo più silenzio rispetto allo standard… usandolo per l’alimentatore del giradischi, oltre che portare quasi a zero i miei ronzii al massimo volume, ho notato una scena sonora più ampia, un basso (come per il sub con cavo speciale) meno rimbombante (forse dovuto anche alle interferenze del vecchio cavo) più deciso (non so se mi spiego), voce più pulita e chitarre che mi piacciono di più.

Sensazioni personalissime, non sono un esperto del settore, fuori dal giro da venti anni ho ricominciato ad appassionarmi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Flessibilità anche con un metro
– Buona fattura
– Alimentazione più sana
– Il cavo non colora il suono, ma è trasparente

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Cosa miglioreresti?

– L’etichetta adesiva Ricable sulle spine non è proprio il massimo, facendo forza per inserirle capita che si stacchino e si rovinino…

Copertina 1 Recensione Massimiliano

Recensione #12 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

massimiliano prova un ricable
Dal gruppo Amici Audiofili Italiani

Massimiliano S.

Sorgente: Grandinote Volta

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Grandinote Supremo

Diffusori acustici: Grandinote Mach 2P

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimiliano per il tempo che ci ha dedicato.

Partiamo da una premessa

Non sono un super esperto di cavi, non sono una cavoscettico ma credo che la verità sia sempre nel mezzo. Più che una recensione si tratta di una esperienza personale. C’è sicuramente un abisso tangibile tra il filo economico rosso e nero e un cavo dedicato di fascia entry level. Sono anche convinto che più si sale con qualità/complessità/costo di un cavo, più il margine di apprezzamento si riduca. Va da sé che ci debba essere una sorta di equilibrio: più ci sono elementi di pregio nella catena audio in grado di essere maggiormente rivelatori, più un cavo di qualità riesce a dare un suo apporto al sistema, a esprimere il suo senso di esistere rispetto magari a una configurazione più economica.

Sulla base di questa mia convinzione ho voluto provare il miglior cavo per diffusori della Ricable: l’Invictus. In un sistema che ha richiesto un bel po’ di tempo prima che io vi potessi accedere: il miglior integrato Grandinote, il Supremo, il loro streamer Volta e i loro diffusori Mach 2P. Giunti a un punto di eccellenza con le elettroniche, si deve per forza di cose passare al cosiddetto “fine tuning”, migliorando i cavi di segnale, di potenza e di alimentazione. Il nuovo gioco diventa quindi iniziare a cercare di capire quali possono essere le differenze andando a migliorare le nostre connessioni, specie quando si ha una concreta idea delle performance del proprio impianto dopo svariate ore di ascolto.

Foto 1 Recensione Massimiliano
Foto 2 Recensione Massimiliano

Come dicevo, non sono una cavo scettico ma neanche un fondamentalista del cavo al top, e quindi la mia base di partenza è stata una linea di cavi poco sopra l’entry level di una nota azienda. Sono quindi con il mettere a paragone il tutto con i cavi di potenza Invictus di Ricable e in un sistema come il mio la differenza è stata alquanto chiara. Uno dei primi aggettivi che userei per descriverli è “equilibrio”. Sono particolarmente sensibile ai toni alti e con questo cavo ho percepito nettamente un maggiore dettaglio in alto a fronte di una minore fatica, cosa che, già solo con questo, ci si è pagati il prezzo del biglietto. L’altro estremo ne trae anch’esso vantaggio con un basso ancor più deciso e controllato.

Un cavo trasparente, che è poi la sublimazione del compito stesso di un cavo, che restituisce un suono definito e (perdonate il termine abusato) materico. Se l’impianto ve lo permetterà, sarete lì a cogliere dei piccoli dettagli che prima non erano così evidenti. E con molta probabilità anche dettagli assai più evidenti.

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Cosa ti è piaciuto?

– Equilibrio
– Più dettagli
– Trasparenza
– Controllo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Dedalus Coaxial Impianto Enrico

Recensione #11 – Cavo Coassiale Dedalus Coaxial – Prova un Ricable

enrico prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Enrico B.

Sorgente: NuPrime CDP-9

DAC: Dedicato: NuPrime DAC-10H

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: NuPrime DAC-10H

Amplificatore Finale: NuPrime ST10

Diffusori acustici: System Audio Mantra 5

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Coaxial è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Enrico per il tempo che ci ha dedicato.

A causa del poco tempo che posso dedicare alla musica

… quando lavoro in studio, avrò messo “in play” circa dieci CD in un anno, e ho sempre utilizzato il NuPrime CDP-9 come DAC pre-amplificato e quasi mai come trasporto CD. Qui, in quello che io chiamo il mio secondo impianto, di Ricable, uso il loro cavo U40 che fa parte della produzione di cavi di potenza serie Custom e che consiglio vivamente di provare se si ha un minimo di manualità per montare autonomamente le forcelle/banane ai loro capi, sono dei best buy!

Tornando a bomba sull’argomento, come dicevo, dato che in studio mentre lavoro mi è più comodo consumare la musica via streaming, ho deciso di spostare questa sorgente sull’impianto principale e, volendo usare l’uscita digitale di questo trasporto, mi sono messo alla ricerca del giusto cavo per collegarla al DAC via coassiale.

Nel frattempo sono venuto a conoscenza, tramite il forum Gazebo Audiofilo, dell’iniziativa “Prova un Ricable” e , dato che conoscevo già la qualità dei loro cavi in quanto posseggo anche qualche loro cavo di segnale, gli RCA RH1 , mi sono quindi prenotato subito per ricevere un bel Dedalus Coaxial DC1.

È un cavo determinante in quanto deve trattare flussi provenienti da sorgenti digitali e deve lavorare oggi come non mai a frequenze di campionamento possibilmente più elevate di un tempo, senza perdere informazioni e al riparo da interferenze che potrebbero determinare fastidiosi glitch e una conseguente fatica di ascolto.

I ragazzi di Ricable, dopo aver approvato la richiesta, mi hanno consegnato in tempi rapidissimi il Dedalus che ho potuto utilizzare e provare comodamente per un mese, infine decidere se tenerlo scontato del 50% o restituirlo, lo sottolineo, gratuitamente. Ringrazio quindi in anticipo entrambi, il Gazebo e Ricable, che con questa iniziativa mi hanno permesso di ottenere facilmente quello che cercavo.

Dedalus Coaxial Impianto Enrico
Dedalus Coaxial Impianto Enrico

Consegnato a casa velocemente, non me lo aspettavo, ho dovuto attendere qualche giorno prima di aprire la confezione che ho trovato, pur essendo molto ben fatta e allo stesso tempo protettiva, a mio avviso leggermente sovradimensionata per un solo un cavo. Melius est abundare quam deficere, diceva qualcuno!

Scartato tutto, messo al riparo la super confezione da felini e marmocchi, dopo qualche foto di rito per la recensione ho subito collegato il cavo all’impianto e come prima cosa ho semplicemente verificato che il segnale in arrivo dal CDP agganciasse il DAC alle corrette frequenze e fino alla massima risoluzione consentita da quest’ultimo, pari a 192 kHz.

Anche se il CDP può lavorare e scalare fino a 768 kHz, non ho avuto modo di superare il campionamento massimo consentito dal DAC, l’eccellente Nuprime 10H, ma non serve qui andare oltre con il campionamento in quanto già di molto superiore alla risoluzione dei normali CD Redbook.

Quello che vi posso dire è che con il Dedalus ho finalmente raggiunto pienamente l’obiettivo di ascoltare la collezione CD sull’impianto principale composto da una catena Nuprime/System Audio e totalmente cablata Ricable.

Walking Wounded degli Everything But The Girl, passando per gli Alquin fino agli 1 Giant Leap, fino a quando è arrivata mia moglie con i Cocteau Twins e Astronauts dei The Lilac Time, il Dedalus Coaxial DC1 ha svolto sempre egregiamente il suo lavoro; per le sue qualità lo terrò assolutamente collegato all’impianto a questo punto, grazie anche ai generosi vantaggi della promozione Ricable.

Outstanding Ricable.

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Cosa ti è piaciuto?

– Suono cristallino
– Spedizione rapidissima
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


impianto raffaele prova dedalus

La prova del cliente Raffaele con e senza cavi Dedalus di alimentazione

Nonostante il già ottimo prodotto di qualità offerto ai clienti, Ricable punta a migliorarsi sempre più. La parte del leone in questo campo, oltre all’attenzione rivolta a ricerca e sviluppo, la fanno i clienti. Con le loro prove, con i loro feedback. Capita, a volte, che qualcuno di questi, particolarmente zelante, ci scriva per filo e per segno la propria testimonianza. L’ultimo di questi è stato Raffaele, che ringraziamo, e che ha strutturato la sua recensione in una maniera un po’ particolare. Da una parte abbiamo, infatti, il test effettuato senza cavi Ricable; dall’altra, invece, quello con i cavi Ricable. Ecco la sua prova dei cavi Dedalus di alimentazione.

L'ambiente d'ascolto

Non ho una stanza apposita per l’impianto ma divido la sala con moglie e figli, quindi la disposizione delle casse è il migliore compromesso possibile tra me e loro, visto che le casse vengono anche usate per l’Home Theater spostando i connettori. Impianto:

  • Preampli Audio Research LS25MK2 valvolare usato
  • Amplificatore finale Audio Research VT60 valvolare usato 50 W RMS
  • Preampli Audio Research SP9MK2 valvolare usato solo per phono
  • CD player Meridian 206 1 bit
  • CD player Meridian 506 24 bit usato
  • DAT player Sony ZA5ES usato
  • DAT player Piooner D-07 usato
  • Giradischi Rega Planar 3 nuovo con testina Goldring 2100 nuova
  • Lettore di rete Cambridge Audio CXN nuovo
  • Casse Opera Grand Mezza nuove collegate con cavo Van den Hul
  • Mobile Solid Steel in sviluppo verticale per motivi di spazio

L’impianto è stato assemblato nella forma definitiva sostituendo vari pezzi in qualche anno (visti i costi). I cavi RCA Ricable collegano tutti gli apparati Audio Research e i due CD player. I cavi di potenza Ricable collegano tutti gli apparati Audio Research e il CD player 506.

impianto raffaele prova dedalus alimentazione

Prova senza cavi Ricable

Suono stupendo tipico Audio Research, morbido, dolce, valvolare con un basso profondo e controllato, scena ampia, dinamica eccellente, dettaglio ottimo, suono tipico valvolare.

Mio nonno e mio padre e i suoi fratelli avevano dagli anni Cinquanta un negozio di radio TV e riparavano anche le valvole, quindi il suono valvolare lo conosco bene e mi riporta a quando ero bambino.

Ma Audio Research fa ancora meglio, ha una dinamica impressionante rispetto ad altri valvolari. Ero già molto molto soddisfatto del risultato raggiunto, a essere onesti.

Prova con cavi Ricable

La prima sensazione è il silenzio, come se nella stanza, prima, qualcuno stesse parlando e ora fosse andato via, silenzio assoluto, scena fermissima, ampia, dinamica aumentata, basso più potente e profondo e, come ho già letto sul sito in un’altra recensione, sembra che i cavi portino più potenza alle mie elettroniche.

Dettaglio ai massimi livelli, molto meglio di prima, alte frequenze mai fastidiose (premetto che ascolto sempre al massimo volume quando in casa non c’è nessuno). Il suono è dolce come piace a me, con ogni genere musicale mai fatica d’ascolto; starei ore, se potessi.

Però il silenzio è la cosa che più mi ha colpito; non riesco neanche bene a spiegarlo, ma c’è silenzio anche se imposto al massimo il volume. Dovreste sentire il basso controllatissimo, potente; il divano trema tutto nonostante i soli 50 W e senza un subwoofer.

Devo ammettere che i cavi hanno fatto fare un salto di qualità impressionante e confesso che non ci credevo. Ascolto ogni tipo di musica ma quando devo testare l’impianto uso: Pink Floyd con The Wall, Dire Straits, Rage Against The Machine per il metal e Jethro Tull.

impianto raffaele prova

Conclusioni

Ho appena finito due orette di ascolto e sono pienamente soddisfatto, così a naso (ma i cavi sono ancora da rodare) mi sembra che il giradischi sia quello che ne ha tratto maggiore beneficio, ma tutto l’impianto ha fatto un salto di qualità notevole verso l’alto; i Ricable Dedalus sono i complementi perfetti per il mio impianto.

Mi sono già dilungato troppo e non voglio tediare con particolari di ascolto, i cavi Ricable serie Dedalus sono eccellenti, portano veramente miglioramenti all’impianto anche a chi non sente bene, quindi sono consigliatissimi.

Il costo (non ho mai provato cavi più costosi, nonostante in generale non sia basso) diventa addirittura un particolare insignificante rispetto alla qualità sia fisica che sonora che apportano. Non dimentichiamo che nonostante il peso e la grandezza sono pure molto flessibili. Vorrei in futuro finire tutto il cablaggio dell’impianto… vedremo. Intanto grazie mille al signor Modenesi per la grande cortesia e disponibilità. Da comprare ad occhi chiusi.

Siamo, in realtà, noi a ringraziare il nostro cliente, Raffaele, per il tempo che ha voluto dedicarci scrivendo questa testimonianza relativa ai test che ha effettuato. Speriamo che anche voi vi siate divertiti nel leggere questa prova dei cavi Dedalus di alimentazione.

Magnus Giradischi Prova un Ricable

Recensione #10 – Cavo per Giradischi Magnus Turntable – Prova un Ricable

fabio prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Fabio E.

Sorgente: Pro-Ject RPM 9.1 Acryl, Thorens TD 124, Gold Note PH-10, EMM Labs CDSA SE

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Audio Analogue Vivace

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Krell Vanguard

Diffusori acustici: Monitor Audio Platinum PL300

La seguente recensione del cavo per giradischi Magnus Turntable è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Fabio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Sicuramente l’aspetto estetico è molto curato e dà l’idea di un cavo professionale.

Impianto Fabio 2
magnus turntable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Pur sapendo che la modalità corretta per confrontare una condizione A con una condizione B è il confronto ABX, non avendo tempo a disposizione mi sono limitato ad ascolti a cavi invertiti. Ho infatti ascoltato gli stessi dischi per un certo periodo, sostituendo ogni tanto i cavi originali del mio Thorens TD 126 Centennial con quelli Ricable Magnus Turntable MT1.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho effettuato le prove utilizzando un LP di Norah Jones, Not too late, e un LP della Reference Recordings, Mephisto & Co. 45 RPM.

norah jones not too late
Impianto Fabio
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

I cavi Ricable sono risultati in maniera molto evidente più completi sulle frequenze più basse e su quelle più alte, hanno migliorato la dinamica del suono su quasi tutte le frequenze e il suono è risultato più pulito, cristallino e neutro, meno ovattato.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità estetica e costruttiva
– Suono più preciso e neutro
– Frequenze sonore meglio rappresentate soprattutto in gamma molto bassa e molto alta

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


elettrone prova signor zanetti

Il ritorno del signor Zanetti: una prova tecnico-scientifica dei cavi Ricable

Non c’è due senza tre, o forse non c’è tre senza quattro. Il nostro affezionato cliente Zanetti torna alla ribalta con un nuovo articolo in cui ci racconta una serie di test e una prova dei cavi Ricable di carattere tecnico e scientifico, con cui ha saggiato le nostre serie Dedalus e Invictus. Per chi se le fosse perse, ecco i link alla prima e alla seconda puntata, seguite da quello che doveva essere il suo ultimo articolo, dall’atmosfera natalizia. Per fortuna, così non è stato. Buona lettura con il racconto del signor Zanetti e la sua prova dei cavi Ricable!

La danza degli elettroni

Dunque, in conclusione, mi sono portato a casa da mister Sergio: quattro cavi di alimentazione Dedalus, due cavi di segnale bilanciati (uno Invictus e uno Dedalus), tre cavi HDMI e, dulcis in fundo, una coppia di cavi – altoparlanti Invictus.

Bene bene per le mie orecchie, un po’ meno per il portafoglio. Ma si sa, gli hobby sono hobby. Dunque dunque le orecchie sono soddisfatte; ma sarà veramente così? Voglio dire, dal punto di vista tecnico-scientifico sarà possibile determinare in maniera oggettiva la qualità di questi cavi?

«Ma che t’importa» mi dice il mio collega e amico Alessandro. «Perché ti vuoi martellare i cosiddetti se sei soddisfatto?». Penso abbia ragione! Ma… si sa… l’appetito vien mangiando! Allora comincio a esaminare ciò che posseggo. Per prima cosa controllo se le spine dei cavi Dedalus sono avvitate a dovere; quasi sempre sì. Qualche volta provo a stringere un po’ di più.

Sono gusti personali degli audiofili a cui piace smanettare.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Poi, considerato che il peso del cavo è ragguardevole, penso di sostenerlo nelle connessioni. Ma pensando pensando e aumentando il cosiddetto “martellamento”, mi dico: «Ma la fase sarà corretta?». Posso facilmente determinare la fase della presa di alimentazione con un cercafase; ma la fase dell’apparecchiatura collegata con il cavo sarà corretta anch’essa o no? Sempre Alessandro: «Ma cosa vai a cercare? Mi sembri suonato… appunto».

Ma ormai la febbre audiofila ha preso il sopravvento e non voglio intendere ragioni. Cerco su internet e dopo diversi tentativi scopro una ciabatta della Oehlbach che ha la possibilità di collegare in fase le apparecchiature. Bene, la compro. Ora mi potrei accontentare, ma la “febbre” non si placa.

Scopro che c’è anche un accessorio che facilita l’operazione. Compro anche quello. Bene bene per qualche giorno mi è sembrato di essere soddisfatto. Riassumendo: ho controllato le viti di serraggio di spine e prese, ho sostenuto le connessioni a causa del peso rilevante del cavo, ho messo in fase le apparecchiature con l’apposito giocattolino; è tutto ok.

Passa una settimana e il tarlo audiofilo ricomincia a lavorare! «Ma» mi dico «dal punto di vista strettamente chimico-fisico vale la spesa? Cioè, è un cavo costruito a regola d’arte?». Ora il mio amico Alessandro si incazza veramente (e tre)! Tralascio gli improperi che mi dice. Si tranquillizzerà in seguito a casa sua, ascoltando McIntosh e Sonus Faber. Passa qualche giorno e questa volta è lui che telefona.

Mi dice: «Ho comperato un accessorio, una specie di penna, ti consiglio caldamente di comperarla, fidati». Maledizione, mi ha fregato, adesso è lui che alimenta il mio tarlo audiofilo! Prima però mi godo la qualità audio e video che si sprigiona dalla ciabatta. La ciabatta è venduta senza cavo e io gliene ho collegato uno normale. Tutto ok. Dopo un paio di giorni trafficando con i cavi, metto un Dedalus Ricable nella presa di alimentazione della ciabatta e me ne vado.

Alla sera accendo il televisore (anch’esso collegato alla ciabatta) e resto allibito. Penso: «Hanno aumentato l’intensità del segnale video, che strano, non ho mai visto così bene la TV». Passa un‘oretta ma la cosa non mi convince. Guardo la ciabatta e penso: «Non sarà mica cambiato qualcosa nell’alimentazione? Ma certo, ho cambiato il cavo!». Non ci credo, rimetto il normale cavo elettrico e riaccendo il televisore. La qualità è peggiorata.

Ma come è possibile! Il cavo è prima della ciabatta filtrante, come può essere? Cambio di nuovo il cavo e la qualità video aumenta! Provare per credere! Il cavo Ricable che alimenta la ciabatta ha aumentato considerevolmente la qualità video e audio (foto 3). Ora mi devo occupare di questo strano aggeggio che Alessandro mi ha consigliato di comperare a scatola chiusa.

Vado sul sito di Audioteka e leggo che l’azienda svedese SUPRA produce un piccolo strumento per il controllo dei campi elettrici che possono essere irradiati da cavi di alimentazione, ciabatte, fusibili, blocchi di distribuzione elettrici e così via. “Minchia signor tenente”, ho trovato quello che cercavo! Ora il Ricable lo sistemo io! Prendo la “penna”, l’appoggio sul Dedalus. NIENTE!

Non si accende e il cicalino non suona. Provo il mio cavo nero PCOCC: un disastro! La “penna” si illumina e suona. Provo tutti i cavi che ho diversi dai Ricable: suonano tutti e la “penna” si accende sempre! Ora sono soddisfatto. Questi maledetti cavi sono un’opera d’arte. A chi li ha progettati va conferita la Legion d’onore!!

L.R. Zanetti

La “penna” usata è un rilevatore di campi elettromagnetici. In pratica, se posizionata vicino a una fonte di campi elettromagnetici (come la corrente elettrica), la punta si illumina. È dotata di varie sensibilità per intercettare anche i campi elettromagnetici meno forti. È un ottimo attrezzo anche per trovare la fase degli apparecchi, perché dove c’è fase si illumina, dove c’è il neutro no.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Nella prova è evidente come i nostri cavi, alla massima sensibilità, non emaninino campi elettromagnetici. Questo significa che sono meglio schermati e isolati degli altri. Questi campi che fuoriescono dal cavo interferiscono con elettroniche e altri segnali della catena ed è anche per questo che un buon cavo di alimentazione fa la differenza. Infine, ringraziamo per la quarta volta il signor Zanetti per questa prova dei cavi Ricable, grazie alla quale le serie Dedalus e Invictus sono state messe sotto stress, uscendone però vittoriose.

Impianto Rocco 1 Invictus Signal

Recensione #9 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Rocco
Dal gruppo Facebook Be Connected

Rocco L.

Sorgente: Mark Levinson 390s

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Copland CTA 408

Diffusori acustici: B&W 804 D3

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Rocco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Costruzione accurata ed estetica ineccepibile, sicuramente solido e accattivante sin dalla prima vista.

Impianto Rocco 4 Invictus Signal
Impianto Rocco 3 Invictus Signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Inizialmente collegando e scollegando il cavo in prova alternandolo con il precedente VDH. Successivamente, non riscontrando particolari differenze, l’ho collegato all’uscita CD, utilizzando un connettore doppio RCA, con entrambi i cavi a confronto, e a loro volta questi sono stati collegati a due differenti ingressi amplificatore A1-A2 (come da foto).
Quindi durante l’ascolto dei brani con l’ausilio del telecomando dell’ampli ho provato a cambiare l’ingresso 1 con il 2, avendo così immediata la percezione dei due suoni a confronto (fare riferimento al video relativo a uno dei brani tratto da The Wall dei Pink Floyd).

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto appare subito relativo a un cavo di notevole qualità sia in termini di dettaglio, di trasparenza, di calore soprattutto con le voci femminili che regalano una certa sensazione di “presenza ” da magica atmosfera.
Anche i vari strumenti appaiono ben distinti tra loro creando una buona scena tridimensionale, masterizzazione del CD permettendo!
I brani utilizzati per la prova sono tratti da Best Audiophile Voices VI, Jack Johnson: Sleep Through the Static, musica rock quali Dire Straits e Pink Floyd e musica MPB con Ana Carolina, star della musica brasiliana contemporanea.

Invictus Signal Contesto
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Con mio grande stupore i due cavi a confronto sono apparsi assolutamente identici sotto i vari aspetti qualitativi di trasparenza, separazione scena sonora e quant’altro si possa chiedere a un cavo che nell’impianto ha l’ingrato compito di togliere il meno possibile al segnale originale.
L’Invictus ha tenuto testa a un cavo VDH di indubbio valore senza alcun problema, che onora il team di Ricable per l’eccezionale risultato conseguito.
In conclusione un cavo dall’ottimo rapporto qualità/prezzo che può fare la felicità di molti audiofili senza spendere un capitale.
Ringrazio ancora Ricable per l’opportunità di test offerta a noi audiofili, porgendo i miei più sinceri AUGURI di buone feste e di un prosperoso 2020.

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Cosa ti è piaciuto?

– Vedere quanto già esposto, nulla da segnalare
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Impianto Roberto 2

Recensione #8 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Roberto C.

Sorgente: Technics SP-15 Benz Micro Glider SL

DAC: Dedicato: Chord Hugo 2

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Luxman UX 509 – Feliks Audio Elise + HiFiMAN HE1000se

Diffusori acustici: ProAc Response D30

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Roberto per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo ha un aspetto eccellente, connettori di ottima fattura, guaina esterna di alta qualità.

Impianto Roberto 1
Invictus Signal Contesto
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho lasciato rodare il cavo per circa quaranta ore. Prova effettuata da streamer AURALiC ad amplificatore cuffie, con cambio cavi sull’ingresso RCA.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Testato con ascolti in parallelo e in rapida successione di:

  • Classica: Overtures And Preludes, Richard Wagner; Sinfonia n. 1, Gustav Mahler
  • Jazz: Kind of Blue, Miles Davis; Soulville, Ben Webster
  • Rock: Frank Zappa, Pink Floyd, Radiohead, Deep Purple
dark side of the moon pink floyd
Impianto Roberto 3
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo è risultato notevolmente equilibrato, con medie frequenze in risalto e leggera attenuazione agli estremi. A mio parere è molto indicato per ascolti di classica e piccoli ensemble jazz, meno a suo agio sul rock.

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Cosa ti è piaciuto?

– Medi molto bilanciati, pieni e fluidi
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Risposta sull’estremo basso, dettaglio sugli alti


marantz pm8006

Recensione #7 – Cavo di Segnale Primus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Dario C.

Sorgente: Cambridge Audio CXUHD, Rega Planar 3

DAC: Dedicato: Pro-Ject DAC Box DS2 ultra

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Marantz PM8006, per cuffie Lake People G109-S

Diffusori acustici: Indiana Line Diva 552, Sennheiser HD 660 (cuffie), Denon AH-D7200 (cuffie)

La seguente recensione del cavo di segnale Primus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Dario per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Decisamente sì! Il cavo si presenta esteticamente accattivante e gradevole, restituendo una piacevole sensazione di robustezza e solidità.

cambridge audio cxuhd
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Sì, ho eseguito i test collegando e scollegando questo cavo e l’altro che usavo, che è un AudioQuest Golden Gate.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho innanzitutto usato il cavo per collegare il prephono del Rega Planar 3 al Marantz PM8006, poi per collegare l’uscita REC di quest’ultimo, con l’amplicuffie Schiit Valhalla 2. Il suono è estremamente lineare, ho avuto una piacevole sensazione di trasparenza, e anche l’ambienza e la tridimensionalità sono ottime.

Sennheiser HD 660
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Credo che la serie Primus sia perfettamente sovrapponibile, quanto a resa sonora, probabilmente perché si tratta di cavi che appartengono allo stesso segmento entry level; tuttavia, per quanto riguarda la qualità costruttiva, devo dire che il Primus appare costruito molto meglio, e appare molto più solido e robusto rispetto all’AudioQuest Golden Gate. Anche i contatti sono molto più fermi e c’è maggior presa, maggior contatto, quindi dal mio punto di vista, a parità di segmento, i Ricable sono decisamente da preferire.

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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto esteriore davvero accattivante
– Sensazione di solidità
– Connessioni perfettamente stabili
– Il cavo non colora il suono, ma è trasparente

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Cosa miglioreresti?

– Nulla


Recensione #6 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Marco T.
Dal gruppo Be Connected

Marco T.

Sorgente: McIntosh MCD600 SACD/CD Player

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Violectric HPA V281

Diffusori acustici: Sennheiser HD800S (cuffie)

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Quando ho ricevuto la scatola…

Cavo robusto, bello, e pesante. Quando ho ricevuto la scatola pensavo mi avessero spedito un amplificatore! Prima di tutto, una doverosa premessa: il cavo è stato inserito in una catena così composta: Lettore SACD/CD – Amplificatore cuffie – Cuffia. Il cavo sostituisce quello di serie ed è stato provato a turno su:

  1. Lettore SACD/CD con ascolto attraverso tutta la catena
  2. Amplificatore cuffie con ascolto attraverso tutta la catena
  3. Lettore SACD/CD con ascolto dall’uscita cuffia dello stesso (senza l’amplificatore)

Inizialmente sono rimasto colpito dalla gamma bassa che ha preso vita. Gli aspetti che hanno evidenziato cambiamenti al mio orecchio, dopo ripetuti ascolti, sono: il maggior dettaglio, l’incremento della dinamica, la maggiore velocità, l’articolazione. In particolare mi hanno colpito i “pianissimo” che hanno mantenuto articolazione e musicalità. Tutto questo mi dà l’impressione di avere alzato leggermente il volume, tutto scorre facile, veloce. Il cavo originale sembra più cupo, monocorde e certamente carente di dettaglio. Queste impressioni si ripetono al variare delle tre condizioni citate sopra; la sensazione, ma è solo una sensazione, è che l’effetto maggiore si abbia con l’amplificatore. Ho ascoltato sinfonie di Bruckner, Tchaikovsky, concerti per pianoforte di Beethoven, Renaud Garcia-Fons, Ana Popović, Beth Hart and Joe Bonamassa… Ora si è scatenata la curiosità di ascoltare il set-up con entrambi i cavi Dedalus; non solo, mi incuriosisce l’Invictus XLR! E… vabbè, basta così.

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Cosa ti è piaciuto?

– Facilità di esecuzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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– Nulla da segnalare


impianto massimo

Recensione #5 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Massimo foto
Dal gruppo Be Connected

Massimo R.

Sorgente: CocktailAudio X50

DAC: Dedicato: Lector Digicode 2.24 Hz

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Estro Armonico Nordlys

Amplificatore Finale: Audio Innovations The First

Diffusori acustici: Quad ESL63, Acoustic Research AR-3A, Altec A7

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimo per il tempo che ci ha dedicato.

Eccoci alla disamina finale

Eccoci alla disamina finale di questo cavo top di gamma; la prova si è svolta sul mio impianto principale composto da pre L2 e finale The First Audio Innovations, sorgente CocktailAudio X50 con DAC Lector Digicode e diffusori Quad ESL63; l’Invictus collegava il DAC al pre. Fin da subito mi è sembrato di essere di fronte a un cavo “serio” dalla costruzione solida e anche bello da vedere; al primo ascolto, quello che più mi ha colpito è stato il basso bello pieno ma veloce e controllato, e la dislocazione degli strumenti veramente ottima, la timbrica sana e molto piacevole, buona la trasparenza e la neutralità.

Il cavo con cui l’ho raffrontato, non con uno “attacca e stacca” ma tenendo più giorni un cavo per poi passare all’altro, è il White Gold Infinito I°. Dire che uno sia meglio dell’altro non me la sento, sono diversi, ognuno con le sue peculiarità che esaltano più o meno alcuni parametri, ad esempio l’Invictus sposta un po’ più in avanti la scena e ha un pelo di dettaglio e profondità in meno, di contro il suo basso e il corpo che dona agli strumenti sono di prim’ordine come la sua musicalità (cosa che rende gli ascolti veramente piacevoli). In conclusione l’Invictus è un cavo che consiglio di provare e che reputo eccezionale soprattutto per il rapporto costo/prestazioni veramente alto.

invictus massimo
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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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– Nulla da segnalare


recensione luigi meazza

Recensione #4 – Cavo di Segnale Dedalus Signal – Prova un Ricable

Luigi
Dal gruppo Be Connected

Luigi M.

Sorgente: Lettore CD/SACD Sony XA5400ES

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Threshold FET Ten/hl

Amplificatore Finale: Nad C272

Diffusori acustici: Mirage m3si

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Luigi per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione e l’estetica del cavo sono veramente ottimi, connettori e guaina protettiva di ottima fattura.

recensione luigi meazza
recensione luigi meazza
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Il test è stato eseguito in cinque giorni ascoltando per circa dieci ore musica di vario genere con vinili, CD/SACD e musica liquida tramite porta USB. In particolare il cavo è stato collegato tra:

  • Sorgente SACD/CD Sony XA5400ES vs preamplificatore Threshold FET Ten/hl.
  • Preamplificatore Threshold FET Ten/hl vs prephono Rotel RQ-970BX.
  • Preamplificatore Threshold FET Ten/hl vs amplificatore NAD C272.

Il resto dell’impianto è composto da:

  • Giradischi Rega RP1 con testina Elys2.
  • Lettore multimediale Pioneer N-50.
  • Diffusore Mirage m3si.

Tutti i cavi sono Musical Fidelity Nu-Vista sia per il segnale che per la potenza. Cavo Cablerie d’Eupen per le alimentazioni componenti e tra contatore e presa impianto. La stanza di ascolto è un parallelepipedo di 10 m di lunghezza per 4,5 m di larghezza con un’ottima assorbenza acustica dovuta soprattutto a tende e arredi. Pareti interne in cartongesso. Casse distanziate dalla parete di fondo di circa 1,5 m e tra loro per esattamente 2 m.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto è stato da subito molto piacevole in ogni combinazione e in ogni genere musicale con una ottima tridimensionalità del suono ed eccellente precisione delle figure sonore collocate all’interno dell’evento musicale registrato. Anche con i CD più “difficili” il cavo è riuscito a non farmi rimpiangere il mio Nu-Vista nascondendo però gli eventuali difetti di alcune registrazioni. Alla fine direi un suono preciso ed accattivante. Ho utilizzato molti brani da vari album scegliendo quando possibile i più brevi. Ascoltati alternando singolarmente per ogni traccia prima con i Nu-Vista e subito dopo con i Dedalus tra Pre vs SACD. Le prove tra gli altri componenti sono state eseguite solo con un brano di classica, uno di rock e uno di jazz.

recensione luigi meazza
recensione luigi meazza
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

L’unica differenza rispetto al riferimento che uso è l’estensione in frequenza sia sulle bassissime che sulle altissime frequenze; infatti con i CD di mio riferimento mancavano in maniera evidente in particolare il SACD dedicato alle musiche di Jerry Goldsmith. Secondo il mio modesto parere, uno dei CD da avere assolutamente, registrato dai tecnici Pentatone su ordine Telarc.

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Cosa ti è piaciuto?

– La costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #3 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Michele
Dal forum Gazebo Audiofilo

Michele A.

Sorgente: Musical Fidelity m2scd

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Audio Innovation L1

Amplificatore Finale: N. 2 Musical Fidelity M50

Diffusori acustici: Rega Jura

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Michele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Esteticamente piacevole e costruttivamente ben fatto.

magnus power verso sinistra
Magnus Power
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho cercato le eventuali differenze collegando e scollegando altri cavi.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato diversi brani degli Yes, come Yours is no Disgrace, alcuni pezzi di Gary Boyle per la Naim, diversi brani degli Style Council.

yes yours is no disgrace
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Mi è sembrato che il cavo abbia esaltato gli acuti e un po’ i medi, anche se sugli acuti mi è sembrato un suono più metallico.

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Cosa ti è piaciuto?

– La fattura
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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Cosa miglioreresti?

– Il diametro secondo me spropositato

musica band giallo

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Dedalus (speciale Natale)

Almeno in teoria, l’odissea del nostro cliente, il signor Zanetti, doveva essere formata da due puntate (per chi se le fosse perse: ecco i link alla prima e alla seconda). In pratica, invece, le sue peripezie che coinvolgono anche Ricable si sono estese fin quasi a Natale, tant’è che oggi pubblichiamo il racconto scritto di proprio pugno da Zanetti in merito all’esperienza con i cavi della serie Dedalus, per quella che dovrebbe essere veramente la terza nonché l’ultima puntata del racconto. Forse. Vi auguriamo una buona lettura con quella che è una recensione dei cavi Dedalus Ricable.

Effetto giallo

Dopo aver provato i cavi blu (Invictus) sono rimasto profondamente perplesso. Com’era spiegabile una così marcata differenza tra i miei pur buoni cavi e questi ultimi? Ho avuto bisogno di consultare un buon testo di fisica classica per chiarirmi il “mistero”. I miei cavi sono autocostruiti. Ho tenuto presente la purezza del rame, l’isolamento contro le radiofrequenze e la qualità dei connettori. Oggi tutto ciò non è più sufficiente per un audiofilo accorto e informato.

Bisogna almeno aggiungerci un sistema di riduzione del rumore “attivo”. Qualcuno dirà: «Ma quale rumore?». Dalla fisica si apprende che il movimento degli elettroni in un cavo genera rumore (noise)! Generalmente per gli usi comuni (illuminazione, elettrodomestici, riscaldamento) questo “rumore” viene ignorato, ma per usi più specialistici (in apparecchiature di misura, nelle tecniche analitiche d’avanguardia, in campo astronomico e così via) bisogna tenerne conto e cercare di ridurlo con dei “filtri”più o meno complessi.

Esaminando attentamente le descrizioni dei vari tipi di cavi Ricable si scopre che viene usata una tecnica chiamata: Ricable Noise Reduction, che tradotta significa: sistema di riduzione del rumore Ricable. E cosa si usa per fare ciò? Un semiconduttore (cioè un transistor) al germanio. Questo accorgimento tecnico all’avanguardia permette di fare la differenza con un cavo “classico”. In impianti di un certo pregio la differenza è eclatante! Dopo essermi chiarito le idee sul perché di una così rilevante differenza, sono tornato da mister Sergio e ho comperato, senza provarli, tre cavi di alimentazione, due cavi di segnale e un cavo di potenza (altoparlanti). Avendo un budget limitato non ho comperato quelli blu, ma quelli giallo-arancio.

speaker dedalus

Ero teoricamente sicuro che sarebbero andati benissimo (forse!). Con trepidazione li ho sostituiti ai miei e ho cominciato l’ascolto con i miei file di riferimento. Dico subito che è andata benone! Le differenze con i blu ci sono e non potrebbe essere altrimenti; ma sono differenze di livello “nobile”. Per esempio definizione e accuratezza delle frequenze medio-alte è irraggiungibile. La delicata doratura del percuotere delle spazzole sui piatti della batteria diminuisce un poco con Dedalus. Sono differenze tutto sommato accettabili visto il prezzo. Sollevando il cavo di alimentazione si può da subito percepire la qualità del materiale: il cavo pesa! E non poco.

La spina Schuko e la presa IEC sono di eccellente qualità e solidità. Le connessioni degli altoparlanti sono sicure e bisogna applicare un piccolo sforzo per inserirli negli appositi fori. E così ho cambiato ancora i cavi! Speriamo che la tecnologia di questi ”cosi” non cambi troppo rapidamente!

L.R. Zanetti

Ringraziamo per l’ennesima volta il signor Zanetti per questa testimonianza pre-natalizia che costituisce una recensione a tutti gli effetti dei cavi Dedalus Ricable.

Recensione #2 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Davide
Dal gruppo Facebook Be Connected

Davide G.

Sorgente: Yamaha CD-S2000

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Audio Analogue Puccini Anniversary

Diffusori acustici: Aliante Linea PF

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Davide per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

L’audiofilia ha conosciuto ormai da diverso tempo un argomento di dibattito sempre più sostenuto, circa l’importanza dei cavi nel complesso sistema della catena Hi-Fi che ogni appassionato tenta di realizzare al meglio delle sue possibilità.
Ammetto che il tema ha catturato il mio interesse da non molto, ovvero da quando fra amici si è diffusa l’abitudine di scambiarsi i rispettivi cavi, così dando la possibilità di testare con cavi differenti l’impianto di riferimento.
Seguo Ricable proprio a seguito di uno scambio temporaneo che mi fece venire in possesso di un cavo di segnale bilanciato, che in sostituzione del mio consueto RCA, da lettore cd ad amplificatore, aveva dato esito molto buono.
I cavi di alimentazione, per contro, noto che appassionano forse meno delle altre categorie, perché il loro apporto alla migliore resa del sistema si scontra inevitabilmente con i problemi derivanti dalla rete domestica, spesso disturbata e soggetta a sbalzi d’intensità poco gradevoli. E allora da qui la corsa al cablaggio di qualità, ai filtri, alle superprese multiple spaziali, che finiscono per far perdere, oltre a molti soldi, anche il senso del contributo che un cavo di alimentazione possa davvero apportare al buon suono.
Però, a dire il vero, Dedalus Power DP15 mi ha stupito per aver risolto da subito, appena installato, un problema che mi perseguitava da tempo.
Ma andiamo con ordine.
Il cavo è arrivato da Ricable in tempi estremamente veloci rispetto alla mia decisione di aderire alla campagna prova. Ed è giunto in un packaging di qualità estrema. Nonostante il suo peso rilevante, ha sorpreso la sua maneggevolezza, che mi ha consentito di collegarlo con facilità, seppur disponendo di uno spazio posteriore fra elettroniche e presa di corrente non agevole. Rispetto al cavo in uso abituale, di nota marca olandese, Dedalus DP15 si è dimostrato più morbido, pur pesando quasi il doppio.
I connettori risultano di una solidità che non ho finora riscontrato in altri cavi e nel confronto di cui sopra Dedalus vince davvero facile.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho voluto provare il cavo prima in collegamento al lettore CD (marca Yamaha modello CD-S2000, lettore SACD). Non ho avuto impressioni evidenti di differenza rispetto al cavo utilizzato d’abitudine, se non un senso di maggiore ampiezza del palcoscenico, specialmente con esecuzioni di classica.
Ma la vera differenza si è potuta apprezzare in collegamento dell’amplificatore.
Ho accusato purtroppo da diverso tempo un fastidioso ronzio sul mio ampli (marca Audio Analogue, modello Puccini Anniversary), impercettibile il più delle volte, ma abbastanza evidente in alcune ore del giorno, coincidenti con il sovraccarico della rete, ma anche in orari notturni, a causa forse di cali programmati nell’erogazione.
Ebbene, non appena ho collegato l’amplificatore alla rete attraverso il Dedalus, non è stato più percepito alcun disturbo. E questo risultato è stato per me un gran sollievo.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Dicevo di un suono più ampio, specie in brani di classica: il pianoforte di Sakamoto in Merry Christmas Mr. Lawrence e di Debussy in Clair de lune ha riempito la stanza, secondo una tridimensionalità che, paradossalmente, mi è parsa più evidente a volume medio-basso che a volume superiore.
Ecco una sensazione, che è divenuta tangibile, fisica, giacché il dito non ha più cercato la manopola del volume. Dedalus mi ha permesso ascolti eccellenti a volumi contenuti, soprattutto nei brani di pop rock: Magic dei Coldplay, così come Wonderwall degli Oasis non hanno richiesto i soliti volumi cui ero abituato, ma hanno potuto diffondere tutta la loro energia anche a volume limitato.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Ebbene, credo che quello che si può chiedere a un cavo di alimentazione, Dedalus lo garantisce, in termini di maneggevolezza, cura costruttiva, importanza fisica dei connettori e loro sicuro effetto sulla pulizia della corrente erogata verso le elettroniche. Gli effetti sul suono, per quanto soggettivi, non possono che essere la logica conseguenza di quanto sopra.
Il silenzio dello stand-by, non più corrotto dal fastidioso ronzio che mi perseguitava, è l’evidenza che, più di ogni altra, avrei voluto. E Dedalus DP15 me l’ha data.

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Cosa ti è piaciuto?

– Effetto di pulizia in erogazione della corrente
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #1 – Cavo di Potenza Primus Speaker – Prova un Ricable

Laura
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Laura C.

Sorgente: Cyrus One Rega P3 Onkio 7030 Chario Sonnet

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Cyrus One

Diffusori acustici: Chario Sonnet

La seguente recensione del cavo di potenza Primus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Laura per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo è realizzata con estrema cura, ti dà proprio la percezione del prodotto ben realizzato, con cura, e con un occhio anche all’estetica, cosa che non guasta vista l’ubicazione in salotto dell’impianto.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Premetto che prima usavo un cavo autocostruito da mio marito, tecnico elettronico con centro vendita e assistenza amplificatori valvolari.
Ho usato dischi che conosco benissimo e amo, su formato SACD, e ho iniziato prima con il cavo di segnale.
La differenza è stata fin da subito molto evidente, con un suono più trasparente e cristallino.
Differenza che, per onore di cronaca, non ho avvertito con i cavi di potenza. Premetto che stiamo parlando di un impianto di qualità sì, ma non certamente Hi-End… E stiamo parlando di una linea di cavi entry level.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

I brani utilizzati sono stati, Pink Floyd The Wall, Pollini concerto in C per piano e orchestra, Arturo Benedetti Michelangeli Chopin Sonates, Kenny G.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come già esposto, nel cavo di segnale, tantissime. Per fare un paragone in ottica, è come se si fosse corretta una leggera miopia.
Non vogliatemene, nel cavo di potenza, non ho percepito differenze significative di nota, ma essendo così ben costruito, con un impatto estetico forte ma discreto in posizionamento nell’ambiente domestico, lo tengo volentieri.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità costruttiva
– Estetica
– Garanzia a vita
– Prodotto in Italia

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Cosa miglioreresti?

– Non ravvedo nulla di negativo negli esemplari in prova in mio possesso

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus (seconda parte)

A volte ritornano. Che ci seguiate sempre e dunque l’abbiate già letta, oppure che ci abbiate conosciuti da poco e vogliate recuperare la prima parte della testimonianza del signor Zanetti, oggi ne pubblichiamo l’atto finale. Valgono le regole del precedente capitolo: per una questione di trasparenza, vi riportiamo il feedback del cliente proprio come l’abbiamo ricevuto. Eravamo arrivati al momento in cui il signor Zanetti era appena uscito dalla nostra sede, mentre ora si appresta a fornire una recensione dei cavi Invictus Ricable tutta sua…

Il duello

Dopo aver visto tutti quei cavi da mister Sergio, non ho potuto trattenermi dal chiedergli di provarne qualcuno. Così sono tornato a casa con un cavo di alimentazione da 2,5 metri, un cavo di potenza da 2 metri e un cavo di segnale bilanciato da 1 metro. Tutti rigorosamente blu (serie Invictus).

Attualmente, il mio impianto audio è così composto:

  • preamplificatore Accuphase 2410
  • amplificatore finale Pass XA 30.5 (in classe A pura)
  • sistemi di altoparlanti Sonus Faber Amati Anniversario

I cavi di alimentazione, segnale e potenza sono stati acquistati in USA al metro e successivamente completati da me. I cavi di alimentazione e potenza sono di rame PCOCC (Pure Copper Ohno Continuing Casting) al 99,9999% mentre i cavi di segnale sono in argento 7N (99,99999%). Praticamente comincio a verificare delle differenze: il singolo filo di rame nei miei cavi di alimentazione ha il diametro di 0,5 mm, mentre nei Ricable è 0,1 mm. Stesso diametro anche nei cavi di potenza. Ma i Ricable, nei cavi di potenza, hanno un diametro di 80 micron e sono 90 fili (filetti?!)!

Comincio ad avere una strana impressione. Voglio vedere e provare se sono meglio o peggio dei miei. Dunque non userò il mio condizionatore di rete Accuphase PS 1210, ma la ciabatta Monster Cable 1000 (con cavo modificato) e ancora la ciabatta neutra Wireworld. Dunque, collego la ciabatta MC 1000 alla presa a muro, poi inserisco il cavo Ricable in una presa. Nell’MC 1000 e all’altra estremità collego il Ricable alla presa Wireworld (tramite IEC). Infine alla Wireworld collego pre e finale. Aggiungo il lettore universale OPPO UDP 205 che mi servirà per i file Hi-Res di musica liquida (risoluzione DSD 128).

Inizio l’ascolto con il brano Gostas Waltz, del trio Treecircle label Opus 3. Mi concentro sui particolari. Il percuotere delle bacchette e delle spazzole sui piatti della batteria è eccezionalmente caldo, precisissimo, la batteria viene spinta in avanti nello scenario immaginario; si è immersi nel suono. Proseguo con la musica classica: Violin Sonata No. 3, Op. 45 di Edvard Grieg, label 2L. La violinista svedese Hemsing interpreta magnificamente la sonata; il violino d’epoca ha un suono forte, marcato e viene riprodotto in tutta la sua magnificenza. Il pianoforte non è da meno. La registrazione è eccellente e si sentono i martelletti percuotere le corde tese. Proseguo con la Sinfonia n. 7 di Beethoven diretta da Manfred Honeck con la Pittsburgh Symphony. Tremenda impressione, l’orchestra mi viene proiettata contro: immersione totale.

Scopro che un ingegnere del suono francese: Renè Laflamme recupera vecchi nastri di jazz, li digitalizza in DSD per la label 2XHD. È una bellissima scoperta, i nastri ripuliti e digitalizzati riportano alla luce i grandi classici del jazz. Comincio con Teddy Wilson (St. Louis Blues), proseguo con Ben Webster (Gentle Ben) e ancora con Benny Carter (Summer Serenade). Il suono old time esce in tutta la sua bellezza. Guardo questi grossi cavi blu: sono un fenomeno! Rimetto i miei PCOCC. Uhm, uhm. Accidenti, sono meno precisi, meno, meno, meno musicali, ecco. Vuoi vedere che debbo ancora cambiare i cavi?

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

Questi Ricable cominciano a preoccuparmi. Sembra che la corrente passi più facilmente! In effetti sostituendoli ai miei e mantenendo fissa la manopola del volume, sembra che la pressione sonora aumenti. Psicoacustica? Forse, ma l’impressione è questa. Mah, adesso che ci penso, sono aumentati anche i bassi; infatti non uso più il loudness dell’Accuphase per gli ascolti a basso volume. Credo di aver capito. Mister Sergio e la sua banda hanno trovato un sistema per punzecchiare gli elettroni e farli andare più veloci!

L.R. Zanetti

Ringraziamo necessariamente, e ancora una volta, il signor Zanetti per la simpatia, il tempo e la cura con cui ci ha regalato questo racconto-recensione dei cavi Invictus Ricable, suddiviso in due parti.

recensione zanetti invictus speaker power impianto

La recensione-testimonianza del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus

Oggi vogliamo presentarvi una recensione un po’ particolare degli Invictus Power e Speaker, riportata fedelmente rispetto a come l’abbiamo ricevuta per una questione di trasparenza. È quella del nostro nuovo cliente, il signor Zanetti, che ha scoperto il marchio Ricable tramite una visita da un caro amico, Alessandro, audiofilo come lui. Tutto inizia con il solito momento di ascolto con il solito impianto di pregevole fattura, ma nel giro di poco le cose prendono una piega inaspettata, che porterà i due direttamente alla sede di Ricable…

Dopo la lettura della prima parte, potete trovare la seconda, pubblicata successivamente, a questo link.

Una visita d'agosto

Un giorno dello scorso agosto sono andato a trovare il mio amico Alessandro nel suo appartamento “domotico” e ci siamo apprestati, come al solito, ad ascoltare musica dal suo impianto Hi-End. L’impianto è particolarmente raffinato. L’elettronica è costituita da una meccanica McIntosh MCT 450 e da un amplificatore integrato con convertitore (DAC) McIntosh Ma 8900. Il sistema di altoparlanti è Sonus Faber “Serafino”. Ero abituato al suono di grande qualità che quest’impianto è in grado di restituire, ma questa volta ho sentito, dopo una trentina di secondi, qualcosa di diverso. Suonava Lars Erstrand (etichetta Opus 3). La registrazione era in origine analogica della massima qualità (probabilmente con apparecchiature Nagra). Ma ancora meglio è stato il processo di digitalizzazione effettuato in DSD 128.

«Cos’hai combinato?» dissi. La risposta mi fece sussultare. «Ho cambiato i cavi» mi rispose candido.

Bisogna ricordare che negli ultimi venticinque anni, penso che avremmo cambiato una trentina di cavi di tutti i tipi facendo i più strampalati esperimenti. Dunque mi concentrai sul suono. Il vibrafono di Erstrand suonava perfettamente rifinito, senza sbavature, perfettamente evidenziato nello spazio, senza rugosità o fastidio di sorta. La riproduzione era perfettamente trasparente con una specie di “doratura” dello strumento (non saprei cosa esattamente vuol dire, ma visceralmente mi sento di definirla così). Il pianoforte, poi, era uno spettacolo: trasparente e materico, perfettamente definito nello spazio. Altro strabiliante risultato era il percuotere delle spazzole sui piatti della batteria. I soliti altri parametri passavano in secondo piano rispetto alla trasparenza e alla “doratura”. La mia attenzione veniva catturata dall’interpretazione di Erstrand in maniera quasi infantile, nonostante fossi un audiofilo di lunghissimo corso.

recensione zanetti invictus speaker power

Sentiamo altre registrazioni ma l’impressione è sempre la stessa: trasparenza inusitata, doratura degli strumenti, localizzazione e rifinitura degli stessi. Lo spazio della collocazione degli strumenti è granitico. A questo punto chiedo ad Alessandro cos’ha combinato.

Egli, quasi con circospezione, mi indica due cavi di colore azzurro: uno di alimentazione e una coppia di cavi di potenza. Rimango allibito. Il cavo di alimentazione è collegato alla presa a muro e alimenta un condizionatore di rete della PS Audio. Tutti i cavi di alimentazione delle apparecchiature sono alimentate dal PS Audio con i suoi soliti cavi. Mi concentro sui cavi. Sono belli grossi! Prendo il calibro e misuro il diametro: cavo di alimentazione 20 mm; il cavo di potenza (altoparlanti) è uguale. Nome: RICABLE.

A questo punto voglio incontrare, se possibile, il venditore-produttore. Con mia grande sorpresa Alessandro mi dice che è italiano e che si trova a circa 25 km da Novara, in quel di Oleggio. Rapide telefonate. Si fissa l’appuntamento per martedì 2 settembre alle 11:00 (del mattino, ovviamente!). Arriviamo con circa quindici minuti di anticipo alla Ricable e sul cancello ci accoglie il proprietario: mister Sergio Modenesi.

Dopo i soliti convenevoli, inizio il mio martellamento con domande specifiche sui parametri elettrici e meccanici dei cavi che produce. Chiedo di visitare il magazzino, guardo con interesse le bobine con cavi e isolanti di tutti i tipi, interrogo continuamente Sergio su tutto. Finché arrivano le 12:15 e il mio amico Alessandro mi fa garbatamente notare che hanno tutti una fame da lupi e che sarebbe anche ora di concludere la visita.

Sono rimasto molto positivamente impressionato dalla competenza di Sergio Modenesi unita all’entusiasmo e all’energia dell’imprenditore. Ho scoperto che è un chimico come me e che ha lavorato nella polimerizzazione dell’uretano. Per nessuno dei suoi cavi usa PVC, polimero che può rovinare il rame e che potrebbe rilasciare il cloruro di vinile monomero, assai tossico. Ho apprezzato il lavoro certosino di ricottura del filo di rame dopo ogni fase della lavorazione e la scelta accurata dei tecnopolimeri isolanti. Mi ha anche raccontato che alcune aziende italiane sono all’avanguardia nell’estrusione dei fili di rame e nella produzione di tecnopolimeri specifici.

In conclusione, una visita positiva e illuminante. Sergio Modenesi rappresenta il meglio dei nostri piccoli imprenditori, unendo nella sua persona competenza, passione e molto lavoro.

L.R. Zanetti

recensione zanetti invictus speaker power

Ringraziamo il signor Zanetti per la sua preziosa recensione dei nostri Invictus Power e Speaker e cogliamo l’occasione per presentarvi i prodotti che ha scoperto, raggiungibili cliccando i bottoni che seguono.