dedalus signal

Recensione #23 – Cavo di Segnale Dedalus Signal – Prova un Ricable

Giorgio Prova un Ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Giorgio F.

Sorgente: Intel NUC i7 con Roon R.O.C.K. con alimentazione lineare, SOtM sMS-200 con alimentazione dedicata

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Denafrips Terminator

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Stax SRM-006tII

Diffusori acustici: STAX SR-009

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Giorgio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo oggetto del test è un cavo realizzato in maniera impeccabile, con connettori di alta qualità e rifinito con una accattivante guaina esterna di colore giallo. La sezione appare importante, pur se dotato di ottima flessibilità. I connettori sono a serraggio, per una connessione ottimale con qualsiasi tipo di apparecchio.

Stax SRM-006tII
dedalus signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Le sequenze di ascolto si sono svolte sulla base di un set di brani, sia alternando i cavi al termine del set individuato, sia alternando i cavi brano per brano. Il tutto svolto in diverse giornate, per ridurre al minimo le variabili d’ascolto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il cavo fornito da Ricable è un cavo nuovo, non rodato, ragione per la quale è stato fatto suonare circa quaranta ore prima di procedere all’ascolto. Le prime sessioni hanno mostrato un suono caldo, rotondo, non troppo esteso agli estremi ma dotato di ottima gamma media, naturale e rotonda, molto piacevole sia con voci maschili che femminili. Nessuna asprezza, vista la gamma acuta non in evidenza, e nessuno sporcamento, vista la tendenza a porgere un basso non invadente. La scena appare ampia, sia in senso frontale che laterale, regalando un ottimo coinvolgimento.

Il suono del cavo è rimasto sostanzialmente lo stesso fino a circa cento ore di utilizzo. Passate le cento ore, il suono è migliorato in maniera percepibile, in particolare in gamma bassa, dove il corpo del suono è apparso, finalmente, allineato a quanto mostrato dai cavi di riferimento. Tuttavia il suono è rimasto abbastanza chiuso, limitato in estensione, facendo perdere i dettagli più fini e quello che mi piace chiamare il “respiro della musica”. Anche l’ampiezza trasversale della scena è rimasta relativamente limitata, più confinata vicino alla testa. Il test è stato effettuato utilizzando brani di musica classica, jazz e rock molto ben incisi, alternando i cavi più volte, per verificare la ripetitività delle sensazioni.

dedalus signal
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Rispetto ai cavi di riferimento appare una certa mancanza di risoluzione nei dettagli più fini in gamma acuta, una sorta di opacità che non permette di distinguere certe tessiture dei piatti della batteria, mancando della magia che i cavi di riferimento sono in grado di restituire. Anche la gamma bassa e medio-bassa appaiono più arretrate, regalando una riproduzione molto pulita ma non sempre dotata del necessario impatto.

Passate le cento ore di ascolto la gamma acuta non è riuscita ad aprirsi come avrei voluto, mantenendo una sonorità distante rispetto al dettaglio proposto dai cavi di riferimento. Ne deriva, pertanto, una sonorità incompleta, priva di quella rifinitura in gamma acuta che i cavi di riferimento consentono, senza mai generare aggressività e fastidio d’ascolto. Un peccato, visto l’ottimo livello raggiunto in gamma media.

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Cosa ti è piaciuto?

– La costruzione
– La musicalità in gamma media
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Trasparenza in gamma acuta


Recensione #22 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Maurizio Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Amici Audiofili Italiani

Maurizio P.

Sorgente: Integrato con valvole 300B (progetto personale) con trasformatori Iso Tango, alimentazione Van der Graaf M2Tech

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: M2Tech Young MkIII

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Valvole 300B (progetto personale)

Diffusori acustici: Fostex FE103 Sol con cabinet BS-10

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Maurizio per il tempo che ci ha dedicato.

Ho richiesto in prova il cavo Magnus
di alimentazione…

… per il mio integrato in fase di assemblaggio definitivo con le 300B. Arrivato velocemente. Imballo perfetto, a prima vista costruzione solida e veramente ben fatta. Al tocco e nel maneggiarlo il riscontro precedente è stato confermato. Materiale di qualità alta. Collegato al posto di un cavo autoassemblato della Thender.

Differenze udibili nettamente fin dal primo ascolto. Scena più ampia, dettagli maggiori, meno fatica di ascolto. Il punto più importante: la parte bassa, che è rimasta presente ma con una maggiore modulazione. Il Thender sembra chiuso al confronto. Ho provato anche altri cavi di marca famosa e costosa (preferisco non scrivere le marche per correttezza) e il Magnus, anche se di costo molto più basso, se la gioca tranquillamente. Immagino come vadano i modelli superiori.

Mi è piaciuto e ho deciso di tenerlo. In futuro prenderò altri due cavi per collegare l’alimentazione del DAC e della ciabatta. Il mio impianto è composto da: integrato con valvole 300B su mia progettazione e trasformatori Iso Tango, sorgente digitale M2Tech DSD MkIII con alimentazione VDG, sorgente analogica Thorens 160 completamente upgradato, braccio Jelco 750 e testina Grado Platinum 2, Phono M2Tech Nash, cavi di collegamento Klimo e VDH in argento e Duelund di potenza, diffusori con cabinet BS-10 con Fostex FE103 Sol. Bella iniziativa della Ricable con prodotti eccellenti concorrenti con i grandi nomi stranieri.

Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
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Cosa ti è piaciuto?

– Materiali
– Miglioramento sonoro su tutta la gamma
– Prezzo competitivo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Recensione #21 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

nicola prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Nicola D.

Sorgente: AMR CD77

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Einstein The Tube

Amplificatore Finale: GamuT M200 Mk III

Diffusori acustici: Avalon Opus Ceramique

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Nicola per il tempo che ci ha dedicato.

Incomincio questa recensione

… ancor prima di aver “sballato” i cavi. Già la sola scatola (imballo di cartone – fornito di sovraccoperta – contenente la vera scatola – fornita di sovraccoperta anch’essa in carta rigida) ci racconta della volontà di custodire con cura un pezzo che per la Ricable è a quanto pare oggetto di valore. Gli Invictus, all’apertura della confezione, si presentano come due impressionanti serpentoni grigio-bluastri di un certo peso (ma anche di notevole flessibilità), dotati di terminazioni a banane a espansione. Purtroppo le Opus Ceramique, diffusori che da poco tempo sono rientrati stabili nel mio impianto, non accolgono banane; sono quindi costretto a svitare i connettori per usare i semplici fili spellati, fili che in ogni caso impressionano abbastanza con i loro 7 mm di diametro.

A questo punto, dal momento che sono musicista (non per questo la mia opinione conta più di un’altra, semplicemente implica che sono forse più abituato ad ascoltare), sono curioso di testare se i cavi sono all’altezza della loro confezione. Per aiutare il burn-in, dal momento che gli Invictus sono intonsi, faccio girare Irrational, But Efficacious! prodotto da Ayre, una ventina di minuti di rumori molesti – glide tone, white noise, pink noise e altro – che non aiutano il buon vicinato. Poi mi preparo all’ascolto riponendo nell’alloggiamento del lettore (AMR CD77) La Boutique fantasque (BBC Philharmonic diretta da Gianandrea Noseda, Chandos) di Ottorino Respighi, compositore italiano noto soprattutto per le sue Fontane di Roma. I cavi prima in uso erano dei Siltech LS180 G5, cavi certamente non mediocri, molto dettagliati, con un basso molto presente.

avalon opus ceramique
Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Ebbene.

La scena è estesa, ma già lo era prima (i GamuT M200 sanno fare il loro lavoro), sia lateralmente che in profondità. Ciò che cambia da subito è l’aria, il suono è molto più aerato. Non solo. La “tarantella” è molto più luminosa di quanto ricordassi: l’ottavino, le trombe, le percussioni indeterminate (il triangolo, il tamburello e anche le maracas), tutti sono nettamente più presenti e nitidi. Non più brillanti, più luminosi. Come se avessero aperto una finestra e fosse entrata una piacevolissima brezza. Questo non significa che la musica sia più morbida, intendiamoci. La musica dal vivo (specialmente se ascoltata dalla fortunatissima “poltrona” del direttore) non è mai morbida, è piuttosto cruda, materica, a volte anche faticosa. Un clarinetto suonato dolcemente nel suo registro di mezzo è certamente cozy, come dicono gli inglesi, non però una tromba con sordina. Così come gli ottoni e le percussioni che ti urlano in faccia con la frenesia del can-can. Una forte emozione commista a leggero fastidio; ecco il tratto della musica dal vivo che spinge a volte gli audiofili a rintanarsi nel loro personalissimo covo, immaginandosi pian piano che il suono che esce dal loro impianto sia degno di eccellenza – anche se in nessun modo rispondente a verità.

Il suono dell’archetto che gratta le corde, quello dei tasti dei fagotti, il crepitio degli ottoni nello sforzato, la bacchetta che colpisce la lamella di legno della marimba, la luce che esce da un colpo di triangolo. Tutti “oggetti musicali” che fanno la differenza tra il bello e il reale. E che un impianto Hi-Fi, per essere dichiarato tale, sogna di riprodurre. Succede molte volte che noi audiofili si esalti soltanto la parte “Hi”, dimenticando che “Fi” significa fedeltà, fedeltà a ciò che viene rievocato, e che si presuppone l’ascoltatore conosca, prima di sentire ricreato. Perdonate lo sfogo. Cambio disco: Between the Sheets dei Fourplay. Traccia numero due, Monterey.

Partiamo da una premessa

Le bacchette sui piatti sono decisamente materiche, così come il suono del pianoforte Yamaha C7 è tutt’altro che inconsistente, basso molto pieno (i Fourplay hanno la tendenza a caricarlo leggermente) ma controllato, suono della chitarra decisamente sferico anche quando volontariamente incattivito dal tocco. E il tutto sempre con quella piacevolissima luce di cui parlavamo in precedenza, che pervade la batteria e che fa risplendere la chitarra di Lee Ritenour alla traccia cinque: Flying East. Se dovessi trovare un particolare negativo, direi che sono leggermente sbilanciati verso la regione acuta, forse leggermente acerbi, ma credo se ne possa riparlare dopo qualche settimana di rodaggio.

Se è vero però che i cavi non possono aggiungere, semmai non devono togliere, questi Invictus sono davvero notevoli. Nonostante siano stati appena spacchettati. Mi riprometto di ritornare a scrivere qualche riga non appena sarà passato qualche giorno, in modo da aver lasciato tempo ai suddetti di “bruciare” a dovere e di modellarsi sul resto dell’impianto.

GamuT M200 Mk III
Fourplay
Due settimane dopo…

Gli Invictus hanno suonato per almeno tre ore ogni giorno. E il risultato si sente. L’ariosità non è assolutamente venuta meno, in compenso i cavi hanno guadagnato in rotondità e morbidezza, perdendo poco per volta quella nota acerba di cui parlavamo. Le frequenze medio-basse hanno guadagnato in dimensione, i bassi si sono fatti più presenti, senza peraltro perdere in compattezza o equilibrio. Gli Invictus sono i cavi top di gamma della Ricable, la qualità costruttiva è chiaramente ai massimi livelli; sarebbe abbastanza difficile immaginare recensioni negative al riguardo.

Detto questo, il grande punto di forza di questi cavi risiede nella loro estrema naturalezza. In questo momento sta girando il primo movimento della terza sinfonia di Lukas Foss, un brano complicato per struttura e timbrica orchestrale. Ciononostante, la musica scorre piacevolmente, senza affaticamento. Ho già avuto questa sensazione qualche mese fa provando degli Ansuz C1 di potenza, una sensazione da cui alla fine mi sono dovuto separare – il portafoglio avrebbe risentito di un alleggerimento davvero troppo massiccio. Complimenti Ricable, un prodotto che si inserisce in una fascia qualitativamente alta pur mantenendo un prezzo abbordabile merita decisamente; come direbbero nelle recensioni di “Stereophile”… un “highly recommended”!

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Cosa ti è piaciuto?

– Duttilità del cavo
– Naturalezza sonora

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare, pienamente soddisfatto


Scelta due porte

Guida all’acquisto: come scegliere il cavo giusto per l’impianto Hi-Fi?

Hai appena scoperto il fantastico mondo dell’Hi-Fi Audio e sei colpito da miriadi di informazioni che, inizialmente, è difficile distinguere tra rilevanti e inutili. Il discorso non è semplice, ma forse non è nemmeno così complicato. Allora. Partiamo dal presupposto che i componenti separati che compongono l’ossatura della stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi sono tre: sorgente, amplificatore e diffusori acustici. Questi tre elementi vanno collegati tra loro con supporti di valore direttamente proporzionale, per ottenere prestazioni ottimizzate. Un cavo non adeguato castrerebbe l’impianto, uno troppo prestante sarebbe non dannoso ma, in definitiva, inutile a livello di ascolto. Il nostro focus è il cablaggio di elettroniche audio ad Alta Fedeltà, e dunque in questo articolo esauriremo proprio l’argomento: scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto.

Tipologie di cavi Hi-Fi

Prima ancora di capire quanto convenga spendere per scegliere il cavo Hi-Fi che fa per noi, dobbiamo capire quali sono i cavi Hi-Fi che ci servono. Questo dipende dalla struttura dello stesso (la sorgente è un PC? O forse un giradischi? C’è un subwoofer?). Le macrocategorie possono essere ridotte a tre:

  • Segnale.
  • Potenza.
  • Alimentazione.
dedalus speaker cavo potenza hi-fi

La prima è la più variegata, tanto è vero che possiamo suddividerla in altre due sottocategorie: cavi di segnale analogico e cavi di segnale digitale. In ogni caso, i cavi di segnale servono sempre a spostare il segnale, appunto, da un apparecchio a un altro. Tra gli analogici troviamo quelli:

  • RCA, per trasportare un segnale con collegamento RCA in modalità Stereo (Destro/Sinistro).
  • XLR, che sono la versione bilanciata per il collegamento tra due elettroniche che hanno entrata e uscita XLR.
  • Phono, per giradischi, una variante dei cavi di segnale RCA utile per la riproduzione su vinile, una delle poche tecniche ancora interamente analogica.
  • Subwoofer, cavi di segnale monofonici progettati per esaltare la riproduzione delle basse frequenze dei subwoofer attivi.
  • Jack 3.5, per collegare apparecchi stereofonici ad Alta Fedeltà, con connessione Jack da 3,5 mm, 6,3 mm e Jack-RCA.

I cavi di segnale digitali, invece, sono di quattro tipologie principali differenti, ossia:

  • Coassiali, che trasportano il segnale audio digitale a 75 Ohm prima che venga convertito in analogico e successivamente amplificato.
  • USB, cavi che supportano una delle connessioni più diffuse al mondo e che in Hi-Fi interessano principalmente i fruitori di musica liquida.
  • Ottici, sempre più in disuso, perché per la stereofonia si prediligono i coassiali, mentre nell’Audio/Video si trasporta il segnale con il collegamento HDMI.
  • AES/EBU, una connessione a 110 Ohm con connessione XLR, molto performante, ma poco diffusa.

Parliamo ora dei cavi di potenza, detti anche cavi speaker. Questi si utilizzano per collegare l’amplificatore (integrato o finale) ai diffusori acustici passivi con segnale di potenza, cioè quello che ha già effettuato l’amplificazione finale. Ci sono inoltre i cavi di alimentazione, necessari per dare energia a qualsiasi componente attiva e che trasportano la corrente per farla funzionare. Infine troviamo i cavi HDMI, che riguardano però più l’Alta Fedeltà Video che quella Audio, per chi possiede un impianto multicanale.

Quanto spendere per i cavi Hi-Fi? Come scegliere?

È quasi impossibile dare una risposta univoca, dato che le variabili sono tantissime e non così facilmente calcolabili. Basti pensare all’ambiente di ascolto. È per questo che vi diamo la possibilità di contattarci sempre durante l’orario lavorativo, con il mezzo che preferite, in modo da darvi una consulenza su misura per voi. Una stima superficiale, ma allo stesso tempo molto rapida, può essere la seguente: per il cablaggio di un’elettronica è consigliabile spendere il 10-15% del valore di listino della stessa. Facciamo due esempi:

  • Ho un lettore CD che ho comprato, usato, a 1.000 €, ma il cui valore di listino è 1.500 €. Se devo scegliere il cavo Hi-Fi di alimentazione, la scelta potrebbe essere la serie Primus, considerando però anche la possibilità del Magnus.
  • Ho un amplificatore da 5.000 € e diffusori acustici da 10.000 €. Se ho bisogno di un cavo di potenza per collegare le due elettroniche, considerando il valore complessivo (15.000 €), la scelta giusta potrebbe essere Invictus Speaker.

Ribadiamo ancora una volta che questo tipo di ragionamento è comunque sommario. Basti pensare a uno degli elementi che maggiormente consideriamo quando valutiamo un acquisto: il rapporto qualità/prezzo. Nel caso il vostro prodotto abbia un rapporto qualità/prezzo decisamente elevato, potresti pensare di prendere un cavo di una serie superiore rispetto a quanto direbbero i due esempi sopra riportati. Al contrario, nel caso tu abbia pagato tanto il vostro lettore giradischi ma, ahinoi, non è che sia poi così performante, non è detto che convenga spendere più di tanto per il cablaggio.

In medio stat virtus

Intendiamoci. Non sarà mai un danno cablare in maniera strepitosa un impianto mediocre (se non per il vostro portafoglio). Quello che potrà capitare sarà avere speso di più di quel che dovevi senza percepire nessun miglioramento sostanziale. Dato che i cavi Ricable sono garantiti a vita, comunque, è possibile acquistare un cavo più prestante di quel che ci serve in vista di aggiornamenti futuri dell’impianto. A questo punto però vi consiglieremmo di usufruire di Ricable Upgrade, che dà al vostro usato l’esatto valore d’acquisto in caso di permuta per un prodotto superiore. Ma torniamo a noi. Se il vostro impianto Hi-Fi non è abbastanza rilevatore per portare alla luce modifiche di fine tuning, è inutile investirci troppo sopra. Una scelta assai più oculata ed equilibrata, rispetto all’acquisto di un singolo cavo eccezionale come l’Invictus, potrebbe essere cablare tutto l’impianto con buoni cavi, come quelli delle serie Primus o Magnus.

Facciamo un altro esempio. Pensa di possedere una qualsiasi utilitaria e pensa di equipaggiarla con prestanti e costose ruote da corsa. Il miglioramento sarebbe sostanziale su una macchina sportiva, addirittura determinante se fossimo nel bel mezzo di una competizione. Ma ciò che saresti in grado di percepire voi, con la vostra utilitaria, sarebbe, al contrario, un upgrade infinitesimale. O forse non percepiresti proprio alcuna differenza. Vale anche il discorso inverso. Montare gomme standard su un bolide con 800 CV, 8.500 giri al minuto del motore e 12 cilindri, al contrario, sarebbe un collo di bottiglia per le prestazioni del veicolo, e nel peggiore dei casi potrebbe arrivare a compromettere la vostra sicurezza.

Il cavo giusto per il mio impianto Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto non è una cosa immediata. Anche per questo abbiamo introdotto la garanzia Soddisfatti o Rimborsati, che prevede la possibilità di effettuare il reso gratuito con un periodo di sessanta giorni. Come detto, le variabili sono tantissime, e dunque riteniamo necessario dare la possibilità di effettuare tutti i test opportuni nel proprio ambiente d’ascolto. D’altra parte il divertimento dell’audiofilia deriva anche dalle innumerevoli prove che possiamo effettuare, sperimentando soluzioni inedite. Magari in compagnia degli amici di una vita, provando “il pezzo nuovo” nei rispettivi impianti e confrontando le differenti opinioni. Lo sforzo Ricable è quello di ampliare sempre più il proprio catalogo, aggiornando con innovative tecniche i prodotti esistenti e inserendone di nuovi. Per venire incontro alle esigenze di tutti sia a livello di cablaggio che di portafoglio. Dai un’occhiata al nostro catalogo per scoprire se c’è quello che fa per voi.

Magnus Power

Recensione #20 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

gianmarco f prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Gianmarco F.

Sorgente: Krell KAV-300i

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Denon DCD-1520AE

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Krell KAV-300i

Diffusori acustici: Tannoy Cheviot

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Gianmarco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo mi è sembrata fin da subito solida e ben fatta, infatti non appena tolto dalla scatola e preso in mano ci si rende conto del peso e della costruzione impeccabile e molto affascinante. Anche l’occhio vuole la sua parte.

magnus power verso sinistra
Magnus Power verso destra
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho eseguito il test semplicemente collegando questo cavo e tenendolo per venti giorni sempre in uso, dopo di che ho tolto e rimesso quello in mio possesso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho eseguito prove con musica classica con un album di Beethoven, Sinfonia n. 5 e Sinfonia n. 6, jazz con Diana Krall Turn Up the Quiet e Pink Floyd The Wall.

dark side of the moon pink floyd
Krell KAV-300i
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Purtroppo non ho riscontrato nessuna differenza, peccato perché il cavo in se è di buonissima fattura, ma non basta.

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Cosa ti è piaciuto?

– Costruzione

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Cosa miglioreresti?

– Non ho nulla da segnalare

Recensione Gabriele Dedalus Speaker

Recensione #19 – Cavo di Potenza Dedalus Speaker – Prova un Ricable

Gabriele Prova un Ricable
Dal forum AudioItalia

Gabriele B.

Sorgente: Lehmann Audio Black Cube, Marantz SA-KI Pearl Lite, Giradischi Thorens TD-125 MK1 con braccio SME 3009 S2 e testina Benz Micro ACE L

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Graaf GM50

Diffusori acustici: Aliante One Zeta Pininfarina

La seguente recensione del cavo di potenza Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Gabriele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo è arrivato in un bellissimo case e appare immediatamente ben fatto ed esteticamente attraente con la guaina esterna in similcotone di colore arancione. I connettori mi piacciono molto ma, oltre al lato estetico, sono robusti, pesantissimi e, inserite le banane dei connettori dei diffusori, hanno una presa ferrea e molto stabile, cosa che non ho trovato spesso quando è capitato che alcune banane, infilandole, si schiacciavano, risultando lente e vedendomi costretto a riallargarle. Solitamente tendo a spostare i diffusori prima e al termine delle sessioni d’ascolto e non ho più il pensiero che il pin possa sfilarsi con i relativi pericoli per l’ampli.
Il cavo è un bipolare di generose dimensioni ma risulta molto flessibile. Non è possibile visionare il cavo in quanto “chiuso” dai connettori. Avendo i diffusori la connessione bi-wiring ho chiesto alla Ricable di ricevere anche i loro ponticelli, sempre della serie Dedalus e terminati con le forcelle; anche quest’ultimi ottimi in fattura e le forcelle pesanti e robuste.

Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Recensione Gabriele Dedalus Speaker
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

I test sono stati effettuati innanzitutto sul mio impianto principale, alternando diversi tipi di cavo di potenza, condotti da quattro persone simultaneamente e con ascolto alla cieca, dove uno di noi a turno sostituiva i cavi, aspettando alcuni minuti prima dell’ascolto trattandosi di ampli a valvole. Sono stati ascoltati CD e vinili.
L’impianto è formato da integrato a valvole Graaf GM50, diffusori Aliante One Zeta Pininfarina, lettore CD Marantz SA-KI Pearl Lite, giradischi Thorens TD-125 MK1 con braccio SME 3009 S2 e testina Benz Micro ACE L\Denon DL-103R e prephono autocostruito con cavi di segnale Kimber Kable e cavi di alimentazione Wireworld.
Un breve ascolto è stato fatto utilizzando come Amplificatore un Unison Research Simply Two, ma malgrado quest’ultimo sia ottimo male si interfaccia con i diffusori, seppur le caratteristiche dei Dedalus siano emerse anche lì e concordi ai medesimi risultati riscontrati con il Graaf.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Dopo qualche giorno di rodaggio, ho iniziato a fare ascolti con orecchio critico e attento.
Faccio presente che, a differenza di amplificatori a stato solido che prima possedevo, ora con il Graaf le differenze, seppur sottili tra vari cavi da me provati, sono sempre state udibili.
I miei cavi di riferimento, da anni, sono gli AudioQuest Rocket 88, ma posseggo anche i Wireworld Mini Eclipse single wire con ponticelli ed economici AudioQuest FLX 14/4 e i Van Den Hul CS-122.
Con i Ricable ho guadagnato moltissimo in gamma bassa, ora più presente ma controllata, e soprattutto la gamma medio/alta e quella alta ora sono più presenti, vivide e la scena molto più ampia. La presenza di armoniche rende gli strumenti più “veri” giovandone l’ascolto e la piacevolezza in generale.
Per la prova ho utilizzato alcuni CD e SACD Original Master Recording, oltre ad alcuni CD test che spesso si sentono alle fiere Hi-Fi, oppure per provare la gamma bassa OVO di Peter Gabriel o SACD di Nora Jones per provare le voci femminili.
In vinile l’ottima stampa Analogue Productions di Take Five dove i Ricable hanno fatto sì che il contrabasso sia ben focalizzato, armonico e presente. Stessa cosa l’ho costatata con un LP di Bill Ewans, At Shelly’s Manne-Hole, e alcuni vinili Hi-Q Records di musica classica e sinfonica a prova dell’ampiezza della scena e della dinamica.

Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come detto sopra, i Ricable hanno sostituito gli AudioQuest Rocket 88 dal costo quasi doppio e terminati dalla casa in bi-wiring e banane in argento; quest’ultimi silenziosissimi, raffinati in gamma media, gamma bassa iper controllata e scena profonda. Sono però apparsi, al mio orecchio e dei presenti, troppo controllati, poveri di armoniche e soprattutto incredibilmente scuri. A confronto con i Ricable, ci siamo resi conto di ascoltare “parte del messaggio sonoro”, che perdeva in musicalità e, a esclusione delle voci che erano ottime e della raffinatezza, il resto sembrava carente in tutto.
I Wireworld Mini Eclipse single wire con relativi ponticelli sono anch’essi ottimi cavi, ma a differenza dei Ricable non hanno restituito quella gamma bassa profonda controllata ed estesa. Sono assai più leggeri. La gamma alta ha suonato meno articolata e bella.
I Van Den Hul CS-122 che tengo nel cassetto non permettono paragoni, troppo chiusi, scuri e pessima focalizzazione. Gamma bassa gommosa.
Gli AudioQuest FLX 14/4 sono semplici cavi di potenza che non ho nemmeno confrontato, già all’epoca troppo scarsi rispetto agli AudioQuest.
Ribadisco che quanto sopra è frutto di diversi ascolti effettuati in diversi giorni e di test fatti alla presenza di altre persone che hanno concordato con quanto sopra dichiarato e soprattutto a casa mia e sul mio impianto. Sicuramente su altri impianti e altri ambienti i giudizi possono non essere concordi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Ottima fattura, ottime banane e forcelle. Cavi flessibili e belli
– Il messaggio sonoro è più completo
– Gamma bassa che scende molto di più e quella alta splendida
– Le armoniche degli strumenti ora riempiono la stanza
– Ditta seria. Fin dai primi contatti personale disponibile

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Cosa miglioreresti?

– Nulla, resta la curiosità di provare i loro top di gamma



HDMI Supreme Recensione Jean Michel

HDMI Supreme: la recensione di Jean Michel Penalva, amministratore di un gruppo Facebook audiofilo francese

Jean Michel Penalva è l’amministratore del gruppo francese di appassionati audiofili “Audiophile francophone et haute-fidélité”. È da qualche tempo che interagiamo con questa nutrita community, dando il nostro contributo e allo stesso tempo ricevendo riscontri. Abbiamo però avuto l’occasione di portare a un altro livello questo rapporto di collaborazione inviando proprio a Jean Michel un cavo HDMI della serie Supreme da fargli testare. Ecco la sua recensione di HDMI Supreme!

La recensione del cavo HDMI Supreme

Arrivée hier soir du câble HDMI Ricable, le modèle Supreme qui coiffe la gamme HDMI du constructeur italien. Avec ce câble, une garantie “à vie” et une possibilité d’essai avec retour gratuit. Du côté des spécifications, on retiendra que le conducteur est du cuivre OCC, avec triple blindage et de beaux connecteurs avec contact plaqué or. Certification HDMI 2.0, prise en charge de la 3D, de la 4K, HDR dynamique et ARC. Pour les caractéristiques détaillées voir le site Ricable.com.

Le packaging est simple et propre, une boîte scellée contenant le câble, seule critique, le câble voyage sans aucun matériau d’emballage interne, mousse ou film à bulle. A noter qu’entre la commande et la livraison, le délai a été de 24h! Après cette présentation, place à l’action!

Le câble prend place dans mon petit système TV, entre l’Apple TV et le lecteur Oppo. […] Il remplace le câble Supra, installé depuis quelques années, dont la longueur plus importante me posait quelque problème d’intégration. Je rappelle qu’un essai précédent de remplacement par un Audioquest modèle Forest (le début de gamme donc) s’était conclu par un renvoi de l’américain dans ses foyers.

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

La désagréable sensation d’avoir “éteint la lumière” avec l’usage du nouvel arrivant ayant clos le débat très vite. La déception me conduisit à re-tenter un câble “no name” sans plus de résultat. Le Supra avait donc repris tranquillement sa place sans plus de discussion. Alors, me direz-vous, et cette fois, comment se comporte le nouveau candidat?

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

En habitué des tests audiophiles, je m’apprêtais à une séance de visionnages pour traquer les nuances […] et les éléments encourageants. Connaissant la haute technicité de certains membres du groupe, j’appréhendais un peu d’avoir à justifier le moindre qualificatif et la plus petite trace de subjectivité, dans ce domaine de la vidéo qui ne m’a jamais passionné. Tellement peu que, pour une fois, je me rangeais à l’avis des objectivistes: il y a une norme, des caractéristiques, ça marche à 100% ou bien il y a un grossier défaut de fabrication. L’image, ça se voit, un point c’est tout. J’avoue que je ne détestais pas cette tranquille assurance de la vidéo, fatigué parfois des affres audiophiles pour le moindre test audio.

Je branchai donc mon petit ustensile sans plus de précaution alors qu’une série quelconque passait sur ma TV et m’en retournai à mon fauteuil. Le temps de m’installer et… ma vénérable Panasonic Plasma, à la résolution HD toute bête, au rendu tellement cinéma dopé un peu par le traitement opéré par l’Oppo… s’était transformée en un splendide 4K! Je plaisante bien sûr, j’avais sous les yeux beaucoup mieux que cette image hyper réaliste que l’on peut découvrir dans tous les supermarchés, la FNAC et les bricodépôts (vous voyez l’intérêt que je porte à la chose vidéo).

J’avais sous les yeux une splendide image que j’appréciais en photographe: joli piqué soulignant des textures réalistes, couleurs naturelles et surtout une dynamique surprenante avec des ombres débouchées et des hautes lumières parfaitement détaillées. L’envie de balayer l’immensité des propositions Netflix, Disney et autres Prime, sans oublier les chaînes TV. Je vous garantis que cela ne m’arrive pas souvent. Vous l’aurez compris, comme pour ma dernière tentative, il n’y a pas débat, mais dans l’autre sens: le Ricable va rester à sa place. Il est des moments où il faut se rendre à l’évidence: ça marche!

È arrivato ieri sera il cavo Ricable HDMI, il modello Supreme che rappresenta il top di gamma HDMI del produttore italiano. Con questo cavo, ci sono una garanzia “a vita” e la possibilità di un test di reso gratuito. Per quanto riguarda le specifiche, notiamo che il conduttore è in rame OCC, con tripla schermatura e bei connettori con contatto placcato oro. Certificazione HDMI 2.0, 3D, 4K, HDR dinamico e supporto ARC. Per le specifiche dettagliate consultate il sito Ricable.com.

L’imballo è semplice e pulito, una scatola sigillata contenente il cavo; unica critica: il cavo viaggia senza alcun materiale di imballo interno, schiuma o pluriball. Notare che tra l’ordinazione e la consegna, il tempo trascorso è stato di sole 24 ore! Dopo questa presentazione, è tempo di agire!

Il cavo è in azione nel mio piccolo impianto TV, tra Apple TV e il lettore Oppo. […] Sostituisce il cavo Supra, installato qualche anno fa, la cui lunghezza maggiore mi causava qualche problema di integrazione. Ricordo che un precedente tentativo di sostituirlo con un modello Audioquest Forest (l’inizio della gamma quindi) si è concluso con il rimpatrio dell’americano nelle sue fabbriche.

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

La spiacevole sensazione di aver “spento la luce” con l’utilizzo del nuovo arrivato ha concluso molto velocemente il dibattito. La delusione mi ha portato a riprovare con un cavo “no name” senza più risultati. Il Supra aveva quindi ripreso tranquillamente il suo posto senza ulteriori discussioni. Allora mi direte: «E questa volta, come si sta comportando il nuovo candidato?».

HDMI Supreme Recensione Jean Michel

Dato che sono abituato ai test audiofili, mi stavo preparando per una sessione per rintracciare sfumature […] ed elementi incoraggianti. Conoscendo l’elevato tecnicismo di alcuni componenti del gruppo Facebook, ero un po’ preoccupato di dover giustificare la minima esposizione e la minima traccia di soggettività, in questo campo video che non mi ha mai affascinato. Tanto che, per una volta, sono d’accordo con gli oggettivisti: o c’è uno standard, delle caratteristiche, funziona tutto al 100% oppure c’è un difetto di fabbricazione grossolano. Si tratta solo di vedere l’immagine, punto. Ammetto che non mi dispiaceva questa sottaciuta sicurezza di per sé del campo video, essendo io a volte stanco delle lamentele audiofile per ogni minimo test audio.

Quindi ho collegato il mio piccolo oggetto senza tante precauzioni poiché qualsiasi serie veniva riprodotta sulla mia TV e sono tornato alla mia sedia. Quando mi sono sistemato e… il mio venerabile plasma Panasonic, alla semplice risoluzione HD, con un rendering simile al cinema, potenziato un po’ dall’elaborazione operata dall’Oppo… si era trasformato in uno splendido 4K! Sto scherzando ovviamente, ho avuto molto di meglio davanti a me di questa immagine iperrealistica che si trova in tutti i supermercati, FNAC e brico (potete notare il mio interesse per l’area video).

Avevo davanti a me una splendida immagine che ho apprezzato in qualità di fotografo: bella nitidezza che evidenzia trame realistiche, colori naturali e soprattutto una dinamica sorprendente con ombre non bloccate e luci perfettamente dettagliate. Il desiderio di spazzare via la vastità delle offerte Netflix, Disney e Prime, per non parlare dei canali TV. Garantisco che questo non capita spesso. Avrete capito, come per il mio ultimo tentativo, non ci sia dibattito, ma nella direzione opposta: il Ricable rimarrà al suo posto. Ci sono momenti in cui devi affrontare i fatti: funziona!

Ringraziamo Jean Michel per il tempo che ci ha dedicato e per le belle parole che ha speso verso il nostro cavo HDMI Supreme. Infatti il post originale sul gruppo Facebook ha attirato davvero molta curiosità; vi invitiamo a contribuire alla discussione raggiungendo il post stesso tramite il bottone sottostante.

diffusori black white

Come scegliere il cavo Hi-Fi migliore: le serie Ricable

La funzionalità di un cavo, anche in un contesto particolare come l’Hi-Fi, è sotto gli occhi di tutti. Un cavo collega le elettroniche tra loro, e lo fa meglio o peggio in base alla qualità dei materiali, della costruzione e di tanti altri aspetti. Che sia di alimentazione, di potenza oppure di segnale, con un valido supporto che le collega, le elettroniche del nostro impianto Hi-Fi funzioneranno esse stesse meglio che non con un cavo scadente o standard. Una precisazione che abbiamo fatto in più di un nostro articolo (repetita iuvant): un cavo Hi-Fi non migliorerà mai il suono emesso dal vostro impianto. Tutto quello che farà, sarà deteriorarlo il meno possibile – che comunque non è poco, anzi, tanto è vero che è importante scegliere il cavo Hi-Fi migliore per le proprie specifiche elettroniche. I cavi Ricable, sotto questo profilo, nascono proprio per restituire all’ascoltatore la massima neutralità possibile.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi migliore

Immaginate di avere speso un occhio della testa per avere un amplificatore e dei diffusori acustici di livello, per poi avere un collegamento tra questi che compromette la qualità del suono. Sarebbe stato meglio fare trentuno al posto di trenta, no? Un audiofilo sa bene che la scelta di un’elettronica non è solo frutto di uno sforzo economico, ma anche di tempo, se consideriamo quanto ci vuole per documentarci ed effettuare i relativi test. Allora ecco che a farla da padrona spunta una caratteristica spesso sottovalutata: l’equilibrio.

Parliamoci chiaro: deve ancora venire il giorno in cui consiglieremo un nostro cavo top di gamma a un audiofilo che possiede un impianto Hi-Fi che rientri nella norma. Un cavo eccezionale in un impianto discreto non produrrebbe alcun danno, ci mancherebbe altro; ma lo stesso impianto non sarebbe probabilmente così rilevatore da farvi cogliere differenze rispetto a un supporto meno performante, per quanto comunque buono. Il contrario, invece, potrebbe essere ben più deleterio – ed è quello che stavamo dicendo. Un cavo scadente in un impianto Hi-Fi di tutto rispetto demolirà tutti gli sforzi che abbiamo fatto per allestirlo.

Parola chiave: equilibrio. Quanto spendere per i cavi Hi-Fi?

L’equilibrio, dunque, riveste davvero un ruolo chiave. Forse anche più dell’importo speso per assemblare tutto il nostro impianto Hi-Fi, tra cavi ed elettroniche. Immaginate una macchina da corsa con un motore superbo e un telaio assolutamente poco aerodinamico. O, sempre per rimanere in tema Alta Fedeltà, un impianto con un amplificatore pregevole e diffusori di scarsa qualità. Tanta fatica per niente.

Per quanto riguarda i cavi Hi-Fi, il discorso è lo stesso. Non è ottimale avere ottimi cavi di potenza e pessimi cavi di segnale, ad esempio, così come è importante che il valore dell’impianto vada di pari passo con quello dei cavi utilizzati per lo stesso. Si tratta di una regola non scritta e che dunque va presa con le pinze quella che stiamo per scrivere, ma un buon rapporto di costi tra cavo ed elettroniche dovrebbe essere del 10-15% del valore di listino. Ad esempio: un amplificatore da 1.000 euro dovrebbe presentare cablaggi del valore di 100-150 euro. Ci teniamo a precisare ancora una volta che a riferimento va preso il prezzo di listino, nel senso che se andiamo sull’usato e compriamo un amplificatore a 1.000 euro il cui valore originale era però 5.000 euro, la spesa da destinare ai cavi sarà comunque di 500-750 euro.

Quattro serie di cavi Hi-Fi, per ogni portafoglio

Tenendo conto di tutte queste considerazioni, la produzione di cablaggi Ricable si divide in quattro serie differenti, così da venire incontro a qualsiasi esigenza sia qualitativa che economica. Le quattro serie di cavi Hi-Fi Ricable, fatta eccezione per i cavi HDMI, sono le seguenti:

  • Primus per impianti Entry Level (tutti gli apparecchi Hi-Fi dovrebbero avere almeno un cablaggio Primus)
  • Magnus per impianti Hi-Fi di alto livello
  • Dedalus per impianti Hi-End
  • Invictus per impianti Hi-End di alto livello

Ripetiamo qui un concetto già espresso: non è un male cablare con un livello di cavo superiore la propria elettronica, perché alcune variabili non sono calcolabili con i numeri, ma potrebbe essere che con un livello inferiore di prodotto si ottenga il medesimo risultato, perché l’elettronica stessa, in quel caso, più di così non può rivelare.

Equilibrio e sinergia dei cavi Hi-Fi

Un certo equilibrio deve essere preservato non solo nel rapporto tra cavi ed elettroniche, ma anche tra i cavi Hi-Fi stessi. La prima cosa che ci sentiamo di consigliare è un livellamento del cablaggio. Piuttosto che prendere un ottimo cavo di segnale e uno scadente di potenza, è meglio averli entrambi di livello medio. La cosa migliore sarebbe avere un cablaggio più uniformato possibile, con la stessa serie e marca per tutti i collegamenti. Da qualche parte si dovrà pur cominciare; a questo proposito, per scegliere il cavo Hi-Fi migliore, vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro catalogo, comprendente l’intera offerta Ricable.

Recensione #18 – Cavo di Alimentazione Invictus Power – Prova un Ricable

Daniele N Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Daniele N.

Sorgente: Auralic Aries, Audiobyte Hydra Z con alimentatore Hydra ZPM

DAC: Dedicato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Krell HTS 7.1

Amplificatore Finale: Krell Evolution 402

Diffusori acustici: B&W 802D3

La seguente recensione del cavo di alimentazione Invictus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Daniele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Sì, un cavo di pregevole fattura.

B&W 802 D3 diffusori acustici
11848 Invictus Power
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

All’inizio ho fatto prove brevi scollegando e ricollegando il cavo, dopodiché l’ho tenuto collegato per parecchi giorni per poi ripassare al mio cavo di solito in uso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato brani di diverso genere: classica da camera, grandi orchestre, jazz e pop. In tutti casi si è rivelato un cavo molto analitico e neutro, con tendenza a esaltare e arrotondare i bassi.

Krell Evolution 402
11848 Invictus Power
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo provato è più neutro ma più spento, non conosco com’è costruito il cavo ma, secondo me, ha troppo schermo che soffoca un po’ il segnale.

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Cosa ti è piaciuto?

– La neutralità
– La fattezza
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Soisy Finanziamento Cavi Hi-Fi Ricable

Scegli il finanziamento Soisy come metodo di pagamento per i cavi Hi-Fi Ricable

Uno dei tratti distintivi a cui Ricable tiene maggiormente è il Made in Italy, in ogni suo aspetto. Dalla progettazione alla costruzione dei cavi Hi-Fi, passando per la localizzazione dell’azienda e dei dipendenti. Un altro tassello che si aggiunge in questo senso è la collaborazione con Soisy, “il marketplace dei prestiti tra privati per finanziare gli acquisti in e-commerce convenzionati” con sede a Milano. Detto in altre parole: da oggi è possibile acquistare sul sito Ricable tramite pagamento a rate e finanziamento cavi Hi-Fi.

Come posso pagare tramite finanziamento Soisy sul sito Ricable?

Pagare a rate il tuo nuovo acquisto Ricable è semplicissimo, infatti scegliere questa modalità presenta poche differenze rispetto a qualsiasi altro metodo di pagamento. Come prima cosa, scegli il prodotto e inseriscilo nel carrello. A questo punto puoi scegliere se visualizzare il carrello o andare alla cassa. Nel primo caso, come mostrato dallo screen sottostante, hai la possibilità di visualizzare un’ipotesi di finanziamento dei cavi Hi-Fi che desideri acquistare. Nel secondo caso, come indica invece lo screen più in basso, puoi a tutti gli effetti selezionare il finanziamento Soisy come metodo di pagamento. A questo punto sarete catapultati sulla piattaforma. Ed è qui che viene il bello.

Soisy Finanziamento Cavi Hi-Fi Ricable Carrello

Scegliere il finanziamento Soisy è un'opzione veloce e conviene per i cavi Hi-Fi?

La risposta in merito al tuo finanziamento dei cavi Hi-Fi Ricable è rapidissima e indolore, oltre che 100% online. Ti sarà data in tre minuti, solo inserendo il codice fiscale e poche altre informazioni utili. L’accettazione della richiesta dopo i controlli, statisticamente più alta della media, sarà confermata o meno in massimo ventiquattro ore e la firma sarà apposta con codice inviato via SMS. Il tasso di interesse è personalizzato in base allo storico e al merito creditizio ed è mediamente più basso di quello di banche tradizionali.

L’importo minimo sopra il quale puoi richiedere un finanziamento è estremamente accessibile: 150 euro, e il numero di rate è personalizzabile, fino a un massimo di cinque. La rata che vedi è esattamente quello che pagherai, senza spese aggiuntive o sorprese. Se hai problemi o difficoltà, non esitare a contattarci. Puoi anche dare un’occhiata al video a inizio articolo, se vuoi essere guidato passo passo. Con Soisy puoi comprare un prodotto Ricable di fascia superiore e diluirne il pagamento a rate, senza che pesi sul bilancio*. Dai un’occhiata al nostro catalogo.

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* Il finanziamento Soisy è attualmente disponibile solo in Italia.

Impianto Luigi Prova un Ricable

Recensione #17 – Cavo di Potenza Magnus Speaker – Prova un Ricable

Luigi Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Luigi S.

Sorgente: Marantz CC-3000, Rega Planar 1, BluNode 1, Rega Fono MM MK3, Marantz NR1608

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Khadas Tone Board

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Marantz PM8003

Diffusori acustici: Q Acoustics 3050i, Dali Oberon 5

La seguente recensione del cavo di potenza Magnus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Luigi per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

I cavi si presentano molto solidi e bellissimi a vedersi.

Magnus Speaker Luigi Prova un Ricable
Magnus Speaker Luigi Prova un Ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho eseguito test con musica jazz, rock e classica soprattutto con brani che ben conoscevo per apprezzare meglio la differenza rispetto ai vecchi cavi. Durante le sessioni di test ho provato a cambiare tornando ai vecchi cavi di Nordost: White Lightning Speaker Cable.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho utilizzato molti brani ma sopratutto mi hanno conquistato con il brano di Grant Green, Idle Moments.

Impianto Luigi Prova un Ricable
Impianto Luigi Prova un Ricable
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Impressioni di ascolto ottime fin dal primo brano. Un suono più pulito e naturale ma anche più caldo, se mi passate il termine. Probabilmente i Nordost tendono ad avere, rispetto ai Ricable, un suono meno neutro, più enfatizzato sulle alte frequenze.

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Cosa ti è piaciuto?

– Ottimo cavo
– Ben suonante
– Esteticamente gradevole

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Cosa miglioreresti?

– Non ho riscontrato nessun difetto nel prodotto in prova


cavi elettrici fase controfase

Come trovare la fase in un impianto Hi-Fi

Ai fedelissimi del blog Ricable non risulterà completamente nuovo il concetto di fase e di controfase. Lo avevamo già affrontato quando vi abbiamo offerto alcuni accorgimenti, il più delle volte gratuiti, con cui ottimizzare le performance della catena audio. Nel caso di installazioni particolarmente rilevatrici, per capire se queste sono in fase oppure in controfase, può bastare l’orecchio. Il difficile però è “scovare” quali elettroniche siano in fase e quali no. Ma partiamo dall’inizio, ossia: cosa sono fase e controfase, per poi passare a spiegarvi come potete effettuare dei test per trovare la fase nel vostro impianto Hi-Fi.

Fase e controfase elettronica audio

Cosa vuol dire mettere a punto la fase di alimentazione? Ciò che fornisce energia ai nostri impianti è la corrente di rete, dunque una cattiva alimentazione di un’elettronica non può che portare a un funzionamento meno prestante della stessa, che condizionerà direttamente il suono. La corrente arriva a 220 V in tre contatti nelle nostre case: terra (in mezzo, e in questo caso non ci interessa), fase e neutro. In realtà un apparecchio alimentato a corrente alternata funziona sia in un verso che nell’altro, specialmente se si tratta di elettroniche poco delicate, come un forno o un frigorifero. In certi casi invece è importante inserire la spina nel verso giusto, e mettere un impianto Hi-Fi in fase costituisce proprio questo. È un problema che non riguarda solo l’Hi-Fi, ma anche altri contesti, come ad esempio quello delle caldaie. In ogni caso, avere un solo apparecchio in controfase porterà ad avere l’intero impianto in controfase. Non un problema da poco, se si considera che quando la catena audio è tutta in fase ci sono una maggiore articolazione della gamma bassa, una rappresentazione della scena più nitida, una migliore messa a fuoco e una tridimensionalità più evidente. Altre due premesse: la maggior parte degli apparecchi ha la fase nel lato destro; la prima messa in fase andrebbe fatta con il distributore di rete e con il condizionatore di rete.

Trovare fase e controfase nella presa a muro

Per trovare fase e controfase nella presa a muro dovrete prendere un cacciavite cercafase e inserirlo alternativamente nei fori laterali della presa stessa. Ci raccomandiamo di prendere tutte le precauzioni del caso prima di effettuare questa operazione.

cacciavite cercafase

Si può anche pensare di chiedere di farla fare a qualcuno più esperto in questo campo. Quando il cacciavite cercafase si illuminerà, vorrà dire che avremo toccato il punto per cui passa la fase. Un’altra soluzione più empirica è aprire la presa; se il nostro impianto è piuttosto moderno e realizzato secondo gli standard italiani, troveremo tre cavi di colore diverso: uno blu (neutro), uno giallo o verde (terra) e un terzo di colore variabile (nero, bianco, marrone…) che costituisce proprio quello di fase. Ora potete collegare il cavo di alimentazione alla presa facendo sì che le due fasi siano corrispondenti.

Cercare fase e controfase nell'impianto Hi-Fi

Come trovare la fase dell’amplificatore nel proprio impianto Hi-Fi, ad esempio? Condizione necessaria è che ogni componente non debba essere collegato agli altri da nessun tipo di cavo o connettore, dunque deve essere inserito il solo il cavo di alimentazione. Rinnoviamo ancora una volta l’invito a effettuare queste operazioni con la massima attenzione, specie se il vostro impianto elettrico non è dotato di salvavita (anzi, se il vostro impianto elettrico non è dotato di salvavita, dovreste evitare proprio di metterci mano!).

Con il cacciavite cercafase

A questo punto, possiamo passare al primo metodo utile per trovare la fase nelle nostre elettroniche. Per prima cosa procuratevi un cacciavite cercafase, dal costo di una manciata di euro. Collegate solo il cavo di alimentazione e accendete l’apparecchio; usate scarpe isolanti in gomma per non scaricare a terra la lettura del cercafase, appoggiate il cercafase su un punto del telaio (ad esempio una vite o un punto non isolato da vernice), avendo l’accortezza di non toccare niente (altrimenti scarichereste tutto a terra e sarebbe inutile fare la misura). Accendete il cercafase poggiando un dito sulla parte metallica superiore. Fatto ciò, notate l’intensità luminosa del cercafase. Ora dovete girare la spina del cavo di alimentazione e ripetere la procedura, per vedere se l’intensità luminosa sia inferiore o maggiore rispetto all’altro lato.

L’apparecchio è in fase giusta nella posizione della spina in cui l’intensità della luce del cercafase è inferiore. Fate un segno sulla spina con un pennarello o altro; la parte della spina appena segnata è quella che va collegata a fase con la presa a muro. Questa misura è soggettiva, in quanto la luminosità della lampadina del cercafase dipende dalla resistenza elettrica del nostro corpo. Per qualcuno si potrebbe illuminare molto, per altri poco, per altri ancora non si potrebbe illuminare proprio. In quest’ultimo caso dovreste passare al secondo metodo per trovare la fase nel vostro impianto Hi-Fi.

multimetro tester

Con il multimetro

Per quanto riguarda il secondo metodo, la prima cosa da fare vostra è un tester elettronico (parliamo di poco più di una decina di euro di spesa). Collegate l’apparecchio come descritto nel primo metodo. Impostate il valore di misurazione del tester sui mV a corrente alternata. Poggiate il puntale del polo negativo su una vite a telaio non isolata da vernice e quello del polo positivo sul polo caldo di qualsiasi connettore RCA (meglio se di uscita) presente sul pannello posteriore. Leggete il valore sul tester e scrivetelo. Poi girate la spina e ripetete la misurazione; il valore più basso tra le due misure corrisponderà alla corretta fase dell’apparecchio. Fate un segno sulla spina con un pennarello o altro; la parte della spina appena segnata è quella che va collegata a fase nella presa a muro. Questa operazione la dovete ripetere su ogni apparecchio, purché sia sempre scollegato agli altri.

Il ruolo dei cavi di alimentazione Hi-Fi

A questo punto tutti gli apparecchi sono in fase, e dovrete effettuare questo procedimento nuovamente solo nel caso in cui vogliate inserire una nuova elettronica nella vostra catena audio. Se avete eseguito tutto in modo corretto, noterete che tutte le spine degli apparecchi avranno il punto fase che avete contrassegnato in corrispondenza della fase contrassegnata sulla ciabatta. Sottolineiamo ancora una volta come un’alimentazione ottimale delle proprie elettroniche non possa non contribuire efficacemente alla restituzione di un suono fermo e trasparente; per saperne di più, vi rimandiamo a questo nostro articolo. Per avere un collegamento solido ed efficace nel vostro impianto Hi-Fi, invece, vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri cavi di alimentazione, realizzati a mano in Italia con materiali di prima qualità.

recensione fulvio prova un ricable

Recensione #16 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Prova un Ricable

fulvio prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Fulvio S.

Sorgente: Kuzma Stabi Ref2, Grandinote Celio, Esoteric K01, Grandinote Volta, Cocktail Audio X45

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Grandinote Genesi

Amplificatore Finale: Grandinote Demone

Diffusori acustici: JBL K2 s9800 SE, Neumann KH 420 + KH 805 AG

La seguente recensione del cavo bilanciato Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Fulvio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo è confezionato in una scatola rigida molto curata, dove al suo interno troviamo della gommapiuma sia sul fondo che sul coperchio; a ulteriore protezione troviamo un cartoncino, che ha la funzione di chiusura, dove sono riportati i dati tecnici del prodotto con il suo numero seriale. Il cavo è confezionato con degli stretch che lo tengono avvolto all’interno della scatola. Una volta estratto, si notano subito i bellissimi connettori XLR che risultano molto robusti e solidi con un’inserzione negli apparecchi molto precisa. Anche le rifiniture cromate e carbonio danno un aspetto molto accattivante. A diversificare il canale destro dal sinistro troviamo degli anelli colorati in blu (sx) e rosso (dx). La guaina a rete esterna di rifinitura si presenta a intrecci blu e bianchi che mi sono piaciuti come scelta.

Devo dire che il primo impatto anche nel tenerlo in mano è di un cavo solido e dal design sicuramente affascinante. Bravi!

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Le prove del cavo si sono svolte su due tipologie di impianto. La prima era formata da sorgente, preamplificatore, amplificatori finali monofonici e relativi diffusori passivi. In questo caso il cavo è stato testato sulla connessione pre e finale. La seconda tipologia prevedeva l’uso di diffusori attivi e quindi il cavo è stato usato sulla connessione pre e diffusori attivi. L’impianto principale era composto da:

  • Sorgente CD/SACD = Esoteric K01
  • Sorgente file HD = Grandinote Volta
  • Preamplificatore = Grandinote Genesi
  • Finali Monofonici = Grandinote Demone
  • Diffusori passivi = JBL K2 s9800 SE
  • Diffusori attivi = Neumann KH 420
  • Cablaggio sorgenti = Acrolink Mexcel 7N-DA6300 da 1 m (sia CD/SACD che sorgente file HD)
  • Cablaggio diffusori passivi = Silcable versione speciale appositamente realizzata per le JBL su specifiche. Il tutto su tavolino Finite Elemente Pagode Edition
  • Cavi alimentazione = Forrest “Nero” su tutte le elettroniche
  • Ciabatta = Oyaide (con modifica interna e cablaggio full “Silcable” ) + Silcable Six

I cavi usati per la prova sono stati:

  • Cavo 1 = Acrolink Mexcel da 7N-A2500 XLR da 2 m
  • Cavo 2 = Ricable Invictus XLR da 3 m
  • Cavo 3 = Sommer Cable Epilogue XLR da 3 m
  • Cavo 4 = Klotz Titanium XLR da 3 m

Devo dire da subito che è stato riscontrato il medesimo risultato in entrambe le tipologie, questo vuol dire che il cavo non è stato influenzato dagli apparecchi collegati. In totale sono ruotati, oltre al Ricable, altri tre cavi molto diversi sia per target (due derivano dal mondo audio “pro”) che, soprattutto, per costo di listino. Tutti i cavi avevano la stessa lunghezza di 3 m tranne quello top dove appunto il costo molto elevato mi ha costretto alla misura di 2 m, comunque sufficiente per effettuare i collegamenti previsti.

Per la prova ho chiesto l’intervento di tre miei amici che in momenti diversi hanno passato alcune ore ad ascoltare musica mentre i cavi venivano scambiati senza che sapessero quali fossero collegati. A parte una indicazione generica di “cavo 1”, “cavo 2”, “cavo 3” e “cavo 4” nulla è stato detto riguardo marca e costi. Solo alla fine del test, lasciando collegato il cavo che aveva ottenuto il gradimento migliore, hanno potuto verificare di persona il risultato. Chiaramente non ho influenzato nessuno e, anzi, a parte il cavo più costoso del quale sapevano l’esistenza visto che lo uso da molti anni, degli altri tre, Ricable compreso, non ne conoscevano le caratteristiche.

Il risultato, del quale anch’io mi sono stupito, è stato identico in tutte le occasioni e ha confermato quanto già io avevo riscontrato nella prima settimana di possesso dell’Invictus.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Le impressioni sulle caratteristiche dei vari cavi testati sono state unanimi in tutte le prove. I brani usati sono stati dei più disparati, ma un disco in particolare è stato usato come riferimento non tanto perché in assoluto sia il migliore, ma in quanto possiede un ottimo equilibrio, dinamica in abbondanza con una gamma bassa molto estesa e precisa e una naturalezza per me ai primi posti. Si tratta di Hell Freezes Over degli Eagles su supporto CD della Geffen Records. Oltre ai CD e ai SACD abbiamo usato anche file in alta risoluzione nativi che in molti casi si sono rilevati molto utili per capire esattamente come il cavo influiva sul risultato finale.

In tutti i test il volume è stato sempre lasciato al medesimo livello e mai è stato modificato nel cambio dei cavi proprio per garantire la massima trasparenza.

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

A questo punto devo fare una premessa importante prima di continuare; i cavi, come ben sappiamo, si possono comportare in maniera differente a seconda dell’impianto al quale vengono collegati, perché alcune elettroniche potrebbero, per loro caratteristiche, non andare d’accordo con le filosofie costruttive, i materiali usati e le scelte tecniche applicate dal costruttore. Credo che in questo caso sia successo qualcosa di simile e spero che nessuno si senta offeso. Comunque sono sempre sensazioni personali, anche se condivise, che sono state rilevate nella “mia” sala di ascolto (anche qui sappiamo che l’ambiente può davvero fare grosse differenze).

Le differenze infatti ci sono state, sono state nette e sentite da tutti i partecipanti che, tengo a precisare, non sono stati né maltrattati né costretti con la forza a dare il risultato finale 🙂 e sono state tangibili anche a livello fisico soprattutto in gamma bassa. Quest’ultima, se non ben riprodotta, diventa facilmente individuabile. Grosse differenze anche in gamma media che, nel sistema usato, è molto rivelatrice.

A parte gli scherzi, ora vorrete sapere quale è stato il verdetto alla fine di questi test che si sono svolti all’insegna del gioco e del puro divertimento, ma allo scopo di capire alcune dinamiche nel mondo dell’audio. Alla fine il cavo meno gradito è risultato, con mia sorpresa, lo giuro, proprio il Ricable che ha dato il risultato più “povero” tra i vari contendenti. Il migliore come prestazioni assolute è risultato l’Acrolink 7N-A2500, come era auspicabile fosse, però il suo prezzo molto elevato, si parla di più di dodici volte il costo a listino di quello Ricable, lo pongono su un livello davvero talmente elevato che alla fine è come confrontare una Ferrari vicino a una media cilindrata… quindi diciamo che ci sta.

Però quello che è risultato alla fine vincitore assoluto del test, ed è stata proprio questa la grande sorpresa, è il Sommer Cable, che è stato scelto come miglior suono oggettivo in quanto perdeva certamente qualcosa in precisione ed estremi di banda, rispetto all’Acrolink, però guadagnava in naturalezza, musicalità, dinamica dando quel quid al messaggio musicale tale da renderlo più naturale e azzerando di fatto la fatica di ascolto. Una buona spanna sotto si piazzava il Klotz, che presentava meno apertura della scena e una minore precisione dei dettagli.

Il Ricable in tutte le sedute è stato escluso quasi subito, nel senso che durante la prova è stato quello che è risultato meno preciso, con una dinamica inferiore, rendendo il risultato molto più piatto senza dare ritmo alla musica. Soprattutto nel jazz si è riscontrato l’appiattimento degli strumenti rendendo spesso la scena molto confusa, quasi non riuscisse a dipanare il messaggio sonoro. È come se avesse dovuto trasmettere talmente tante informazioni contemporaneamente, che alla fine il tutto risultava confuso e privo di ritmo. L’unico aspetto positivo è stata la sempre corretta esposizione della scena sonora con una collocazione dimensionale molto realistica dei vari strumenti. Anche la gamma bassa ha sofferto di questo comportamento risultando la peggiore dei tre soprattutto nel basso più profondo, che risultava meno presente che negli altri tre cavi quasi fosse “colloso” e con il “freno tirato”. Un ascolto, quello del Ricable, comunque di per sé piacevole e senza affaticamento da parte dell’ascoltatore. Mi dispiace davvero non averlo potuto tenere nel mio set-up, però con le elettroniche attuali non si sposa proprio.

Ringrazio comunque di cuore la Ricable e il suo staff per aver realizzato questa bellissima iniziativa. Mi scuso, ma non sono molto bravo a scrivere recensioni 🙂

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Cosa ti è piaciuto?

– Estetica e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nel mio caso non si è sposato con il mio impianto quindi direi il risultato finale

recensione cristiano prova un ricable

Recensione #15 – Cavo di Segnale Magnus Signal – Prova un Ricable

foto cristiano prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Cristiano N. B.

Sorgente: Audio Analogue Maestro, Pro-Ject Xtension 9 Evolution

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Unison Research S6, Tektron TK2A3/45S-I-REF, Audio Analogue Maestro 150

Diffusori acustici: Klipsch La Scala I

La seguente recensione del cavo di segnale Magnus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Cristiano per il tempo che ci ha dedicato.

Ho testato il cavo Magnus Signal da un metro…

… per collegare il lettore CD all’amplificatore integrato. L’impianto della prova è composto da diffusori Klipsch La Scala prima serie, lettore CD Audio Analogue Maestro, integrato Tektron TK2A3/45S-I-REF.

Il cavo Ricable ha sostituito un cavo di segnale economico (un terzo del prezzo del Magnus) ed è stato confrontato anche con un cavo dello stesso prezzo di altra marca. Premessa: ritengo che un cavo non debba agire in alcun modo da filtro o da equalizzatore.

Il cavo è arrivato in una bella scatola, con fogli informativi esaustivi ed eleganti. Si presenta di eccellente fattura, sia per i connettori che per il cavo in sé. Robusto e piacevole alla vista. Il test è stato eseguito con elettroniche preriscaldate e con tre CD: Bob Marley con Legend, Miles Davis con Kind of Blue e un CD test realizzato da Di Prinzio con una selezione musicale varia.

Rispetto al cavo economico, il Magnus mi ha stupito in modo eclatante. Lasciando per ora perdere i classici parametri di ampliamento scena, dettaglio, dinamica che sono ovviamente migliorati enormemente, ha oggettivamente “alzato il volume” del suono. Letteralmente.

I confronti con il cavo di uguale prezzo invece hanno dimostrato comunque significativi miglioramenti, almeno alle mie orecchie. Un dettaglio e una ricchezza maggiore del suono in generale. I miglioramenti più evidenti sono stati: nell’ascolto del CD di Bob Marley i bassi sono più presenti e comunque sempre controllati, in Kind of Blue di Davies si notano un posizionamento e una separazione nello spazio degli strumenti più chiari e precisi, nel CD di Di Prinzio, che va da Nada a Philip Glass, in genere si può alzare il volume del suono con minore fatica nell’ascolto, il che per me significa un suono più puro.

In conclusione ritengo che il cavo Magnus svolga in modo eccellente e sensibilmente migliore di altri cavi di uguale o maggiore prezzo, il suo compito: lasciare passare il segnale in modo completo e senza modifiche.

recensione cristiano prova un ricable
recensione cristiano prova un ricable
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Cosa ti è piaciuto?

– Trasparenza
– Dettaglio
– Robustezza

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Impianto Alberto Prova un Ricable

Recensione #14 – Cavo di Potenza Dedalus Speaker – Prova un Ricable

alberto b. prova un ricable
Dal gruppo Amici Audiofili Italiani

Alberto B.

Sorgente: SOtM sMs-200ultra

DAC: AQUA La Voce

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Balanced Audio Technology VK-300se

Diffusori acustici: ProAc Response D Two

La seguente recensione del cavo di potenza Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Alberto per il tempo che ci ha dedicato.

Finalmente…

… dopo quasi un mese di ascolti incrociati, vi parlo dei cavi per diffusori Ricable, modello Dedalus Speaker.

Il confronto è stato fatto con i miei cavi litz marchiati AM Audio, alimentazione Ramm e Zavfino. Segnale Ramm. Con il seguente impianto: ampli Balanced Audio Technology VK-300se, DAC AQUA La Voce e streamer SOtM con alimentazione dedicata. Diffusori ProAc D Two su stand Music Tools.

Sono cavi molto flessibili e maneggevoli, hanno le bananine su ambo i lati e risultano perfettamente ancorate dando un senso di stabilità e presa eccezionale… insomma, sono belli da vedere e molto ben fatti!

Ho cercato di fare un lavoro metodico, ho stilato una playlist… piuttosto lunghina ma con brani che conosco bene e ho fatto un primo ascolto con i miei cavi, cercando pregi e difetti, poi, in modo molto superficiale, ho collegato i Ricable e ho iniziato a farli rodare senza dar troppo peso all’ascolto ma lasciandoli suonare senza pensare a niente. Premetto che dopo vari giorni il suono è cambiato in meglio!

Posso dire con una certa sicurezza che, conoscendo molto bene il suono del mio set-up e avendo l’orecchio allenato, oggi sono in grado di cogliere le differenze anche minime… non è presunzione ma esperienza maturata con centinaia di ore di ascolto! Quello che inizialmente sembrava rivelare una gamma alta addolcita è invece risultata una gamma alta con una curva di risposta lineare e aperta! Mi spiego meglio, non ci sono scalini tra le medio-alte e le alte! Mentre con i litz si avverte un gradino che, a un ascolto poco attento, inganna!

In realtà quella con i Ricable è una gamma alta molto lineare e aperta che sale con una percezione davvero gradevole, trasparente ma mai aspra! Sulle voci la differenza è netta tanto che la mia compagna lo ha notato! Solitamente non si pronuncia ma… mi dice: “Il suono è più aperto e arioso”. La gamma media è molto fine e consente anche un lieve miglioramento sul fronte dell’immagine, che risulta poco più profonda e con i piani sonori ben definiti.

Questi cavi hanno una caratteristica! Quella di fare passare più energia, come se il segnale fosse aumentato, di conseguenza la gamma bassa risulta più netta e prorompente! Più energica! Quindi attenzione: se c’è un difetto, nella risposta con i Ricable risulterà ancora più netto! Non aggiustano il suono, ma secondo me lo fanno arrivare ai diffusori ancora più netto, quindi i difetti passano e arrivano! Ovviamente lo stesso vale per i pregi.

Sinceramente non pensavo di riscontrare queste differenze così chiare… è stata per me un’esperienza illuminante che, una volta di più, mi ha fatto notare le differenze tra un cavo e l’altro, che non sono esagerate, ma consentono di arrivare perlomeno a un perfezionamento del suono ideale o, meglio, a quello che è il nostro ideale di suono. I cavi non fanno miracoli, ma devono fare in modo di non alterare il segnale e secondo me questi Ricable ci riescono!

A tal punto che ho deciso di tenerli!

Recensione Alberto 1
Recensione Alberto
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Cosa ti è piaciuto?

– Trasparenza e articolazione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Impianto Ascolto Vinile Giradischi

Tutti i componenti separati di un impianto Hi-Fi

Facciamo alcune semplici considerazioni prima di iniziare. Prima di tutto, è importante premettere che il numero di assetti secondo i quali si può strutturare il proprio impianto Hi-Fi, non è infinito… ma quasi. La stragrande maggioranza degli impianti, in ogni caso, presenta una struttura che prevede una sorgente, un amplificatore e dei diffusori acustici. Queste tre colonne possono essere segmentate, però, sfruttando un DAC non integrato, ad esempio, oppure suddividendo l’amplificatore integrato nella coppia pre + finale. Un’altra curiosa considerazione che possiamo fare in merito è la seguente: un banale oggetto che abbiamo sempre con noi e che fa prepotentemente parte della nostra routine, come lo smartphone, contiene al suo interno l’intera catena audio. Certamente con altre prestazioni, ma i nostri cellulari contengono casse, DAC, amplificatore e tutto ciò che è necessario perché un suono venga emesso. Ma quali sono i componenti separati di un impianto Hi-Fi?

La sorgente

La sorgente può corrispondere a diversi elementi. Può essere un giradischi, un lettore CD o anche un player di rete o un PC, nel caso si ascolti musica liquida. È ciò che emette il segnale del brano che vogliamo ascoltare. Proprio per questo la sorgente sarà sempre a monte del nostro impianto Hi-Fi, fatta eccezione per il condizionatore di rete, che si posiziona tra la sorgente e la presa della corrente. Un lettore CD legge i dati memorizzati su Compact Disc. I lettori CD sono in grado di leggere, oltre ai formati fisici del CD come il CD-R e CD-RW, i numerosi formati logici del CD (CD Audio, Video CD e così via) in base al software di cui dispone il lettore CD stesso oppure il computer che lo ospita. Il suono di un CD è digitale.

vinile con il centro arancione, azzurro e bianco

Il giradischi è invece un apparecchio elettrico di riproduzione sonora costituito da un piatto rotante, sul quale porre un disco in vinile che verrà letto da un braccio dotato di testina e puntina, scorrendo sugli appositi solchi. È, inoltre, l’evoluzione del grammofono, inventato nella seconda metà del XIX secolo da Emile Berliner. Il suono di un vinile è analogico. Passiamo ora all’ultima frontiera delle sorgenti audio: i Personal Computer e i player di rete. Questi dispositivi leggono file digitali, siano essi salvati in locale oppure riprodotti tramite lo streaming. Tecnicamente costituiscono la soluzione più performante, ma sono meno immediati da configurare rispetto ai lettori CD o ai giradischi.

L'amplificatore

standard hi-end differenze

L’amplificatore è, senza mezzi termini, tra tutti i componenti separati di un impianto Hi-Fi, il cuore pulsante della catena audio. Un po’ per la sua posizione, visto che si trova al centro, tra sorgente e diffusori acustici. Un po’ perché è il punto in cui le informazioni, che esse provengano da lettore CD, giradischi, player di rete o anche televisore, si convogliano, vengono convertite e infine trasmesse alle casse sotto forma di impulsi elettrici potenziati. Possiamo dividere gli amplificatori in due grandi categorie: valvolari e transistor. I primi si caratterizzano per essere stati gli unici presenti sul mercato fino a qualche decennio – oggi si rivolgono a una nicchia -, oltre che per… le valvole.

Grazie a queste la tensione in ingresso aumenta e, a detta di molti audiofili, ciò comporta una maggiore musicalità, più “calore”. Il calore, però, non è solo figurato. Gli amplificatori valvolari scaldano tanto e consumano molta corrente, tanto è vero che servono alcuni minuti prima che le valvole giungano alla corretta temperatura. Ultimo ma non meno importante: il prezzo di acquisto è mediamente molto più elevato rispetto a un amplificatore transistor.

Diverso è il discorso in merito agli amplificatori con struttura transistor. Questi tendono ad avere un’elevata corrente, non tensione, in ingresso. Gli amplificatori transistor costituiscono oggi la stragrande maggioranza di quelli presenti sul mercato. Un’altra suddivisione che possiamo fare per quanto riguarda gli amplificatori è che questi possono essere integrati oppure separati nell’accoppiata composta da pre e finale. In questo caso, sono quelli integrati a saturare il mercato. L’acquisto di un amplificatore, comunque, dovrebbe andare sempre di pari passo con quello delle casse acustiche, che trattiamo nel prossimo paragrafo.

Spendiamo però prima due parole anche in merito alle classi degli amplificatori. Queste nulla hanno a che vedere con quelle che troviamo quando parliamo di elettrodomestici. Le classi, quando si parla di amplificatori, non denotano né il consumo né la qualità dello stesso. Piuttosto rappresentano il funzionamento interno, la struttura dell’amplificatore; ma può capitare tranquillamente che un amplificatore di classe D suoni meglio di uno di classe A. La qualità dipende veramente da molti fattori.

I diffusori acustici

Come scegliere l’accoppiata amplificatore e diffusori acustici? Un aspetto da considerare, ma non calcolabile, è il nostro gusto. Nulla suonerà meglio di ciò che ci piace a livello di dinamica, proiezione e intensità sulle alte o sulle basse frequenze. Ma per fortuna ci sono anche parametri più oggettivi che possiamo calcolare per schiarirci così le idee. La potenza in uscita di un amplificatore dovrebbe infatti essere uguale, o poco superiore, a quella delle due casse sommate. Sulle istruzioni spesso ci sono indicazioni in questo senso. Nel caso di casse che ricevano troppa poca potenza, la resa sonora sarà al di sotto delle aspettative; nel caso di casse che ne ricevano troppa, il rischio di rovinarle sarà concreto.

diffusori acustici casse impianto Hi-Fi migliore

Le casse acustiche sono dunque il dispositivo che, finalmente, trasforma il segnale elettrico proveniente da un amplificatore audio in suono per farlo giungere all’ascoltatore. Nonostante possano essere suddivise in diffusori attivi (cioè con amplificatore integrato) oppure passivi, difficilmente troverete qualcosa che abbia a che fare veramente con l’alta fedeltà, nel primo caso. Più interessante è il dubbio che si pone tra casse da scaffale e casse da pavimento. Qui a fare da discriminante è la dimensione della stanza; nel caso in cui l’ambiente d’ascolto, di cui non smetteremo mai di sottolineare l’importanza, sia contenuto, sarà meglio declinare sui diffusori da scaffale, supportati da un buon subwoofer.

Sottolineiamo allora ancora una volta come l’assetto di un impianto Hi-Fi sia assolutamente mutevole in base al contesto, all’audiofilo che lo ascolta, alla disponibilità economica, all’utilizzo che se ne vuole fare (musicale o multimediale) e a tanti altri fattori. In altra sede abbiamo avuto modo di approfondire il discorso relativo al bi-wiring e al bi-amping.

E i cavi che ruolo hanno?

I componenti separati di un impianto Hi-Fi, se ridotti all’essenziale, sono dunque: sorgente, amplificatore e diffusori acustici. Più aumenta la qualità delle elettroniche, più queste si fanno rivelatrici, più conterà ciò che le unisce. Un cablaggio Hi-Fi all’altezza di tutto il resto dell’impianto, a certi livelli, non è più un fattore trascurabile. Date un’occhiata al nostro catalogo e cominciate a rendere onore, passo dopo passo, alla vostra passione.

Violinista al tramonto

La musica non va mai in vacanza: Ricable rimarrà aperta tutto agosto

La musica non va mai in vacanza e dunque Ricable rimarrà aperta per tutto il mese di agosto. Ce lo state chiedendo in tanti, e ci sembrava giusto ribadirlo con un post su misura. Rimarranno quindi validi i nostri principali servizi, cioè:

  1. Evasione ordini sui siti www.ricable.com, www.ricablecustom.com e www.troniteck.it
  2. Supporto commerciale e tecnico tramite telefono, e-mail, WhatsApp e chat on-line
  3. Ritiro presso la nostra sede negli orari previsti (dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 17:00), previa conferma telefonica o scritta

Auguriamo, a tutti coloro che ci andranno, buone ferie. Invitiamo invece gli altri a scriverci o a farci visita, pur rispettando tutte le norme legate all’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19, che prevede ancora lo stato di emergenza. Ogni spedizione sarà effettuata con la cura e la celerità che contraddistinguono Ricable; inoltre sarà preparata con tutte le misure necessarie affinché sia confezionata in un contesto sterile e igienizzato.

Ragazza Piscina Auricolari
Recensione David 1

Recensione #13 – Cavo di Alimentazione Primus Power – Prova un Ricable

david prova un ricable
Dal gruppo Be Connected

David N.

Sorgente: Sony PS-FL1

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Harman Kardon AVR155

Diffusori acustici: Sonus Faber Concertino

La seguente recensione del cavo di alimentazione Primus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo David per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Ottimo. Bella scatola e appena aperta, con impazienza, alla vista mi è sembrato un cavo fatto bene; appena preso in mano la conferma dell’oggetto molto pesante (ho preso un metro), curato e assemblato bene, ma quello di cui ci si accorge subito è l’estrema flessibilità, ottima cosa se confrontato a un cavo HiViLux da 1,5 metri molto ma molto rigido che uso su un alimentatore per un sub autocostruito. Ho approfittato dell’offerta Ricable perché ho apportato l’ultima modifica (anche i cavi interni di segnale li ho sostituiti con dei Ricable S8D in modalità semibilanciata) al mio vecchio giradischi Sony PS-FL1 del 1982 e volevo fosse tutto perfetto dato che ha un valore affettivo. Ho eliminato anche la sua alimentazione sostituendola con una esterna artigianale e appositamente assemblata per lui e lasciato l’HiViLux al sub che comunque, sempre con un alimentatore artigianale, mi è sembrato da subito senza ronzii di fondo e molto più “secco” e “veloce”, il basso migliorato anche dalla sostituzione dell’OP con un Texas Instruments OPA1652 SoundPLUS sulla scheda amplificatore.

Recensione David 2
Recensione David 4
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Da poco ho anche acquistato un condizionatore di rete (si vede che il periodo è quello in cui mi concentro sull’alimentazione) e prima del cavo Ricable usavo un normalissimo cavo bianco con attacco per vaschette IEC e assieme al condizionatore di rete già mi accorsi dell’eliminazione di disturbi e ronzii a volume massimo (senza musica) a + 10 dB con un Harman Kardon AVR155, ho provato a mettere il cavo Ricable dopo il condizionatore e prima dell’alimentatore del giradischi e quello normale dalla presa a muro al condizionatore e viceversa e qualcosa mi è saltata all’orecchio. Ho voluto fare la prova anche con il cavo HiViLux sostituendolo al Ricable ma l’unica cosa e non da poco che ho notato è stata la formidabile flessibilità del Ricable, quindi comodissimo da usare dietro le elettroniche in spazi ridotti.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Come diceva un conoscente professore della buona e sana alimentazione, dopo millemila chilometri di merdoso cavo dalla presa a muro ci metto un cavo pitonato e migliora il tutto è come dire che in una catena di cioccolato ci metto un anello di acciaio la catena regge di più… INCREDIBILE MA VERO… sarà il miracolo delle tensioni e delle correnti oppure un minimo effetto placebo… ma se togli le interferenze e aumenti la velocità di trasmissione…!

È un mese che uso il cavo e ho usato alcuni dischi di classica che ultimamente mi piace assaporare la sera con un Calvados in mano a scaldarsi, ma anche con altri generi, Beethoven tra i preferiti con la Sinfonia n. 3 e la 5 di Karajan e la n. 6 di Bernstein, odiavo il piano ma ho scoperto Keith Jarrett nel The Köln Concert, di Karajan sempre il Boléro di Ravel e Vivaldi con Le quattro stagioni e Böhm che dirige Mozart nella Sinfonia n. 40, K. 467 di Mozart, Op. 50 Beethoven, Dire Straits Brothers in Arms soprattutto Your Latest Trick, Eric Clapton con I Still Do (doppio vinile a 45 giri) fantastica voce per Lonesome Billy di Tevis-Morricone dai western mitici e i The Notting HillBillies.

Recensione David 3
Recensione David 5
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

All’ascolto, come dicevo, per me cambia davvero dal cavo standard ma soprattutto usando il cavo Ricable DOPO il condizionatore. Usandolo per il condizionatore ho notato solo più silenzio rispetto allo standard… usandolo per l’alimentatore del giradischi, oltre che portare quasi a zero i miei ronzii al massimo volume, ho notato una scena sonora più ampia, un basso (come per il sub con cavo speciale) meno rimbombante (forse dovuto anche alle interferenze del vecchio cavo) più deciso (non so se mi spiego), voce più pulita e chitarre che mi piacciono di più.

Sensazioni personalissime, non sono un esperto del settore, fuori dal giro da venti anni ho ricominciato ad appassionarmi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Flessibilità anche con un metro
– Buona fattura
– Alimentazione più sana
– Il cavo non colora il suono, ma è trasparente

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Cosa miglioreresti?

– L’etichetta adesiva Ricable sulle spine non è proprio il massimo, facendo forza per inserirle capita che si stacchino e si rovinino…

beethoven musica liquida

Come è fatto un impianto Hi-Fi per ascoltare musica liquida

Nelle ultime settimane ci stiamo concentrando sulla fruizione della musica liquida in ambito Hi-Fi. Prima abbiamo parlato delle piattaforme che permettono di ascoltare in streaming la nostra musica preferita; dopodiché siamo passati a quelle che, invece, consentono di scaricare a archiviare in locale o in cloud le canzoni più belle. Ma la domanda che ci poniamo oggi è: come è strutturato un impianto Hi-Fi concepito per funzionare con la musica liquida ad alta definizione?

Lo schema di un impianto per la musica liquida

Tutto ciò che nella catena elettronica va dall’amplificatore in poi (sia esso integrato o sia esso composto dall’accoppiata pre e finale) rimane immutato. A cambiare conformazione è ciò che viene prima: la sorgente e tutto quello che la riguarda. Siamo abituati ad avere come sorgente un lettore CD o un giradischi, solitamente. Con il discorso relativo alla musica liquida, le carte in tavola cambiano e il protagonista del nostro impianto Hi-Fi diventerà un Personal Computer. Sarà qui che terremo salvate le nostre playlist salvate in locale oppure ascolteremo musica tramite qualche servizio di streaming.

musica computer PC

Nel primo caso dovremo fare affidamento su un software per riprodurre i brani; ce ne sono di svariati, e con tutta probabilità approfondiremo il discorso con un articolo a sé stante, ma per ora ci limitiamo a segnalare il più diffuso (oltre che gratuito): Foobar2000. Utilizzare un PC come sorgente è, senza discussione, la soluzione tecnica migliore. Ma è una delle meno immediate che possiate utilizzare, sia lato hardware che lato software. Il primo aspetto è legato al fatto che, se volete un PC concepito ad hoc per ascoltare musica, dovrete ripiegare su case specifici in grado di arginare il rumore e le vibrazioni emessi dalla ventilazione. Per quanto riguarda il lato software, invece, sarà invece necessario rimuovere tutto ciò che non è necessario per l’ascolto di musica per avere prestazioni ottimali.

Fatto questo, il fondamentale passo successivo è acquistare un DAC di livello. Quello installato nella stragrande maggioranza dei PC è pessimo e rischia di essere un pesante collo di bottiglia per tutto il resto dell’impianto. Ci sono, in ogni caso, schede audio di livello che possono evitare di avere un DAC esterno. Tendenzialmente si usano meno per due motivi: il primo è che queste schede sono utilizzabili solo con il PC, mentre il DAC esterno permette l’impiego anche con altre sorgenti; il secondo è che sono poco schermate dalle interferenze che si generano all’interno del PC. Se quindi optiamo per il DAC, questo andrà collegato, tramite cavo USB (a cui stiamo lavorando per la sua introduzione a catalogo), tra sorgente e amplificatore.

Un altro componente non fondamentale ma di sicuro interesse è il DSP. DSP sta per digital signal processing; con queste tre parole indichiamo il processamento di segnali rappresentati in forma numeri in tempo reale. Il DSP è dunque un microprocessore dedicato esclusivamente a processare un segnale continuo dopo il suo campionamento, che dunque non sostituisce la scheda audio, ma le si affianca. Il primo vantaggio che comporta avere nel proprio impianto questo componente è la riduzione del carico presente sulla CPU del computer. Si tratta di un aspetto che però, vista la potenza di calcolo raggiunta oggi anche da un PC di fascia media, sta andando scomparendo.

In seconda battuta, partiamo dal presupposto che il segnale analogico è convertito in un flusso di numeri. La potenza di calcolo per l’elaborazione del segnale digitale consente molti vantaggi rispetto al trattamento analogico, come ad esempio il rilevamento e correzione degli errori in trasmissione, e anche la compressione dei dati. Tutte queste operazioni, volte a migliorare la dinamica, a ridurre la distorsione e a migliorare il rapporto tra segnale e disturbo, sono dunque effettuate prima di passare per il DAC, che riconverte il segnale in formato analogico.

Un DSP porta dunque innegabili benefici al nostro ascolto. Ma la sua applicazione è ancor più interessante nel momento in cui questo viene abbinato a un microfono. Con questa combo, tramite alcuni DSP, è possibile “sondare” l’ambiente d’ascolto per fare sì che le modifiche apportate al brano dal processore rendano alte, medie e basse frequenze equalizzate in base al contesto in cui vengono emesse.

cambridge audio 851n

La musica liquida senza PC

Non c’è dunque scampo per chi non ha piacere o non ha tempo da dedicare al set-up di un computer? No, fortunatamente ci sono altre via valide per usufruire della musica liquida e al contempo avere un impianto Hi-Fi più “classico”. La soluzione risponde al nome di “player di rete”; questi player vengono sempre più spesso abbinati ad altre componenti della catena audio, come ad esempio i lettori CD. Un player di rete è, in definitiva, un riproduttore di musica digitale ad alta qualità.

È un’ottima soluzione per tutti coloro che ascoltano musica in streaming, web radio e musica digitale salvata su un server locale, ma che non vogliono utilizzare un PC come sorgente. Una volta che abbiamo il nostro network player, lo schema dell’impianto Hi-Fi per l’ascolto di musica liquida risulterà simile a quello descritto in precedenza. Anche il player di rete è consigliabile collegarlo a un DAC tramite cavo coassiale oppure ottico; in Hi-Fi, più le componenti vengono separate tra loro per esercitare, ciascuna, la propria specifica funzione, più, tendenzialmente, la qualità del suono emesso ne gioverà.

Non solo. Anche utilizzando un player di rete potremo fare affidamento su alcuni DSP (ma si tratta di una circostanza rara), che comunque consentono una gamma di personalizzazioni meno ampia rispetto a quanto è possibile fare con un computer. Il problema principale legato ai network player è la loro longevità e la loro duttilità. Di piattaforme per l’ascolto di musica in streaming ad alta definizione ne esistono già tante e molte altre ne nasceranno (così come alcune spariranno). Il fatto che la quasi totalità dei network player non vanti un sistema operativo proprio in favore di una maggiore comodità di utilizzo, potrebbe rendere questi passaggi traumatici, salvo aggiornamenti del firmware da parte del produttore. Anche a bocce ferme, in realtà, potrebbe capitare che il player di rete che desiderate non supporti la piattaforma che siete abituati a utilizzare. Insomma: bisogna valutare bene pro e contro.

Cavi audio Hi-Fi per un impianto per la musica liquida

A livello di cablaggio, in un impianto Hi-Fi concepito per funzionare con la musica liquida a guadagnare importanza è il cavo USB, su cui Ricable sta lavorando e che dovrebbe essere messo in vendita a partire da settembre. Abbiamo fatto un breve cenno al cavo coassiale per via del collegamento tra player di rete e DAC, cavo coassiale che invece è già a catalogo e che vi invitiamo a scoprire insieme a tutti gli altri nostri prodotti.

Copertina 1 Recensione Massimiliano

Recensione #12 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

massimiliano prova un ricable
Dal gruppo Amici Audiofili Italiani

Massimiliano S.

Sorgente: Grandinote Volta

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Grandinote Supremo

Diffusori acustici: Grandinote Mach 2P

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimiliano per il tempo che ci ha dedicato.

Partiamo da una premessa

Non sono un super esperto di cavi, non sono una cavoscettico ma credo che la verità sia sempre nel mezzo. Più che una recensione si tratta di una esperienza personale. C’è sicuramente un abisso tangibile tra il filo economico rosso e nero e un cavo dedicato di fascia entry level. Sono anche convinto che più si sale con qualità/complessità/costo di un cavo, più il margine di apprezzamento si riduca. Va da sé che ci debba essere una sorta di equilibrio: più ci sono elementi di pregio nella catena audio in grado di essere maggiormente rivelatori, più un cavo di qualità riesce a dare un suo apporto al sistema, a esprimere il suo senso di esistere rispetto magari a una configurazione più economica.

Sulla base di questa mia convinzione ho voluto provare il miglior cavo per diffusori della Ricable: l’Invictus. In un sistema che ha richiesto un bel po’ di tempo prima che io vi potessi accedere: il miglior integrato Grandinote, il Supremo, il loro streamer Volta e i loro diffusori Mach 2P. Giunti a un punto di eccellenza con le elettroniche, si deve per forza di cose passare al cosiddetto “fine tuning”, migliorando i cavi di segnale, di potenza e di alimentazione. Il nuovo gioco diventa quindi iniziare a cercare di capire quali possono essere le differenze andando a migliorare le nostre connessioni, specie quando si ha una concreta idea delle performance del proprio impianto dopo svariate ore di ascolto.

Foto 1 Recensione Massimiliano
Foto 2 Recensione Massimiliano

Come dicevo, non sono una cavo scettico ma neanche un fondamentalista del cavo al top, e quindi la mia base di partenza è stata una linea di cavi poco sopra l’entry level di una nota azienda. Sono quindi con il mettere a paragone il tutto con i cavi di potenza Invictus di Ricable e in un sistema come il mio la differenza è stata alquanto chiara. Uno dei primi aggettivi che userei per descriverli è “equilibrio”. Sono particolarmente sensibile ai toni alti e con questo cavo ho percepito nettamente un maggiore dettaglio in alto a fronte di una minore fatica, cosa che, già solo con questo, ci si è pagati il prezzo del biglietto. L’altro estremo ne trae anch’esso vantaggio con un basso ancor più deciso e controllato.

Un cavo trasparente, che è poi la sublimazione del compito stesso di un cavo, che restituisce un suono definito e (perdonate il termine abusato) materico. Se l’impianto ve lo permetterà, sarete lì a cogliere dei piccoli dettagli che prima non erano così evidenti. E con molta probabilità anche dettagli assai più evidenti.

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Cosa ti è piaciuto?

– Equilibrio
– Più dettagli
– Trasparenza
– Controllo

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donna ascolto musica cuffie

Cinque siti dove acquistare e scaricare musica FLAC

Un paio di settimane fa abbiamo pubblicato un articolo con qualche cenno alla storia della musica liquida, aggiungendo una rapida panoramica su come, negli ultimi tempi, questa modalità di fruizione sia diventata appetibile anche per tanti audiofili. In quella occasione ci siamo concentrati soprattutto sullo streaming; oggi, invece, vogliamo approfondire il discorso sulle piattaforme dove scaricare musica FLAC. Se volete effettuare il download e salvare in locale musica Hi-res, questo è l’articolo che vi spiegherà come e dove farlo. O almeno cinque possibilità in questo senso.

Cinque siti per il download della musica liquida

HDtracks è il primo sito che vi consigliamo parlando di acquisto di musica in alta definizione. È stato uno dei capostipiti a offrire il download di brani in alta risoluzione. Lo si vede, ahinoi, a partire dall’interfaccia e dalla grafica, non molto aggiornate. Questo fa sì che i generi prevalenti nel catalogo siano soprattutto rock, jazz e musica classica, cosa che potrebbe disincentivare gli audiofili più giovani. La sezione pop, comunque, è in continua espansione e già ora si trovano gli artisti del momento. I formati disponibili sono piuttosto numerosi, e tipici quando si parla di musica lossless, dunque: FLAC, WAV, AIFF, ALAC, DSD. Il più grande problema di HDtracks è però un altro, oltre a prezzi non proprio competitivi: la necessità, in Italia, di fare acquisti tramite VPN e scegliere come origine USA o UK. Facendo diversamente, il numero di brani acquistabili si ridurrà drasticamente e potremo quasi solo effettuare la navigazione del sito.

Logo HDTracks
qobuz logo

Di Qobuz abbiamo parlato quando abbiamo esaminato le migliori piattaforme per lo streaming musicale Hi-res. Ma Qobuz vanta anche uno store digitale. Il servizio non presenta un’interfaccia molto aggiornata, ma punta su un blog con approfondimenti e interviste, oltre a una sintetica ma esaustiva scheda di presentazione degli artisti. Il catalogo è piuttosto variegato e in continua evoluzione, e capace di lasciare spazio alle produzioni indipendenti. Anche Qobuz offre una certa varietà di formati di cui effettuare il download: FLAC, ALAC, WAV, AIF e altri ancora; inoltre è disponibile in Italia e non richiede alcuna VPN. Non solo, i prezzi sono mediamente più accessibili rispetto a HDtracks ed è possibile scaricare l’app per smartphone, tablet e computer. La ciliegina sulla torta è potere sottoscrivere un abbonamento ibrido (download + streaming) che consente di avere sconti sull’acquisto diretto di brani musicali.

7digital è un altro sito dove scaricare musica FLAC, nonché un esempio di come un libro non vada giudicato dalla copertina. Non che l’interfaccia di 7digital sia malvagia, anzi; è tra le più moderne, con un player intuitivo e funzionale. Basterà cliccare sopra un album per ascoltare l’anteprima di ogni brano presente, anche scorrendo, nel frattempo, altre pagine del sito. Il problema è il lato editoriale: almeno nel dominio italiano, attraverso le sezioni “Novità Album” e “Novità Singoli”, non si troverà nulla di più recente… delle hit del 2018. Dulcis in fundo: tra i “Suggeriti” c’è il “Meglio del 2014”. Per fortuna utilizzando il motore di ricerca interno si trovano numerose hit di recentissima uscita. Non sono molti invece i formati: i brani possono essere scaricati solo in MP3 o FLAC 16/24 bit (distinti da appositi badge). I file, venduti a prezzi competitivi, possono anche essere salvati in cloud così da risultare accessibili tramite web o app per mobile.

7 digital logo
bleep logo

La prima cosa che salterebbe all’occhio a chi dovesse visitare Bleep per la prima volta, sarebbe sicuramente il tipo di offerta proposto all’audiofilo. Bleep, infatti, intercetta un’utenza dai gusti particolari e di nicchia. Il catalogo comprende musica hip hop, elettronica, house, ambient, alternativa e classica moderna, tra gli altri. Il numero di formati da selezionare quando sceglieremo di effettuare il download è discreto (MP3, FLAC e WAV). Lo stare “fuori dal coro” si manifesta anche in un altro modo: non nel lato estetico, piuttosto anonimo, ma nel tipo di offerta proposta al cliente. Nella quasi totalità dei brani, a fianco dell’opzione di acquisto del file, si trovano quelle per portarsi a casa il CD, il vinile o, udite udite, la musicassetta. Ma non è ancora tutto, perché Bleep presenta anche una sezione di merchandising a tutti gli effetti in cui trovare abbigliamento, libri e accessori di altro tipo delle etichette più underground.

HighResAudio si presenta come piuttosto spartano nell’aspetto, fatta eccezione per la presenza di badge che ci indicheranno offerte a tempo limitato (i prezzi sono comunque competitivi) o il formato. HighResAudio, senza tanti convenevoli, ci sbatte in faccia numerosi album direttamente in home page, sommariamente divisi per più venduti, consigliati e per le principali etichette discografiche. A essere canonici (almeno per un audiofilo) sono anche i generi principali in cui si ramifica il catalogo: classica, jazz, rock e pop (ne sono comunque presenti molti altri). A farci pensare che HighResAudio sia stato concepito con un preciso target in mente è la scelta di mettere a disposizione solo album in qualità studio master (FLAC, AIFF, ALAC, WAV, DXD WAV, DSD64). Completa il quadro un lato editoriale curato, anche se in inglese, con qualche consiglio a livello Hi-Fi e numerose recensioni di album musicali.

highresaudio logo

Una notazione importante per chiudere il discorso: HDtracks e HighResAudio non consentono di acquistare il singolo brano, ma solo l’intero album. Un aspetto che qualche audiofilo potrebbe ritenere fondamentale. A prescindere da quale servizio dove scaricare musica FLAC scegliate – quello più bello, quello più economico oppure quello più alternativo – rimane fondamentale avere elettroniche e connessioni di qualità. Cliccate il bottone sottostante per capire quale sia il cavo che fa per voi.

Dedalus Coaxial Impianto Enrico

Recensione #11 – Cavo Coassiale Dedalus Coaxial – Prova un Ricable

enrico prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Enrico B.

Sorgente: NuPrime CDP-9

DAC: Dedicato: NuPrime DAC-10H

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: NuPrime DAC-10H

Amplificatore Finale: NuPrime ST10

Diffusori acustici: System Audio Mantra 5

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Coaxial è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Enrico per il tempo che ci ha dedicato.

A causa del poco tempo che posso dedicare alla musica

… quando lavoro in studio, avrò messo “in play” circa dieci CD in un anno, e ho sempre utilizzato il NuPrime CDP-9 come DAC pre-amplificato e quasi mai come trasporto CD. Qui, in quello che io chiamo il mio secondo impianto, di Ricable, uso il loro cavo U40 che fa parte della produzione di cavi di potenza serie Custom e che consiglio vivamente di provare se si ha un minimo di manualità per montare autonomamente le forcelle/banane ai loro capi, sono dei best buy!

Tornando a bomba sull’argomento, come dicevo, dato che in studio mentre lavoro mi è più comodo consumare la musica via streaming, ho deciso di spostare questa sorgente sull’impianto principale e, volendo usare l’uscita digitale di questo trasporto, mi sono messo alla ricerca del giusto cavo per collegarla al DAC via coassiale.

Nel frattempo sono venuto a conoscenza, tramite il forum Gazebo Audiofilo, dell’iniziativa “Prova un Ricable” e , dato che conoscevo già la qualità dei loro cavi in quanto posseggo anche qualche loro cavo di segnale, gli RCA RH1 , mi sono quindi prenotato subito per ricevere un bel Dedalus Coaxial DC1.

È un cavo determinante in quanto deve trattare flussi provenienti da sorgenti digitali e deve lavorare oggi come non mai a frequenze di campionamento possibilmente più elevate di un tempo, senza perdere informazioni e al riparo da interferenze che potrebbero determinare fastidiosi glitch e una conseguente fatica di ascolto.

I ragazzi di Ricable, dopo aver approvato la richiesta, mi hanno consegnato in tempi rapidissimi il Dedalus che ho potuto utilizzare e provare comodamente per un mese, infine decidere se tenerlo scontato del 50% o restituirlo, lo sottolineo, gratuitamente. Ringrazio quindi in anticipo entrambi, il Gazebo e Ricable, che con questa iniziativa mi hanno permesso di ottenere facilmente quello che cercavo.

Dedalus Coaxial Impianto Enrico
Dedalus Coaxial Impianto Enrico

Consegnato a casa velocemente, non me lo aspettavo, ho dovuto attendere qualche giorno prima di aprire la confezione che ho trovato, pur essendo molto ben fatta e allo stesso tempo protettiva, a mio avviso leggermente sovradimensionata per un solo un cavo. Melius est abundare quam deficere, diceva qualcuno!

Scartato tutto, messo al riparo la super confezione da felini e marmocchi, dopo qualche foto di rito per la recensione ho subito collegato il cavo all’impianto e come prima cosa ho semplicemente verificato che il segnale in arrivo dal CDP agganciasse il DAC alle corrette frequenze e fino alla massima risoluzione consentita da quest’ultimo, pari a 192 kHz.

Anche se il CDP può lavorare e scalare fino a 768 kHz, non ho avuto modo di superare il campionamento massimo consentito dal DAC, l’eccellente Nuprime 10H, ma non serve qui andare oltre con il campionamento in quanto già di molto superiore alla risoluzione dei normali CD Redbook.

Quello che vi posso dire è che con il Dedalus ho finalmente raggiunto pienamente l’obiettivo di ascoltare la collezione CD sull’impianto principale composto da una catena Nuprime/System Audio e totalmente cablata Ricable.

Walking Wounded degli Everything But The Girl, passando per gli Alquin fino agli 1 Giant Leap, fino a quando è arrivata mia moglie con i Cocteau Twins e Astronauts dei The Lilac Time, il Dedalus Coaxial DC1 ha svolto sempre egregiamente il suo lavoro; per le sue qualità lo terrò assolutamente collegato all’impianto a questo punto, grazie anche ai generosi vantaggi della promozione Ricable.

Outstanding Ricable.

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Cosa ti è piaciuto?

– Suono cristallino
– Spedizione rapidissima
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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musica liquida

Musica liquida e Hi-Fi: i migliori servizi streaming per la musica Hi-res on demand

Un chiarimento, prima di cominciare: dicasi “musica liquida” qualsiasi brano fruibile senza supporto fonografico tradizionale (CD, vinile oppure nastro). Parliamo quindi di brani musicali presenti come file digitali nei nostri hard disk, in una scheda di memoria, in una chiavetta USB o, ancora, in un riproduttore portatile come qualsiasi lettore MP3. I PC configurati per la riproduzione musicale sono una soluzione eccellente, nonostante i DAC integrati siano scadenti (scheda audio del PC), e dunque ne venga richiesto l’acquisto di uno esterno, e nonostante il rumore emesso dalle ventole per il raffreddamento. Anche per questo, Ricable sta progettando e perfezionando il suo cavo USB, così da dare anche ai fruitori della musica liquida Hi-Fi un adeguato supporto.

Cenni di musica liquida

Il boom della musica liquida in Italia e nel mondo è avvenuto nei primi anni Duemila, anche se la terminologia “musica liquida” ha preso piedi solo verso il 2006, sia presso la stampa specializzata che presso gli ascoltatori. Il primissimo lettore MP3 risale a quasi un decennio prima, però. Il primo a essere commercializzato è stato l’MPMan F10, presentato nel marzo 1998 alla fiera CeBIT dalla compagnia sudcoreana Saehan Information Systems e commercializzato dalla Either Labs nell’estate seguente al prezzo di 250 dollari con (gli oggi ridicoli) 32 MB di memoria flash.

Inutile girarci intorno. Al di là degli insindacabili pregi che la musica liquida può avere, come un guadagno di spazio oggettivo e una portabilità totale, a favorire in maniera drastica la sua diffusione è stata la condivisione, illegale, tra utenti. Piattaforme di scambio peer-to-peer come Napster, Audiogalaxy, LimeWire ed eMule hanno avuto vita facile, raggiungendo risultati strabilianti e ossature invidiabili. Basti pensare “al mulo”, capace di vantare un’interfaccia intuitiva e semplice, una localizzazione in quaranta lingue diverse, una community tuttora attiva nel mantenerlo vivo e un numero di download (aggiornato al 2017) pari a quasi settecento milioni.

emule

Ma come possono esistere, alla luce del sole, strumenti come questi? Possono proprio grazie al fatto di attaccarsi al loro essere “strumenti”. Questi sono programmi che sono semplicemente indicati per la condivisione di file. Poi, che gli utenti ne facciano un uso illegale, è un altro discorso, e questo non può essere imputato al programma di cui fanno uso. Ma, al massimo, ai singoli utenti stessi. La logica è, in effetti, inattaccabile, poiché a nessuno verrebbe mai in mente di chiudere WhatsApp, Facebook, Google Drive o Dropbox nel caso in cui gli utenti si scambiassero materiali coperti da copyright.

In ogni caso, con il passare del tempo, l’evolversi delle tecnologie e un’offerta molto più accessibile rispetto al passato per l’utenza, basata sulla disponibilità di cataloghi interi in cambio di un esiguo costo mensile, la diffusione delle piattaforme per l’acquisto o l’ascolto legale dei file si è radicata sempre più in profondità.

Musica liquida e Hi-Fi? I tempi sono maturi

La musica liquida ha preso piede grazie a “vie traverse”, quindi. Ma alcuni vantaggi sono innegabili. Pensiamo alla comodità di non dovere cambiare CD o vinile (specie quando se ne possiede centinaia o migliaia), alla trasversalità della sorgente di riproduzione, alla condivisione dei brani musicali con altre periferiche su rete LAN locale o tramite NAS (Network Attached Storage), alla possibilità di creare playlist personalizzate (le care, vecchie compilation… ma su misura per noi), alla certezza di potere riprodurre infinite volte un brano senza timore di deteriorarlo. E a tanto altro ancora. Come ad esempio la possibilità, tutt’altro che banale, di scoprire nuovi artisti grazie ai suggerimenti di un qualsiasi servizio on demand di musica liquida Hi-Fi.

Ciò con cui la musica liquida non ha mai fatto davvero rima, fino a poco tempo fa, è stata la qualità. Vuoi per connessioni decisamente più lente rispetto a quelle attuali, per spazi di archiviazione ridotti o per condividere il più velocemente possibile i file con amici e parenti. Una situazione speculare a tutto ciò (internet veloce, pen drive USB da centinaia di GB acquistabili a poco prezzo e servizi legali che hanno saputo intercettare le necessità degli ascoltatori con offerte competitive) ha finalmente aperto le porte della musica liquida agli audiofili.

musica liquida hi-fi

Come? Grazie alla progressiva diminuzione dei file inizialmente più diffusi, compressi o lossy (MP3, AAC, Ogg e così via) rispetto a quelli nativi (WAV), in favore di quelli compressi senza perdita o addirittura non compressi o lossless (pensiamo al formato FLAC, capace, tramite una raffinata codificazione, di mantenere inalterata la qualità WAV, pur riducendone lo spazio occupato). Nei file compressi vengono eliminate tutte quelle frequenze audio non fondamentali per il messaggio complessivo. A beneficiarne drasticamente sarà lo spazio occupato su hard disk, ma tutte quelle sfumature, neanche troppo sottili, tipiche della fase di incisione della musica, saranno eliminate. I file non compressi, invece, godono di risoluzioni e campionamento che vanno ben oltre quelle dei CD, quindi, almeno qualitativamente, sono oggettivamente migliori di questi ultimi.

In generale, vengono considerate eccellenti le incisioni a 24 bit/96 kHz e a 24 bit/192 kHz. Il massimo livello di qualità audio si raggiunge però con i file in formato WAV DXD a 24 bit/352 kHz. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che questi valori non sono gli unici. È sempre opportuno verificare che i file stessi non siano il sovracampionamento eseguito da normale materiale in qualità CD, ma che invece le incisioni siano state effettuate direttamente dal master originale.

I servizi di musica Hi-Fi in streaming on demand

Parliamo ora delle piattaforme per la riproduzione di musica liquida Hi-Fi on demand in streaming. Con queste non ci riferiamo ai software preinstallati su PC Windows o Mac (rispettivamente Windows Media Player e iTunes), utili a riproporre file audio che abbiamo salvati in locale. Per programmi di questo tipo – ne esistono tantissimi, anche gratuiti – ci sarebbe da fare un discorso a parte. Con alcuni di questi è anche possibile convertire la propria collezione su CD, così da non doverli acquistare nuovamente. Alcuni permettono addirittura di digitalizzare i propri vinili in HD usando schede di acquisizione con convertitori analogico-digitale di alta qualità.

Venendo al dunque, la piattaforma streaming on demand migliore per un audiofilo amante dell’Hi-Fi è sicuramente Tidal. La qualità del suono è attualmente inarrivata (ma non inarrivabile) dalla concorrenza, l’interfaccia è molto intuitiva, la libreria vanta attualmente più di sessanta milioni di brani (di cui quasi duecentomila in alta definizione), l’app è disponibile per iOS, Android e desktop, anche se volendo si può fare pure affidamento anche sul semplice browser tramite web player. Infine ci sono due tipi di abbonamenti. Quello più costoso non supera i venti euro mensili, con la possibilità di sottoscrivere un abbonamento per famiglie risparmiando ulteriormente. È prevista anche l’opzione della prova gratuita di trenta giorni. Al momento, non c’è motivo per cui un audiofilo debba scegliere altro.

spotify apple music tidal

Un concorrente valido è Spotify. È quello che consiglieremmo senza dubbio a chiunque sia un amante della musica, ma non un audiofilo. L’interfaccia è buona, la qualità discreta, ma soprattutto, e in questo è superiore anche a Tidal, Spotify vanta un sistema di creazione di playlist in base ai nostri gusti superlativo, capace di farci conoscere artisti che ameremo. Valido è anche Apple Music, in esclusiva per i clienti della Mela. Soffre però di un problema strutturale: ha tutto ciò che offre Tidal, ma tutto ha qualche dettaglio in meno. La qualità della musica è buona, ma non come quella di Tidal; l’interfaccia è valida, ma è comunque un gradino sotto quella di Tidal; e così via. E questo senza aggiungere nulla, come invece fa Spotify, che è inferiore a Tidal in tanti aspetti, ma almeno ha un singolo motivo per farsi preferire (la possibilità di scoprire nuova musica).

È questo il discorso a cui hanno pensato i creatori di Primephonic, che presidia il genere della musica classica. Vanta anche funzionalità ad hoc per chi è un principiante e vuole cominciare a conoscerla. Ha un catalogo di minor volume rispetto alla concorrenza, ma se siete amanti della musica classica (e solo di quella), Primephonic è la scelta giusta. Magari affiancandolo a un’altra piattaforma un po’ più “flessibile”. Per Amazon Music Unlimited il discorso è simile ad Apple Music: il servizio è ottimo, ma non ci sono motivi validi per preferirlo, se non, forse, una compatibilità cross-platform estesa. Il servizio on demand Amazon infatti funziona anche con smart TV, auto e, chiaramente, Amazon Echo. Lo consigliamo a chi è un cliente Amazon affezionato e già gode dei vari Prime, Video e simili. Così da non spezzettare troppo i propri abbonamenti e magari godere di qualche offerta legata alla fedeltà.

Chiudono la nostra rassegna Deezer, che punta anche sui podcast; Qobuz, utilizzabile senza sottoscrivere un abbonamento; e YouTube Music che, con poca sorpresa, punta molto sulle clip musicali senza però convincere sul fronte qualitativo.

Conclusioni

Insomma, la commistione tra tradizione e innovazione è totale. E gli sviluppi in questo senso potrebbero essere uno dei temi più caldi del prossimo futuro in ambiente Hi-Fi. Basti pensare al ritorno di fiamma del vinile classico e ai nuovi giradischi, sempre più spesso dotati di connessione Wi-Fi e gestibili da smartphone. Periferiche che supportano nativamente i servizi di streaming musicale sono, invece, già il presente. La musica liquida Hi-Fi sta convincendo sempre più gli audiofili e assumerà sempre più importanza anche presso questo tipo di pubblico, tradizionalmente scettico e diffidente. Stiamo progettando i nostri cavi USB per arrivare preparati al futuro. Intanto, dai un’occhiata al nostro catalogo e iscriviti alla nostra newsletter: ti informeremo non appena saranno disponibili.

Misura Lunghezza

La lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza

Quale deve essere la lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza? Banalmente: quella che serve. Prima di effettuare un acquisto in questo senso, dunque, misurate tramite una corda o un filo quale è la vostra reale necessità in termini di lunghezza del cavo speaker. Grazie al fatto di produrre i nostri cavi a mano e in Italia, possiamo seguire le vostre indicazioni al centimetro. Nel caso ne acquistiate uno troppo lungo, questo risulterebbe antiestetico e, ancor peggio, finirebbe con l’arrotolarsi; nel caso, invece, fosse troppo corto… ce ne sarebbe da comprare un altro. Oppure dovreste cambiare il posizionamento delle vostre elettroniche, magari ottimizzato nel corso di innumerevoli test. Ci sono alcune indicazioni da seguire e alcune cose da sapere prima di prendere qualsiasi decisione.

I cavi di potenza nell'impianto Hi-Fi

La premessa a qualsiasi discorso a proposito della lunghezza dei cavi di potenza in Hi-Fi è che spesso non si tratta solo di valori estetici o pertinenti al singolo cavo. Ogni impianto è composto da una serie di elementi, più o meno numerosi, che sono chiamati a fare gioco di squadra. Da una parte ci sono le elettroniche, che emettono campi magnetici, rumore e vibrazioni, dall’altra ci sono i cavi, portatori di disturbi nel caso in cui non siano ben schermati. Il più delle volte elettroniche e cavi si trovano, inoltre, in spazi piuttosto contenuti.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi

Questa sinergia porta sì al suono che nutre la nostra passione per la musica e per l’alta fedeltà, ma allo stesso tempo presenta controindicazioni da monitorare: le interferenze. Un cavo di qualità ben schermato, come quelli Ricable, non si limita a bloccare le interferenze provenienti dall’esterno, ma fa lo stesso con quelle che provengono dall’interno. Così da non influenzare “i compagni di squadra” negativamente. Qualche audiofilo sostiene che i benefici di non avere le elettroniche troppo vicine ai diffusori saranno sempre superiori agli svantaggi di avere cavi di potenza molto lunghi, ad esempio. Detto questo, quando si pianifica l’assetto del proprio impianto Hi-Fi, è bene tenere presente che il passaggio dei cavi di potenza non sia parallelo ad altri, soprattutto a quelli di alimentazione. Se proprio dovessimo incrociarli, sarebbe il caso di farli passare perpendicolarmente. Avere un cavo su misura, in questo senso, può facilitarci non poco la vita.

Ma veniamo al dunque. Maggiore è la lunghezza, maggiore è la resistenza. Partendo da questo insindacabile presupposto di elettronica, deduciamo che più un cavo è corto, meglio è. Sempre. Questo è quello che non è soggetto a obiezioni in un contesto accademico. Venendo però al mondo reale, possiamo stimare che prima che la lunghezza di un cavo peggiori (in maniera sensibile all’orecchio umano) il suono, dobbiamo raggiungere la lunghezza di 15 m. Spesso, dunque, non ci sono problemi. Va detto che in questo caso entra in gioco però anche la qualità dell’impianto complessivo. Un impianto Hi-Fi di altissimo livello, estremamente rivelatore, potrebbe essere influenzato dalla lunghezza del cavo anche a distanze inferiori; un impianto entry level, invece, avrà il “vantaggio” – molto tra virgolette – di essere meno soggetto a questo tipo di variazioni.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Lunghezza diversa dei cavi Hi-Fi di potenza

Il discorso relativo alla lunghezza dei cavi Hi-Fi applicato ai cavi di potenza è interessante per un altro motivo. I cavi speaker hanno la particolarità di partire, salvo bi-amping, dallo stesso apparecchio, e poi terminare a metri di distanza, quando i cavi speaker vengono collegati ai rispettivi diffusori. Di solito, ed è la soluzione migliore, la lunghezza dei cavi che vanno ai due diffusori, è identica. Capita però che alcuni audiofili, per esigenze relative all’ambiente d’ascolto, si trovino a dovere disporre i propri diffusori in maniera asimmetrica.

Da svariati test è emerso come, in realtà, una differenza massima del 40% tra un cavo di potenza e l’altro non comporti, in realtà, differenze tangibili per il nostro udito. Un cavo di 10 m e uno di 7 m vanno bene, ad esempio; così come uno di 6 m e l’altro di 4 m. Andando oltre questa differenza di lunghezza, i diffusori cominciano a suonare differentemente in maniera evidente. Bisogna però tornare al discorso di prima: maggiormente il vostro impianto Hi-Fi è rivelatore, più presenterà questo problema in maniera tangibile anche con una differenza ridotta rispetto al 40% di cui si è parlato prima.

Un’eccezione in questo senso è rappresentata da alcuni amplificatori che usano il cavo degli altoparlanti come parte del circuito; in questo caso, le lunghezze dei cavi dovrebbero essere uguali sempre e comunque. In definitiva, nel caso voleste usare cavi dalle lunghezze diverse, sarebbe sempre meglio chiedere un parere aggiuntivo al produttore delle elettroniche. Un’ultima considerazione va fatta quando si parla di Home Cinema. I diffusori acustici pensati per questo scopo sono meno soggetti a presentare differenze di suono quando i cavi di potenza presentano due lunghezze differenti.

Conclusioni

Venendo alle conclusioni. Più il cavo è lungo, più la qualità dello stesso conta. In particolare è bene considerare che più aumenta la lunghezza del cavo Hi-Fi, più sarà da tenere in considerazione la sezione del cavo stesso, che assumerà via via sempre più importanza nel non deteriorare il suono. Ricable si contraddistingue per una produzione di natura artigianale; poiché realizziamo a mano i nostri cavi Hi-Fi, possiamo costruirli esattamente della lunghezza che vi aspettate. Dovete solo compilare il form sottostante.

impianto raffaele prova dedalus

La prova del cliente Raffaele con e senza cavi Dedalus di alimentazione

Nonostante il già ottimo prodotto di qualità offerto ai clienti, Ricable punta a migliorarsi sempre più. La parte del leone in questo campo, oltre all’attenzione rivolta a ricerca e sviluppo, la fanno i clienti. Con le loro prove, con i loro feedback. Capita, a volte, che qualcuno di questi, particolarmente zelante, ci scriva per filo e per segno la propria testimonianza. L’ultimo di questi è stato Raffaele, che ringraziamo, e che ha strutturato la sua recensione in una maniera un po’ particolare. Da una parte abbiamo, infatti, il test effettuato senza cavi Ricable; dall’altra, invece, quello con i cavi Ricable. Ecco la sua prova dei cavi Dedalus di alimentazione.

L'ambiente d'ascolto

Non ho una stanza apposita per l’impianto ma divido la sala con moglie e figli, quindi la disposizione delle casse è il migliore compromesso possibile tra me e loro, visto che le casse vengono anche usate per l’Home Theater spostando i connettori. Impianto:

  • Preampli Audio Research LS25MK2 valvolare usato
  • Amplificatore finale Audio Research VT60 valvolare usato 50 W RMS
  • Preampli Audio Research SP9MK2 valvolare usato solo per phono
  • CD player Meridian 206 1 bit
  • CD player Meridian 506 24 bit usato
  • DAT player Sony ZA5ES usato
  • DAT player Piooner D-07 usato
  • Giradischi Rega Planar 3 nuovo con testina Goldring 2100 nuova
  • Lettore di rete Cambridge Audio CXN nuovo
  • Casse Opera Grand Mezza nuove collegate con cavo Van den Hul
  • Mobile Solid Steel in sviluppo verticale per motivi di spazio

L’impianto è stato assemblato nella forma definitiva sostituendo vari pezzi in qualche anno (visti i costi). I cavi RCA Ricable collegano tutti gli apparati Audio Research e i due CD player. I cavi di potenza Ricable collegano tutti gli apparati Audio Research e il CD player 506.

impianto raffaele prova dedalus alimentazione

Prova senza cavi Ricable

Suono stupendo tipico Audio Research, morbido, dolce, valvolare con un basso profondo e controllato, scena ampia, dinamica eccellente, dettaglio ottimo, suono tipico valvolare.

Mio nonno e mio padre e i suoi fratelli avevano dagli anni Cinquanta un negozio di radio TV e riparavano anche le valvole, quindi il suono valvolare lo conosco bene e mi riporta a quando ero bambino.

Ma Audio Research fa ancora meglio, ha una dinamica impressionante rispetto ad altri valvolari. Ero già molto molto soddisfatto del risultato raggiunto, a essere onesti.

Prova con cavi Ricable

La prima sensazione è il silenzio, come se nella stanza, prima, qualcuno stesse parlando e ora fosse andato via, silenzio assoluto, scena fermissima, ampia, dinamica aumentata, basso più potente e profondo e, come ho già letto sul sito in un’altra recensione, sembra che i cavi portino più potenza alle mie elettroniche.

Dettaglio ai massimi livelli, molto meglio di prima, alte frequenze mai fastidiose (premetto che ascolto sempre al massimo volume quando in casa non c’è nessuno). Il suono è dolce come piace a me, con ogni genere musicale mai fatica d’ascolto; starei ore, se potessi.

Però il silenzio è la cosa che più mi ha colpito; non riesco neanche bene a spiegarlo, ma c’è silenzio anche se imposto al massimo il volume. Dovreste sentire il basso controllatissimo, potente; il divano trema tutto nonostante i soli 50 W e senza un subwoofer.

Devo ammettere che i cavi hanno fatto fare un salto di qualità impressionante e confesso che non ci credevo. Ascolto ogni tipo di musica ma quando devo testare l’impianto uso: Pink Floyd con The Wall, Dire Straits, Rage Against The Machine per il metal e Jethro Tull.

impianto raffaele prova

Conclusioni

Ho appena finito due orette di ascolto e sono pienamente soddisfatto, così a naso (ma i cavi sono ancora da rodare) mi sembra che il giradischi sia quello che ne ha tratto maggiore beneficio, ma tutto l’impianto ha fatto un salto di qualità notevole verso l’alto; i Ricable Dedalus sono i complementi perfetti per il mio impianto.

Mi sono già dilungato troppo e non voglio tediare con particolari di ascolto, i cavi Ricable serie Dedalus sono eccellenti, portano veramente miglioramenti all’impianto anche a chi non sente bene, quindi sono consigliatissimi.

Il costo (non ho mai provato cavi più costosi, nonostante in generale non sia basso) diventa addirittura un particolare insignificante rispetto alla qualità sia fisica che sonora che apportano. Non dimentichiamo che nonostante il peso e la grandezza sono pure molto flessibili. Vorrei in futuro finire tutto il cablaggio dell’impianto… vedremo. Intanto grazie mille al signor Modenesi per la grande cortesia e disponibilità. Da comprare ad occhi chiusi.

Siamo, in realtà, noi a ringraziare il nostro cliente, Raffaele, per il tempo che ha voluto dedicarci scrivendo questa testimonianza relativa ai test che ha effettuato. Speriamo che anche voi vi siate divertiti nel leggere questa prova dei cavi Dedalus di alimentazione.

Magnus Giradischi Prova un Ricable

Recensione #10 – Cavo per Giradischi Magnus Turntable – Prova un Ricable

fabio prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Fabio E.

Sorgente: Pro-Ject RPM 9.1 Acryl, Thorens TD 124, Gold Note PH-10, EMM Labs CDSA SE

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Audio Analogue Vivace

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Krell Vanguard

Diffusori acustici: Monitor Audio Platinum PL300

La seguente recensione del cavo per giradischi Magnus Turntable è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Fabio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Sicuramente l’aspetto estetico è molto curato e dà l’idea di un cavo professionale.

Impianto Fabio 2
magnus turntable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Pur sapendo che la modalità corretta per confrontare una condizione A con una condizione B è il confronto ABX, non avendo tempo a disposizione mi sono limitato ad ascolti a cavi invertiti. Ho infatti ascoltato gli stessi dischi per un certo periodo, sostituendo ogni tanto i cavi originali del mio Thorens TD 126 Centennial con quelli Ricable Magnus Turntable MT1.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho effettuato le prove utilizzando un LP di Norah Jones, Not too late, e un LP della Reference Recordings, Mephisto & Co. 45 RPM.

norah jones not too late
Impianto Fabio
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

I cavi Ricable sono risultati in maniera molto evidente più completi sulle frequenze più basse e su quelle più alte, hanno migliorato la dinamica del suono su quasi tutte le frequenze e il suono è risultato più pulito, cristallino e neutro, meno ovattato.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità estetica e costruttiva
– Suono più preciso e neutro
– Frequenze sonore meglio rappresentate soprattutto in gamma molto bassa e molto alta

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


ambiente d'ascolto hi-fi

L’importanza dell’ambiente d’ascolto in Hi-Fi

I fattori che contraddistinguono le prestazioni di un impianto Hi-Fi sono innumerevoli. Quelli a cui pensiamo per primi sono costituiti da elettroniche e cavi. Che a loro volta si dividono in svariate tipologie: amplificatori, diffusori, sorgenti e tanto altro nel primo caso; cavi di alimentazione, di potenza, di segnale e così via nel secondo. A ciò si aggiungono le variabili produttore, modello, usura e, davvero, chi più ne ha, più ne metta. Per la gioia degli audiofili, c’è da sbizzarrirsi in quanto a test e prove da effettuare. Un elemento, però, è spesso dimenticato, forse volutamente, visto che è quello su cui è più difficile intervenire. Parliamo dell’ambiente d’ascolto in Hi-Fi, ambiente della cui importanza gli antichi greci si accorsero subito; basti pensare all’Antico teatro di Epidauro, che vanta un’acustica perfetta e impressionante ancora oggi. Ecco allora quattro consigli generali per migliorare il vostro.

Il triangolo d'ascolto Hi-Fi

Si tratta del consiglio capace di mettere d’accordo più o meno tutti. Il triangolo d’ascolto è quello che dovrebbe formarsi avendo come punti di un triangolo equilatero i due diffusori acustici e la testa dell’ascoltatore. La simmetria deve essere totale, così come è importante che l’altezza a cui sono poste le casse, in particolare il tweeter, sia la medesima dell’ascoltatore. Qualche audiofilo, tuttavia, preferisce un’impostazione che sia avvicina alla forma di un triangolo isoscele; come abbiamo scritto nella premessa, le variabili sono tantissime, dunque quello che possiamo consigliare è effettuare test in lungo e in largo, per capire quale sia la formazione migliore in base al vostro ambiente d’ascolto Hi-Fi e al vostro gusto. In ogni caso, la forma preferibile della stanza d’ascolto è senza dubbio quella rettangolare, sia optiate per il triangolo isoscele che per quello equilatero, visto che alle vostre spalle, così come alle spalle dei diffusori, è consigliabile preservare una certa distanza.

L'arredamento per le alte e basse frequenze

L’assorbimento delle onde sonore è ciò su cui dobbiamo intervenire se riscontriamo delle alte frequenze troppo taglienti nel nostro impianto Hi-Fi. Fortunatamente, si tratta di un’operazione che possiamo effettuare con oggetti presenti nella vita di tutti i giorni. Tendaggi, scaffalature con libri e quadri vanno tutti bene al nostro scopo, a patto che siano privi di qualsiasi piano riflettente in vetro. Potete pensare di acquistare pannelli fonoassorbenti, ormai presenti in tanti negozi specializzati, ma è possibile ottenere discreti risultati anche con gli strumenti citati in precedenza, avendo riscontri senza mettere mano al portafoglio. Con l’eccedenza di bassi, la soluzione del problema si fa un po’ più complicata.

ambiente d'ascolto hi-fi

Qualora sentiate troppo pronunciate le basse frequenze, o notiate veri e propri rimbombi, dovreste provare  a spostare l’arredamento o almeno intervenire con dei tappeti. Ne esistono di specifici per questo scopo, reperibili sempre nei negozi specializzati. Nel caso la spesa vi sembri ingente, potete sempre declinare sui tappeti che avete in casa, dando una preferenza a quelli spessi e a pelo lungo. L’arredamento, infine, può essere un alleato nello smussamento degli angoli del locale. Se possibile, posizionate un mobile a 45° o una libreria posta di traverso, o almeno una pianta, per ridurre riflessi troppo pronunciati.

I materiali dell'ambiente d'ascolto

I materiali che ci circondano contribuiscono in maniera determinante alla resa sonora dell’impianto nell’ambiente d’ascolto Hi-Fi. Purtroppo, però, nel caso dovessimo riscontrare problemi a causa di questi, spesso bisognerà spendere cifre non indifferenti. Parliamo, ad esempio, dei muri. Più sono spessi e solidi e meglio è, sia per l’impatto delle basse frequenze che per ottenere un buon isolamento. Se la vostra è una parete di cartongesso, le vibrazioni saranno molto elevate e il suono sarà sostanzialmente compromesso. Stesso problema di vibrazione anche per porte e finestre; è meglio evitare che queste siano vicine agli angoli della stanza e che siano coperte con tende, soprattutto le seconde.

La parete a cui fare più attenzione è quella dietro ai diffusori. Un buon trattamento acustico di questa parte della stanza assicura risultati eccellenti. In generale è bene rispettare la simmetria dell’arredamento, compresa quella di qualche eventuale (e consigliato) quadro sulle pareti laterali rispetto al punto d’ascolto. Pensiamo ora, invece, ai pavimenti, per cui il materiale migliore è il legno. I peggiori sono invece quelli in marmo (troppo riflettenti) o quelli in moquette (molto assorbenti). Per fortuna, in questo caso non dovremo improvvisarci provetti carpentieri, ma basterà molto meno. Nei casi di pavimenti in mattonelle o in marmo, infatti, un tappeto spesso tra diffusori e punto d’ascolto ridurrà sensibilmente i problemi. In generale, vanno evitate il più possibili le superfici riflettenti.

ambiente d'ascolto hi-fi

Sfruttare le pareti

Pensiamo alle pareti soprattutto come a un problema da risolvere. Questo è parzialmente vero. La maggior parte delle casse acustiche è stata progettata per godere di un certo spazio tra queste e le pareti, affinché il suono possa provenire direttamente da lì piuttosto che, per riflesso, dai muri della stanza in cui ci troviamo. Dunque tenere un certo spazio tra pareti e diffusori è sempre e comunque una condizione imprescindibile per una buona resa acustica del nostro impianto Hi-Fi.

Allo stesso tempo, quando il livello delle elettroniche sale fino a diventare almeno buono, entra in gioco la tridimensionalità della scena e dell’immagine sonora. L’immagine sonora è l’illusione di avere davanti a sé un palcoscenico a tutti gli effetti, che dunque ha una sua larghezza, una sua altezza e una sua profondità. Uno sfruttamento “positivo” delle pareti può dare ottimi risultati nel miglioramento di queste caratteristiche. Riprendendo il discorso sulle tende, ci sono almeno due posizioni che migliorano l’immagine: la prima è sulle pareti laterali, a metà tra diffusori e punto d’ascolto; la seconda è immediatamente dietro al punto d’ascolto, invece, alle nostre spalle. Facciamo presente che esistono anche pannelli ad hoc concepiti proprio per questo scopo.

Considerazioni finali

A tutte queste considerazioni, ne vanno aggiunte alcune finali. La prima è che più l’impianto è di livello elevato, maggiore sarà la sensibilità a qualsiasi modifica effettuata. Per contro, se avete un impianto Hi-Fi poco prestante, difficilmente potrete fare miracoli, pur prendendo tutti gli accorgimenti possibili. Va comunque detto che un buon impianto, messo nella posizione di dare il meglio di sé, saprà regalare soddisfazioni a chi lo ascolta; allo stesso tempo un sistema Hi-Fi strepitoso posto in una stanza pessima sotto il profilo acustico sarà estremamente deludente da ascoltare.

La seconda considerazione che vogliamo fare è che, in questa occasione forse anche più che in altre, lunghi test da effettuare sono il punto di partenza fondamentale per capire come muoversi. Dunque mettete in condizione il cervello di concentrarsi esclusivamente sul suono. Non date nulla per scontato (aprendo o chiudendo le porte della vostra stanza) e provate a effettuare sessioni di ascolto con le stesse impostazioni frammentate nell’arco di un periodo piuttosto lungo, evitando “l’attacca e stacca”. Non dimenticatevi infine dell’importanza dell’ambiente d’ascolto Hi-Fi non solo dal punto di vista sonoro, ma anche da quello dell’impatto emozionale.

Prima di lasciarvi all’esplorazione del nostro catalogo, vogliamo confidarvi una chicca. Qualcuno sostiene che gli occhiali migliorino l’ascolto, in quanto, riflettendo il segnale, fanno in modo che una parte di questo proveniente dal diffusore di destra non raggiunga l’orecchio sinistro, e viceversa. A giovarne sarebbe l’ampiezza laterale dell’immagine. Sarà vero? Noi pensiamo di no, ma tentare non costa nulla…

Acquisto Ricable Smartphone

Perché acquistare direttamente dal sito Ricable?

È sicuramente molto comodo comprare da un unico posto, con un unico ordine online, tutto ciò che ci serve. Ma siamo sicuri che questo corrisponda alla scelta migliore da fare? Pensiamo, come Ricable, anche e soprattutto a ciò che produciamo: i cavi Hi-Fi. Oggetti non proprio economici e, per quanto robusti praticamente, delicatissimi in campo teorico. Tra test di ascolto, tempo per abituarsi al suono, confronti con gli amici da fare, elettroniche da collegare… pensiamo che godere di un periodo prolungato per effettuare il reso, sia il minimo indispensabile. Che è proprio uno dei vantaggi che offriamo ai nostri clienti. Ecco allora perché dovreste pensare di acquistare direttamente dal sito Ricable.

Velocità, sicurezza e vantaggi con un paio di click sul sito Ricable

Piuttosto che provare a convincervi, preferiamo parlare di fatti. Ricable, in origine Troniteck, si è sempre prefissa di consegnare al cliente un servizio su misura, contraddistinto da velocità e qualità. E questo non accade dall’altro ieri, tutt’altro. Troniteck infatti nasce nel lontano 2005, quando ancora l’e-commerce, in Italia, era visto come qualcosa quasi al limite della legalità, tra qualche dubbio e quintali di scetticismo. Amazon non esisteva nemmeno, ed eBay era giusto una start-up. Insomma: curando solo i nostri prodotti, li possiamo trattare con maggior cura, anche prima che arrivino a casa tua.

sicurezza chiave

Ma al di là della maggiore velocità e della affidabilità più elevata, ci sono tanti altri vantaggi che attendono i clienti. Uno di questi è la registrazione della Garanzia a Vita completamente automatica. Nel caso in cui acquistiate il vostro nuovo cavo Ricable da un rivenditore oppure da un marketplace, la Garanzia a Vita vi spetta. Però dovrete attivarla manualmente. Nel caso invece optiate per acquistare direttamente sul sito Ricable, questa sarà attivata in automatico, senza muovere un dito.

Un altro aspetto interessante è relativo alla possibilità di personalizzare il prodotto. Ve ne abbiamo già parlato in maniera specifica in un altro articolo. Ma ci teniamo a precisare come, essendo localizzata la nostra produzione interamente in Italia e ordinando direttamente sul nostro sito, sia possibile richiedere tantissimi tipi di customizzazioni. E molte di queste senza costi aggiuntivi. Nel caso invece procediate con l’acquisto presso terze parti, ogni opzione in questo senso vi sarà preclusa.

Fiore all’occhiello è l’estensione del periodo in cui è possibile effettuare il reso gratuito. Per legge i giorni previsti in questo senso sarebbero 14, qualcuno posticipa la scadenza fino a 30, ma ciò che fa Ricable è consentire ai propri clienti di effettuare il reso gratuito, senza dare spiegazioni, in un periodo che dura fino a 60 giorni.

coppa caffè sei speciale

Acquistare direttamente garantisce supporto continuo e promozioni uniche

Abbiamo già avuto modo di accennare come Ricable sia attenta alle esigenze del cliente. Ma questo non si concretizza solo nella celerità nell’effettuare la spedizione, ma in molti altri aspetti. La spedizione, infatti, è anche completamente assicurata contro danneggiamento, smarrimento o qualsiasi altro tipo di inconveniente. Chi compra dal sito Ricable ha la certezza di ricevere ciò che ha ordinato, sempre. Dulcis in fundo, questa certezza è gratuita con un importo minimo molto facile da raggiungere. Basta infatti che l’acquisto sia di un costo superiore ai 50 euro. Anche chi ci segue dall’estero, può stare tranquillo: spediamo gratuitamente in tutto il mondo. A tutto questo aggiungiamo un altro fattore con cui saltuariamente abbiamo a che fare: la contraffazione dei prodotti o le truffe.

Tramite Facebook vi avvisiamo il prima possibile di stare attenti a questo o a quell’altro sito, ma per stare sempre e comunque tranquilli basta acquistare direttamente dal sito Ricable.

Se chi vende un prodotto è direttamente il produttore, è scontato che il cliente possa avere risposte migliori e più pertinenti, oltre che attraverso un canale preferenziale, contattandolo direttamente. Questo può accedere sia in fase di prevendita, quando bisogna capire cosa fa al caso nostro, sia in fase di postvendita, nel caso in cui ci fosse bisogno di assistenza. L’evolvere dei tempi e della tecnologia ci ha permesso di imbastire un sistema tale da essere vicini al cliente in qualsiasi momento. A tutto questo aggiungiamo infine il fatto che organizziamo ciclicamente alcune importanti speciali iniziative solo per i nostri clienti, come ad esempio “Prova un Ricable”, che si è rivelata un enorme successo, e di cui stiamo pubblicando tutte le recensioni che ci sono arrivate. Aspettando la prossima… perché non date un’occhiata al nostro catalogo?

Invictus Speaker Forcelle

Con Ricable la personalizzazione dei cavi Hi-Fi è totale

Uno dei principali vantaggi di costruire in maniera artigianale cavi Hi-Fi è quello di potere offrire ai propri clienti prodotti di qualità straordinaria. Ma non è tutto. Uno dei tratti distintivi di Ricable è anche quello di offrire un’ampia gamma di personalizzazioni, molte senza costi aggiuntivi. Questo è sempre legato al fatto di progettare e realizzare i nostri prodotti totalmente in Italia. La personalizzazione di cavi Hi-Fi più scontata è senza dubbio quella relativa alla lunghezza, ma ce ne sono tante altre che possono risultare stuzzicanti per l’estro di un vero audiofilo.

Le forcelle nei cavi di potenza Hi-Fi

Senza dubbio la personalizzazione richiesta più di frequente è costituita dalle forcelle, utilizzate nei cavi di potenza al posto delle banane. Come abbiamo scritto in un precedente articolo, calcolando pro e contro le forcelle sono anche la soluzione migliore che è possibile adottare, se paragonate alle banane o al cavo spellato. Le forcelle possono essere richieste per qualsiasi cavo, sia da un solo lato che da entrambi, inserendo semplicemente una nota all’ordine oppure con una comunicazione successiva. Il prezzo non varia.

Invictus Speaker Forcelle Dettaglio
Invictus Coaxial BNC

Ulteriori personalizzazioni

Un’altra richiesta di personalizzazione che ci capita di ricevere piuttosto spesso è relativa ai cavi coassiali. Alcuni clienti ci chiedono di realizzarli con connettori BNC da entrambi i lati (o anche esclusivamente da un singolo lato). Anche in questo caso, il prezzo non cambia.

Per quanto riguarda i cavi XLR e RCA, c’è la possibilità di cablarli in varie configurazioni semibilanciate che prevedono almeno un connettore XLR. Il prezzo di riferimento, in questo caso, è quello dei cavi XLR bilanciati.

Ora passiamo ai cavi XLR – Jack 6.3. Questi possiamo cablarli in varie configurazioni semibilanciate che prevedono almeno un connettore XLR. Il prezzo di riferimento è quello dei cavi XLR bilanciati e attualmente sono disponibili solo i connettori per la serie Magnus, eventualmente compatibili con la serie Primus, ma non con quelle Dedalus e Invictus.

Sottolineiamo infine anche la possibilità di cablare in varie configurazioni un cavo con dei connettori Jack 3.5 mm (maschio o femmina) e Jack 6.3 mm (maschio/femmina). I prezzi di riferimento sono quelli del Magnus Jack.

Come si dice, infine: anche l’occhio vuole la sua parte. Dunque, se per motivi di arredamento o gusto personale desiderate una guaina di colore differente rispetto a quella standard per una determinata serie, è anche possibile richiedere un determinato cavo con un rivestimento diverso. Per esempio, potete richiedere un Dedalus Speaker (arancione) con il rivestimento del Magnus (scuro).

Invictus Coaxial BNC Dettaglio

Ricable non ha nessun limite quando si parla di personalizzazione di cavi Hi-Fi. Essendo un costruttori a tutti gli effetti, possiamo valutare qualsiasi tipo di personalizzazione e fornire al cliente la fattibilità della stessa, così come il relativo preventivo.

casa salotto

Valutazione e rodaggio di un cavo Hi-Fi nel proprio impianto

C’è sempre un’accesa diatriba per quel che concerne il rodaggio di un cavo per l’Hi-Fi. Alcuni audiofili ci dicono che è superfluo rodare i cavi, mentre altri che è importante tanto quanto il rodaggio fatto ad altri componenti Hi-Fi. Innanzitutto: cosa si intende per rodaggio e perché è importante?

Cosa è il rodaggio e perché è importante?

Il rodaggio di componenti Hi-Fi si esegue semplicemente facendo funzionare l’apparato in questione, per un certo periodo di tempo, al fine di stabilizzarne il funzionamento e ottenere un risultato definitivo. La sua importanza è in alcuni casi fondamentale, in quanto alcuni componenti hanno una modifica rilevante nelle performance sonore prima e dopo il rodaggio. Ricable, come produttore, ufficialmente non ritiene che il rodaggio di un cavo Hi-Fi sia fondamentale, o meglio, non dà indicazioni in merito a se e come farlo. Parecchi clienti però ci hanno segnalato che, inserendo i nostri cavi all’interno delle loro catene Hi-Fi, hanno sentito un netto miglioramento dopo un periodo di rodaggio di una quindicina di giorni.

Perché alcuni si e alcuni no? Noi, da sempre, affermiamo che ogni sistema Hi-Fi è unico e questo ci fa pensare che l’inserimento di un nostro cavo nei vari sistemi possa avvenire in modo diverso, anche quando si parla di rodaggio.

Visto che non ha un costo, fatelo!

Il bello del rodaggio, che sia di un cavo, di un amplificatore o di un diffusore acustico, è che non ha un costo e non prevede tecniche astruse per metterlo in pratica. Quindi il nostro consiglio è comunque di farlo sempre, prima di trarre qualsiasi valutazione in merito.

magnus speaker

La valutazione di un cavo Hi-Fi

Molti nostri clienti ci hanno confessato di avere riscontrato un netto miglioramento dopo decine, se non centinaia di ore di “rodaggio” dei nostri cavi. A entrare in gioco qui è un aspetto estremamente interessante, che potremmo definire come il rodaggio del nostro orecchio. Alla base della progettazione dei cavi Ricable c’è una parola chiave indiscutibile: neutralità. Ogni cavo Ricable, pur con le inevitabili differenze dovute al pregio della serie a cui appartiene, punta a restituire all’ascoltatore un suono che sia il più vicino possibile a quello concepito dall’artista che ha realizzato il brano, interfacciandosi con le elettroniche che collega.

Neutralità, però, non significa anonimato, ma corrispondenza massima alla realtà. Ciò vuol dire che chiunque sia abituato a un cavo che enfatizzi alte o basse frequenze, potrebbe trovare il suono di un cavo Ricable “diverso”. Non solo. L’audiofilo che ha appena acquistato un cavo Ricable, essendo abituato ad altro, potrebbe non gradire proprio il nuovo suono emesso dal proprio impianto. È questo il caso di un nostro cliente che, inizialmente, si è dichiarato poco entusiasta del nostro Invictus, salvo poi dichiararsene soddisfattissimo. Forse perché nel frattempo il cavo si è rodato? Oppure perché l’orecchio del nostro amico audiofilo si è abituato al nuovo suono? La risposta più veritiera è, probabilmente… entrambe le cose. A conferma di ciò, abbiamo una circostanza in cui ci imbattiamo ciclicamente.

dedalus signal

Più di una volta abbiamo venduto cavi usati (dunque rodati). Curiosamente ci è stato segnalato che, dopo un certo periodo, il suono era migliorato. Considerato questo, possiamo ipotizzare che se una persona è abituata ad ascoltare un impianto con lo stesso set-up da molto tempo, si abitua a un suono. Anche se non è il più corretto, quando cambia un componente (nel nostro caso un cavo), di primo acchito può rimanere insoddisfatto, perché il suo orecchio è abituato al suono precedente. Con il passare del tempo, il componente forse si roda pure, ma è soprattutto l’orecchio ad assimilare il nuovo suono. Dopo un giusto periodo, il ritorno al vecchio componente non è più neanche ponderabile dalla persona.

Quindici giorni per togliersi i dubbi

È per questo che un consiglio teorico che diamo è di non effettuare test e confronti con “l’attacca-stacca” in un lasso di tempo ridotto. Piuttosto, consigliamo di mantenere il nuovo set-up per almeno due settimane, e poi provare a tornare alla vecchia modalità di ascolto. La soluzione è dunque istituire un confronto basato su prove di ascolto di durata sufficiente. Direttamente derivante da questo suggerimento, c’è anche un vantaggio che offriamo ai nostri clienti molto più pratico. Ci riferiamo alla garanzia Soddisfatti o Rimborsati estesa addirittura a sessanta giorni, esattamente il quadruplo rispetto a quelli previsti dalla legge. Solo in questo modo ci sentiamo di offrire un periodo di tempo, a nostro avviso, sufficiente per fare un corretto “rodaggio”. Un rodaggio sia del nostro cavo, sia del nostro udito. Alla base di tutte queste considerazioni ci deve essere il fatto che i cavi in questione siano prodotti di qualità, come quelli che offriamo ai nostri clienti. Per scoprire tutte le nostre serie e tutte le nostre tipologie di cavi, vi invitiamo a cliccare sul bottone sottostante.

Cambiamento Time for Change

Come funziona Ricable Upgrade, il servizio di permuta di cavi Hi-Fi unico al mondo

Qualcuno lo conosce già, e forse ne ha addirittura già usufruito. Qualcun altro, invece, devo ancora scoprirlo. Ma siamo sicuri che, appena capiterà, non ne riuscirà più a fare a meno. Parliamo di Ricable Upgrade, il servizio di permuta di cavi Hi-Fi offerto in questo settore esclusivamente da Ricable, che permette ai suoi clienti di valorizzare l’usato e avere un prodotto nuovo, garantito a vita. Ma come funziona Ricable Upgrade?

Che cos'è Ricable Upgrade?

Cominciamo dalla condizione fondamentale: essere in possesso di un cavo Ricable. Questo è ovviamente il primo passo necessario per potere usufruire di Ricable Upgrade. Quello che forse potrebbe essere meno scontato è che non è necessario che l’acquisto sia stato effettuato su questo sito. Nel caso abbiate comprato il cavo presso un rivenditore o un marketplace online, non c’è problema; basta che abbiate la possibilità di dimostrare l’acquisto (scontrino, conferma mail, ricevuta e simili). Non dovete nemmeno essere in possesso degli imballaggi originali, basta che il prodotto funzioni.

A questo punto manderemo, a nostre spese e in data e orario concordati, un corriere a ritirare il cavo a casa vostra e a portarvi, contestualmente, il vostro nuovo Ricable. Il prezzo che dovrete pagare sarà solo la differenza netta di costo tra i due cavi, senza nessuna commissione. Infatti il vostro vecchio acquisto viene valutato in permuta la stessa cifra pagata per il nuovo, IVA e trasporti compresi. Così facendo, non avrete mai cavi di troppo, ma, al contrario, avrete sempre la massima prestazione concentrata nel vostro impianto, anche quando magari deciderete di cambiare delle elettroniche.

Trasversalità totale

Ci sono alcune note aggiuntive che meritano qualche attenzione. In primo luogo, la permuta è trasversale. Potete permutare un cavo di segnale per uno di potenza, a patto di effettuare un miglioramento a livello di serie. Ma Ricable Upgrade è un servizio “elastico” anche in un altro senso; anche se il vostro cavo è finito fuori catalogo oppure appartiene a una serie a fine produzione, non c’è problema, sarà comunque ritenuto valido. Così c’è sempre la certezza di massimizzare il proprio investimento negli anni a venire. A questo aggiungiamo il guadagno di tempo rispetto alla possibilità di rivendere il vostro cavo a un privato.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Vi risparmiamo tutte le scocciature relative ad annuncio da mettere online, trattativa da portare a termine e quant’altro. Meglio di così, davvero non si può. Ma come fare per attivare questa procedura?

Come posso aderire?

Ecco quindi come funziona Ricable Upgrade. È semplicissimo. Capiamo però ora come possiamo aderirvi. Per farlo, vi basterà compilare il form che trovate nella pagina dedicata al servizio. Dopo poco tempo, vi ricontatteremo per finalizzare l’operazione. Se aveste dei dubbi, vi consigliamo di guardare il video illustrativo oppure consultare la pagina Ricable Upgrade (che offre anche un esempio e il regolamento completo), raggiungibile tramite il bottone sottostante. Altrimenti potete, come sempre, contattarci in chat qui sul sito o con un altro dei tanti mezzi che vi mettiamo a disposizione.

elettrone prova signor zanetti

Il ritorno del signor Zanetti: una prova tecnico-scientifica dei cavi Ricable

Non c’è due senza tre, o forse non c’è tre senza quattro. Il nostro affezionato cliente Zanetti torna alla ribalta con un nuovo articolo in cui ci racconta una serie di test e una prova dei cavi Ricable di carattere tecnico e scientifico, con cui ha saggiato le nostre serie Dedalus e Invictus. Per chi se le fosse perse, ecco i link alla prima e alla seconda puntata, seguite da quello che doveva essere il suo ultimo articolo, dall’atmosfera natalizia. Per fortuna, così non è stato. Buona lettura con il racconto del signor Zanetti e la sua prova dei cavi Ricable!

La danza degli elettroni

Dunque, in conclusione, mi sono portato a casa da mister Sergio: quattro cavi di alimentazione Dedalus, due cavi di segnale bilanciati (uno Invictus e uno Dedalus), tre cavi HDMI e, dulcis in fundo, una coppia di cavi – altoparlanti Invictus.

Bene bene per le mie orecchie, un po’ meno per il portafoglio. Ma si sa, gli hobby sono hobby. Dunque dunque le orecchie sono soddisfatte; ma sarà veramente così? Voglio dire, dal punto di vista tecnico-scientifico sarà possibile determinare in maniera oggettiva la qualità di questi cavi?

«Ma che t’importa» mi dice il mio collega e amico Alessandro. «Perché ti vuoi martellare i cosiddetti se sei soddisfatto?». Penso abbia ragione! Ma… si sa… l’appetito vien mangiando! Allora comincio a esaminare ciò che posseggo. Per prima cosa controllo se le spine dei cavi Dedalus sono avvitate a dovere; quasi sempre sì. Qualche volta provo a stringere un po’ di più.

Sono gusti personali degli audiofili a cui piace smanettare.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Poi, considerato che il peso del cavo è ragguardevole, penso di sostenerlo nelle connessioni. Ma pensando pensando e aumentando il cosiddetto “martellamento”, mi dico: «Ma la fase sarà corretta?». Posso facilmente determinare la fase della presa di alimentazione con un cercafase; ma la fase dell’apparecchiatura collegata con il cavo sarà corretta anch’essa o no? Sempre Alessandro: «Ma cosa vai a cercare? Mi sembri suonato… appunto».

Ma ormai la febbre audiofila ha preso il sopravvento e non voglio intendere ragioni. Cerco su internet e dopo diversi tentativi scopro una ciabatta della Oehlbach che ha la possibilità di collegare in fase le apparecchiature. Bene, la compro. Ora mi potrei accontentare, ma la “febbre” non si placa.

Scopro che c’è anche un accessorio che facilita l’operazione. Compro anche quello. Bene bene per qualche giorno mi è sembrato di essere soddisfatto. Riassumendo: ho controllato le viti di serraggio di spine e prese, ho sostenuto le connessioni a causa del peso rilevante del cavo, ho messo in fase le apparecchiature con l’apposito giocattolino; è tutto ok.

Passa una settimana e il tarlo audiofilo ricomincia a lavorare! «Ma» mi dico «dal punto di vista strettamente chimico-fisico vale la spesa? Cioè, è un cavo costruito a regola d’arte?». Ora il mio amico Alessandro si incazza veramente (e tre)! Tralascio gli improperi che mi dice. Si tranquillizzerà in seguito a casa sua, ascoltando McIntosh e Sonus Faber. Passa qualche giorno e questa volta è lui che telefona.

Mi dice: «Ho comperato un accessorio, una specie di penna, ti consiglio caldamente di comperarla, fidati». Maledizione, mi ha fregato, adesso è lui che alimenta il mio tarlo audiofilo! Prima però mi godo la qualità audio e video che si sprigiona dalla ciabatta. La ciabatta è venduta senza cavo e io gliene ho collegato uno normale. Tutto ok. Dopo un paio di giorni trafficando con i cavi, metto un Dedalus Ricable nella presa di alimentazione della ciabatta e me ne vado.

Alla sera accendo il televisore (anch’esso collegato alla ciabatta) e resto allibito. Penso: «Hanno aumentato l’intensità del segnale video, che strano, non ho mai visto così bene la TV». Passa un‘oretta ma la cosa non mi convince. Guardo la ciabatta e penso: «Non sarà mica cambiato qualcosa nell’alimentazione? Ma certo, ho cambiato il cavo!». Non ci credo, rimetto il normale cavo elettrico e riaccendo il televisore. La qualità è peggiorata.

Ma come è possibile! Il cavo è prima della ciabatta filtrante, come può essere? Cambio di nuovo il cavo e la qualità video aumenta! Provare per credere! Il cavo Ricable che alimenta la ciabatta ha aumentato considerevolmente la qualità video e audio (foto 3). Ora mi devo occupare di questo strano aggeggio che Alessandro mi ha consigliato di comperare a scatola chiusa.

Vado sul sito di Audioteka e leggo che l’azienda svedese SUPRA produce un piccolo strumento per il controllo dei campi elettrici che possono essere irradiati da cavi di alimentazione, ciabatte, fusibili, blocchi di distribuzione elettrici e così via. “Minchia signor tenente”, ho trovato quello che cercavo! Ora il Ricable lo sistemo io! Prendo la “penna”, l’appoggio sul Dedalus. NIENTE!

Non si accende e il cicalino non suona. Provo il mio cavo nero PCOCC: un disastro! La “penna” si illumina e suona. Provo tutti i cavi che ho diversi dai Ricable: suonano tutti e la “penna” si accende sempre! Ora sono soddisfatto. Questi maledetti cavi sono un’opera d’arte. A chi li ha progettati va conferita la Legion d’onore!!

L.R. Zanetti

La “penna” usata è un rilevatore di campi elettromagnetici. In pratica, se posizionata vicino a una fonte di campi elettromagnetici (come la corrente elettrica), la punta si illumina. È dotata di varie sensibilità per intercettare anche i campi elettromagnetici meno forti. È un ottimo attrezzo anche per trovare la fase degli apparecchi, perché dove c’è fase si illumina, dove c’è il neutro no.

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prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Nella prova è evidente come i nostri cavi, alla massima sensibilità, non emaninino campi elettromagnetici. Questo significa che sono meglio schermati e isolati degli altri. Questi campi che fuoriescono dal cavo interferiscono con elettroniche e altri segnali della catena ed è anche per questo che un buon cavo di alimentazione fa la differenza. Infine, ringraziamo per la quarta volta il signor Zanetti per questa prova dei cavi Ricable, grazie alla quale le serie Dedalus e Invictus sono state messe sotto stress, uscendone però vittoriose.

banane forcelle cavo spellato

Banane, forcelle o cavo spellato in Hi-Fi?

Meglio terminare con banane, forcelle o lasciando il cavo spellato? È questa una delle domande che i clienti ci fanno più frequentemente. Ogni soluzione ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, che vi racconteremo in questo nuovo articolo del nostro blog. Una premessa doverosa, però: il nostro discorso ha un senso nel momento in cui le connessioni siano applicate ad apparecchi di elevata qualità e considerando un alto livello dei materiali impiegati. Ad esempio, una banana in puro rame sarà meglio di una in ottone. Facciamo allora il punto su quale sia la soluzione migliore tra banane, forcelle e cavo spellato.

Il cavo di potenza Hi-Fi terminato con le banane

La connessione a banana è senza dubbio la più diffusa, perché garantisce la maggior praticità e un’ottima protezione dall’ossidazione del conduttore. Ci sono in commercio vari tipi di banana, le più comuni sono quelle con le molle sul perno. Questo tipo di banana è la meno performante per via della componente a molla che pregiudica la stabilità e l’intensità della forza applicata nel contatto (vedi foto).

Altro tipo di banana molto diffusa (la usiamo in tutte le serie, tranne quella Invictus) è la banana BFA, caratterizzata da un contatto centrale che si restringe. Per questo è dura da inserire ed è giusto che sia così, perché vuol dire che ha una miglior tenuta. I vantaggi di questa banana rispetto a quella a molla sono:

  1. Maggior tenuta nel tempo.
  2. Maggior superficie di contatto.
  3. Se si allenta il sistema a molla BFA, si può ripristinare allargandolo leggermente.
banane a molla

Il problema di questa banana è che la lamina che forma il polo d’inserimento (dove c’è quella parte ondulata) è più fragile delle altre e si potrebbe piegare sotto sforzo. Per questo nella serie Magnus e Dedalus abbiamo progettato banane BFA con un perno centrale che garantisce questo tipo di tenuta. Anche perché queste banane sono in rame e tellurio, che è più morbido dell’ottone e quindi tende a piegarsi. Le uniche banane BFA standard sono quelle del Primus, una serie per la quale, però, abbiamo previsto una lamina maggiorata per evitare piegamenti.

L’ultimo tipo di banane, più diffuso, è quello a espansione, che tramite un sistema a perno permette una tenuta costante e precisa (serie Invictus). Ci sono altri tipi di banane meno diffusi, ma quelle maggiormente usate sono queste tre.

Banane

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Il cavo di potenza Hi-Fi con forcelle

ponticelli hifi come collegarli

La terminazione con forcelle di un cavo Speaker Hi-Fi risulta forse essere il miglior compromesso possibile tra praticità e prestazione. Nonostante ciò, la forcella è molto meno richiesta e utilizzata per la terminazione dei cavi di potenza. Ricable realizza comunque realizza tutti i cavi con le banane, con la possibilità di averli terminati, da un lato o da entrambi i lati, con le forcelle, senza variazioni di prezzo.

Mentre la banana è universale per ogni morsetto, in quanto il foro è universale, per la forcella la compatibilità dipende molto dalla dimensione del perno del morsetto.

Ricable (ma quasi tutte le forcelle in commercio sono così) usa forcelle a doppio sbalzo, che si adattano alla stragrande maggioranza dei perni. La maggior performance è garantita da una superficie di contatto e da uno spessore maggiori (nelle forcelle buone) del corpo del connettore. La tenuta meccanica è praticamente identica a quella della banana, soprattutto con i morsetti moderni di casse e amplificatori, che hanno una parte zigrinata capace di prevenire lo smollarsi.

Questa soluzione è meno comoda del “mettere e togliere”, perché ogni volta bisogna smollare il morsetto come nel cavo spellato. Tuttavia l’inserimento della forcella è più agevole del cavo spellato e soprattutto non dipende dal rapporto tra conduttore e dimensione del foro. A volte capita infatti di avere fori piccoli per il cavo spellato o conduttori grandi. Un altro svantaggio della forcella è che molti amplificatori multicanale non la accettano, mentre accettano sempre banana e cavo spellato. Un vantaggio della forcella rispetto alla banana, invece, è che serve meno spazio dietro al contatto, perché il cavo va subito parallelo all’apparecchio, mentre con la banana serve un po’ di spazio dietro per il connettore e per il cavo in partenza.

Forcelle

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione
ricable custom

Il cavo di potenza Hi-Fi spellato

A livello di performance il cavo spellato è la soluzione migliore, perché ogni elemento che si aggiunge nella trasmissione di un segnale, tende a peggiorare quest’ultimo. Allora perché si usano i connettori a banana e forcella, soprattutto nei cavi di maggior pregio? Per una semplice motivazione, perché i conduttori in rame, e più sono di purezza elevata e più questa condizione si verifica, tendono a ossidarsi in brevissimo tempo e questo peggiora drasticamente le performance della conduzione, togliendo tutto il vantaggio di non avere il connettore.

Si può tamponare questa situazione stagnando la parte spellata, per tamponare un po’ l’ossidazione, ma non sarà mai come la placcatura di un connettore. Inoltre si vanificano tutti i benefici della connessione con cavo spellato.

Di solito si usano cavi spellati in connessioni di valore moderato, soprattutto nell’Home Cinema, perché l’ossidazione che avanza incide meno in termini di qualità su sistemi Hi-End.

Attenzione: piuttosto che usare connettori di scarsa qualità, molto meglio il cavo spellato, magari stagnato. I connettori di qualità, nel computo vantaggi/svantaggi rispetto al cavo spellato, sono comunque sempre meglio. Diciamo che il cavo spellato è a livello accademico la miglior connessione, ma solo nel breve periodo, quindi non lo si consiglia per connessioni di alto livello. I valori del grafico sotto riportati si riferiscono al medio e lungo termine. Altro svantaggio è la praticità di utilizzo, perché è necessario ricordarsi di stringere di tanto in tanto i morsetti e perché, se si devono scollegare, prima di collegarli nuovamente è buona cosa tagliare una parte del cavo e spellarne una nuova, fino a quando se ne trova una non ossidata.

Cavo Spellato

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Banane, forcelle o cavo spellato? Tutte queste considerazioni cadono nel momento in cui si utilizzino banane o forcelle di scarsa qualità; in questo caso la qualità del suono sarebbe inevitabilmente, al punto tale da consigliarvi senza se e senza ma l’utilizzo del cavo spellato. Ricable, oltre a offrire la lunghezza personalizzata, dà la possibilità ai propri clienti di scegliere anche la terminazione, se con le banane o le forcelle. Basta che ce lo segnaliate in una nota quando completate l’acquisto. Per coloro che volessero fare utilizzo di un cavo spellato, non possiamo che rimandare alla nostra divisione Custom, pensata per gli autocostruttori.

Impianto Rocco 1 Invictus Signal

Recensione #9 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Rocco
Dal gruppo Facebook Be Connected

Rocco L.

Sorgente: Mark Levinson 390s

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Copland CTA 408

Diffusori acustici: B&W 804 D3

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Rocco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Costruzione accurata ed estetica ineccepibile, sicuramente solido e accattivante sin dalla prima vista.

Impianto Rocco 4 Invictus Signal
Impianto Rocco 3 Invictus Signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Inizialmente collegando e scollegando il cavo in prova alternandolo con il precedente VDH. Successivamente, non riscontrando particolari differenze, l’ho collegato all’uscita CD, utilizzando un connettore doppio RCA, con entrambi i cavi a confronto, e a loro volta questi sono stati collegati a due differenti ingressi amplificatore A1-A2 (come da foto).
Quindi durante l’ascolto dei brani con l’ausilio del telecomando dell’ampli ho provato a cambiare l’ingresso 1 con il 2, avendo così immediata la percezione dei due suoni a confronto (fare riferimento al video relativo a uno dei brani tratto da The Wall dei Pink Floyd).

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto appare subito relativo a un cavo di notevole qualità sia in termini di dettaglio, di trasparenza, di calore soprattutto con le voci femminili che regalano una certa sensazione di “presenza ” da magica atmosfera.
Anche i vari strumenti appaiono ben distinti tra loro creando una buona scena tridimensionale, masterizzazione del CD permettendo!
I brani utilizzati per la prova sono tratti da Best Audiophile Voices VI, Jack Johnson: Sleep Through the Static, musica rock quali Dire Straits e Pink Floyd e musica MPB con Ana Carolina, star della musica brasiliana contemporanea.

Invictus Signal Contesto
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Con mio grande stupore i due cavi a confronto sono apparsi assolutamente identici sotto i vari aspetti qualitativi di trasparenza, separazione scena sonora e quant’altro si possa chiedere a un cavo che nell’impianto ha l’ingrato compito di togliere il meno possibile al segnale originale.
L’Invictus ha tenuto testa a un cavo VDH di indubbio valore senza alcun problema, che onora il team di Ricable per l’eccezionale risultato conseguito.
In conclusione un cavo dall’ottimo rapporto qualità/prezzo che può fare la felicità di molti audiofili senza spendere un capitale.
Ringrazio ancora Ricable per l’opportunità di test offerta a noi audiofili, porgendo i miei più sinceri AUGURI di buone feste e di un prosperoso 2020.

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Cosa ti è piaciuto?

– Vedere quanto già esposto, nulla da segnalare
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


situazione coronavirus ricable

Situazione coronavirus Ricable (aggiornamento al 12 marzo 2020)

Ricable è aperta. Comunichiamo, per quanto riguarda la situazione venutasi a creare in seguito alla diffusione del coronavirus, che garantiamo i seguenti servizi ai clienti:

  1. Evasione ordini sui siti www.ricable.com, www.ricablecustom.com e www.troniteck.it
  2. Supporto commerciale e tecnico tramite telefono, e-mail, WhatsApp e chat on-line

Per proteggere i nostri dipendenti abbiamo istituito un ampio contesto di lavoro agile o smart working e attuato la massima sicurezza nell’unità produttiva. Questo al fine di poter garantire un servizio adeguato alla situazione di emergenza. Fino a data da stabilirsi, per sicurezza, abbiamo chiuso l’accesso presso il nostro stabilimento a qualsiasi persona che non rientri nel nostro piano preventivo. Non sarà possibile:

  1. Ritirare ordini presso la nostra sede
  2. Recarsi presso la nostra sede per qualsiasi motivo
  3. Produrre cavi con lunghezza personalizzata

Nonostante l’emergenza Covid-19, abbiamo deciso di proseguire in forma ridotta, ma ugualmente efficace, la nostra attività, rispettando tutte le norme preventive indicate dal Dpcm 11/03/2020 a tutela dei nostri collaboratori e clienti. Vista la situazione mutevole, vi terremo aggiornati nel caso dovesse cambiare qualcosa.

coronavirus
Impianto Roberto 2

Recensione #8 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Roberto C.

Sorgente: Technics SP-15 Benz Micro Glider SL

DAC: Dedicato: Chord Hugo 2

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Luxman UX 509 – Feliks Audio Elise + HiFiMAN HE1000se

Diffusori acustici: ProAc Response D30

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Roberto per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo ha un aspetto eccellente, connettori di ottima fattura, guaina esterna di alta qualità.

Impianto Roberto 1
Invictus Signal Contesto
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho lasciato rodare il cavo per circa quaranta ore. Prova effettuata da streamer AURALiC ad amplificatore cuffie, con cambio cavi sull’ingresso RCA.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Testato con ascolti in parallelo e in rapida successione di:

  • Classica: Overtures And Preludes, Richard Wagner; Sinfonia n. 1, Gustav Mahler
  • Jazz: Kind of Blue, Miles Davis; Soulville, Ben Webster
  • Rock: Frank Zappa, Pink Floyd, Radiohead, Deep Purple
dark side of the moon pink floyd
Impianto Roberto 3
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo è risultato notevolmente equilibrato, con medie frequenze in risalto e leggera attenuazione agli estremi. A mio parere è molto indicato per ascolti di classica e piccoli ensemble jazz, meno a suo agio sul rock.

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Cosa ti è piaciuto?

– Medi molto bilanciati, pieni e fluidi
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Risposta sull’estremo basso, dettaglio sugli alti


Immagine produzione progettazione ricable

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable?

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable? Come abbiamo dato alla luce le serie Primus, Magnus, Dedalus e Invictus? Perché non c’è a catalogo quello che sto cercando? Tutto comincia da un’ispirazione e possono passare anche anni prima che questa diventi realtà. Perché vogliamo essere certi del valore dell’idea. I primi mesi sono passati a pensare, disegnare e immaginare, poi si passa alla stesura del progetto, considerando tutte le problematiche, e successivamente alla prototipazione. Tutto viene fatto per punti e non si passa a quello successivo se prima non si sono superati i precedenti.

La progettazione di un cavo Ricable comincia da un'idea...

Iniziamo con un concetto, una idea costruttiva: quella che non esiteremmo a chiamare la teoria. In questa fase, studiamo a tavolino un nuovo prodotto o una miglioria rispetto a uno esistente e disegniamo quella che potrebbe essere la struttura interna.
È una fase molto importante in quanto i concetti prendono forma e si scontrano con tutte le limitazioni che fanno la differenza tra un’idea e un prodotto. Il disegno è poco più che una bozza e serve per capire meglio in modo figurativo il nuovo progetto.

Immagine Progetto progettazione ricable
Immagine cavo interno progettazione ricable

... per poi passare alla realtà

Vediamo poi se ciò che è solo progettazione di un cavo Ricable possa diventare realtà in base ai nostri principi costruttivi. Quando abbiamo elaborato un disegno di un possibile nuovo cavo, passiamo alla parte meno piacevole, cioè andiamo a scontrarci immediatamente con la fattibilità dello stesso. Questa fase deve tenere conto di vari aspetti, cioè quelli della produzione vera e propria, dell’integrazione con i connettori, della scelta dei conduttori, dei dielettrici, delle schermature e degli isolanti e più in generale vengono considerate tutte le problematiche tecniche che si potrebbero affrontare.

Se il progetto prevede la realizzazione di un nuovo connettore, valutiamo come realizzarlo, sia da un punto di vista costruttivo che di materiali.
Ad esempio, con i nuovi connettori in puro rame abbiamo fatto un lavoro lunghissimo di prototipazione, perché dovevamo riuscire a superare l’ostacolo della maggior morbidezza di questo metallo rispetto all’ottone standard.
Maggiori informazioni sul Ricable Copper Connector Project (RCCP) le potete trovare in un approfondimento pubblicato proprio per elencare i vantaggi che derivano da questa soluzione costruttiva.

Immagine connettore progettazione ricable
Immagine prototipo progettazione ricable

Iniziamo la prototipazione

A questo punto inizia la prototipazione, partendo dal top di gamma e scalando sui modelli di livello inferiore per creare prodotti per fasce più modeste. La prototipazione prevede la creazione di almeno due differenti versioni del prodotto che abbiano superato tutti i precedenti punti e siano identici nel loro aspetto, differenziati solo da una lettera: A e B. Nel corso della prototipazione, a ogni modifica cambiamo la lettera, al fine di avere uno screen di tutti i prototipi. Quando le cose vanno bene, centriamo il prodotto subito, ma è successo varie volte di superare abbondantemente la metà dell’alfabeto!

I test sono effettuati mediante severi controlli tecnici. Se non sono soddisfacenti, vengono effettuate modifiche e rivisitazioni; se invece la performance ottenuta è all’altezza, si passa alla fase successiva, quella più importante, che consiste in alcuni test di ascolto con al massimo un paio di prototipi. In questa fase cerchiamo di cogliere gli aspetti più significativi e, se i test di ascolto hanno esito positivo, passiamo alla fase successiva. Se qualcosa non ci convince, torniamo indietro alla prototipazione. Questa è la fase dove la maggior parte dei progetti non vede la luce.

I gruppi di ascolto

I test successivi (i più lenti, ma i più proficui) prevedono il coinvolgimento di gruppi di ascolto esterni, in grado di verificare la bontà del prototipo. Raccogliamo una quantità di dati importantissima, perché le informazioni ci arrivano da due fonti uniche: la varietà di impianti e l’esperienza degli appassionati. Se tutti i punti precedenti ci soddisfano, passiamo alla fase ancora successiva della progettazione di un cavo Ricable, altrimenti facciamo un passo indietro per affinare le performance dei prototipi. L’ultimo passaggio è quello relativamente più semplice, ma necessario alla commercializzazione del prodotto. Parliamo di quello costituito dallo studio del design e del packaging, del confezionamento e dei dettagli commerciali.

Ci teniamo a spendere due parole in più proprio sul confezionamento. Questo vanta un design personalizzato per ogni prodotto, che sia differente ma allo stesso tempo coerente rispetto allo stile Ricable. Sappiamo benissimo che i colori e le scatole non permettono di far funzionare meglio gli impianti, ma siamo convinti che presentare un prodotto in un certo modo sia comunque un aspetto da tenere in considerazione. Nella scatola, realizzata a mano anch’essa in Italia, non c’è solo estetica; al suo interno, infatti, potete trovare le istruzioni per utilizzare e mantenere al meglio il vostro nuovo acquisto. Queste sono accompagnate da una brochure che vi illustrerà come attivare uno dei nostri tratti distintivi: la Garanzia a Vita.

In un cavo Ricable nulla è lasciato al caso

Passiamo alla realizzazione dei contenuti multimediali e alla creazione delle schede tecniche. Anche in questa fase siamo molto puntigliosi, scegliendo i contenuti migliori. Ora non ci resta che produrre il nuovo cavo e anche questo aspetto non è lasciato al caso, perché vengono fatti test di produzione per capire come ottimizzare al meglio questa fase, ma soprattutto come evitare il più possibile errori e difformità tra un pezzo e un altro. Alla fine, prima del confezionamento, c’è un test e un collaudo su ogni singolo pezzo, al fine di garantire a ogni acquirente la stessa qualità del progetto originale.

Il frutto dell'intera fase di progettazione

Il prodotto viene custodito con cura nel nostro magazzino fino a che un cliente non lo ordina. Una delle caratteristiche più apprezzate di Ricable è la velocità di spedizione; nel caso effettuiate il vostro ordine la mattina o nel primo pomeriggio, il prodotto partirà il giorno stesso dalla nostra sede di Oleggio, in provincia di Novara, e sarà affidato al corriere che lo porterà a casa vostra nel giro di 24/48 ore nei giorni feriali, salvo imprevisti.

Il servizio di assistenza vi supporterà prima e dopo la vendita, tramite chat, mail, telefono, social network o qualsiasi altro mezzo. Come? Con un supporto personalizzato che vi indichi inizialmente cosa è meglio per voi e per il vostro impianto. L’assistenza post-vendita non è secondaria; nel caso ci fossero problemi, potete scriverci in qualsiasi momento e troveremo una soluzione, sostituzione del prodotto inclusa, qualora abbiate attivato la Garanzia a Vita. Anche a distanza di anni.

Può capitare che il prototipo venga subito “indovinato” e che si abbia per le mani un prodotto di qualità eccellente senza apportare modifiche di rilievo. Al contrario, capita anche che non esista una via che preveda un risultato soddisfacente. È il caso del cavo USB che abbiamo provato a realizzare tra il 2015 e il 2016. È stato cestinato poiché deludente per le aspettative che comunemente si hanno su un prodotto marchiato Ricable. Per fortuna, però, i prodotti che hanno superato tutti gli step che prevede la progettazione di un cavo Ricable sono tanti, e li potete scoprire tutti cliccando sul bottone sottostante.

marantz pm8006

Recensione #7 – Cavo di Segnale Primus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Dario C.

Sorgente: Cambridge Audio CXUHD, Rega Planar 3

DAC: Dedicato: Pro-Ject DAC Box DS2 ultra

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Marantz PM8006, per cuffie Lake People G109-S

Diffusori acustici: Indiana Line Diva 552, Sennheiser HD 660 (cuffie), Denon AH-D7200 (cuffie)

La seguente recensione del cavo di segnale Primus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Dario per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Decisamente sì! Il cavo si presenta esteticamente accattivante e gradevole, restituendo una piacevole sensazione di robustezza e solidità.

cambridge audio cxuhd
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Sì, ho eseguito i test collegando e scollegando questo cavo e l’altro che usavo, che è un AudioQuest Golden Gate.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho innanzitutto usato il cavo per collegare il prephono del Rega Planar 3 al Marantz PM8006, poi per collegare l’uscita REC di quest’ultimo, con l’amplicuffie Schiit Valhalla 2. Il suono è estremamente lineare, ho avuto una piacevole sensazione di trasparenza, e anche l’ambienza e la tridimensionalità sono ottime.

Sennheiser HD 660
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Credo che la serie Primus sia perfettamente sovrapponibile, quanto a resa sonora, probabilmente perché si tratta di cavi che appartengono allo stesso segmento entry level; tuttavia, per quanto riguarda la qualità costruttiva, devo dire che il Primus appare costruito molto meglio, e appare molto più solido e robusto rispetto all’AudioQuest Golden Gate. Anche i contatti sono molto più fermi e c’è maggior presa, maggior contatto, quindi dal mio punto di vista, a parità di segmento, i Ricable sono decisamente da preferire.

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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto esteriore davvero accattivante
– Sensazione di solidità
– Connessioni perfettamente stabili
– Il cavo non colora il suono, ma è trasparente

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Cosa miglioreresti?

– Nulla


logo instagram

Condividi e risparmia grazie alla collaborazione tra Ricable e Worldz. Sconti per tutti

I nostri clienti più affezionati avranno già notato una piccola, grande novità all’interno del sito Ricable. Dopo avere effettuato una qualsiasi azione, vedrete spuntare alla destra del vostro schermo un invitante pulsante. Semplicemente cliccandoci, avrete accesso al frutto della nuova collaborazione all’insegna del tricolore tra Ricable e Worldz, con sconti previsti per ogni cliente. Worldz è una startup milanese in grande espansione che riconosce il valore economico di una condivisione social.

Cliccando sul pulsante, si aprirà una finestra che vi accompagnerà per tutto il procedimento di acquisto, facendovi risparmiare. Il primo passaggio da effettuare è effettuare il login sul proprio social network preferito, a scelta tra Facebook e Instagram. Fatto questo, dovrete concedere all’app di Worldz alcune autorizzazioni affinché possa calcolare il vostro potenziale da brand ambassador. Si tratta del valore economico correlato alla condivisione social. Più i vostri amici o follower interagiscono con i vostri post, più risparmierete, proprio come se foste degli influencer. Potete stare tranquilli, il tutto si svolge in totale sicurezza per quanto riguarda i vostri dati.

ricable worldz sconto

Come ottengo il mio sconto?

A questo punto, scegliete il vostro prodotto preferito e inseritelo nel carrello. Aggiungetene degli altri, se volete aumentare ulteriormente lo sconto, e condivideteli (anche come una “storia”). Ora cliccate l’icona del carrello, in alto a destra, e selezionate “Visualizza carrello”. Lo sconto Worldz legato alla vostra condivisione social sarà automaticamente calcolato e applicato all’importo finale.

L’unica cosa a cui dovrete prestare un po’ di attenzione sarà non eliminare o condividere in modalità privata il post, altrimenti rischierete di vedere svanire il vostro sconto. O, ancor peggio, non potere più godere dei vantaggi offerti da Worldz, sia per quanto riguarda il sito Ricable che per gli altri prestigiosi partner di questa startup. Cosa aspettate a scoprire tutti i nostri prodotti, cliccando sul bottone sottostante, e cominciare a godere degli sconti Ricable grazie a Worldz?

ricable worldz sconto

Recensione #6 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Marco T.
Dal gruppo Be Connected

Marco T.

Sorgente: McIntosh MCD600 SACD/CD Player

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Violectric HPA V281

Diffusori acustici: Sennheiser HD800S (cuffie)

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Quando ho ricevuto la scatola…

Cavo robusto, bello, e pesante. Quando ho ricevuto la scatola pensavo mi avessero spedito un amplificatore! Prima di tutto, una doverosa premessa: il cavo è stato inserito in una catena così composta: Lettore SACD/CD – Amplificatore cuffie – Cuffia. Il cavo sostituisce quello di serie ed è stato provato a turno su:

  1. Lettore SACD/CD con ascolto attraverso tutta la catena
  2. Amplificatore cuffie con ascolto attraverso tutta la catena
  3. Lettore SACD/CD con ascolto dall’uscita cuffia dello stesso (senza l’amplificatore)

Inizialmente sono rimasto colpito dalla gamma bassa che ha preso vita. Gli aspetti che hanno evidenziato cambiamenti al mio orecchio, dopo ripetuti ascolti, sono: il maggior dettaglio, l’incremento della dinamica, la maggiore velocità, l’articolazione. In particolare mi hanno colpito i “pianissimo” che hanno mantenuto articolazione e musicalità. Tutto questo mi dà l’impressione di avere alzato leggermente il volume, tutto scorre facile, veloce. Il cavo originale sembra più cupo, monocorde e certamente carente di dettaglio. Queste impressioni si ripetono al variare delle tre condizioni citate sopra; la sensazione, ma è solo una sensazione, è che l’effetto maggiore si abbia con l’amplificatore. Ho ascoltato sinfonie di Bruckner, Tchaikovsky, concerti per pianoforte di Beethoven, Renaud Garcia-Fons, Ana Popović, Beth Hart and Joe Bonamassa… Ora si è scatenata la curiosità di ascoltare il set-up con entrambi i cavi Dedalus; non solo, mi incuriosisce l’Invictus XLR! E… vabbè, basta così.

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Cosa ti è piaciuto?

– Facilità di esecuzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


cassa acustica

Monowiring, bi-wiring o bi-amping in Hi-Fi. Cosa sono?

Che cosa sono bi-wiring e bi-amping? Il bi-wiring è uno dei mezzi per collegare un diffusore a un amplificatore audio. Di solito, un singolo cavo passa dall’uscita dell’amplificatore ai terminali dell’alloggiamento dei diffusori (questa connessione si chiama monowiring, comunque meritevole di accorgimenti). In occasione del bi-wiring, invece, ciascun altoparlante ha due paia di connettori e due cavi sono portati dall’output dell’amplificatore al cabinet dello speaker. Uno corrisponde alle alte frequenze, uno alle basse (attraverso due crossover separati).

Bi-wiring versus monowiring

Il bi-wiring è un collegamento con un doppio cavo di potenza tra l’amplificatore e i diffusori acustici. Con un solo cavo bipolare, tutte le frequenze audio transitano nello stesso e il crossover del diffusore provvede al taglio e all’invio agli altoparlanti. Molte casse vengono costruite con un crossover che permette di accettare in modo separato le basse frequenze (Low) e le alte frequenze (High). In questo cavo il diffusore avrà quattro morsetti al al posto di due (LOW+/LOW- e HIGH+/HIGH-).

bi wiring

Nel caso di un diffusore con connessioni doppie che venga collegato con cavo singolo, ci sarà un ponticello fatto con una lamella metallica che unisce il LOW+ con il LOW- e l’HIGH+ con l’HIGH-. Dunque per utilizzare il collegamento bi-wiring bisogna togliere tale ponticello, in modo che si creino due ingressi indipendenti. Uno va al woofer (LF: Low Frequency) e l’altro al midrange + tweeter (HF: High Frequency). Se invece si utilizza il collegamento classico con unico cavo, il ponticello, va lasciato in modo che il segnale vada a entrambi i morsetti.

Uno dei vantaggi di utilizzare un doppio cavo è che dovrebbe ridurre l’interferenza magnetica. Un altro sta nell’ottenere una sezione complessiva maggiore di quella che si otterrebbe con un cavo singolo e anche nel fatto che, in questo modo, l’assorbimento di corrente provocato dal woofer non influisce sul segnale, di entità minore, che va alle vie alte. Tuttavia un’analisi tecnica suggerisce che, sebbene adottare una soluzione bi-cablata possa offrire differenze, queste sono così sottili da non rappresentare qualcosa di tangibile.

Alcuni audiofili hanno riscontrato però una differenza significativa per quanto riguarda la riduzione della durezza degli acuti e il miglioramento del controllo dei bassi. I detrattori del bi-wiring sostengono però che, a livello elettronico, non cambi nulla. Con un gioco di parole, si riferiscono a questa pratica con il termine di “buy-wiring” (“compra-cavi”), sostenendo che sia tutto solamente un’invenzione del marketing per vendere più cavi speaker.

bi amping

Bi-wiring versus bi-amping

Ricable sostiene da sempre che il bi-amping (“bi-amplificazione”) sia sicuramente efficace, mentre per quanto riguarda il bi-wiring è necessaria qualche cautela in più, perché tutto dipende dal progetto che sta alla base dell’amplificatore. Se questo è stato sviluppato e ottimizzato per il bi-wiring, ha senso impiegarlo, altrimenti è meglio risparmiare spazio e soldi su doppi cavi speaker e piuttosto acquistarne uno solo, ma di livello superiore.

Cosa cambia tra bi-wiring e bi-amping? La differenza sostanziale, come si intuisce, è che il bi-amping è realizzato con due amplificatori, fattore che dà tutt’altro senso a questo tipo di connessione. Giusto per fare un accenno, la bi-amplificazione può essere di tipo verticale oppure orizzontale. La prima prevede di impiegare due amplificatori identici e di usarne uno per amplificare ogni cassa singolarmente; il secondo prevede di impiegare un amplificatore per le basse frequenze e un altro (uguale o diverso) per le alte frequenze.

È la soluzione migliore ma anche la più costosa, da adottarsi per impianti di altissimo livello. Nella bi-amplificazione si parte dal concetto che ogni amplificatore agisca su una specifica gamma di frequenze per pilotare direttamente l’altoparlante preposto alla riproduzione di quella specifica gamma. In questo modo si evitano al massimo fenomeni di intermodulazione e altri effetti indesiderati; ad esempio, l’ampli che tratta la frequenze più alte non deve lavorare anche con quelle basse, con benefici per l’alimentatore e la resa.

Cavi per il bi-wiring. Servono?

Esistono in commercio cavi di potenza appositamente pensati per il bi-wiring, cioè con due connettori lato amplificatore e quattro connettori lato cassa acustica. Secondo la filosofia Ricable, dopo alcune prove tecniche, questo tipo di cavo non sortisce alcun effetto rispetto all’impiego di un cavo standard con l’aggiunta di validi ponticelli (non lasciate le piattine metalliche dei produttori). A livello tecnico, non c’è motivo per preferirli a un assetto che preveda un cavo in monowiring collegato all’altra coppia di morsetti tramite ponticelli dello stesso conduttore. Se non il fatto trascurabile che, con i ponticelli, si allunga di una decina di centimetri la lunghezza del cavo.

Sia in un caso che nell’altro, il cavo in sé non è un crossover attivo e non ha gli strumenti per scindere le alte frequenze dalle basse, dunque l’unico effetto apportato dai cavi per il bi-wiring è una complicazione fine a sé stessa nel collegamento che va dall’amplificatore ai diffusori, spesso con un peggioramento della qualità di trasmissione del segnale.

In conclusione, noi consigliamo sempre di semplificare e, nel caso abbiate un solo amplificatore con diffusori predisposti al bi-wiring, di acquistare un cavo standard con i relativi ponticelli. Spenderete meno e avrete un risultato identico, se non migliore.

impianto massimo

Recensione #5 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Massimo foto
Dal gruppo Be Connected

Massimo R.

Sorgente: CocktailAudio X50

DAC: Dedicato: Lector Digicode 2.24 Hz

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Estro Armonico Nordlys

Amplificatore Finale: Audio Innovations The First

Diffusori acustici: Quad ESL63, Acoustic Research AR-3A, Altec A7

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimo per il tempo che ci ha dedicato.

Eccoci alla disamina finale

Eccoci alla disamina finale di questo cavo top di gamma; la prova si è svolta sul mio impianto principale composto da pre L2 e finale The First Audio Innovations, sorgente CocktailAudio X50 con DAC Lector Digicode e diffusori Quad ESL63; l’Invictus collegava il DAC al pre. Fin da subito mi è sembrato di essere di fronte a un cavo “serio” dalla costruzione solida e anche bello da vedere; al primo ascolto, quello che più mi ha colpito è stato il basso bello pieno ma veloce e controllato, e la dislocazione degli strumenti veramente ottima, la timbrica sana e molto piacevole, buona la trasparenza e la neutralità.

Il cavo con cui l’ho raffrontato, non con uno “attacca e stacca” ma tenendo più giorni un cavo per poi passare all’altro, è il White Gold Infinito I°. Dire che uno sia meglio dell’altro non me la sento, sono diversi, ognuno con le sue peculiarità che esaltano più o meno alcuni parametri, ad esempio l’Invictus sposta un po’ più in avanti la scena e ha un pelo di dettaglio e profondità in meno, di contro il suo basso e il corpo che dona agli strumenti sono di prim’ordine come la sua musicalità (cosa che rende gli ascolti veramente piacevoli). In conclusione l’Invictus è un cavo che consiglio di provare e che reputo eccezionale soprattutto per il rapporto costo/prestazioni veramente alto.

invictus massimo
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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


diffusori acustici casse impianto Hi-Fi migliore

Come migliorare il tuo impianto Hi-Fi gratis (o quasi)

Non sempre bisogna mettere mano al portafoglio per migliorare il rendimento del proprio impianto Hi-Fi. A volte, infatti, anche solo avendo elettroniche di buona, anche se non eccelsa, fattura, è possibile fare esprimere loro un rendimento notevole. Come? Limitandosi a prendere qualche accorgimento di massima oppure facendo diventare routine preziose, ma non dispendiose, pratiche quotidiane. Invitiamo a seguire i consigli che daremo effettuando le prove con un disco che sapete per certo abbia una buona incisione, ma sopratutto non sia registrato in studio. Le registrazioni migliori sono quelle live o a presa diretta, dando la propria preferenza a musica orchestrale, cori o ancora jazz session. Questo purché conosciate bene i brani di riferimento.

Cavi ordinati e Hi-Fi

La prima precauzione che possiamo avere per il nostro impianto Hi-Fi, specie se questo mano a mano si arricchisce di più componenti, è quello di mantenere ordinato (tramite fascette) e pulito il cablaggio. Cablaggio che, lo diamo un po’ per scontato, sia di un livello direttamente proporzionale all’impianto in proprio possesso. Altrimenti un intervento ancor più impellente è quello di sostituire immediatamente i cavi, che magari sono ancora quelli avuti in dotazione con le elettroniche. Bisognerebbe cercare, per quanto possibile, di separare almeno alimentazione e segnale, specie se non si utilizzano cavi bilanciati per i secondi e/o cavi di alimentazione di qualità che offrono una schermatura valida. Sarebbe bene evitare anche cavi di potenza di lunghezza di