Ford GT40

Quale è il significato di MKII (Mark II) in campo Hi-Fi (e non)?

Il significato di MKII (per esteso Mark II) risulterà facile, o almeno intuitivo, per molti. Meno scontati sono forse la storia e il campo di applicazione della suddetta dicitura. Per quanto riguarda Ricable, i cavi che presentano la sigla MKII sono il cavo HDMI Supreme AI e, più recentemente, i cavi Magnus Power e Speaker, entrambi dotati di una schermatura, e di altri miglioramenti minori, nel loro modello aggiornato.

Quale è il significato di MKII?

La parola Mark, seguita da un numero, spesso romano, è usata per indicare il grado di avanzamento di un modello di una determinata serie. Non parliamo, dunque, di un nuovo modello a tutti gli effetti. Piuttosto ci riferiamo a quello che in campo automobilistico è definito restyling. Citando Wikipedia, Mark è un termine utile a «designare un prodotto all’interno di una linea di produzione: indica il livello di avanzamento, il grado di sviluppo di un macchinario, ed è dunque un sinonimo di Modello, Tipo, Versione». Una precisazione: nonostante “l’aggiunta” MKII sia quella più frequente, non è così raro trovare anche un terzo o quarto stadio di un prodotto. Questo guadagnerà allora la dicitura MKIII e MKIV.

Come nasce il termine MKII?

Non è facile collocare cronologicamente il primo utilizzo della dicitura Mark (traducibile come “marchio”, “segno” o anche “traccia”), ma uno dei primi campi di applicazione è sicuramente stato quello militare. Qui è facile capire quale sia il significato di MKII. Sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, Mark si riferiva a un segno, appunto, applicato sulla modification plate di un sistema, di un componente o di una macchina. Questa modification plate è una targhetta metallica utile a registrare quali modifiche sono già state apportate, direttamente in fabbrica oppure dai manutentori. Tuttavia l’uso di Mark come metodo per contraddistinguere la versione di un prodotto è entrato nell’uso comune, ed è applicabile anche a prodotti sprovvisti di modification plate su cui apporre un segno fisico.

modification plate

Regno Unito vs Stati Uniti

Nella pratica militare britannica, le designazioni Mark sono indicate in numeri romani. Spesso queste indicano il sotto modello di una variante principale indicata con il termine “Number”. Avremo così il fucile Number 1, il fucile Number 2 e così via per distinguere le macrocategorie, con la dicitura Mark per designare categorie più specifiche. I risultati finali potranno suonare così: “Number 1 Mark III”, oppure anche “Number 4 Mark II”. Un’eccezione è costituita dalla British Railway, che si appoggia ai numeri arabi – le carrozze che produce sono infatti indicate come Mk1, Mk2 e via discorrendo.
La Marina degli Stati Uniti, invece, usa i termini “Mark” e “Mod” come metodo univoco per identificare configurazioni di equipaggiamento altrimenti sprovvisto di descrizioni militari. La pratica è stata adottata dalla Naval Ordnance nel 1944 ed è stata formalizzata nel 1978. Poiché il sistema di classificazione proviene dalla Naval Ordnance, il suo utilizzo è diffuso per descrivere cannoni navali e altri sistemi bellici simili.

canon pro meet canon eos 1dx mark iii

Il concetto: alcuni esempi

Come abbiamo scritto in questo nostro breve articolo alla scoperta del significato di MKII, MKIII e così via, il termine si è affermato in campo militare. Ma poi ha avuto larga diffusione anche altrove. Rimanendo in ambito bellico, possiamo citare il tank da combattimento Mark I del British Army, passando per il Mark II, computer elettromeccanico della Marina statunitense; la tragicamente nota Mark 4 dell’United States Air Force, bomba atomica usata per colpire Nagasaki; il GMLS Mark 13, un sistema di lancio di missili guidati dell’US Navy. Di esempi in questo senso ne potremmo fare tantissimi.

La dicitura Mark ha però preso piede anche nel campo delle auto e dei trasporti. Si pensi alla serie di Ford GT40, arrivata fino al modello MKIV, e ad alcune vetture Toyota, come la MR2 (fino all’MKIII), ma anche a un mezzo meno convenzionale come la monorotaia del Walt Disney World in Florida. Per finire, la sigla Mark la troviamo anche in fotografia (la reflex Canon EOS-1D) e nell’elettronica (con alcuni sistemi di navigazione BMW e alcuni calcolatori IBM).

E il significato in campo audio e Hi-Fi?

La sigla Mark compare anche e soprattutto in campo audio e musicale – anche perché, altrimenti, non ne staremmo parlando qui. Con la dicitura Mark non sono solo segnalati restyling di elettroniche, ma anche di strumenti musicali, come i piani Rhodes, i sassofoni Selmer e gli amplificatori per chitarra Mesa Boogie. Anche Ricable ha a catalogo alcuni prodotti “MKII”; ma non è tutto, perché a breve rilasceremo la versione MKII del cavo di potenza Primus Speaker, mentre un nuovo Dedalus colmerà il gap tra il “vecchio” Dedalus e l’Invictus Speaker Reference. In questo caso non si tratterà di una revisione ma di un vero e proprio nuovo modello. Altre novità sono in arrivo a breve. Nel frattempo, date un’occhiata al nostro catalogo attuale!

Recensione Dedalus Magnus Raffaele

Recensione #18 – Cavi Magnus e Dedalus Power e Signal – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Raffaele B.

Sorgenti: Lettori CD Meridian 206 e 208; DAT Sony DTC-ZA5ES; lettore di rete Cambridge Audio CXN; giradischi Rega Planar 3 con testina MM Goldring

Amplificatore: Pre Audio Research LS-25 e SP-9 (solo per stadio phono); finali Audio Research VS110 e Mark Levinson N° 29

Diffusori acustici: Opera Grand Mezza

Altro: No

La seguente recensione dei cavi Magnus e Dedalus Power e Magnus e Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Raffaele per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Recensioni in internet, poi prove reali fatte a casa mia comprando uno alla volta i vari cavi Ricable, sia di alimentazione che di segnale. I cavi che ho sono Dedalus, alimentazione e segnale, e Magnus, anche questi sia di alimentazione che si segnale. I cavi di segnale sono tutti RCA, tranne un cavo XLR che collega il Cambridge Audio CXN.

Recensione Dedalus Magnus Raffaele
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Confezione perfetta e molto elegante, cavi robusti ma molto flessibili, sia quello di alimentazione sia quello RCA , estetica accattivante, connettori molto ben fatti e con una presa sicura. I cavi sono molto grossi ma non spaventano, si piegano bene e si possono infilare in ogni più piccolo anfratto senza problemi.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Avevo già fatto una recensione, ma l’impianto non era completamente cablato Ricable e non era lo stesso di adesso. Ho cambiato l’ampli a valvole Audio Research dal VT60 al VS110 e ho aggiunto un altro ampli, Mark Levinson N° 29, prima collegato con suo cavo originale XLR lato pre Carmac lato ampli, ora sostituito con cavo Dedalus RCA e adattatori Carmac.

dedalus power proporzioni 3:2
Recensione Dedalus Magnus Raffaele
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Ora che tutto l’impianto è cablato Ricable, il suono è molto più caldo, basso profondissimo e, come dissi allora, la cosa che più mi ha colpito è il silenzio, l’assenza di ogni armonica inutile per il suono, dettaglio ai massimi livelli, scena che si è alzata spaventosamente (credo però grazie anche ai due nuovi ampli). Il Mark Levinson collegato con il suo cavo era dettagliatissimo, quasi freddo, cambiando cavo con il Dedalus ha aggiunto un calore al suono quasi valvolare che ti avvolge anche ai massimi volumi. L’ampli VS110 è un piacere per le orecchie e, sostituendo il cavo di alimentazione, ha acquistato un basso molto più profondo e controllato. La dinamica è eccellente, come se i cavi di alimentazione Ricable portassero più potenza, non so ma sembra così.

Le tue conclusioni.

Sono molto soddisfatto del cablaggio Ricable, non ho mai provato cavi più costosi, ma secondo me sono al top (non costano poco, per cablare tutto mi sono svenato ci scappava un altro ampli), ma valgono tutti i soldi spesi e anche molto, molto di più. Devo anche ringraziare il titolare per la immensa disponibilità.

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Cosa ti è piaciuto?

– Il basso profondo
– Il silenzio che creano

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Dario Ricable Review

Recensione #17 – Cavi Magnus Signal e Magnus Sub – Ricable Review

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Il mio Ricable

Dario P.

Sorgenti: Lettore SACD Sony SCD-XA3000ES; lettore CD Audio Analogue Maestro 192/24; lettore musicassette Nakamichi CR-3E Deck

Amplificatore: Marantz SR5012

Diffusori acustici: Cabasse Minorca MC40

Altro: Subwoofer Cabasse Santorin 21; sistema Cabasse Eole

La seguente recensione dei cavi Magnus Signal e Magnus Sub è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Dario per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Ho iniziato a studiare sul web andando alla ricerca di recensioni e comparazioni, che mi hanno motivato a scegliere Ricable. Non è stato facile decidere ma quello che leggevo, i pareri di chi aveva scelto Ricable erano davvero confortanti. Ho chiesto anche il parere del mio negozio di fiducia facendo paragoni con molti cavi disponibili sul mercato, ma non nascondo che molte volte ero spaventato dal prezzo di acquisto. Ricable è stata l’alternativa giusta.

Recensione Dario Ricable Review
Recensione Dario Ricable Review
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Il packaging la dice tutta sulla qualità del prodotto e, aprendo le scatole al loro interno, lo spettacolo che mi si è presentato è stato davvero molto interessante. Immediatamente si nota un evidente uso attento e certosino dei materiali che denotano solidità, flessibilità e una forza di serraggio davvero molto particolari.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

La mia prova di ascolto è stata fatta con il SACD dei Dire Straits, Brothers in Arms, e con il SACD di Herbie Hancock, Gershwin’s World. Ascolto fatto sia in modalità stereo sia in modalità multicanale 5.1. Premetto che ascolto musica a 360 gradi scegliendo cosa ascoltare in base al momento e allo stato d’animo. Con estrema disinvoltura, posso rilassarmi con un brano di musica classica così come posso entusiasmarmi all’ascolto di un brano hard rock o metal.

Recensione Dario Ricable Review
Recensione Dario Ricable Review
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Di Herbie Hancock vado sulla traccia n° 8: It Ain’t Necessarly So (Interlude). Durata brevissima, solo 1:24, ma dove si rincorrono pianoforte, contrabasso e tromba in una corsa furente. Limpidezza assoluta. Dettaglio preciso di ogni singolo strumento e il contrabasso assolutamente fermo al suo posto senza sovrastare. Stupendo! Proseguo con la traccia n° 9: Cotton Tail, mai sentito un pianoforte così dinamico e preciso, i piatti magnificamente limpidi e brillanti. Definizione allo stato dell’arte. Dopo il jazz è la volta del rock, con i Dire Straits. Traccia n° 5: Why Worry, in questo brano la spazialità degli strumenti è molto ampia, l’arpeggio della chitarra è dettagliatissimo, così come le piccole percussioni che colorano il brano. La voce profonda di Mark Knopfler esce così limpida e dettagliata che ho l’impressione di averlo nella mia stanza in carne e ossa. Spettacolare. Traccia n° 6: Ride Across The River, a mio avviso questo brano può mettere in difficoltà qualsiasi impianto Hi-Fi. Dotato di una dinamica strepitosa, tutto lo spettro sonoro viene restituito senza affaticamento e con grande dettaglio. Notevole.

Le tue conclusioni.

Era da qualche tempo che stavo meditando la possibilità di effettuare un cambiamento, per quanto riguarda i cavi, al mio impianto audio-video iniziando dai cavi di segnale. È un dato di fatto che i cavi hanno indubbiamente una loro importanza in una catena Hi-Fi, sia in una configurazione prettamente stereo, ma ancor di più in una configurazione multicanale. Nello specifico, parliamo di una catena audio-video multicanale; al 60% viene utilizzata in stereofonia e il 40% in multicanale.
Questa mia recensione è mirata a descrivere il benefico miglioramento apportato alla mia catena Hi-Fi senza nulla togliere ai cavi che avevo in uso, i quali mi hanno indubbiamente regalato belle sedute di ascolto. Per rigor di logica non elenco i cavi che fino a ieri avevo in uso, perché non è mia intenzione declassare nessun produttore. Allo stesso tempo, questa mia recensione è per descrivere la grande professionalità della Ricable per quanto riguarda l’assistenza ai propri clienti. Veniamo ai fatti!
La mia scelta è ricaduta sui prodotti Ricable dopo aver letto recensioni su recensioni e tutte, incredibilmente, positive tanto da chiedermi: «Sarà mai possibile?».
Il mio primo passo è stato quello di tentare di dare nuova linfa sonora al lettore SACD Sony SCD-XA3000ES e intervengo sul multicanale. La mia scelta ricade sulla serie Hi-End da 1 metro (attualmente fuori produzione NdR). Già il packaging la dice tutta sulla qualità del prodotto e, aprendo le scatole al loro interno, lo spettacolo che mi si presenta è davvero molto interessante, e immediatamente si nota un evidente uso attento e certosino dei materiali che denotano solidità, flessibilità e una forza di serraggio davvero molto particolari.
Procedo all’istallazione, mi accomodo sul divano e avvio l’ascolto. Meraviglia per le mie orecchie: il risultato è sorprendente. Limpidezza. Dettaglio. Spazialità. Dinamica. Tutto lo spettro sonoro ha acquistato nuova vitalità.
Il secondo passo è stato quello di acquistare i cavi di segnale della serie Magnus da 1 metro collegando il Sony SCD-XA3000ES in modalità stereo. Stessa cosa per il lettore CD Audio Analogue Maestro 192/24, e ancora una volta sono rimasto colpito da tanta bontà nel restituire un segnale così ricco di dettaglio ed equilibrio. Prodotto davvero eccezionale, tanto che ho deciso di riportare in vita anche il mio Deck a cassette Nakamichi CR-3E (da tempo addormentato), questa volta usando di nuovo il cavo della serie Hi-End da 2 metri. Cosa dire… il Nakamichi CR-3E ha ripreso a suonare a pieni polmoni.
Dopo aver ringiovanito tutte le mie sorgenti con risultati davvero sorprendenti e piacevolmente inaspettati, era giunto il momento di rinfrescare l’ugola profonda del subwoofer, nello specifico un bel Cabasse Santorin 21. Prendo le misure della distanza dal sintoamplificatore Marantz SR5012 e il subwoofer Cabasse Santorin 21 e realizzo che ci vogliono 5 metri di cavo. Avendo già scelto il Magnus per i due lettori CD faccio la stessa scelta per il cavo del subwoofer. Apro il sito Ricable e procedo all’ordinazione di detto cavo. Nell’arco di 24 ore ricevo il pacco. Sono felicissimo e non vedo l’ora di procedere all’istallazione. Purtroppo, aprendo la scatola e vedendo il cavo (bellissimo), mi assale un dubbio: «Avrò preso le misure giuste?». Procedo all’installazione e il dubbio diventa sempre più reale… il mio errore è stato quello di prendere le misure esternamente al mobile dove ho sistemato l’impianto audio-video. Non avevo valutato le varianti e gli angoli che il cavo doveva coprire. Procedo comunque all’installazione armandomi di un minimo di speranza che il tutto vada a buon fine ma… ahimè… il cavo non arriva al subwoofer, rimane un largo spazio da coprire.
Non mi faccio prendere dal panico. Accendo il PC e vado sul sito Ricable e immediatamente si apre una finestrella di comunicazione diretta e in tempo reale con l’azienda. C’è anche un numero di telefono e anche la possibilità di comunicare tramite WhatsApp. Bene, non mi rimane che scegliere e scelgo la comunicazione diretta. Vado a descrivere il problema e chiedo se è possibile effettuare una sostituzione. L’operatore mi dice di aprire il ticket di assistenza e da lì effettuare la richiesta ufficiale, la quale viene accolta in tempi velocissimi, tanto veloci che in meno di 48 ore ho tra le mie mani il cavo con il giusto metraggio.
Sono rimasto davvero esterrefatto da così tanta prontezza e trasparenza a risolvere le problematiche dei propri clienti. Installazione effettuata alla grande e comincio nuovamente a divertirmi come un giovincello al suo primo impianto. Che dire? Non posso far altro che elogiare Ricable per come cura i propri clienti: serietà e assistenza ineccepibili. In meno di 48 ore il problema (per un mio errore di valutazione) è stato risolto. Grazie Ricable.

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Cosa ti è piaciuto?

– Dettaglio sonoro elevatissimo
– Belli da vedere ma ancor più belli da sentire
– Ottimo rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Marco 2 1

Recensione #16 – Cavi Primus Signal e Primus Speaker – Ricable Review

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Il mio Ricable

Marco C.

Sorgenti: Cocktail Audio X45

Amplificatore: AMC 2100 MKII

Diffusori acustici: Indiana Line Arbour 5.04

Altro: No

La seguente recensione dei cavi Primus Signal e Primus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Stavo allestendo una catena di buon livello con dei diffusori che possiedo da tempo e che conosco bene. Ho valutato di non sostituirli ora per apprezzare il nuovo livello dell’amplificatore e della sorgente. Inizialmente ho lasciato invariati anche i cavi che avevo costruito anni fa. Il nuovo impianto mi ha molto soddisfatto pur rendendomi conto che il punto debole erano appunto i cavi di potenza (in particolare) e di segnale. Da qui la decisione di un upgrade. Ho fatto diverse ricerche e sia come recensioni scritte che video ho sentito parlare bene della Ricable. A questo punto ho deciso di acquistare i due prodotti.

Recensione Marco 2 2
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

I prodotti si presentano rifiniti molto bene con banane di elevata qualità. Le guaine molto morbide proteggono adeguatamente il cavo vero e proprio e la sensazione che il tutto sia costruito con un’elevata cura per i dettagli è tangibile. Anche la confezione dei cavi conferma la stessa sensazione. Non da ultimo sono arrivati dopo due giorni dall’ordine. Non è fondamentale, ma anche questo conferma la sensazione di cura anche del cliente oltre che del prodotto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Prima di collegare i cavi ho ascoltato la mia playlist di test che uso per testare elettroniche, amplificatori e diffusori per imprimere nella memoria il prima. Björk, Soulsavers, Trentemøller, Manu Chao, Led Zeppelin, Sia e altri hanno suonato per circa un’ora. Poi ho collegato i nuovi cavi e ho ripetuto l’ascolto della stessa playlist.

Recensione Marco 2
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Il cambiamento è stato radicale. Le canzoni ascoltate provengono da Qobuz con qualità audio almeno pari al CD e in diversi casi in alta risoluzione. Il livello di dettaglio e la precisone riscontrata in alcuni casi mi hanno fatto pensare di non ascoltare la stessa registrazione. Sicuramente i precedenti cavi non erano allo stesso livello, ma la quantità di informazioni musicali che arrivano all’orecchio è enormemente maggiore. Il caso più evidente l’ho riscontrato con Marooned dei Pink Floyd. E sto parlando della serie entry level. Ora mi godrò per un po’ questo buon risultato e poi potrò pensare di cambiare i diffusori.

Le tue conclusioni.

Che dire. I cavi da soli non possono fare i miracoli, ma in una buona catena tecnica possono far rendere al meglio quello che uno ha, e l’esperienza di ascolto, nel mio caso, ne ha beneficiato molto. Consiglio come sempre di partire per gradi in quanto anche la serie base è di ottimo livello. Poi di crescere c’è sempre la possibilità.

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Cosa ti è piaciuto?

– Livello di dettaglio sonoro
– Qualità costruttiva
– Garanzia a vita

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


materie prime rame

Aumento dei costi delle materie prime, le quotazioni arrivano alle stelle

Per cause non ancora del tutto chiare, ma imputabili, con tutta probabilità, alla pandemia da Covid-19, l’aumento dei costi delle materie prime è stato vertiginoso. Il caso più clamoroso? Il ferro, senza dubbio. Nel solo mese di maggio, il rincaro è stato del 15,4%; se si considera l’aumento da novembre 2020, il rincaro è del 150%. Al ferro hanno fatto e stanno facendo seguito, in maniera più o meno simile, praticamente tutte le materie prime, senza eccezioni. È solo un periodo passeggero? Parrebbe di no. L’aumento dei prezzi, che va avanti da mesi, ormai, sembra destinato a proseguire inesorabile almeno per tutto il 2021. Tanto che anche Ricable si troverà costretta ad aumentare i prezzi del proprio listino.

Le cause dell'aumento dei costi delle materie prime

L’aumento del costi delle materie prime è ascrivibile al periodo assolutamente “straordinario” – nel senso di fuori dagli schemi consolidati – che abbiamo vissuto nell’ultimo anno e mezzo. Quello legato alla pandemia da Covid-19, alle mascherine obbligatorie e alla privazione di tante libertà che ritenevamo scontate ma che, così scontate, forse non erano. Che cosa sta succedendo, negli ultimi tempi? Complici le riaperture, la domanda di beni e di consumi sta lentamente tornando alla normalità. Questo ha portato chiaramente a un aumento della produzione, per adeguarsi alla domanda. Chi produce ha dovuto ordinare “in quantità pre-Covid” le materie prime di cui ha bisogno. Magari non solo nella misura in cui gli servono oggi. Piuttosto nella misura in cui gli serviranno nei mesi a venire. La crescita della domanda, unita al desiderio di riempire i magazzini per il futuro, per il rapporto elementare che da sempre mette in relazione la domanda all’offerta, e viceversa, ha causato l’aumento dei costi delle materie prime.

Magazzino

Quali sono i settori colpiti dall'aumento dei costi?

Nonostante il problema sia dannatamente complesso, la risposta alla domanda: «Quali sono i settori più colpiti?» è incredibilmente semplice: tutti. Qualcuno più di altri, questo è chiaro. Considerato il fatto che ad avere gli aumenti di prezzo maggiori sono stati, secondo l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), metalli, materie plastiche derivate dal petrolio, calcestruzzo e bitumi, a essere più colpito da tutti questi rincari è il settore dell’edilizia. Il problema è che anche gli oggetti più comuni e necessari nascondono materiali che non ci aspetteremmo. Pensiamo a materiali magari meno noti rispetto al ferro, come ad esempio i semiconduttori.

PlayStation 5

Il curioso caso dell'industria tecnologica e di quella automobilistica

La carenza di semiconduttori ha seriamente messo in difficoltà l’industria tecnologica e quella automobilistica. Un oggetto diventato familiare ormai in qualsiasi famiglia italiana, come la PlayStation di Sony, è diventata quasi introvabile nella sua quinta reincarnazione. “Colpa” dell’industria dei microchip, abituata a lavorare perennemente a ridosso delle scadenze. Sia per contenere i costi di immagazzinamento sia perché schiava del nuovo, dato che la maggior parte dei nuovi dispositivi “non è più nuovo” dopo un anno, se non addirittura qualche mese. Da qui la scelta di non fare mai grande scorte, vista la necessità di guardare avanti e pensare sempre al modello di chip successivo. Questa mancanza cronica di prodotti in magazzino ha fatto sì che, non appena la domanda aumentasse di nuovo, il sistema implodesse. Per fare un esempio più vicino alle tematiche che trattiamo di solito, anche marchi Hi-Fi illustri come Marantz, Cambridge Audio e tanti altri sono nella stessa situazione di filiera in affanno continuo. Un altro esempio illustre, stavolta in campo automobilistico, è quello della Peugeot 308. La crisi del chip ha avuto il risvolto (clamoroso, almeno nel 2021) che la 308 corrente della Casa del Leone vedrà sostituta l’attuale strumentazione digitale con dei più classici quadranti analogici.

Aumentano anche i trasporti

Il fatto che a essere aumentato sia anche il petrolio, ha fatto lievitare i costi e dilatare i tempi relativi al trasporto, come se non bastasse. Questo per il motivo che abbiamo detto prima. Se la domanda cresce, l’offerta cresce di prezzo; se la domanda scende, l’offerta scende. Soprattutto durante i lockdown più aggressivi l’utilizzo dei trasporti si è ridotto ai minimi termini, con un calo del valore del petrolio importante. La cosa esattamente opposta sta succedendo ora, con sempre più persone che stanno tornando allo stile di vita pre-Covid. Esattamente l’opposto di quanto successo con i prodotti tecnologici, che hanno avuto un boom incredibile anche per settori da anni in depressione (come quello dei computer fissi) proprio durante il primissimo lockdown, complici smart working, conference call e simili.

Al mondo manca tutto. E Ricable?

Le cause di questo rincaro, però, potrebbero venire anche da altre parti. In una lunga analisi pubblicata su Bloomberg, a cura di Brendan Murray, Enda Curran e Kim Chipman, si nota come l’incidente avvenuto a marzo presso il Canale di Suez potrebbe avere aggravato le cose. Ad avere contribuito ci potrebbero anche essere il cambiamento climatico, e tutto ciò che questo comporta, e l’enorme blackout in alcuni stati americani lo scorso febbraio. Tutti sono però vittime dei rincari, anche solo rispetto all’anno scorso: il grano è aumentato del 12%; la soia del 15%; il legno per pallet del 20%; il nichel e lo zinco del 51%, mentre il rame del 47%. Come sapranno bene i nostri clienti, i cavi Ricable sono il frutto di un lavoro che richiede materiale purissimo e metalli rari. Questo fa sì che con tutta certezza, dal 1° agosto, dovremo ritoccare verso l’alto il nostro listino prezzi, dopo averlo lasciato intatto da più di quattro anni. Una bella occasione, magari, per approfittare ora dei prezzi attualmente in vigore. Date un’occhiata al nostro catalogo!

Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR

Recensione #15 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Ricable Review

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Il mio Ricable

Antonio T.

Sorgenti: Lettore CD Yamaha CD-S3000; music server Cocktail Audio X45 Pro

Amplificatore: Preamplificatore A.M. Audio Reference; coppia finali mono A-80 Reference S4 (imp. cuffie: Luxman L-590AXII)

Diffusori acustici: B&W 802 Nautilus; Cuffie HiFiman Susvara

Altro: No

La seguente recensione del cavo Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Antonio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Conoscevo già i prodotti, avendo acquistato anni fa alcuni cavi entry level su Amazon, RCA e digitale coassiale che andavano molto bene. Ho immaginato che i top di gamma dovessero essere perlomeno molto buoni. Inoltre dopo una promozione sul sito del forum Gazebo Audiofilo ho potuto conoscere meglio sia i prodotti che lo staff. Quindi, appena si è reso necessario un cavo bilanciato, ho provato.

Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Costruzione al di sopra di ogni sospetto, robustissima e con connettori da urlo. Il colore anche è molto bello, personalmente forse avrei adottato qualcosa di più scuro o di più acceso, tipo rosso o giallo. Ma sono inezie, il colore non mi disturba troppo nell’ambito Hi-Fi, sono più propenso ad “ascoltare”.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Non ho adottato un vero metodo. L’impianto diffusori è un lavoro che ho portato a termine in circa diciannove anni e lo conosco come le mie tasche, mi basta cambiare una vite a monte per accorgermi di qualcosa. Idem l’impianto cuffie su cui ho adottato un secondo cavo arrivato giusto ieri. Quindi semplicemente ho collegato e ascoltato.

Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Ho già recensito questo cavo nella pagina della scheda prodotto. Dopo circa un mese posso aggiungere che è arrivato alla piena operatività e il suono non ha fatto che migliorare. C’è un corpo spaventoso, i suoni sono robusti ma mai ridondanti con una delocalizzazione al limite dell’inverosimile. E rendere invisibili una coppia di 802 Nautilus, stanza permettendo, non è cosa da tutti. L’estensione è assolutamente ampia e va oltre le mie possibilità uditive, non vi è alcuna gamma di frequenze che sovrasta quelle adiacenti, tutto è dove dovrebbe essere e non vorrei mai spegnere l’impianto che sto ascoltando di volta in volta.

Le tue conclusioni.

La conclusione è che, appunto ieri l’altro, ne ho acquistato un secondo per il mio impianto cuffie più rappresentativo e illustrato più su. Ho collegato la Susvara direttamente ai morsetti per diffusori del Luxman e da qualche giorno ho piazzato un secondo CA X45 Pro in questo setup. Il mio precedente cavo, pur ottimo, era in argento e questa coppia di elettroniche probabilmente non ama molto questo metallo. Si sentiva molto bene, ma, nonostante abbia ancora poche ore di utilizzo, appena ieri ho piazzato questo Invictus… tutto mi è parso andare a posto. È scomparso quel senso di “sporcizia” che ascoltavo nelle frequenze alte e altissime e tutto ha acquistato corpo e linearità. Non immagino cosa sarà, quando funzionerà a regime. Spero di essere stato utile e, magari in futuro, sono molto tentato da un cavo di alimentazione di questa serie… vediamo come mi posso mettere!

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Cosa ti è piaciuto?

– Performance
– Costruzione
– Staff fulmineo ed efficiente

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Attilio Ricable Review

Recensione #14 – Cavi Magnus Signal, Magnus Sub, Primus Speaker e Ultimate HDMI – Ricable Review

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Il mio Ricable

Attilio M.

Sorgenti: iMac con applicativo ROON (Qobuz); lettore CD Pioneer

Amplificatore: Denon AVC-X6700H

Diffusori acustici: Sonus Faber Minima Amator

Altro: Sub Audio Pro SubZero; DAC S.M.S.L M400

La seguente recensione dei cavi Magnus Signal, Magnus Sub, Primus Speaker e Ultimate HDMI è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Attilio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

I cavi Ricable hanno una finitura di alto livello, davvero fatti bene. Risultano molto robusti al tatto ma hanno una flessibilità, eccellenti.

Recensione Attilio Ricable Review
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

La parte audio del mio impianto si compone di un Denon AVC-X6700H, casse Sonus Faber Minima Amator, subwoofer Audio Pro SubZero, DAC S.M.S.L M400, iMac con applicativo ROON (Qobuz), lettore CD Pioneer 96 kHz. La prova per apprezzare le differenze di ascolto è stata fatta collegando e scollegando i miei vecchi cavi commerciali e ascoltando gli stessi brani più volte.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Per valutare le qualità audio di questi cavi ho ascoltato pezzi di Golden Duck Orchestra, Supertramp, Pink Floyd e Morrissey. La differenza, e anche notevole, si è apprezzata subito. Pur non avendo ancora terminato un adeguato periodo di rodaggio, il suono risulta molto pulito e trasparente su tutta la gamma di frequenze, specialmente quelle più alte. Eccellenti cavi.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Direi che le differenze con i miei vecchi cavi si sono palesate fin dalla prima nota. Suono pulito e trasparente con una eccellente dinamica.

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Cosa ti è piaciuto?

– Eccellente fattura
– Morbidezza
– Suono pulito e dinamico

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


airpods apple

Su Apple Music arriva il formato audio lossless… ma servirà il cavo

Qualche giorno fa, Apple ha annunciato l’Audio Spaziale con Dolby Atmos per la sua piattaforma di streaming musicale Apple Music, che vanta un catalogo di settantacinque milioni di brani. Questo dovrebbe garantire agli utenti la possibilità di fruire dei brani in una maniera ancora più coinvolgente. Non solo. Sarà anche introdotta una modalità d’ascolto in lossless audio, a discapito di quella attuale limitata al formato compresso AAC a 256 kbps. L’upgrade non sarà solamente esteso a tutti, ma sarà anche gratuito. Ciò che ha fatto storcere il naso a qualche cliente, e che ci offre qualche spunto interessante interessante, è il fatto che AirPods, AirPods Pro e AirPods Max non supporteranno il nuovo formato lossless via Bluetooth per le limitazione di questa tipologia di connessione. Diverso invece il discorso per Spatial Audio con Dolby Atmos, che AirPods Pro e Max supportano già tramite Bluetooth.

Che cos'è ALAC?

ALAC è un acronimo e sta per Apple Lossless Audio Codec. Si tratta di un codec audio sviluppato direttamente da Apple allo scopo di ottenere dati senza alcun tipo di perdita. I formati audio lossless sono quelli che non vengono compressi oppure per cui, pur essendo soggetti a questo tipo di trattamento, la qualità finale resta invariata rispetto all’audio d’origine. La qualità è buona, anche se il formato non è efficiente quanto quello FLAC per quanto riguarda il peso del file. Chiaramente l’estensione ALAC è supportata principalmente dai riproduttori prodotti da Apple.

Salto di qualità su Apple Music

Lo Spatial Audio offrirà agli artisti l’opportunità di creare esperienze audio coinvolgenti per i loro fan con un suono multidimensionale e nitido. Un bel salto in avanti rispetto alla situazione attuale. In questo momento, infatti, Apple Music offre un formato compresso AAC a 256 kbps. A breve, Apple invece offrirà tre livelli di audio a risoluzione più elevata. Questi sono:

  • qualità CD (16 bit / 44,1 kHz)
  • Apple Music Lossless (24 bit / 48 kHz)
  • Hi-Res Lossless (fino a 24 bit / 192 kHz)

A partire da giugno 2021, tutto il catalogo di Apple Music sarà disponibile in qualità CD oppure Apple Music Lossless. “Solo” venti milioni di brani, inizialmente, saranno disponibili in formato Hi-Res Lossless, ma tanti altri se ne aggiungeranno progressivamente.

Non è tutto audio lossless quel che luccica

Come detto, sia i contenuti lossless che quelli in Spatial Audio saranno forniti ai clienti senza alcuna rimodulazione verso l’alto dell’offerta. Un grande passo avanti per Apple, per i clienti, per la musica, per tutti, fino a qui. L’entusiasmo si è però raffreddato quando Apple ha comunicato che AirPods, AirPods Pro e AirPods Max non supporteranno il nuovo formato tramite Bluetooth, per via dei limiti insuperabili di questa tipologia di connessione.

Gli AirPods e AirPods Pro, che sfruttano unicamente il Bluetooth con codec AAC, non riescono a riprodurre il formato ALAC. A quanto pare, non sarà possibile fruire di questo nuovo formato audio nemmeno tramite connessione Lightning. Come indica il documento ufficiale, il cavo audio da Lightning a 3.5 mm è stato progettato per consentire agli AirPods Max di connettersi a sorgenti analogiche. Data però la conversione da analogico a digitale nel cavo, la riproduzione non sarà completamente priva di perdite. L’ascolto di audio lossless con dispositivi iOS richiede dunque auricolari o cuffie compatibili con il formato ALAC e un DAC esterno collegato. A fare da contraltare rispetto ai clienti delusi c’è chi, legittimamente, si chiede in quanti, effettivamente, siano in grado di distinguere brani in formato standard e in formato lossless con dispositivi che, comunque sia, a fronte di un prezzo di listino importante, hanno a che fare con l’alta fedeltà in maniera piuttosto laterale. Lo stesso documento ufficiale Apple precisa che la differenza tra l’audio standard di Apple Music e l’audio lossless sarà “virtualmente indistinguibile”.

L'importanza di un buon cavo Hi-Fi

Avevamo già scritto in passato a proposito di quanto sia importante un buon cablaggio in un impianto Hi-Fi. Questa notizia di cronaca dell’arrivo dell’audio lossless su Apple Music ci riporta alla mente quanto il collegamento tra un’elettronica e l’altra sia importante. A fare da discriminante, in questo caso, c’è la distinzione tra connessione cablata o meno. Ma sappiamo bene come anche la differenza tra un cavo scadente e uno di qualità possa essere impattante. Anzi, come forse possa esserlo di più, considerato che non c’è in ballo una limitazione della qualità del segnale ma interferenze, deterioramenti, distorsioni e altro ancora. Per avere il cablaggio ideale per il vostro impianto (senza esagerare), vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro catalogo oppure di contattarci con i metodi che preferite.

Recensione Guido Magnus Speaker

Recensione #13 – Cavo Magnus Speaker – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Guido P.

Sorgenti: Giradischi Pro-Ject Debut Carbon Esprit; lettore CD Marantz CD6006

Amplificatore: Preamplificatore Advance Acoustic Smart X-P500; Finale Advance Acoustic X-A160

Diffusori acustici: Klipsch RP-6000F

Altro: No

La seguente recensione del cavo Magnus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Guido per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Ero alla ricerca di un cavo che migliorasse il suono del mio impianto, che potesse togliere quella sensazione di affaticamento all’ascolto. Sono partito usando del semplice cavetto di rame per poi passare a un cavo della Dynaudio, comprato assolutamente a caso, ma il risultato non mi soddisfaceva minimamente. È così cominciata la mia ricerca di una soluzione frequentando e leggendo diversi forum e recensioni. Cercavo un cavo che, pur non costando una follia, potesse in rapporto qualità/prezzo fare al caso mio e al mio impianto.

Recensione Guido Magnus Speaker
Magnus Speaker
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Fin dalla confezione, si capisce che il prodotto è curato nei minimi particolari. Ho trovato, pur essendo il cavo di un certo spessore, assolutamente non rigido. I connettori a banana e le guaine sono perfette, soprattutto le guaine sono terminate con precisione. Al primo inserimento delle banane nei connettori ho trovato qualche difficoltà, ma ciò garantisce un contatto ottimale.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ascolto prevalentemente musica rock e blues e non ho fatto altro che ascoltare brani da me conosciuti molto bene, sia su supporto in vinile che su CD, con i precedenti cavi. La prova è durata circa tre settimane dato che avevo letto che anche i cavi hanno bisogno di un periodo di rodaggio.

Magnus Speaker
Recensione Guido Magnus Speaker
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

L’impressione di ascolto, dopo tre settimane, per quanto mi riguarda non può che essere che positiva. Non sono un audiofilo puro, mi si passi il termine, ma ero alla ricerca di un cavo che migliorasse il suono a volte troppo affaticante dei cavi provati in precedenza. Volevo un cavo che equilibrasse ed esaltasse maggiormente le frequenze, senza soffocarle, e credo di averlo trovato in questo Magnus. Sono pienamente soddisfatto, ritengo che il mio impianto sia migliorato del 30%, il che non è poco. Frequenze basse più arrotondate e più dettaglio in quelle medio-alte.

Le tue conclusioni.

Per concludere mi ritengo pienamente soddisfatto dell’acquisto. Li consiglierei? Sì. Ma tengo a sottolineare che il risultato finale è soggetto a molte varianti, al tipo di impianto, alla stanza di ascolto e, per ultimo, ma non meno importante, al gusto personale. Il rapporto qualità-prezzo credo che ci sia tutto, anche se è ovvio che i soldi spesi non siano pochi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Ottima performance
– Costruzione impeccabile

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Lorenzo Primus Signal Speaker

Recensione #12 – Cavi Primus Signal e Primus Speaker – Ricable Review

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Il mio Ricable

Lorenzo F.

Sorgenti: Lettore CD Musical Fidelity M3scd

Amplificatore: Musical Fidelity M5si

Diffusori acustici: Focal Chora 826

Altro: iFi Zen Blue

La seguente recensione dei cavi Primus Signal e Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Lorenzo per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Ho deciso di rinnovare tutto il mio impianto Hi-Fi. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, e di migliorare la qualità. Anche gli accessori. Per me molte cose sono nuove. Poi qualcuno mi accenna ai cavi. Parliamone. Ma in negozio la conoscenza è poca. Ne so di più accedendo a internet, e confrontandomi sui social. Tante marche e modelli ma mi ha colpito Ricable, per le immagini dei suoi prodotti e perché è una ditta italiana. Buono anche il supporto online.

Recensione Lorenzo Primus Signal Speaker
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Molto veloci nel gestire ordine e spedizione. Bella la confezione e apprezzata la cura del confezionamento. Mi sento di poter dire che c’è attenzione per l’ambiente, nella scelta dei materiali per l’imballaggio. Belli e curati i cavi. Mi piacciono le guaine protettive, e non sono da meno i connettori con il logo della fabbrica di colore rosso e nero per distinguere la polarità.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Questa è la parte più difficile. Ho ascoltato più volte gli stessi brani, sia dal lettore CD che tramite Bluetooth, scambiando diverse volte i cavi. Ho tratto le mie conclusioni. Per avere certezze, ho coinvolto nei test, a sua insaputa, un familiare. Ebbene siamo giunti alle stesse conclusioni, e questo mi fa molto piacere.

Recensione Lorenzo Primus Signal Speaker
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Partendo dal fatto che avevo cavi da supermercato, per i Primus Signal non è stato difficile. Ho spolverato diversi CD: Queen, Sting, Tracy Chapman, Fabrizio De André e un po’ di musica classica. Poi tramite Bluetooth ho attinto dalla musica liquida, cercando versioni live. A seconda dei vari brani, ho cercato di concentrarmi sulle voci e sugli strumenti. Ho notato senza troppa fatica una miglior qualità audio e un suono più pulito. Per i cavi Primus Speaker, che hanno sostituito normali cavi in rame OFC, dopo le prima ore di rodaggio (pratica che non tutti condividono), è risultata evidente l’esaltazione delle voci e una riduzione dei medio-alti. L’ effetto si è attenuato, risultando più piacevole, sollevando i cavi da terra. Piacevole scoprire nuovi piccoli dettagli, dai miei brani, che prima non percepivo.

Le tue conclusioni.

Ho fatto un buon acquisto? Certo che sì. Potevo spendere di più prendendo la serie Magnus? Certamente. Mai dire mai. A chi mi ha detto di “non spendere soldi in stupidi cavi”, beh, mi spiace: vi sbagliavate. Volevo più qualità, ecco. È una buona esperienza. Mi ha dato una piacevole sensazione. Sono soddisfatto. Consiglio questi cavi come primo passo per un buon ascolto.

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Cosa ti è piaciuto?

– Rapporto qualità/prezzo


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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Marco Ultimate HDMI

Recensione #11 – Cavo Ultimate HDMI – Ricable Review

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Il mio Ricable

Marco L.

Sorgenti: Audiolab 6000CDT CD Transport; lettore audio digitale Aune X5S; NVIDIA Shield TV

Amplificatore: Lector ZAX-70

Diffusori acustici: Indiana Line Tesi 561

Altro: DAC Aune S6 Pro; televisore Sony Bravia Full HD

La seguente recensione del cavo Ultimate HDMI è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Recensire un cavo HDMI utilizzato solo per veicolare il segnale video potrebbe sembrare riduttivo e poco interessante per una comunità che raccoglie appassionati di Hi-Fi e infatti… anche io per anni ne ho trascurato l’importanza, utilizzando un cavo economico di marca sconosciuta e prezzo intorno ai dieci euro. Per carità, l’apparenza era buona: bella estetica, dorato a regola d’arte, pesante al punto giusto. Forse troppo pesante, visto che si disconnetteva dalla TV trascinato dal suo stesso peso o da ogni minimo movimento del televisore. Altro problema era l’occasionale mancanza di segnale video all’accensione degli apparecchi. Conoscendo Ricable per i cavi Hi-Fi (di cui ne posseggo alcuni soprattutto di serie Primus), ho così deciso di investire una cifra comunque più che ragionevole per il primo prezzo dell’HDMI da loro prodotto, sicuro di andare sul sicuro 🙂

Recensione Marco Ultimate HDMI
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

La costruzione del cavo è come sempre impeccabile: solido, rigido ma non troppo e soprattutto con connessioni assolutamente stabili. Esteticamente si presenta elegante ma non troppo appariscente, l’ideale insomma. Come tutti i cavi di buona qualità, potrebbe risultare un po’ ingombrante se lo spazio posteriore è limitato. L’ideale è non esagerare con la metratura se non serve.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Non trattandosi di un test in ambito Hi-Fi audio ma video, visto che utilizzo il cavo solo per veicolare segnale dal box Android al televisore, posso fare confronti solo con il precedente cavo sottomarca utilizzato con i medesimi apparecchi. Il test si è svolto mediante la visione di alcuni film in HD (recenti e datati) disponibili sulle piattaforme Amazon Prime e Google Play Film, oltre che la visione di documentari televisivi sulla piattaforma Rai Play (Ulisse, Superquark).

Recensione Marco Ultimate HDMI
Recensione Marco Ultimate HDMI
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Come detto sopra, impressioni di ascolto non ne ho poiché utilizzo il cavo solo per il segnale video. Posso segnalare (non so come sia spiegabile scientificamente, trattandosi di segnale digitale) un miglioramento evidente della qualità video. A riprova anche mia moglie (ignara dell’ennesimo cambiamento dell’ennesimo cavo e non interpellata in merito), ha spontaneamente notato un salto di qualità nella resa video. Totalmente assenti, ovviamente, disturbi o interruzioni del segnale in corso di visione. Pertanto, pur rimanendo convinto dell’idea che non convenga spendere cifre astronomiche per cavi digitali, ritento che un salto di qualità sia assolutamente percepibile.

Le tue conclusioni.

Come sempre un plauso alla qualità e all’impegno della Ricable nella realizzazione dei prodotti e nell’assistenza pre e post vendita. Da segnalare l’affidabilità dei prodotti anche di gamma entry level. Sebbene non debba mai prevalere la forma sulla sostanza, occorre evidenziare come anche l’imballaggio originale e la spedizione siano sempre impeccabili.

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Cosa ti è piaciuto?

– Resa del prodotto
– Eccellente rapporto qualità/prezzo
– Garanzie offerte dal produttore

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


SasaDF Theater

Recensione #10 – Cavo Supreme AI HDMI MKII – Ricable Review

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Il mio Ricable

Salvatore D.

Sorgenti: Lettore Ultra HD Blu-ray Panasonic DP-UB9000; lettore Blu-ray Oppo BDP-105D; PlayStation 4 Pro

Amplificatore: Yamaha RX-A3040

Diffusori acustici: JBL TiK Series

Altro: Subwoofer Velodyne DD-12 e Yamaha NS-SW1000; proiettore VPL-VW270ES; televisore Samsung 32″ UHD FreeSync

La seguente recensione del cavo Supreme AI HDMI MKII è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Salvatore per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Scelto Ricable dopo aver visto alcune prove su YouTube di come questa marca avesse una marcia in più per qualsiasi cavo producesse, di qualità molto elevata, in particolar modo le serie top di gamma. La garanzia a vita è un altro motivo per cui opzionavo da subito un loro acquisto su Amazon, tra la coltre di miriadi di cavi cinesi debordanti di dati e cifre astronomiche poco credibili (tipo la banda passante per l’HDMI a 48 Gbps quando è stata rilasciata la certificazione solo nel settembre 2020 e ancora non vi son cavi certificati ufficiali: scommetto a breve la Ricable avrà una delle certificazioni del consorzio HDMI).
Acquisto il cavo HDMI che mi serve per la PlayStation 4 Pro e resto stupito per la qualità della costruzione e del package. Lo monto: visione perfetta! Poi l’imprevisto: la connessione video salta. E il colpevole è proprio il cavo Ricable nuovo di qualche mese. Sconfortato vado sul loro sito: in pochissimo trovo una sorpresa: niente barbose e-mail ai CA che ti rispondono DOMAI, ma una chat WhatsApp in tempo reale, o quasi! Li contatto molto scettico: dopo dieci minuti ho la mia risposta! E che ci crediate o no, il mattino dopo ci stava il corriere con il cavo nuovo a casa!! A questo punto, folgorato da tanta serietà, chiedo di mandarmi il loro miglior cavo HDMI, della serie Supreme. Lo monto, e resto BASITO! Anzitutto passa la banda necessaria per il 4K a 60 Hz, ma poi si vede una sostanziale differenza con anche il già ottimo cavo Hi-End montato prima. A questo punto oramai mi han talmente conquistato che quando faccio il grande passo per avere nel SasaDF Theater 2 il tanto agognato 4K pure sul proiettore, penso subito a loro.
Prendo il cavo HDMI Hi-End, per fare il prudente. Poi ci ripenso: non posso lesinare proprio sulla connessione più importante di tutto il mio home theater! Foto finale con il proiettore VPL-VW270ES, fiero di avere sotto di sé il cavo HDMI Supreme MKII con il chip di amplificazione del segnale. Figata pazzesca. Da oggi in poi ogni cavo che mi servirà nel mio SasaDF Theater 2 porterà il marchio “Ricable” stampato sopra e, presto o tardi, ci faccio pure una targa: “This Home Theater is connected with RICABLE”.

Ricable Supreme HDMI AI MKII
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Imballo elegante, ma assolutamente sobrio, professionale direi. Cavi di qualità eccelsa. Hai la sensazione netta di avere ben appagato il concetto anglosassone del “value for money”: qualità per quanto hai speso. La scatola, mi raccomando, è assolutamente da conservare! Mai buttare una cosa che in futura rivendita o spostamento potrà risultare vitale.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il confronto è stato fatto con cavi di altre marche cinesi reperite su Amazon, dal costo pari a quello dei cavi Ricable. La sensazione di pulizia del segnale video a favore dell’azienda italiana è stata talmente netta, che anche con il VPL mi sono dissanguato, ma ho dovuto avere a casa il loro cavo Supreme!

SasaDF Theater
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Sulle impressioni di ascolto, cari miei, dovrete aspettare che metta da parte i quattrini per prendere le loro cavetterie flagship di alimentazione/potenza/segnale. Ne riparliamo nel 2021? Probabilmente sì. Questo lo prometto, perché ho la forte tentazione di “ricablare” le mie gloriose TiK con i loro cavi di alimentazione/potenza/segnale Hi-End del marchio oggetto della presente recensione. Il problema è che mi dovrò far fare un progetto apposito per il tri-wiring con doppio ponte verticale che mi venne progettato dalla Parasound, e che non cambierei per nulla al mondo.

Le tue conclusioni.

Cavo Supreme MKII STRACONSIGLIATO per chi ha videoproiettori da collegare a lunga distanza dalla sorgente. O anche a chi, a breve, passerà all’acquisto di una console next-gen. Se volete avere la banda passante per godervi al massimo la qualità della next-gen, esiste un marchio “Ricable”, e un modello di cavo HDMI Supreme MKII che devono essere per voi precisini un must-have assoluto al day one, poggiato sopra la vostra fiammante PlayStation 5/Xbox Series X! E se qualcosa non va, avrete una assistenza degna di Amazon, se non superiore, a vita!!!

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità
– Disponibilità in caso di problemi
– Rapporto diretto e immediato

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– Nulla da segnalare


Ricable Review Gianni Alberto

Recensione #9 – Cavo Dedalus Signal – Ricable Review

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Il mio Ricable

Gianni Alberto B.

Sorgenti: Giradischi Stanton ST 150 M2; DAP FiiO M11

Amplificatore: Arcam FMJ A29; pre-phono Vincent PHO-701

Diffusori acustici: B&W 707 S2

Altro: DAC Topping D50s; multipresa Oehlbach XXL Powerstation 909

La seguente recensione del cavo Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Gianni Alberto per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Leggendo diverse recensioni positive, su alcuni forum Hi-Fi, incuriosito, mi sono deciso ad acquistare i prodotti di questo marchio. Altro fattore che mi ha spinto all’acquisto è che stiamo parlando di un prodotto fatto in Italia.

Ricable Review Gianni Alberto
Ricable Review Gianni Alberto
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Si comincia già bene dall’imballo del prodotto che è accattivante e ben curato. I prodotti sono ben costruiti e molto solidi. I vari contatti meccanici sono ben saldi e garantiscono un ottimo collegamento alle elettroniche. I vari cavi oltretutto sono molto flessibili facilitando anche l’installazione in spazi ristretti. Esteticamente li trovo veramente belli.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Sono partito dall’ascolto con i classici cavi seriali di bassa qualità che vengono venduti insieme alle elettroniche. In sequenza sono passato dai Ricable Ultimate Signal, Ricable Magnus Signal e infine il Ricable Dedalus Signal. Per i vari passaggi di cavo mi sono basato andando ad ascoltare album che ben conosco.

Ricable Review Gianni Alberto
Ricable Review Gianni Alberto
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

I primi cambiamenti li ho avvertiti passando dai cavi base ai Ricable Ultimate Signal. Le cose che ho più notato in questo passaggio sono state una migliore presenza dei dettagli e un maggior ordine nella riproduzione sonora. Poi sono passato al modello Magnus Signal; è da qui che ho cominciato a percepire le maggiori differenze. La cosa che più mi ha colpito è stata la riproduzione delle frequenze medie. Qui ho sentito dettagli nascosti che con i precedenti cavi non riuscivo a percepire. Infine sono passato al modello Dedalus Signal. Che dire, strepitoso. Scena musicale ampia e ottimamente ricostruita. Medi dettagliati, alti mai affaticanti e bassi ben definiti e precisi.

Le tue conclusioni.

Sono prodotti ben costruiti dall’ottimo rapporto qualità/prezzo e poi sono Made in Italy. Sicuramente, vista la mia personale esperienza, mi sento di consigliare anche ad altri questo marchio. A oggi tutto il mio impianto è cablato con i cavi Ricable (tranne cavo il USB collegato al DAC perché a oggi non è ancora commercializzato – i cavi USB, nel frattempo, sono stati commercializzati NdR).

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Cosa ti è piaciuto?

– Riproduzione bassi, dettagli medi
– Esteticamente belli!
– Rapporto qualità/prezzo

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– Nulla da segnalare


Ricable Review Andrea

Recensione #8 – Cavo Dedalus Speaker – Ricable Review

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Il mio Ricable

Andrea G.

Sorgenti: Lettore CD Teac Z-5000; giradischi Technics SL-1200 MKII

Amplificatore: MastersounD BoX

Diffusori acustici: Harbeth HL-P3ESR SE

Altro: Niente

La seguente recensione del cavo Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Andrea per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Da tempo cercavo di migliorare parte della mia componentistica, tra cui i cavi di potenza; venivo da dei cavi base della Transparent (venduti a metraggio) non male ma cercavo qualcosa in più. Cercando in rete mi sono imbattuto nei Ricable; per diverso tempo sono stato incerto tra questa ditta e un altro marchio molto pubblicizzato nei vari forum; il sito, le poche ma buone recensioni, il Made in Italy e un certo non so che mi hanno fatto propendere per i Ricable. In realtà ero orientato per Magnus, mi parevano più proporzionati al valore commerciale del mio impianto, poi una buona occasione nell’usato… e ho preso i Dedalus.

Ricable Review Andrea
speaker dedalus
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Appena aperta la scatola di cartone comune che conteneva la confezione dei Dedalus sono rimasto sinceramente sorpreso e meravigliato. Il packaging è degno di prodotti da gioielleria! La prima impressione al tatto dei cavi è stato di oggetti solidi, ben rifiniti e costruiti con cura… danno un piacevole senso di affidabilità. Certamente non sono cavi facili da nascondere, sia per le dimensioni sia per il colore piuttosto sgargiante, ma questo è un aspetto squisitamente estetico che in alcuni casi potrebbe essere considerato un pregio.
Ho apprezzato anche il dettaglio delle fascette a strappo per tenere i cavi, rigorosamente marchiate con il logo Ricable. Pur avendo acquistato dei cavi usati, la sensazione è stata di trovarsi di fronte a un prodotto nuovo, sia per l’imballaggio che per le condizioni del contenuto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho inserito i nuovi cavi e ho iniziato ad ascoltare una serie di brani che conosco particolarmente bene, dal pop-rock al jazz alla classica; questi ultimi due sono i generi che ascolto per la maggiore. Non ho eseguito prove di confronto con i miei vecchi cavi, li conoscevo piuttosto bene e la differenze è stata immediata e talmente netta che non ho sentito il bisogno di ulteriori confronti.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi
Ricable Review Andrea
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Fin dalle prime battute è stata evidente una serie di differenze, in meglio, rispetto alla mia precedente dotazione. I Dedalus portavano fuori dai miei diffusori una gamma bassa più articolata e controllata, producendo la percezione di una maggiore importanza delle frequenze basse, e una loro maggiore intellegibilità.
Anche sulle frequenze più alte vi è stato un miglioramento netto, ad esempio i piatti della batteria o il charleston sono risultati più limpidi, vividi e risonanti nella stanza d’ascolto, come in sospensione aerea, con un suono, soprattutto al passaggio delle spazzole, passatemi il termine, “dorato”. Il dettaglio in generale è molto migliorato, un piccolo aneddoto: durante l’ascolto di Blue in Green (in Kind of Blue, Miles Davis), verso la fine del brano, mi sono accorto, per la prima volta, che il contrabbasso fa le ultime battute suonato con l’archetto! Che dire, forse non ero mai stato così attento all’ascolto, ma l’effetto di sorpresa e stupore di aver scorto un suono “nuovo” in un pezzo sentito più e più volte mi ha fatto innamorare dei Dedalus.

Le tue conclusioni.

Concludendo, posso dire che tutta la gamma sonora è migliorata; in generale la sensazione è che ci sia stato un arricchimento delle armoniche e quindi un suono più coinvolgente, caldo e presente. Dopo ciò che ho scritto, non posso che consigliare questi cavi; a me, con il mio impianto, hanno portato miglioramenti che francamente non avrei creduto, ovviamente parliamo di sfumature, ma talmente evidenti che ritengo speso bene fino all’ultimo centesimo. Data la buona esperienza che ho avuto, sto progettando di acquistare anche i cavi di segnale per il mio lettore CD. Ricable mi ha reso gli ascolti più felici!

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Cosa ti è piaciuto?

– Resa sonora
– Cura costruttiva
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Una non sempre facile manovrabilità dei cavi


Ricable Review Salvatore

Recensione #7 – Cavo Primus Coaxial – Ricable Review

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Il mio Ricable

Salvatore G.

Sorgenti: Giradischi Technics SL-1200G, testina Ortofon MC Quintet Black S; lettore CD/SACD Esoteric K-01Xs

Amplificatore: Pre-phono Musical Fidelity MX-VYNL; Preampli a due telai McIntosh C1100C/T; finale Bartolomeo Aloia ST 240

Diffusori acustici: B&W 802 D

Altro: Filtro di rete PowerStation IFL

La seguente recensione del cavo Primus Coaxial è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Salvatore per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Avevo fatto una carrellata sui vari siti internet trovando spesso pareri discordanti sulla bontà dei vari cavi. Ho preferito andare sul sicuro con Ricable dove la qualità del prodotto è associata a un prezzo “possibile”. Del resto possiedo già altri cavi della serie Invictus di cui sono molto soddisfatto (due cavi di segnale e quello di alimentazione).

Ricable Review Salvatore
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Pur trattandosi di un prodotto “base” la qualità costruttiva è ottima; gli attacchi RCA aderiscono perfettamente, bella consistenza al tatto e ha un’estetica molto valida. Visto quello che si trova su internet, mi pare che in questa fascia di prezzo, di prodotti validi, ce ne siano veramente pochi. In compenso abbondano quelli a prezzi stratosferici.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho utilizzato per il test il primo movimento della Sinfonia n. 4 di Brahms diretta dall’impareggiabile Carlos Kleiber (CD con incisione digitale Deutsche Grammophon). Ho collegato prima, con un cavo coassiale nero che avevo di scorta, un lettore Blu-ray LG (vedi fotografia) al DAC del lettore Esoteric. Poi ho collegato il cavo Ricable con la stessa procedura. Infine, per togliermi lo sfizio, ho riascoltato sempre il primo movimento con l’Esoteric. Il volume è rimasto rigorosamente eguale durante tutta la prova.

Ricable Review Salvatore
Ricable Review Salvatore
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Con il primo cavo il suono risultava opaco, piatto, con immagine ridotta e strumenti non sempre collocabili spazialmente; ma data la scadente qualità del cavo, il risultato era prevedibile. Con il Primus le cose sono decisamente migliorate. Il suono si è fatto più chiaro e rifinito con, mi pare, anche un lieve aumento del volume (ma forse è solo una impressione); la scena si è allargata e gli strumenti sono risultati maggiormente caratterizzati. A questo punto ho inserito il CD direttamente nell’Esoteric; cavo a parte, mi pare che il paragone sia improponibile (il lettore LG è un modello economico, buono solo per vedere film in TV); tuttavia devo dire che, alla fin fine, la differenza tra l’utilizzo del coassiale e l’Esoteric non è stata così eclatante come mi sarei aspettato.

Le tue conclusioni.

Il coassiale Primus è molto valido nella fascia di prezzo di appartenenza. Poiché l’ho acquistato per un uso saltuario e solo per poter ascoltare dischi che l’Esoteric non legge, spendere una cifra di gran lunga superiore per acquistare l’Invictus probabilmente non avrebbe avuto molto senso, anche se la curiosità di comparare i due mi è rimasta. Ottimo il rapporto qualità/prezzo.

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Cosa ti è piaciuto?

– Buone prestazioni
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Mi piacerebbe una confezione meno spartana


Recensione Mauro Ricable Review

Recensione #6 – Cavo Dedalus Power – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Mauro T.

Sorgenti: VPI MK III con PLC, motore SAMA, braccio AudioQuest TP 6, testina Benz Micro Glider; NorthStar Model 192 MK II e DAC collegati in standard I²S

Amplificatore: Preamplificatore Audio Research Reference MK II, finale VTL ST-85

Diffusori acustici: MartinLogan Sequel II

Altro: Pre-phono VTL TP-2.5i

La seguente recensione del cavo Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Mauro per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Ho letto lusinghiere recensioni dei vostri prodotti in rete, insieme a un servizio di customer caring encomiabile. Ho seguito con piacere la recensione su YouTube degli amici di Audiofilando e un articolo sui cavi Ricable pubblicato recentemente sulla rivista “Suono”.

Recensione Mauro Ricable Review
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Ottima confezione sia in senso estetico che funzionale. Consegna efficiente e veloce. La costruzione evidenzia la presenza di connettori eccellenti che da subito fanno apprezzare il prodotto donando un immediato senso di affidabilità. La robustezza dei connettori si unisce a una gradita flessibilità del cavo, nonostante la ragguardevole sezione di quest’ultimo.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho provato il cavo utilizzando vari dischi di riferimento, sia nel formato CD che vinile. Le configurazioni hanno riguardato varie combinazioni sul piano delle possibili utilizzazioni in vari apparecchi del mio impianto, con particolare riguardo per la sorgente digitale, il preamplificatore e l’amplificatore finale. Infine le prove si sono svolte anche in senso comparativo con analoghi prodotti già in mio possesso.

Recensione Mauro Ricable Review
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Ottimo prodotto, che unisce caratteristiche positive senza caratterizzazioni di sorta e senza evidenze in alcune specifiche caratterizzazioni del messaggio sonoro, caratteristiche quest’ultime che personalmente giudico negative e foriere di possibili (e non graditi) squilibri sonori. L’impronta è dunque neutrale, con un tessuto armonico ricco di dettagli senza iperdefinizioni artificiose. Ottima dinamica e pulizia generale del messaggio sonoro, grazie a un evidente insensibilità del cavo ai possibili interferenze esterne. Bellissime le voci, con un graditissimo pizzico di “calore”.

Le tue conclusioni.

Prodotto assai consigliato in varie e possibili configurazioni d’uso. Ottimo rapporto qualità/prezzo, soprattutto in comparazione con analoghi prodotti di blasonati marchi esteri.

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Cosa ti è piaciuto?

– Performance
– Rapporto qualità/prezzo
– Customer care

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Cosa miglioreresti?

– Niente da segnalare


idea lampadina novità

Le novità del catalogo Ricable: cavi USB, AES/EBU e varianti del Jack

Settimana scorsa abbiamo riassunto in un articolo quali sono state le versioni migliorate di alcuni cavi Ricable rilasciate di recente. Quest’oggi vogliamo invece riepilogare quali siano le novità del catalogo Ricable. Ci riferiamo ai cavi USB, anticipati dal solo esemplare della serie Magnus, ma con i cavi delle serie Dedalus e Invictus in arrivo a stretto giro; ai cavi AES/EBU, già disponibili nelle tre serie Magnus, Dedalus e Invictus; e ai cavi Jack, presenti a catalogo anche con il connettore da 6,3 mm e con relative prolunghe.

Cavi USB

I cavi USB sono diventati un oggetto di utilizzo quotidiano. Ma quale è la loro funzione in ambito Hi-Fi? I cavi USB in ambito Hi-Fi servono a trasportare un segnale digitale tra un personal computer e un DAC, solitamente. La qualità di tecnica e di materiali dei cavi USB Ricable permette di ottenere risultati grandiosi rispetto a un cavo standard (e non solo) soprattutto se il file sorgente ha una compressione dati lossless. In base ai test che abbiamo effettuato con il cavo USB Magnus, il miglioramento si percepisce anche in PCM e, addirittura, con formati compressi, come l’MP3.

Magnus USB

Sempre prendendo in considerazione il cavo USB Magnus, il meno pregiato – per quanto di altissimo livello – tra quelli presenti nel catalogo Ricable, abbiamo eseguito test informatici per capirne il limite. Il Magnus USB va ben oltre la certificazione 2.0 (che garantisce l’aggancio di segnale fino a 5 m). Abbiamo eseguito test di collegamento con un DAC Hi-Fi con file audio a 96 kHz e una semplicissima pen drive passiva. Il risultato è impressionante. Siamo riusciti a collegare il DAC fino a una distanza di 30 metri, riproducendo file a 96 kHz. Con periferica passiva, che non ha alimentazione ausiliaria e che deve ricevere quella necessaria per funzionare dal cavo, siamo arrivati a 25 metri collegati a una porta USB diretta sul PC.

Dedalus AES/EBU

Cavi AES/EBU

L’AES/EBU è anch’esso un formato standard per l’audio digitale, usato per interfacciare tra loro diversi dispositivi. In Hi-Fi, principalmente, si utilizza per collegare sorgenti digitali al DAC. Alcuni apparecchi di alto livello godono della possibilità di collegamento con cavo XLR a 110 ohm, che migliora le performance di trasmissione rispetto al coassiale RCA classico (gli equivalenti analogici). I cavi AES/EBU Ricable si suddividono nelle tre serie classiche: Magnus, Dedalus e Invictus, con un aumento progressivo della qualità dei materiali e della tecnica costruttiva.

La chiave di un ottimo cavo AES/EBU è che riesca a mantenere un valore il più vicino possibile ai 110 ohm ottimali per il più lungo tratto possibile. In questo senso, anche il cavo che sarebbe il meno pregiato dei tre, quello appartenente alla serie Magnus – comunque eccezionale, svolge un ottimo lavoro.

Cavi Jack 3.5 e 6.3

Si tratta di una linea di cavi per il collegamento professionale e per le cuffie, realizzata sulla base del Magnus Signal. I cavi Jack Ricable sono ideali per collegare o prolungare cuffie di alta fascia, microfoni, mixer e altri apparati di elevata qualità; sono ottimi anche per alcuni strumenti musicali che hanno connessioni Jack 3,5 mm oppure 6,3 mm. Il cavo Magnus Jack 3.5 è, in realtà, una vecchia conoscenza di tutti i nostri clienti più affezionati. A essere aggiunte a catalogo sono però varianti di questo stesso cavo, tutte esclusivamente per la serie Magnus.

Magnus Jack RCA

La prima è la prolunga del cavo Jack 3.5, a cui si affiancano il cavo Jack 6.3 e la relativa prolunga. L’altra aggiunta decisamente interessante è il cavo Jack 3.5 / RCA. Se volete visitare le pagine dedicate a ciascuna nuova linea di prodotti, con dettagli maggiori sia su specifiche tecniche che sui prezzi, non vi resta che cliccare il bottone dedicato a ciascuna novità del catalogo Ricable.

change cambiamento

I cavi Ricable Invictus Speaker, Magnus Speaker e Magnus Power disponibili in una versione aggiornata

Il catalogo di prodotti Ricable è sempre sul punto non solo di arricchirsi (anche su Custom, vedasi le guaine termorestringenti), ma anche di migliorarsi. Il 2020 è stato un anno ricco di complicazioni legate alla pandemia da Covid-19, ma questo non ha impedito di perfezionare tre tra i prodotti più amati dai nostri clienti. Ci riferiamo a Invictus Speaker, che ha guadagnato l’appellativo di Reference, e a Magnus Speaker e Power, entrambi portati alla loro versione MKII. Con questo articolo del nostro blog, vogliamo fare un breve riepilogo non solo di quali prodotti hanno raggiunto un livello superiore, ma anche in che modo. Ecco gli ultimi cavi aggiornati di Ricable.

Invictus Speaker Reference

La base da cui Invictus Speaker Reference partiva era ottima. Il cavo Ricable di potenza top di gamma, già nella sua versione precedente, era di alto profilo. Invictus Speaker Reference, in base ai nostri test e ai feedback di alcuni dei clienti più fedeli, va però decisamente oltre. Questo nonostante sotto il profilo estetico sia cambiato poco; l’occhio vede solamente le dimensioni maggiori e il blocco amagnetico/schermato di separazione dei cavi in carbonio. Non è però tanto la forma, quanto piuttosto la sostanza a cambiare drasticamente.

I conduttori aumentano, passando da 970 a 1.038 fili, che compongono, insieme al conduttore centrale isolato con polimero, ogni conduttore esafonico da 7,6 mm². La vera innovazione, tuttavia, è nel doppio dielettrico, realizzato con due polimeri di nuova concezione R-TEC, in grado di migliorare decisamente la costante dielettrica e di conseguenza il flusso del segnale audio sotto forma di segnale elettrico a bassa tensione e allo stesso tempo di favorire la funzionalità del semiconduttore (RNR Noise Reduction), anch’esso migliorato. È stato infine introdotto un nuovo materiale isolante nel cavo in abbinamento al cotone trattato. Questa operazione ci ha permesso di rafforzare ulteriormente la doppia schermatura, senza che questo intervento alterasse le caratteristiche elettriche dei conduttori.

Magnus Speaker

Magnus Speaker MKII

Magnus Speaker è stato fin dal suo debutto un prodotto molto apprezzato per l’elevato rapporto qualità/prezzo. Così Ricable ha pensato di migliorarlo ulteriormente inserendo una schermatura in alluminio/mylar prima della guaina esterna. Questa permette di migliorare sensibilmente la protezione dalle interferenze EMI/RFI che si possono insidiare nel cavo di potenza nel tragitto che va dall’amplificatore ai diffusori acustici. Questa peculiarità, abbinata al sistema Noise Reduction, avvicina le performance di Magnus Speaker ai fratelli maggiori Dedalus e Invictus.

Magnus Power MKII

Il discorso per Magnus Power è simile a quello fatto per lo Speaker. I componenti di questa serie sono apprezzati, forse un po’ più degli altri, per il rapporto qualità/prezzo. Partendo da qui, gli sforzi di Ricable si sono proiettati nel rendere Magnus Power sempre più figlio delle serie maggiori. A differenza di Magnus Speaker, che era sprovvisto di schermatura, Magnus Power ne era già dotato. Quello che abbiamo fatto è inserirne una seconda in alluminio/mylar prima della treccia di rame. La protezione dalle interferenze qui agisce nel tragitto che va dalla presa all’elettronica.

Magnus Power

Ricable, però, non si limita a perfezionare il catalogo, ma anche ad ampliarlo. Nel prossimo articolo faremo un utile riepilogo delle new entry che hanno visto la luce tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di quello corrente (cavi USB, varianti di quello Jack e AES/EBU). Nel frattempo, vi rimandiamo alle pagine prodotto dei cavi aggiornati Ricable di cui abbiamo parlato in questo caso. Altri aggiornamenti sono in arrivo, relativamente a Primus e Dedalus Speaker. Buona consultazione!

Magnus USB Recensione Dennis

Recensione #5 – Cavo USB Magnus – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Dennis M.

Sorgenti: Innuos ZEN MK3; Lettore Blu-ray Cambridge Audio CXUHD 4K; VPI Scoutmaster con TNT Feet

Amplificatore: Electrocompaniet ECI-6; Remton 383 MK2 tube phono stage

Diffusori acustici: A2 Audio custom Nasac

Altro: Condizionatore di rete IsoTek Aquarius; Alimentatore per giradischi Heed Audio ORBIT; DAC Metrum Acoustics Amethyst; IsoAcoustics piedini Gaia e isolatori Orea

La seguente recensione del cavo USB Magnus è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Dennis per il tempo che ci ha dedicato.

What did he do to youto choose Ricable?

As a regular visitor to a local audio store Omera Audio at Vlaardingen (The Netherlands) I became familiar with the Ricable brand. I myself had pretty much the entire cabling of AudioQuest. I read the Ricable folder in which an explanation was given about the construction of the copper and the connectors and my interest was triggered by this.
To put Ricable to the test, I took a demo Dedalus interlink with me. After a few hours of warming up, I replaced the AQ cable between my DAC and AMP for the Dedalus and sat down for it. Wondering if I could perceive a difference, I put on the same piece of music and instead of listening to the small differences in the details my mouth fell open.

Magnus USB

The music came to life so much more and a much better stage than with the more expensive AQ cable. After switching back and forth a few times, I was surprised every time. The Dedalus, which is cheaper than my AQ cable, performed several levels higher.
I immediately bought the Invictus cable and compared it with the Dedalus and the Invictus interlink went even further in everything. Until today I have replaced all my AQ cabling for Ricable Invictus cabling and Dedalus power cables and with every replacement I had a significant improvement in my system compared to the AQ.
The only connection I did not have from Ricable yet was the USB connection between my Innuos streamer and my Metrum Ladder DAC. Here an AQ Coffee USB cable did the signal transfer. I subscribed to a message from Ricable regarding the new Magnus USB cable. Two weeks later it was delivered and I could test what the differences would be.

Magnus USB Recensione Dennis
What do you think
of the construction and
the aesthetics
of the product?

The AudioQuest cable costs 449 € (1,5 m) and the Ricable Magnus USB costs 94 € on the same 1,5 m length. I first compared them visually and Ricable already has the first plus point. The AQ Coffee appears visually in comparison to the Magnus as a fragile thin cable. The Magnus looks and feels like a premium cable. Since appearance doesn’t always say something, I compare them both with songs that I know well.

How did you carry out the tests? What songs
did you use
to test the cable?

I let the Magnus play for a day before I actually start comparing. I always compare A/B with three numbers. If you haven’t heard it by then, the difference is very small. I play the songs in its entirety and then repeat the first minute before switching the cable. I do this with every change of cables.

Magnus USB Recensione Dennis
Magnus USB
What were yours
listening impressions?

First I play Our Love Is Easy by Melody Gardot and start with the AQ. The beginning of the song sounds oppressive when the strings start. When the Ricable takes care of the transfer, the song sounds a bit more dramatic and Melody’s voice sounds a lot more intimate. When I switch back to the AQ, I notice that the Ricable performs better in terms of voices.
As the second song I play Grace of God from the beautiful album Weltschmerz by Fish (ex member of Marillion). The beginning sounds very holographic on both cables, but again in terms of voice the Ricable Magnus sounds a lot nicer. When I play with the AQ, the low end seems a bit more turned on and sounds less tight, which has a negative influence on the midrange.

As the third song I play Giorgio Conte with Gnè Gnè, it is striking that the pace, rhythm and timing of the Magnus is very good. It sounds so nice that you no longer want to pay attention to details but want to enjoy the music.
When I return to the AQ it sounds fine in itself, but the Magnus just sounds a bit more pleasant, more music enjoyment!

Your conclusions.

If we consider the price of the cables, the surprise is complete and the Ricable Magnus is chosen over the factor 4.7 more expensive AQ Coffee.
Ricable has already surprised me a lot last year and now again with the Magnus USB cable. For the price, it really is a no-brainer. If the Magnus is already playing at this level, I am really looking forward to the Dedalus and the Invictus.

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What did you like?

– Pace, Rhythm and Timing
– Unprecedented Value for money
– Great looks

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What would you improve?

– For this price you already get so much


Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Come visitatore abituale del negozio Omera Audio a Vlaardingen (Paesi Bassi) ho acquisito familiarità con il marchio Ricable. Io avevo praticamente l’intero cablaggio di AudioQuest. Ho letto la brochure Ricable in cui veniva data una spiegazione sulla costruzione del rame e dei connettori e il mio interesse è stato innescato da questo.
Per mettere alla prova Ricable, ho portato a casa un cavo demo Dedalus. Dopo alcune ore di rodaggio, ho sostituito il cavo AQ tra il mio DAC e l’AMP a favore del Dedalus e mi sono seduto. Chiedendomi se riuscivo a percepire una differenza, ho messo lo stesso brano musicale e invece di ascoltare le piccole differenze nei dettagli sono rimasto a bocca aperta.

Magnus USB

La musica ha preso vita, così come un palcoscenico molto migliore rispetto a quando era collegato il più costoso cavo AQ. Dopo averli scambiati un paio di volte, sono rimasto sorpreso. Il Dedalus, che è più economico del mio cavo AQ, si è comportato decisamente meglio.
Ho subito acquistato il cavo Invictus e l’ho confrontato con il Dedalus e il cavo Invictus è andato ancora oltre, in tutto. Ho sostituito tutti i miei cavi AQ con cavi Ricable Invictus e cavi di alimentazione Dedalus e a ogni sostituzione ho avuto un notevole miglioramento del mio impianto rispetto all’AQ.
L’unica connessione che non avevo ancora da Ricable era la connessione USB tra il mio streamer Innuos e il mio DAC Metrum Ladder. Qui un cavo USB AQ Coffee eseguiva il trasferimento del segnale. Mi è arrivato un messaggio di Ricable riguardante il nuovo cavo USB Magnus. Due settimane dopo è stato consegnato e ho potuto verificare le differenze.

Magnus USB Recensione Dennis
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Il cavo AudioQuest costa 449 € (1,5 m) e il Ricable Magnus USB costa 94 € della stessa lunghezza di 1,5 m. Li ho confrontati per la prima volta visivamente e Ricable ha già ottenuto il primo punto a favore. L’AQ Coffee appare visivamente in confronto al Magnus come un cavo sottile e fragile. Il Magnus sembra e si percepisce come un cavo premium. Dato che l’apparenza non dice sempre tutto, li confronto entrambi con canzoni che conosco bene.

Come hai svolto le prove?Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho lasciato funzionare il Magnus per un giorno prima di iniziare effettivamente a confrontare. Confronto sempre A/B con tre numeri. Se non percepisci alcunché, la differenza è piccola. Faccio suonare le canzoni nella loro interezza e poi ripeto il primo minuto prima di cambiare cavo. Lo faccio con ogni cambio di cavi.

Magnus USB Recensione Dennis
Magnus USB
Quali sono state
le tue impressioni di ascolto?

Per prima cosa faccio partire Our Love Is Easy di Melody Gardot e inizio con il cavo AQ. L’inizio della canzone sembra opprimente quando iniziano gli strumenti a corda. Quando il Ricable si occupa del trasferimento di segnale, la canzone suona un po’ più drammatica e la voce di Melody suona molto più intima. Quando torno ad AQ, noto che il Ricable si comporta meglio in termini di voce.
Come seconda canzone suono Grace of God dal bellissimo album Weltschmerz di Fish (ex membro dei Marillion). L’inizio suona olografico su entrambi i cavi, ma ancora una volta in termini di voce il Ricable Magnus suona molto meglio. Quando suono con l’AQ, la fascia bassa sembra un po’ più accesa e suona meno tesa, il che ha un’influenza negativa sulla gamma media.

Come terza canzone faccio partire Giorgio Conte con Gnè Gnè, colpisce che andatura, ritmo e tempismo del Magnus siano molto buoni. Sembra così bello che non vuoi più prestare attenzione ai dettagli ma vuoi goderti la musica.
Quando torno ad AQ suona bene di per sé, ma il Magnus suona solo un po’ più piacevole… più godimento musicale!

Le tue conclusioni.

Se consideriamo il prezzo dei cavi, la sorpresa è completa e il Ricable Magnus viene scelto al di là del fatto che sia 4.7 volte più costoso dell’AQ Coffee.
Ricable mi ha già sorpreso molto l’anno scorso e ora di nuovo con il cavo USB Magnus. Stando al prezzo, sulla scelta non c’è da pensarci. Se il Magnus è già a questo livello, non vedo l’ora che arrivino il Dedalus e l’Invictus.

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Cosa ti è piaciuto?

– Andatura, ritmo e tempo
– Rapporto qualità/prezzo senza precedenti
– Bell’aspetto

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Cosa miglioreresti?

– Per questo prezzo si ottiene già tanto


Ricable Review Adriano

Recensione #4 – Cavo USB Magnus – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Adriano L.

Sorgenti: Mini PC Windows ottimizzato per uso audio

Amplificatore: Unison Research Simply Italy

Diffusori acustici: Harbeth C7ES3

Altro: DAC M2tech Young MkIII

La seguente recensione del cavo USB Magnus è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Adriano per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Ricable è una ditta che conosco oramai da dieci, forse quindici anni, da quando cominciai ad appassionarmi al mondo dell’home cinema. Con il mio primo videoproiettore comprai anche il mio primo cavo Ricable, un cavo HDMI della serie Ultimate… fin da allora apprezzai la qualità costruttiva e l’attenzione all’estetica e al dettaglio, tutte cose che mi fecero apprezzare il lavoro e cominciare a seguire l’azienda. Di tempo ne è passato da allora e Ricable ha fatto tanti passi avanti… l’ultimo è questo cavo USB per la musica liquida. Ma andiamo a vedere com’è nel dettaglio!

Ricable Review Adriano
Ricable Review Adriano
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Già vedere la scatola esterna del cavo USB Magnus dà una sensazione piacevole di avere acquistato qualcosa di importante. Andando a fare l’unboxing questa sensazione viene confermata e amplificata. La costruzione estetica è impeccabile, con una ottima calza colorata molto resistente e i connettori USB placcati oro ottimamente protetti da una spessa guaina di gomma. Quello che sorprende è la estrema flessibilità del cavo nonostante lo spessore notevole, cosa importante soprattutto per chi come me ha poco spazio tra elettroniche e muro posteriore. Andando a informarmi sulla costruzione interna di questo cavo noto con piacere che vengono rispettati gli standard USB (cosa che non tutti i produttori dichiarano), come ad esempio l’impedenza caratteristica dei conduttori. Vedo anche che grazie al dielettrico usato e alla particolare geometria vengono eliminati possibili effetti di cross talk (interferenze elettriche tra conduttori adiacenti), capacità e induttanz sonoa ridotte al minimo. Tutte cose che concorrono a diminuire il più possibile fenomeno di jitter.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Per quanto riguarda la metodologia eseguita nei test, il cavo è stato confrontato con altri due cavi di marche note al cui ascolto sono abituato da tempo. Quando eseguo questo tipo di prove in genere e in questo caso, anche, uso il brano Sultan of Swing per valutare il senso del ritmo, gli attacchi degli strumenti e la risposta ai transienti che il cavo sa restituire, mentre uso l’album Unplugged di Erick Clapton e alcune tracce di Battiato per valutare le voci maschili. Per le voci femminili ho usato The Book of Love di Diana Krall.

diana krall the look of love
Ricable Review Adriano
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Passando all’aspetto più importante, bello sì, ma come suona? Dannatamente bene.
Intendiamoci, parliamo di cavi, di fine tuning, quindi parliamo di sfumature di differenze che solo un buon impianto messo a punto a monte può restituire… ma sono quelle differenze, quella ciliegina sulla torta che noi audiofili inseguiamo di continuo. A prescindere dal brano utilizzato nelle prove, quello che ho notato è stato un aumento della profondità della scena sonora e una separazione degli strumenti eccezionale, cosa probabilmente ottenuta grazie alla presenza delle quattro schermature presenti nel cavo che rendono il segnale pulito ed esente da qualsivoglia disturbo elettrico. Sul brano rock ottimi il senso del ritmo restituito da questo cavo, così come la precisione degli attacchi della batteria. Non c’è traccia di spigolosità sugli estremi acuti pur mantenendo un’ariosità degli strumenti molto piacevole, una brillantezza nel senso di chiarezza del messaggio musicale mai stancante. La voce di Clacson risulta granitica al centro dei diffusori e quella della Krall soave come non mai.

Le tue conclusioni.

In conclusione posso dire che questo cavo è l’ennesima prova che questa azienda sa cosa vuole fare e soprattutto sa come farlo. Sento di consigliarlo a chiunque voglia ottenere il massimo dal proprio DAC in termini di suono, ma anche il meglio dal proprio impianto anche da un punto di vista di appagamento dell’occhio e della consapevolezza di aver comprato qualcosa di ben fatto.

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Cosa ti è piaciuto?

– Costruzione interna
– Aspetto estetico
– Flessibilità del cavo

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Cosa miglioreresti?

– Niente da segnalare


venezia piazza san marco

La musica al tempo del Covid-19

La musica al tempo del Covid-19. È passato poco più di un anno da quando il tampone di Mattia Maestri, 38 anni, residente a Codogno, Lodi, è risultato positivo. Da quel momento in poi, nulla è stato più come prima e tutto il mondo è alle prese con una pandemia globale. Ancora da debellare. Da un lato il vaccino, dall’altro il diffondersi di varianti che non sembrano più letali ma certamente risultano più contagiose. Tutto questo mentre anche il nostro Paese è stato messo a durissima prova e si prepara a superare la soglia psicologica dei centomila decessi. Come se la passano la musica, ma anche gli audiofili, in questo momento storico così complicato? Dal punto di vista della passione che nutriamo per quest’arte, questa pare la cosa destinata a soffrire meno. Anzi. Chi già prima spendeva parte del suo tempo libero ad ascoltare musica, ora lo fa anche di più visto che è obbligato dalle circostanze a rimanere a casa. Più di un cliente, inoltre, ci ha raccontato di essersi riavvicinato a questa passione sopita da tempo, considerata sempre la necessità di rimanere a casa.

A uscirne con le ossa rotte sono le esibizioni dal vivo e i concerti, in pratica bloccati da un anno a questa parte. Per tutti i cantanti (la maggior parte) che non riescono ad arrotondare con migliaia, se non milioni, di riproduzioni su Spotify, YouTube o chi per essi, il danno (serio) è economico, oltre che ludico. I concerti sono stati sostituiti da esibizioni improvvisate e domestiche in streaming di star internazionali, alternate alle prestazioni canore, ben più amatoriali, dai balconi di casa propria. In questo articolo, un po’ diverso dal solito, del blog Ricable, vogliamo puntualizzare alcuni aspetti della musica al tempo del Covid-19 che ci ricorderemo a lungo, insieme ad alcune parole che, ahinoi, sono entrate nel lessico comune, come lockdown.

Musica dai balconi, dai terrazzi

Ennio Morricone
su piazza Navona

Jacopo Mastrangelo è uno dei tanti che si sono messi a suonare dal proprio balcone. Il fatto che abbia diciotto anni, abbia suonato Deborah’s Theme di Ennio Morricone (tratto da C’era una volta in America), lo abbia fatto al tramonto, a Roma, su una piazza Navona vuota… tutto questo ha creato un mix che ha portato il video a diventare virale, a essere visualizzato in tutta Italia e a diventare sinonimo di speranza.

Musica per non perdere le tradizioni

Andrea Bocelli
dal Duomo per Pasqua

Nei momenti più bui è importante non perdere di vista il fatto che la luce in fondo al tunnel ci deve essere. Questo passa anche per le feste comandate, tra cui Pasqua, sinonimo di rinascita per definizione. Nella domenica di Pasqua del 2020, Andrea Bocelli si è esibito, solo, nel Duomo di Milano. Il concerto è stato trasmesso in diretta streaming mondiale sul canale YouTube unendo tutti i Paesi in un giorno solenne.

Musica in smart working

Star internazionali
da casa propria

Non si contano gli artisti che, per sopperire all’assenza di concerti dal vivo, hanno deciso di realizzarli in streaming. Lady Gaga ha promosso un’iniziativa simile (“One World Together at Home”) per beneficienza, in favore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riunendo Andrea Bocelli, Céline Dion, Lang Lang e John Legend. Una cinquina di star da un cachet normalmente a sei zeri ha così cantato The Prayer.

Musica che altrimenti non avrebbe visto la luce

Living in a Ghost Town
dei Rolling Stones

Living in a Ghost Town è il singolo griffato The Rolling Stones pubblicato il 23 aprile 2020. Il singolo è il primo brano inedito del gruppo dal 2012 (anche Bob Dylan ha rotto un silenzio lungo otto anni con Murder Most Foul). Esso era stato scritto e composto nell’anno precedente, ma il gruppo ha scelto di pubblicarlo a seguito del lockdown scattato a causa dell’emergenza Covid-19.

Musica per ripartire

Marco Mengoni
da Piazza Vecchia

Qualche esibizione dal vivo, per la verità, si è tenuta, previa l’assenza di pubblico ad assistere. L’ultima in ordine di tempo che ha fatto particolarmente rumore è stata quella di Marco Mengoni, in collaborazione con la Rai, che ha cantato L’anno che verrà da Piazza Vecchia, Bergamo, a un anno esatto dal momento che ha cambiato tutto. Un brano che, riascoltandolo, si è dimostrato particolarmente in sintonia con il momento.

Se è vero che non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta, allo stesso tempo il percorso è spesso decisamente più importante della meta. Dunque siamo sicuri che anche un’esperienza come quella di una pandemia globale potrà portare, a chi ne saprà cogliere certi aspetti, crescita e maturazione. In quanto produttori di cavi audio per l’alta fedeltà, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di fornirvi supporti che possano contribuire a restituirvi, nella maniera più autentica possibile, le emozioni che i vostri artisti preferiti avrebbero voluto trasmettervi con i loro brani. Cliccando sul bottone sottostante, potete dare un’occhiata al nostro intero catalogo, in continuo aggiornamento.

Erick Ricable Review

Recensione #3 – Cavo USB Magnus – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Erick D.

Sorgenti: Qobuz via Logiciel Audirvana

Amplificatore: Jadis JA 200

Diffusori acustici: KEF Reference 207/2

Altro: DAC Audia Flight FL Three S; Preamplificatore Rogue Audio RP5

La seguente recensione del cavo USB Magnus è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Erick per il tempo che ci ha dedicato.

Qu’est-ce qui vous a pousséà choisir Ricable?

J’ai connu Ricable grâce au groupe Be connected sur Facebook, les différents échanges positifs des membres ainsi que la présentation de quelques produits m’ont incité à aller sur le site Ricable où là, j’ai découvert un site de présentation de chaque produit très bien réalisé, une description détaillée, un choix important, la possibilité d’écouter durant soixante jours, un site traduit en cinq langues. Des personnes à l’écoute de vos besoins… tout est fait pour choisir sereinement et en confiance.

Erick Ricable Review
Erick Ricable Review
Que pensez-vous
de la construction
et de l’esthétique
du produit?

Le câble USB Magnus fut envoyé rapidement (48 h) à la maison. Le packaging de transport et de présentation est robuste, le câble bien protégé. La finition de ce dernier est remarquable, une gaine de protection de la couleur correspondant à la série Magnus protège l’ensemble du câble, qui est propre tout en restant solide, les terminaisons de haute qualité sont couvertes par une gaine rétractable qui rend l’ensemble solide. Un câble bien fini dans les moindres détails qui démontre tout le savoir faire de Ricable dans sa volonté d’atteindre la perfection.

Comment avez-vous effectué les tests? Quelles chansons avez-vous utilisées pour tester le câble?

J’ai évalué le câble USB Magnus par écoute de plusieurs albums que j’ai coutume de mettre en œuvre sur mon installation à différents volumes et positionnement dans la salle d’écoute. Ceci pour évaluer l’incidence sur la qualité scénique de l’ensemble. Le niveau de saturation. L’ensemble a tourné seulant durant une trentaine d’heures pour permettre un rodage car cette première écoute semblait trop portée sur les basses fréquences au désavantage du médium et de l’aigu ce qui rendait l’écoute peu satisfaisante.

Erick Ricable Review
Erick Ricable Review
Quelles ont été
vos impressions d’écoute?

Après cette période de rodage, j’ai pu constater une amélioration très nette de la performance globale avec un équilibre parfait. Une scène beaucoup plus large et profonde que j’étais accoutumé à avoir, ainsi qu’une séparation des instruments et chants dans l’espace, résultat d’une scène très intéressante voir physique, enfin pas besoin d’un fort volume pour tout entendre tellement les détails sont présents.

Première écoute: Josefine Cronholm – album Ember – titre Sing (16/44 AIFF).
Une ambiance intimiste très bien rendue, la voix de Josefine Cronholm est bien présente en avant de la scène, les instruments légèrement en arrière accentuant sa proximité, tout est bien en place aucun instrument ne vient perturber les autres, l’entrée en scène du saxophone qui vient s’appuyer sur la voix est extraordinaire de douceur et la complicité voie et saxo est très bien rendue. En conclusion: très belle écoute qui a continué sur la totalité du disque.

Deuxième écoute: Kurt Elling – album The Question – titre A Hard Rain’s A-Gonna Fall (24/96 AIFF).
Quelle voix, début en à cappella sa voix est bien présente claire et puissante à souhait puis lorsque l’orchestre entre en scène c’est l’explosion. La largeur de la pièce fait 5 m mais là elle a pratiquement doublée aussi bien en hauteur. Un véritable concert à la maison chaque instruments a sa propre puissance avec cette dynamique et clarté dans les timbres, ils sont tous bien positionné dans les trois dimensions laissant une place de choix pour la voix. Encore une très belle écoute. Là aussi tout le disque est passé.

Troisième écoute: Kyle Eastwood- album Cinematic – titre Bullitt (24/96 AIFF).
Cette fois-ci c’est la rapidité qui entre en scène; l’album est puissant, ça éclate de partout et malgré cela tout reste très limpide, aucune agressivité, aucun instrument ne se chevauche les cuivres sont percutants de dynamisme, la batterie bien positionnée veut sa place aussi, les basses chantent. Les moindres détails sont audibles. Pour l’ambiance je monte le son (pas de voisin aucune distorsion, ni fatigue, c’est beau).

Quatrième écoute: Dhafer Youssef – album Birds Requiem – tout le disque (24/96 AIFF).
Impossible de s’arrêter sur un titre. Quel voyage! La contemplation pur. Pris par une main magique ou plutôt une voix pour faire un voyage intemporel entre le contient et l’inconscient, tout le disque et passé en cinq minutes… enfin ce fut l’impression. Quels mots utilisés pour expliquer ce ressenti, aucun, cela deviendrait intellectuel… Ce fut tout simplement un beau voyage.

Cinquième écoute: Ami et camarade – album Personnages (24/96 AIFF).
Guitare/voie. Une guitare percutante, qui vibre de façon très physique, il est facile d’imaginer les doigts qui se déplacent sur les cordes, des timbres clairs rapides. Une voie, une présence, chaude, vibrante, puissante et toujours cette impression de grandeur.

Vos conclusions.

Première impression est l’augmentation de l’image holographique, bien que celle-ci était déjà superbe avec le lecteur Audia Flight, puis l’apport d’une force supplémentaire qui augmente la présence physique de chaque intervenant, qui les rend plus palpables preuve que le câble est suffisamment silencieux pour ne laisser passer que la musique.
Ce que je peux dire aussi de ce câble est qu’il est en accord parfait avec le dac de l’Audia Flight, présence, puissance et belle séparation des instruments, timbres clairs voir cristallin qui montent très haut, des basses profondes et rapides, les voies bien présentes comme si le chanteur était dans la salle d’écoute, dans l’ensemble aucune froideur ni saturation un son très analogique, vrais, palpable.
Pour un câble qui n’est pas le plus haut de gamme de chez Ricable, il satisfait grandement de par sa qualité. Bien que je connaissais Ricable, mais n’avait encore jamais fait le pas, la qualité de ce câble USB m’incite à aller plus loin et d’essayer le câble RCA Invictus Signal ainsi que le nouveau USB Invictus qui doit sortir début de l’année 2021 que je commanderais dans les prochains jours.

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Qu'est ce que tu aimais?

– L’esthétique
– La qualité de transmission
– Un prix très avantageux

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Qu'aimeriez-vous améliorer?

– Rien d’autre à signaler


Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Ho conosciuto Ricable grazie al gruppo Be connected su Facebook, gli scambi di informazioni positivi con i membri nonché la presentazione di alcuni prodotti mi hanno incoraggiato ad andare sul sito Ricable dove, lì, ho scoperto un sito con la presentazione per ogni prodotto molto ben fatta, una descrizione dettagliata, una scelta considerevole, la possibilità di reso gratuito di sessanta giorni, un sito tradotto in cinque lingue. Persone che ascoltano le tue esigenze… tutto è fatto per scegliere con calma e sicurezza.

Erick Ricable Review
Erick Ricable Review
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Il cavo USB Magnus è stato spedito a casa rapidamente (48 ore). L’imballaggio per il trasporto e la presentazione è robusto, il cavo ben protetto. La finitura di quest’ultimo è notevole, una guaina protettiva del colore corrispondente alla serie Magnus protegge l’intero cavo, che risulta “fine” pur rimanendo resistente, le terminazioni di alta qualità sono ricoperte da una guaina retrattile che rende solido il cavo. Un cavo ben rifinito in ogni dettaglio che testimonia tutto il know-how di Ricable nella sua volontà di raggiungere la perfezione.

Come hai svolto le prove?Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho valutato il cavo USB Magnus ascoltando diversi album che sono abituato a eseguire sul mio setup a diverso volume e posizionamento nella stanza di ascolto. Questo per valutare l’impatto sulla qualità scenica nell’insieme. Il livello di saturazione. L’impianto ha girato da solo per una trentina di ore per permettere il rodaggio perché questo primo ascolto sembrava troppo concentrato sulle basse frequenze a svantaggio dei medi e degli acuti che rendevano l’ascolto insoddisfacente.

Erick Ricable Review
Erick Ricable Review
Quali sono state
le tue impressioni di ascolto?

Dopo questo periodo di rodaggio, ho potuto percepire un netto miglioramento delle prestazioni complessive con un perfetto equilibrio. Una scena molto più ampia e profonda di quella a cui ero abituato, così come una separazione degli strumenti e delle voci nello spazio… il risultato è una scena molto interessante, anche fisica e, beh, non c’è bisogno di un volume alto per sentire tutto, quindi i dettagli sono presenti.

Primo ascolto: Josefine Cronholm – album Ember – brano Sing (16/44 AIFF).
Un’atmosfera intima resa molto bene, la voce di Josefine Cronholm è presente davanti al palco, gli strumenti leggermente dietro ne accentuano la vicinanza, tutto è a posto, nessuno strumento disturba gli altri, entra in scena il sassofono che viene ad affidarsi alla voce di straordinaria dolcezza e la complicità di voce e sax è molto ben fatta. In conclusione: ascolto molto bello che è continuato per tutto il disco.

Secondo ascolto: Kurt Elling – album The Question – brano A Hard Rain’s A-Gonna Fall (24/96 AIFF).
Che voce, che inizia a cappella ed è molto chiara e potente come desideri, poi quando l’orchestra entra in scena è un’esplosione. La larghezza della stanza è di 5 m ma anche lì è praticamente raddoppiata in altezza. Un vero concerto in casa, ogni strumento ha il suo potere con questa dinamica e chiarezza timbrica, sono tutti ben posizionati in tutte e tre le dimensioni lasciando il posto d’onore alla voce. Un altro ascolto molto bello. Anche qui viene riprodotto l’intero disco.

Terzo ascolto: Kyle Eastwood- album Cinematic – brano Bullitt (24/96 AIFF).
Questa volta è la velocità che entra in gioco; l’album è potente, scoppia ovunque e nonostante questo tutto rimane molto chiaro, nessuna aggressività, nessuno strumento si sovrappone agli ottoni, dinamici, anche la batteria ben posizionata vuole il suo posto, il basso canta. I più piccoli dettagli sono udibili. Per l’atmosfera alzo il suono (nessun vicino, nessuna distorsione, nessuna fatica, è bellissimo).

Quarto ascolto: Dhafer Youssef – album Birds Requiem – tutto il disco (24/96 AIFF).
Non posso fermarmi su un titolo. Che viaggio! Pura contemplazione. Catturato da una mano magica o meglio da una voce per fare un viaggio senza tempo tra il contenuto e l’inconscio, l’intero disco e suonato in cinque minuti… beh, quella è stata l’impressione. Quali parole usare per spiegare questa sensazione, nessuna, sarebbe diventata intellettuale… È stato semplicemente un bellissimo viaggio.

Quinto ascolto: Ami et camarade – album Personnages (24/96 AIFF).
Chitarra/voce. Una chitarra che colpisce forte, che vibra in modo molto fisico, è facile immaginare le dita che si muovono sulle corde, timbri veloci e chiari. Un modo, una presenza calda, vibrante, potente e sempre questa impressione di grandezza.

Le tue conclusioni.

La prima impressione è l’aumento dell’immagine olografica, sebbene questa fosse già superba con il lettore Audia Flight, quindi l’aggiunta di una forza che aumenta la presenza fisica di ogni altoparlante, che rende più palpabile la prova che il cavo è abbastanza silenzioso da passare solo musica.
Quello che posso anche dire di questo cavo è che è in perfetta armonia con il DAC Audia Flight; presenza, potenza e bella separazione degli strumenti, toni chiari, cristallini che salgono molto alti, bassi profondi e veloci, le voci presenti come se il cantante fosse in sala d’ascolto, nel complesso nessuna freddezza o saturazione, un suono molto analogico, reale, palpabile.
Per un cavo che non è il più alto della gamma Ricable, sono molto soddisfatto della sua qualità. Sebbene conoscessi Ricable, ma non avessi mai fatto il passo di acquistare prima, la qualità di questo cavo USB mi spinge ad andare oltre e provare il cavo Invictus Signal RCA e il nuovo USB Invictus che dovrebbe essere rilasciato all’inizio dell’anno 2021, che ordinerò nei prossimi giorni.

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Cosa ti è piaciuto?

– L’estetica
– La qualità di trasmissione
– Un prezzo molto vantaggioso

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Cosa miglioreresti?

– Niente da segnalare


everest

Il signor Zanetti prova Invictus Speaker Reference

Dopo un periodo di silenzio troppo lungo, tornano le peripezie del nostro cliente più esuberante: il signor Zanetti. Lo avevamo lasciato nel bel mezzo di un test tecnico e scientifico con protagonisti, chiaramente, i nostri prodotti, in particolare quelli della serie Dedalus e Invictus. Oggi ritorna sulle pagine digitali del nostro sito mettendo alla prova il nuovo Invictus Speaker Reference. Buona lettura!

La riconquista dell'Everest

Dunque, come tutte le storie, anche questa ha un inizio. È dall’inverno scorso che mr. Sergio rimuginava qualcosa: aveva visto un particolare polimero isolante. Questo ci disse durante una nostra visita, quando con il mio collega Alessandro passammo per curiosare qua e là tra le varie bobine di cavi disposti ordinatamente nel magazzino. Mr. Sergio ci rivelò che avrebbe voluto migliorare il suo cavo di potenza top (quello blu) implementandolo tra l’altro, proprio tra l’altro, con questo particolare polimero isolante. Altro non disse!

Passarono i mesi e verso novembre riandammo a trovare mr. Sergio. Notai nell’ambiente qualcosa di diverso: c’era più gente. Sì, siccome la qualità paga, il nostro imprenditore aveva dovuto assumere altre due persone, fatto notevolmente rilevante in questo periodo di crisi epocale. Aveva preparato un prototipo di questo nuovo cavo di potenza e l’aveva rifinito personalmente. A prima vista sembrava uguale al precedente; avrebbe voluto farlo ascoltare a qualcuno munito di un impianto di un certo livello. Ciò sentito, il mio collega Alessandro si impossessò immediatamente del prototipo affermando entusiasticamente che l’avrebbe provato lui.

Dopo pochi giorni, Alessandro comunicò a mr. Sergio che il cavo era eccezionalmente buono e superiore al precedente. Ho dovuto aspettare circa un mese prima che cominciasse la produzione; sembra che questo cavo non sia troppo facile da costruire. Ero curioso di provarlo poiché ultimamente ho ristrutturato il mio impianto. Attualmente posseggo un integrato nuovissimo Yamaha A-S3200 (25 kg di tecnologia top) e un lettore tuttofare Technics “Grand Class” SL-G700.

Del lettore Technics ho apprezzato l’impegno costruttivo: esso infatti adotta due convertitori multipli AK4497EQ (uno per canale) della giapponese Asahi Kasei. Sono convertitori che vengono impiegati anche in apparecchiature dal costo triplo e anche più!

Yamaha A-S3200 Zanetti

Predo dunque questo nuovo cavo e mi accingo all’ascolto. Prima però guardo cosa è indicato nelle caratteristiche. I dati sono leggermente migliorati: i fili interni sono aumentati da 970 a 1038, la capacità e la resistenza sono diminuite. Il diametro esterno è aumentato di 2 mm, la sezione conduttori (qui la cosa si fa più interessante) è aumentata di 0,5 mm. «Uhm», anche la schermatura esterna è migliorata. Ora è di rame 7N. «Ah!», c’è anche un doppio dielettrico. Vedremo. Guardando le nuove caratteristiche non sembrerebbe così diverso, ma Alessandro è rimasto vivamente impressionato.

Tiro fuori tutti i miei SACD di riferimento e metto da parte i miei file di “musica liquida”. Debbo prima dire che a causa di un irrefrenabile infatuazione audiofila ho comperato da mr. Sergio e quindi posseggo: tre cavi di alimentazione Invictus e due cavi di segnale bilanciati sempre Invictus, che sono serviti per effettuare la prova d’ascolto di questo Invictus Speaker Reference.

Bene, comincio con un “vecchio” SACD Telarc del 1999. Si intitola: Stir It Up, la musica è di Bob Marley ed è interpretata da una piccola band con Monty Alexander. Il ritmo è incalzante e continuo, la band non perde un colpo. Impossibile addormentarsi, il disco è godibilissimo. Il messaggio sonoro è pieno e potente ma c’è qualcosa che mi stupisce. Non ho mai sentito gli accordi di chitarra così chiaramente: quando entra il trombone di Steve Turre faccio un salto dalla poltrona! «Uhm», forse ho fame, sarà meglio che riprenda dopo.

Invictus Speaker Reference

Provo con un altro SACD: un Telarc del 2004. Il titolo è tremendamente impegnativo: The Best of Play Bach. Questo fenomeno (veramente!) di Jacques Loussier interpreta al pianoforte opere di J. S. Bach con basso e batteria. L’impossibile è riuscito! L’esecuzione è trascendentale nella Pastorale in Do Minore. Il basso è micidiale e mi prende allo stomaco, lasciandomi stupefatto! Qualcosa non quadra! Ora telefono ad Alessandro e vado a sentire a casa sua. Arrivo e dico: «Ma hai sentito che roba?». Alessandro non risponde, mette un disco nero sul giradischi che impropriamente si chiama “vinile”, ma dovrebbe chiamarsi “cloruro di polivinile”. Sorvoliamo. Il fonorivelatore (testina) è MC (moving coil), con sensibilità maggiore di un MM (moving magnet).

Egli alza il volume del suo McIntosh al massimo: «Incredibile! Dalle casse non esce alcun rumore! Ma che diavolo ha combinato il Sergio?». «Non lo so» mi risponde Alessandro e continua: «Qualche diavoleria l’ha combinata di sicuro». Torno a casa un po’ frastornato, riproviamo domani, per oggi basta!

Oggi voglio partire con pezzi da novanta. Scelgo un pezzo per pianoforte solo, in DSD256, la pianista è giapponese: Ikumi Ogasawara, il titolo del “disco” è Tears of Joy. Scelgo il brano Whale Lullaby (ninna nanna per la balena)*. Il brano è struggente, di una bellezza unica. La sorpresa è che non mi trovo in prima fila nell’immaginario teatro, ma sono al posto della pianista! Sono circondato e immerso nelle note! Sensazione mai provata.

Continuo con più pezzi per clavicembalo solo e virginale dal titolo: Parthenia, interprete Catalina Vicens. Io ho sentito qualche concerto di musica barocca, come si dice, dal vivo, ma qui siamo fuori da ogni schema! Sembra, scusate l’iperbole, che il dio Eolo soffi le note direttamente sul mio corpo. Roba da non credersi! Il cavo glielo compro di sicuro! Vado avanti comunque negli ascolti. Provo ancora un altro DSD256. Paganini: O mamma, mamma cara. La violinista che ora suona la viola mi impazzire con i suoi fraseggi spericolati! Anche qui la viola ti arriva sul naso.

Bene, ora cerco di pensare a quale artificio sarà ricorso mr. Sergio. Più d’uno sicuro. Il fatto inconfutabile è che questo cavo riduce secondo il mio orecchio il rumore elettronico di circa 20 dB. Un risultato notevole, forse più che notevole. Ritengo, sempre in base alla mia esperienza piuttosto lunga, che un cavo del genere, se venduto da case americane famosissime, non costerebbe meno di 7 o 8.000 EURUCCI europei. Meditate, gente, meditate!

Salutoni, L. R. Zanetti.

* La Ogasawara ha scritto questa musica per protesta contro la indiscriminata caccia alle balene perpetrata dai giapponesi.

Non ci resta che ringraziare, come al solito, il signor Zanetti per la prova di Invictus Speaker Reference e le sue testimonianze sempre così appassionate, colorate e divertenti da leggere. Se volete saperne ancora di più su Invictus Speaker Reference, non ci resta che rimandarvi alla pagina prodotto aggiornata, raggiungibile cliccando il bottone sottostante.

Da dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi

L’idea di ricablare il proprio impianto Hi-Fi potrebbe venire da più parti. Possiamo essere dei neofiti che per la prima volta si stanno concedendo alla musica in alta fedeltà. In questo caso sarebbe più corretto parlare di cablaggio, allora, piuttosto che di ricablaggio. Possiamo essere degli audiofili di vecchio corso che, dopo avere messo da parte per qualche tempo la loro passione, ora la stanno recuperando e vogliono tornare a mettere mano alle proprie elettroniche. Possiamo anche essere appassionati che hanno deciso di offrire un supporto finalmente adeguato alle componenti del proprio impianto, andando oltre i cavi che troviamo nella grande distribuzione organizzata. Senza esagerare; la parola chiave, come avevamo già avuto occasione di ribadire, è “equilibrio”. Ma la domanda a cui vogliamo rispondere oggi è: da dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi?

Quale cavo Hi-Fi cambiare per primo?

Le indicazioni seguenti a proposito di dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi valgono nel momento in cui l’impianto è dotato di un cablaggio di livello similare in ogni collegamento. Il discorso cambia se avete già provveduto ad acquistare qualche cavo di discreta qualità. In questo caso, infatti, la priorità di intervento andrebbe senza dubbio su quelli che sono i punti deboli, se è vero che è l’anello più debole di una catena a misurarne la forza. Detto ciò, il primo cavo Hi-Fi da sostituire idealmente non esiste, nel senso che la soluzione migliore sarebbe cambiarli tutti contemporaneamente. Questo garantirebbe anche la continuità di filosofia tecnica e costruttiva in ogni connessione tra ciascuna elettronica. Più facile a dirsi che a farsi, però. Per questioni di budget o anche per la scelta di cambiare un pezzo per volta per coglierne le differenze, questo, la maggior parte delle volte, non è possibile.

Catena

Venendo dunque a compromessi, dovremo prendere il toro per le corna e decidere da quale cavo partire per ricablare il nostro impianto Hi-Fi. Chiaramente essendo consci che si tratta sempre un punto di partenza e non bisogna mai accontentarsi di una singola miglioria. Immaginiamo di dovere riasfaltare dieci chilometri di una strada. A dire il vero, non cambierà poi tantissimo se decideremo di asfaltare il percorso cominciando dalla fine, oppure se sceglieremo di asfaltare prima il quarto chilometro, poi il settimo, passando per il primo e proseguendo in maniera casuale. Può darsi che ci metteremo un po’ di tempo in più, ma il risultato finale sarà sostanzialmente lo stesso. Per una questione di direzionalità del segnale, oltre che, forse, di ordine mentale, sarebbe comunque preferibile partire “dall’inizio”. Il primo cavo Hi-Fi che vi consigliamo di cambiare, in ordine di importanza, è proprio quello di segnale. Stiamo dopotutto parlando del cavo che si occupa di trasferire il segnale dalla sorgente all’amplificatore nella maggior parte degli impianti, dunque di importanza centrale.

dedalus signal

Come continuare a cablare l'impianto Hi-Fi

Il secondo step che vi consigliamo è la sostituzione del cavo di potenza. Tutti le connessioni sono importanti, specie per non creare colli di bottiglia in quello che è il viaggio dalla presa della corrente alla trasformazione in suono percepito dall’orecchio. Ci sentiamo però di dire che, forse, alcuni cavi hanno un ruolo un po’ più dominante. Lo abbiamo scritto per il cavo di segnale, ora lo ribadiamo per quello di potenza. Si tratta del cavo che porta il segnale ormai amplificato alle componenti che ne effettueranno, e a cui spetta, la diffusione. È l’ultimo passaggio prima di arrivare al nostro orecchio.

Cambiare i cavi di alimentazione

Arriviamo ora agli ultimi cavi tra quelli principali (segnale, potenza, alimentazione) che vi consigliamo di cambiare: i cavi di alimentazione. Forse perché questi non sono importanti? Assolutamente no. Li indichiamo come quelli sull’ultimo gradino del podio nel cablaggio dell’impianto Hi-Fi per due motivi: perché sono tanti rispetto e perché non intervengono direttamente sul segnale, ma sull’alimentazione delle elettroniche. La stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi ha un cavo di segnale, uno di potenza e almeno un paio di alimentazione. Più si sale di livello, più la catena Hi-Fi presenta elettroniche con funzionalità separate al suo interno. Questo vuol dire che il numero di cavi di alimentazione di cui avremo bisogno, sarà sempre maggiore. Non esattamente il punto di partenza migliore nel momento in cui stiamo ragionando su dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi. A tal proposito, il primo cavo di alimentazione che consigliamo di cambiare è quello del finale di potenza, che sia integrato o meno. Niente sarà come provare a fare test empirici, comunque: “fate girare” il cavo cavo di alimentazione che avete acquistato e constatate con le vostre orecchie dove i benefici apportati saranno più evidenti.

Conclusione e importanti precisazioni

L’alta fedeltà è una passione che non annoia mai, tra gli altri motivi, per le infinite possibilità. In termini di elettroniche, ma anche in termini di configurazione dell’impianto, ad esempio. Abbiamo già affrontato il discorso sul numero di variabili in questo senso. Poi subentrano i gusti personali, i brani… chi più ne ha, più ne metta. Anche quando si parla di dove cominciare a cablare l’impianto Hi-Fi, il discorso non si arena a questo articolo. Alcuni clienti ci hanno raccontato di avere ricablato l’impianto elettrico, così come i cavi all’interno delle casse, con risultati sorprendenti. Il contenuto di oggi è un ottimo punto di partenza che esaudirà la richiesta di tutti coloro che hanno un impianto Hi-Fi validissimo, anche se senza pretese esoteriche. Non ci resta allora che consigliarvi di dare uno sguardo al nostro catalogo, per capire da dove iniziare a limare verso l’alto le vostre connessioni!

Recensione #27 – Cavo di Segnale Magnus Signal – Prova un Ricable

riccardo prova un ricable
Dal gruppo Be Connected

Riccardo L.

Sorgente: Naim ND5 XS

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Naim SUPERNAIT 2

Diffusori acustici: Canton Karat DC88

La seguente recensione del cavo di segnale Magnus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Riccardo per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Appena aperta la confezione, molto robusta ed esteticamente impeccabile, il cavo si presenta molto ben assemblato, esteticamente molto accattivante. Cavo ben costruito, forse un tantino duro da inserire negli RCA.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Il test è stato effettuato alternando il mio cavo QED e il Ricable. La catena su cui ho effettuato il test è composta da amplificatore Naim SUPERNAIT 2 e Streamer Naim ND5 XS.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il cavo Magnus restituisce un suono preciso con un palcoscenico a fuoco. Toni bassi corposi ma non ridondanti. Il mio unico appunto è sui toni medio-alti che ho trovato troppo aspri e poco separati per i miei gusti. il confronto è stato effettuato con il mio QED Reference 40. Ho preferito infatti fare il confronto con un cavo di pari prezzo per un giudizio più equo.
Brani utilizzati: Diana Krall, I Remember You, FLAC 24/96; Stevie Ray Vaughan, Tin Pan Alley, DSD64; Dire Straits, You and Your Friend, FLAC 16/44.

diana krall the look of love
Mark Knopfler Dire Straits
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Ho riscontrato una minore dolcezza e musicalità rispetto al mio QED Reference 40.

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Cosa ti è piaciuto?

– Estetica
– Imballo
– Materiali di costruzione
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla


Recensione #26 – Cavo di Segnale Magnus Signal – Prova un Ricable

Francesco Prova un Ricable
Dal gruppo Audiofili d'Italia

Francesco M.

Sorgente: NAD C521BEE

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Burson DA-160 con interfaccia USB Gustard U12

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Audio Research LS8

Amplificatore Finale: Audio Research VT60 + Quad 606

Diffusori acustici: Tannoy Berkeley MKII

La seguente recensione del cavo di segnale Magnus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Francesco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Cavo ottimamente costruito ed esteticamente molto, molto bello. Connettori di alta classe e serraggio perfetto.

Recensione Francesco Prova un Ricable Magnus Signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Test effettuato collegando il Magnus tra il pre e il finale Audio Research. Sin da subito ho notato un miglioramento soprattutto nella definizione e nel controllo delle basse frequenze rispetto al Van Den Hul D-102. Dopo qualche giorno di rodaggio, anche la gamma medio-alta è risultata ben presente, aperta e gradevolissima.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Le impressioni sono state assolutamente positive, grazie anche all’eccezionale contributo del cavo di potenza Supreme P2, collegato alle tannoy Berkeley MKII, acquistato qualche giorno dopo. Prove con Diana Krall, Norah Jones, Michael Bublé e Musica Nuda per testare le voci; Gary Moore, The Aristocrats, Porcupine Tree, Iron Maiden per le sezioni ritmiche e rock. Il tutto presentato in maniera eccellente, con un ottimo soundstage e buona gestione anche dei passaggi più impegnativi.

Recensione Francesco Prova un Ricable Magnus Signal
norah jones not too late
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come scritto sopra, differenze non abissali ma nette rispetto al Van Den Hul. Sarei curioso, finanze permettendo, di provare anche i cavi di alimentazione e le serie superiori di segnale e potenza.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità sonica
– Qualità costruttiva
– Estetica
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Niente da segnalare


Recensione Paolo 2

Recensione #25 – Cavo di Potenza Dedalus Speaker – Prova un Ricable

paolo prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Paolo R.

Sorgente: Mac mini, Esoteric X-03

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: M2Tech Young MKIII

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Spectral DMC-30SL G2

Amplificatore finale: Krell 300 CX

Diffusori acustici: Magneplanar Magnepan MG 1.7

La seguente recensione del cavo di potenza Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Paolo per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione e la realizzazione del cavo sono di ottimo livello. I materiali di buona qualità. La scelta cromatica accattivante. I connettori sono solidi e facilmente utilizzabili per connettere i diffusori all’amplificatore. La confezione robusta e adeguata. Nulla da segnalare in questo ambito.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi
speaker dedalus
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

I test sono stati effettuati in parecchie sedute di ascolto. Alcune con cambi frequenti ascoltando gli stessi brani, altre invece sono durate più a lungo, anche alcuni giorni prima di sostituire il cavo con il riferimento. Ho voluto utilizzare tutto il tempo a mia disposizione per essere sicuro di aver afferrato il carattere del Dedalus.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Per i test di ascolto ho utilizzato solo registrazioni di ottimo livello, sia in formato analogico che in quello digitale. Principalmente voci femminili jazz e quartetti jazz oltre a registrazioni storiche di classica. Questa è la musica che normalmente ascolto. Diana Krall, Patricia Barber, Sara K, ma anche Sade e Jacintha per le voci. Gerry Mulligan, Bill Evans, Miles Davis e Art Pepper per il jazz. Registrazioni storiche RCA Living Stereo e Mercury per la classica.

magneplanar 1.7 magnepan
Recensione Paolo
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

L’inserimento dei Dedalus è immediato fin dal primo momento. E questo non è sempre un buon inizio… La scena, il palcoscenico sono molto ampi sia in senso laterale che in profondità. La gamma alta è molto presente, ma chiara e tersa, freddina, insomma. Le voci sono ricche di armoniche e a fuoco ma perdono in corpo e spessore rispetto al riferimento. Vengono rese più piccole del riferimento. La gamma bassa è molto controllata e soprattutto veloce. Estesa e profonda, ma carente in energia e calore, troppo secca sul mediobasso e questa caratteristica è quella che toglie calore alla riproduzione. In sedute prolungate e a livelli importanti, la fatica d’ascolto si fa sentire.

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Cosa ti è piaciuto?

– Controllo, velocità in basso
– Ampiezza scena e profondità
– Costruzione e imballo
– Le armoniche degli strumenti ora riempiono la stanza
– Ditta seria. Fin dai primi contatti personale disponibile

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Cosa miglioreresti?

– Calore ed energia in basso e mediobasso



USB Magnus Antonio

Recensione #2 – Cavo USB Magnus – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Antonio N.

Sorgenti: Streamer di rete Cambridge Audio CXN (V2) 2020; Lettore CD Cambridge Audio CXC; Giradischi Technics SL-1210 GR; Computer Apple iMac 27″

Amplificatore: Luxman L-505uXII

Diffusori acustici: Sonus Faber Sonetto I

Altro: Preamplificatore Phono Gold Note PH-10

La seguente recensione del cavo USB Magnus è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Antonio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

In verità tutto il mio impianto è cablato Ricable, ma il collegamento con il mio computer era collegato con un cavo di qualità ma mi dava dei problemini come ronzii e scariche così ho avuto la possibilità di provare questo cavo. Ho scelto ancora questa azienda perché mi piace molto la cura dei prodotti e soprattutto la cura verso il cliente.

Magnus USB
USB Magnus Antonio
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

La costruzione estetica del cavo come sempre impeccabile, di ottima fattura e molto piacevole al tatto, il cavo è arrivato in una bella scatola, con istruzioni molto esaustive. Si presenta eccellente sia per i connettori che per il cavo in sé. Robusto e piacevole alla vista, guardandolo bene ho capito perché era così costoso. Vero pregio, qualità e definizione. Esiste di meglio ma bisogna davvero andare sulla luna!

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Buon cavo per l’ascolto della musica liquida. Consigliato in luogo di quello ordinario da PC… Per connettere il PC al DAC utilizzavo un normale cavo di buona fattura ma ho voluto provare questo USB Magnus. La differenza è tutta a favore del cavo Made in Italy. Il miglioramento è chiaramente udibile anche se non è di entità epocale. Lo consiglio senza esitazioni!

Postazione Antonio Ricable Review
USB Magnus Antonio
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Cosa dire… SPETTACOLARE! Il brano test che ho usato è Vanessa Fernandez – Distant Lover, con il nuovo cavo il suono è cambiato notevolmente e le dinamiche sonore e timbriche sono più chiare e migliori ma soprattutto mi ha eliminato un leggerissimo fastidio di fondo che avevo con il vecchio cavo…

Il mio secondo brano di test è stato: Evie Sands, While I Look At You, il basso è diventato “super basso”, molto più presente e una timbrica fantastica e tutti gli strumenti al loro posto. E terzo e ultimo brano il mitico Kind of Blue, Miles Davis, anche il test jazz superato. Con questo Magnus sembra che il suono si sia aperto, tutti gli strumenti al loro posto, davvero fantastico. Consigliatissimo a tutti coloro che usano un collegamento DAC e PC.

Le tue conclusioni.

Il confronto con il mio vecchio cavo NEO by Oyaide d+ USB (classe S) ha dimostrato comunque significativi miglioramenti almeno per le mie orecchie 🙂 Si nota molto il posizionamento nello spazio degli strumenti più chiari e precisi, molto piacevole anche nelle lunghe sezioni di ascolto, non affaticante, anche essendo molto solido e ben flessibile.

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Cosa ti è piaciuto?

– Dettaglio
– Robustezza
– Impeccabile costruzione

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Cosa miglioreresti?

– Si potrebbero accorciare un po’ le guaine termorestringenti vicine al connettore

Recensione Alfonso Magnus Signal Prova un Ricable

Recensione #24 – Cavo di Segnale Magnus Signal – Prova un Ricable

alfonso prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Alfonso C.

Sorgente: PC, CD/DVD Player Sony

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: SMSL SU-8

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Audio Analogue Crescendo Airtech

Diffusori acustici: Klipsch RP-160M

La seguente recensione del cavo di segnale Magnus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Alfonso per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Costruzione al top! Appena tirato fuori dall’ottimo package, che poi a differenza di tanti che ne lamentano chissà quali assurde difficoltà nell’apertura (…) io l’ho trovato solo molto ben fatto e adeguato alla qualità dell’oggetto contenuto, se ne apprezzano immediatamente la invidiabile manifattura e, anche se meno importante, un’accattivante estetica.

Recensione Alfonso Magnus Signal Prova un Ricable
Recensione Alfonso Magnus Signal Prova un Ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho svolto i test, ma solo dopo averlo tenuto collegato all’impianto per tutti i trenta giorni previsti dal regolamento, appunto collegando e scollegando il Magnus e l’altro cavo in mio possesso, un Oehlbach Beat!, cavo che definirei il minimo indispensabile per cominciare ad ascoltare musica adeguatamente. A questo proposito, la particolare fattura dei connettori, che richiedono l’avvitatura, mi ha creato non pochi problemi per questo tipo di operazione. Infatti il tutto si è complicato non poco dovendo per ogni brano svitare e avvitare i connettori. La stessa avvitatura/svitatura diventa un mezzo incubo quando ci si ritrova a mettere mano dietro alle elettroniche con altri cavi adiacenti… Da dire che normalmente, una volta posizionati, li si lascia lì, non è che si fanno test di ascolto tutti i giorni… però non sono sicuro che il sistema di avvitatura sia di fatto vincente sotto tutti gli aspetti. Qui magari aspetto pareri anche di utenti molto più esperti di me e, perché no, degli stessi costruttori. Ma un connettore fatto a regola d’arte ma senza necessità di avvitatura perde poi realmente qualcosa in fedeltà?!?

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho svolto i miei test con alcuni brani di riferimento che mi piacciono e che conosco molto bene; come detto in precedenza avevo tenuto il cavo collegato all’impianto e utilizzato per quasi trenta giorni per l’ascolto attraverso il DAC collegato al PC non solo di musica, ma anche per la fruizione di film, videogiochi e svariati contenuti YouTube. Le prove sono state effettuate con tracce FLAC di ottima qualità: Norah Jones – Come Away with Me, Shivaree – Goodnight Moon (voce eccezionale), The Cardigans – Erase/Rewind (registrazione di qualità inaspettata e un impressionante immagine stereofonica per un brano pop come tanti), Allan Taylor – Colour to the Moon, qualità WAV (CD pura) e album eccezionale dalla prima all’ultima traccia, Everything but the Girl – Missing anch’esso in WAV, Learning to Fly dei Pink Floyd, uno dei pochi brani che digerisco di questa blasonatissima band che non ho mai amato. Sono passato poi per puro scrupolo all’ascolto su CD Player, anche qui solito svita/avvita… ma avevo bisogno di avere un riferimento diverso rispetto alla mia solita sorgente, cioè liquida tramite PC. Falling into You di Céline Dion, Loud di Rihanna e Mezzanine dei Massive Attack, non sono andato oltre per non fare il capodanno davanti al PC…

Recensione Alfonso Magnus Signal Prova un Ricable
Recensione Alfonso Magnus Signal Prova un Ricable
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Ahimè poche, o per lo meno non quante mi aspettassi. Dal primissimo collegamento avevo immediatamente riscontrato una maggior “presenza” del tutto, una punta di enfasi sui bassi, avevo anche riferito queste impressioni in chat alla Ricable e mi è stato risposto, con molta onestà, che, beh, intanto è un bene che differenze se ne sentano. In effetti non è una cosa da dare per scontata, e che la maggior enfasi sui bassi potrebbe essere dovuta al fatto che è (parole del tecnico) un cavo “rivelatore”. Con il tempo, questa maggior presenza sui bassi è andata attenuandosi, forse proprio la fase di rodaggio ha fatto sì che il cavo si “sciogliesse” un po’, in ogni caso tenendolo sempre collegato all’impianto mi sono abituato al suo suono. Al momento del test clou mi aspettavo decisamente maggiori differenze con il mio cavo di riferimento e invece queste differenze sono risultate nei fatti poche, in alcuni casi quasi nulle, in altri meglio ma il mio giudizio su questo cavo non può non tenere presente il suo prezzo di acquisto.
Se faccio un semplice confronto con il mio vecchio cavo (uno sbilanciato di media qualità dal costo di 30/35 €) e questo, un semibilanciato da 142 € di mezzo metro, beh, sarebbe logico pensare di aspettarsi un cavo che suoni non dico quattro volte meglio ma almeno il doppio (ovviamente sto facendo un po’ discorsi da peggiori forum di Caracas…) ma spero di aver reso l’idea. Mio personalissimo giudizio: trovo più giustificazioni al prezzo nella fattura che nelle doti audio. Ma ovvio, non è assolutamente una critica alla Ricable, tutti i costruttori fanno pagare i cavi di segnale semibilanciati cifre a tre zeri, i costi sono questi e resta al cliente decidere se prendere o lasciare.

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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto estetico
– Qualità costruttiva
– Post-vendita e garanzia del costruttore
– Un cavo virtualmente definitivo
– Package in generale molto curato

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Cosa miglioreresti?

– Avvitatura dei connettori
– Consigli sul posizionamento e sull’utilizzo
– Prezzo

Recensione USB Magnus Maurizio Maurizio

Recensione #1 – Cavo USB Magnus – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Maurizio B.

Sorgenti: Giradischi Rega Planar 3, Testina MC Rega Aria; per il digitale MacBook Pro

Amplificatore: Rega Elex-R

Diffusori acustici: Russell K Red 50

Altro: Rega DAC-R; Preamplificatore Phono Rega Aria; Alimentatore Rega Neo TT PSU; Ciabatta GigaWatt

La seguente recensione del cavo USB Magnus è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Maurizio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fattoscegliere Ricable?

Mesi fa ero alla ricerca di un cavo digitale USB per il mio Rega DAC-R e, avendo già acquistato vari prodotti Ricable con soddisfazione, in particolare il cavo RCA Magnus e i cavi di alimentazione Custom H6P (questi ultimi hanno dato una carica di energia all’impianto veramente inaspettata), mi sono detto come mai non avessero in catalogo un cavo USB, ho atteso pazientemente il suo arrivo e finalmente è arrivato.

Magnus USB
Recensione USB Magnus Maurizio
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Solo la cura della confezione (anche al tatto) dà l’idea di cosa ci aspetta dentro, mi piace anche la colorazione verde prato con in evidenza una serigrafia ottimamente fatta, all’interno anche il certificato di garanzia a VITA.

Il cavo si presenta in tutta la sua bellezza, sì, perché e proprio bello e ben fatto con le sue nuove guaine termorestringenti a protezione dei connettori, comode anche nelle presa; il cavo è robusto ma sufficientemente flessibile, simpatiche le fascette stringi-cavi con la bandiera italiana, per richiamare con orgoglio il Made in Italy del prodotto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Premessa: il mio impianto è nato per l’esclusivo ascolto in analogico, quindi giradischi e vinile a tutta birra, solo di recente ho deciso di condividere questa mia passione con il digitale, da qui l’arrivo del Rega DAC-R. Come notate, praticamente l’impianto è monomarca, giusto per aver la sicurezza dell’equilibrio tra le varie elettroniche. Il DAC, come suono, si avvicina al gusto analogico del giradischi. Le casse monitor Russell K Red 50 sono estremamente inflessibili nel fare risaltare le buone e le cattive registrazioni… ma molto molto musicali… sono per me il gioiello dell’impianto. Per l’ascolto procedo sia in streaming sia attraverso file su hard disk, tutti in formato FLAC 24 bit 192 kHz, e come confronto una cavo USB da battaglia e un cavo in fibra ottica, quindi uscita digitale del Mac… poi amo fare la comparazione in diretta tra vinile e file digitale… avendo cura di scegliere i vinili da master analogico, facendo partire in contemporanea il brano sui i due formati… questo perché il mio riferimento è l’ascolto in vinile.

Recensione Maurizio USB Magnus
Recensione USB Magnus Maurizio
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

La prova è suddivisa su tre giorni… ogni giorno un genere diverso di musica ripetuta per varie volte sui brani scelti, anche per rodare il più possibile il nuovo cavo.
Il primo ascolto parte con la Nona Sinfonia di Beethoven in quanto opera completa di passaggi strumentali, voci singole, e nel finale bellissimi cori, quindi vasta possibilità di giudizio in un solo brano… mi piace sentire l’aria, il respiro della musica, quello che spesso il digitale toglie, dopotutto la musica è vibrazione dell’aria, il cavo Ricable per ora è quello che più si avvicina a tale scopo, colgo un addolcimento del suono rispetto al cavo di routine che uso di solito. Attenzione: per addolcimento non intendo una colorazione del suono, ma una più naturalezza rispetto alla, si far per dire, “freddezza digitale”. Rimango sempre del parere che una buona registrazione analogica e un impianto adeguato a supporto sia da preferire… altra musica. Il cavo Ricable fa il suo lavoro di trasferimento dati… credo sia molto più difficile giudicare un cavo preposto al digitale rispetto a uno preposto all’analogico proprio per la loro caratteristica tecnica… la priorità del cavo è quella di non aggiungere o togliere nulla al fluire della musica, il suono, la dinamica, la timbrica della voce sono priorità della registrazione e della bontà dell’impianto. L’USB Magnus fa il suo lavoro, nulla toglie, nulla aggiunge, e non è poca cosa.
Secondo giorno di ascolto, si prosegue con un’ottima registrazione digitale del Dave Brubeck Quartet, At Carnegie Hall, registrazione dal vivo, possiedo anche qui la versione completamente analogica e l’ascolto è in contemporanea cambiando in diretta il selettore da giradischi a DAC, e qui devo sinceramente ammettere che il digitale mi batte alla grande il mio amato suono analogico… anche in questo caso il cavo Magnus rimane imparziale, non dà e non cede nulla, fa fluire il suono in modo veramente credibile e naturale.
Terzo giorno di ascolto, arrivano gli AC/DC, Power Up, ultima fatica del gruppo… bel basso, profondo il giusto, senza sopraffare la voce rauca di Brian Johnson, qui il Magnus Ricable mette in evidenza la sensazione di dolcezza che ho avuto nei primi ascolti, questo disco prima facevo fatica ad ascoltarlo per molto, ora è tutto più piacevole, forse… lo dico senza prove oggettive, il famoso jitter digitale che affligge il risultato sonoro è più protetto dal cavo Ricable, con risultato di una minor distorsione, non udibile ma che appesantisce la fatica di ascolto, ma non sono un tecnico, solo un ascoltatore di lunga data e prendete questo mio parere come… una sensazione personale.

Le tue conclusioni.

Mi sono preso un giorno in più, stavolta ho riascoltato tutti e tre i generi musicali uno dietro l’altro, e ho tratto la conclusione finale. Posso mettere alla pari la mia fissa sul suono analogico con quello digitale, di sicuro USB Magnus mi ha aiutato in questa scelta, ora faccio riposare un po’ di più la mia testina del giradischi, sto piano piano cambiando tutti i mie cavi puntando tutto sulla Ricable, devo confessare che sono partito scettico sulla storia dei cavi, visto anche il loro costo, ho iniziato questa avventura con dei Nordost non proprio a buon mercato, ma ne sono rimasto un po’ deluso, poi ho voluto provare i Ricable e qui per me è stata la svolta, sono ben fatti, belli, costano molto meno di molti concorrenti blasonati, e soprattutto fanno suonare l’impianto come volevo io… Che dire, grazie per questa realtà e per la vostra passione… che poi è anche la mia.

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Cosa ti è piaciuto?

– La naturalezza del suono
– Molto ben fatto e flessibile il giusto vista anche la robustezza
– Molto vantaggioso rispetto alla concorrenza straniera

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


dedalus signal

Recensione #23 – Cavo di Segnale Dedalus Signal – Prova un Ricable

Giorgio Prova un Ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Giorgio F.

Sorgente: Intel NUC i7 con Roon R.O.C.K. con alimentazione lineare, SOtM sMS-200 con alimentazione dedicata

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Denafrips Terminator

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Stax SRM-006tII

Diffusori acustici: STAX SR-009

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Giorgio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo oggetto del test è un cavo realizzato in maniera impeccabile, con connettori di alta qualità e rifinito con una accattivante guaina esterna di colore giallo. La sezione appare importante, pur se dotato di ottima flessibilità. I connettori sono a serraggio, per una connessione ottimale con qualsiasi tipo di apparecchio.

Stax SRM-006tII
dedalus signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Le sequenze di ascolto si sono svolte sulla base di un set di brani, sia alternando i cavi al termine del set individuato, sia alternando i cavi brano per brano. Il tutto svolto in diverse giornate, per ridurre al minimo le variabili d’ascolto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il cavo fornito da Ricable è un cavo nuovo, non rodato, ragione per la quale è stato fatto suonare circa quaranta ore prima di procedere all’ascolto. Le prime sessioni hanno mostrato un suono caldo, rotondo, non troppo esteso agli estremi ma dotato di ottima gamma media, naturale e rotonda, molto piacevole sia con voci maschili che femminili. Nessuna asprezza, vista la gamma acuta non in evidenza, e nessuno sporcamento, vista la tendenza a porgere un basso non invadente. La scena appare ampia, sia in senso frontale che laterale, regalando un ottimo coinvolgimento.
Il suono del cavo è rimasto sostanzialmente lo stesso fino a circa cento ore di utilizzo. Passate le cento ore, il suono è migliorato in maniera percepibile, in particolare in gamma bassa, dove il corpo del suono è apparso, finalmente, allineato a quanto mostrato dai cavi di riferimento. Tuttavia il suono è rimasto abbastanza chiuso, limitato in estensione, facendo perdere i dettagli più fini e quello che mi piace chiamare il “respiro della musica”. Anche l’ampiezza trasversale della scena è rimasta relativamente limitata, più confinata vicino alla testa. Il test è stato effettuato utilizzando brani di musica classica, jazz e rock molto ben incisi, alternando i cavi più volte, per verificare la ripetitività delle sensazioni.

dedalus signal
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Rispetto ai cavi di riferimento appare una certa mancanza di risoluzione nei dettagli più fini in gamma acuta, una sorta di opacità che non permette di distinguere certe tessiture dei piatti della batteria, mancando della magia che i cavi di riferimento sono in grado di restituire. Anche la gamma bassa e medio-bassa appaiono più arretrate, regalando una riproduzione molto pulita ma non sempre dotata del necessario impatto.
Passate le cento ore di ascolto la gamma acuta non è riuscita ad aprirsi come avrei voluto, mantenendo una sonorità distante rispetto al dettaglio proposto dai cavi di riferimento. Ne deriva, pertanto, una sonorità incompleta, priva di quella rifinitura in gamma acuta che i cavi di riferimento consentono, senza mai generare aggressività e fastidio d’ascolto. Un peccato, visto l’ottimo livello raggiunto in gamma media.

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Cosa ti è piaciuto?

– La costruzione
– La musicalità in gamma media
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Trasparenza in gamma acuta


Recensione #22 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Maurizio Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Amici Audiofili Italiani

Maurizio P.

Sorgente: Integrato con valvole 300B (progetto personale) con trasformatori Iso Tango, alimentazione Van der Graaf M2Tech

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: M2Tech Young MkIII

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Valvole 300B (progetto personale)

Diffusori acustici: Fostex FE103 Sol con cabinet BS-10

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Maurizio per il tempo che ci ha dedicato.

Ho richiesto in prova il cavo Magnus
di alimentazione…

… per il mio integrato in fase di assemblaggio definitivo con le 300B. Arrivato velocemente. Imballo perfetto, a prima vista costruzione solida e veramente ben fatta. Al tocco e nel maneggiarlo il riscontro precedente è stato confermato. Materiale di qualità alta. Collegato al posto di un cavo autoassemblato della Thender.

Differenze udibili nettamente fin dal primo ascolto. Scena più ampia, dettagli maggiori, meno fatica di ascolto. Il punto più importante: la parte bassa, che è rimasta presente ma con una maggiore modulazione. Il Thender sembra chiuso al confronto. Ho provato anche altri cavi di marca famosa e costosa (preferisco non scrivere le marche per correttezza) e il Magnus, anche se di costo molto più basso, se la gioca tranquillamente. Immagino come vadano i modelli superiori.

Mi è piaciuto e ho deciso di tenerlo. In futuro prenderò altri due cavi per collegare l’alimentazione del DAC e della ciabatta. Il mio impianto è composto da: integrato con valvole 300B su mia progettazione e trasformatori Iso Tango, sorgente digitale M2Tech DSD MkIII con alimentazione VDG, sorgente analogica Thorens 160 completamente upgradato, braccio Jelco 750 e testina Grado Platinum 2, Phono M2Tech Nash, cavi di collegamento Klimo e VDH in argento e Duelund di potenza, diffusori con cabinet BS-10 con Fostex FE103 Sol. Bella iniziativa della Ricable con prodotti eccellenti concorrenti con i grandi nomi stranieri.

Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
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Cosa ti è piaciuto?

– Materiali
– Miglioramento sonoro su tutta la gamma
– Prezzo competitivo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Recensione #21 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

nicola prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Nicola D.

Sorgente: AMR CD77

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Einstein The Tube

Amplificatore Finale: GamuT M200 Mk III

Diffusori acustici: Avalon Opus Ceramique

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Nicola per il tempo che ci ha dedicato.

Incomincio questa recensione

… ancor prima di aver “sballato” i cavi. Già la sola scatola (imballo di cartone – fornito di sovraccoperta – contenente la vera scatola – fornita di sovraccoperta anch’essa in carta rigida) ci racconta della volontà di custodire con cura un pezzo che per la Ricable è a quanto pare oggetto di valore. Gli Invictus, all’apertura della confezione, si presentano come due impressionanti serpentoni grigio-bluastri di un certo peso (ma anche di notevole flessibilità), dotati di terminazioni a banane a espansione. Purtroppo le Opus Ceramique, diffusori che da poco tempo sono rientrati stabili nel mio impianto, non accolgono banane; sono quindi costretto a svitare i connettori per usare i semplici fili spellati, fili che in ogni caso impressionano abbastanza con i loro 7 mm di diametro.

A questo punto, dal momento che sono musicista (non per questo la mia opinione conta più di un’altra, semplicemente implica che sono forse più abituato ad ascoltare), sono curioso di testare se i cavi sono all’altezza della loro confezione. Per aiutare il burn-in, dal momento che gli Invictus sono intonsi, faccio girare Irrational, But Efficacious! prodotto da Ayre, una ventina di minuti di rumori molesti – glide tone, white noise, pink noise e altro – che non aiutano il buon vicinato. Poi mi preparo all’ascolto riponendo nell’alloggiamento del lettore (AMR CD77) La Boutique fantasque (BBC Philharmonic diretta da Gianandrea Noseda, Chandos) di Ottorino Respighi, compositore italiano noto soprattutto per le sue Fontane di Roma. I cavi prima in uso erano dei Siltech LS180 G5, cavi certamente non mediocri, molto dettagliati, con un basso molto presente.

avalon opus ceramique
Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Ebbene.

La scena è estesa, ma già lo era prima (i GamuT M200 sanno fare il loro lavoro), sia lateralmente che in profondità. Ciò che cambia da subito è l’aria, il suono è molto più aerato. Non solo. La “tarantella” è molto più luminosa di quanto ricordassi: l’ottavino, le trombe, le percussioni indeterminate (il triangolo, il tamburello e anche le maracas), tutti sono nettamente più presenti e nitidi. Non più brillanti, più luminosi. Come se avessero aperto una finestra e fosse entrata una piacevolissima brezza. Questo non significa che la musica sia più morbida, intendiamoci. La musica dal vivo (specialmente se ascoltata dalla fortunatissima “poltrona” del direttore) non è mai morbida, è piuttosto cruda, materica, a volte anche faticosa. Un clarinetto suonato dolcemente nel suo registro di mezzo è certamente cozy, come dicono gli inglesi, non però una tromba con sordina. Così come gli ottoni e le percussioni che ti urlano in faccia con la frenesia del can-can. Una forte emozione commista a leggero fastidio; ecco il tratto della musica dal vivo che spinge a volte gli audiofili a rintanarsi nel loro personalissimo covo, immaginandosi pian piano che il suono che esce dal loro impianto sia degno di eccellenza – anche se in nessun modo rispondente a verità.

Il suono dell’archetto che gratta le corde, quello dei tasti dei fagotti, il crepitio degli ottoni nello sforzato, la bacchetta che colpisce la lamella di legno della marimba, la luce che esce da un colpo di triangolo. Tutti “oggetti musicali” che fanno la differenza tra il bello e il reale. E che un impianto Hi-Fi, per essere dichiarato tale, sogna di riprodurre. Succede molte volte che noi audiofili si esalti soltanto la parte “Hi”, dimenticando che “Fi” significa fedeltà, fedeltà a ciò che viene rievocato, e che si presuppone l’ascoltatore conosca, prima di sentire ricreato. Perdonate lo sfogo. Cambio disco: Between the Sheets dei Fourplay. Traccia numero due, Monterey.

Le bacchette sui piatti sono decisamente materiche, così come il suono del pianoforte Yamaha C7 è tutt’altro che inconsistente, basso molto pieno (i Fourplay hanno la tendenza a caricarlo leggermente) ma controllato, suono della chitarra decisamente sferico anche quando volontariamente incattivito dal tocco. E il tutto sempre con quella piacevolissima luce di cui parlavamo in precedenza, che pervade la batteria e che fa risplendere la chitarra di Lee Ritenour alla traccia cinque: Flying East. Se dovessi trovare un particolare negativo, direi che sono leggermente sbilanciati verso la regione acuta, forse leggermente acerbi, ma credo se ne possa riparlare dopo qualche settimana di rodaggio.

Se è vero però che i cavi non possono aggiungere, semmai non devono togliere, questi Invictus sono davvero notevoli. Nonostante siano stati appena spacchettati. Mi riprometto di ritornare a scrivere qualche riga non appena sarà passato qualche giorno, in modo da aver lasciato tempo ai suddetti di “bruciare” a dovere e di modellarsi sul resto dell’impianto.

GamuT M200 Mk III
Fourplay
Due settimane dopo…

Gli Invictus hanno suonato per almeno tre ore ogni giorno. E il risultato si sente. L’ariosità non è assolutamente venuta meno, in compenso i cavi hanno guadagnato in rotondità e morbidezza, perdendo poco per volta quella nota acerba di cui parlavamo. Le frequenze medio-basse hanno guadagnato in dimensione, i bassi si sono fatti più presenti, senza peraltro perdere in compattezza o equilibrio. Gli Invictus sono i cavi top di gamma della Ricable, la qualità costruttiva è chiaramente ai massimi livelli; sarebbe abbastanza difficile immaginare recensioni negative al riguardo.

Detto questo, il grande punto di forza di questi cavi risiede nella loro estrema naturalezza. In questo momento sta girando il primo movimento della terza sinfonia di Lukas Foss, un brano complicato per struttura e timbrica orchestrale. Ciononostante, la musica scorre piacevolmente, senza affaticamento. Ho già avuto questa sensazione qualche mese fa provando degli Ansuz C1 di potenza, una sensazione da cui alla fine mi sono dovuto separare – il portafoglio avrebbe risentito di un alleggerimento davvero troppo massiccio. Complimenti Ricable, un prodotto che si inserisce in una fascia qualitativamente alta pur mantenendo un prezzo abbordabile merita decisamente; come direbbero nelle recensioni di “Stereophile”… un “highly recommended”!

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Cosa ti è piaciuto?

– Duttilità del cavo
– Naturalezza sonora

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare, pienamente soddisfatto


Scelta due porte

Guida all’acquisto: come scegliere il cavo giusto per l’impianto Hi-Fi?

Hai appena scoperto il fantastico mondo dell’Hi-Fi Audio e sei colpito da miriadi di informazioni che, inizialmente, è difficile distinguere tra rilevanti e inutili. Il discorso non è semplice, ma forse non è nemmeno così complicato. Allora. Partiamo dal presupposto che i componenti separati che compongono l’ossatura della stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi sono tre: sorgente, amplificatore e diffusori acustici. Questi tre elementi vanno collegati tra loro con supporti di valore direttamente proporzionale, per ottenere prestazioni ottimizzate. Un cavo non adeguato castrerebbe l’impianto, uno troppo prestante sarebbe non dannoso ma, in definitiva, inutile a livello di ascolto. Il nostro focus è il cablaggio di elettroniche audio ad Alta Fedeltà, e dunque in questo articolo esauriremo proprio l’argomento: scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto.

Tipologie di cavi Hi-Fi

Prima ancora di capire quanto convenga spendere per scegliere il cavo Hi-Fi che fa per noi, dobbiamo capire quali sono i cavi Hi-Fi che ci servono. Questo dipende dalla struttura dello stesso (la sorgente è un PC? O forse un giradischi? C’è un subwoofer?). Le macrocategorie possono essere ridotte a tre:

  • Segnale.
  • Potenza.
  • Alimentazione.
dedalus speaker cavo potenza hi-fi

La prima è la più variegata, tanto è vero che possiamo suddividerla in altre due sottocategorie: cavi di segnale analogico e cavi di segnale digitale. In ogni caso, i cavi di segnale servono sempre a spostare il segnale, appunto, da un apparecchio a un altro. Tra gli analogici troviamo quelli:

  • RCA, per trasportare un segnale con collegamento RCA in modalità Stereo (Destro/Sinistro).
  • XLR, che sono la versione bilanciata per il collegamento tra due elettroniche che hanno entrata e uscita XLR.
  • Phono, per giradischi, una variante dei cavi di segnale RCA utile per la riproduzione su vinile, una delle poche tecniche ancora interamente analogica.
  • Subwoofer, cavi di segnale monofonici progettati per esaltare la riproduzione delle basse frequenze dei subwoofer attivi.
  • Jack 3.5, per collegare apparecchi stereofonici ad Alta Fedeltà, con connessione Jack da 3,5 mm, 6,3 mm e Jack-RCA.

I cavi di segnale digitali, invece, sono di quattro tipologie principali differenti, ossia:

  • Coassiali, che trasportano il segnale audio digitale a 75 Ohm prima che venga convertito in analogico e successivamente amplificato.
  • USB, cavi che supportano una delle connessioni più diffuse al mondo e che in Hi-Fi interessano principalmente i fruitori di musica liquida.
  • Ottici, sempre più in disuso, perché per la stereofonia si prediligono i coassiali, mentre nell’Audio/Video si trasporta il segnale con il collegamento HDMI.
  • AES/EBU, una connessione a 110 Ohm con connessione XLR, molto performante, ma poco diffusa.

Parliamo ora dei cavi di potenza, detti anche cavi speaker. Questi si utilizzano per collegare l’amplificatore (integrato o finale) ai diffusori acustici passivi con segnale di potenza, cioè quello che ha già effettuato l’amplificazione finale. Ci sono inoltre i cavi di alimentazione, necessari per dare energia a qualsiasi componente attiva e che trasportano la corrente per farla funzionare. Infine troviamo i cavi HDMI, che riguardano però più l’Alta Fedeltà Video che quella Audio, per chi possiede un impianto multicanale.

Quanto spendere per i cavi Hi-Fi? Come scegliere?

È quasi impossibile dare una risposta univoca, dato che le variabili sono tantissime e non così facilmente calcolabili. Basti pensare all’ambiente di ascolto. È per questo che vi diamo la possibilità di contattarci sempre durante l’orario lavorativo, con il mezzo che preferite, in modo da darvi una consulenza su misura per voi. Una stima superficiale, ma allo stesso tempo molto rapida, può essere la seguente: per il cablaggio di un’elettronica è consigliabile spendere il 10-15% del valore di listino della stessa. Facciamo due esempi:

  • Ho un lettore CD che ho comprato, usato, a 1.000 €, ma il cui valore di listino è 1.500 €. Se devo scegliere il cavo Hi-Fi di alimentazione, la scelta potrebbe essere la serie Primus, considerando però anche la possibilità del Magnus.
  • Ho un amplificatore da 5.000 € e diffusori acustici da 10.000 €. Se ho bisogno di un cavo di potenza per collegare le due elettroniche, considerando il valore complessivo (15.000 €), la scelta giusta potrebbe essere Invictus Speaker.

Ribadiamo ancora una volta che questo tipo di ragionamento è comunque sommario. Basti pensare a uno degli elementi che maggiormente consideriamo quando valutiamo un acquisto: il rapporto qualità/prezzo. Nel caso il vostro prodotto abbia un rapporto qualità/prezzo decisamente elevato, potresti pensare di prendere un cavo di una serie superiore rispetto a quanto direbbero i due esempi sopra riportati. Al contrario, nel caso tu abbia pagato tanto il vostro lettore giradischi ma, ahinoi, non è che sia poi così performante, non è detto che convenga spendere più di tanto per il cablaggio.

In medio stat virtus

Intendiamoci. Non sarà mai un danno cablare in maniera strepitosa un impianto mediocre (se non per il vostro portafoglio). Quello che potrà capitare sarà avere speso di più di quel che dovevi senza percepire nessun miglioramento sostanziale. Dato che i cavi Ricable sono garantiti a vita, comunque, è possibile acquistare un cavo più prestante di quel che ci serve in vista di aggiornamenti futuri dell’impianto. A questo punto però vi consiglieremmo di usufruire di Ricable Upgrade, che dà al vostro usato l’esatto valore d’acquisto in caso di permuta per un prodotto superiore. Ma torniamo a noi. Se il vostro impianto Hi-Fi non è abbastanza rilevatore per portare alla luce modifiche di fine tuning, è inutile investirci troppo sopra. Una scelta assai più oculata ed equilibrata, rispetto all’acquisto di un singolo cavo eccezionale come l’Invictus, potrebbe essere cablare tutto l’impianto con buoni cavi, come quelli delle serie Primus o Magnus.

Facciamo un altro esempio. Pensa di possedere una qualsiasi utilitaria e pensa di equipaggiarla con prestanti e costose ruote da corsa. Il miglioramento sarebbe sostanziale su una macchina sportiva, addirittura determinante se fossimo nel bel mezzo di una competizione. Ma ciò che saresti in grado di percepire voi, con la vostra utilitaria, sarebbe, al contrario, un upgrade infinitesimale. O forse non percepiresti proprio alcuna differenza. Vale anche il discorso inverso. Montare gomme standard su un bolide con 800 CV, 8.500 giri al minuto del motore e 12 cilindri, al contrario, sarebbe un collo di bottiglia per le prestazioni del veicolo, e nel peggiore dei casi potrebbe arrivare a compromettere la vostra sicurezza.

Il cavo giusto per il mio impianto Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto non è una cosa immediata. Anche per questo abbiamo introdotto la garanzia Soddisfatti o Rimborsati, che prevede la possibilità di effettuare il reso gratuito con un periodo di sessanta giorni. Come detto, le variabili sono tantissime, e dunque riteniamo necessario dare la possibilità di effettuare tutti i test opportuni nel proprio ambiente d’ascolto. D’altra parte il divertimento dell’audiofilia deriva anche dalle innumerevoli prove che possiamo effettuare, sperimentando soluzioni inedite. Magari in compagnia degli amici di una vita, provando “il pezzo nuovo” nei rispettivi impianti e confrontando le differenti opinioni. Lo sforzo Ricable è quello di ampliare sempre più il proprio catalogo, aggiornando con innovative tecniche i prodotti esistenti e inserendone di nuovi. Per venire incontro alle esigenze di tutti sia a livello di cablaggio che di portafoglio. Dai un’occhiata al nostro catalogo per scoprire se c’è quello che fa per voi.

Magnus Power

Recensione #20 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

gianmarco f prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Gianmarco F.

Sorgente: Krell KAV-300i

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Denon DCD-1520AE

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Krell KAV-300i

Diffusori acustici: Tannoy Cheviot

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Gianmarco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo mi è sembrata fin da subito solida e ben fatta, infatti non appena tolto dalla scatola e preso in mano ci si rende conto del peso e della costruzione impeccabile e molto affascinante. Anche l’occhio vuole la sua parte.

magnus power verso sinistra
Magnus Power verso destra
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho eseguito il test semplicemente collegando questo cavo e tenendolo per venti giorni sempre in uso, dopo di che ho tolto e rimesso quello in mio possesso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho eseguito prove con musica classica con un album di Beethoven, Sinfonia n. 5 e Sinfonia n. 6, jazz con Diana Krall Turn Up the Quiet e Pink Floyd The Wall.

dark side of the moon pink floyd
Krell KAV-300i
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Purtroppo non ho riscontrato nessuna differenza, peccato perché il cavo in se è di buonissima fattura, ma non basta.

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Cosa ti è piaciuto?

– Costruzione

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Cosa miglioreresti?

– Non ho nulla da segnalare

Recensione Gabriele Dedalus Speaker

Recensione #19 – Cavo di Potenza Dedalus Speaker – Prova un Ricable

Gabriele Prova un Ricable
Dal forum AudioItalia

Gabriele B.

Sorgente: Lehmann Audio Black Cube, Marantz SA-KI Pearl Lite, Giradischi Thorens TD-125 MK1 con braccio SME 3009 S2 e testina Benz Micro ACE L

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Graaf GM50

Diffusori acustici: Aliante One Zeta Pininfarina

La seguente recensione del cavo di potenza Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Gabriele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo è arrivato in un bellissimo case e appare immediatamente ben fatto ed esteticamente attraente con la guaina esterna in similcotone di colore arancione. I connettori mi piacciono molto ma, oltre al lato estetico, sono robusti, pesantissimi e, inserite le banane dei connettori dei diffusori, hanno una presa ferrea e molto stabile, cosa che non ho trovato spesso quando è capitato che alcune banane, infilandole, si schiacciavano, risultando lente e vedendomi costretto a riallargarle. Solitamente tendo a spostare i diffusori prima e al termine delle sessioni d’ascolto e non ho più il pensiero che il pin possa sfilarsi con i relativi pericoli per l’ampli.
Il cavo è un bipolare di generose dimensioni ma risulta molto flessibile. Non è possibile visionare il cavo in quanto “chiuso” dai connettori. Avendo i diffusori la connessione bi-wiring ho chiesto alla Ricable di ricevere anche i loro ponticelli, sempre della serie Dedalus e terminati con le forcelle; anche quest’ultimi ottimi in fattura e le forcelle pesanti e robuste.

Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Recensione Gabriele Dedalus Speaker
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

I test sono stati effettuati innanzitutto sul mio impianto principale, alternando diversi tipi di cavo di potenza, condotti da quattro persone simultaneamente e con ascolto alla cieca, dove uno di noi a turno sostituiva i cavi, aspettando alcuni minuti prima dell’ascolto trattandosi di ampli a valvole. Sono stati ascoltati CD e vinili.
L’impianto è formato da integrato a valvole Graaf GM50, diffusori Aliante One Zeta Pininfarina, lettore CD Marantz SA-KI Pearl Lite, giradischi Thorens TD-125 MK1 con braccio SME 3009 S2 e testina Benz Micro ACE L\Denon DL-103R e prephono autocostruito con cavi di segnale Kimber Kable e cavi di alimentazione Wireworld.
Un breve ascolto è stato fatto utilizzando come Amplificatore un Unison Research Simply Two, ma malgrado quest’ultimo sia ottimo male si interfaccia con i diffusori, seppur le caratteristiche dei Dedalus siano emerse anche lì e concordi ai medesimi risultati riscontrati con il Graaf.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Dopo qualche giorno di rodaggio, ho iniziato a fare ascolti con orecchio critico e attento.
Faccio presente che, a differenza di amplificatori a stato solido che prima possedevo, ora con il Graaf le differenze, seppur sottili tra vari cavi da me provati, sono sempre state udibili.
I miei cavi di riferimento, da anni, sono gli AudioQuest Rocket 88, ma posseggo anche i Wireworld Mini Eclipse single wire con ponticelli ed economici AudioQuest FLX 14/4 e i Van Den Hul CS-122.
Con i Ricable ho guadagnato moltissimo in gamma bassa, ora più presente ma controllata, e soprattutto la gamma medio/alta e quella alta ora sono più presenti, vivide e la scena molto più ampia. La presenza di armoniche rende gli strumenti più “veri” giovandone l’ascolto e la piacevolezza in generale.
Per la prova ho utilizzato alcuni CD e SACD Original Master Recording, oltre ad alcuni CD test che spesso si sentono alle fiere Hi-Fi, oppure per provare la gamma bassa OVO di Peter Gabriel o SACD di Nora Jones per provare le voci femminili.
In vinile l’ottima stampa Analogue Productions di Take Five dove i Ricable hanno fatto sì che il contrabasso sia ben focalizzato, armonico e presente. Stessa cosa l’ho costatata con un LP di Bill Ewans, At Shelly’s Manne-Hole, e alcuni vinili Hi-Q Records di musica classica e sinfonica a prova dell’ampiezza della scena e della dinamica.

Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Recensione Gabriele Dedalus Speaker
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come detto sopra, i Ricable hanno sostituito gli AudioQuest Rocket 88 dal costo quasi doppio e terminati dalla casa in bi-wiring e banane in argento; quest’ultimi silenziosissimi, raffinati in gamma media, gamma bassa iper controllata e scena profonda. Sono però apparsi, al mio orecchio e dei presenti, troppo controllati, poveri di armoniche e soprattutto incredibilmente scuri. A confronto con i Ricable, ci siamo resi conto di ascoltare “parte del messaggio sonoro”, che perdeva in musicalità e, a esclusione delle voci che erano ottime e della raffinatezza, il resto sembrava carente in tutto.
I Wireworld Mini Eclipse single wire con relativi ponticelli sono anch’essi ottimi cavi, ma a differenza dei Ricable non hanno restituito quella gamma bassa profonda controllata ed estesa. Sono assai più leggeri. La gamma alta ha suonato meno articolata e bella.
I Van Den Hul CS-122 che tengo nel cassetto non permettono paragoni, troppo chiusi, scuri e pessima focalizzazione. Gamma bassa gommosa.
Gli AudioQuest FLX 14/4 sono semplici cavi di potenza che non ho nemmeno confrontato, già all’epoca troppo scarsi rispetto agli AudioQuest.
Ribadisco che quanto sopra è frutto di diversi ascolti effettuati in diversi giorni e di test fatti alla presenza di altre persone che hanno concordato con quanto sopra dichiarato e soprattutto a casa mia e sul mio impianto. Sicuramente su altri impianti e altri ambienti i giudizi possono non essere concordi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Ottima fattura, ottime banane e forcelle. Cavi flessibili e belli
– Il messaggio sonoro è più completo
– Gamma bassa che scende molto di più e quella alta splendida
– Le armoniche degli strumenti ora riempiono la stanza
– Ditta seria. Fin dai primi contatti personale disponibile

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Cosa miglioreresti?

– Nulla, resta la curiosità di provare i loro top di gamma