Misura Lunghezza

La lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza

Quale deve essere la lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza? Banalmente: quella che serve. Prima di effettuare un acquisto in questo senso, dunque, misurate tramite una corda o un filo quale è la vostra reale necessità in termini di lunghezza del cavo speaker. Grazie al fatto di produrre i nostri cavi a mano e in Italia, possiamo seguire le vostre indicazioni al centimetro. Nel caso ne acquistiate uno troppo lungo, questo risulterebbe antiestetico e, ancor peggio, finirebbe con l’arrotolarsi; nel caso, invece, fosse troppo corto… ce ne sarebbe da comprare un altro. Oppure dovreste cambiare il posizionamento delle vostre elettroniche, magari ottimizzato nel corso di innumerevoli test. Ci sono alcune indicazioni da seguire e alcune cose da sapere prima di prendere qualsiasi decisione.

I cavi di potenza nell'impianto Hi-Fi

La premessa a qualsiasi discorso a proposito della lunghezza dei cavi di potenza in Hi-Fi è che spesso non si tratta solo di valori estetici o pertinenti al singolo cavo. Ogni impianto è composto da una serie di elementi, più o meno numerosi, che sono chiamati a fare gioco di squadra. Da una parte ci sono le elettroniche, che emettono campi magnetici, rumore e vibrazioni, dall’altra ci sono i cavi, portatori di disturbi nel caso in cui non siano ben schermati. Il più delle volte elettroniche e cavi si trovano, inoltre, in spazi piuttosto contenuti.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi

Questa sinergia porta sì al suono che nutre la nostra passione per la musica e per l’alta fedeltà, ma allo stesso tempo presenta controindicazioni da monitorare: le interferenze. Un cavo di qualità ben schermato, come quelli Ricable, non si limita a bloccare le interferenze provenienti dall’esterno, ma fa lo stesso con quelle che provengono dall’interno. Così da non influenzare “i compagni di squadra” negativamente. Qualche audiofilo sostiene che i benefici di non avere le elettroniche troppo vicine ai diffusori saranno sempre superiori agli svantaggi di avere cavi di potenza molto lunghi, ad esempio. Detto questo, quando si pianifica l’assetto del proprio impianto Hi-Fi, è bene tenere presente che il passaggio dei cavi di potenza non sia parallelo ad altri, soprattutto a quelli di alimentazione. Se proprio dovessimo incrociarli, sarebbe il caso di farli passare perpendicolarmente. Avere un cavo su misura, in questo senso, può facilitarci non poco la vita.

Ma veniamo al dunque. Maggiore è la lunghezza, maggiore è la resistenza. Partendo da questo insindacabile presupposto di elettronica, deduciamo che più un cavo è corto, meglio è. Sempre. Questo è quello che non è soggetto a obiezioni in un contesto accademico. Venendo però al mondo reale, possiamo stimare che prima che la lunghezza di un cavo peggiori (in maniera sensibile all’orecchio umano) il suono, dobbiamo raggiungere la lunghezza di 15 m. Spesso, dunque, non ci sono problemi. Va detto che in questo caso entra in gioco però anche la qualità dell’impianto complessivo. Un impianto Hi-Fi di altissimo livello, estremamente rivelatore, potrebbe essere influenzato dalla lunghezza del cavo anche a distanze inferiori; un impianto entry level, invece, avrà il “vantaggio” – molto tra virgolette – di essere meno soggetto a questo tipo di variazioni.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Lunghezza diversa dei cavi Hi-Fi di potenza

Il discorso relativo alla lunghezza dei cavi Hi-Fi applicato ai cavi di potenza è interessante per un altro motivo. I cavi speaker hanno la particolarità di partire, salvo bi-amping, dallo stesso apparecchio, e poi terminare a metri di distanza, quando i cavi speaker vengono collegati ai rispettivi diffusori. Di solito, ed è la soluzione migliore, la lunghezza dei cavi che vanno ai due diffusori, è identica. Capita però che alcuni audiofili, per esigenze relative all’ambiente d’ascolto, si trovino a dovere disporre i propri diffusori in maniera asimmetrica.

Da svariati test è emerso come, in realtà, una differenza massima del 40% tra un cavo di potenza e l’altro non comporti, in realtà, differenze tangibili per il nostro udito. Un cavo di 10 m e uno di 7 m vanno bene, ad esempio; così come uno di 6 m e l’altro di 4 m. Andando oltre questa differenza di lunghezza, i diffusori cominciano a suonare differentemente in maniera evidente. Bisogna però tornare al discorso di prima: maggiormente il vostro impianto Hi-Fi è rivelatore, più presenterà questo problema in maniera tangibile anche con una differenza ridotta rispetto al 40% di cui si è parlato prima.

Un’eccezione in questo senso è rappresentata da alcuni amplificatori che usano il cavo degli altoparlanti come parte del circuito; in questo caso, le lunghezze dei cavi dovrebbero essere uguali sempre e comunque. In definitiva, nel caso voleste usare cavi dalle lunghezze diverse, sarebbe sempre meglio chiedere un parere aggiuntivo al produttore delle elettroniche. Un’ultima considerazione va fatta quando si parla di Home Cinema. I diffusori acustici pensati per questo scopo sono meno soggetti a presentare differenze di suono quando i cavi di potenza presentano due lunghezze differenti.

Conclusioni

Venendo alle conclusioni. Più il cavo è lungo, più la qualità dello stesso conta. In particolare è bene considerare che più aumenta la lunghezza del cavo Hi-Fi, più sarà da tenere in considerazione la sezione del cavo stesso, che assumerà via via sempre più importanza nel non deteriorare il suono. Ricable si contraddistingue per una produzione di natura artigianale; poiché realizziamo a mano i nostri cavi Hi-Fi, possiamo costruirli esattamente della lunghezza che vi aspettate. Dovete solo compilare il form sottostante.

L’effetto pelle nei cavi di potenza

Che cos'è e chi lo ha scoperto. Non solo onde elettromagnetiche

Che cos’è l’effetto pelle (skin effect) e perché è così importante per i cavi di potenza? Questo venne spiegato, per la prima volta, nel 1887 da lord Kelvin (all’anagrafe William Thomson), fisico e ingegnere britannico, sviluppatore della scala Kelvin, nonché ingegnere e inventore del telegrafo elettrico, con quest’ultimo che gli assicurò fama e ricchezza.

Con effetto pelle intendiamo la tendenza di una corrente elettrica alternata a distribuirsi dentro un conduttore in modo non uniforme. La sua densità è maggiore sulla superficie e inferiore all’interno. Questo comporta un aumento della resistenza elettrica del conduttore, particolarmente alle alte frequenze. In altre parole, una parte del conduttore non viene utilizzata. Ciò significa maggiore dissipazione di potenza a parità di corrente applicata o una minore corrente a parità di tensione applicata, secondo la legge di Ohm.

Perché è importante per i cavi di potenza

L’effetto pelle è fondamentale perché non influenza solo la corrente elettrica, ma qualsiasi tipo di segnale, incluso quello audio. L’effetto pelle sta a significare, ricapitolando, una diminuzione della densità di flusso della corrente con l’aumentare della distanza dalla superficie verso l’interno.

C’è un certo disaccordo in merito all’effetto pelle e alle sue conseguenza pratiche sulle frequenze audio, cioè se esso causa danni diversi da quello di una semplice perdita di potenza. I problemi sono dovuti al fatto che, ancor prima della perdita di potenza, l’effetto pelle provoca variazioni nei valori di resistenza e induttanza. Questi valori tenderanno a mutare continuamente a seconda della distanza dalla superficie del conduttore. Se la sezione di un cavo sarà troppo grande, l’effetto pelle inciderà anche sulle frequenze audio riprodotte. Le delicate informazioni ad alta frequenza saranno appiattite con un suono ottuso, dai dettagli troncati.

cavi speaker invictus

Le conseguenze dell'effetto pelle

Il cavo “suona” meno alle frequenze alte riprodotte, riducendole. Questo problema è maggiormente percepibile nei cavi di potenza, dove le dimensioni dei conduttori sono maggiori e i tratti di collegamento più lunghi. Nei cavi di segnale è meno influente l’effetto pelle, perché agisce fuori dalla banda audio. Le conseguenze possono essere molteplici, tuttavia le più comuni sono le seguenti:

  1. Acuti scuri e cupi
  2. Bassi gonfi e poco naturali (effetto Loudness)
  3. Perdita di equilibrio tonale
  4. Peggioramento in dinamica
  5. Perdita di tridimensionalità

L’effetto pelle incide sulla qualità dei cavi e su quanto questi intacchino la trasmissione del suono, soprattutto quando si parla di cavi di potenza, che vanno dall’amplificatore alle casse.

Una soluzione possibile è rivestire i fili d’argento. Questo metallo ha, infatti, una resistività minore di quella del rame tuttavia i cavi argentati colorano in modo artificiale il suono che tende ad enfatizzare le frequenze più alte, non restituendo all’ascoltatore un suono neutro.

La soluzione Ricable per l'effetto pelle

Dai nostri test è emerso che aumentando il numero di fili del conduttore, riducendo i grani del rame lavorato, si ottiene una riduzione sostanziale dell’effetto pelle. In altre parole, la tecnologia Ricable sfrutta l’uso di un conduttore singolo sufficientemente piccolo da espellere fuori dalla gamma audio la distorsione udibile indotta dall’effetto pelle.

Anni fa Ricable ha introdotto i conduttori AM-RCC nei cavi di alimentazione con risultati straordinari. Da quel momento la ricerca si è mossa verso un ulteriore miglioramento dei conduttori. Questo si è sviluppato su più punti.

performance marc cooper effetto pelle

Il primo passa per il discorso del conduttore multifilare, con trefoli sottilissimi fino a 0,08 mm nella serie Invictus (e una riduzione sensibile dell’effetto pelle rispetto al monofilare, detto anche solid core). Il secondo punto è costituito da conduttori di grande sezione. Questo permette di avere sempre una maggior superficie conduttiva e una resistenza minore.

La terza caratteristica concepita da Ricable per ridurre l’effetto pelle è data dai connettori RCCP (Ricable Copper Connector Project). Usando il rame al posto dell’ottone nei connettori, si va ad abbattere anche l’effetto pelle nelle terminazioni. Infine, dagli studi effettuati e dall’attività di ricerca, è nato il nuovo conduttore MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor, che caratterizza l’intera produzione Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

Le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto ad AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro.

Noi, da appassionati, abbiamo lavorato per trovare una soluzione all’effetto pelle, che realmente ci soddisfacesse al 100%. Le differenze tra i cavi dell’intera produzione abbattono l’effetto pelle in maniera unica. Quali che siano le necessità del tuo impianto, puoi guardare tra i nostri cavi di potenza.