elettrone prova signor zanetti

Il ritorno del signor Zanetti: una prova tecnico-scientifica dei cavi Ricable

Non c’è due senza tre, o forse non c’è tre senza quattro. Il nostro affezionato cliente Zanetti torna alla ribalta con un nuovo articolo in cui ci racconta una serie di test e una prova dei cavi Ricable di carattere tecnico e scientifico, con cui ha saggiato le nostre serie Dedalus e Invictus. Per chi se le fosse perse, ecco i link alla prima e alla seconda puntata, seguite da quello che doveva essere il suo ultimo articolo, dall’atmosfera natalizia. Per fortuna, così non è stato. Buona lettura con il racconto del signor Zanetti e la sua prova dei cavi Ricable!

La danza degli elettroni

Dunque, in conclusione, mi sono portato a casa da mister Sergio: quattro cavi di alimentazione Dedalus, due cavi di segnale bilanciati (uno Invictus e uno Dedalus), tre cavi HDMI e, dulcis in fundo, una coppia di cavi – altoparlanti Invictus.

Bene bene per le mie orecchie, un po’ meno per il portafoglio. Ma si sa, gli hobby sono hobby. Dunque dunque le orecchie sono soddisfatte; ma sarà veramente così? Voglio dire, dal punto di vista tecnico-scientifico sarà possibile determinare in maniera oggettiva la qualità di questi cavi?

«Ma che t’importa» mi dice il mio collega e amico Alessandro. «Perché ti vuoi martellare i cosiddetti se sei soddisfatto?». Penso abbia ragione! Ma… si sa… l’appetito vien mangiando! Allora comincio a esaminare ciò che posseggo. Per prima cosa controllo se le spine dei cavi Dedalus sono avvitate a dovere; quasi sempre sì. Qualche volta provo a stringere un po’ di più.

Sono gusti personali degli audiofili a cui piace smanettare.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Poi, considerato che il peso del cavo è ragguardevole, penso di sostenerlo nelle connessioni. Ma pensando pensando e aumentando il cosiddetto “martellamento”, mi dico: «Ma la fase sarà corretta?». Posso facilmente determinare la fase della presa di alimentazione con un cercafase; ma la fase dell’apparecchiatura collegata con il cavo sarà corretta anch’essa o no? Sempre Alessandro: «Ma cosa vai a cercare? Mi sembri suonato… appunto».

Ma ormai la febbre audiofila ha preso il sopravvento e non voglio intendere ragioni. Cerco su internet e dopo diversi tentativi scopro una ciabatta della Oehlbach che ha la possibilità di collegare in fase le apparecchiature. Bene, la compro. Ora mi potrei accontentare, ma la “febbre” non si placa.

Scopro che c’è anche un accessorio che facilita l’operazione. Compro anche quello. Bene bene per qualche giorno mi è sembrato di essere soddisfatto. Riassumendo: ho controllato le viti di serraggio di spine e prese, ho sostenuto le connessioni a causa del peso rilevante del cavo, ho messo in fase le apparecchiature con l’apposito giocattolino; è tutto ok.

Passa una settimana e il tarlo audiofilo ricomincia a lavorare! «Ma» mi dico «dal punto di vista strettamente chimico-fisico vale la spesa? Cioè, è un cavo costruito a regola d’arte?». Ora il mio amico Alessandro si incazza veramente (e tre)! Tralascio gli improperi che mi dice. Si tranquillizzerà in seguito a casa sua, ascoltando McIntosh e Sonus Faber. Passa qualche giorno e questa volta è lui che telefona.

Mi dice: «Ho comperato un accessorio, una specie di penna, ti consiglio caldamente di comperarla, fidati». Maledizione, mi ha fregato, adesso è lui che alimenta il mio tarlo audiofilo! Prima però mi godo la qualità audio e video che si sprigiona dalla ciabatta. La ciabatta è venduta senza cavo e io gliene ho collegato uno normale. Tutto ok. Dopo un paio di giorni trafficando con i cavi, metto un Dedalus Ricable nella presa di alimentazione della ciabatta e me ne vado.

Alla sera accendo il televisore (anch’esso collegato alla ciabatta) e resto allibito. Penso: «Hanno aumentato l’intensità del segnale video, che strano, non ho mai visto così bene la TV». Passa un‘oretta ma la cosa non mi convince. Guardo la ciabatta e penso: «Non sarà mica cambiato qualcosa nell’alimentazione? Ma certo, ho cambiato il cavo!». Non ci credo, rimetto il normale cavo elettrico e riaccendo il televisore. La qualità è peggiorata.

Ma come è possibile! Il cavo è prima della ciabatta filtrante, come può essere? Cambio di nuovo il cavo e la qualità video aumenta! Provare per credere! Il cavo Ricable che alimenta la ciabatta ha aumentato considerevolmente la qualità video e audio (foto 3). Ora mi devo occupare di questo strano aggeggio che Alessandro mi ha consigliato di comperare a scatola chiusa.

Vado sul sito di Audioteka e leggo che l’azienda svedese SUPRA produce un piccolo strumento per il controllo dei campi elettrici che possono essere irradiati da cavi di alimentazione, ciabatte, fusibili, blocchi di distribuzione elettrici e così via. “Minchia signor tenente”, ho trovato quello che cercavo! Ora il Ricable lo sistemo io! Prendo la “penna”, l’appoggio sul Dedalus. NIENTE!

Non si accende e il cicalino non suona. Provo il mio cavo nero PCOCC: un disastro! La “penna” si illumina e suona. Provo tutti i cavi che ho diversi dai Ricable: suonano tutti e la “penna” si accende sempre! Ora sono soddisfatto. Questi maledetti cavi sono un’opera d’arte. A chi li ha progettati va conferita la Legion d’onore!!

L.R. Zanetti

La “penna” usata è un rilevatore di campi elettromagnetici. In pratica, se posizionata vicino a una fonte di campi elettromagnetici (come la corrente elettrica), la punta si illumina. È dotata di varie sensibilità per intercettare anche i campi elettromagnetici meno forti. È un ottimo attrezzo anche per trovare la fase degli apparecchi, perché dove c’è fase si illumina, dove c’è il neutro no.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Nella prova è evidente come i nostri cavi, alla massima sensibilità, non emaninino campi elettromagnetici. Questo significa che sono meglio schermati e isolati degli altri. Questi campi che fuoriescono dal cavo interferiscono con elettroniche e altri segnali della catena ed è anche per questo che un buon cavo di alimentazione fa la differenza. Infine, ringraziamo per la quarta volta il signor Zanetti per questa prova dei cavi Ricable, grazie alla quale le serie Dedalus e Invictus sono state messe sotto stress, uscendone però vittoriose.

banane forcelle cavo spellato

Banane, forcelle o cavo spellato in Hi-Fi?

Meglio terminare con banane, forcelle o lasciando il cavo spellato? È questa una delle domande che i clienti ci fanno più frequentemente. Ogni soluzione ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, che vi racconteremo in questo nuovo articolo del nostro blog. Una premessa doverosa, però: il nostro discorso ha un senso nel momento in cui le connessioni siano applicate ad apparecchi di elevata qualità e considerando un alto livello dei materiali impiegati. Ad esempio, una banana in puro rame sarà meglio di una in ottone. Facciamo allora il punto su quale sia la soluzione migliore tra banane, forcelle e cavo spellato.

Il cavo di potenza Hi-Fi terminato con le banane

La connessione a banana è senza dubbio la più diffusa, perché garantisce la maggior praticità e un’ottima protezione dall’ossidazione del conduttore. Ci sono in commercio vari tipi di banana, le più comuni sono quelle con le molle sul perno. Questo tipo di banana è la meno performante per via della componente a molla che pregiudica la stabilità e l’intensità della forza applicata nel contatto (vedi foto).

Altro tipo di banana molto diffusa (la usiamo in tutte le serie, tranne quella Invictus) è la banana BFA, caratterizzata da un contatto centrale che si restringe. Per questo è dura da inserire ed è giusto che sia così, perché vuol dire che ha una miglior tenuta. I vantaggi di questa banana rispetto a quella a molla sono:

  1. Maggior tenuta nel tempo.
  2. Maggior superficie di contatto.
  3. Se si allenta il sistema a molla BFA, si può ripristinare allargandolo leggermente.
banane a molla

Il problema di questa banana è che la lamina che forma il polo d’inserimento (dove c’è quella parte ondulata) è più fragile delle altre e si potrebbe piegare sotto sforzo. Per questo nella serie Magnus e Dedalus abbiamo progettato banane BFA con un perno centrale che garantisce questo tipo di tenuta. Anche perché queste banane sono in rame e tellurio, che è più morbido dell’ottone e quindi tende a piegarsi. Le uniche banane BFA standard sono quelle del Primus, una serie per la quale, però, abbiamo previsto una lamina maggiorata per evitare piegamenti.

L’ultimo tipo di banane, più diffuso, è quello a espansione, che tramite un sistema a perno permette una tenuta costante e precisa (serie Invictus). Ci sono altri tipi di banane meno diffusi, ma quelle maggiormente usate sono queste tre.

Banane

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Il cavo di potenza Hi-Fi con forcelle

ponticelli hifi come collegarli

La terminazione con forcelle di un cavo Speaker Hi-Fi risulta forse essere il miglior compromesso possibile tra praticità e prestazione. Nonostante ciò, la forcella è molto meno richiesta e utilizzata per la terminazione dei cavi di potenza. Ricable realizza comunque realizza tutti i cavi con le banane, con la possibilità di averli terminati, da un lato o da entrambi i lati, con le forcelle, senza variazioni di prezzo.

Mentre la banana è universale per ogni morsetto, in quanto il foro è universale, per la forcella la compatibilità dipende molto dalla dimensione del perno del morsetto.

Ricable (ma quasi tutte le forcelle in commercio sono così) usa forcelle a doppio sbalzo, che si adattano alla stragrande maggioranza dei perni. La maggior performance è garantita da una superficie di contatto e da uno spessore maggiori (nelle forcelle buone) del corpo del connettore. La tenuta meccanica è praticamente identica a quella della banana, soprattutto con i morsetti moderni di casse e amplificatori, che hanno una parte zigrinata capace di prevenire lo smollarsi.

Questa soluzione è meno comoda del “mettere e togliere”, perché ogni volta bisogna smollare il morsetto come nel cavo spellato. Tuttavia l’inserimento della forcella è più agevole del cavo spellato e soprattutto non dipende dal rapporto tra conduttore e dimensione del foro. A volte capita infatti di avere fori piccoli per il cavo spellato o conduttori grandi. Un altro svantaggio della forcella è che molti amplificatori multicanale non la accettano, mentre accettano sempre banana e cavo spellato. Un vantaggio della forcella rispetto alla banana, invece, è che serve meno spazio dietro al contatto, perché il cavo va subito parallelo all’apparecchio, mentre con la banana serve un po’ di spazio dietro per il connettore e per il cavo in partenza.

Forcelle

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione
ricable custom

Il cavo di potenza Hi-Fi spellato

A livello di performance il cavo spellato è la soluzione migliore, perché ogni elemento che si aggiunge nella trasmissione di un segnale, tende a peggiorare quest’ultimo. Allora perché si usano i connettori a banana e forcella, soprattutto nei cavi di maggior pregio? Per una semplice motivazione, perché i conduttori in rame, e più sono di purezza elevata e più questa condizione si verifica, tendono a ossidarsi in brevissimo tempo e questo peggiora drasticamente le performance della conduzione, togliendo tutto il vantaggio di non avere il connettore.

Si può tamponare questa situazione stagnando la parte spellata, per tamponare un po’ l’ossidazione, ma non sarà mai come la placcatura di un connettore. Inoltre si vanificano tutti i benefici della connessione con cavo spellato.

Di solito si usano cavi spellati in connessioni di valore moderato, soprattutto nell’Home Cinema, perché l’ossidazione che avanza incide meno in termini di qualità su sistemi Hi-End.

Attenzione: piuttosto che usare connettori di scarsa qualità, molto meglio il cavo spellato, magari stagnato. I connettori di qualità, nel computo vantaggi/svantaggi rispetto al cavo spellato, sono comunque sempre meglio. Diciamo che il cavo spellato è a livello accademico la miglior connessione, ma solo nel breve periodo, quindi non lo si consiglia per connessioni di alto livello. I valori del grafico sotto riportati si riferiscono al medio e lungo termine. Altro svantaggio è la praticità di utilizzo, perché è necessario ricordarsi di stringere di tanto in tanto i morsetti e perché, se si devono scollegare, prima di collegarli nuovamente è buona cosa tagliare una parte del cavo e spellarne una nuova, fino a quando se ne trova una non ossidata.

Cavo Spellato

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Banane, forcelle o cavo spellato? Tutte queste considerazioni cadono nel momento in cui si utilizzino banane o forcelle di scarsa qualità; in questo caso la qualità del suono sarebbe inevitabilmente, al punto tale da consigliarvi senza se e senza ma l’utilizzo del cavo spellato. Ricable, oltre a offrire la lunghezza personalizzata, dà la possibilità ai propri clienti di scegliere anche la terminazione, se con le banane o le forcelle. Basta che ce lo segnaliate in una nota quando completate l’acquisto. Per coloro che volessero fare utilizzo di un cavo spellato, non possiamo che rimandare alla nostra divisione Custom, pensata per gli autocostruttori.

Impianto Rocco 1 Invictus Signal

Recensione #9 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Rocco
Dal gruppo Facebook Be Connected

Rocco L.

Sorgente: Mark Levinson 390s

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Copland CTA 408

Diffusori acustici: B&W 804 D3

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Rocco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Costruzione accurata ed estetica ineccepibile, sicuramente solido e accattivante sin dalla prima vista.

Impianto Rocco 4 Invictus Signal
Impianto Rocco 3 Invictus Signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Inizialmente collegando e scollegando il cavo in prova alternandolo con il precedente VDH. Successivamente, non riscontrando particolari differenze, l’ho collegato all’uscita CD, utilizzando un connettore doppio RCA, con entrambi i cavi a confronto, e a loro volta questi sono stati collegati a due differenti ingressi amplificatore A1-A2 (come da foto).
Quindi durante l’ascolto dei brani con l’ausilio del telecomando dell’ampli ho provato a cambiare l’ingresso 1 con il 2, avendo così immediata la percezione dei due suoni a confronto (fare riferimento al video relativo a uno dei brani tratto da The Wall dei Pink Floyd).

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto appare subito relativo a un cavo di notevole qualità sia in termini di dettaglio, di trasparenza, di calore soprattutto con le voci femminili che regalano una certa sensazione di “presenza ” da magica atmosfera.
Anche i vari strumenti appaiono ben distinti tra loro creando una buona scena tridimensionale, masterizzazione del CD permettendo!
I brani utilizzati per la prova sono tratti da Best Audiophile Voices VI, Jack Johnson: Sleep Through the Static, musica rock quali Dire Straits e Pink Floyd e musica MPB con Ana Carolina, star della musica brasiliana contemporanea.

Invictus Signal Contesto
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Con mio grande stupore i due cavi a confronto sono apparsi assolutamente identici sotto i vari aspetti qualitativi di trasparenza, separazione scena sonora e quant’altro si possa chiedere a un cavo che nell’impianto ha l’ingrato compito di togliere il meno possibile al segnale originale.
L’Invictus ha tenuto testa a un cavo VDH di indubbio valore senza alcun problema, che onora il team di Ricable per l’eccezionale risultato conseguito.
In conclusione un cavo dall’ottimo rapporto qualità/prezzo che può fare la felicità di molti audiofili senza spendere un capitale.
Ringrazio ancora Ricable per l’opportunità di test offerta a noi audiofili, porgendo i miei più sinceri AUGURI di buone feste e di un prosperoso 2020.

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Cosa ti è piaciuto?

– Vedere quanto già esposto, nulla da segnalare
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare



situazione coronavirus ricable

Situazione coronavirus Ricable (aggiornamento al 12 marzo 2020)

Ricable è aperta. Comunichiamo, per quanto riguarda la situazione venutasi a creare in seguito alla diffusione del coronavirus, che garantiamo i seguenti servizi ai clienti:

  1. Evasione ordini sui siti www.ricable.com, www.ricablecustom.com e www.troniteck.it
  2. Supporto commerciale e tecnico tramite telefono, e-mail, WhatsApp e chat on-line

Per proteggere i nostri dipendenti abbiamo istituito un ampio contesto di lavoro agile o smart working e attuato la massima sicurezza nell’unità produttiva. Questo al fine di poter garantire un servizio adeguato alla situazione di emergenza. Fino a data da stabilirsi, per sicurezza, abbiamo chiuso l’accesso presso il nostro stabilimento a qualsiasi persona che non rientri nel nostro piano preventivo. Non sarà possibile:

  1. Ritirare ordini presso la nostra sede
  2. Recarsi presso la nostra sede per qualsiasi motivo
  3. Produrre cavi con lunghezza personalizzata

Nonostante l’emergenza Covid-19, abbiamo deciso di proseguire in forma ridotta, ma ugualmente efficace, la nostra attività, rispettando tutte le norme preventive indicate dal Dpcm 11/03/2020 a tutela dei nostri collaboratori e clienti. Vista la situazione mutevole, vi terremo aggiornati nel caso dovesse cambiare qualcosa.

coronavirus
Impianto Roberto 2

Recensione #8 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Roberto C.

Sorgente: Technics SP-15 Benz Micro Glider SL

DAC: Dedicato: Chord Hugo 2

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Luxman UX 509 – Feliks Audio Elise + HiFiMAN HE1000se

Diffusori acustici: ProAc Response D30

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Roberto per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo ha un aspetto eccellente, connettori di ottima fattura, guaina esterna di alta qualità.

Impianto Roberto 1
Invictus Signal Contesto
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho lasciato rodare il cavo per circa quaranta ore. Prova effettuata da streamer AURALiC ad amplificatore cuffie, con cambio cavi sull’ingresso RCA.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Testato con ascolti in parallelo e in rapida successione di:

  • Classica: Overtures And Preludes, Richard Wagner; Sinfonia n. 1, Gustav Mahler
  • Jazz: Kind of Blue, Miles Davis; Soulville, Ben Webster
  • Rock: Frank Zappa, Pink Floyd, Radiohead, Deep Purple
dark side of the moon pink floyd
Impianto Roberto 3
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo è risultato notevolmente equilibrato, con medie frequenze in risalto e leggera attenuazione agli estremi. A mio parere è molto indicato per ascolti di classica e piccoli ensemble jazz, meno a suo agio sul rock.

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Cosa ti è piaciuto?

– Medi molto bilanciati, pieni e fluidi
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Risposta sull’estremo basso, dettaglio sugli alti



Immagine produzione progettazione ricable

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable?

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable? Come abbiamo dato alla luce le serie Primus, Magnus, Dedalus e Invictus? Perché non c’è a catalogo quello che sto cercando? Tutto comincia da un’ispirazione e possono passare anche anni prima che questa diventi realtà. Perché vogliamo essere certi del valore dell’idea. I primi mesi sono passati a pensare, disegnare e immaginare, poi si passa alla stesura del progetto, considerando tutte le problematiche, e successivamente alla prototipazione. Tutto viene fatto per punti e non si passa a quello successivo se prima non si sono superati i precedenti.

La progettazione di un cavo Ricable comincia da un'idea...

Iniziamo con un concetto, una idea costruttiva: quella che non esiteremmo a chiamare la teoria. In questa fase, studiamo a tavolino un nuovo prodotto o una miglioria rispetto a uno esistente e disegniamo quella che potrebbe essere la struttura interna.
È una fase molto importante in quanto i concetti prendono forma e si scontrano con tutte le limitazioni che fanno la differenza tra un’idea e un prodotto. Il disegno è poco più che una bozza e serve per capire meglio in modo figurativo il nuovo progetto.

Immagine Progetto progettazione ricable
Immagine cavo interno progettazione ricable

... per poi passare alla realtà

Vediamo poi se ciò che è solo progettazione di un cavo Ricable possa diventare realtà in base ai nostri principi costruttivi. Quando abbiamo elaborato un disegno di un possibile nuovo cavo, passiamo alla parte meno piacevole, cioè andiamo a scontrarci immediatamente con la fattibilità dello stesso. Questa fase deve tenere conto di vari aspetti, cioè quelli della produzione vera e propria, dell’integrazione con i connettori, della scelta dei conduttori, dei dielettrici, delle schermature e degli isolanti e più in generale vengono considerate tutte le problematiche tecniche che si potrebbero affrontare.

Se il progetto prevede la realizzazione di un nuovo connettore, valutiamo come realizzarlo, sia da un punto di vista costruttivo che di materiali.
Ad esempio, con i nuovi connettori in puro rame abbiamo fatto un lavoro lunghissimo di prototipazione, perché dovevamo riuscire a superare l’ostacolo della maggior morbidezza di questo metallo rispetto all’ottone standard.
Maggiori informazioni sul Ricable Copper Connector Project (RCCP) le potete trovare in un approfondimento pubblicato proprio per elencare i vantaggi che derivano da questa soluzione costruttiva.

Immagine connettore progettazione ricable
Immagine prototipo progettazione ricable

Iniziamo la prototipazione

A questo punto inizia la prototipazione, partendo dal top di gamma e scalando sui modelli di livello inferiore per creare prodotti per fasce più modeste. La prototipazione prevede la creazione di almeno due differenti versioni del prodotto che abbiano superato tutti i precedenti punti e siano identici nel loro aspetto, differenziati solo da una lettera: A e B. Nel corso della prototipazione, a ogni modifica cambiamo la lettera, al fine di avere uno screen di tutti i prototipi. Quando le cose vanno bene, centriamo il prodotto subito, ma è successo varie volte di superare abbondantemente la metà dell’alfabeto!

I test sono effettuati mediante severi controlli tecnici. Se non sono soddisfacenti, vengono effettuate modifiche e rivisitazioni; se invece la performance ottenuta è all’altezza, si passa alla fase successiva, quella più importante, che consiste in alcuni test di ascolto con al massimo un paio di prototipi. In questa fase cerchiamo di cogliere gli aspetti più significativi e, se i test di ascolto hanno esito positivo, passiamo alla fase successiva. Se qualcosa non ci convince, torniamo indietro alla prototipazione. Questa è la fase dove la maggior parte dei progetti non vede la luce.

I gruppi di ascolto

I test successivi (i più lenti, ma i più proficui) prevedono il coinvolgimento di gruppi di ascolto esterni, in grado di verificare la bontà del prototipo. Raccogliamo una quantità di dati importantissima, perché le informazioni ci arrivano da due fonti uniche: la varietà di impianti e l’esperienza degli appassionati. Se tutti i punti precedenti ci soddisfano, passiamo alla fase ancora successiva della progettazione di un cavo Ricable, altrimenti facciamo un passo indietro per affinare le performance dei prototipi. L’ultimo passaggio è quello relativamente più semplice, ma necessario alla commercializzazione del prodotto. Parliamo di quello costituito dallo studio del design e del packaging, del confezionamento e dei dettagli commerciali.

Ci teniamo a spendere due parole in più proprio sul confezionamento. Questo vanta un design personalizzato per ogni prodotto, che sia differente ma allo stesso tempo coerente rispetto allo stile Ricable. Sappiamo benissimo che i colori e le scatole non permettono di far funzionare meglio gli impianti, ma siamo convinti che presentare un prodotto in un certo modo sia comunque un aspetto da tenere in considerazione. Nella scatola, realizzata a mano anch’essa in Italia, non c’è solo estetica; al suo interno, infatti, potete trovare le istruzioni per utilizzare e mantenere al meglio il vostro nuovo acquisto. Queste sono accompagnate da una brochure che vi illustrerà come attivare uno dei nostri tratti distintivi: la Garanzia a Vita.

In un cavo Ricable nulla è lasciato al caso

Passiamo alla realizzazione dei contenuti multimediali e alla creazione delle schede tecniche. Anche in questa fase siamo molto puntigliosi, scegliendo i contenuti migliori. Ora non ci resta che produrre il nuovo cavo e anche questo aspetto non è lasciato al caso, perché vengono fatti test di produzione per capire come ottimizzare al meglio questa fase, ma soprattutto come evitare il più possibile errori e difformità tra un pezzo e un altro. Alla fine, prima del confezionamento, c’è un test e un collaudo su ogni singolo pezzo, al fine di garantire a ogni acquirente la stessa qualità del progetto originale.

Il frutto dell'intera fase di progettazione

Il prodotto viene custodito con cura nel nostro magazzino fino a che un cliente non lo ordina. Una delle caratteristiche più apprezzate di Ricable è la velocità di spedizione; nel caso effettuiate il vostro ordine la mattina o nel primo pomeriggio, il prodotto partirà il giorno stesso dalla nostra sede di Oleggio, in provincia di Novara, e sarà affidato al corriere che lo porterà a casa vostra nel giro di 24/48 ore nei giorni feriali, salvo imprevisti.

Il servizio di assistenza vi supporterà prima e dopo la vendita, tramite chat, mail, telefono, social network o qualsiasi altro mezzo. Come? Con un supporto personalizzato che vi indichi inizialmente cosa è meglio per voi e per il vostro impianto. L’assistenza post-vendita non è secondaria; nel caso ci fossero problemi, potete scriverci in qualsiasi momento e troveremo una soluzione, sostituzione del prodotto inclusa, qualora abbiate attivato la Garanzia a Vita. Anche a distanza di anni.

Può capitare che il prototipo venga subito “indovinato” e che si abbia per le mani un prodotto di qualità eccellente senza apportare modifiche di rilievo. Al contrario, capita anche che non esista una via che preveda un risultato soddisfacente. È il caso del cavo USB che abbiamo provato a realizzare tra il 2015 e il 2016. È stato cestinato poiché deludente per le aspettative che comunemente si hanno su un prodotto marchiato Ricable. Per fortuna, però, i prodotti che hanno superato tutti gli step che prevede la progettazione di un cavo Ricable sono tanti, e li potete scoprire tutti cliccando sul bottone sottostante.

marantz pm8006

Recensione #7 – Cavo di Segnale Primus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Dario C.

Sorgente: Cambridge Audio CXUHD, Rega Planar 3

DAC: Dedicato: Pro-Ject DAC Box DS2 ultra

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Marantz PM8006, per cuffie Lake People G109-S

Diffusori acustici: Indiana Line Diva 552, Sennheiser HD 660 (cuffie), Denon AH-D7200 (cuffie)

La seguente recensione del cavo di segnale Primus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Dario per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Decisamente sì! Il cavo si presenta esteticamente accattivante e gradevole, restituendo una piacevole sensazione di robustezza e solidità.

cambridge audio cxuhd
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Sì, ho eseguito i test collegando e scollegando questo cavo e l’altro che usavo, che è un AudioQuest Golden Gate.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho innanzitutto usato il cavo per collegare il prephono del Rega Planar 3 al Marantz PM8006, poi per collegare l’uscita REC di quest’ultimo, con l’amplicuffie Schiit Valhalla 2. Il suono è estremamente lineare, ho avuto una piacevole sensazione di trasparenza, e anche l’ambienza e la tridimensionalità sono ottime.

Sennheiser HD 660
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Credo che la serie Primus sia perfettamente sovrapponibile, quanto a resa sonora, probabilmente perché si tratta di cavi che appartengono allo stesso segmento entry level; tuttavia, per quanto riguarda la qualità costruttiva, devo dire che il Primus appare costruito molto meglio, e appare molto più solido e robusto rispetto all’AudioQuest Golden Gate. Anche i contatti sono molto più fermi e c’è maggior presa, maggior contatto, quindi dal mio punto di vista, a parità di segmento, i Ricable sono decisamente da preferire.

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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto esteriore davvero accattivante
– Sensazione di solidità
– Connessioni perfettamente stabili
– Il cavo non colora il suono, ma è trasparente

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Cosa miglioreresti?

– Nulla


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Condividi e risparmia grazie alla collaborazione tra Ricable e Worldz. Sconti per tutti

I nostri clienti più affezionati avranno già notato una piccola, grande novità all’interno del sito Ricable. Dopo avere effettuato una qualsiasi azione, vedrete spuntare alla destra del vostro schermo un invitante pulsante. Semplicemente cliccandoci, avrete accesso al frutto della nuova collaborazione all’insegna del tricolore tra Ricable e Worldz, con sconti previsti per ogni cliente. Worldz è una startup milanese in grande espansione che riconosce il valore economico di una condivisione social.

Cliccando sul pulsante, si aprirà una finestra che vi accompagnerà per tutto il procedimento di acquisto, facendovi risparmiare. Il primo passaggio da effettuare è effettuare il login sul proprio social network preferito, a scelta tra Facebook e Instagram. Fatto questo, dovrete concedere all’app di Worldz alcune autorizzazioni affinché possa calcolare il vostro potenziale da brand ambassador. Si tratta del valore economico correlato alla condivisione social. Più i vostri amici o follower interagiscono con i vostri post, più risparmierete, proprio come se foste degli influencer. Potete stare tranquilli, il tutto si svolge in totale sicurezza per quanto riguarda i vostri dati.

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Come ottengo il mio sconto?

A questo punto, scegliete il vostro prodotto preferito e inseritelo nel carrello. Aggiungetene degli altri, se volete aumentare ulteriormente lo sconto, e condivideteli (anche come una “storia”). Ora cliccate l’icona del carrello, in alto a destra, e selezionate “Visualizza carrello”. Lo sconto Worldz legato alla vostra condivisione social sarà automaticamente calcolato e applicato all’importo finale.

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Recensione #6 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Marco T.
Dal gruppo Be Connected

Marco T.

Sorgente: McIntosh MCD600 SACD/CD Player

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Violectric HPA V281

Diffusori acustici: Sennheiser HD800S (cuffie)

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Quando ho ricevuto la scatola…

Cavo robusto, bello, e pesante. Quando ho ricevuto la scatola pensavo mi avessero spedito un amplificatore! Prima di tutto, una doverosa premessa: il cavo è stato inserito in una catena così composta: Lettore SACD/CD – Amplificatore cuffie – Cuffia. Il cavo sostituisce quello di serie ed è stato provato a turno su:

  1. Lettore SACD/CD con ascolto attraverso tutta la catena
  2. Amplificatore cuffie con ascolto attraverso tutta la catena
  3. Lettore SACD/CD con ascolto dall’uscita cuffia dello stesso (senza l’amplificatore)

Inizialmente sono rimasto colpito dalla gamma bassa che ha preso vita. Gli aspetti che hanno evidenziato cambiamenti al mio orecchio, dopo ripetuti ascolti, sono: il maggior dettaglio, l’incremento della dinamica, la maggiore velocità, l’articolazione. In particolare mi hanno colpito i “pianissimo” che hanno mantenuto articolazione e musicalità. Tutto questo mi dà l’impressione di avere alzato leggermente il volume, tutto scorre facile, veloce. Il cavo originale sembra più cupo, monocorde e certamente carente di dettaglio. Queste impressioni si ripetono al variare delle tre condizioni citate sopra; la sensazione, ma è solo una sensazione, è che l’effetto maggiore si abbia con l’amplificatore. Ho ascoltato sinfonie di Bruckner, Tchaikovsky, concerti per pianoforte di Beethoven, Renaud Garcia-Fons, Ana Popović, Beth Hart and Joe Bonamassa… Ora si è scatenata la curiosità di ascoltare il set-up con entrambi i cavi Dedalus; non solo, mi incuriosisce l’Invictus XLR! E… vabbè, basta così.

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Cosa ti è piaciuto?

– Facilità di esecuzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


cassa acustica

Monowiring, bi-wiring o bi-amping in Hi-Fi. Cosa sono?

Che cosa sono bi-wiring e bi-amping? Il bi-wiring è uno dei mezzi per collegare un diffusore a un amplificatore audio. Di solito, un singolo cavo passa dall’uscita dell’amplificatore ai terminali dell’alloggiamento dei diffusori (questa connessione si chiama monowiring, comunque meritevole di accorgimenti). In occasione del bi-wiring, invece, ciascun altoparlante ha due paia di connettori e due cavi sono portati dall’output dell’amplificatore al cabinet dello speaker. Uno corrisponde alle alte frequenze, uno alle basse (attraverso due crossover separati).

Bi-wiring versus monowiring

Il bi-wiring è un collegamento con un doppio cavo di potenza tra l’amplificatore e i diffusori acustici. Con un solo cavo bipolare, tutte le frequenze audio transitano nello stesso e il crossover del diffusore provvede al taglio e all’invio agli altoparlanti. Molte casse vengono costruite con un crossover che permette di accettare in modo separato le basse frequenze (Low) e le alte frequenze (High). In questo cavo il diffusore avrà quattro morsetti al al posto di due (LOW+/LOW- e HIGH+/HIGH-).

bi wiring

Nel caso di un diffusore con connessioni doppie che venga collegato con cavo singolo, ci sarà un ponticello fatto con una lamella metallica che unisce il LOW+ con il LOW- e l’HIGH+ con l’HIGH-. Dunque per utilizzare il collegamento bi-wiring bisogna togliere tale ponticello, in modo che si creino due ingressi indipendenti. Uno va al woofer (LF: Low Frequency) e l’altro al midrange + tweeter (HF: High Frequency). Se invece si utilizza il collegamento classico con unico cavo, il ponticello, va lasciato in modo che il segnale vada a entrambi i morsetti.

Uno dei vantaggi di utilizzare un doppio cavo è che dovrebbe ridurre l’interferenza magnetica. Un altro sta nell’ottenere una sezione complessiva maggiore di quella che si otterrebbe con un cavo singolo e anche nel fatto che, in questo modo, l’assorbimento di corrente provocato dal woofer non influisce sul segnale, di entità minore, che va alle vie alte. Tuttavia un’analisi tecnica suggerisce che, sebbene adottare una soluzione bi-cablata possa offrire differenze, queste sono così sottili da non rappresentare qualcosa di tangibile.

Alcuni audiofili hanno riscontrato però una differenza significativa per quanto riguarda la riduzione della durezza degli acuti e il miglioramento del controllo dei bassi. I detrattori del bi-wiring sostengono però che, a livello elettronico, non cambi nulla. Con un gioco di parole, si riferiscono a questa pratica con il termine di “buy-wiring” (“compra-cavi”), sostenendo che sia tutto solamente un’invenzione del marketing per vendere più cavi speaker.

bi amping

Bi-wiring versus bi-amping

Ricable sostiene da sempre che il bi-amping (“bi-amplificazione”) sia sicuramente efficace, mentre per quanto riguarda il bi-wiring è necessaria qualche cautela in più, perché tutto dipende dal progetto che sta alla base dell’amplificatore. Se questo è stato sviluppato e ottimizzato per il bi-wiring, ha senso impiegarlo, altrimenti è meglio risparmiare spazio e soldi su doppi cavi speaker e piuttosto acquistarne uno solo, ma di livello superiore.

Cosa cambia tra bi-wiring e bi-amping? La differenza sostanziale, come si intuisce, è che il bi-amping è realizzato con due amplificatori, fattore che dà tutt’altro senso a questo tipo di connessione. Giusto per fare un accenno, la bi-amplificazione può essere di tipo verticale oppure orizzontale. La prima prevede di impiegare due amplificatori identici e di usarne uno per amplificare ogni cassa singolarmente; il secondo prevede di impiegare un amplificatore per le basse frequenze e un altro (uguale o diverso) per le alte frequenze.

È la soluzione migliore ma anche la più costosa, da adottarsi per impianti di altissimo livello. Nella bi-amplificazione si parte dal concetto che ogni amplificatore agisca su una specifica gamma di frequenze per pilotare direttamente l’altoparlante preposto alla riproduzione di quella specifica gamma. In questo modo si evitano al massimo fenomeni di intermodulazione e altri effetti indesiderati; ad esempio, l’ampli che tratta la frequenze più alte non deve lavorare anche con quelle basse, con benefici per l’alimentatore e la resa.

Cavi per il bi-wiring. Servono?

Esistono in commercio cavi di potenza appositamente pensati per il bi-wiring, cioè con due connettori lato amplificatore e quattro connettori lato cassa acustica. Secondo la filosofia Ricable, dopo alcune prove tecniche, questo tipo di cavo non sortisce alcun effetto rispetto all’impiego di un cavo standard con l’aggiunta di validi ponticelli (non lasciate le piattine metalliche dei produttori). A livello tecnico, non c’è motivo per preferirli a un assetto che preveda un cavo in monowiring collegato all’altra coppia di morsetti tramite ponticelli dello stesso conduttore. Se non il fatto trascurabile che, con i ponticelli, si allunga di una decina di centimetri la lunghezza del cavo.

Sia in un caso che nell’altro, il cavo in sé non è un crossover attivo e non ha gli strumenti per scindere le alte frequenze dalle basse, dunque l’unico effetto apportato dai cavi per il bi-wiring è una complicazione fine a sé stessa nel collegamento che va dall’amplificatore ai diffusori, spesso con un peggioramento della qualità di trasmissione del segnale.

In conclusione, noi consigliamo sempre di semplificare e, nel caso abbiate un solo amplificatore con diffusori predisposti al bi-wiring, di acquistare un cavo standard con i relativi ponticelli. Spenderete meno e avrete un risultato identico, se non migliore.