Recensione #1 – Cavo di Potenza Primus Speaker – Prova un Ricable

Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Laura C.

Sorgente: Cyrus One Rega P3 Onkio 7030 Chario Sonnet

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Cyrus One

Diffusori acustici: Chario Sonnet

La seguente recensione del cavo di potenza Primus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Laura per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo è realizzata con estrema cura, ti dà proprio la percezione del prodotto ben realizzato, con cura, e con un occhio anche all’estetica, cosa che non guasta vista l’ubicazione in salotto dell’impianto.

cyrus one hd
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Premetto che prima usavo un cavo autocostruito da mio marito, tecnico elettronico con centro vendita e assistenza amplificatori valvolari.
Ho usato dischi che conosco benissimo e amo, su formato SACD, e ho iniziato prima con il cavo di segnale.
La differenza è stata fin da subito molto evidente, con un suono più trasparente e cristallino.
Differenza che, per onore di cronaca, non ho avvertito con i cavi di potenza. Premetto che stiamo parlando di un impianto di qualità sì, ma non certamente Hi-End… E stiamo parlando di una linea di cavi entry level.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

I brani utilizzati sono stati, Pink Floyd The Wall, Pollini concerto in C per piano e orchestra, Arturo Benedetti Michelangeli Chopin Sonates, Kenny G.

chario sonnet
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come già esposto, nel cavo di segnale, tantissime. Per fare un paragone in ottica, è come se si fosse corretta una leggera miopia.
Non vogliatemene, nel cavo di potenza, non ho percepito differenze significative di nota, ma essendo così ben costruito, con un impatto estetico forte ma discreto in posizionamento nell’ambiente domestico, lo tengo volentieri.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità costruttiva
– Estetica
– Garanzia a vita
– Prodotto in Italia

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Cosa miglioreresti?

– Non ravvedo nulla di negativo negli esemplari in prova in mio possesso

interferenze oro su sfondo nero

Come scovare ed eliminare interferenze nel proprio impianto Hi-Fi

Uno dei problemi più fastidiosi per chi possiede un impianto Hi-Fi consiste nelle interferenze che rovinano il suono emesso. Queste possono tradursi in ronzii o fruscii durante la riproduzione del brano che stiamo ascoltando o del film che stiamo vedendo. Niente di più seccante, per un appassionato. Dunque, come eliminare le interferenze nel proprio impianto Hi-Fi? Bisogna innanzitutto premettere che ci sono accorgimenti che ci permettono di individuare in una maniera più veloce di altri il problema, senza però eliminarlo. Per quello, bisognerà prendere provvedimenti un po’ più drastici di quelli che stiamo per elencare.

Che cosa fare e in che modo indagare sulle interferenze?

detective che indaga con lente d'ingrandimento

La prima cosa da fare è ridurre il proprio sistema al minimo indispensabile. La maggior parte degli impianti Hi-Fi sono formati da sorgente, amplificatore e diffusori, ma in quanto a componentistica un appassionato può sbizzarrirsi finché vuole tra condizionatori di rete, preamplificatori, doppie amplificazioni e tanto altro ancora. Ce n’è davvero per tutti i gusti e l’assetto di un impianto è dato esclusivamente dalla volontà di chi lo possiede. Per capire più agilmente dove risieda il problema, tuttavia, sarà il caso di ridurre il nostro impianto alla formazione inizialmente descritta. Parola d’ordine: semplificare.

Fatto questo, bisogna isolare il problema e intuire dove risieda. Risulta obbligatorio eseguire un intervento alla volta e, allo stesso tempo, prendere nota delle migliorie o dei peggioramenti di ogni singolo step. Nel momento in cui dovessimo intervenire su più sezioni contemporaneamente, non avremmo altrimenti alcun fondamento solido sopra cui appoggiarci.

La carta stagnola per scovare le interferenze

Un mezzo per capire dove intervenire, alla portata di tutti e immediato, costituisce nell’avvolgere, con carta stagnola e uno alla volta, i cavi che collegano la componentistica dell’impianto (sorgente, amplificatore e diffusori, dunque, stando a quanto abbiamo scritto sopra). Un foglio di alluminio, nonostante sia a dir poco essenziale, è pur sempre una schermatura, dunque in grado di proteggere il segnale dalle interferenze che stiamo cercando. Non annullerà il problema, sia chiaro. Per questo servono sì schermature, ma di livello ben diverso sia per quanto riguarda i materiali che per la geometria con cui sono costruite. Tuttavia ci aiuterà a comprendere dove questo risieda. Chi ben comincia, è già a metà dell’opera.

carta stagnola con riflesso oro

Avvolgeremo allora prima il cavo di segnale (più soggetto degli altri a interferenze) nella stagnola, e dopo questa operazione potranno accadere due fatti:

  1. Non cambia nulla.
  2. C’è una variazione nell’interferenza audio (potrebbe essere anche peggiorativa).

Se si manifesta la prima ipotesi, andremo avanti isolando un altro cavo, lasciando in essere il primo intervento, fino a quando non si manifesterà un cambiamento della situazione. La cosa importante è sempre fare una sola variazione per volta.

E’ importante segnarsi ogni variazione in questa fase di test e, dopo avere effettuato una rapida analisi delle informazioni che abbiamo a disposizione, cominceremo ad avere un quadro un po’ più definito delle interferenze presenti nel nostro impianto.

Ricable contro ogni interferenza nel tuo impianto Hi-Fi

Siamo consapevoli che le interferenze sono ostiche da scovare, ed è proprio per questo che ci mettiamo a disposizione del cliente per aiutarlo in questa analisi, al fine di scovare il colpevole del difetto d’ascolto. Se l’interferenza dipende dal cablaggio, siamo anche in grado di fornire il supporto migliore per eliminare la causa del problema e migliorare sensibilmente l’esperienza d’ascolto. Sicuramente con un cavo di ottima fattura, con una schermatura più prestante si possono risolvere tutti i problemi di interferenza derivanti dalle connessioni. È qui che entra in gioco Ricable, con la sua esperienza sul come eliminare le interferenze in qualsiasi impianto Hi-Fi e con la sua ampia gamma di cavi schermati con tecnologie sia tradizionali che innovative e anticonvenzionali. Perché non vedi se trovi la soluzione ai tuoi problemi dando un’occhiata ai prodotti oppure chiedendo direttamente aiuto al nostro team di esperti? Basta cliccare qui sotto!

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus (seconda parte)

A volte ritornano. Che ci seguiate sempre e dunque l’abbiate già letta, oppure che ci abbiate conosciuti da poco e vogliate recuperare la prima parte della testimonianza del signor Zanetti, oggi ne pubblichiamo l’atto finale. Valgono le regole del precedente capitolo: per una questione di trasparenza, vi riportiamo il feedback del cliente proprio come l’abbiamo ricevuto. Eravamo arrivati al momento in cui il signor Zanetti era appena uscito dalla nostra sede, mentre ora si appresta a fornire una recensione dei cavi Invictus Ricable tutta sua…

Il duello

Dopo aver visto tutti quei cavi da mister Sergio, non ho potuto trattenermi dal chiedergli di provarne qualcuno. Così sono tornato a casa con un cavo di alimentazione da 2,5 metri,un cavo di potenza da 2 metri e un cavo di segnale bilanciato da 1 metro. Tutti rigorosamente blu (serie Invictus).

Attualmente, il mio impianto audio è così composto:

  • preamplificatore Accuphase 2410
  • amplificatore finale Pass XA 30.5 (in classe A pura)
  • sistemi di altoparlanti Sonus Faber Amati Anniversario

I cavi di alimentazione, segnale e potenza sono stati acquistati in USA al metro e successivamente completati da me. I cavi di alimentazione e potenza sono di rame PCOCC (Pure Copper Ohno Continuing Casting) al 99,9999% mentre i cavi di segnale sono in argento 7N (99,99999%). Praticamente comincio a verificare delle differenze: il singolo filo di rame nei miei cavi di alimentazione ha il diametro di 0,5 mm, mentre nei Ricable è 0,1 mm. Stesso diametro anche nei cavi di potenza. Ma i Ricable, nei cavi di potenza, hanno un diametro di 80 micron e sono 90 fili (filetti?!)!

Comincio ad avere una strana impressione. Voglio vedere e provare se sono meglio o peggio dei miei. Dunque non userò il mio condizionatore di rete Accuphase PS 1210, ma la ciabatta Monster Cable 1000 (con cavo modificato) e ancora la ciabatta neutra Wireworld. Dunque, collego la ciabatta MC 1000 alla presa a muro, poi inserisco il cavo Ricable in una presa. Nell’MC 1000 e all’altra estremità collego il Ricable alla presa Wireworld (tramite IEC). Infine alla Wireworld collego pre e finale. Aggiungo il lettore universale OPPO UDP 205 che mi servirà per i file Hi-Res di musica liquida (risoluzione DSD 128).

Inizio l’ascolto con il brano Gostas Waltz, del trio Treecircle label Opus 3. Mi concentro sui particolari. Il percuotere delle bacchette e delle spazzole sui piatti della batteria è eccezionalmente caldo, precisissimo, la batteria viene spinta in avanti nello scenario immaginario; si è immersi nel suono. Proseguo con la musica classica: Violin Sonata No. 3, Op. 45 di Edvard Grieg, label 2L. La violinista svedese Hemsing interpreta magnificamente la sonata; il violino d’epoca ha un suono forte, marcato e viene riprodotto in tutta la sua magnificenza. Il pianoforte non è da meno. La registrazione è eccellente e si sentono i martelletti percuotere le corde tese. Proseguo con la Sinfonia n. 7 di Beethoven diretta da Manfred Honeck con la Pittsburgh Symphony. Tremenda impressione, l’orchestra mi viene proiettata contro: immersione totale.

Scopro che un ingegnere del suono francese: Renè Laflamme recupera vecchi nastri di jazz, li digitalizza in DSD per la label 2XHD. È una bellissima scoperta, i nastri ripuliti e digitalizzati riportano alla luce i grandi classici del jazz. Comincio con Teddy Wilson (St. Louis Blues), proseguo con Ben Webster (Gentle Ben) e ancora con Benny Carter (Summer Serenade). Il suono old time esce in tutta la sua bellezza. Guardo questi grossi cavi blu: sono un fenomeno! Rimetto i miei PCOCC. Uhm, uhm. Accidenti, sono meno precisi, meno, meno, meno musicali, ecco. Vuoi vedere che debbo ancora cambiare i cavi?

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Questi Ricable cominciano a preoccuparmi. Sembra che la corrente passi più facilmente! In effetti sostituendoli ai miei e mantenendo fissa la manopola del volume, sembra che la pressione sonora aumenti. Psicoacustica? Forse, ma l’impressione è questa. Mah, adesso che ci penso, sono aumentati anche i bassi; infatti non uso più il loudness dell’Accuphase per gli ascolti a basso volume. Credo di aver capito. Mister Sergio e la sua banda hanno trovato un sistema per punzecchiare gli elettroni e farli andare più veloci!

L.R. Zanetti

Ringraziamo necessariamente, e ancora una volta, il signor Zanetti per la simpatia, il tempo e la cura con cui ci ha regalato questo racconto-recensione dei cavi Invictus Ricable, suddiviso in due parti.

Ricable custom header

Ricable Custom, il nuovo sito per l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi

A qualsiasi appassionato di Hi-Fi sarà capitato, almeno una volta, di desiderare un impianto che si adatti perfettamente alla propria abitazione. Uno dei modi per soddisfare questa necessità è quella di creare da soli cavi “su misura”con l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi. A questo scopo nasce Ricable Custom, che offre la possibilità di acquistare cavi di altissima qualità, di derivazione dai migliori cavi Ricable, e di ultimarli come si preferisce, per una personalizzazione totale sia a livello di lunghezza che di connettore del cavo, in base a gusti e necessità. Alla base di questo, però, c’è sempre il fattore qualità, che si muove sulle coordinate di un equilibrio perfetto dato dall’incrociarsi di performance, estetica e prezzo.

Molti degli storici vantaggi presenti sul sito Ricable sono disponibili anche nella sua divisione Custom. Basti pensare alla garanzia a vita, completamente automatica per chi acquista dal sito e attivabile in maniera semplice da parte di chi compra altrove. Immancabile è anche il supporto diretto a partire dalla chat in basso a sinistra del tuo schermo. Puoi scriverci quando vuoi in merito a tutti i dubbi che hai. Risponderemo il prima possibile. Per chi acquista da Ricable Custom è anche prevista l’opzione “soddisfatti o rimborsati”, che permette di effettuare il reso gratuito con le spese di spedizione interamente a carico nostro. Quelli che seguono sono gli ambiti e le aree che Ricable Custom ricopre.

Cavi Hi-Fi da te: l'autocostruzione domestica

Se siete degli autocostruttori e ambite a realizzare cavi per Hi-Fi o per l’home cinema con elevate performance, Ricable Custom è il supporto migliore per le vostre creazioni. Sul sito potete infatti trovare cavi al metro di tutti i tipi (speaker, di alimentazione, di segnale, coassiale, HDMI), connettori, spikes, calze per cavo e tanti altri accessori. Possibilità infinite sia a livello estetico che di progettazione di utilizzo per cavi capaci di adattarsi alla perfezione alle vostre esigenze e di sprigionare prestazioni di alto livello a prezzo contenuto. Oltre a ciò, su Ricable Custom godrete di garanzie concepite specificatamente per voi.

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Le installazioni Hi-Fi nel privato

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Se sei un installatore di impianti Hi-Fi e home cinema e devi cablare con qualità e affidabilità, Ricable Custom offre un prodotto performante a un prezzo imbattibile. Gli elementi dell’impianto devono avere una predisposizione precisa per non perdere nulla in termini di qualità. Perciò sarà necessario fare affidamento cavi che possano avere un accesso facilitato nelle canaline e che siano performanti anche quando si parla di distanze piuttosto ampie. In ambiente domestico è inoltre importante prestare attenzione alle interferenze prodotti da elettrodomestici o altri dispositivi; per questo è fondamentale montare cavi in possesso di una buona schermatura.

Le installazioni Hi-Fi per eventi

Se devi realizzare un impianto live, una sala conferenza, un impianto in filodiffusione, con Ricable Custom troverai supporti con performance uniche e durature. Proiettori di qualità, ledwall e sistemi di diffusione audio con casse, microfoni e mixer hanno bisogno di un trattamento specifico affinché l’evento in allestimento non sia un flop. Inoltre ambienti diversi richiedono un cablaggio diversificato, sia in termini di prestazioni che, soprattutto, di lunghezza. Grazie a Ricable Custom potrai realizzare, in totale autonomia, tutte le soluzioni che vorrai, per essere  sempre pronto in qualsiasi circostanza.

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L'autocostruzione e l'installazione cavi Hi-Fi nel car audio

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Sei un appassionato o un professionista di car audio? Ricable Custom ti offre una qualità da fuoriclasse per i tuoi impianti car Hi-Fi ad alte performance. Guidare, d’altra parte, è un piacere, tuttavia farlo ascoltando buona musica diffusa tramite un impianto che vada oltre, a livello di prestazioni, rispetto a quello di serie, è proprio un’altra cosa. Perché l’impianto sia messo a punto in maniera ottimale, però, servono cavi specifici capaci di adattarsi a un contesto piuttosto particolare come quello dell’automobile. Ricable Custom è la scelta giusta e ti permette di scegliere ciò che è meglio per te e per la tua vettura.

Insomma, a qualsiasi categoria tu appartenga tra quelle elencate, o se sei semplicemente curioso di conoscere il mondo dell’autocostruzione e dell’installazione di cavi Hi-Fi, sarebbe davvero un peccato se non facessi un salto su Ricable Custom. I processi produttivi dei prodotti Custom sono rigorosi e monitorati in ogni loro aspetto, per una qualità garantita e assoluta. Ti aspettiamo.

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La garanzia a vita Ricable (e tutti gli altri vantaggi). Qualità, sicurezza e supporto

«Le passioni non si sradicano: bisogna che ciascuno possa soddisfarle nei limiti della virtù» scriveva Lev Tolstoj, e questo vale tutt’oggi. La propria attrazione per l’alta fedeltà, che poi sfoci nell’ascolto di un brano o nella visione di un film, non può e non deve essere limitata, a patto che questa sia alimentata in maniera coscienziosa e oculata. Un modo per farlo è avere delle assicurazioni, a partire dalla garanzia a vita Ricable.

Acquisto sicuro. Forse.

il pensatore dubbio

Fatta questa premessa, arriverà prima o poi il giorno in cui decideremo di aggiornare il nostro impianto, sia a livello di elettroniche di cavi. Che l’acquisto sia fatto in un negozio fisico oppure digitale, poco importa. Nel senso che, comunque sia, daremo il nostro consenso a portarci a casa un prodotto a scatola chiusa. In teoria ciò su cui abbiamo investito del denaro, frutto dei nostri sforzi, dovrebbe migliorare l’ascolto, in pratica non ne abbiamo la certezza. E forse potremmo non averla nemmeno dopo avere terminato il breve (nella maggior parte dei casi) periodo di prova che ci viene concesso.

I veri intenditori di Hi-Fi infatti sanno bene che un nuovo componente, sia esso attivo o passivo, deve essere provato prima di tutto nel comfort del proprio ambiente domestico, e in seconda battuta deve essere testato per un periodo sufficiente da carpirne tutti i dettagli possibili a livello di scena, colore del suono e dinamicità.

Hi-Fi: come scegliere correttamente

Morale della favola: esiste un acquisto ottimale che presenta determinate caratteristiche, tanto più importanti quando si tratta una materia delicata come l’Hi-Fi. Il problema è che sono pochissimi i rivenditori che offrono ai consumatori tutti i vantaggi necessari per fare una scelta ponderata. Vediamo allora quali sono i tratti che un acquisto deve avere obbligatoriamente per consentire una scelta ponderata a chi compra:

  • Possibilità di verificare che il prodotto abbia performance sulla carta idonee.
  • Procedimento di acquisto semplice e veloce.
  • Spedizione gratuita al di sopra di un importo minimo.
  • Politica del “soddisfatto o rimborsato”.
  • Opportunità di effettuare un reso gratuito.
  • Garanzia a vita e garanzia on-site.
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Cosa offre Ricable? Garanzia a vita e altro ancora

Scegliendo Ricable si sceglie un prodotto di elevata performance, senza nessun rischio. Ma non è tutto. Chi si affida a noi per il cablaggio del proprio impianto sceglie di intraprendere un percorso insieme e può usufruire di quattro garanzie. La prima prevede che, come prescrive la legge, qualsiasi prodotto sia in garanzia per due anni, a prescindere da dove lo abbiate comprato.

La seconda garanzia è invece speciale. Per coloro che acquistano sul sito, semplicemente registrando il vostro prodotto a questo link, il cavo diventerà assicurato a vita. Per sempre, in pochi minuti. La garanzia a vita Ricable è inoltre on-site, senza nessun costo aggiuntivo per il cliente. Che voi siate in Argentina o in Australia, negli Stati Uniti o in Russia, manderemo noi un corriere, a nostre spese, a ritirare il prodotto, lo ripareremo o lo sostituiremo e, infine, ve lo invieremo nuovamente.

La terza garanzia prevede che solo gli acquisti effettuati su questo sito abbiano l’esclusiva garanzia “soddisfatti o rimborsati”. Se il prodotto, all’arrivo del pacco, non è come desiderate o ne volete un altro, dovete solo chiedere di fare il reso. È completamente gratuito, è previsto un rimborso e un corriere passerà, sempre a nostre spese, a ritirarlo. Il tempo a disposizione per effettuare questa operazione va ben oltre i quattordici giorni previsti dalla legge, visto che arriva a sessanta! Si tratta di un ragionevole quantitativo di tempo per fare tutti i test del caso a casa propria.

Ultima, ma non meno importante, è la garanzia legata al supporto, perennemente disponibile. Per ottenere aiuto in qualsiasi sua forma, non dovrete far altro che accedere all’area riservata e cliccare il pulsante “Assistenza e supporto” per aprire un ticket.

cavi caos immagine copertina

Tre gravi errori di cablaggio che degradano il suono del tuo impianto

Avere un impianto di alto livello e un cablaggio capace di metterne in luce i pregi è sicuramente la base da cui qualsiasi audiofilo degno di tal nome dovrebbe partire. È altrettanto importante, però, non perdersi in un bicchier d’acqua, rovinando le prestazioni di ciò che si è acquistato con anni di impegno, investimenti e studio. Dopo avere letto, in pochi minuti, questo articolo sul blog Ricable, conoscerai con chiarezza tre errori fondamentali di cablaggio da non commettere mai (o da correggere immediatamente!) che degradano il suono.

1° errore: utilizzare la stessa presa per tutto

La prima cosa da sapere è che bisogna evitare le prese a muro con multiple in serie, così come le multiprese di scarsa qualità. I problemi principali che sorgono quando se ne fa utilizzo sono i sovraccarichi, le interferenze generate da apparecchi diversi e i colli di bottiglia. La cosa ottimale sarebbe avere due o tre linee distinte dirette dal contatore, ma spesso è di difficile realizzazione.

prese elettriche caos

Perciò, un’alternativa valida e allo stesso tempo più facilmente realizzabile è acquistare una multipresa di qualità o meglio ancora un condizionatore di rete. Attenzione, però: in alcuni casi i clienti ci hanno segnalato che questi riducono la dinamica d’ascolto, come anche le multiprese filtrate.

2° errore: avere cavi arrotolati e grovigli

groviglio cavi telefono

Il secondo problema è che i cavi, se arrotolati in maniera circolare, soffrono dell’effetto antenna. Questo vuol dire che i grovigli di cavi favoriscono le interferenze tra apparecchi. Stessa cosa accade quando riscontriamo, nel nostro impianto, troppa vicinanza tra gli stessi componenti.

La soluzione, in questo caso, è utilizzare cavi schermati e curare attentamente il posizionamento di questi. Inoltre, se possibile, sarebbe meglio utilizzare delle fascette per tenere separati i cavi di segnale, di potenza e di alimentazione.

3° errore: non dare importanza a tutti i tipi di cavo

I cavi di minor qualità creano colli di bottiglia al segnale che non possono essere sanati da cavi migliori. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, infatti, il cavo non migliora il segnale, ma lo peggiora meno. I cavi di minor qualità, tra le altre cose, sono più soggetti a interferenze esterne. In definitiva risulta poco funzionale, ad esempio, avere un ottimo cavo di potenza e di segnale e poi usare cavi di alimentazione standard. Si vanifica il buono che i primi due possono fare.

La soluzione è dare importanza alla qualità di tutti i cavi dell’impianto, in particolar modo a cavi di segnale (sia analogici che digitali), di potenza e di alimetazione, che sono quelli che determinano maggiormente il risultato.

Ricable offre soluzioni definitive per ogni tipo di problema elencato. Tutti gli errori di cablaggio che degradano il suono ha la sua soluzione. Tutti i cavi offrono materie prime di alta qualità, geometrie ottimizzate nel segno della tradizione per la trasmissione del suono e tecnologie speciali, frutto di ricerca e sviluppo anticonvenzionali.

cavi hi-fi groviglio

Oltre alla qualità, Ricable vi offre la garanzia più totale sull’acquisto. Se non siete soddisfatti, potete rendere gratuitamente il prodotto entro sessanta giorni; mentre se il prodotto vi soddisfa, sarete tutelati a vita con la nostra speciale garanzia on-site. Vi invitiamo a visionare i nostri prodotti e di sciogliere i cardini che tengono ancora incatenato il vostro impianto!

recensione zanetti invictus speaker power impianto

La recensione-testimonianza del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus

Oggi vogliamo presentarvi una recensione un po’ particolare degli Invictus Power e Speaker, riportata fedelmente rispetto a come l’abbiamo ricevuta per una questione di trasparenza. È quella del nostro nuovo cliente, il signor Zanetti, che ha scoperto il marchio Ricable tramite una visita da un caro amico, Alessandro, audiofilo come lui. Tutto inizia con il solito momento di ascolto con il solito impianto di pregevole fattura, ma nel giro di poco le cose prendono una piega inaspettata, che porterà i due direttamente alla sede di Ricable…

Dopo la lettura della prima parte, potete trovare la seconda, pubblicata successivamente, a questo link.

Una visita d'agosto

Un giorno dello scorso agosto sono andato a trovare il mio amico Alessandro nel suo appartamento “domotico” e ci siamo apprestati, come al solito, ad ascoltare musica dal suo impianto Hi-End. L’impianto è particolarmente raffinato. L’elettronica è costituita da una meccanica McIntosh MCT 450 e da un amplificatore integrato con convertitore (DAC) McIntosh Ma 8900. Il sistema di altoparlanti è Sonus Faber “Serafino”. Ero abituato al suono di grande qualità che quest’impianto è in grado di restituire, ma questa volta ho sentito, dopo una trentina di secondi, qualcosa di diverso. Suonava Lars Erstrand (etichetta Opus 3). La registrazione era in origine analogica della massima qualità (probabilmente con apparecchiature Nagra). Ma ancora meglio è stato il processo di digitalizzazione effettuato in DSD 128.

«Cos’hai combinato?» dissi. La risposta mi fece sussultare. «Ho cambiato i cavi» mi rispose candido.

Bisogna ricordare che negli ultimi venticinque anni, penso che avremmo cambiato una trentina di cavi di tutti i tipi facendo i più strampalati esperimenti. Dunque mi concentrai sul suono. Il vibrafono di Erstrand suonava perfettamente rifinito, senza sbavature, perfettamente evidenziato nello spazio, senza rugosità o fastidio di sorta. La riproduzione era perfettamente trasparente con una specie di “doratura” dello strumento (non saprei cosa esattamente vuol dire, ma visceralmente mi sento di definirla così). Il pianoforte, poi, era uno spettacolo: trasparente e materico, perfettamente definito nello spazio. Altro strabiliante risultato era il percuotere delle spazzole sui piatti della batteria. I soliti altri parametri passavano in secondo piano rispetto alla trasparenza e alla “doratura”. La mia attenzione veniva catturata dall’interpretazione di Erstrand in maniera quasi infantile, nonostante fossi un audiofilo di lunghissimo corso.

recensione zanetti invictus speaker power

Sentiamo altre registrazioni ma l’impressione è sempre la stessa: trasparenza inusitata, doratura degli strumenti, localizzazione e rifinitura degli stessi. Lo spazio della collocazione degli strumenti è granitico. A questo punto chiedo ad Alessandro cos’ha combinato.

Egli, quasi con circospezione, mi indica due cavi di colore azzurro: uno di alimentazione e una coppia di cavi di potenza. Rimango allibito. Il cavo di alimentazione è collegato alla presa a muro e alimenta un condizionatore di rete della PS Audio. Tutti i cavi di alimentazione delle apparecchiature sono alimentate dal PS Audio con i suoi soliti cavi. Mi concentro sui cavi. Sono belli grossi! Prendo il calibro e misuro il diametro: cavo di alimentazione 20 mm; il cavo di potenza (altoparlanti) è uguale. Nome: RICABLE.

A questo punto voglio incontrare, se possibile, il venditore-produttore. Con mia grande sorpresa Alessandro mi dice che è italiano e che si trova a circa 25 km da Novara, in quel di Oleggio. Rapide telefonate. Si fissa l’appuntamento per martedì 2 settembre alle 11:00 (del mattino, ovviamente!). Arriviamo con circa quindici minuti di anticipo alla Ricable e sul cancello ci accoglie il proprietario: mister Sergio Modenesi.

Dopo i soliti convenevoli, inizio il mio martellamento con domande specifiche sui parametri elettrici e meccanici dei cavi che produce. Chiedo di visitare il magazzino, guardo con interesse le bobine con cavi e isolanti di tutti i tipi, interrogo continuamente Sergio su tutto. Finché arrivano le 12:15 e il mio amico Alessandro mi fa garbatamente notare che hanno tutti una fame da lupi e che sarebbe anche ora di concludere la visita.

Sono rimasto molto positivamente impressionato dalla competenza di Sergio Modenesi unita all’entusiasmo e all’energia dell’imprenditore. Ho scoperto che è un chimico come me e che ha lavorato nella polimerizzazione dell’uretano. Per nessuno dei suoi cavi usa PVC, polimero che può rovinare il rame e che potrebbe rilasciare il cloruro di vinile monomero, assai tossico. Ho apprezzato il lavoro certosino di ricottura del filo di rame dopo ogni fase della lavorazione e la scelta accurata dei tecnopolimeri isolanti. Mi ha anche raccontato che alcune aziende italiane sono all’avanguardia nell’estrusione dei fili di rame e nella produzione di tecnopolimeri specifici.

In conclusione, una visita positiva e illuminante. Sergio Modenesi rappresenta il meglio dei nostri piccoli imprenditori, unendo nella sua persona competenza, passione e molto lavoro.

L.R. Zanetti

recensione zanetti invictus speaker power

Ringraziamo il signor Zanetti per la sua preziosa recensione dei nostri Invictus Power e Speaker e cogliamo l’occasione per presentarvi i prodotti che ha scoperto, raggiungibili cliccando i bottoni che seguono.

AWG – misurare la sezione dei conduttori HDMI

A qualcuno, leggendo la sigla AWG, la prima cosa che sarà venuta in mente è il piercing. Il perché è presto detto. Questo sistema è infatti comunemente utilizzato per specificare le dimensioni dei gioielli per il corpo, soprattutto se piccoli. Ma questo dato risulta di fondamentale importanza anche per i cavi HDMI, specie per misurare la sezione dei loro conduttori. Ricable ottimizza la dimensione del trefolo del cavo Across a 25 AWG, mentre quella dei cavi Hi-End e Supreme a 24 AWG. Ma come misurare l’AWG nei cavi HDMI?

Come è nata la sigla e come si usa per misurare la sezione dei conduttori HDMI

L’acronimo sta per American Wire Gauge, un sistema standardizzato di misura della sezione dei fili. Questo viene utilizzato dal 1857, soprattutto nel Nord America. È importante considerare che questa misurazione è utilizzata solo per i conduttori solidi e tondi, ed è questo il motivo per cui si usa spesso nei cavi audio/video, inclusi quelli HDMI, perché è un valore riferito al singolo conduttore che, in base alla geometria del cavo, forma il conduttore finale, con trecciature di vario tipo. Infatti, se abbiamo un cavo con conduttore multifilare, quando diciamo che il conduttore è di 24 AWG, tale valore non è riferito a tutta la treccia, ma a ogni singolo filo che la compone. La sezione del filo (gauge) è un fattore importante per la determinazione della massima intensità di corrente che è possibile farvi scorrere.

All’aumentare del numero misurato corrisponde dunque un diametro del filo progressivamente più piccolo. Questo sistema di misura nasce dal numero di operazioni di trafilazione utilizzate per produrre un determinato diametro di filo. È chiaro che uno molto sottile richiedesse più passaggi attraverso la trafila rispetto a un filo a 0 gauge, ad esempio. È per questo motivo che all’aumentare del valore, diminuisce il diametro. Lo sviluppo di misure standardizzate ha razionalizzato il sistema. Inizialmente, invece, ogni produttore aveva il proprio sistema di misurazione.

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L’AWG per un cavo è determinato dall’area totale della sezione del conduttore, che determina a sua volta la sua capacità di trasporto della corrente e la sua resistenza elettrica. Poiché tra i vari fili ci sono anche piccole cavità, i cavi hanno sempre un diametro totale leggermente maggiore rispetto a un filo solido avente lo stesso AWG.

La tabella. Trucchi per ricordarsela a memoria e come funziona la sigla AWG

I vari rapporti tra i parametri sono quelli elencati nella tabella sottostante, utile per come misurare l’AWG per i cavi HDMI. Generalmente la tabella di conversione con il sistema metrico va da 0000 (4/0) fino a 44 AWG e interessa tutti i conduttori impiegati in commercio in ambito audio/video, cavi HDMI inclusi. Esiste però anche una regola mnemonica utile a facilitare i calcoli. Secondo questa, quando il diametro di un filo raddoppia, l’AGW si riduce di 6 unità; quando è la sezione di un filo a raddoppiare, l’AWG diminuisce di 3 unità. Infine, quando il valore AWG decresce di 10, la sezione e il peso aumentano di altrettante volte, mentre la resistenza si riduce di un fattore pari sempre a 10.

I cavi sono specificati con tre numeri: la dimensione complessiva AWG, il numero dei fili componenti il cavo e la dimensione AWG del filo. Il numero dei fili e l’AWG di un singolo filo sono separati da una barra. Ad esempio, un cavo 22 AWG 7/30 è un cavo 22 AWG composto da sette fili aventi dimensione pari a 30 AWG. Sono questi i valori che ci fanno capire come misurare l’AWG nei cavi HDMI.

Colloquialmente al sistema AWG ci si riferisce come gauge e agli zero nelle grandi dimensioni di filo ci si riferisce come aught. Ci si riferisce ai fili di dimensioni 1 AWG come one gauge; analogamente, diametri più piccoli sono pronunciati con il relativo numero intero positivo. Per dimensioni maggiori di fili (da #0 in su), la parola gauge diventa one aught, two aught e così via, in funzione di quanti zeri ci sono nel codice AWG. In altri casi la parola gauge è sostituita dalla parola number, che appare prima della dimensione.

La tabella di conversione dei cavi AWG. Come misurare i cavi HDMI (e non solo)

AWG Diametro mm Sezione (Area) mm²
0000 (4/0) 11,684 107,22
000 (3/0) 10,405 85,01
00 (2/0) 9,266 67,43
0 (1/0) 8,252 53,49
1 7,348 42,41
2 6,544 33,62
3 5,827 26,67
4 5,189 21,15
5 4,620 16,77
6 4,115 13,30
7 3,655 10,55
8 3,264 8,37
9 2,906 6,63
10 2,588 5,26
11 2,305 4,17
12 2,052 3,31
13 1,828 2,63
14 1,623 2,08
15 1,450 1,65
16 1,291 1,31
17 1,149 1,04
18 1,024 0,823
19 0,912 0,653
20 0,812 0,519
21 0,723 0,411
22 0,644 0,324
23 0,573 0,259
24 0,511 0,205
25 0,455 0,162
26 0,405 0,128
27 0,361 0,102
28 0,321 0,0806
29 0,286 0,0649
30 0,255 0,0507
31 0,227 0,0401
32 0,202 0,0324
33 0,180 0,0255
34 0,160 0,0201
35 0,143 0,0159
36 0,127 0,0127
37 0,113 0,0103
38 0,101 0,0081
39 0,090 0,0062
40 0,080 0,0049
41 0,071 0,0039
42 0,064  0,0032
43 0,056  0,0025
44 0,051  0,0020

Differenze tra cavi Hi-Fi: standard vs Hi-End

«Di’ Tuco, ti piace la musica?».
«La musica? Ah, sì che mi piace: fa bene alla digestione».

Il buono, il brutto e il cattivo

«Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito.
Questo è grave perché significa
spezzare
delle radici importanti della nostra storia».

Riccardo Muti

Sia che per noi la musica voglia dire elevare lo spirito ricordando secoli di storia, cultura e tradizioni, o che ci dia semplice supporto morale per la digestione della cena rimasta sullo stomaco, poco importa. Quel che è certo è che costituisce una componente della vita così intensa da condizionare la quotidianità di ognuno di noi. Dopotutto… cosa c’è di più bello per impreziosire il nostro tempo libero, se non ciò che ci rende più sereni?

Amore per l'Hi-Fi e l'Hi-End, senza compromessi

La musica sarà sempre il nostro fine, ecco perché i mezzi sono sempre di fondamentale importanza. Spesa e impegno sono le due coordinate sulle quali muoverci per realizzare il nostro impianto Hi-Fi a partire dalla sua forma più basica formata da sorgente, amplificatore e diffusori. A queste componenti, se cerchiamo di raggiungere la perfezione, potremo aggiungere condizionatore di rete, pre-amplificatore, un secondo amplificatore e tanto altro ancora.

Anni di messa a punto, upgrade e cesellamento acustico, però, possono essere vanificati in un attimo. O, almeno, molti di questi possono andare in fumo se non prestiamo la dovuta attenzione al cablaggio del nostro impianto. Il segnale sonoro passa per questi “ponti” (i cavi) quando va da un componente all’altro e, in questo frangente, un cavo può essere realmente determinante.

Ma quali sono le differenze tra cavi standard e Hi-End?
Va detto che un cavo non “suona”, di per sé, nel senso che è un elemento passivo e dunque non emette suoni e non può migliorare il segnale. In realtà potrebbe alterarlo contravvenendo al principio della ricerca dell’alta fedeltà!

L’eccellenza di un cavo diventa palese quando questo si avvicina il più possibile al lasciare completamente intatto il suono che riceve in ingresso, trasferendolo nel modo migliore alla sua fase di uscita. In poche parole: il cavo migliore trasporta il suono nel modo più simile a com’è stato registrato. Ecco perché fare affidamento su cavi di scarsa qualità può significare un importante collo di bottiglia, che strozza e deteriora il segnale tra un componente e l’altro.

Gli svantaggi di un cattivo cablaggio per l’impianto, che determinano le differenze tra i cavi standard e Hi-End, sono elencati di seguito:

  • degradano il suono
  • restituiscono poca trasparenza
  • hanno un dettaglio ridotto
  • rendono il suono non neutro
  • subiscono interferenze e fruscii
  • confondono la scena
  • fanno perdere di brillantezza il tuo ascolto
standard hi-end differenze

Non migliorano, ma peggiorano il meno possibile

Va da sé che maggiore è il numero di componenti dell’impianto, maggiore è l’importanza che i cavi assumono trasportando il segnale molte volte da un punto all’altro. È importante soprattutto mettere a punto tutti i cavi dell’impianto, perché neanche il migliore dei cavi può “curare” un segnale degradato in precedenza a causa di un collegamento precedente di scarsa qualità. Come abbiamo detto, può solo trattare al meglio il segnale nel suo ambito di competenza, cioè nel tratto che gestisce. Il cavo è dunque un elemento penalizzante nel momento in cui non gli si presta la dovuta attenzione; il gioco sta nel “togliere” al suono il meno possibile.

Ma da dove deriva il suono compromesso da un cavo di scarsa qualità?
Principalmente dai materiali economici con cui è stato costruito. Conduttori, connessioni, isolamenti, schermature e geometrie costruttive fanno la differenza su come il segnale viene trattato. Per altro non esiste nulla, nella realtà conosciuta, che non abbia conseguenze minori o maggiori rispetto all’ambito in cui si trova. Il tessuto, la dimensione ma anche il colore di un vestito, ad esempio, cambiano la percezione che abbiamo di esso e perfino come lo indossiamo. Ed è così per qualsiasi cosa; potrebbe essere il cavo la prima entità nel mondo conosciuto a essere totalmente ininfluente? Ma facciamo un esempio più pratico e meno teorico, di stretta attualità motoristica, su come sia importante pensare a ogni aspetto.

In occasione del Gran Premio del Belgio di Formula 1 del 1° settembre 2019, la scuderia Ferrari ha deciso di fare testare i suoi nuovi motori “Evo 3” alle scuderie satellite Alfa Romeo e Haas. La scuderia principale, dopo averne verificato l’affidabilità, ha adottato la stessa soluzione nel successivo Gran Premio di Monza dell’8 settembre. A parità di potenza motoristica, però, il risultato è stato ben diverso, con una bellissima vittoria della Ferrari. Il miglior piazzamento ottenuto dalle altre due scuderie è stato il nono posto del pilota Antonio Giovinazzi.

Come è potuto accadere? Al di là del talento di chi guida, tutto ciò che era collegato al motore e gli permetteva di funzionare e “dialogare” con le altre componenti, era importante tanto quanto la sua potenza, se non di più. Il punto è che, nonostante il cuore della vettura fosse identico, tutti quegli ingredienti meno evidenti (ma molto importanti!) fossero in un caso di qualità estrema, negli altri due un po’ meno.

Differenze tra cavi standard e Hi-End: la soluzione esiste

Esistono cavi Hi-End che nascono per permettere agli appassionati di godere della propria passione nel modo più autentico. Come? Puntando all’eccellenza quando si parla di struttura, materiali, conduttori, isolanti, terminazioni e così via.
La condizione necessaria è essere dotati di un impianto di una raffinatezza tale per cui la differenza di prestazione tra i vecchi cavi standard e i nuovi Hi-End possa sentirsi degnamente. Bisogna sempre prestare attenzione ad acquistare un sistema di cablaggio che sia proporzionale, a livello qualitativo, al proprio impianto, altrimenti rischieremo di non avere riscontri, pur avendo acquistato un prodotto migliore (a meno che l’acquisto non sia un investimento in vista di upgrade futuri). I cavi speciali vantano soluzioni ad hoc per eliminare tutte le problematiche descritte.

Ecco alcune tra le principali:

  • una schermatura, che può arrivare a essere triplice e dei più svariati materiali, per proteggere il cavo dalle interferenze
  • dei materiali isolanti ad alta efficienza
  • una gestione efficace dei conduttori, schermati, twistati con il suo gemello, di materiale purissimo e dai trefoli incredibilmente sottili
  • connettori di un materiale realmente adeguato alla funzione che devono svolgere

Le tecnologie esclusive Ricable per l'Hi-Fi e l'Hi-End

Dopo una importante fase di ricerca e sviluppo, Ricable ha applicato ai suoi prodotti le tecnologie innovative che ha sviluppato privatamente e ha reso ancora più evidenti le differenze tra cavi standard e Hi-End.

R-TEC – Ricable Technology Construction è sinonimo del lavoro specifico che Ricable ha eseguito sulle schermature, tale per cui in ogni progetto si è identificato quelle più efficaci contro le interferenze, sia per struttura che per materiale, al fine di determinare schermi efficienti e mai superflui.

Negli isolanti dielettrici sono stati inseriti nuovi materiali, generalmente non impiegati nella produzione di cavi Hi-Fi e Hi-End, a dimostrazione di una sperimentazione anticonvenzionale. Tra le innovazioni maggiori, l’impiego di nuove mescole termoplastiche che permettono di ottenere specifiche dielettriche migliori del polietilene e una flessibilità maggiore al PVC, oltre a preservare meglio le caratteristiche del rame di contatto. Altra importante novità è l’inserimento in alcuni modelli di un semiconduttore in germanio che riduce i rumori di fondo nel segnale audio (RNR System).

Nell’ambito dei conduttori invece è nata la tecnologia MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor.
In questo ambito le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) incredibilmente più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto a quello AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro, per un abbattimento dell’effetto pelle e della resistenza, oltre a una maggiore flessibilità e una migliore acustica.

In ultimo qualcosa di speciale, perché abbiamo appurato che l’impiego di connettori convenzionali in ottone può far perdere anche il 50% delle performance di una connessione e abbiamo dato il via a RCCP (Ricable Copper Connector Project), con l’obiettivo di costruire nuovi connettori con contatti in puro rame.
Dopo un lavoro durato oltre due anni, Ricable adesso è il primo produttore che realizza un’intera serie di cavi Hi-Fi audio (serie Invictus) con connettori completamente in rame e, per le altre due serie, i connettori sono sempre in rame, tranne per qualche eccezione, dove è stato necessario impiegare una lega di rame-tellurio, che in ogni caso è un conduttore decisamente superiore all’ottone.

Con le informazioni contenute in questo articolo abbiamo scoperto quel che la passione per la musica merita, ma anche cosa fare per evitare che venga compromesso il tuo obiettivo di riprodurla in alta fedeltà! La strada da percorrere affinché le tue elettroniche abbiano un rendimento superiore e d’eccellenza passa per la qualità Ricable, frutto di cura, attenzione e ricerca. Dai un’occhiata ai nostri prodotti e ricorda che TUTTI sono coperti dalla speciale garanzia a vita Ricable!

ponticelli hifi come collegarli

Come collegare i ponticelli e i cavi speaker

Quando compriamo un diffusore sul suo retro avremo, nella maggior parte dei casi, quattro morsetti, in coppie da due, a cui collegare il nostro cavo speaker, supportato da ponticelli di serie. Ma come collegare ponticelli e cavi speaker?

E a cosa servono i doppi morsetti? A collegare il nostro diffusore in bi-amplificazione o in bi-wiring.

Questi modi alternativi di collegamento, quasi sempre a uso e consumo di una ristretta cerchia di appassionati, se non vengono utilizzati, prevedono che i morsetti HF (high frequency) e LF (low frequency) rimangano ponticellati tra di loro. Lo scopo è far lavorare il crossover all’unisono.

Come mai i produttori di casse acustiche, visto lo scarso utilizzo di bi-amping/bi-wiring, producono diffusori con doppi collegamenti? Beh, è difficile dare una risposta precisa, ma si può ipotizzare che sia per offrire un prodotto più versatile e completo. Oppure perché fanno “più scena” e attirano maggiormente l’attenzione degli acquirenti. Certo è che ci sono quasi su tutti i diffusori e di conseguenza vanno capiti e gestiti a dovere, per evitare che un possibile vantaggio diventi uno svantaggio.

Subito dopo avere effettuato l’acquisto delle nostre nuove casse, ci metteremo a montarle e saremo colti da un dubbio. Il cavo speaker che va dall’amplificatore alle casse sarà bene collegarlo alla coppia in basso oppure in alto? Cioè all’ingresso destinato ai bassi o alle alte frequenze? E soprattutto, i ponticelli dati in dotazione dal produttore delle casse saranno adeguati al compito che devono svolgere oppure manderanno in fumo i nostri sforzi per migliorare la qualità dell’audio emesso dall’impianto?

Come collegare i ponticelli. In alto o in basso?

La fondamentale importanza dei ponticelli nasce dal fatto che, con il passare del tempo, i produttori di diffusori hanno deciso di fabbricare casse dotate di due paia di connettori e, dunque, un crossover diviso. Il ponticello si rende necessario per portare il segnale sia alle alte che alle basse frequenze. Ma, in mono-wiring, dove è meglio collegare il proprio cavo speaker? Sotto o sopra? È una domanda che si pongono in tanti e a cui proveremo a dare una risposta.

Qualcuno sostiene che il cavo che parte dall’amplificatore debba raggiungere i morsetti del tweeter (o meglio dei medio-alti) e non quello dei bassi, lasciando agli “spezzoni” o ai ponticelli il compito di portare il segnale ai morsetti del woofer. Le alte frequenze sono la porzione dello spettro audio più delicata e sensibile, anche per via delle basse tensioni in gioco. Sempre secondo queste opinioni, per questa ragione è meglio che il segnale dall’amplificatore raggiunga i morsetti del tweeter senza che siano interposti altri spezzoni di cavo o sbarrette metalliche (in parole povere: si minimizza, in sostanza, la resistenza di contatto).

ponticelli hifi come collegarli
ponticelli hifi come collegarli

Altri, invece, credono sia meglio fare il contrario, cioè privilegiare il woofer, ossia il componente che richiedere maggiore potenza. In realtà le differenze sono minime, e solamente di rado cambia veramente qualcosa. Quello che consigliamo è innanzi tutto di accertarvi che il ponticello non faccia da collo di bottiglia nel vostro impianto (vedi sotto come) e successivamente fare dei tentativi in base al proprio orecchio e al proprio impianto per capire se cambia qualcosa.

Non esiste niente di qualitativamente migliore di ciò che più ci piace, anche in base alle nostre suggestioni o abitudini. Si può fare inoltre riferimento alle istruzioni che accompagnano il prodotto. È pur vero che si tratta di una decina di centimetri di cavo e, a meno che la qualità non sia particolarmente bassa, non si pone il problema. Se non fosse che, a volte, i ponticelli di serie sono effettivamente di qualità infima: una piattina di ottone.

Come capire se i ponticelli sono buoni e all'altezza del nostro impianto

Per quanto riguarda i ponticelli, per verificarne la bontà, sarà possibile solo provare a spostare i cavi speaker dai morsetti posti in basso a quelli posti in alto, e viceversa, ma saranno svariate le deduzioni che potremmo trarne. Vediamo allora di fare tutte le ipotesi possibili e trarre tutte le conseguenze immaginabili a proposito del come collegare i ponticelli e i cavi speaker. Ecco l’elenco delle possibilità, presentato in maniera schematica ma esaustiva:

  • spostiamo la posizione dei ponticelli; se il suono cambia, probabilmente i ponticelli fanno da collo di bottiglia e consigliamo di cambiarli per una resa ottimale;
  • se il suono non cambia, forse i ponticelli svolgono in maniera eccellente il proprio lavoro e sono adeguati all’impianto.

Attenzione, però. Nel caso il suono non cambi, si devono considerare anche i seguenti aspetti:

  • se il suono non cambia, può essere che i cavi speaker siano di così basso livello da non riuscire a trasmettere abbastanza dettagli da farci percepire differenze;
  • un’altra ipotesi, se il suono non dovesse cambiare, potrebbe essere che l’impianto non sia sufficientemente rivelatore e il ponticello non agisca in maniera adeguata sul suono.

Fatte le dovute prove, vi trovate nella necessità di sostituire i ponticelli delle vostre casse acustiche. Tenete presente che questi dovrebbero essere di qualità uguale o migliore rispetto ai conduttori che compongono i vostri cavi di potenza – l’ottone non va bene.

Per una scelta senza compromessi, Ricable propone i suoi ponticelli Dedalus e Invictus, con i primi ottimizzati anche per la serie Magnus o altri cavi speaker di minor pregio. Questi sono disponibili nella versione forcella/forcella così come in quella forcella/banana. È inoltre possibile richiedere una lunghezza personalizzata. Per quanto riguarda i cavi speaker, invece, la scelta è più variegata e riprende le quattro, ormai classiche, serie Ricable, ossia Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

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