impianto massimo

Recensione #5 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Massimo foto
Dal gruppo Be Connected

Massimo R.

Sorgente: CocktailAudio X50

DAC: Dedicato: Lector Digicode 2.24 Hz

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Estro Armonico Nordlys

Amplificatore Finale: Audio Innovations The First

Diffusori acustici: Quad ESL63, Acoustic Research AR-3A, Altec A7

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimo per il tempo che ci ha dedicato.

Eccoci alla disamina finale…

Eccoci alla disamina finale di questo cavo top di gamma; la prova si è svolta sul mio impianto principale composto da pre L2 e finale The First Audio Innovations, sorgente CocktailAudio X50 con DAC Lector Digicode e diffusori Quad ESL63; l’Invictus collegava il DAC al pre. Fin da subito mi è sembrato di essere di fronte a un cavo “serio” dalla costruzione solida e anche bello da vedere; al primo ascolto, quello che più mi ha colpito è stato il basso bello pieno ma veloce e controllato, e la dislocazione degli strumenti veramente ottima, la timbrica sana e molto piacevole, buona la trasparenza e la neutralità.

Il cavo con cui l’ho raffrontato, non con uno “attacca e stacca” ma tenendo più giorni un cavo per poi passare all’altro, è il White Gold Infinito I°. Dire che uno sia meglio dell’altro non me la sento, sono diversi, ognuno con le sue peculiarità che esaltano più o meno alcuni parametri, ad esempio l’Invictus sposta un po’ più in avanti la scena e ha un pelo di dettaglio e profondità in meno, di contro il suo basso e il corpo che dona agli strumenti sono di prim’ordine come la sua musicalità (cosa che rende gli ascolti veramente piacevoli). In conclusione l’Invictus è un cavo che consiglio di provare e che reputo eccezionale soprattutto per il rapporto costo/prestazioni veramente alto.

invictus massimo
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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


diffusori acustici casse impianto Hi-Fi migliore

Come migliorare il tuo impianto Hi-Fi gratis (o quasi)

Non sempre bisogna mettere mano al portafoglio per migliorare il rendimento del proprio impianto Hi-Fi. A volte, infatti, anche solo avendo elettroniche di buona, anche se non eccelsa, fattura, è possibile fare esprimere loro un rendimento notevole. Come? Limitandosi a prendere qualche accorgimento di massima oppure facendo diventare routine preziose, ma non dispendiose, pratiche quotidiane. Invitiamo a seguire i consigli che daremo effettuando le prove con un disco che sapete per certo abbia una buona incisione, ma sopratutto non sia registrato in studio. Le registrazioni migliori sono quelle live o a presa diretta, dando la propria preferenza a musica orchestrale, cori o ancora jazz session. Questo purché conosciate bene i brani di riferimento.

Cavi ordinati e Hi-Fi

La prima precauzione che possiamo avere per il nostro impianto Hi-Fi, specie se questo mano a mano si arricchisce di più componenti, è quello di mantenere ordinato (tramite fascette) e pulito il cablaggio. Cablaggio che, lo diamo un po’ per scontato, sia di un livello direttamente proporzionale all’impianto in proprio possesso. Altrimenti un intervento ancor più impellente è quello di sostituire immediatamente i cavi, che magari sono ancora quelli avuti in dotazione con le elettroniche. Bisognerebbe cercare, per quanto possibile, di separare almeno alimentazione e segnale, specie se non si utilizzano cavi bilanciati per i secondi e/o cavi di alimentazione di qualità che offrono una schermatura valida. Sarebbe bene evitare anche cavi di potenza di lunghezza differente, così come acquistare cavi della minor lunghezza possibile, sia per ridurre i costi sia per avere migliori prestazioni. Quest’ultimo è però un discorso più che altro accademico, difficilmente l’orecchio umano riesce a distinguere la differenza di suono emessa con cavi lunghi due metri al posto di tre, soprattutto se la qualità di questi ultimi è elevata.

Bando alle interferenze

La seconda “regola” è di non porre (altre) interferenze laddove non ce ne sia bisogno. Soprattutto oggigiorno, in cui smartphone e tablet, a volte, arrivano a fare parte dell’impianto stesso, è bene evitare che ci sia un caricabatterie di un cellulare costantemente connesso insieme agli altri cavi di alimentazione del sistema. Meglio collegarlo a prese e o multiprese separate, se proprio dobbiamo ricaricare  il nostro dispositivo.

La posizione dei diffusori nell'impianto Hi-Fi

Il terzo provvedimento che possiamo prendere, forse il più importante per migliorare il tuo impianto Hi-Fi, è posizionare i diffusori in maniera corretta – premesso che ognuno di noi vanta gusti e preferenze personali. È un aspetto che approfondiremo meglio in un articolo separato. Per ora, limitiamoci a immaginare un ipotetico triangolo equilatero i cui punti siano formati dai due diffusori e dalla testa dell’ascoltatore (non dal divano!). Da tenere in considerazione è anche l’altezza dal pavimento degli altoparlanti per i medio-alti, poiché determina l’altezza della scena sonora. Altri accorgimenti sono la rimozione di superfici riflettenti tra voi e i diffusori (basta usare anche solo una coperta) e non posizionare il mobile Hi-Fi tra i diffusori, ma lateralmente.

smartphone samsung

I ponticelli sono fondamentali per migliorare il rendimento sonoro

Un quarto provvedimento è legato ai ponticelli in ottica bi-wiring. Questo tipo di connessione è inutile in prodotti che non siano Hi-End, per cui nella maggioranza degli impianti optare per i ponticelli è la scelta migliore. Un cavo da 100 euro, al di là di tutto, è migliore di due da 50 euro. Ma investire il proprio budget in ottimi diffusori e cavi per poi far passare il segnale in un pezzo di ottone usato come ponticello non aiuterà la prestazione finale. Nel caso i diffusori fossero dotati di doppio connettore, una delle prime cose da fare è sostituire i ponticelli in ottone con un pezzetto di cavo uguale o migliore rispetto a quello che avete utilizzato tra amplificatore e diffusori.

La gestione delle elettroniche dell'impianto Hi-Fi

Numero cinque: livellare (cioè mettere in bolla) e separare le elettroniche. Per quanto riguarda la prima azione, è un discorso che riguarda soprattutto le fonti analogiche, ma si può estendere anche a quelle digitali. Questo articolo nasce per mettere in evidenza tutti quegli accorgimenti che, a zero budget, possono affinare ciò che ascoltiamo. E un provvedimento di questo tipo non costa proprio nulla. Più o meno lo stesso discorso si applica alla separazione delle elettroniche. Un amplificatore a causa del trasformatore vibra, cosi come vibra un lettore CD per la sua meccanica o un giradischi per il suo motore. Separare ogni singolo componente riduce il disturbo che ognuna di queste vibrazioni apporta alle altre elettroniche.

dettaglio shucko invictus

La polarità delle prese schuko

Ultimo ma non meno importante consiglio è quello di fare attenzione alla polarità delle prese schuko. La polarità però, quasi sempre, non viene segnalata, anche se si parla di prodotti concepiti per l’Hi-Fi. La ricerca della fase è da fare a orecchio, dunque, oppure tramite un cercafase. Ce ne sono anche di estremamente economici. Invertite la spina della sorgente e verificate se c’è un cambiamento per capire se anche quest’ultimo consiglio per migliorare l’impianto può apportare dei benefici.

Bene, questi sono sei piccoli passi in avanti per migliorare il tuo impianto Hi-Fi. Ma certamente è impossibile esaurire in un articolo tutte le casistiche che si possono presentare in campo audiofilo. Pensiamo solo a tutte le variabili che si possono ottenere incrociando elettroniche, sale e cavi differenti tra loro. Per questo motivo, non esitate a contattarci per un tipo di supporto personalizzato cliccando il bottone sottostante. Chat sul sito, telefono, Facebook oppure una visita in sede… scegliete voi il mezzo che preferite!

recensione luigi meazza

Recensione #4 – Cavo di Segnale Dedalus Signal – Prova un Ricable

Luigi
Dal gruppo Be Connected

Luigi M.

Sorgente: Lettore CD/SACD Sony XA5400ES

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Threshold FET Ten/hl

Amplificatore Finale: Nad C272

Diffusori acustici: Mirage m3si

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Luigi per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione e l’estetica del cavo sono veramente ottimi, connettori e guaina protettiva di ottima fattura.

recensione luigi meazza
recensione luigi meazza
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Il test è stato eseguito in cinque giorni ascoltando per circa dieci ore musica di vario genere con vinili, CD/SACD e musica liquida tramite porta USB. In particolare il cavo è stato collegato tra:

  • Sorgente SACD/CD Sony XA5400ES vs preamplificatore Threshold FET Ten/hl.
  • Preamplificatore Threshold FET Ten/hl vs prephono Rotel RQ-970BX.
  • Preamplificatore Threshold FET Ten/hl vs amplificatore NAD C272.

Il resto dell’impianto è composto da:

  • Giradischi Rega RP1 con testina Elys2.
  • Lettore multimediale Pioneer N-50.
  • Diffusore Mirage m3si.

Tutti i cavi sono Musical Fidelity Nu-Vista sia per il segnale che per la potenza. Cavo Cablerie d’Eupen per le alimentazioni componenti e tra contatore e presa impianto. La stanza di ascolto è un parallelepipedo di 10 m di lunghezza per 4,5 m di larghezza con un’ottima assorbenza acustica dovuta soprattutto a tende e arredi. Pareti interne in cartongesso. Casse distanziate dalla parete di fondo di circa 1,5 m e tra loro per esattamente 2 m.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto è stato da subito molto piacevole in ogni combinazione e in ogni genere musicale con una ottima tridimensionalità del suono ed eccellente precisione delle figure sonore collocate all’interno dell’evento musicale registrato. Anche con i CD più “difficili” il cavo è riuscito a non farmi rimpiangere il mio Nu-Vista nascondendo però gli eventuali difetti di alcune registrazioni. Alla fine direi un suono preciso ed accattivante. Ho utilizzato molti brani da vari album scegliendo quando possibile i più brevi. Ascoltati alternando singolarmente per ogni traccia prima con i Nu-Vista e subito dopo con i Dedalus tra Pre vs SACD. Le prove tra gli altri componenti sono state eseguite solo con un brano di classica, uno di rock e uno di jazz.

recensione luigi meazza
recensione luigi meazza
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

L’unica differenza rispetto al riferimento che uso è l’estensione in frequenza sia sulle bassissime che sulle altissime frequenze; infatti con i CD di mio riferimento mancavano in maniera evidente in particolare il SACD dedicato alle musiche di Jerry Goldsmith. Secondo il mio modesto parere, uno dei CD da avere assolutamente, registrato dai tecnici Pentatone su ordine Telarc.

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Cosa ti è piaciuto?

– La costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #3 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Michele
Dal forum Gazebo Audiofilo

Michele A.

Sorgente: Musical Fidelity m2scd

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Audio Innovation L1

Amplificatore Finale: N. 2 Musical Fidelity M50

Diffusori acustici: Rega Jura

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Michele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Esteticamente piacevole e costruttivamente ben fatto.

magnus power iniziativa prova un ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho cercato le eventuali differenze collegando e scollegando altri cavi.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato diversi brani degli Yes, come Yours is no Dusgace, alcuni pezzi di Gary Boyle per la Naim, diversi brani degli Style Council.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Mi è sembrato che il cavo abbia esaltato gli acuti e un po’ i medi, anche se sugli acuti mi è sembrato un suono più metallico.

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Cosa ti è piaciuto?

– La fattura
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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Cosa miglioreresti?

– Il diametro secondo me spropositato

musica band giallo

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Dedalus (speciale Natale)

Almeno in teoria, l’odissea del nostro cliente, il signor Zanetti, doveva essere formata da due puntate (per chi se le fosse perse: ecco i link alla prima e alla seconda). In pratica, invece, le sue peripezie che coinvolgono anche Ricable si sono estese fin quasi a Natale, tant’è che oggi pubblichiamo il racconto scritto di proprio pugno da Zanetti in merito all’esperienza con i cavi della serie Dedalus, per quella che dovrebbe essere veramente la terza nonché l’ultima puntata del racconto. Forse. Vi auguriamo una buona lettura con quella che è una recensione dei cavi Dedalus Ricable.

Effetto giallo

Dopo aver provato i cavi blu (Invictus) sono rimasto profondamente perplesso. Com’era spiegabile una così marcata differenza tra i miei pur buoni cavi e questi ultimi? Ho avuto bisogno di consultare un buon testo di fisica classica per chiarirmi il “mistero”. I miei cavi sono autocostruiti. Ho tenuto presente la purezza del rame, l’isolamento contro le radiofrequenze e la qualità dei connettori. Oggi tutto ciò non è più sufficiente per un audiofilo accorto e informato.

Bisogna almeno aggiungerci un sistema di riduzione del rumore “attivo”. Qualcuno dirà: «Ma quale rumore?». Dalla fisica si apprende che il movimento degli elettroni in un cavo genera rumore (noise)! Generalmente per gli usi comuni (illuminazione, elettrodomestici, riscaldamento) questo “rumore” viene ignorato, ma per usi più specialistici (in apparecchiature di misura, nelle tecniche analitiche d’avanguardia, in campo astronomico e così via) bisogna tenerne conto e cercare di ridurlo con dei “filtri”più o meno complessi.

Esaminando attentamente le descrizioni dei vari tipi di cavi Ricable si scopre che viene usata una tecnica chiamata: Ricable Noise Reduction, che tradotta significa: sistema di riduzione del rumore Ricable. E cosa si usa per fare ciò? Un semiconduttore (cioè un transistor) al germanio. Questo accorgimento tecnico all’avanguardia permette di fare la differenza con un cavo “classico”. In impianti di un certo pregio la differenza è eclatante! Dopo essermi chiarito le idee sul perché di una così rilevante differenza, sono tornato da mister Sergio e ho comperato, senza provarli, tre cavi di alimentazione, due cavi di segnale e un cavo di potenza (altoparlanti). Avendo un budget limitato non ho comperato quelli blu, ma quelli giallo-arancio.

speaker dedalus

Ero teoricamente sicuro che sarebbero andati benissimo (forse!). Con trepidazione li ho sostituiti ai miei e ho cominciato l’ascolto con i miei file di riferimento. Dico subito che è andata benone! Le differenze con i blu ci sono e non potrebbe essere altrimenti; ma sono differenze di livello “nobile”. Per esempio definizione e accuratezza delle frequenze medio-alte è irraggiungibile. La delicata doratura del percuotere delle spazzole sui piatti della batteria diminuisce un poco con Dedalus. Sono differenze tutto sommato accettabili visto il prezzo. Sollevando il cavo di alimentazione si può da subito percepire la qualità del materiale: il cavo pesa! E non poco.

La spina Schuko e la presa IEC sono di eccellente qualità e solidità. Le connessioni degli altoparlanti sono sicure e bisogna applicare un piccolo sforzo per inserirli negli appositi fori. E così ho cambiato ancora i cavi! Speriamo che la tecnologia di questi ”cosi” non cambi troppo rapidamente!

L.R. Zanetti

Ringraziamo per l’ennesima volta il signor Zanetti per questa testimonianza pre-natalizia che costituisce una recensione a tutti gli effetti dei cavi Dedalus Ricable.

Recensione #2 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Davide
Dal gruppo Facebook Be Connected

Davide G.

Sorgente: Yamaha CD-S2000

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Audio Analogue Puccini Anniversary

Diffusori acustici: Aliante Linea PF

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Davide per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

L’audiofilia ha conosciuto ormai da diverso tempo un argomento di dibattito sempre più sostenuto, circa l’importanza dei cavi nel complesso sistema della catena Hi-Fi che ogni appassionato tenta di realizzare al meglio delle sue possibilità.
Ammetto che il tema ha catturato il mio interesse da non molto, ovvero da quando fra amici si è diffusa l’abitudine di scambiarsi i rispettivi cavi, così dando la possibilità di testare con cavi differenti l’impianto di riferimento.
Seguo Ricable proprio a seguito di uno scambio temporaneo che mi fece venire in possesso di un cavo di segnale bilanciato, che in sostituzione del mio consueto RCA, da lettore cd ad amplificatore, aveva dato esito molto buono.
I cavi di alimentazione, per contro, noto che appassionano forse meno delle altre categorie, perché il loro apporto alla migliore resa del sistema si scontra inevitabilmente con i problemi derivanti dalla rete domestica, spesso disturbata e soggetta a sbalzi d’intensità poco gradevoli. E allora da qui la corsa al cablaggio di qualità, ai filtri, alle superprese multiple spaziali, che finiscono per far perdere, oltre a molti soldi, anche il senso del contributo che un cavo di alimentazione possa davvero apportare al buon suono.
Però, a dire il vero, Dedalus Power DP15 mi ha stupito per aver risolto da subito, appena installato, un problema che mi perseguitava da tempo.
Ma andiamo con ordine.
Il cavo è arrivato da Ricable in tempi estremamente veloci rispetto alla mia decisione di aderire alla campagna prova. Ed è giunto in un packaging di qualità estrema. Nonostante il suo peso rilevante, ha sorpreso la sua maneggevolezza, che mi ha consentito di collegarlo con facilità, seppur disponendo di uno spazio posteriore fra elettroniche e presa di corrente non agevole. Rispetto al cavo in uso abituale, di nota marca olandese, Dedalus DP15 si è dimostrato più morbido, pur pesando quasi il doppio.
I connettori risultano di una solidità che non ho finora riscontrato in altri cavi e nel confronto di cui sopra Dedalus vince davvero facile.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho voluto provare il cavo prima in collegamento al lettore CD (marca Yamaha modello CD-S2000, lettore SACD). Non ho avuto impressioni evidenti di differenza rispetto al cavo utilizzato d’abitudine, se non un senso di maggiore ampiezza del palcoscenico, specialmente con esecuzioni di classica.
Ma la vera differenza si è potuta apprezzare in collegamento dell’amplificatore.
Ho accusato purtroppo da diverso tempo un fastidioso ronzio sul mio ampli (marca Audio Analogue, modello Puccini Anniversary), impercettibile il più delle volte, ma abbastanza evidente in alcune ore del giorno, coincidenti con il sovraccarico della rete, ma anche in orari notturni, a causa forse di cali programmati nell’erogazione.
Ebbene, non appena ho collegato l’amplificatore alla rete attraverso il Dedalus, non è stato più percepito alcun disturbo. E questo risultato è stato per me un gran sollievo.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Dicevo di un suono più ampio, specie in brani di classica: il pianoforte di Sakamoto in Merry Christmas Mr. Lawrence e di Debussy in Clair de lune ha riempito la stanza, secondo una tridimensionalità che, paradossalmente, mi è parsa più evidente a volume medio-basso che a volume superiore.
Ecco una sensazione, che è divenuta tangibile, fisica, giacché il dito non ha più cercato la manopola del volume. Dedalus mi ha permesso ascolti eccellenti a volumi contenuti, soprattutto nei brani di pop rock: Magic dei Coldplay, così come Wonderwall degli Oasis non hanno richiesto i soliti volumi cui ero abituato, ma hanno potuto diffondere tutta la loro energia anche a volume limitato.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Ebbene, credo che quello che si può chiedere a un cavo di alimentazione, Dedalus lo garantisce, in termini di maneggevolezza, cura costruttiva, importanza fisica dei connettori e loro sicuro effetto sulla pulizia della corrente erogata verso le elettroniche. Gli effetti sul suono, per quanto soggettivi, non possono che essere la logica conseguenza di quanto sopra.
Il silenzio dello stand-by, non più corrotto dal fastidioso ronzio che mi perseguitava, è l’evidenza che, più di ogni altra, avrei voluto. E Dedalus DP15 me l’ha data.

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Cosa ti è piaciuto?

– Effetto di pulizia in erogazione della corrente
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #1 – Cavo di Potenza Primus Speaker – Prova un Ricable

Laura
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Laura C.

Sorgente: Cyrus One Rega P3 Onkio 7030 Chario Sonnet

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Cyrus One

Diffusori acustici: Chario Sonnet

La seguente recensione del cavo di potenza Primus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Laura per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo è realizzata con estrema cura, ti dà proprio la percezione del prodotto ben realizzato, con cura, e con un occhio anche all’estetica, cosa che non guasta vista l’ubicazione in salotto dell’impianto.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Premetto che prima usavo un cavo autocostruito da mio marito, tecnico elettronico con centro vendita e assistenza amplificatori valvolari.
Ho usato dischi che conosco benissimo e amo, su formato SACD, e ho iniziato prima con il cavo di segnale.
La differenza è stata fin da subito molto evidente, con un suono più trasparente e cristallino.
Differenza che, per onore di cronaca, non ho avvertito con i cavi di potenza. Premetto che stiamo parlando di un impianto di qualità sì, ma non certamente Hi-End… E stiamo parlando di una linea di cavi entry level.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

I brani utilizzati sono stati, Pink Floyd The Wall, Pollini concerto in C per piano e orchestra, Arturo Benedetti Michelangeli Chopin Sonates, Kenny G.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come già esposto, nel cavo di segnale, tantissime. Per fare un paragone in ottica, è come se si fosse corretta una leggera miopia.
Non vogliatemene, nel cavo di potenza, non ho percepito differenze significative di nota, ma essendo così ben costruito, con un impatto estetico forte ma discreto in posizionamento nell’ambiente domestico, lo tengo volentieri.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità costruttiva
– Estetica
– Garanzia a vita
– Prodotto in Italia

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Cosa miglioreresti?

– Non ravvedo nulla di negativo negli esemplari in prova in mio possesso

interferenze oro su sfondo nero

Come scovare ed eliminare interferenze nel proprio impianto Hi-Fi

Uno dei problemi più fastidiosi per chi possiede un impianto Hi-Fi consiste nelle interferenze che rovinano il suono emesso. Queste possono tradursi in ronzii o fruscii durante la riproduzione del brano che stiamo ascoltando o del film che stiamo vedendo. Niente di più seccante, per un appassionato. Dunque, come eliminare le interferenze nel proprio impianto Hi-Fi? Bisogna innanzitutto premettere che ci sono accorgimenti che ci permettono di individuare in una maniera più veloce di altri il problema, senza però eliminarlo. Per quello, bisognerà prendere provvedimenti un po’ più drastici di quelli che stiamo per elencare.

Che cosa fare e in che modo indagare sulle interferenze?

detective che indaga con lente d'ingrandimento

La prima cosa da fare è ridurre il proprio sistema al minimo indispensabile. La maggior parte degli impianti Hi-Fi sono formati da sorgente, amplificatore e diffusori, ma in quanto a componentistica un appassionato può sbizzarrirsi finché vuole tra condizionatori di rete, preamplificatori, doppie amplificazioni e tanto altro ancora. Ce n’è davvero per tutti i gusti e l’assetto di un impianto è dato esclusivamente dalla volontà di chi lo possiede. Per capire più agilmente dove risieda il problema, tuttavia, sarà il caso di ridurre il nostro impianto alla formazione inizialmente descritta. Parola d’ordine: semplificare.

Fatto questo, bisogna isolare il problema e intuire dove risieda. Risulta obbligatorio eseguire un intervento alla volta e, allo stesso tempo, prendere nota delle migliorie o dei peggioramenti di ogni singolo step. Nel momento in cui dovessimo intervenire su più sezioni contemporaneamente, non avremmo altrimenti alcun fondamento solido sopra cui appoggiarci.

La carta stagnola per scovare le interferenze

Un mezzo per capire dove intervenire, alla portata di tutti e immediato, costituisce nell’avvolgere, con carta stagnola e uno alla volta, i cavi che collegano la componentistica dell’impianto (sorgente, amplificatore e diffusori, dunque, stando a quanto abbiamo scritto sopra). Un foglio di alluminio, nonostante sia a dir poco essenziale, è pur sempre una schermatura, dunque in grado di proteggere il segnale dalle interferenze che stiamo cercando. Non annullerà il problema, sia chiaro. Per questo servono sì schermature, ma di livello ben diverso sia per quanto riguarda i materiali che per la geometria con cui sono costruite. Tuttavia ci aiuterà a comprendere dove questo risieda. Chi ben comincia, è già a metà dell’opera.

carta stagnola con riflesso oro

Avvolgeremo allora prima il cavo di segnale (più soggetto degli altri a interferenze) nella stagnola, e dopo questa operazione potranno accadere due fatti:

  1. Non cambia nulla.
  2. C’è una variazione nell’interferenza audio (potrebbe essere anche peggiorativa).

Se si manifesta la prima ipotesi, andremo avanti isolando un altro cavo, lasciando in essere il primo intervento, fino a quando non si manifesterà un cambiamento della situazione. La cosa importante è sempre fare una sola variazione per volta.

E’ importante segnarsi ogni variazione in questa fase di test e, dopo avere effettuato una rapida analisi delle informazioni che abbiamo a disposizione, cominceremo ad avere un quadro un po’ più definito delle interferenze presenti nel nostro impianto.

Ricable contro ogni interferenza nel tuo impianto Hi-Fi

Siamo consapevoli che le interferenze sono ostiche da scovare, ed è proprio per questo che ci mettiamo a disposizione del cliente per aiutarlo in questa analisi, al fine di scovare il colpevole del difetto d’ascolto. Se l’interferenza dipende dal cablaggio, siamo anche in grado di fornire il supporto migliore per eliminare la causa del problema e migliorare sensibilmente l’esperienza d’ascolto. Sicuramente con un cavo di ottima fattura, con una schermatura più prestante si possono risolvere tutti i problemi di interferenza derivanti dalle connessioni. È qui che entra in gioco Ricable, con la sua esperienza sul come eliminare le interferenze in qualsiasi impianto Hi-Fi e con la sua ampia gamma di cavi schermati con tecnologie sia tradizionali che innovative e anticonvenzionali. Perché non vedi se trovi la soluzione ai tuoi problemi dando un’occhiata ai prodotti oppure chiedendo direttamente aiuto al nostro team di esperti? Basta cliccare qui sotto!

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus (seconda parte)

A volte ritornano. Che ci seguiate sempre e dunque l’abbiate già letta, oppure che ci abbiate conosciuti da poco e vogliate recuperare la prima parte della testimonianza del signor Zanetti, oggi ne pubblichiamo l’atto finale. Valgono le regole del precedente capitolo: per una questione di trasparenza, vi riportiamo il feedback del cliente proprio come l’abbiamo ricevuto. Eravamo arrivati al momento in cui il signor Zanetti era appena uscito dalla nostra sede, mentre ora si appresta a fornire una recensione dei cavi Invictus Ricable tutta sua…

Il duello

Dopo aver visto tutti quei cavi da mister Sergio, non ho potuto trattenermi dal chiedergli di provarne qualcuno. Così sono tornato a casa con un cavo di alimentazione da 2,5 metri, un cavo di potenza da 2 metri e un cavo di segnale bilanciato da 1 metro. Tutti rigorosamente blu (serie Invictus).

Attualmente, il mio impianto audio è così composto:

  • preamplificatore Accuphase 2410
  • amplificatore finale Pass XA 30.5 (in classe A pura)
  • sistemi di altoparlanti Sonus Faber Amati Anniversario

I cavi di alimentazione, segnale e potenza sono stati acquistati in USA al metro e successivamente completati da me. I cavi di alimentazione e potenza sono di rame PCOCC (Pure Copper Ohno Continuing Casting) al 99,9999% mentre i cavi di segnale sono in argento 7N (99,99999%). Praticamente comincio a verificare delle differenze: il singolo filo di rame nei miei cavi di alimentazione ha il diametro di 0,5 mm, mentre nei Ricable è 0,1 mm. Stesso diametro anche nei cavi di potenza. Ma i Ricable, nei cavi di potenza, hanno un diametro di 80 micron e sono 90 fili (filetti?!)!

Comincio ad avere una strana impressione. Voglio vedere e provare se sono meglio o peggio dei miei. Dunque non userò il mio condizionatore di rete Accuphase PS 1210, ma la ciabatta Monster Cable 1000 (con cavo modificato) e ancora la ciabatta neutra Wireworld. Dunque, collego la ciabatta MC 1000 alla presa a muro, poi inserisco il cavo Ricable in una presa. Nell’MC 1000 e all’altra estremità collego il Ricable alla presa Wireworld (tramite IEC). Infine alla Wireworld collego pre e finale. Aggiungo il lettore universale OPPO UDP 205 che mi servirà per i file Hi-Res di musica liquida (risoluzione DSD 128).

Inizio l’ascolto con il brano Gostas Waltz, del trio Treecircle label Opus 3. Mi concentro sui particolari. Il percuotere delle bacchette e delle spazzole sui piatti della batteria è eccezionalmente caldo, precisissimo, la batteria viene spinta in avanti nello scenario immaginario; si è immersi nel suono. Proseguo con la musica classica: Violin Sonata No. 3, Op. 45 di Edvard Grieg, label 2L. La violinista svedese Hemsing interpreta magnificamente la sonata; il violino d’epoca ha un suono forte, marcato e viene riprodotto in tutta la sua magnificenza. Il pianoforte non è da meno. La registrazione è eccellente e si sentono i martelletti percuotere le corde tese. Proseguo con la Sinfonia n. 7 di Beethoven diretta da Manfred Honeck con la Pittsburgh Symphony. Tremenda impressione, l’orchestra mi viene proiettata contro: immersione totale.

Scopro che un ingegnere del suono francese: Renè Laflamme recupera vecchi nastri di jazz, li digitalizza in DSD per la label 2XHD. È una bellissima scoperta, i nastri ripuliti e digitalizzati riportano alla luce i grandi classici del jazz. Comincio con Teddy Wilson (St. Louis Blues), proseguo con Ben Webster (Gentle Ben) e ancora con Benny Carter (Summer Serenade). Il suono old time esce in tutta la sua bellezza. Guardo questi grossi cavi blu: sono un fenomeno! Rimetto i miei PCOCC. Uhm, uhm. Accidenti, sono meno precisi, meno, meno, meno musicali, ecco. Vuoi vedere che debbo ancora cambiare i cavi?

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

Questi Ricable cominciano a preoccuparmi. Sembra che la corrente passi più facilmente! In effetti sostituendoli ai miei e mantenendo fissa la manopola del volume, sembra che la pressione sonora aumenti. Psicoacustica? Forse, ma l’impressione è questa. Mah, adesso che ci penso, sono aumentati anche i bassi; infatti non uso più il loudness dell’Accuphase per gli ascolti a basso volume. Credo di aver capito. Mister Sergio e la sua banda hanno trovato un sistema per punzecchiare gli elettroni e farli andare più veloci!

L.R. Zanetti

Ringraziamo necessariamente, e ancora una volta, il signor Zanetti per la simpatia, il tempo e la cura con cui ci ha regalato questo racconto-recensione dei cavi Invictus Ricable, suddiviso in due parti.

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Ricable Custom, il nuovo sito per l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi

A qualsiasi appassionato di Hi-Fi sarà capitato, almeno una volta, di desiderare un impianto che si adatti perfettamente alla propria abitazione. Uno dei modi per soddisfare questa necessità è quella di creare da soli cavi “su misura”con l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi. A questo scopo nasce Ricable Custom, che offre la possibilità di acquistare cavi di altissima qualità, di derivazione dai migliori cavi Ricable, e di ultimarli come si preferisce, per una personalizzazione totale sia a livello di lunghezza che di connettore del cavo, in base a gusti e necessità. Alla base di questo, però, c’è sempre il fattore qualità, che si muove sulle coordinate di un equilibrio perfetto dato dall’incrociarsi di performance, estetica e prezzo.

Molti degli storici vantaggi presenti sul sito Ricable sono disponibili anche nella sua divisione Custom. Basti pensare alla garanzia a vita, completamente automatica per chi acquista dal sito e attivabile in maniera semplice da parte di chi compra altrove. Immancabile è anche il supporto diretto a partire dalla chat in basso a sinistra del tuo schermo. Puoi scriverci quando vuoi in merito a tutti i dubbi che hai. Risponderemo il prima possibile. Per chi acquista da Ricable Custom è anche prevista l’opzione “soddisfatti o rimborsati”, che permette di effettuare il reso gratuito con le spese di spedizione interamente a carico nostro. Quelli che seguono sono gli ambiti e le aree che Ricable Custom ricopre.

Cavi Hi-Fi da te: l'autocostruzione domestica

Se siete degli autocostruttori e ambite a realizzare cavi per Hi-Fi o per l’home cinema con elevate performance, Ricable Custom è il supporto migliore per le vostre creazioni. Sul sito potete infatti trovare cavi al metro di tutti i tipi (speaker, di alimentazione, di segnale, coassiale, HDMI), connettori, spikes, calze per cavo e tanti altri accessori. Possibilità infinite sia a livello estetico che di progettazione di utilizzo per cavi capaci di adattarsi alla perfezione alle vostre esigenze e di sprigionare prestazioni di alto livello a prezzo contenuto. Oltre a ciò, su Ricable Custom godrete di garanzie concepite specificatamente per voi.

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Le installazioni Hi-Fi nel privato

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Se sei un installatore di impianti Hi-Fi e home cinema e devi cablare con qualità e affidabilità, Ricable Custom offre un prodotto performante a un prezzo imbattibile. Gli elementi dell’impianto devono avere una predisposizione precisa per non perdere nulla in termini di qualità. Perciò sarà necessario fare affidamento cavi che possano avere un accesso facilitato nelle canaline e che siano performanti anche quando si parla di distanze piuttosto ampie. In ambiente domestico è inoltre importante prestare attenzione alle interferenze prodotti da elettrodomestici o altri dispositivi; per questo è fondamentale montare cavi in possesso di una buona schermatura.

Le installazioni Hi-Fi per eventi

Se devi realizzare un impianto live, una sala conferenza, un impianto in filodiffusione, con Ricable Custom troverai supporti con performance uniche e durature. Proiettori di qualità, ledwall e sistemi di diffusione audio con casse, microfoni e mixer hanno bisogno di un trattamento specifico affinché l’evento in allestimento non sia un flop. Inoltre ambienti diversi richiedono un cablaggio diversificato, sia in termini di prestazioni che, soprattutto, di lunghezza. Grazie a Ricable Custom potrai realizzare, in totale autonomia, tutte le soluzioni che vorrai, per essere  sempre pronto in qualsiasi circostanza.

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L'autocostruzione e l'installazione cavi Hi-Fi nel car audio

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Sei un appassionato o un professionista di car audio? Ricable Custom ti offre una qualità da fuoriclasse per i tuoi impianti car Hi-Fi ad alte performance. Guidare, d’altra parte, è un piacere, tuttavia farlo ascoltando buona musica diffusa tramite un impianto che vada oltre, a livello di prestazioni, rispetto a quello di serie, è proprio un’altra cosa. Perché l’impianto sia messo a punto in maniera ottimale, però, servono cavi specifici capaci di adattarsi a un contesto piuttosto particolare come quello dell’automobile. Ricable Custom è la scelta giusta e ti permette di scegliere ciò che è meglio per te e per la tua vettura.

Insomma, a qualsiasi categoria tu appartenga tra quelle elencate, o se sei semplicemente curioso di conoscere il mondo dell’autocostruzione e dell’installazione di cavi Hi-Fi, sarebbe davvero un peccato se non facessi un salto su Ricable Custom. I processi produttivi dei prodotti Custom sono rigorosi e monitorati in ogni loro aspetto, per una qualità garantita e assoluta. Ti aspettiamo.