Scelta due porte

Guida all’acquisto: come scegliere il cavo giusto per l’impianto Hi-Fi?

Hai appena scoperto il fantastico mondo dell’Hi-Fi Audio e sei colpito da miriadi di informazioni che, inizialmente, è difficile distinguere tra rilevanti e inutili. Il discorso non è semplice, ma forse non è nemmeno così complicato. Allora. Partiamo dal presupposto che i componenti separati che compongono l’ossatura della stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi sono tre: sorgente, amplificatore e diffusori acustici. Questi tre elementi vanno collegati tra loro con supporti di valore direttamente proporzionale, per ottenere prestazioni ottimizzate. Un cavo non adeguato castrerebbe l’impianto, uno troppo prestante sarebbe non dannoso ma, in definitiva, inutile a livello di ascolto. Il nostro focus è il cablaggio di elettroniche audio ad Alta Fedeltà, e dunque in questo articolo esauriremo proprio l’argomento: scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto.

Tipologie di cavi Hi-Fi

Prima ancora di capire quanto convenga spendere per scegliere il cavo Hi-Fi che fa per noi, dobbiamo capire quali sono i cavi Hi-Fi che ci servono. Questo dipende dalla struttura dello stesso (la sorgente è un PC? O forse un giradischi? C’è un subwoofer?). Le macrocategorie possono essere ridotte a tre:

  • Segnale.
  • Potenza.
  • Alimentazione.
dedalus speaker cavo potenza hi-fi

La prima è la più variegata, tanto è vero che possiamo suddividerla in altre due sottocategorie: cavi di segnale analogico e cavi di segnale digitale. In ogni caso, i cavi di segnale servono sempre a spostare il segnale, appunto, da un apparecchio a un altro. Tra gli analogici troviamo quelli:

  • RCA, per trasportare un segnale con collegamento RCA in modalità Stereo (Destro/Sinistro).
  • XLR, che sono la versione bilanciata per il collegamento tra due elettroniche che hanno entrata e uscita XLR.
  • Phono, per giradischi, una variante dei cavi di segnale RCA utile per la riproduzione su vinile, una delle poche tecniche ancora interamente analogica.
  • Subwoofer, cavi di segnale monofonici progettati per esaltare la riproduzione delle basse frequenze dei subwoofer attivi.
  • Jack 3.5, per collegare apparecchi stereofonici ad Alta Fedeltà, con connessione Jack da 3,5 mm, 6,3 mm e Jack-RCA.

I cavi di segnale digitali, invece, sono di quattro tipologie principali differenti, ossia:

  • Coassiali, che trasportano il segnale audio digitale a 75 Ohm prima che venga convertito in analogico e successivamente amplificato.
  • USB, cavi che supportano una delle connessioni più diffuse al mondo e che in Hi-Fi interessano principalmente i fruitori di musica liquida.
  • Ottici, sempre più in disuso, perché per la stereofonia si prediligono i coassiali, mentre nell’Audio/Video si trasporta il segnale con il collegamento HDMI.
  • AES/EBU, una connessione a 110 Ohm con connessione XLR, molto performante, ma poco diffusa.

Parliamo ora dei cavi di potenza, detti anche cavi speaker. Questi si utilizzano per collegare l’amplificatore (integrato o finale) ai diffusori acustici passivi con segnale di potenza, cioè quello che ha già effettuato l’amplificazione finale. Ci sono inoltre i cavi di alimentazione, necessari per dare energia a qualsiasi componente attiva e che trasportano la corrente per farla funzionare. Infine troviamo i cavi HDMI, che riguardano però più l’Alta Fedeltà Video che quella Audio, per chi possiede un impianto multicanale.

Quanto spendere per i cavi Hi-Fi? Come scegliere?

È quasi impossibile dare una risposta univoca, dato che le variabili sono tantissime e non così facilmente calcolabili. Basti pensare all’ambiente di ascolto. È per questo che vi diamo la possibilità di contattarci sempre durante l’orario lavorativo, con il mezzo che preferite, in modo da darvi una consulenza su misura per voi. Una stima superficiale, ma allo stesso tempo molto rapida, può essere la seguente: per il cablaggio di un’elettronica è consigliabile spendere il 10-15% del valore di listino della stessa. Facciamo due esempi:

  • Ho un lettore CD che ho comprato, usato, a 1.000 €, ma il cui valore di listino è 1.500 €. Se devo scegliere il cavo Hi-Fi di alimentazione, la scelta potrebbe essere la serie Primus, considerando però anche la possibilità del Magnus.
  • Ho un amplificatore da 5.000 € e diffusori acustici da 10.000 €. Se ho bisogno di un cavo di potenza per collegare le due elettroniche, considerando il valore complessivo (15.000 €), la scelta giusta potrebbe essere Invictus Speaker.

Ribadiamo ancora una volta che questo tipo di ragionamento è comunque sommario. Basti pensare a uno degli elementi che maggiormente consideriamo quando valutiamo un acquisto: il rapporto qualità/prezzo. Nel caso il vostro prodotto abbia un rapporto qualità/prezzo decisamente elevato, potresti pensare di prendere un cavo di una serie superiore rispetto a quanto direbbero i due esempi sopra riportati. Al contrario, nel caso tu abbia pagato tanto il vostro lettore giradischi ma, ahinoi, non è che sia poi così performante, non è detto che convenga spendere più di tanto per il cablaggio.

In medio stat virtus

Intendiamoci. Non sarà mai un danno cablare in maniera strepitosa un impianto mediocre (se non per il vostro portafoglio). Quello che potrà capitare sarà avere speso di più di quel che dovevi senza percepire nessun miglioramento sostanziale. Dato che i cavi Ricable sono garantiti a vita, comunque, è possibile acquistare un cavo più prestante di quel che ci serve in vista di aggiornamenti futuri dell’impianto. A questo punto però vi consiglieremmo di usufruire di Ricable Upgrade, che dà al vostro usato l’esatto valore d’acquisto in caso di permuta per un prodotto superiore. Ma torniamo a noi. Se il vostro impianto Hi-Fi non è abbastanza rilevatore per portare alla luce modifiche di fine tuning, è inutile investirci troppo sopra. Una scelta assai più oculata ed equilibrata, rispetto all’acquisto di un singolo cavo eccezionale come l’Invictus, potrebbe essere cablare tutto l’impianto con buoni cavi, come quelli delle serie Primus o Magnus.

Facciamo un altro esempio. Pensa di possedere una qualsiasi utilitaria e pensa di equipaggiarla con prestanti e costose ruote da corsa. Il miglioramento sarebbe sostanziale su una macchina sportiva, addirittura determinante se fossimo nel bel mezzo di una competizione. Ma ciò che saresti in grado di percepire voi, con la vostra utilitaria, sarebbe, al contrario, un upgrade infinitesimale. O forse non percepiresti proprio alcuna differenza. Vale anche il discorso inverso. Montare gomme standard su un bolide con 800 CV, 8.500 giri al minuto del motore e 12 cilindri, al contrario, sarebbe un collo di bottiglia per le prestazioni del veicolo, e nel peggiore dei casi potrebbe arrivare a compromettere la vostra sicurezza.

Il cavo giusto per il mio impianto Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto non è una cosa immediata. Anche per questo abbiamo introdotto la garanzia Soddisfatti o Rimborsati, che prevede la possibilità di effettuare il reso gratuito con un periodo di sessanta giorni. Come detto, le variabili sono tantissime, e dunque riteniamo necessario dare la possibilità di effettuare tutti i test opportuni nel proprio ambiente d’ascolto. D’altra parte il divertimento dell’audiofilia deriva anche dalle innumerevoli prove che possiamo effettuare, sperimentando soluzioni inedite. Magari in compagnia degli amici di una vita, provando “il pezzo nuovo” nei rispettivi impianti e confrontando le differenti opinioni. Lo sforzo Ricable è quello di ampliare sempre più il proprio catalogo, aggiornando con innovative tecniche i prodotti esistenti e inserendone di nuovi. Per venire incontro alle esigenze di tutti sia a livello di cablaggio che di portafoglio. Dai un’occhiata al nostro catalogo per scoprire se c’è quello che fa per voi.

diffusori black white

Come scegliere il cavo Hi-Fi migliore: le serie Ricable

La funzionalità di un cavo, anche in un contesto particolare come l’Hi-Fi, è sotto gli occhi di tutti. Un cavo collega le elettroniche tra loro, e lo fa meglio o peggio in base alla qualità dei materiali, della costruzione e di tanti altri aspetti. Che sia di alimentazione, di potenza oppure di segnale, con un valido supporto che le collega, le elettroniche del nostro impianto Hi-Fi funzioneranno esse stesse meglio che non con un cavo scadente o standard. Una precisazione che abbiamo fatto in più di un nostro articolo (repetita iuvant): un cavo Hi-Fi non migliorerà mai il suono emesso dal vostro impianto. Tutto quello che farà, sarà deteriorarlo il meno possibile – che comunque non è poco, anzi, tanto è vero che è importante scegliere il cavo Hi-Fi migliore per le proprie specifiche elettroniche. I cavi Ricable, sotto questo profilo, nascono proprio per restituire all’ascoltatore la massima neutralità possibile.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi migliore

Immaginate di avere speso un occhio della testa per avere un amplificatore e dei diffusori acustici di livello, per poi avere un collegamento tra questi che compromette la qualità del suono. Sarebbe stato meglio fare trentuno al posto di trenta, no? Un audiofilo sa bene che la scelta di un’elettronica non è solo frutto di uno sforzo economico, ma anche di tempo, se consideriamo quanto ci vuole per documentarci ed effettuare i relativi test. Allora ecco che a farla da padrona spunta una caratteristica spesso sottovalutata: l’equilibrio.

Parliamoci chiaro: deve ancora venire il giorno in cui consiglieremo un nostro cavo top di gamma a un audiofilo che possiede un impianto Hi-Fi che rientri nella norma. Un cavo eccezionale in un impianto discreto non produrrebbe alcun danno, ci mancherebbe altro; ma lo stesso impianto non sarebbe probabilmente così rilevatore da farvi cogliere differenze rispetto a un supporto meno performante, per quanto comunque buono. Il contrario, invece, potrebbe essere ben più deleterio – ed è quello che stavamo dicendo. Un cavo scadente in un impianto Hi-Fi di tutto rispetto demolirà tutti gli sforzi che abbiamo fatto per allestirlo.

Parola chiave: equilibrio. Quanto spendere per i cavi Hi-Fi?

L’equilibrio, dunque, riveste davvero un ruolo chiave. Forse anche più dell’importo speso per assemblare tutto il nostro impianto Hi-Fi, tra cavi ed elettroniche. Immaginate una macchina da corsa con un motore superbo e un telaio assolutamente poco aerodinamico. O, sempre per rimanere in tema Alta Fedeltà, un impianto con un amplificatore pregevole e diffusori di scarsa qualità. Tanta fatica per niente.

Per quanto riguarda i cavi Hi-Fi, il discorso è lo stesso. Non è ottimale avere ottimi cavi di potenza e pessimi cavi di segnale, ad esempio, così come è importante che il valore dell’impianto vada di pari passo con quello dei cavi utilizzati per lo stesso. Si tratta di una regola non scritta e che dunque va presa con le pinze quella che stiamo per scrivere, ma un buon rapporto di costi tra cavo ed elettroniche dovrebbe essere del 10-15% del valore di listino. Ad esempio: un amplificatore da 1.000 euro dovrebbe presentare cablaggi del valore di 100-150 euro. Ci teniamo a precisare ancora una volta che a riferimento va preso il prezzo di listino, nel senso che se andiamo sull’usato e compriamo un amplificatore a 1.000 euro il cui valore originale era però 5.000 euro, la spesa da destinare ai cavi sarà comunque di 500-750 euro.

Quattro serie di cavi Hi-Fi, per ogni portafoglio

Tenendo conto di tutte queste considerazioni, la produzione di cablaggi Ricable si divide in quattro serie differenti, così da venire incontro a qualsiasi esigenza sia qualitativa che economica. Le quattro serie di cavi Hi-Fi Ricable, fatta eccezione per i cavi HDMI, sono le seguenti:

  • Primus per impianti Entry Level (tutti gli apparecchi Hi-Fi dovrebbero avere almeno un cablaggio Primus)
  • Magnus per impianti Hi-Fi di alto livello
  • Dedalus per impianti Hi-End
  • Invictus per impianti Hi-End di alto livello

Ripetiamo qui un concetto già espresso: non è un male cablare con un livello di cavo superiore la propria elettronica, perché alcune variabili non sono calcolabili con i numeri, ma potrebbe essere che con un livello inferiore di prodotto si ottenga il medesimo risultato, perché l’elettronica stessa, in quel caso, più di così non può rivelare.

Equilibrio e sinergia dei cavi Hi-Fi

Un certo equilibrio deve essere preservato non solo nel rapporto tra cavi ed elettroniche, ma anche tra i cavi Hi-Fi stessi. La prima cosa che ci sentiamo di consigliare è un livellamento del cablaggio. Piuttosto che prendere un ottimo cavo di segnale e uno scadente di potenza, è meglio averli entrambi di livello medio. La cosa migliore sarebbe avere un cablaggio più uniformato possibile, con la stessa serie e marca per tutti i collegamenti. Da qualche parte si dovrà pur cominciare; a questo proposito, per scegliere il cavo Hi-Fi migliore, vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro catalogo, comprendente l’intera offerta Ricable.