Recensione #22 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Maurizio Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Amici Audiofili Italiani

Maurizio P.

Sorgente: Integrato con valvole 300B (progetto personale) con trasformatori Iso Tango, alimentazione Van der Graaf M2Tech

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: M2Tech Young MkIII

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Valvole 300B (progetto personale)

Diffusori acustici: Fostex FE103 Sol con cabinet BS-10

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Maurizio per il tempo che ci ha dedicato.

Ho richiesto in prova il cavo Magnus
di alimentazione…

… per il mio integrato in fase di assemblaggio definitivo con le 300B. Arrivato velocemente. Imballo perfetto, a prima vista costruzione solida e veramente ben fatta. Al tocco e nel maneggiarlo il riscontro precedente è stato confermato. Materiale di qualità alta. Collegato al posto di un cavo autoassemblato della Thender.

Differenze udibili nettamente fin dal primo ascolto. Scena più ampia, dettagli maggiori, meno fatica di ascolto. Il punto più importante: la parte bassa, che è rimasta presente ma con una maggiore modulazione. Il Thender sembra chiuso al confronto. Ho provato anche altri cavi di marca famosa e costosa (preferisco non scrivere le marche per correttezza) e il Magnus, anche se di costo molto più basso, se la gioca tranquillamente. Immagino come vadano i modelli superiori.

Mi è piaciuto e ho deciso di tenerlo. In futuro prenderò altri due cavi per collegare l’alimentazione del DAC e della ciabatta. Il mio impianto è composto da: integrato con valvole 300B su mia progettazione e trasformatori Iso Tango, sorgente digitale M2Tech DSD MkIII con alimentazione VDG, sorgente analogica Thorens 160 completamente upgradato, braccio Jelco 750 e testina Grado Platinum 2, Phono M2Tech Nash, cavi di collegamento Klimo e VDH in argento e Duelund di potenza, diffusori con cabinet BS-10 con Fostex FE103 Sol. Bella iniziativa della Ricable con prodotti eccellenti concorrenti con i grandi nomi stranieri.

Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
Recensione Maurizio Magnus Power
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Cosa ti è piaciuto?

– Materiali
– Miglioramento sonoro su tutta la gamma
– Prezzo competitivo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Magnus Power

Recensione #20 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

gianmarco f prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Gianmarco F.

Sorgente: Krell KAV-300i

DAC: Dedicato

Marca e modello DAC: Denon DCD-1520AE

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Krell KAV-300i

Diffusori acustici: Tannoy Cheviot

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Gianmarco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo mi è sembrata fin da subito solida e ben fatta, infatti non appena tolto dalla scatola e preso in mano ci si rende conto del peso e della costruzione impeccabile e molto affascinante. Anche l’occhio vuole la sua parte.

magnus power verso sinistra
Magnus Power verso destra
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho eseguito il test semplicemente collegando questo cavo e tenendolo per venti giorni sempre in uso, dopo di che ho tolto e rimesso quello in mio possesso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho eseguito prove con musica classica con un album di Beethoven, Sinfonia n. 5 e Sinfonia n. 6, jazz con Diana Krall Turn Up the Quiet e Pink Floyd The Wall.

dark side of the moon pink floyd
Krell KAV-300i
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Purtroppo non ho riscontrato nessuna differenza, peccato perché il cavo in se è di buonissima fattura, ma non basta.

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Cosa ti è piaciuto?

– Costruzione

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Cosa miglioreresti?

– Non ho nulla da segnalare

diffusori black white

Come scegliere il cavo Hi-Fi migliore: le serie Ricable

La funzionalità di un cavo, anche in un contesto particolare come l’Hi-Fi, è sotto gli occhi di tutti. Un cavo collega le elettroniche tra loro, e lo fa meglio o peggio in base alla qualità dei materiali, della costruzione e di tanti altri aspetti. Che sia di alimentazione, di potenza oppure di segnale, con un valido supporto che le collega, le elettroniche del nostro impianto Hi-Fi funzioneranno esse stesse meglio che non con un cavo scadente o standard. Una precisazione che abbiamo fatto in più di un nostro articolo (repetita iuvant): un cavo Hi-Fi non migliorerà mai il suono emesso dal vostro impianto. Tutto quello che farà, sarà deteriorarlo il meno possibile – che comunque non è poco, anzi, tanto è vero che è importante scegliere il cavo Hi-Fi migliore per le proprie specifiche elettroniche. I cavi Ricable, sotto questo profilo, nascono proprio per restituire all’ascoltatore la massima neutralità possibile.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi migliore

Immaginate di avere speso un occhio della testa per avere un amplificatore e dei diffusori acustici di livello, per poi avere un collegamento tra questi che compromette la qualità del suono. Sarebbe stato meglio fare trentuno al posto di trenta, no? Un audiofilo sa bene che la scelta di un’elettronica non è solo frutto di uno sforzo economico, ma anche di tempo, se consideriamo quanto ci vuole per documentarci ed effettuare i relativi test. Allora ecco che a farla da padrona spunta una caratteristica spesso sottovalutata: l’equilibrio.

Parliamoci chiaro: deve ancora venire il giorno in cui consiglieremo un nostro cavo top di gamma a un audiofilo che possiede un impianto Hi-Fi che rientri nella norma. Un cavo eccezionale in un impianto discreto non produrrebbe alcun danno, ci mancherebbe altro; ma lo stesso impianto non sarebbe probabilmente così rilevatore da farvi cogliere differenze rispetto a un supporto meno performante, per quanto comunque buono. Il contrario, invece, potrebbe essere ben più deleterio – ed è quello che stavamo dicendo. Un cavo scadente in un impianto Hi-Fi di tutto rispetto demolirà tutti gli sforzi che abbiamo fatto per allestirlo.

Parola chiave: equilibrio. Quanto spendere per i cavi Hi-Fi?

L’equilibrio, dunque, riveste davvero un ruolo chiave. Forse anche più dell’importo speso per assemblare tutto il nostro impianto Hi-Fi, tra cavi ed elettroniche. Immaginate una macchina da corsa con un motore superbo e un telaio assolutamente poco aerodinamico. O, sempre per rimanere in tema Alta Fedeltà, un impianto con un amplificatore pregevole e diffusori di scarsa qualità. Tanta fatica per niente.

Per quanto riguarda i cavi Hi-Fi, il discorso è lo stesso. Non è ottimale avere ottimi cavi di potenza e pessimi cavi di segnale, ad esempio, così come è importante che il valore dell’impianto vada di pari passo con quello dei cavi utilizzati per lo stesso. Si tratta di una regola non scritta e che dunque va presa con le pinze quella che stiamo per scrivere, ma un buon rapporto di costi tra cavo ed elettroniche dovrebbe essere del 10-15% del valore di listino. Ad esempio: un amplificatore da 1.000 euro dovrebbe presentare cablaggi del valore di 100-150 euro. Ci teniamo a precisare ancora una volta che a riferimento va preso il prezzo di listino, nel senso che se andiamo sull’usato e compriamo un amplificatore a 1.000 euro il cui valore originale era però 5.000 euro, la spesa da destinare ai cavi sarà comunque di 500-750 euro.

Quattro serie di cavi Hi-Fi, per ogni portafoglio

Tenendo conto di tutte queste considerazioni, la produzione di cablaggi Ricable si divide in quattro serie differenti, così da venire incontro a qualsiasi esigenza sia qualitativa che economica. Le quattro serie di cavi Hi-Fi Ricable, fatta eccezione per i cavi HDMI, sono le seguenti:

  • Primus per impianti Entry Level (tutti gli apparecchi Hi-Fi dovrebbero avere almeno un cablaggio Primus)
  • Magnus per impianti Hi-Fi di alto livello
  • Dedalus per impianti Hi-End
  • Invictus per impianti Hi-End di alto livello

Ripetiamo qui un concetto già espresso: non è un male cablare con un livello di cavo superiore la propria elettronica, perché alcune variabili non sono calcolabili con i numeri, ma potrebbe essere che con un livello inferiore di prodotto si ottenga il medesimo risultato, perché l’elettronica stessa, in quel caso, più di così non può rivelare.

Equilibrio e sinergia dei cavi Hi-Fi

Un certo equilibrio deve essere preservato non solo nel rapporto tra cavi ed elettroniche, ma anche tra i cavi Hi-Fi stessi. La prima cosa che ci sentiamo di consigliare è un livellamento del cablaggio. Piuttosto che prendere un ottimo cavo di segnale e uno scadente di potenza, è meglio averli entrambi di livello medio. La cosa migliore sarebbe avere un cablaggio più uniformato possibile, con la stessa serie e marca per tutti i collegamenti. Da qualche parte si dovrà pur cominciare; a questo proposito, per scegliere il cavo Hi-Fi migliore, vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro catalogo, comprendente l’intera offerta Ricable.

Recensione #18 – Cavo di Alimentazione Invictus Power – Prova un Ricable

Daniele N Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Daniele N.

Sorgente: Auralic Aries, Audiobyte Hydra Z con alimentatore Hydra ZPM

DAC: Dedicato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Krell HTS 7.1

Amplificatore Finale: Krell Evolution 402

Diffusori acustici: B&W 802D3

La seguente recensione del cavo di alimentazione Invictus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Daniele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Sì, un cavo di pregevole fattura.

B&W 802 D3 diffusori acustici
11848 Invictus Power
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

All’inizio ho fatto prove brevi scollegando e ricollegando il cavo, dopodiché l’ho tenuto collegato per parecchi giorni per poi ripassare al mio cavo di solito in uso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato brani di diverso genere: classica da camera, grandi orchestre, jazz e pop. In tutti casi si è rivelato un cavo molto analitico e neutro, con tendenza a esaltare e arrotondare i bassi.

Krell Evolution 402
11848 Invictus Power
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo provato è più neutro ma più spento, non conosco com’è costruito il cavo ma, secondo me, ha troppo schermo che soffoca un po’ il segnale.

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Cosa ti è piaciuto?

– La neutralità
– La fattezza
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione David 1

Recensione #13 – Cavo di Alimentazione Primus Power – Prova un Ricable

david prova un ricable
Dal gruppo Be Connected

David N.

Sorgente: Sony PS-FL1

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Harman Kardon AVR155

Diffusori acustici: Sonus Faber Concertino

La seguente recensione del cavo di alimentazione Primus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo David per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Ottimo. Bella scatola e appena aperta, con impazienza, alla vista mi è sembrato un cavo fatto bene; appena preso in mano la conferma dell’oggetto molto pesante (ho preso un metro), curato e assemblato bene, ma quello di cui ci si accorge subito è l’estrema flessibilità, ottima cosa se confrontato a un cavo HiViLux da 1,5 metri molto ma molto rigido che uso su un alimentatore per un sub autocostruito. Ho approfittato dell’offerta Ricable perché ho apportato l’ultima modifica (anche i cavi interni di segnale li ho sostituiti con dei Ricable S8D in modalità semibilanciata) al mio vecchio giradischi Sony PS-FL1 del 1982 e volevo fosse tutto perfetto dato che ha un valore affettivo. Ho eliminato anche la sua alimentazione sostituendola con una esterna artigianale e appositamente assemblata per lui e lasciato l’HiViLux al sub che comunque, sempre con un alimentatore artigianale, mi è sembrato da subito senza ronzii di fondo e molto più “secco” e “veloce”, il basso migliorato anche dalla sostituzione dell’OP con un Texas Instruments OPA1652 SoundPLUS sulla scheda amplificatore.

Recensione David 2
Recensione David 4
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Da poco ho anche acquistato un condizionatore di rete (si vede che il periodo è quello in cui mi concentro sull’alimentazione) e prima del cavo Ricable usavo un normalissimo cavo bianco con attacco per vaschette IEC e assieme al condizionatore di rete già mi accorsi dell’eliminazione di disturbi e ronzii a volume massimo (senza musica) a + 10 dB con un Harman Kardon AVR155, ho provato a mettere il cavo Ricable dopo il condizionatore e prima dell’alimentatore del giradischi e quello normale dalla presa a muro al condizionatore e viceversa e qualcosa mi è saltata all’orecchio. Ho voluto fare la prova anche con il cavo HiViLux sostituendolo al Ricable ma l’unica cosa e non da poco che ho notato è stata la formidabile flessibilità del Ricable, quindi comodissimo da usare dietro le elettroniche in spazi ridotti.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Come diceva un conoscente professore della buona e sana alimentazione, dopo millemila chilometri di merdoso cavo dalla presa a muro ci metto un cavo pitonato e migliora il tutto è come dire che in una catena di cioccolato ci metto un anello di acciaio la catena regge di più… INCREDIBILE MA VERO… sarà il miracolo delle tensioni e delle correnti oppure un minimo effetto placebo… ma se togli le interferenze e aumenti la velocità di trasmissione…!

È un mese che uso il cavo e ho usato alcuni dischi di classica che ultimamente mi piace assaporare la sera con un Calvados in mano a scaldarsi, ma anche con altri generi, Beethoven tra i preferiti con la Sinfonia n. 3 e la 5 di Karajan e la n. 6 di Bernstein, odiavo il piano ma ho scoperto Keith Jarrett nel The Köln Concert, di Karajan sempre il Boléro di Ravel e Vivaldi con Le quattro stagioni e Böhm che dirige Mozart nella Sinfonia n. 40, K. 467 di Mozart, Op. 50 Beethoven, Dire Straits Brothers in Arms soprattutto Your Latest Trick, Eric Clapton con I Still Do (doppio vinile a 45 giri) fantastica voce per Lonesome Billy di Tevis-Morricone dai western mitici e i The Notting HillBillies.

Recensione David 3
Recensione David 5
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

All’ascolto, come dicevo, per me cambia davvero dal cavo standard ma soprattutto usando il cavo Ricable DOPO il condizionatore. Usandolo per il condizionatore ho notato solo più silenzio rispetto allo standard… usandolo per l’alimentatore del giradischi, oltre che portare quasi a zero i miei ronzii al massimo volume, ho notato una scena sonora più ampia, un basso (come per il sub con cavo speciale) meno rimbombante (forse dovuto anche alle interferenze del vecchio cavo) più deciso (non so se mi spiego), voce più pulita e chitarre che mi piacciono di più.

Sensazioni personalissime, non sono un esperto del settore, fuori dal giro da venti anni ho ricominciato ad appassionarmi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Flessibilità anche con un metro
– Buona fattura
– Alimentazione più sana
– Il cavo non colora il suono, ma è trasparente

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Cosa miglioreresti?

– L’etichetta adesiva Ricable sulle spine non è proprio il massimo, facendo forza per inserirle capita che si stacchino e si rovinino…

Recensione #6 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Marco T.
Dal gruppo Be Connected

Marco T.

Sorgente: McIntosh MCD600 SACD/CD Player

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Violectric HPA V281

Diffusori acustici: Sennheiser HD800S (cuffie)

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Quando ho ricevuto la scatola…

Cavo robusto, bello, e pesante. Quando ho ricevuto la scatola pensavo mi avessero spedito un amplificatore! Prima di tutto, una doverosa premessa: il cavo è stato inserito in una catena così composta: Lettore SACD/CD – Amplificatore cuffie – Cuffia. Il cavo sostituisce quello di serie ed è stato provato a turno su:

  1. Lettore SACD/CD con ascolto attraverso tutta la catena
  2. Amplificatore cuffie con ascolto attraverso tutta la catena
  3. Lettore SACD/CD con ascolto dall’uscita cuffia dello stesso (senza l’amplificatore)

Inizialmente sono rimasto colpito dalla gamma bassa che ha preso vita. Gli aspetti che hanno evidenziato cambiamenti al mio orecchio, dopo ripetuti ascolti, sono: il maggior dettaglio, l’incremento della dinamica, la maggiore velocità, l’articolazione. In particolare mi hanno colpito i “pianissimo” che hanno mantenuto articolazione e musicalità. Tutto questo mi dà l’impressione di avere alzato leggermente il volume, tutto scorre facile, veloce. Il cavo originale sembra più cupo, monocorde e certamente carente di dettaglio. Queste impressioni si ripetono al variare delle tre condizioni citate sopra; la sensazione, ma è solo una sensazione, è che l’effetto maggiore si abbia con l’amplificatore. Ho ascoltato sinfonie di Bruckner, Tchaikovsky, concerti per pianoforte di Beethoven, Renaud Garcia-Fons, Ana Popović, Beth Hart and Joe Bonamassa… Ora si è scatenata la curiosità di ascoltare il set-up con entrambi i cavi Dedalus; non solo, mi incuriosisce l’Invictus XLR! E… vabbè, basta così.

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Cosa ti è piaciuto?

– Facilità di esecuzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #3 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Michele
Dal forum Gazebo Audiofilo

Michele A.

Sorgente: Musical Fidelity m2scd

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Audio Innovation L1

Amplificatore Finale: N. 2 Musical Fidelity M50

Diffusori acustici: Rega Jura

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Michele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Esteticamente piacevole e costruttivamente ben fatto.

magnus power verso sinistra
Magnus Power
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho cercato le eventuali differenze collegando e scollegando altri cavi.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato diversi brani degli Yes, come Yours is no Disgrace, alcuni pezzi di Gary Boyle per la Naim, diversi brani degli Style Council.

yes yours is no disgrace
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Mi è sembrato che il cavo abbia esaltato gli acuti e un po’ i medi, anche se sugli acuti mi è sembrato un suono più metallico.

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Cosa ti è piaciuto?

– La fattura
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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Cosa miglioreresti?

– Il diametro secondo me spropositato

Recensione #2 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Davide
Dal gruppo Facebook Be Connected

Davide G.

Sorgente: Yamaha CD-S2000

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Audio Analogue Puccini Anniversary

Diffusori acustici: Aliante Linea PF

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Davide per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

L’audiofilia ha conosciuto ormai da diverso tempo un argomento di dibattito sempre più sostenuto, circa l’importanza dei cavi nel complesso sistema della catena Hi-Fi che ogni appassionato tenta di realizzare al meglio delle sue possibilità.
Ammetto che il tema ha catturato il mio interesse da non molto, ovvero da quando fra amici si è diffusa l’abitudine di scambiarsi i rispettivi cavi, così dando la possibilità di testare con cavi differenti l’impianto di riferimento.
Seguo Ricable proprio a seguito di uno scambio temporaneo che mi fece venire in possesso di un cavo di segnale bilanciato, che in sostituzione del mio consueto RCA, da lettore cd ad amplificatore, aveva dato esito molto buono.
I cavi di alimentazione, per contro, noto che appassionano forse meno delle altre categorie, perché il loro apporto alla migliore resa del sistema si scontra inevitabilmente con i problemi derivanti dalla rete domestica, spesso disturbata e soggetta a sbalzi d’intensità poco gradevoli. E allora da qui la corsa al cablaggio di qualità, ai filtri, alle superprese multiple spaziali, che finiscono per far perdere, oltre a molti soldi, anche il senso del contributo che un cavo di alimentazione possa davvero apportare al buon suono.
Però, a dire il vero, Dedalus Power DP15 mi ha stupito per aver risolto da subito, appena installato, un problema che mi perseguitava da tempo.
Ma andiamo con ordine.
Il cavo è arrivato da Ricable in tempi estremamente veloci rispetto alla mia decisione di aderire alla campagna prova. Ed è giunto in un packaging di qualità estrema. Nonostante il suo peso rilevante, ha sorpreso la sua maneggevolezza, che mi ha consentito di collegarlo con facilità, seppur disponendo di uno spazio posteriore fra elettroniche e presa di corrente non agevole. Rispetto al cavo in uso abituale, di nota marca olandese, Dedalus DP15 si è dimostrato più morbido, pur pesando quasi il doppio.
I connettori risultano di una solidità che non ho finora riscontrato in altri cavi e nel confronto di cui sopra Dedalus vince davvero facile.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho voluto provare il cavo prima in collegamento al lettore CD (marca Yamaha modello CD-S2000, lettore SACD). Non ho avuto impressioni evidenti di differenza rispetto al cavo utilizzato d’abitudine, se non un senso di maggiore ampiezza del palcoscenico, specialmente con esecuzioni di classica.
Ma la vera differenza si è potuta apprezzare in collegamento dell’amplificatore.
Ho accusato purtroppo da diverso tempo un fastidioso ronzio sul mio ampli (marca Audio Analogue, modello Puccini Anniversary), impercettibile il più delle volte, ma abbastanza evidente in alcune ore del giorno, coincidenti con il sovraccarico della rete, ma anche in orari notturni, a causa forse di cali programmati nell’erogazione.
Ebbene, non appena ho collegato l’amplificatore alla rete attraverso il Dedalus, non è stato più percepito alcun disturbo. E questo risultato è stato per me un gran sollievo.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Dicevo di un suono più ampio, specie in brani di classica: il pianoforte di Sakamoto in Merry Christmas Mr. Lawrence e di Debussy in Clair de lune ha riempito la stanza, secondo una tridimensionalità che, paradossalmente, mi è parsa più evidente a volume medio-basso che a volume superiore.
Ecco una sensazione, che è divenuta tangibile, fisica, giacché il dito non ha più cercato la manopola del volume. Dedalus mi ha permesso ascolti eccellenti a volumi contenuti, soprattutto nei brani di pop rock: Magic dei Coldplay, così come Wonderwall degli Oasis non hanno richiesto i soliti volumi cui ero abituato, ma hanno potuto diffondere tutta la loro energia anche a volume limitato.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Ebbene, credo che quello che si può chiedere a un cavo di alimentazione, Dedalus lo garantisce, in termini di maneggevolezza, cura costruttiva, importanza fisica dei connettori e loro sicuro effetto sulla pulizia della corrente erogata verso le elettroniche. Gli effetti sul suono, per quanto soggettivi, non possono che essere la logica conseguenza di quanto sopra.
Il silenzio dello stand-by, non più corrotto dal fastidioso ronzio che mi perseguitava, è l’evidenza che, più di ogni altra, avrei voluto. E Dedalus DP15 me l’ha data.

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Cosa ti è piaciuto?

– Effetto di pulizia in erogazione della corrente
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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– Nulla da segnalare