Da dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi

L’idea di ricablare il proprio impianto Hi-Fi potrebbe venire da più parti. Possiamo essere dei neofiti che per la prima volta si stanno concedendo alla musica in alta fedeltà. In questo caso sarebbe più corretto parlare di cablaggio, allora, piuttosto che di ricablaggio. Possiamo essere degli audiofili di vecchio corso che, dopo avere messo da parte per qualche tempo la loro passione, ora la stanno recuperando e vogliono tornare a mettere mano alle proprie elettroniche. Possiamo anche essere appassionati che hanno deciso di offrire un supporto finalmente adeguato alle componenti del proprio impianto, andando oltre i cavi che troviamo nella grande distribuzione organizzata. Senza esagerare; la parola chiave, come avevamo già avuto occasione di ribadire, è “equilibrio”. Ma la domanda a cui vogliamo rispondere oggi è: da dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi?

Quale cavo Hi-Fi cambiare per primo?

Le indicazioni seguenti a proposito di dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi valgono nel momento in cui l’impianto è dotato di un cablaggio di livello similare in ogni collegamento. Il discorso cambia se avete già provveduto ad acquistare qualche cavo di discreta qualità. In questo caso, infatti, la priorità di intervento andrebbe senza dubbio su quelli che sono i punti deboli, se è vero che è l’anello più debole di una catena a misurarne la forza. Detto ciò, il primo cavo Hi-Fi da sostituire idealmente non esiste, nel senso che la soluzione migliore sarebbe cambiarli tutti contemporaneamente. Questo garantirebbe anche la continuità di filosofia tecnica e costruttiva in ogni connessione tra ciascuna elettronica. Più facile a dirsi che a farsi, però. Per questioni di budget o anche per la scelta di cambiare un pezzo per volta per coglierne le differenze, questo, la maggior parte delle volte, non è possibile.

Catena

Venendo dunque a compromessi, dovremo prendere il toro per le corna e decidere da quale cavo partire per ricablare il nostro impianto Hi-Fi. Chiaramente essendo consci che si tratta sempre un punto di partenza e non bisogna mai accontentarsi di una singola miglioria. Immaginiamo di dovere riasfaltare dieci chilometri di una strada. A dire il vero, non cambierà poi tantissimo se decideremo di asfaltare il percorso cominciando dalla fine, oppure se sceglieremo di asfaltare prima il quarto chilometro, poi il settimo, passando per il primo e proseguendo in maniera casuale. Può darsi che ci metteremo un po’ di tempo in più, ma il risultato finale sarà sostanzialmente lo stesso. Per una questione di direzionalità del segnale, oltre che, forse, di ordine mentale, sarebbe comunque preferibile partire “dall’inizio”. Il primo cavo Hi-Fi che vi consigliamo di cambiare, in ordine di importanza, è proprio quello di segnale. Stiamo dopotutto parlando del cavo che si occupa di trasferire il segnale dalla sorgente all’amplificatore nella maggior parte degli impianti, dunque di importanza centrale.

dedalus signal

Come continuare a cablare l'impianto Hi-Fi

Il secondo step che vi consigliamo è la sostituzione del cavo di potenza. Tutti le connessioni sono importanti, specie per non creare colli di bottiglia in quello che è il viaggio dalla presa della corrente alla trasformazione in suono percepito dall’orecchio. Ci sentiamo però di dire che, forse, alcuni cavi hanno un ruolo un po’ più dominante. Lo abbiamo scritto per il cavo di segnale, ora lo ribadiamo per quello di potenza. Si tratta del cavo che porta il segnale ormai amplificato alle componenti che ne effettueranno, e a cui spetta, la diffusione. È l’ultimo passaggio prima di arrivare al nostro orecchio.

Cambiare i cavi di alimentazione

Arriviamo ora agli ultimi cavi tra quelli principali (segnale, potenza, alimentazione) che vi consigliamo di cambiare: i cavi di alimentazione. Forse perché questi non sono importanti? Assolutamente no. Li indichiamo come quelli sull’ultimo gradino del podio nel cablaggio dell’impianto Hi-Fi per due motivi: perché sono tanti rispetto e perché non intervengono direttamente sul segnale, ma sull’alimentazione delle elettroniche. La stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi ha un cavo di segnale, uno di potenza e almeno un paio di alimentazione. Più si sale di livello, più la catena Hi-Fi presenta elettroniche con funzionalità separate al suo interno. Questo vuol dire che il numero di cavi di alimentazione di cui avremo bisogno, sarà sempre maggiore. Non esattamente il punto di partenza migliore nel momento in cui stiamo ragionando su dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi. A tal proposito, il primo cavo di alimentazione che consigliamo di cambiare è quello del finale di potenza, che sia integrato o meno. Niente sarà come provare a fare test empirici, comunque: “fate girare” il cavo cavo di alimentazione che avete acquistato e constatate con le vostre orecchie dove i benefici apportati saranno più evidenti.

Conclusione e importanti precisazioni

L’alta fedeltà è una passione che non annoia mai, tra gli altri motivi, per le infinite possibilità. In termini di elettroniche, ma anche in termini di configurazione dell’impianto, ad esempio. Abbiamo già affrontato il discorso sul numero di variabili in questo senso. Poi subentrano i gusti personali, i brani… chi più ne ha, più ne metta. Anche quando si parla di dove cominciare a cablare l’impianto Hi-Fi, il discorso non si arena a questo articolo. Alcuni clienti ci hanno raccontato di avere ricablato l’impianto elettrico, così come i cavi all’interno delle casse, con risultati sorprendenti. Il contenuto di oggi è un ottimo punto di partenza che esaudirà la richiesta di tutti coloro che hanno un impianto Hi-Fi validissimo, anche se senza pretese esoteriche. Non ci resta allora che consigliarvi di dare uno sguardo al nostro catalogo, per capire da dove iniziare a limare verso l’alto le vostre connessioni!

cavi elettrici fase controfase

Come trovare la fase in un impianto Hi-Fi

Ai fedelissimi del blog Ricable non risulterà completamente nuovo il concetto di fase e di controfase. Lo avevamo già affrontato quando vi abbiamo offerto alcuni accorgimenti, il più delle volte gratuiti, con cui ottimizzare le performance della catena audio. Nel caso di installazioni particolarmente rilevatrici, per capire se queste sono in fase oppure in controfase, può bastare l’orecchio. Il difficile però è “scovare” quali elettroniche siano in fase e quali no. Ma partiamo dall’inizio, ossia: cosa sono fase e controfase, per poi passare a spiegarvi come potete effettuare dei test per trovare la fase nel vostro impianto Hi-Fi.

Fase e controfase elettronica audio

Cosa vuol dire mettere a punto la fase di alimentazione? Ciò che fornisce energia ai nostri impianti è la corrente di rete, dunque una cattiva alimentazione di un’elettronica non può che portare a un funzionamento meno prestante della stessa, che condizionerà direttamente il suono. La corrente arriva a 220 V in tre contatti nelle nostre case: terra (in mezzo, e in questo caso non ci interessa), fase e neutro. In realtà un apparecchio alimentato a corrente alternata funziona sia in un verso che nell’altro, specialmente se si tratta di elettroniche poco delicate, come un forno o un frigorifero. In certi casi invece è importante inserire la spina nel verso giusto, e mettere un impianto Hi-Fi in fase costituisce proprio questo. È un problema che non riguarda solo l’Hi-Fi, ma anche altri contesti, come ad esempio quello delle caldaie. In ogni caso, avere un solo apparecchio in controfase porterà ad avere l’intero impianto in controfase. Non un problema da poco, se si considera che quando la catena audio è tutta in fase ci sono una maggiore articolazione della gamma bassa, una rappresentazione della scena più nitida, una migliore messa a fuoco e una tridimensionalità più evidente. Altre due premesse: la maggior parte degli apparecchi ha la fase nel lato destro; la prima messa in fase andrebbe fatta con il distributore di rete e con il condizionatore di rete.

Trovare fase e controfase nella presa a muro

Per trovare fase e controfase nella presa a muro dovrete prendere un cacciavite cercafase e inserirlo alternativamente nei fori laterali della presa stessa. Ci raccomandiamo di prendere tutte le precauzioni del caso prima di effettuare questa operazione.

cacciavite cercafase

Si può anche pensare di chiedere di farla fare a qualcuno più esperto in questo campo. Quando il cacciavite cercafase si illuminerà, vorrà dire che avremo toccato il punto per cui passa la fase. Un’altra soluzione più empirica è aprire la presa; se il nostro impianto è piuttosto moderno e realizzato secondo gli standard italiani, troveremo tre cavi di colore diverso: uno blu (neutro), uno giallo o verde (terra) e un terzo di colore variabile (nero, bianco, marrone…) che costituisce proprio quello di fase. Ora potete collegare il cavo di alimentazione alla presa facendo sì che le due fasi siano corrispondenti.

Cercare fase e controfase nell'impianto Hi-Fi

Come trovare la fase dell’amplificatore nel proprio impianto Hi-Fi, ad esempio? Condizione necessaria è che ogni componente non debba essere collegato agli altri da nessun tipo di cavo o connettore, dunque deve essere inserito il solo il cavo di alimentazione. Rinnoviamo ancora una volta l’invito a effettuare queste operazioni con la massima attenzione, specie se il vostro impianto elettrico non è dotato di salvavita (anzi, se il vostro impianto elettrico non è dotato di salvavita, dovreste evitare proprio di metterci mano!).

Con il cacciavite cercafase

A questo punto, possiamo passare al primo metodo utile per trovare la fase nelle nostre elettroniche. Per prima cosa procuratevi un cacciavite cercafase, dal costo di una manciata di euro. Collegate solo il cavo di alimentazione e accendete l’apparecchio; usate scarpe isolanti in gomma per non scaricare a terra la lettura del cercafase, appoggiate il cercafase su un punto del telaio (ad esempio una vite o un punto non isolato da vernice), avendo l’accortezza di non toccare niente (altrimenti scarichereste tutto a terra e sarebbe inutile fare la misura). Accendete il cercafase poggiando un dito sulla parte metallica superiore. Fatto ciò, notate l’intensità luminosa del cercafase. Ora dovete girare la spina del cavo di alimentazione e ripetere la procedura, per vedere se l’intensità luminosa sia inferiore o maggiore rispetto all’altro lato.

L’apparecchio è in fase giusta nella posizione della spina in cui l’intensità della luce del cercafase è inferiore. Fate un segno sulla spina con un pennarello o altro; la parte della spina appena segnata è quella che va collegata a fase con la presa a muro. Questa misura è soggettiva, in quanto la luminosità della lampadina del cercafase dipende dalla resistenza elettrica del nostro corpo. Per qualcuno si potrebbe illuminare molto, per altri poco, per altri ancora non si potrebbe illuminare proprio. In quest’ultimo caso dovreste passare al secondo metodo per trovare la fase nel vostro impianto Hi-Fi.

multimetro tester

Con il multimetro

Per quanto riguarda il secondo metodo, la prima cosa da fare vostra è un tester elettronico (parliamo di poco più di una decina di euro di spesa). Collegate l’apparecchio come descritto nel primo metodo. Impostate il valore di misurazione del tester sui mV a corrente alternata. Poggiate il puntale del polo negativo su una vite a telaio non isolata da vernice e quello del polo positivo sul polo caldo di qualsiasi connettore RCA (meglio se di uscita) presente sul pannello posteriore. Leggete il valore sul tester e scrivetelo. Poi girate la spina e ripetete la misurazione; il valore più basso tra le due misure corrisponderà alla corretta fase dell’apparecchio. Fate un segno sulla spina con un pennarello o altro; la parte della spina appena segnata è quella che va collegata a fase nella presa a muro. Questa operazione la dovete ripetere su ogni apparecchio, purché sia sempre scollegato agli altri.

Il ruolo dei cavi di alimentazione Hi-Fi

A questo punto tutti gli apparecchi sono in fase, e dovrete effettuare questo procedimento nuovamente solo nel caso in cui vogliate inserire una nuova elettronica nella vostra catena audio. Se avete eseguito tutto in modo corretto, noterete che tutte le spine degli apparecchi avranno il punto fase che avete contrassegnato in corrispondenza della fase contrassegnata sulla ciabatta. Sottolineiamo ancora una volta come un’alimentazione ottimale delle proprie elettroniche non possa non contribuire efficacemente alla restituzione di un suono fermo e trasparente; per saperne di più, vi rimandiamo a questo nostro articolo. Per avere un collegamento solido ed efficace nel vostro impianto Hi-Fi, invece, vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri cavi di alimentazione, realizzati a mano in Italia con materiali di prima qualità.

L’alimentazione nell’Hi-Fi. I cavi contano?

I cavi di alimentazione Hi-Fi, in base alle loro tre coordinate fondamentali (resistenza, capacità e induttanza), migliorano la qualità di trasferimento della corrente a ogni tipo di elettronica che disponga di vaschetta IEC. Pensiamo ad amplificatore, preamplificatore, DAC, lettori e riproduttori audio. Ma perché questi cavi sono importanti quando sono “solo” adibiti al trasferimento della corrente e non del suono? Perché interferenze, variazioni di tensione e cattiva trasmissione incidono su ciò che ascoltiamo. Un cavo di alimentazione adeguato al proprio impianto può migliorare in maniera sostanziale il risultato. Questo, però, a patto che la strumentazione sia di un livello tale da eseguire una riproduzione fedele del suono originale. In questo caso ciò che ascoltiamo si arricchirà di sfumature e contrasto, in un contesto più ampio, luminoso e musicale.

Le conseguenze di un'alimentazione scadente

Una premessa è obbligatoria. Ogni abitazione fa storia a sé e va considerata per ciò che passa nelle canaline dell’impianto e per quelle matasse di fili elettrici che ci sono nelle cassette di derivazione che si hanno in casa. Non è possibile ignorare ciò che si trova dietro ai muri. Idealmente, quindi, un impianto Hi-Fi che punti alla perfezione dovrebbe avere anche, a supporto, cavi strutturali di qualità. Oltre a questo, per prestazioni eccellenti è consigliato l’acquisto di un condizionatore di rete, che “pulisce” la corrente elettrica dai rumori e consente di ottenere una riproduzione musicale più fedele e priva di disturbi.

Va detto, però, che i cavi che passano nelle canaline, siano validi o meno, sono “naturalmente” meno soggetti a qualsiasi tipo di interferenza, interna o esterna, proprio per il fatto di trovarsi dietro una parete. Il passaggio critico è quando la trasmissione di corrente smette di passare per le mura di casa e si trova allo scoperto, cioè quando parte dalla presa elettrica a muro e, solitamente, termina nella nostra sorgente audio o in una multipresa. Durante questo collegamento il cavo di alimentazione è soggetto a interferenze sia dall’esterno verso l’interno che viceversa. La conseguenza di queste interferenze EMI/RFI prende forma, nell’ascoltatore, come distorsione, perdita di dettaglio, equilibrio e tridimensionalità.

Perché i cavi di alimentazione sono importanti

Ogni giorno siamo magari portati ad assimilare l’alimentazione del forno a microonde che abbiamo in casa a quella della nostra elettronica per l’Hi-Fi, “tanto si tratta sempre di portare il fabbisogno di corrente richiesto all’apparecchio desiderato”. Amplificatori e altre apparecchiature di questo tipo svolgono però un compito più delicato dell’accensione e dello spegnimento; sono infatti adibiti alla riproduzione con la massima precisione possibile di un segnale che varia di continuo, secondo un numero molto elevato di parametri.

Ma non è tutto. A incidere sulla qualità del suono è anche il momento della giornata in cui si procede all’ascolto. Con l’approssimarsi delle ore più tarde, sono sempre meno i dispositivi che si servono della rete elettrica, e quindi il disturbo che in essa viene iniettato va a ridursi. In definitiva, di notte gli impianti audio tendono a suonare decisamente meglio che di giorno, come rilevato da tanti appassionati.

Il cavo di alimentazione Hi-Fi influenza il passaggio degli elettroni che si agitano al suo interno. Perciò, se è il mezzo con cui l’intero impianto suona, non solo la sua importanza non è trascurabile, ma finisce con l’essere fondamentale rispetto anche agli altri cavi. Infatti le carenze introdotte non potranno più essere recuperate in seguito. Quel che noi ascoltiamo non è altro che la corrente elettrica presente nella rete di distribuzione dell’energia, modulata in funzione del segnale contenuto nel supporto fonografico. A ciò si aggiunga che le condutture elettriche sono utilizzate per il trasporto dell’energia, ma, a volte, anche per il trasferimento di dati (powerline ad esempio), che rappresenta una fonte di disturbo.

La soluzione Ricable per un'alimentazione ottimale

Abbiamo condotto uno studio minuzioso, supportato da numerosi test, per riuscire a trovare un rimedio efficace alle interferenze. Abbiamo operato su geometrie, schermature e isolamenti per realizzare prodotti che garantissero un’immunità ottimale nelle varie fasce di prodotto. Si parte dalla serie Primus che ha una schermatura ottimale per apparecchiature entry level e si sale via via fino alla serie Invictus. Questa adotta una geometria, degli isolamenti e un sistema di schermi unico nel suo genere, ideale per apparecchiature di levatura tecnica assoluta. Nel mezzo troviamo Dedalus e Magnus che completano l’offerta e vanno a coprire le esigenze di qualsiasi elettroacustica.

Altro fiore all’occhiello dei nostri cavi di alimentazione sono i connettori RCCP di elevatissima qualità, che per Magnus sono in rame e per Dedalus e Invictus sono in puro rame OFC. Tutti dotati di ferriti integrate, permettono il meglio della connettività che si possa desiderare. Di seguito puoi scoprire di più su Ricable Power, cavi unici per concezione, che garantiscono alle tue elettroniche di ottenere il massimo dettaglio, equilibrio e dinamica d’ascolto.