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Recensione #41 – Cavo Dedalus XLR – Ricable Review

Recensione Davide Dedalus XLR
Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Davide S.

Sorgenti: Lettore CD Primare CD31

Amplificatore: Primare I30

Diffusori acustici: Vienna Acoustic Beethoven Concert Grand

Altro: DAC Marantz HD-DAC1; Cuffie Sennheiser HD598

La seguente recensione del cavo Dedalus XLR è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Davide per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Ho conosciuto Ricable e i cavi da essa prodotti poco più di un anno fa; ero alla ricerca di un buon cavo coassiale per l’uscita digitale del mio ampli/DAC cuffie Marantz HD-DAC1. I cavi che avevo provato (quello in dotazione con il Marantz e un AudioQuest regalato da un amico) non mi soddisfacevano per nulla, così mi misi alla ricerca su Amazon di un cavo coassiale a buon prezzo che potesse convincermi. Per puro caso mi cadde l’occhio su un cavo blu che mi colpì per la provenienza italiana e l’ottima realizzazione estetica, era il Ricable DU5 Ultimate Coaxial; subito m’incuriosii e dopo una ricerca dei vari pareri, siti di Hi-Fi e sul sito ufficiale Ricable mi convinsi per l’acquisto, visto anche il costo non eccessivo valeva la pena provare.
Dopo un rodaggio iniziale, mi sono innamorato delle prestazioni del cavo e del suono aperto e pulito che usciva dalle mi cuffie. Dopo mesi di utilizzo, tanto mi sono trovato bene da fare l’upgrade al top di gamma Invictus Coaxial, che dopo il solito rodaggio mi sta già dando soddisfazioni enormi.

Recensione Davide Dedalus XLR
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Come usuale per i cavi Ricable, l’impatto estetico è stato positivo, la bellezza della finitura e la qualità dei materiali sono evidenti anche per un neofita e, al confronto, il mio Mogami 2534 XLR partiva già battuto. Dopo il lato estetico, quello che mi ha colpito è stato il peso: sicuramente il Dedalus pesava di più del Mogami, così come al tatto la copertura del cavo dava una sensazione di robustezza e cura maggiore della semplice gomma che avvolge il Mogami.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Faccio una premessa: ascolto ormai da dieci anni anni quasi esclusivamente jazz che copra il periodo dagli anni Trenta fino ai primi Settanta (salvo eccezioni tipo Brad Mehldau e Fred Hersch); mia fissazione personale, ma che mi ha permesso di maturare un’idea ben precisa del suono che cerco e delle caratteristiche della riproduzione musicale che il mio impianto dovrebbe restituirmi. In questo ambito, i miei ascolti spaziano dal piano trio più classico (Bill Evans, Sonny Clark, Brad Mehldau e Fred Hersch) ai quartetti/quintetti (Miles Davis, Joe Henderson, John Coltrane, Art Pepper) fino alle big band di Basie ed Ellington.
Altra cosa: odio le prove effettuate in forma metodica avvalendosi di determinati CD, nulla contro chi lo fa, ma preferisco ascoltare e valutare un componente sulla base della musica che in quel momento voglio ascoltare e in quel contesto valutare le prestazioni del componente sulla “graticola”.

Dedalus XLR
Recensione Davide Dedalus XLR
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

All’inizio non sono rimasto colpito per niente! Cambiando il cavo bilanciato che collega ampli a sorgente (che in un impianto “nativamente” bilanciato come quello Primare è fondamentale) mi aspettavo un netto miglioramento, invece nulla! Anzi, mi sembrava che il mio impianto suonasse meglio con i cari, vecchi Mogami. Il suono appariva piatto e molto tagliato verso l’alto, senza contare che mancava completamente quel medio “sfumato” che Primare e Vienna Acoustic erano soliti darmi.
Fortunatamente, essendo consapevole che ogni cavo va rodato nell’impianto in cui viene inserito, ho fatto “suonare” il cavo per un bel po’ di ore senza dare giudizi e semplicemente ascoltando la musica come usciva. Dopo un paio di giorni, tutto è cambiato, soprattutto è scomparsa quella “piattezza” che sembrava affliggere il suono e sono apparsi spessore e profondità che pensavo di aver perso. Ma rispetto al Mogami il tutto era migliorato. Ma dove è emersa la differenza più palese è stato nel suono: diventato corposo e compatto e con una “ariosità” e una “pulizia” nello spazio tra gli strumenti finora sconosciute al mio impianto.

Le tue conclusioni.

Sicuramente il Dedalus XLR è stato aiutato nelle prestazioni dal Dedalus Speaker Elite che collega i miei diffusori all’impianto, ma non c’è dubbio che, rispetto alla fase iniziale, il Dedalus ha mostrato tutte le sue qualità di cavo bilanciato di alta qualità. La differenza, ascoltando lo stesso CD a distanza di un paio di giorni (Michael Brecker, album omonimo), è stata illuminante e rivelatrice di quanto margine il cavo abbia da restituire in termini di suono, immagine e pulizia. Sicuramente un acquisto di cui sono ampiamente soddisfatto e ancora adesso mi fa percepire continui piccoli miglioramenti nell’ascolto della musica che amo!

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Cosa ti è piaciuto?

– Corpo e ariosità degli strumenti
– Pulizia del suono
– Trasparenza della scena
– Estetica
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Vanno rodati con (troppa!) pazienza



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