ambiente d'ascolto hi-fi

L’importanza dell’ambiente d’ascolto in Hi-Fi

I fattori che contraddistinguono le prestazioni di un impianto Hi-Fi sono innumerevoli. Quelli a cui pensiamo per primi sono costituiti da elettroniche e cavi. Che a loro volta si dividono in svariate tipologie: amplificatori, diffusori, sorgenti e tanto altro nel primo caso; cavi di alimentazione, di potenza, di segnale e così via nel secondo. A ciò si aggiungono le variabili produttore, modello, usura e, davvero, chi più ne ha, più ne metta. Per la gioia degli audiofili, c’è da sbizzarrirsi in quanto a test e prove da effettuare. Un elemento, però, è spesso dimenticato, forse volutamente, visto che è quello su cui è più difficile intervenire. Parliamo dell’ambiente d’ascolto in Hi-Fi, ambiente della cui importanza gli antichi greci si accorsero subito; basti pensare all’Antico teatro di Epidauro, che vanta un’acustica perfetta e impressionante ancora oggi. Ecco allora quattro consigli generali per migliorare il vostro.

Il triangolo d'ascolto Hi-Fi

Si tratta del consiglio capace di mettere d’accordo più o meno tutti. Il triangolo d’ascolto è quello che dovrebbe formarsi avendo come punti di un triangolo equilatero i due diffusori acustici e la testa dell’ascoltatore. La simmetria deve essere totale, così come è importante che l’altezza a cui sono poste le casse, in particolare il tweeter, sia la medesima dell’ascoltatore. Qualche audiofilo, tuttavia, preferisce un’impostazione che sia avvicina alla forma di un triangolo isoscele; come abbiamo scritto nella premessa, le variabili sono tantissime, dunque quello che possiamo consigliare è effettuare test in lungo e in largo, per capire quale sia la formazione migliore in base al vostro ambiente d’ascolto Hi-Fi e al vostro gusto. In ogni caso, la forma preferibile della stanza d’ascolto è senza dubbio quella rettangolare, sia optiate per il triangolo isoscele che per quello equilatero, visto che alle vostre spalle, così come alle spalle dei diffusori, è consigliabile preservare una certa distanza.

L'arredamento per le alte e basse frequenze

L’assorbimento delle onde sonore è ciò su cui dobbiamo intervenire se riscontriamo delle alte frequenze troppo taglienti nel nostro impianto Hi-Fi. Fortunatamente, si tratta di un’operazione che possiamo effettuare con oggetti presenti nella vita di tutti i giorni. Tendaggi, scaffalature con libri e quadri vanno tutti bene al nostro scopo, a patto che siano privi di qualsiasi piano riflettente in vetro. Potete pensare di acquistare pannelli fonoassorbenti, ormai presenti in tanti negozi specializzati, ma è possibile ottenere discreti risultati anche con gli strumenti citati in precedenza, avendo riscontri senza mettere mano al portafoglio. Con l’eccedenza di bassi, la soluzione del problema si fa un po’ più complicata.

ambiente d'ascolto hi-fi

Qualora sentiate troppo pronunciate le basse frequenze, o notiate veri e propri rimbombi, dovreste provare  a spostare l’arredamento o almeno intervenire con dei tappeti. Ne esistono di specifici per questo scopo, reperibili sempre nei negozi specializzati. Nel caso la spesa vi sembri ingente, potete sempre declinare sui tappeti che avete in casa, dando una preferenza a quelli spessi e a pelo lungo. L’arredamento, infine, può essere un alleato nello smussamento degli angoli del locale. Se possibile, posizionate un mobile a 45° o una libreria posta di traverso, o almeno una pianta, per ridurre riflessi troppo pronunciati.

I materiali dell'ambiente d'ascolto

I materiali che ci circondano contribuiscono in maniera determinante alla resa sonora dell’impianto nell’ambiente d’ascolto Hi-Fi. Purtroppo, però, nel caso dovessimo riscontrare problemi a causa di questi, spesso bisognerà spendere cifre non indifferenti. Parliamo, ad esempio, dei muri. Più sono spessi e solidi e meglio è, sia per l’impatto delle basse frequenze che per ottenere un buon isolamento. Se la vostra è una parete di cartongesso, le vibrazioni saranno molto elevate e il suono sarà sostanzialmente compromesso. Stesso problema di vibrazione anche per porte e finestre; è meglio evitare che queste siano vicine agli angoli della stanza e che siano coperte con tende, soprattutto le seconde.

La parete a cui fare più attenzione è quella dietro ai diffusori. Un buon trattamento acustico di questa parte della stanza assicura risultati eccellenti. In generale è bene rispettare la simmetria dell’arredamento, compresa quella di qualche eventuale (e consigliato) quadro sulle pareti laterali rispetto al punto d’ascolto. Pensiamo ora, invece, ai pavimenti, per cui il materiale migliore è il legno. I peggiori sono invece quelli in marmo (troppo riflettenti) o quelli in moquette (molto assorbenti). Per fortuna, in questo caso non dovremo improvvisarci provetti carpentieri, ma basterà molto meno. Nei casi di pavimenti in mattonelle o in marmo, infatti, un tappeto spesso tra diffusori e punto d’ascolto ridurrà sensibilmente i problemi. In generale, vanno evitate il più possibili le superfici riflettenti.

ambiente d'ascolto hi-fi

Sfruttare le pareti

Pensiamo alle pareti soprattutto come a un problema da risolvere. Questo è parzialmente vero. La maggior parte delle casse acustiche è stata progettata per godere di un certo spazio tra queste e le pareti, affinché il suono possa provenire direttamente da lì piuttosto che, per riflesso, dai muri della stanza in cui ci troviamo. Dunque tenere un certo spazio tra pareti e diffusori è sempre e comunque una condizione imprescindibile per una buona resa acustica del nostro impianto Hi-Fi.

Allo stesso tempo, quando il livello delle elettroniche sale fino a diventare almeno buono, entra in gioco la tridimensionalità della scena e dell’immagine sonora. L’immagine sonora è l’illusione di avere davanti a sé un palcoscenico a tutti gli effetti, che dunque ha una sua larghezza, una sua altezza e una sua profondità. Uno sfruttamento “positivo” delle pareti può dare ottimi risultati nel miglioramento di queste caratteristiche. Riprendendo il discorso sulle tende, ci sono almeno due posizioni che migliorano l’immagine: la prima è sulle pareti laterali, a metà tra diffusori e punto d’ascolto; la seconda è immediatamente dietro al punto d’ascolto, invece, alle nostre spalle. Facciamo presente che esistono anche pannelli ad hoc concepiti proprio per questo scopo.

Considerazioni finali

A tutte queste considerazioni, ne vanno aggiunte alcune finali. La prima è che più l’impianto è di livello elevato, maggiore sarà la sensibilità a qualsiasi modifica effettuata. Per contro, se avete un impianto Hi-Fi poco prestante, difficilmente potrete fare miracoli, pur prendendo tutti gli accorgimenti possibili. Va comunque detto che un buon impianto, messo nella posizione di dare il meglio di sé, saprà regalare soddisfazioni a chi lo ascolta; allo stesso tempo un sistema Hi-Fi strepitoso posto in una stanza pessima sotto il profilo acustico sarà estremamente deludente da ascoltare.

La seconda considerazione che vogliamo fare è che, in questa occasione forse anche più che in altre, lunghi test da effettuare sono il punto di partenza fondamentale per capire come muoversi. Dunque mettete in condizione il cervello di concentrarsi esclusivamente sul suono. Non date nulla per scontato (aprendo o chiudendo le porte della vostra stanza) e provate a effettuare sessioni di ascolto con le stesse impostazioni frammentate nell’arco di un periodo piuttosto lungo, evitando “l’attacca e stacca”. Non dimenticatevi infine dell’importanza dell’ambiente d’ascolto Hi-Fi non solo dal punto di vista sonoro, ma anche da quello dell’impatto emozionale.

Prima di lasciarvi all’esplorazione del nostro catalogo, vogliamo confidarvi una chicca. Qualcuno sostiene che gli occhiali migliorino l’ascolto, in quanto, riflettendo il segnale, fanno in modo che una parte di questo proveniente dal diffusore di destra non raggiunga l’orecchio sinistro, e viceversa. A giovarne sarebbe l’ampiezza laterale dell’immagine. Sarà vero? Noi pensiamo di no, ma tentare non costa nulla…

Acquisto Ricable Smartphone

Perché acquistare direttamente dal sito Ricable?

È sicuramente molto comodo comprare da un unico posto, con un unico ordine online, tutto ciò che ci serve. Ma siamo sicuri che questo corrisponda alla scelta migliore da fare? Pensiamo, come Ricable, anche e soprattutto a ciò che produciamo: i cavi Hi-Fi. Oggetti non proprio economici e, per quanto robusti praticamente, delicatissimi in campo teorico. Tra test di ascolto, tempo per abituarsi al suono, confronti con gli amici da fare, elettroniche da collegare… pensiamo che godere di un periodo prolungato per effettuare il reso, sia il minimo indispensabile. Che è proprio uno dei vantaggi che offriamo ai nostri clienti. Ecco allora perché dovreste pensare di acquistare direttamente dal sito Ricable.

Velocità, sicurezza e vantaggi con un paio di click sul sito Ricable

Piuttosto che provare a convincervi, preferiamo parlare di fatti. Ricable, in origine Troniteck, si è sempre prefissa di consegnare al cliente un servizio su misura, contraddistinto da velocità e qualità. E questo non accade dall’altro ieri, tutt’altro. Troniteck infatti nasce nel lontano 2005, quando ancora l’e-commerce, in Italia, era visto come qualcosa quasi al limite della legalità, tra qualche dubbio e quintali di scetticismo. Amazon non esisteva nemmeno, ed eBay era giusto una start-up. Insomma: curando solo i nostri prodotti, li possiamo trattare con maggior cura, anche prima che arrivino a casa tua.

sicurezza chiave

Ma al di là della maggiore velocità e della affidabilità più elevata, ci sono tanti altri vantaggi che attendono i clienti. Uno di questi è la registrazione della Garanzia a Vita completamente automatica. Nel caso in cui acquistiate il vostro nuovo cavo Ricable da un rivenditore oppure da un marketplace, la Garanzia a Vita vi spetta. Però dovrete attivarla manualmente. Nel caso invece optiate per acquistare direttamente sul sito Ricable, questa sarà attivata in automatico, senza muovere un dito.

Un altro aspetto interessante è relativo alla possibilità di personalizzare il prodotto. Ve ne abbiamo già parlato in maniera specifica in un altro articolo. Ma ci teniamo a precisare come, essendo localizzata la nostra produzione interamente in Italia e ordinando direttamente sul nostro sito, sia possibile richiedere tantissimi tipi di customizzazioni. E molte di queste senza costi aggiuntivi. Nel caso invece procediate con l’acquisto presso terze parti, ogni opzione in questo senso vi sarà preclusa.

Fiore all’occhiello è l’estensione del periodo in cui è possibile effettuare il reso gratuito. Per legge i giorni previsti in questo senso sarebbero 14, qualcuno posticipa la scadenza fino a 30, ma ciò che fa Ricable è consentire ai propri clienti di effettuare il reso gratuito, senza dare spiegazioni, in un periodo che dura fino a 60 giorni.

coppa caffè sei speciale

Acquistare direttamente garantisce supporto continuo e promozioni uniche

Abbiamo già avuto modo di accennare come Ricable sia attenta alle esigenze del cliente. Ma questo non si concretizza solo nella celerità nell’effettuare la spedizione, ma in molti altri aspetti. La spedizione, infatti, è anche completamente assicurata contro danneggiamento, smarrimento o qualsiasi altro tipo di inconveniente. Chi compra dal sito Ricable ha la certezza di ricevere ciò che ha ordinato, sempre. Dulcis in fundo, questa certezza è gratuita con un importo minimo molto facile da raggiungere. Basta infatti che l’acquisto sia di un costo superiore ai 50 euro. Anche chi ci segue dall’estero, può stare tranquillo: spediamo gratuitamente in tutto il mondo. A tutto questo aggiungiamo un altro fattore con cui saltuariamente abbiamo a che fare: la contraffazione dei prodotti o le truffe.

Tramite Facebook vi avvisiamo il prima possibile di stare attenti a questo o a quell’altro sito, ma per stare sempre e comunque tranquilli basta acquistare direttamente dal sito Ricable.

Se chi vende un prodotto è direttamente il produttore, è scontato che il cliente possa avere risposte migliori e più pertinenti, oltre che attraverso un canale preferenziale, contattandolo direttamente. Questo può accedere sia in fase di prevendita, quando bisogna capire cosa fa al caso nostro, sia in fase di postvendita, nel caso in cui ci fosse bisogno di assistenza. L’evolvere dei tempi e della tecnologia ci ha permesso di imbastire un sistema tale da essere vicini al cliente in qualsiasi momento. A tutto questo aggiungiamo infine il fatto che organizziamo ciclicamente alcune importanti speciali iniziative solo per i nostri clienti, come ad esempio “Prova un Ricable”, che si è rivelata un enorme successo, e di cui stiamo pubblicando tutte le recensioni che ci sono arrivate. Aspettando la prossima… perché non date un’occhiata al nostro catalogo?

Invictus Speaker Forcelle

Con Ricable la personalizzazione dei cavi Hi-Fi è totale

Uno dei principali vantaggi di costruire in maniera artigianale cavi Hi-Fi è quello di potere offrire ai propri clienti prodotti di qualità straordinaria. Ma non è tutto. Uno dei tratti distintivi di Ricable è anche quello di offrire un’ampia gamma di personalizzazioni, molte senza costi aggiuntivi. Questo è sempre legato al fatto di progettare e realizzare i nostri prodotti totalmente in Italia. La personalizzazione di cavi Hi-Fi più scontata è senza dubbio quella relativa alla lunghezza, ma ce ne sono tante altre che possono risultare stuzzicanti per l’estro di un vero audiofilo.

Le forcelle nei cavi di potenza Hi-Fi

Senza dubbio la personalizzazione richiesta più di frequente è costituita dalle forcelle, utilizzate nei cavi di potenza al posto delle banane. Come abbiamo scritto in un precedente articolo, calcolando pro e contro le forcelle sono anche la soluzione migliore che è possibile adottare, se paragonate alle banane o al cavo spellato. Le forcelle possono essere richieste per qualsiasi cavo, sia da un solo lato che da entrambi, inserendo semplicemente una nota all’ordine oppure con una comunicazione successiva. Il prezzo non varia.

Invictus Speaker Forcelle Dettaglio
Invictus Coaxial BNC

Ulteriori personalizzazioni

Un’altra richiesta di personalizzazione che ci capita di ricevere piuttosto spesso è relativa ai cavi coassiali. Alcuni clienti ci chiedono di realizzarli con connettori BNC da entrambi i lati (o anche esclusivamente da un singolo lato). Anche in questo caso, il prezzo non cambia.

Per quanto riguarda i cavi XLR e RCA, c’è la possibilità di cablarli in varie configurazioni semibilanciate che prevedono almeno un connettore XLR. Il prezzo di riferimento, in questo caso, è quello dei cavi XLR bilanciati.

Ora passiamo ai cavi XLR – Jack 6.3. Questi possiamo cablarli in varie configurazioni semibilanciate che prevedono almeno un connettore XLR. Il prezzo di riferimento è quello dei cavi XLR bilanciati e attualmente sono disponibili solo i connettori per la serie Magnus, eventualmente compatibili con la serie Primus, ma non con quelle Dedalus e Invictus.

Sottolineiamo infine anche la possibilità di cablare in varie configurazioni un cavo con dei connettori Jack 3.5 mm (maschio o femmina) e Jack 6.3 mm (maschio/femmina). I prezzi di riferimento sono quelli del Magnus Jack.

Come si dice, infine: anche l’occhio vuole la sua parte. Dunque, se per motivi di arredamento o gusto personale desiderate una guaina di colore differente rispetto a quella standard per una determinata serie, è anche possibile richiedere un determinato cavo con un rivestimento diverso. Per esempio, potete richiedere un Dedalus Speaker (arancione) con il rivestimento del Magnus (scuro).

Invictus Coaxial BNC Dettaglio

Ricable non ha nessun limite quando si parla di personalizzazione di cavi Hi-Fi. Essendo un costruttori a tutti gli effetti, possiamo valutare qualsiasi tipo di personalizzazione e fornire al cliente la fattibilità della stessa, così come il relativo preventivo.

casa salotto

Valutazione e rodaggio di un cavo Hi-Fi nel proprio impianto

C’è sempre un’accesa diatriba per quel che concerne il rodaggio di un cavo per l’Hi-Fi. Alcuni audiofili ci dicono che è superfluo rodare i cavi, mentre altri che è importante tanto quanto il rodaggio fatto ad altri componenti Hi-Fi. Innanzitutto: cosa si intende per rodaggio e perché è importante?

Cosa è il rodaggio e perché è importante?

Il rodaggio di componenti Hi-Fi si esegue semplicemente facendo funzionare l’apparato in questione, per un certo periodo di tempo, al fine di stabilizzarne il funzionamento e ottenere un risultato definitivo. La sua importanza è in alcuni casi fondamentale, in quanto alcuni componenti hanno una modifica rilevante nelle performance sonore prima e dopo il rodaggio. Ricable, come produttore, ufficialmente non ritiene che il rodaggio di un cavo Hi-Fi sia fondamentale, o meglio, non dà indicazioni in merito a se e come farlo. Parecchi clienti però ci hanno segnalato che, inserendo i nostri cavi all’interno delle loro catene Hi-Fi, hanno sentito un netto miglioramento dopo un periodo di rodaggio di una quindicina di giorni.

Perché alcuni si e alcuni no? Noi, da sempre, affermiamo che ogni sistema Hi-Fi è unico e questo ci fa pensare che l’inserimento di un nostro cavo nei vari sistemi possa avvenire in modo diverso, anche quando si parla di rodaggio.

Visto che non ha un costo, fatelo!

Il bello del rodaggio, che sia di un cavo, di un amplificatore o di un diffusore acustico, è che non ha un costo e non prevede tecniche astruse per metterlo in pratica. Quindi il nostro consiglio è comunque di farlo sempre, prima di trarre qualsiasi valutazione in merito.

magnus speaker

La valutazione di un cavo Hi-Fi

Molti nostri clienti ci hanno confessato di avere riscontrato un netto miglioramento dopo decine, se non centinaia di ore di “rodaggio” dei nostri cavi. A entrare in gioco qui è un aspetto estremamente interessante, che potremmo definire come il rodaggio del nostro orecchio. Alla base della progettazione dei cavi Ricable c’è una parola chiave indiscutibile: neutralità. Ogni cavo Ricable, pur con le inevitabili differenze dovute al pregio della serie a cui appartiene, punta a restituire all’ascoltatore un suono che sia il più vicino possibile a quello concepito dall’artista che ha realizzato il brano, interfacciandosi con le elettroniche che collega.

Neutralità, però, non significa anonimato, ma corrispondenza massima alla realtà. Ciò vuol dire che chiunque sia abituato a un cavo che enfatizzi alte o basse frequenze, potrebbe trovare il suono di un cavo Ricable “diverso”. Non solo. L’audiofilo che ha appena acquistato un cavo Ricable, essendo abituato ad altro, potrebbe non gradire proprio il nuovo suono emesso dal proprio impianto. È questo il caso di un nostro cliente che, inizialmente, si è dichiarato poco entusiasta del nostro Invictus, salvo poi dichiararsene soddisfattissimo. Forse perché nel frattempo il cavo si è rodato? Oppure perché l’orecchio del nostro amico audiofilo si è abituato al nuovo suono? La risposta più veritiera è, probabilmente… entrambe le cose. A conferma di ciò, abbiamo una circostanza in cui ci imbattiamo ciclicamente.

dedalus signal

Più di una volta abbiamo venduto cavi usati (dunque rodati). Curiosamente ci è stato segnalato che, dopo un certo periodo, il suono era migliorato. Considerato questo, possiamo ipotizzare che se una persona è abituata ad ascoltare un impianto con lo stesso set-up da molto tempo, si abitua a un suono. Anche se non è il più corretto, quando cambia un componente (nel nostro caso un cavo), di primo acchito può rimanere insoddisfatto, perché il suo orecchio è abituato al suono precedente. Con il passare del tempo, il componente forse si roda pure, ma è soprattutto l’orecchio ad assimilare il nuovo suono. Dopo un giusto periodo, il ritorno al vecchio componente non è più neanche ponderabile dalla persona.

Quindici giorni per togliersi i dubbi

È per questo che un consiglio teorico che diamo è di non effettuare test e confronti con “l’attacca-stacca” in un lasso di tempo ridotto. Piuttosto, consigliamo di mantenere il nuovo set-up per almeno due settimane, e poi provare a tornare alla vecchia modalità di ascolto. La soluzione è dunque istituire un confronto basato su prove di ascolto di durata sufficiente. Direttamente derivante da questo suggerimento, c’è anche un vantaggio che offriamo ai nostri clienti molto più pratico. Ci riferiamo alla garanzia Soddisfatti o Rimborsati estesa addirittura a sessanta giorni, esattamente il quadruplo rispetto a quelli previsti dalla legge. Solo in questo modo ci sentiamo di offrire un periodo di tempo, a nostro avviso, sufficiente per fare un corretto “rodaggio”. Un rodaggio sia del nostro cavo, sia del nostro udito. Alla base di tutte queste considerazioni ci deve essere il fatto che i cavi in questione siano prodotti di qualità, come quelli che offriamo ai nostri clienti. Per scoprire tutte le nostre serie e tutte le nostre tipologie di cavi, vi invitiamo a cliccare sul bottone sottostante.

Cambiamento Time for Change

Come funziona Ricable Upgrade, il servizio di permuta di cavi Hi-Fi unico al mondo

Qualcuno lo conosce già, e forse ne ha addirittura già usufruito. Qualcun altro, invece, devo ancora scoprirlo. Ma siamo sicuri che, appena capiterà, non ne riuscirà più a fare a meno. Parliamo di Ricable Upgrade, il servizio di permuta di cavi Hi-Fi offerto in questo settore esclusivamente da Ricable, che permette ai suoi clienti di valorizzare l’usato e avere un prodotto nuovo, garantito a vita. Ma come funziona Ricable Upgrade?

Che cos'è Ricable Upgrade?

Cominciamo dalla condizione fondamentale: essere in possesso di un cavo Ricable. Questo è ovviamente il primo passo necessario per potere usufruire di Ricable Upgrade. Quello che forse potrebbe essere meno scontato è che non è necessario che l’acquisto sia stato effettuato su questo sito. Nel caso abbiate comprato il cavo presso un rivenditore o un marketplace online, non c’è problema; basta che abbiate la possibilità di dimostrare l’acquisto (scontrino, conferma mail, ricevuta e simili). Non dovete nemmeno essere in possesso degli imballaggi originali, basta che il prodotto funzioni.

A questo punto manderemo, a nostre spese e in data e orario concordati, un corriere a ritirare il cavo a casa vostra e a portarvi, contestualmente, il vostro nuovo Ricable. Il prezzo che dovrete pagare sarà solo la differenza netta di costo tra i due cavi, senza nessuna commissione. Infatti il vostro vecchio acquisto viene valutato in permuta la stessa cifra pagata per il nuovo, IVA e trasporti compresi. Così facendo, non avrete mai cavi di troppo, ma, al contrario, avrete sempre la massima prestazione concentrata nel vostro impianto, anche quando magari deciderete di cambiare delle elettroniche.

Trasversalità totale

Ci sono alcune note aggiuntive che meritano qualche attenzione. In primo luogo, la permuta è trasversale. Potete permutare un cavo di segnale per uno di potenza, a patto di effettuare un miglioramento a livello di serie. Ma Ricable Upgrade è un servizio “elastico” anche in un altro senso; anche se il vostro cavo è finito fuori catalogo oppure appartiene a una serie a fine produzione, non c’è problema, sarà comunque ritenuto valido. Così c’è sempre la certezza di massimizzare il proprio investimento negli anni a venire. A questo aggiungiamo il guadagno di tempo rispetto alla possibilità di rivendere il vostro cavo a un privato.

Vi risparmiamo tutte le scocciature relative ad annuncio da mettere online, trattativa da portare a termine e quant’altro. Meglio di così, davvero non si può. Ma come fare per attivare questa procedura?

Come posso aderire?

Ecco quindi come funziona Ricable Upgrade. È semplicissimo. Capiamo però ora come possiamo aderirvi. Per farlo, vi basterà compilare il form che trovate nella pagina dedicata al servizio. Dopo poco tempo, vi ricontatteremo per finalizzare l’operazione. Se aveste dei dubbi, vi consigliamo di guardare il video illustrativo oppure consultare la pagina Ricable Upgrade (che offre anche un esempio e il regolamento completo), raggiungibile tramite il bottone sottostante. Altrimenti potete, come sempre, contattarci in chat qui sul sito o con un altro dei tanti mezzi che vi mettiamo a disposizione.

elettrone prova signor zanetti

Il ritorno del signor Zanetti: una prova tecnico-scientifica dei cavi Ricable

Non c’è due senza tre, o forse non c’è tre senza quattro. Il nostro affezionato cliente Zanetti torna alla ribalta con un nuovo articolo in cui ci racconta una serie di test e una prova dei cavi Ricable di carattere tecnico e scientifico, con cui ha saggiato le nostre serie Dedalus e Invictus. Per chi se le fosse perse, ecco i link alla prima e alla seconda puntata, seguite da quello che doveva essere il suo ultimo articolo, dall’atmosfera natalizia. Per fortuna, così non è stato. Buona lettura con il racconto del signor Zanetti e la sua prova dei cavi Ricable!

La danza degli elettroni

Dunque, in conclusione, mi sono portato a casa da mister Sergio: quattro cavi di alimentazione Dedalus, due cavi di segnale bilanciati (uno Invictus e uno Dedalus), tre cavi HDMI e, dulcis in fundo, una coppia di cavi – altoparlanti Invictus.

Bene bene per le mie orecchie, un po’ meno per il portafoglio. Ma si sa, gli hobby sono hobby. Dunque dunque le orecchie sono soddisfatte; ma sarà veramente così? Voglio dire, dal punto di vista tecnico-scientifico sarà possibile determinare in maniera oggettiva la qualità di questi cavi?

«Ma che t’importa» mi dice il mio collega e amico Alessandro. «Perché ti vuoi martellare i cosiddetti se sei soddisfatto?». Penso abbia ragione! Ma… si sa… l’appetito vien mangiando! Allora comincio a esaminare ciò che posseggo. Per prima cosa controllo se le spine dei cavi Dedalus sono avvitate a dovere; quasi sempre sì. Qualche volta provo a stringere un po’ di più.

Sono gusti personali degli audiofili a cui piace smanettare.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Poi, considerato che il peso del cavo è ragguardevole, penso di sostenerlo nelle connessioni. Ma pensando pensando e aumentando il cosiddetto “martellamento”, mi dico: «Ma la fase sarà corretta?». Posso facilmente determinare la fase della presa di alimentazione con un cercafase; ma la fase dell’apparecchiatura collegata con il cavo sarà corretta anch’essa o no? Sempre Alessandro: «Ma cosa vai a cercare? Mi sembri suonato… appunto».

Ma ormai la febbre audiofila ha preso il sopravvento e non voglio intendere ragioni. Cerco su internet e dopo diversi tentativi scopro una ciabatta della Oehlbach che ha la possibilità di collegare in fase le apparecchiature. Bene, la compro. Ora mi potrei accontentare, ma la “febbre” non si placa.

Scopro che c’è anche un accessorio che facilita l’operazione. Compro anche quello. Bene bene per qualche giorno mi è sembrato di essere soddisfatto. Riassumendo: ho controllato le viti di serraggio di spine e prese, ho sostenuto le connessioni a causa del peso rilevante del cavo, ho messo in fase le apparecchiature con l’apposito giocattolino; è tutto ok.

Passa una settimana e il tarlo audiofilo ricomincia a lavorare! «Ma» mi dico «dal punto di vista strettamente chimico-fisico vale la spesa? Cioè, è un cavo costruito a regola d’arte?». Ora il mio amico Alessandro si incazza veramente (e tre)! Tralascio gli improperi che mi dice. Si tranquillizzerà in seguito a casa sua, ascoltando McIntosh e Sonus Faber. Passa qualche giorno e questa volta è lui che telefona.

Mi dice: «Ho comperato un accessorio, una specie di penna, ti consiglio caldamente di comperarla, fidati». Maledizione, mi ha fregato, adesso è lui che alimenta il mio tarlo audiofilo! Prima però mi godo la qualità audio e video che si sprigiona dalla ciabatta. La ciabatta è venduta senza cavo e io gliene ho collegato uno normale. Tutto ok. Dopo un paio di giorni trafficando con i cavi, metto un Dedalus Ricable nella presa di alimentazione della ciabatta e me ne vado.

Alla sera accendo il televisore (anch’esso collegato alla ciabatta) e resto allibito. Penso: «Hanno aumentato l’intensità del segnale video, che strano, non ho mai visto così bene la TV». Passa un‘oretta ma la cosa non mi convince. Guardo la ciabatta e penso: «Non sarà mica cambiato qualcosa nell’alimentazione? Ma certo, ho cambiato il cavo!». Non ci credo, rimetto il normale cavo elettrico e riaccendo il televisore. La qualità è peggiorata.

Ma come è possibile! Il cavo è prima della ciabatta filtrante, come può essere? Cambio di nuovo il cavo e la qualità video aumenta! Provare per credere! Il cavo Ricable che alimenta la ciabatta ha aumentato considerevolmente la qualità video e audio (foto 3). Ora mi devo occupare di questo strano aggeggio che Alessandro mi ha consigliato di comperare a scatola chiusa.

Vado sul sito di Audioteka e leggo che l’azienda svedese SUPRA produce un piccolo strumento per il controllo dei campi elettrici che possono essere irradiati da cavi di alimentazione, ciabatte, fusibili, blocchi di distribuzione elettrici e così via. “Minchia signor tenente”, ho trovato quello che cercavo! Ora il Ricable lo sistemo io! Prendo la “penna”, l’appoggio sul Dedalus. NIENTE!

Non si accende e il cicalino non suona. Provo il mio cavo nero PCOCC: un disastro! La “penna” si illumina e suona. Provo tutti i cavi che ho diversi dai Ricable: suonano tutti e la “penna” si accende sempre! Ora sono soddisfatto. Questi maledetti cavi sono un’opera d’arte. A chi li ha progettati va conferita la Legion d’onore!!

L.R. Zanetti

La “penna” usata è un rilevatore di campi elettromagnetici. In pratica, se posizionata vicino a una fonte di campi elettromagnetici (come la corrente elettrica), la punta si illumina. È dotata di varie sensibilità per intercettare anche i campi elettromagnetici meno forti. È un ottimo attrezzo anche per trovare la fase degli apparecchi, perché dove c’è fase si illumina, dove c’è il neutro no.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Nella prova è evidente come i nostri cavi, alla massima sensibilità, non emaninino campi elettromagnetici. Questo significa che sono meglio schermati e isolati degli altri. Questi campi che fuoriescono dal cavo interferiscono con elettroniche e altri segnali della catena ed è anche per questo che un buon cavo di alimentazione fa la differenza. Infine, ringraziamo per la quarta volta il signor Zanetti per questa prova dei cavi Ricable, grazie alla quale le serie Dedalus e Invictus sono state messe sotto stress, uscendone però vittoriose.

banane forcelle cavo spellato

Banane, forcelle o cavo spellato in Hi-Fi?

Meglio terminare con banane, forcelle o lasciando il cavo spellato? È questa una delle domande che i clienti ci fanno più frequentemente. Ogni soluzione ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, che vi racconteremo in questo nuovo articolo del nostro blog. Una premessa doverosa, però: il nostro discorso ha un senso nel momento in cui le connessioni siano applicate ad apparecchi di elevata qualità e considerando un alto livello dei materiali impiegati. Ad esempio, una banana in puro rame sarà meglio di una in ottone. Facciamo allora il punto su quale sia la soluzione migliore tra banane, forcelle e cavo spellato.

Il cavo di potenza Hi-Fi terminato con le banane

La connessione a banana è senza dubbio la più diffusa, perché garantisce la maggior praticità e un’ottima protezione dall’ossidazione del conduttore. Ci sono in commercio vari tipi di banana, le più comuni sono quelle con le molle sul perno. Questo tipo di banana è la meno performante per via della componente a molla che pregiudica la stabilità e l’intensità della forza applicata nel contatto (vedi foto).

Altro tipo di banana molto diffusa (la usiamo in tutte le serie, tranne quella Invictus) è la banana BFA, caratterizzata da un contatto centrale che si restringe. Per questo è dura da inserire ed è giusto che sia così, perché vuol dire che ha una miglior tenuta. I vantaggi di questa banana rispetto a quella a molla sono:

  1. Maggior tenuta nel tempo.
  2. Maggior superficie di contatto.
  3. Se si allenta il sistema a molla BFA, si può ripristinare allargandolo leggermente.
banane a molla

Il problema di questa banana è che la lamina che forma il polo d’inserimento (dove c’è quella parte ondulata) è più fragile delle altre e si potrebbe piegare sotto sforzo. Per questo nella serie Magnus e Dedalus abbiamo progettato banane BFA con un perno centrale che garantisce questo tipo di tenuta. Anche perché queste banane sono in rame e tellurio, che è più morbido dell’ottone e quindi tende a piegarsi. Le uniche banane BFA standard sono quelle del Primus, una serie per la quale, però, abbiamo previsto una lamina maggiorata per evitare piegamenti.

L’ultimo tipo di banane, più diffuso, è quello a espansione, che tramite un sistema a perno permette una tenuta costante e precisa (serie Invictus). Ci sono altri tipi di banane meno diffusi, ma quelle maggiormente usate sono queste tre.

Banane

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Il cavo di potenza Hi-Fi con forcelle

ponticelli hifi come collegarli

La terminazione con forcelle di un cavo Speaker Hi-Fi risulta forse essere il miglior compromesso possibile tra praticità e prestazione. Nonostante ciò, la forcella è molto meno richiesta e utilizzata per la terminazione dei cavi di potenza. Ricable realizza comunque realizza tutti i cavi con le banane, con la possibilità di averli terminati, da un lato o da entrambi i lati, con le forcelle, senza variazioni di prezzo.

Mentre la banana è universale per ogni morsetto, in quanto il foro è universale, per la forcella la compatibilità dipende molto dalla dimensione del perno del morsetto.

Ricable (ma quasi tutte le forcelle in commercio sono così) usa forcelle a doppio sbalzo, che si adattano alla stragrande maggioranza dei perni. La maggior performance è garantita da una superficie di contatto e da uno spessore maggiori (nelle forcelle buone) del corpo del connettore. La tenuta meccanica è praticamente identica a quella della banana, soprattutto con i morsetti moderni di casse e amplificatori, che hanno una parte zigrinata capace di prevenire lo smollarsi.

Questa soluzione è meno comoda del “mettere e togliere”, perché ogni volta bisogna smollare il morsetto come nel cavo spellato. Tuttavia l’inserimento della forcella è più agevole del cavo spellato e soprattutto non dipende dal rapporto tra conduttore e dimensione del foro. A volte capita infatti di avere fori piccoli per il cavo spellato o conduttori grandi. Un altro svantaggio della forcella è che molti amplificatori multicanale non la accettano, mentre accettano sempre banana e cavo spellato. Un vantaggio della forcella rispetto alla banana, invece, è che serve meno spazio dietro al contatto, perché il cavo va subito parallelo all’apparecchio, mentre con la banana serve un po’ di spazio dietro per il connettore e per il cavo in partenza.

Forcelle

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione
ricable custom

Il cavo di potenza Hi-Fi spellato

A livello di performance il cavo spellato è la soluzione migliore, perché ogni elemento che si aggiunge nella trasmissione di un segnale, tende a peggiorare quest’ultimo. Allora perché si usano i connettori a banana e forcella, soprattutto nei cavi di maggior pregio? Per una semplice motivazione, perché i conduttori in rame, e più sono di purezza elevata e più questa condizione si verifica, tendono a ossidarsi in brevissimo tempo e questo peggiora drasticamente le performance della conduzione, togliendo tutto il vantaggio di non avere il connettore.

Si può tamponare questa situazione stagnando la parte spellata, per tamponare un po’ l’ossidazione, ma non sarà mai come la placcatura di un connettore. Inoltre si vanificano tutti i benefici della connessione con cavo spellato.

Di solito si usano cavi spellati in connessioni di valore moderato, soprattutto nell’Home Cinema, perché l’ossidazione che avanza incide meno in termini di qualità su sistemi Hi-End.

Attenzione: piuttosto che usare connettori di scarsa qualità, molto meglio il cavo spellato, magari stagnato. I connettori di qualità, nel computo vantaggi/svantaggi rispetto al cavo spellato, sono comunque sempre meglio. Diciamo che il cavo spellato è a livello accademico la miglior connessione, ma solo nel breve periodo, quindi non lo si consiglia per connessioni di alto livello. I valori del grafico sotto riportati si riferiscono al medio e lungo termine. Altro svantaggio è la praticità di utilizzo, perché è necessario ricordarsi di stringere di tanto in tanto i morsetti e perché, se si devono scollegare, prima di collegarli nuovamente è buona cosa tagliare una parte del cavo e spellarne una nuova, fino a quando se ne trova una non ossidata.

Cavo Spellato

Praticità Utilizzo
Tenuta Meccanica
Conducibilità Segnale
Protezione Ossidazione

Banane, forcelle o cavo spellato? Tutte queste considerazioni cadono nel momento in cui si utilizzino banane o forcelle di scarsa qualità; in questo caso la qualità del suono sarebbe inevitabilmente, al punto tale da consigliarvi senza se e senza ma l’utilizzo del cavo spellato. Ricable, oltre a offrire la lunghezza personalizzata, dà la possibilità ai propri clienti di scegliere anche la terminazione, se con le banane o le forcelle. Basta che ce lo segnaliate in una nota quando completate l’acquisto. Per coloro che volessero fare utilizzo di un cavo spellato, non possiamo che rimandare alla nostra divisione Custom, pensata per gli autocostruttori.

Impianto Rocco 1 Invictus Signal

Recensione #9 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Rocco
Dal gruppo Facebook Be Connected

Rocco L.

Sorgente: Mark Levinson 390s

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Copland CTA 408

Diffusori acustici: B&W 804 D3

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Rocco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Costruzione accurata ed estetica ineccepibile, sicuramente solido e accattivante sin dalla prima vista.

Impianto Rocco 4 Invictus Signal
Impianto Rocco 3 Invictus Signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Inizialmente collegando e scollegando il cavo in prova alternandolo con il precedente VDH. Successivamente, non riscontrando particolari differenze, l’ho collegato all’uscita CD, utilizzando un connettore doppio RCA, con entrambi i cavi a confronto, e a loro volta questi sono stati collegati a due differenti ingressi amplificatore A1-A2 (come da foto).
Quindi durante l’ascolto dei brani con l’ausilio del telecomando dell’ampli ho provato a cambiare l’ingresso 1 con il 2, avendo così immediata la percezione dei due suoni a confronto (fare riferimento al video relativo a uno dei brani tratto da The Wall dei Pink Floyd).

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto appare subito relativo a un cavo di notevole qualità sia in termini di dettaglio, di trasparenza, di calore soprattutto con le voci femminili che regalano una certa sensazione di “presenza ” da magica atmosfera.
Anche i vari strumenti appaiono ben distinti tra loro creando una buona scena tridimensionale, masterizzazione del CD permettendo!
I brani utilizzati per la prova sono tratti da Best Audiophile Voices VI, Jack Johnson: Sleep Through the Static, musica rock quali Dire Straits e Pink Floyd e musica MPB con Ana Carolina, star della musica brasiliana contemporanea.

Invictus Signal Contesto
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Con mio grande stupore i due cavi a confronto sono apparsi assolutamente identici sotto i vari aspetti qualitativi di trasparenza, separazione scena sonora e quant’altro si possa chiedere a un cavo che nell’impianto ha l’ingrato compito di togliere il meno possibile al segnale originale.
L’Invictus ha tenuto testa a un cavo VDH di indubbio valore senza alcun problema, che onora il team di Ricable per l’eccezionale risultato conseguito.
In conclusione un cavo dall’ottimo rapporto qualità/prezzo che può fare la felicità di molti audiofili senza spendere un capitale.
Ringrazio ancora Ricable per l’opportunità di test offerta a noi audiofili, porgendo i miei più sinceri AUGURI di buone feste e di un prosperoso 2020.

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Cosa ti è piaciuto?

– Vedere quanto già esposto, nulla da segnalare
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare



situazione coronavirus ricable

Situazione coronavirus Ricable (aggiornamento al 12 marzo 2020)

Ricable è aperta. Comunichiamo, per quanto riguarda la situazione venutasi a creare in seguito alla diffusione del coronavirus, che garantiamo i seguenti servizi ai clienti:

  1. Evasione ordini sui siti www.ricable.com, www.ricablecustom.com e www.troniteck.it
  2. Supporto commerciale e tecnico tramite telefono, e-mail, WhatsApp e chat on-line

Per proteggere i nostri dipendenti abbiamo istituito un ampio contesto di lavoro agile o smart working e attuato la massima sicurezza nell’unità produttiva. Questo al fine di poter garantire un servizio adeguato alla situazione di emergenza. Fino a data da stabilirsi, per sicurezza, abbiamo chiuso l’accesso presso il nostro stabilimento a qualsiasi persona che non rientri nel nostro piano preventivo. Non sarà possibile:

  1. Ritirare ordini presso la nostra sede
  2. Recarsi presso la nostra sede per qualsiasi motivo
  3. Produrre cavi con lunghezza personalizzata

Nonostante l’emergenza Covid-19, abbiamo deciso di proseguire in forma ridotta, ma ugualmente efficace, la nostra attività, rispettando tutte le norme preventive indicate dal Dpcm 11/03/2020 a tutela dei nostri collaboratori e clienti. Vista la situazione mutevole, vi terremo aggiornati nel caso dovesse cambiare qualcosa.

coronavirus
Impianto Roberto 2

Recensione #8 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Roberto C.

Sorgente: Technics SP-15 Benz Micro Glider SL

DAC: Dedicato: Chord Hugo 2

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Luxman UX 509 – Feliks Audio Elise + HiFiMAN HE1000se

Diffusori acustici: ProAc Response D30

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Roberto per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo ha un aspetto eccellente, connettori di ottima fattura, guaina esterna di alta qualità.

Impianto Roberto 1
Invictus Signal Contesto
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho lasciato rodare il cavo per circa quaranta ore. Prova effettuata da streamer AURALiC ad amplificatore cuffie, con cambio cavi sull’ingresso RCA.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Testato con ascolti in parallelo e in rapida successione di:

  • Classica: Overtures And Preludes, Richard Wagner; Sinfonia n. 1, Gustav Mahler
  • Jazz: Kind of Blue, Miles Davis; Soulville, Ben Webster
  • Rock: Frank Zappa, Pink Floyd, Radiohead, Deep Purple
dark side of the moon pink floyd
Impianto Roberto 3
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo è risultato notevolmente equilibrato, con medie frequenze in risalto e leggera attenuazione agli estremi. A mio parere è molto indicato per ascolti di classica e piccoli ensemble jazz, meno a suo agio sul rock.

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Cosa ti è piaciuto?

– Medi molto bilanciati, pieni e fluidi
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Risposta sull’estremo basso, dettaglio sugli alti



Immagine produzione progettazione ricable

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable?

Come avviene la progettazione di un cavo Ricable? Come abbiamo dato alla luce le serie Primus, Magnus, Dedalus e Invictus? Perché non c’è a catalogo quello che sto cercando? Tutto comincia da un’ispirazione e possono passare anche anni prima che questa diventi realtà. Perché vogliamo essere certi del valore dell’idea. I primi mesi sono passati a pensare, disegnare e immaginare, poi si passa alla stesura del progetto, considerando tutte le problematiche, e successivamente alla prototipazione. Tutto viene fatto per punti e non si passa a quello successivo se prima non si sono superati i precedenti.

La progettazione di un cavo Ricable comincia da un'idea...

Iniziamo con un concetto, una idea costruttiva: quella che non esiteremmo a chiamare la teoria. In questa fase, studiamo a tavolino un nuovo prodotto o una miglioria rispetto a uno esistente e disegniamo quella che potrebbe essere la struttura interna.
È una fase molto importante in quanto i concetti prendono forma e si scontrano con tutte le limitazioni che fanno la differenza tra un’idea e un prodotto. Il disegno è poco più che una bozza e serve per capire meglio in modo figurativo il nuovo progetto.

Immagine Progetto progettazione ricable
Immagine cavo interno progettazione ricable

... per poi passare alla realtà

Vediamo poi se ciò che è solo progettazione di un cavo Ricable possa diventare realtà in base ai nostri principi costruttivi. Quando abbiamo elaborato un disegno di un possibile nuovo cavo, passiamo alla parte meno piacevole, cioè andiamo a scontrarci immediatamente con la fattibilità dello stesso. Questa fase deve tenere conto di vari aspetti, cioè quelli della produzione vera e propria, dell’integrazione con i connettori, della scelta dei conduttori, dei dielettrici, delle schermature e degli isolanti e più in generale vengono considerate tutte le problematiche tecniche che si potrebbero affrontare.

Se il progetto prevede la realizzazione di un nuovo connettore, valutiamo come realizzarlo, sia da un punto di vista costruttivo che di materiali.
Ad esempio, con i nuovi connettori in puro rame abbiamo fatto un lavoro lunghissimo di prototipazione, perché dovevamo riuscire a superare l’ostacolo della maggior morbidezza di questo metallo rispetto all’ottone standard.
Maggiori informazioni sul Ricable Copper Connector Project (RCCP) le potete trovare in un approfondimento pubblicato proprio per elencare i vantaggi che derivano da questa soluzione costruttiva.

Immagine connettore progettazione ricable
Immagine prototipo progettazione ricable

Iniziamo la prototipazione

A questo punto inizia la prototipazione, partendo dal top di gamma e scalando sui modelli di livello inferiore per creare prodotti per fasce più modeste. La prototipazione prevede la creazione di almeno due differenti versioni del prodotto che abbiano superato tutti i precedenti punti e siano identici nel loro aspetto, differenziati solo da una lettera: A e B. Nel corso della prototipazione, a ogni modifica cambiamo la lettera, al fine di avere uno screen di tutti i prototipi. Quando le cose vanno bene, centriamo il prodotto subito, ma è successo varie volte di superare abbondantemente la metà dell’alfabeto!

I test sono effettuati mediante severi controlli tecnici. Se non sono soddisfacenti, vengono effettuate modifiche e rivisitazioni; se invece la performance ottenuta è all’altezza, si passa alla fase successiva, quella più importante, che consiste in alcuni test di ascolto con al massimo un paio di prototipi. In questa fase cerchiamo di cogliere gli aspetti più significativi e, se i test di ascolto hanno esito positivo, passiamo alla fase successiva. Se qualcosa non ci convince, torniamo indietro alla prototipazione. Questa è la fase dove la maggior parte dei progetti non vede la luce.

I gruppi di ascolto

I test successivi (i più lenti, ma i più proficui) prevedono il coinvolgimento di gruppi di ascolto esterni, in grado di verificare la bontà del prototipo. Raccogliamo una quantità di dati importantissima, perché le informazioni ci arrivano da due fonti uniche: la varietà di impianti e l’esperienza degli appassionati. Se tutti i punti precedenti ci soddisfano, passiamo alla fase ancora successiva della progettazione di un cavo Ricable, altrimenti facciamo un passo indietro per affinare le performance dei prototipi. L’ultimo passaggio è quello relativamente più semplice, ma necessario alla commercializzazione del prodotto. Parliamo di quello costituito dallo studio del design e del packaging, del confezionamento e dei dettagli commerciali.

Ci teniamo a spendere due parole in più proprio sul confezionamento. Questo vanta un design personalizzato per ogni prodotto, che sia differente ma allo stesso tempo coerente rispetto allo stile Ricable. Sappiamo benissimo che i colori e le scatole non permettono di far funzionare meglio gli impianti, ma siamo convinti che presentare un prodotto in un certo modo sia comunque un aspetto da tenere in considerazione. Nella scatola, realizzata a mano anch’essa in Italia, non c’è solo estetica; al suo interno, infatti, potete trovare le istruzioni per utilizzare e mantenere al meglio il vostro nuovo acquisto. Queste sono accompagnate da una brochure che vi illustrerà come attivare uno dei nostri tratti distintivi: la Garanzia a Vita.

In un cavo Ricable nulla è lasciato al caso

Passiamo alla realizzazione dei contenuti multimediali e alla creazione delle schede tecniche. Anche in questa fase siamo molto puntigliosi, scegliendo i contenuti migliori. Ora non ci resta che produrre il nuovo cavo e anche questo aspetto non è lasciato al caso, perché vengono fatti test di produzione per capire come ottimizzare al meglio questa fase, ma soprattutto come evitare il più possibile errori e difformità tra un pezzo e un altro. Alla fine, prima del confezionamento, c’è un test e un collaudo su ogni singolo pezzo, al fine di garantire a ogni acquirente la stessa qualità del progetto originale.

Il frutto dell'intera fase di progettazione

Il prodotto viene custodito con cura nel nostro magazzino fino a che un cliente non lo ordina. Una delle caratteristiche più apprezzate di Ricable è la velocità di spedizione; nel caso effettuiate il vostro ordine la mattina o nel primo pomeriggio, il prodotto partirà il giorno stesso dalla nostra sede di Oleggio, in provincia di Novara, e sarà affidato al corriere che lo porterà a casa vostra nel giro di 24/48 ore nei giorni feriali, salvo imprevisti.

Il servizio di assistenza vi supporterà prima e dopo la vendita, tramite chat, mail, telefono, social network o qualsiasi altro mezzo. Come? Con un supporto personalizzato che vi indichi inizialmente cosa è meglio per voi e per il vostro impianto. L’assistenza post-vendita non è secondaria; nel caso ci fossero problemi, potete scriverci in qualsiasi momento e troveremo una soluzione, sostituzione del prodotto inclusa, qualora abbiate attivato la Garanzia a Vita. Anche a distanza di anni.

Può capitare che il prototipo venga subito “indovinato” e che si abbia per le mani un prodotto di qualità eccellente senza apportare modifiche di rilievo. Al contrario, capita anche che non esista una via che preveda un risultato soddisfacente. È il caso del cavo USB che abbiamo provato a realizzare tra il 2015 e il 2016. È stato cestinato poiché deludente per le aspettative che comunemente si hanno su un prodotto marchiato Ricable. Per fortuna, però, i prodotti che hanno superato tutti gli step che prevede la progettazione di un cavo Ricable sono tanti, e li potete scoprire tutti cliccando sul bottone sottostante.

marantz pm8006

Recensione #7 – Cavo di Segnale Primus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Dario C.

Sorgente: Cambridge Audio CXUHD, Rega Planar 3

DAC: Dedicato: Pro-Ject DAC Box DS2 ultra

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Marantz PM8006, per cuffie Lake People G109-S

Diffusori acustici: Indiana Line Diva 552, Sennheiser HD 660 (cuffie), Denon AH-D7200 (cuffie)

La seguente recensione del cavo di segnale Primus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Dario per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Decisamente sì! Il cavo si presenta esteticamente accattivante e gradevole, restituendo una piacevole sensazione di robustezza e solidità.

cambridge audio cxuhd
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Sì, ho eseguito i test collegando e scollegando questo cavo e l’altro che usavo, che è un AudioQuest Golden Gate.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho innanzitutto usato il cavo per collegare il prephono del Rega Planar 3 al Marantz PM8006, poi per collegare l’uscita REC di quest’ultimo, con l’amplicuffie Schiit Valhalla 2. Il suono è estremamente lineare, ho avuto una piacevole sensazione di trasparenza, e anche l’ambienza e la tridimensionalità sono ottime.

Sennheiser HD 660
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Credo che la serie Primus sia perfettamente sovrapponibile, quanto a resa sonora, probabilmente perché si tratta di cavi che appartengono allo stesso segmento entry level; tuttavia, per quanto riguarda la qualità costruttiva, devo dire che il Primus appare costruito molto meglio, e appare molto più solido e robusto rispetto all’AudioQuest Golden Gate. Anche i contatti sono molto più fermi e c’è maggior presa, maggior contatto, quindi dal mio punto di vista, a parità di segmento, i Ricable sono decisamente da preferire.

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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto esteriore davvero accattivante
– Sensazione di solidità
– Connessioni perfettamente stabili
– Il cavo non colora il suono, ma è trasparente

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Cosa miglioreresti?

– Nulla


logo instagram

Condividi e risparmia grazie alla collaborazione tra Ricable e Worldz. Sconti per tutti

I nostri clienti più affezionati avranno già notato una piccola, grande novità all’interno del sito Ricable. Dopo avere effettuato una qualsiasi azione, vedrete spuntare alla destra del vostro schermo un invitante pulsante. Semplicemente cliccandoci, avrete accesso al frutto della nuova collaborazione all’insegna del tricolore tra Ricable e Worldz, con sconti previsti per ogni cliente. Worldz è una startup milanese in grande espansione che riconosce il valore economico di una condivisione social.

Cliccando sul pulsante, si aprirà una finestra che vi accompagnerà per tutto il procedimento di acquisto, facendovi risparmiare. Il primo passaggio da effettuare è effettuare il login sul proprio social network preferito, a scelta tra Facebook e Instagram. Fatto questo, dovrete concedere all’app di Worldz alcune autorizzazioni affinché possa calcolare il vostro potenziale da brand ambassador. Si tratta del valore economico correlato alla condivisione social. Più i vostri amici o follower interagiscono con i vostri post, più risparmierete, proprio come se foste degli influencer. Potete stare tranquilli, il tutto si svolge in totale sicurezza per quanto riguarda i vostri dati.

ricable worldz sconto

Come ottengo il mio sconto?

A questo punto, scegliete il vostro prodotto preferito e inseritelo nel carrello. Aggiungetene degli altri, se volete aumentare ulteriormente lo sconto, e condivideteli (anche come una “storia”). Ora cliccate l’icona del carrello, in alto a destra, e selezionate “Visualizza carrello”. Lo sconto Worldz legato alla vostra condivisione social sarà automaticamente calcolato e applicato all’importo finale.

L’unica cosa a cui dovrete prestare un po’ di attenzione sarà non eliminare o condividere in modalità privata il post, altrimenti rischierete di vedere svanire il vostro sconto. O, ancor peggio, non potere più godere dei vantaggi offerti da Worldz, sia per quanto riguarda il sito Ricable che per gli altri prestigiosi partner di questa startup. Cosa aspettate a scoprire tutti i nostri prodotti, cliccando sul bottone sottostante, e cominciare a godere degli sconti Ricable grazie a Worldz?

ricable worldz sconto

Recensione #6 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Marco T.
Dal gruppo Be Connected

Marco T.

Sorgente: McIntosh MCD600 SACD/CD Player

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Violectric HPA V281

Diffusori acustici: Sennheiser HD800S (cuffie)

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Quando ho ricevuto la scatola…

Cavo robusto, bello, e pesante. Quando ho ricevuto la scatola pensavo mi avessero spedito un amplificatore! Prima di tutto, una doverosa premessa: il cavo è stato inserito in una catena così composta: Lettore SACD/CD – Amplificatore cuffie – Cuffia. Il cavo sostituisce quello di serie ed è stato provato a turno su:

  1. Lettore SACD/CD con ascolto attraverso tutta la catena
  2. Amplificatore cuffie con ascolto attraverso tutta la catena
  3. Lettore SACD/CD con ascolto dall’uscita cuffia dello stesso (senza l’amplificatore)

Inizialmente sono rimasto colpito dalla gamma bassa che ha preso vita. Gli aspetti che hanno evidenziato cambiamenti al mio orecchio, dopo ripetuti ascolti, sono: il maggior dettaglio, l’incremento della dinamica, la maggiore velocità, l’articolazione. In particolare mi hanno colpito i “pianissimo” che hanno mantenuto articolazione e musicalità. Tutto questo mi dà l’impressione di avere alzato leggermente il volume, tutto scorre facile, veloce. Il cavo originale sembra più cupo, monocorde e certamente carente di dettaglio. Queste impressioni si ripetono al variare delle tre condizioni citate sopra; la sensazione, ma è solo una sensazione, è che l’effetto maggiore si abbia con l’amplificatore. Ho ascoltato sinfonie di Bruckner, Tchaikovsky, concerti per pianoforte di Beethoven, Renaud Garcia-Fons, Ana Popović, Beth Hart and Joe Bonamassa… Ora si è scatenata la curiosità di ascoltare il set-up con entrambi i cavi Dedalus; non solo, mi incuriosisce l’Invictus XLR! E… vabbè, basta così.

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Cosa ti è piaciuto?

– Facilità di esecuzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


cassa acustica

Monowiring, bi-wiring o bi-amping in Hi-Fi. Cosa sono?

Che cosa sono bi-wiring e bi-amping? Il bi-wiring è uno dei mezzi per collegare un diffusore a un amplificatore audio. Di solito, un singolo cavo passa dall’uscita dell’amplificatore ai terminali dell’alloggiamento dei diffusori (questa connessione si chiama monowiring, comunque meritevole di accorgimenti). In occasione del bi-wiring, invece, ciascun altoparlante ha due paia di connettori e due cavi sono portati dall’output dell’amplificatore al cabinet dello speaker. Uno corrisponde alle alte frequenze, uno alle basse (attraverso due crossover separati).

Bi-wiring versus monowiring

Il bi-wiring è un collegamento con un doppio cavo di potenza tra l’amplificatore e i diffusori acustici. Con un solo cavo bipolare, tutte le frequenze audio transitano nello stesso e il crossover del diffusore provvede al taglio e all’invio agli altoparlanti. Molte casse vengono costruite con un crossover che permette di accettare in modo separato le basse frequenze (Low) e le alte frequenze (High). In questo cavo il diffusore avrà quattro morsetti al al posto di due (LOW+/LOW- e HIGH+/HIGH-).

bi wiring

Nel caso di un diffusore con connessioni doppie che venga collegato con cavo singolo, ci sarà un ponticello fatto con una lamella metallica che unisce il LOW+ con il LOW- e l’HIGH+ con l’HIGH-. Dunque per utilizzare il collegamento bi-wiring bisogna togliere tale ponticello, in modo che si creino due ingressi indipendenti. Uno va al woofer (LF: Low Frequency) e l’altro al midrange + tweeter (HF: High Frequency). Se invece si utilizza il collegamento classico con unico cavo, il ponticello, va lasciato in modo che il segnale vada a entrambi i morsetti.

Uno dei vantaggi di utilizzare un doppio cavo è che dovrebbe ridurre l’interferenza magnetica. Un altro sta nell’ottenere una sezione complessiva maggiore di quella che si otterrebbe con un cavo singolo e anche nel fatto che, in questo modo, l’assorbimento di corrente provocato dal woofer non influisce sul segnale, di entità minore, che va alle vie alte. Tuttavia un’analisi tecnica suggerisce che, sebbene adottare una soluzione bi-cablata possa offrire differenze, queste sono così sottili da non rappresentare qualcosa di tangibile.

Alcuni audiofili hanno riscontrato però una differenza significativa per quanto riguarda la riduzione della durezza degli acuti e il miglioramento del controllo dei bassi. I detrattori del bi-wiring sostengono però che, a livello elettronico, non cambi nulla. Con un gioco di parole, si riferiscono a questa pratica con il termine di “buy-wiring” (“compra-cavi”), sostenendo che sia tutto solamente un’invenzione del marketing per vendere più cavi speaker.

bi amping

Bi-wiring versus bi-amping

Ricable sostiene da sempre che il bi-amping (“bi-amplificazione”) sia sicuramente efficace, mentre per quanto riguarda il bi-wiring è necessaria qualche cautela in più, perché tutto dipende dal progetto che sta alla base dell’amplificatore. Se questo è stato sviluppato e ottimizzato per il bi-wiring, ha senso impiegarlo, altrimenti è meglio risparmiare spazio e soldi su doppi cavi speaker e piuttosto acquistarne uno solo, ma di livello superiore.

Cosa cambia tra bi-wiring e bi-amping? La differenza sostanziale, come si intuisce, è che il bi-amping è realizzato con due amplificatori, fattore che dà tutt’altro senso a questo tipo di connessione. Giusto per fare un accenno, la bi-amplificazione può essere di tipo verticale oppure orizzontale. La prima prevede di impiegare due amplificatori identici e di usarne uno per amplificare ogni cassa singolarmente; il secondo prevede di impiegare un amplificatore per le basse frequenze e un altro (uguale o diverso) per le alte frequenze.

È la soluzione migliore ma anche la più costosa, da adottarsi per impianti di altissimo livello. Nella bi-amplificazione si parte dal concetto che ogni amplificatore agisca su una specifica gamma di frequenze per pilotare direttamente l’altoparlante preposto alla riproduzione di quella specifica gamma. In questo modo si evitano al massimo fenomeni di intermodulazione e altri effetti indesiderati; ad esempio, l’ampli che tratta la frequenze più alte non deve lavorare anche con quelle basse, con benefici per l’alimentatore e la resa.

Cavi per il bi-wiring. Servono?

Esistono in commercio cavi di potenza appositamente pensati per il bi-wiring, cioè con due connettori lato amplificatore e quattro connettori lato cassa acustica. Secondo la filosofia Ricable, dopo alcune prove tecniche, questo tipo di cavo non sortisce alcun effetto rispetto all’impiego di un cavo standard con l’aggiunta di validi ponticelli (non lasciate le piattine metalliche dei produttori). A livello tecnico, non c’è motivo per preferirli a un assetto che preveda un cavo in monowiring collegato all’altra coppia di morsetti tramite ponticelli dello stesso conduttore. Se non il fatto trascurabile che, con i ponticelli, si allunga di una decina di centimetri la lunghezza del cavo.

Sia in un caso che nell’altro, il cavo in sé non è un crossover attivo e non ha gli strumenti per scindere le alte frequenze dalle basse, dunque l’unico effetto apportato dai cavi per il bi-wiring è una complicazione fine a sé stessa nel collegamento che va dall’amplificatore ai diffusori, spesso con un peggioramento della qualità di trasmissione del segnale.

In conclusione, noi consigliamo sempre di semplificare e, nel caso abbiate un solo amplificatore con diffusori predisposti al bi-wiring, di acquistare un cavo standard con i relativi ponticelli. Spenderete meno e avrete un risultato identico, se non migliore.

impianto massimo

Recensione #5 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Massimo foto
Dal gruppo Be Connected

Massimo R.

Sorgente: CocktailAudio X50

DAC: Dedicato: Lector Digicode 2.24 Hz

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Estro Armonico Nordlys

Amplificatore Finale: Audio Innovations The First

Diffusori acustici: Quad ESL63, Acoustic Research AR-3A, Altec A7

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimo per il tempo che ci ha dedicato.

Eccoci alla disamina finale

Eccoci alla disamina finale di questo cavo top di gamma; la prova si è svolta sul mio impianto principale composto da pre L2 e finale The First Audio Innovations, sorgente CocktailAudio X50 con DAC Lector Digicode e diffusori Quad ESL63; l’Invictus collegava il DAC al pre. Fin da subito mi è sembrato di essere di fronte a un cavo “serio” dalla costruzione solida e anche bello da vedere; al primo ascolto, quello che più mi ha colpito è stato il basso bello pieno ma veloce e controllato, e la dislocazione degli strumenti veramente ottima, la timbrica sana e molto piacevole, buona la trasparenza e la neutralità.

Il cavo con cui l’ho raffrontato, non con uno “attacca e stacca” ma tenendo più giorni un cavo per poi passare all’altro, è il White Gold Infinito I°. Dire che uno sia meglio dell’altro non me la sento, sono diversi, ognuno con le sue peculiarità che esaltano più o meno alcuni parametri, ad esempio l’Invictus sposta un po’ più in avanti la scena e ha un pelo di dettaglio e profondità in meno, di contro il suo basso e il corpo che dona agli strumenti sono di prim’ordine come la sua musicalità (cosa che rende gli ascolti veramente piacevoli). In conclusione l’Invictus è un cavo che consiglio di provare e che reputo eccezionale soprattutto per il rapporto costo/prestazioni veramente alto.

invictus massimo
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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


diffusori acustici casse impianto Hi-Fi migliore

Come migliorare il tuo impianto Hi-Fi gratis (o quasi)

Non sempre bisogna mettere mano al portafoglio per migliorare il rendimento del proprio impianto Hi-Fi. A volte, infatti, anche solo avendo elettroniche di buona, anche se non eccelsa, fattura, è possibile fare esprimere loro un rendimento notevole. Come? Limitandosi a prendere qualche accorgimento di massima oppure facendo diventare routine preziose, ma non dispendiose, pratiche quotidiane. Invitiamo a seguire i consigli che daremo effettuando le prove con un disco che sapete per certo abbia una buona incisione, ma sopratutto non sia registrato in studio. Le registrazioni migliori sono quelle live o a presa diretta, dando la propria preferenza a musica orchestrale, cori o ancora jazz session. Questo purché conosciate bene i brani di riferimento.

Cavi ordinati e Hi-Fi

La prima precauzione che possiamo avere per il nostro impianto Hi-Fi, specie se questo mano a mano si arricchisce di più componenti, è quello di mantenere ordinato (tramite fascette) e pulito il cablaggio. Cablaggio che, lo diamo un po’ per scontato, sia di un livello direttamente proporzionale all’impianto in proprio possesso. Altrimenti un intervento ancor più impellente è quello di sostituire immediatamente i cavi, che magari sono ancora quelli avuti in dotazione con le elettroniche. Bisognerebbe cercare, per quanto possibile, di separare almeno alimentazione e segnale, specie se non si utilizzano cavi bilanciati per i secondi e/o cavi di alimentazione di qualità che offrono una schermatura valida. Sarebbe bene evitare anche cavi di potenza di lunghezza differente, così come acquistare cavi della minor lunghezza possibile, sia per ridurre i costi sia per avere migliori prestazioni. Quest’ultimo è però un discorso più che altro accademico, difficilmente l’orecchio umano riesce a distinguere la differenza di suono emessa con cavi lunghi due metri al posto di tre, soprattutto se la qualità di questi ultimi è elevata.

Bando alle interferenze

La seconda “regola” è di non porre (altre) interferenze laddove non ce ne sia bisogno. Soprattutto oggigiorno, in cui smartphone e tablet, a volte, arrivano a fare parte dell’impianto stesso, è bene evitare che ci sia un caricabatterie di un cellulare costantemente connesso insieme agli altri cavi di alimentazione del sistema. Meglio collegarlo a prese e o multiprese separate, se proprio dobbiamo ricaricare  il nostro dispositivo.

La posizione dei diffusori nell'impianto Hi-Fi

Il terzo provvedimento che possiamo prendere, forse il più importante per migliorare il tuo impianto Hi-Fi, è posizionare i diffusori in maniera corretta – premesso che ognuno di noi vanta gusti e preferenze personali. È un aspetto che approfondiremo meglio in un articolo separato. Per ora, limitiamoci a immaginare un ipotetico triangolo equilatero i cui punti siano formati dai due diffusori e dalla testa dell’ascoltatore (non dal divano!). Da tenere in considerazione è anche l’altezza dal pavimento degli altoparlanti per i medio-alti, poiché determina l’altezza della scena sonora. Altri accorgimenti sono la rimozione di superfici riflettenti tra voi e i diffusori (basta usare anche solo una coperta) e non posizionare il mobile Hi-Fi tra i diffusori, ma lateralmente.

smartphone samsung

I ponticelli sono fondamentali per migliorare il rendimento sonoro

Un quarto provvedimento è legato ai ponticelli in ottica bi-wiring. Questo tipo di connessione è inutile in prodotti che non siano Hi-End, per cui nella maggioranza degli impianti optare per i ponticelli è la scelta migliore. Un cavo da 100 euro, al di là di tutto, è migliore di due da 50 euro. Ma investire il proprio budget in ottimi diffusori e cavi per poi far passare il segnale in un pezzo di ottone usato come ponticello non aiuterà la prestazione finale. Nel caso i diffusori fossero dotati di doppio connettore, una delle prime cose da fare è sostituire i ponticelli in ottone con un pezzetto di cavo uguale o migliore rispetto a quello che avete utilizzato tra amplificatore e diffusori.

La gestione delle elettroniche dell'impianto Hi-Fi

Numero cinque: livellare (cioè mettere in bolla) e separare le elettroniche. Per quanto riguarda la prima azione, è un discorso che riguarda soprattutto le fonti analogiche, ma si può estendere anche a quelle digitali. Questo articolo nasce per mettere in evidenza tutti quegli accorgimenti che, a zero budget, possono affinare ciò che ascoltiamo. E un provvedimento di questo tipo non costa proprio nulla. Più o meno lo stesso discorso si applica alla separazione delle elettroniche. Un amplificatore a causa del trasformatore vibra, cosi come vibra un lettore CD per la sua meccanica o un giradischi per il suo motore. Separare ogni singolo componente riduce il disturbo che ognuna di queste vibrazioni apporta alle altre elettroniche.

dettaglio shucko invictus

La polarità delle prese schuko

Ultimo ma non meno importante consiglio è quello di fare attenzione alla polarità delle prese schuko. La polarità però, quasi sempre, non viene segnalata, anche se si parla di prodotti concepiti per l’Hi-Fi. La ricerca della fase è da fare a orecchio, dunque, oppure tramite un cercafase. Ce ne sono anche di estremamente economici. Invertite la spina della sorgente e verificate se c’è un cambiamento per capire se anche quest’ultimo consiglio per migliorare l’impianto può apportare dei benefici.

Bene, questi sono sei piccoli passi in avanti per migliorare il tuo impianto Hi-Fi. Ma certamente è impossibile esaurire in un articolo tutte le casistiche che si possono presentare in campo audiofilo. Pensiamo solo a tutte le variabili che si possono ottenere incrociando elettroniche, sale e cavi differenti tra loro. Per questo motivo, non esitate a contattarci per un tipo di supporto personalizzato cliccando il bottone sottostante. Chat sul sito, telefono, Facebook oppure una visita in sede… scegliete voi il mezzo che preferite!

recensione luigi meazza

Recensione #4 – Cavo di Segnale Dedalus Signal – Prova un Ricable

Luigi
Dal gruppo Be Connected

Luigi M.

Sorgente: Lettore CD/SACD Sony XA5400ES

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Threshold FET Ten/hl

Amplificatore Finale: Nad C272

Diffusori acustici: Mirage m3si

La seguente recensione del cavo di segnale Dedalus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Luigi per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione e l’estetica del cavo sono veramente ottimi, connettori e guaina protettiva di ottima fattura.

recensione luigi meazza
recensione luigi meazza
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Il test è stato eseguito in cinque giorni ascoltando per circa dieci ore musica di vario genere con vinili, CD/SACD e musica liquida tramite porta USB. In particolare il cavo è stato collegato tra:

  • Sorgente SACD/CD Sony XA5400ES vs preamplificatore Threshold FET Ten/hl.
  • Preamplificatore Threshold FET Ten/hl vs prephono Rotel RQ-970BX.
  • Preamplificatore Threshold FET Ten/hl vs amplificatore NAD C272.

Il resto dell’impianto è composto da:

  • Giradischi Rega RP1 con testina Elys2.
  • Lettore multimediale Pioneer N-50.
  • Diffusore Mirage m3si.

Tutti i cavi sono Musical Fidelity Nu-Vista sia per il segnale che per la potenza. Cavo Cablerie d’Eupen per le alimentazioni componenti e tra contatore e presa impianto. La stanza di ascolto è un parallelepipedo di 10 m di lunghezza per 4,5 m di larghezza con un’ottima assorbenza acustica dovuta soprattutto a tende e arredi. Pareti interne in cartongesso. Casse distanziate dalla parete di fondo di circa 1,5 m e tra loro per esattamente 2 m.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto è stato da subito molto piacevole in ogni combinazione e in ogni genere musicale con una ottima tridimensionalità del suono ed eccellente precisione delle figure sonore collocate all’interno dell’evento musicale registrato. Anche con i CD più “difficili” il cavo è riuscito a non farmi rimpiangere il mio Nu-Vista nascondendo però gli eventuali difetti di alcune registrazioni. Alla fine direi un suono preciso ed accattivante. Ho utilizzato molti brani da vari album scegliendo quando possibile i più brevi. Ascoltati alternando singolarmente per ogni traccia prima con i Nu-Vista e subito dopo con i Dedalus tra Pre vs SACD. Le prove tra gli altri componenti sono state eseguite solo con un brano di classica, uno di rock e uno di jazz.

recensione luigi meazza
recensione luigi meazza
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

L’unica differenza rispetto al riferimento che uso è l’estensione in frequenza sia sulle bassissime che sulle altissime frequenze; infatti con i CD di mio riferimento mancavano in maniera evidente in particolare il SACD dedicato alle musiche di Jerry Goldsmith. Secondo il mio modesto parere, uno dei CD da avere assolutamente, registrato dai tecnici Pentatone su ordine Telarc.

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Cosa ti è piaciuto?

– La costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #3 – Cavo di Alimentazione Magnus Power – Prova un Ricable

Michele
Dal forum Gazebo Audiofilo

Michele A.

Sorgente: Musical Fidelity m2scd

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Audio Innovation L1

Amplificatore Finale: N. 2 Musical Fidelity M50

Diffusori acustici: Rega Jura

La seguente recensione del cavo di alimentazione Magnus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Michele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica.Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Esteticamente piacevole e costruttivamente ben fatto.

magnus power iniziativa prova un ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho cercato le eventuali differenze collegando e scollegando altri cavi.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato diversi brani degli Yes, come Yours is no Dusgace, alcuni pezzi di Gary Boyle per la Naim, diversi brani degli Style Council.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Mi è sembrato che il cavo abbia esaltato gli acuti e un po’ i medi, anche se sugli acuti mi è sembrato un suono più metallico.

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Cosa ti è piaciuto?

– La fattura
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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Cosa miglioreresti?

– Il diametro secondo me spropositato

musica band giallo

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Dedalus (speciale Natale)

Almeno in teoria, l’odissea del nostro cliente, il signor Zanetti, doveva essere formata da due puntate (per chi se le fosse perse: ecco i link alla prima e alla seconda). In pratica, invece, le sue peripezie che coinvolgono anche Ricable si sono estese fin quasi a Natale, tant’è che oggi pubblichiamo il racconto scritto di proprio pugno da Zanetti in merito all’esperienza con i cavi della serie Dedalus, per quella che dovrebbe essere veramente la terza nonché l’ultima puntata del racconto. Forse. Vi auguriamo una buona lettura con quella che è una recensione dei cavi Dedalus Ricable.

Effetto giallo

Dopo aver provato i cavi blu (Invictus) sono rimasto profondamente perplesso. Com’era spiegabile una così marcata differenza tra i miei pur buoni cavi e questi ultimi? Ho avuto bisogno di consultare un buon testo di fisica classica per chiarirmi il “mistero”. I miei cavi sono autocostruiti. Ho tenuto presente la purezza del rame, l’isolamento contro le radiofrequenze e la qualità dei connettori. Oggi tutto ciò non è più sufficiente per un audiofilo accorto e informato.

Bisogna almeno aggiungerci un sistema di riduzione del rumore “attivo”. Qualcuno dirà: «Ma quale rumore?». Dalla fisica si apprende che il movimento degli elettroni in un cavo genera rumore (noise)! Generalmente per gli usi comuni (illuminazione, elettrodomestici, riscaldamento) questo “rumore” viene ignorato, ma per usi più specialistici (in apparecchiature di misura, nelle tecniche analitiche d’avanguardia, in campo astronomico e così via) bisogna tenerne conto e cercare di ridurlo con dei “filtri”più o meno complessi.

Esaminando attentamente le descrizioni dei vari tipi di cavi Ricable si scopre che viene usata una tecnica chiamata: Ricable Noise Reduction, che tradotta significa: sistema di riduzione del rumore Ricable. E cosa si usa per fare ciò? Un semiconduttore (cioè un transistor) al germanio. Questo accorgimento tecnico all’avanguardia permette di fare la differenza con un cavo “classico”. In impianti di un certo pregio la differenza è eclatante! Dopo essermi chiarito le idee sul perché di una così rilevante differenza, sono tornato da mister Sergio e ho comperato, senza provarli, tre cavi di alimentazione, due cavi di segnale e un cavo di potenza (altoparlanti). Avendo un budget limitato non ho comperato quelli blu, ma quelli giallo-arancio.

speaker dedalus

Ero teoricamente sicuro che sarebbero andati benissimo (forse!). Con trepidazione li ho sostituiti ai miei e ho cominciato l’ascolto con i miei file di riferimento. Dico subito che è andata benone! Le differenze con i blu ci sono e non potrebbe essere altrimenti; ma sono differenze di livello “nobile”. Per esempio definizione e accuratezza delle frequenze medio-alte è irraggiungibile. La delicata doratura del percuotere delle spazzole sui piatti della batteria diminuisce un poco con Dedalus. Sono differenze tutto sommato accettabili visto il prezzo. Sollevando il cavo di alimentazione si può da subito percepire la qualità del materiale: il cavo pesa! E non poco.

La spina Schuko e la presa IEC sono di eccellente qualità e solidità. Le connessioni degli altoparlanti sono sicure e bisogna applicare un piccolo sforzo per inserirli negli appositi fori. E così ho cambiato ancora i cavi! Speriamo che la tecnologia di questi ”cosi” non cambi troppo rapidamente!

L.R. Zanetti

Ringraziamo per l’ennesima volta il signor Zanetti per questa testimonianza pre-natalizia che costituisce una recensione a tutti gli effetti dei cavi Dedalus Ricable.

Recensione #2 – Cavo di Alimentazione Dedalus Power – Prova un Ricable

Davide
Dal gruppo Facebook Be Connected

Davide G.

Sorgente: Yamaha CD-S2000

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Audio Analogue Puccini Anniversary

Diffusori acustici: Aliante Linea PF

La seguente recensione del cavo di alimentazione Dedalus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Davide per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

L’audiofilia ha conosciuto ormai da diverso tempo un argomento di dibattito sempre più sostenuto, circa l’importanza dei cavi nel complesso sistema della catena Hi-Fi che ogni appassionato tenta di realizzare al meglio delle sue possibilità.
Ammetto che il tema ha catturato il mio interesse da non molto, ovvero da quando fra amici si è diffusa l’abitudine di scambiarsi i rispettivi cavi, così dando la possibilità di testare con cavi differenti l’impianto di riferimento.
Seguo Ricable proprio a seguito di uno scambio temporaneo che mi fece venire in possesso di un cavo di segnale bilanciato, che in sostituzione del mio consueto RCA, da lettore cd ad amplificatore, aveva dato esito molto buono.
I cavi di alimentazione, per contro, noto che appassionano forse meno delle altre categorie, perché il loro apporto alla migliore resa del sistema si scontra inevitabilmente con i problemi derivanti dalla rete domestica, spesso disturbata e soggetta a sbalzi d’intensità poco gradevoli. E allora da qui la corsa al cablaggio di qualità, ai filtri, alle superprese multiple spaziali, che finiscono per far perdere, oltre a molti soldi, anche il senso del contributo che un cavo di alimentazione possa davvero apportare al buon suono.
Però, a dire il vero, Dedalus Power DP15 mi ha stupito per aver risolto da subito, appena installato, un problema che mi perseguitava da tempo.
Ma andiamo con ordine.
Il cavo è arrivato da Ricable in tempi estremamente veloci rispetto alla mia decisione di aderire alla campagna prova. Ed è giunto in un packaging di qualità estrema. Nonostante il suo peso rilevante, ha sorpreso la sua maneggevolezza, che mi ha consentito di collegarlo con facilità, seppur disponendo di uno spazio posteriore fra elettroniche e presa di corrente non agevole. Rispetto al cavo in uso abituale, di nota marca olandese, Dedalus DP15 si è dimostrato più morbido, pur pesando quasi il doppio.
I connettori risultano di una solidità che non ho finora riscontrato in altri cavi e nel confronto di cui sopra Dedalus vince davvero facile.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho voluto provare il cavo prima in collegamento al lettore CD (marca Yamaha modello CD-S2000, lettore SACD). Non ho avuto impressioni evidenti di differenza rispetto al cavo utilizzato d’abitudine, se non un senso di maggiore ampiezza del palcoscenico, specialmente con esecuzioni di classica.
Ma la vera differenza si è potuta apprezzare in collegamento dell’amplificatore.
Ho accusato purtroppo da diverso tempo un fastidioso ronzio sul mio ampli (marca Audio Analogue, modello Puccini Anniversary), impercettibile il più delle volte, ma abbastanza evidente in alcune ore del giorno, coincidenti con il sovraccarico della rete, ma anche in orari notturni, a causa forse di cali programmati nell’erogazione.
Ebbene, non appena ho collegato l’amplificatore alla rete attraverso il Dedalus, non è stato più percepito alcun disturbo. E questo risultato è stato per me un gran sollievo.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Dicevo di un suono più ampio, specie in brani di classica: il pianoforte di Sakamoto in Merry Christmas Mr. Lawrence e di Debussy in Clair de lune ha riempito la stanza, secondo una tridimensionalità che, paradossalmente, mi è parsa più evidente a volume medio-basso che a volume superiore.
Ecco una sensazione, che è divenuta tangibile, fisica, giacché il dito non ha più cercato la manopola del volume. Dedalus mi ha permesso ascolti eccellenti a volumi contenuti, soprattutto nei brani di pop rock: Magic dei Coldplay, così come Wonderwall degli Oasis non hanno richiesto i soliti volumi cui ero abituato, ma hanno potuto diffondere tutta la loro energia anche a volume limitato.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Ebbene, credo che quello che si può chiedere a un cavo di alimentazione, Dedalus lo garantisce, in termini di maneggevolezza, cura costruttiva, importanza fisica dei connettori e loro sicuro effetto sulla pulizia della corrente erogata verso le elettroniche. Gli effetti sul suono, per quanto soggettivi, non possono che essere la logica conseguenza di quanto sopra.
Il silenzio dello stand-by, non più corrotto dal fastidioso ronzio che mi perseguitava, è l’evidenza che, più di ogni altra, avrei voluto. E Dedalus DP15 me l’ha data.

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Cosa ti è piaciuto?

– Effetto di pulizia in erogazione della corrente
– Manegevolezza
– Cura costruttiva e del packaging

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #1 – Cavo di Potenza Primus Speaker – Prova un Ricable

Laura
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Laura C.

Sorgente: Cyrus One Rega P3 Onkio 7030 Chario Sonnet

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Cyrus One

Diffusori acustici: Chario Sonnet

La seguente recensione del cavo di potenza Primus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Laura per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

La costruzione del cavo è realizzata con estrema cura, ti dà proprio la percezione del prodotto ben realizzato, con cura, e con un occhio anche all’estetica, cosa che non guasta vista l’ubicazione in salotto dell’impianto.

In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Premetto che prima usavo un cavo autocostruito da mio marito, tecnico elettronico con centro vendita e assistenza amplificatori valvolari.
Ho usato dischi che conosco benissimo e amo, su formato SACD, e ho iniziato prima con il cavo di segnale.
La differenza è stata fin da subito molto evidente, con un suono più trasparente e cristallino.
Differenza che, per onore di cronaca, non ho avvertito con i cavi di potenza. Premetto che stiamo parlando di un impianto di qualità sì, ma non certamente Hi-End… E stiamo parlando di una linea di cavi entry level.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

I brani utilizzati sono stati, Pink Floyd The Wall, Pollini concerto in C per piano e orchestra, Arturo Benedetti Michelangeli Chopin Sonates, Kenny G.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Come già esposto, nel cavo di segnale, tantissime. Per fare un paragone in ottica, è come se si fosse corretta una leggera miopia.
Non vogliatemene, nel cavo di potenza, non ho percepito differenze significative di nota, ma essendo così ben costruito, con un impatto estetico forte ma discreto in posizionamento nell’ambiente domestico, lo tengo volentieri.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità costruttiva
– Estetica
– Garanzia a vita
– Prodotto in Italia

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Cosa miglioreresti?

– Non ravvedo nulla di negativo negli esemplari in prova in mio possesso

interferenze oro su sfondo nero

Come scovare ed eliminare interferenze nel proprio impianto Hi-Fi

Uno dei problemi più fastidiosi per chi possiede un impianto Hi-Fi consiste nelle interferenze che rovinano il suono emesso. Queste possono tradursi in ronzii o fruscii durante la riproduzione del brano che stiamo ascoltando o del film che stiamo vedendo. Niente di più seccante, per un appassionato. Dunque, come eliminare le interferenze nel proprio impianto Hi-Fi? Bisogna innanzitutto premettere che ci sono accorgimenti che ci permettono di individuare in una maniera più veloce di altri il problema, senza però eliminarlo. Per quello, bisognerà prendere provvedimenti un po’ più drastici di quelli che stiamo per elencare.

Che cosa fare e in che modo indagare sulle interferenze?

detective che indaga con lente d'ingrandimento

La prima cosa da fare è ridurre il proprio sistema al minimo indispensabile. La maggior parte degli impianti Hi-Fi sono formati da sorgente, amplificatore e diffusori, ma in quanto a componentistica un appassionato può sbizzarrirsi finché vuole tra condizionatori di rete, preamplificatori, doppie amplificazioni e tanto altro ancora. Ce n’è davvero per tutti i gusti e l’assetto di un impianto è dato esclusivamente dalla volontà di chi lo possiede. Per capire più agilmente dove risieda il problema, tuttavia, sarà il caso di ridurre il nostro impianto alla formazione inizialmente descritta. Parola d’ordine: semplificare.

Fatto questo, bisogna isolare il problema e intuire dove risieda. Risulta obbligatorio eseguire un intervento alla volta e, allo stesso tempo, prendere nota delle migliorie o dei peggioramenti di ogni singolo step. Nel momento in cui dovessimo intervenire su più sezioni contemporaneamente, non avremmo altrimenti alcun fondamento solido sopra cui appoggiarci.

La carta stagnola per scovare le interferenze

Un mezzo per capire dove intervenire, alla portata di tutti e immediato, costituisce nell’avvolgere, con carta stagnola e uno alla volta, i cavi che collegano la componentistica dell’impianto (sorgente, amplificatore e diffusori, dunque, stando a quanto abbiamo scritto sopra). Un foglio di alluminio, nonostante sia a dir poco essenziale, è pur sempre una schermatura, dunque in grado di proteggere il segnale dalle interferenze che stiamo cercando. Non annullerà il problema, sia chiaro. Per questo servono sì schermature, ma di livello ben diverso sia per quanto riguarda i materiali che per la geometria con cui sono costruite. Tuttavia ci aiuterà a comprendere dove questo risieda. Chi ben comincia, è già a metà dell’opera.

carta stagnola con riflesso oro

Avvolgeremo allora prima il cavo di segnale (più soggetto degli altri a interferenze) nella stagnola, e dopo questa operazione potranno accadere due fatti:

  1. Non cambia nulla.
  2. C’è una variazione nell’interferenza audio (potrebbe essere anche peggiorativa).

Se si manifesta la prima ipotesi, andremo avanti isolando un altro cavo, lasciando in essere il primo intervento, fino a quando non si manifesterà un cambiamento della situazione. La cosa importante è sempre fare una sola variazione per volta.

È importante segnarsi ogni variazione in questa fase di test e, dopo avere effettuato una rapida analisi delle informazioni che abbiamo a disposizione, cominceremo ad avere un quadro un po’ più definito delle interferenze presenti nel nostro impianto.

Ricable contro ogni interferenza nel tuo impianto Hi-Fi

Siamo consapevoli che le interferenze sono ostiche da scovare, ed è proprio per questo che ci mettiamo a disposizione del cliente per aiutarlo in questa analisi, al fine di scovare il colpevole del difetto d’ascolto. Se l’interferenza dipende dal cablaggio, siamo anche in grado di fornire il supporto migliore per eliminare la causa del problema e migliorare sensibilmente l’esperienza d’ascolto. Sicuramente con un cavo di ottima fattura, con una schermatura più prestante si possono risolvere tutti i problemi di interferenza derivanti dalle connessioni. È qui che entra in gioco Ricable, con la sua esperienza sul come eliminare le interferenze in qualsiasi impianto Hi-Fi e con la sua ampia gamma di cavi schermati con tecnologie sia tradizionali che innovative e anticonvenzionali. Perché non vedi se trovi la soluzione ai tuoi problemi dando un’occhiata ai prodotti oppure chiedendo direttamente aiuto al nostro team di esperti? Basta cliccare qui sotto!

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus (seconda parte)

A volte ritornano. Che ci seguiate sempre e dunque l’abbiate già letta, oppure che ci abbiate conosciuti da poco e vogliate recuperare la prima parte della testimonianza del signor Zanetti, oggi ne pubblichiamo l’atto finale. Valgono le regole del precedente capitolo: per una questione di trasparenza, vi riportiamo il feedback del cliente proprio come l’abbiamo ricevuto. Eravamo arrivati al momento in cui il signor Zanetti era appena uscito dalla nostra sede, mentre ora si appresta a fornire una recensione dei cavi Invictus Ricable tutta sua…

Il duello

Dopo aver visto tutti quei cavi da mister Sergio, non ho potuto trattenermi dal chiedergli di provarne qualcuno. Così sono tornato a casa con un cavo di alimentazione da 2,5 metri, un cavo di potenza da 2 metri e un cavo di segnale bilanciato da 1 metro. Tutti rigorosamente blu (serie Invictus).

Attualmente, il mio impianto audio è così composto:

  • preamplificatore Accuphase 2410
  • amplificatore finale Pass XA 30.5 (in classe A pura)
  • sistemi di altoparlanti Sonus Faber Amati Anniversario

I cavi di alimentazione, segnale e potenza sono stati acquistati in USA al metro e successivamente completati da me. I cavi di alimentazione e potenza sono di rame PCOCC (Pure Copper Ohno Continuing Casting) al 99,9999% mentre i cavi di segnale sono in argento 7N (99,99999%). Praticamente comincio a verificare delle differenze: il singolo filo di rame nei miei cavi di alimentazione ha il diametro di 0,5 mm, mentre nei Ricable è 0,1 mm. Stesso diametro anche nei cavi di potenza. Ma i Ricable, nei cavi di potenza, hanno un diametro di 80 micron e sono 90 fili (filetti?!)!

Comincio ad avere una strana impressione. Voglio vedere e provare se sono meglio o peggio dei miei. Dunque non userò il mio condizionatore di rete Accuphase PS 1210, ma la ciabatta Monster Cable 1000 (con cavo modificato) e ancora la ciabatta neutra Wireworld. Dunque, collego la ciabatta MC 1000 alla presa a muro, poi inserisco il cavo Ricable in una presa. Nell’MC 1000 e all’altra estremità collego il Ricable alla presa Wireworld (tramite IEC). Infine alla Wireworld collego pre e finale. Aggiungo il lettore universale OPPO UDP 205 che mi servirà per i file Hi-Res di musica liquida (risoluzione DSD 128).

Inizio l’ascolto con il brano Gostas Waltz, del trio Treecircle label Opus 3. Mi concentro sui particolari. Il percuotere delle bacchette e delle spazzole sui piatti della batteria è eccezionalmente caldo, precisissimo, la batteria viene spinta in avanti nello scenario immaginario; si è immersi nel suono. Proseguo con la musica classica: Violin Sonata No. 3, Op. 45 di Edvard Grieg, label 2L. La violinista svedese Hemsing interpreta magnificamente la sonata; il violino d’epoca ha un suono forte, marcato e viene riprodotto in tutta la sua magnificenza. Il pianoforte non è da meno. La registrazione è eccellente e si sentono i martelletti percuotere le corde tese. Proseguo con la Sinfonia n. 7 di Beethoven diretta da Manfred Honeck con la Pittsburgh Symphony. Tremenda impressione, l’orchestra mi viene proiettata contro: immersione totale.

Scopro che un ingegnere del suono francese: Renè Laflamme recupera vecchi nastri di jazz, li digitalizza in DSD per la label 2XHD. È una bellissima scoperta, i nastri ripuliti e digitalizzati riportano alla luce i grandi classici del jazz. Comincio con Teddy Wilson (St. Louis Blues), proseguo con Ben Webster (Gentle Ben) e ancora con Benny Carter (Summer Serenade). Il suono old time esce in tutta la sua bellezza. Guardo questi grossi cavi blu: sono un fenomeno! Rimetto i miei PCOCC. Uhm, uhm. Accidenti, sono meno precisi, meno, meno, meno musicali, ecco. Vuoi vedere che debbo ancora cambiare i cavi?

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

Questi Ricable cominciano a preoccuparmi. Sembra che la corrente passi più facilmente! In effetti sostituendoli ai miei e mantenendo fissa la manopola del volume, sembra che la pressione sonora aumenti. Psicoacustica? Forse, ma l’impressione è questa. Mah, adesso che ci penso, sono aumentati anche i bassi; infatti non uso più il loudness dell’Accuphase per gli ascolti a basso volume. Credo di aver capito. Mister Sergio e la sua banda hanno trovato un sistema per punzecchiare gli elettroni e farli andare più veloci!

L.R. Zanetti

Ringraziamo necessariamente, e ancora una volta, il signor Zanetti per la simpatia, il tempo e la cura con cui ci ha regalato questo racconto-recensione dei cavi Invictus Ricable, suddiviso in due parti.

Ricable custom header

Ricable Custom, il nuovo sito per l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi

A qualsiasi appassionato di Hi-Fi sarà capitato, almeno una volta, di desiderare un impianto che si adatti perfettamente alla propria abitazione. Uno dei modi per soddisfare questa necessità è quella di creare da soli cavi “su misura” con l’autocostruzione e l’installazione di cavi Hi-Fi. A questo scopo nasce Ricable Custom, che offre la possibilità di acquistare cavi di altissima qualità, di derivazione dai migliori cavi Ricable, e di ultimarli come si preferisce, per una personalizzazione totale sia a livello di lunghezza che di connettore del cavo, in base a gusti e necessità. Alla base di questo, però, c’è sempre il fattore qualità, che si muove sulle coordinate di un equilibrio perfetto dato dall’incrociarsi di performance, estetica e prezzo.

Molti degli storici vantaggi presenti sul sito Ricable sono disponibili anche nella sua divisione Custom. Basti pensare alla garanzia a vita, completamente automatica per chi acquista dal sito e attivabile in maniera semplice da parte di chi compra altrove. Immancabile è anche il supporto diretto a partire dalla chat in basso a sinistra del tuo schermo. Puoi scriverci quando vuoi in merito a tutti i dubbi che hai. Risponderemo il prima possibile. Per chi acquista da Ricable Custom è anche prevista l’opzione “soddisfatti o rimborsati”, che permette di effettuare il reso gratuito con le spese di spedizione interamente a carico nostro. Quelli che seguono sono gli ambiti e le aree che Ricable Custom ricopre.

Cavi Hi-Fi da te: l'autocostruzione domestica

Se siete degli autocostruttori e ambite a realizzare cavi per Hi-Fi o per l’home cinema con elevate performance, Ricable Custom è il supporto migliore per le vostre creazioni. Sul sito potete infatti trovare cavi al metro di tutti i tipi (speaker, di alimentazione, di segnale, coassiale, HDMI), connettori, spikes, calze per cavo e tanti altri accessori. Possibilità infinite sia a livello estetico che di progettazione di utilizzo per cavi capaci di adattarsi alla perfezione alle vostre esigenze e di sprigionare prestazioni di alto livello a prezzo contenuto. Oltre a ciò, su Ricable Custom godrete di garanzie concepite specificatamente per voi.

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Le installazioni Hi-Fi nel privato

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Se sei un installatore di impianti Hi-Fi e home cinema e devi cablare con qualità e affidabilità, Ricable Custom offre un prodotto performante a un prezzo imbattibile. Gli elementi dell’impianto devono avere una predisposizione precisa per non perdere nulla in termini di qualità. Perciò sarà necessario fare affidamento cavi che possano avere un accesso facilitato nelle canaline e che siano performanti anche quando si parla di distanze piuttosto ampie. In ambiente domestico è inoltre importante prestare attenzione alle interferenze prodotti da elettrodomestici o altri dispositivi; per questo è fondamentale montare cavi in possesso di una buona schermatura.

Le installazioni Hi-Fi per eventi

Se devi realizzare un impianto live, una sala conferenza, un impianto in filodiffusione, con Ricable Custom troverai supporti con performance uniche e durature. Proiettori di qualità, ledwall e sistemi di diffusione audio con casse, microfoni e mixer hanno bisogno di un trattamento specifico affinché l’evento in allestimento non sia un flop. Inoltre ambienti diversi richiedono un cablaggio diversificato, sia in termini di prestazioni che, soprattutto, di lunghezza. Grazie a Ricable Custom potrai realizzare, in totale autonomia, tutte le soluzioni che vorrai, per essere  sempre pronto in qualsiasi circostanza.

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L'autocostruzione e l'installazione cavi Hi-Fi nel car audio

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Sei un appassionato o un professionista di car audio? Ricable Custom ti offre una qualità da fuoriclasse per i tuoi impianti car Hi-Fi ad alte performance. Guidare, d’altra parte, è un piacere, tuttavia farlo ascoltando buona musica diffusa tramite un impianto che vada oltre, a livello di prestazioni, rispetto a quello di serie, è proprio un’altra cosa. Perché l’impianto sia messo a punto in maniera ottimale, però, servono cavi specifici capaci di adattarsi a un contesto piuttosto particolare come quello dell’automobile. Ricable Custom è la scelta giusta e ti permette di scegliere ciò che è meglio per te e per la tua vettura.

Insomma, a qualsiasi categoria tu appartenga tra quelle elencate, o se sei semplicemente curioso di conoscere il mondo dell’autocostruzione e dell’installazione di cavi Hi-Fi, sarebbe davvero un peccato se non facessi un salto su Ricable Custom. I processi produttivi dei prodotti Custom sono rigorosi e monitorati in ogni loro aspetto, per una qualità garantita e assoluta. Ti aspettiamo.

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La Garanzia a Vita Ricable (e tutti gli altri vantaggi). Qualità, sicurezza e supporto

«Le passioni non si sradicano: bisogna che ciascuno possa soddisfarle nei limiti della virtù» scriveva Lev Tolstoj, e questo vale tutt’oggi. La propria attrazione per l’alta fedeltà, che poi sfoci nell’ascolto di un brano o nella visione di un film, non può e non deve essere limitata, a patto che questa sia alimentata in maniera coscienziosa e oculata. Un modo per farlo è avere delle assicurazioni, a partire dalla Garanzia a Vita Ricable.

Acquisto sicuro. Forse.

il pensatore dubbio

Fatta questa premessa, arriverà prima o poi il giorno in cui decideremo di aggiornare il nostro impianto, sia a livello di elettroniche di cavi. Che l’acquisto sia fatto in un negozio fisico oppure digitale, poco importa. Nel senso che, comunque sia, daremo il nostro consenso a portarci a casa un prodotto a scatola chiusa. In teoria ciò su cui abbiamo investito del denaro, frutto dei nostri sforzi, dovrebbe migliorare l’ascolto, in pratica non ne abbiamo la certezza. E forse potremmo non averla nemmeno dopo avere terminato il breve (nella maggior parte dei casi) periodo di prova che ci viene concesso.

I veri intenditori di Hi-Fi infatti sanno bene che un nuovo componente, sia esso attivo o passivo, deve essere provato prima di tutto nel comfort del proprio ambiente domestico, e in seconda battuta deve essere testato per un periodo sufficiente da carpirne tutti i dettagli possibili a livello di scena, colore del suono e dinamicità.

Hi-Fi: come scegliere correttamente

Morale della favola: esiste un acquisto ottimale che presenta determinate caratteristiche, tanto più importanti quando si tratta una materia delicata come l’Hi-Fi. Il problema è che sono pochissimi i rivenditori che offrono ai consumatori tutti i vantaggi necessari per fare una scelta ponderata. Vediamo allora quali sono i tratti che un acquisto deve avere obbligatoriamente per consentire una scelta ponderata a chi compra:

  • Possibilità di verificare che il prodotto abbia performance sulla carta idonee.
  • Procedimento di acquisto semplice e veloce.
  • Spedizione gratuita al di sopra di un importo minimo.
  • Politica del “soddisfatto o rimborsato”.
  • Opportunità di effettuare un reso gratuito.
  • Garanzia a Vita e garanzia on-site.
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Cosa offre Ricable? Garanzia a Vita e altro ancora

Scegliendo Ricable si sceglie un prodotto di elevata performance, senza nessun rischio. Ma non è tutto. Chi si affida a noi per il cablaggio del proprio impianto sceglie di intraprendere un percorso insieme e può usufruire di quattro garanzie. La prima prevede che, come prescrive la legge, qualsiasi prodotto sia in garanzia per due anni, a prescindere da dove lo abbiate comprato.

La seconda garanzia è invece speciale. Per coloro che acquistano sul sito, semplicemente registrando il vostro prodotto a questo link, il cavo diventerà assicurato a vita. Per sempre, in pochi minuti. La Garanzia a Vita Ricable è inoltre on-site, senza nessun costo aggiuntivo per il cliente. Che voi siate in Argentina o in Australia, negli Stati Uniti o in Russia, manderemo noi un corriere, a nostre spese, a ritirare il prodotto, lo ripareremo o lo sostituiremo e, infine, ve lo invieremo nuovamente.

La terza garanzia prevede che solo gli acquisti effettuati su questo sito abbiano l’esclusiva garanzia “soddisfatti o rimborsati”. Se il prodotto, all’arrivo del pacco, non è come desiderate o ne volete un altro, dovete solo chiedere di fare il reso. È completamente gratuito, è previsto un rimborso e un corriere passerà, sempre a nostre spese, a ritirarlo. Il tempo a disposizione per effettuare questa operazione va ben oltre i quattordici giorni previsti dalla legge, visto che arriva a sessanta! Si tratta di un ragionevole quantitativo di tempo per fare tutti i test del caso a casa propria.

Ultima, ma non meno importante, è la garanzia legata al supporto, perennemente disponibile. Per ottenere aiuto in qualsiasi sua forma, non dovrete far altro che accedere all’area riservata e cliccare il pulsante “Assistenza e supporto” per aprire un ticket.

cavi caos immagine copertina

Tre gravi errori di cablaggio che degradano il suono del tuo impianto

Avere un impianto di alto livello e un cablaggio capace di metterne in luce i pregi è sicuramente la base da cui qualsiasi audiofilo degno di tal nome dovrebbe partire. È altrettanto importante, però, non perdersi in un bicchier d’acqua, rovinando le prestazioni di ciò che si è acquistato con anni di impegno, investimenti e studio. Dopo avere letto, in pochi minuti, questo articolo sul blog Ricable, conoscerai con chiarezza tre errori fondamentali di cablaggio da non commettere mai (o da correggere immediatamente!) che degradano il suono.

1° errore: utilizzare la stessa presa per tutto

La prima cosa da sapere è che bisogna evitare le prese a muro con multiple in serie, così come le multiprese di scarsa qualità. I problemi principali che sorgono quando se ne fa utilizzo sono i sovraccarichi, le interferenze generate da apparecchi diversi e i colli di bottiglia. La cosa ottimale sarebbe avere due o tre linee distinte dirette dal contatore, ma spesso è di difficile realizzazione.

prese elettriche caos

Perciò, un’alternativa valida e allo stesso tempo più facilmente realizzabile è acquistare una multipresa di qualità o meglio ancora un condizionatore di rete. Attenzione, però: in alcuni casi i clienti ci hanno segnalato che questi riducono la dinamica d’ascolto, come anche le multiprese filtrate.

2° errore: avere cavi arrotolati e grovigli

groviglio cavi telefono

Il secondo problema è che i cavi, se arrotolati in maniera circolare, soffrono dell’effetto antenna. Questo vuol dire che i grovigli di cavi favoriscono le interferenze tra apparecchi. Stessa cosa accade quando riscontriamo, nel nostro impianto, troppa vicinanza tra gli stessi componenti.

La soluzione, in questo caso, è utilizzare cavi schermati e curare attentamente il posizionamento di questi. Inoltre, se possibile, sarebbe meglio utilizzare delle fascette per tenere separati i cavi di segnale, di potenza e di alimentazione.

3° errore: non dare importanza a tutti i tipi di cavo

I cavi di minor qualità creano colli di bottiglia al segnale che non possono essere sanati da cavi migliori. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, infatti, il cavo non migliora il segnale, ma lo peggiora meno. I cavi di minor qualità, tra le altre cose, sono più soggetti a interferenze esterne. In definitiva risulta poco funzionale, ad esempio, avere un ottimo cavo di potenza e di segnale e poi usare cavi di alimentazione standard. Si vanifica il buono che i primi due possono fare.

La soluzione è dare importanza alla qualità di tutti i cavi dell’impianto, in particolar modo a cavi di segnale (sia analogici che digitali), di potenza e di alimetazione, che sono quelli che determinano maggiormente il risultato.

Ricable offre soluzioni definitive per ogni tipo di problema elencato. Tutti gli errori di cablaggio che degradano il suono ha la sua soluzione. Tutti i cavi offrono materie prime di alta qualità, geometrie ottimizzate nel segno della tradizione per la trasmissione del suono e tecnologie speciali, frutto di ricerca e sviluppo anticonvenzionali.

cavi hi-fi groviglio

Oltre alla qualità, Ricable vi offre la garanzia più totale sull’acquisto. Se non siete soddisfatti, potete rendere gratuitamente il prodotto entro sessanta giorni; mentre se il prodotto vi soddisfa, sarete tutelati a vita con la nostra speciale garanzia on-site. Vi invitiamo a visionare i nostri prodotti e di sciogliere i cardini che tengono ancora incatenato il vostro impianto!

recensione zanetti invictus speaker power impianto

La recensione-testimonianza del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus

Oggi vogliamo presentarvi una recensione un po’ particolare degli Invictus Power e Speaker, riportata fedelmente rispetto a come l’abbiamo ricevuta per una questione di trasparenza. È quella del nostro nuovo cliente, il signor Zanetti, che ha scoperto il marchio Ricable tramite una visita da un caro amico, Alessandro, audiofilo come lui. Tutto inizia con il solito momento di ascolto con il solito impianto di pregevole fattura, ma nel giro di poco le cose prendono una piega inaspettata, che porterà i due direttamente alla sede di Ricable…

Dopo la lettura della prima parte, potete trovare la seconda, pubblicata successivamente, a questo link.

Una visita d'agosto

Un giorno dello scorso agosto sono andato a trovare il mio amico Alessandro nel suo appartamento “domotico” e ci siamo apprestati, come al solito, ad ascoltare musica dal suo impianto Hi-End. L’impianto è particolarmente raffinato. L’elettronica è costituita da una meccanica McIntosh MCT 450 e da un amplificatore integrato con convertitore (DAC) McIntosh Ma 8900. Il sistema di altoparlanti è Sonus Faber “Serafino”. Ero abituato al suono di grande qualità che quest’impianto è in grado di restituire, ma questa volta ho sentito, dopo una trentina di secondi, qualcosa di diverso. Suonava Lars Erstrand (etichetta Opus 3). La registrazione era in origine analogica della massima qualità (probabilmente con apparecchiature Nagra). Ma ancora meglio è stato il processo di digitalizzazione effettuato in DSD 128.

«Cos’hai combinato?» dissi. La risposta mi fece sussultare. «Ho cambiato i cavi» mi rispose candido.

Bisogna ricordare che negli ultimi venticinque anni, penso che avremmo cambiato una trentina di cavi di tutti i tipi facendo i più strampalati esperimenti. Dunque mi concentrai sul suono. Il vibrafono di Erstrand suonava perfettamente rifinito, senza sbavature, perfettamente evidenziato nello spazio, senza rugosità o fastidio di sorta. La riproduzione era perfettamente trasparente con una specie di “doratura” dello strumento (non saprei cosa esattamente vuol dire, ma visceralmente mi sento di definirla così). Il pianoforte, poi, era uno spettacolo: trasparente e materico, perfettamente definito nello spazio. Altro strabiliante risultato era il percuotere delle spazzole sui piatti della batteria. I soliti altri parametri passavano in secondo piano rispetto alla trasparenza e alla “doratura”. La mia attenzione veniva catturata dall’interpretazione di Erstrand in maniera quasi infantile, nonostante fossi un audiofilo di lunghissimo corso.

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Sentiamo altre registrazioni ma l’impressione è sempre la stessa: trasparenza inusitata, doratura degli strumenti, localizzazione e rifinitura degli stessi. Lo spazio della collocazione degli strumenti è granitico. A questo punto chiedo ad Alessandro cos’ha combinato.

Egli, quasi con circospezione, mi indica due cavi di colore azzurro: uno di alimentazione e una coppia di cavi di potenza. Rimango allibito. Il cavo di alimentazione è collegato alla presa a muro e alimenta un condizionatore di rete della PS Audio. Tutti i cavi di alimentazione delle apparecchiature sono alimentate dal PS Audio con i suoi soliti cavi. Mi concentro sui cavi. Sono belli grossi! Prendo il calibro e misuro il diametro: cavo di alimentazione 20 mm; il cavo di potenza (altoparlanti) è uguale. Nome: RICABLE.

A questo punto voglio incontrare, se possibile, il venditore-produttore. Con mia grande sorpresa Alessandro mi dice che è italiano e che si trova a circa 25 km da Novara, in quel di Oleggio. Rapide telefonate. Si fissa l’appuntamento per martedì 2 settembre alle 11:00 (del mattino, ovviamente!). Arriviamo con circa quindici minuti di anticipo alla Ricable e sul cancello ci accoglie il proprietario: mister Sergio Modenesi.

Dopo i soliti convenevoli, inizio il mio martellamento con domande specifiche sui parametri elettrici e meccanici dei cavi che produce. Chiedo di visitare il magazzino, guardo con interesse le bobine con cavi e isolanti di tutti i tipi, interrogo continuamente Sergio su tutto. Finché arrivano le 12:15 e il mio amico Alessandro mi fa garbatamente notare che hanno tutti una fame da lupi e che sarebbe anche ora di concludere la visita.

Sono rimasto molto positivamente impressionato dalla competenza di Sergio Modenesi unita all’entusiasmo e all’energia dell’imprenditore. Ho scoperto che è un chimico come me e che ha lavorato nella polimerizzazione dell’uretano. Per nessuno dei suoi cavi usa PVC, polimero che può rovinare il rame e che potrebbe rilasciare il cloruro di vinile monomero, assai tossico. Ho apprezzato il lavoro certosino di ricottura del filo di rame dopo ogni fase della lavorazione e la scelta accurata dei tecnopolimeri isolanti. Mi ha anche raccontato che alcune aziende italiane sono all’avanguardia nell’estrusione dei fili di rame e nella produzione di tecnopolimeri specifici.

In conclusione, una visita positiva e illuminante. Sergio Modenesi rappresenta il meglio dei nostri piccoli imprenditori, unendo nella sua persona competenza, passione e molto lavoro.

L.R. Zanetti

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Ringraziamo il signor Zanetti per la sua preziosa recensione dei nostri Invictus Power e Speaker e cogliamo l’occasione per presentarvi i prodotti che ha scoperto, raggiungibili cliccando i bottoni che seguono.

AWG – misurare la sezione dei conduttori HDMI

A qualcuno, leggendo la sigla AWG, la prima cosa che sarà venuta in mente è il piercing. Il perché è presto detto. Questo sistema è infatti comunemente utilizzato per specificare le dimensioni dei gioielli per il corpo, soprattutto se piccoli. Ma questo dato risulta di fondamentale importanza anche per i cavi HDMI, specie per misurare la sezione dei loro conduttori. Ricable ottimizza la dimensione del trefolo del cavo Across a 25 AWG, mentre quella dei cavi Hi-End e Supreme a 24 AWG. Ma come misurare l’AWG nei cavi HDMI?

Come è nata la sigla e come si usa per misurare la sezione dei conduttori HDMI

L’acronimo sta per American Wire Gauge, un sistema standardizzato di misura della sezione dei fili. Questo viene utilizzato dal 1857, soprattutto nel Nord America. È importante considerare che questa misurazione è utilizzata solo per i conduttori solidi e tondi, ed è questo il motivo per cui si usa spesso nei cavi audio/video, inclusi quelli HDMI, perché è un valore riferito al singolo conduttore che, in base alla geometria del cavo, forma il conduttore finale, con trecciature di vario tipo. Infatti, se abbiamo un cavo con conduttore multifilare, quando diciamo che il conduttore è di 24 AWG, tale valore non è riferito a tutta la treccia, ma a ogni singolo filo che la compone. La sezione del filo (gauge) è un fattore importante per la determinazione della massima intensità di corrente che è possibile farvi scorrere.

All’aumentare del numero misurato corrisponde dunque un diametro del filo progressivamente più piccolo. Questo sistema di misura nasce dal numero di operazioni di trafilazione utilizzate per produrre un determinato diametro di filo. È chiaro che uno molto sottile richiedesse più passaggi attraverso la trafila rispetto a un filo a 0 gauge, ad esempio. È per questo motivo che all’aumentare del valore, diminuisce il diametro. Lo sviluppo di misure standardizzate ha razionalizzato il sistema. Inizialmente, invece, ogni produttore aveva il proprio sistema di misurazione.

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L’AWG per un cavo è determinato dall’area totale della sezione del conduttore, che determina a sua volta la sua capacità di trasporto della corrente e la sua resistenza elettrica. Poiché tra i vari fili ci sono anche piccole cavità, i cavi hanno sempre un diametro totale leggermente maggiore rispetto a un filo solido avente lo stesso AWG.

La tabella. Trucchi per ricordarsela a memoria e come funziona la sigla AWG

I vari rapporti tra i parametri sono quelli elencati nella tabella sottostante, utile per come misurare l’AWG per i cavi HDMI. Generalmente la tabella di conversione con il sistema metrico va da 0000 (4/0) fino a 44 AWG e interessa tutti i conduttori impiegati in commercio in ambito audio/video, cavi HDMI inclusi. Esiste però anche una regola mnemonica utile a facilitare i calcoli. Secondo questa, quando il diametro di un filo raddoppia, l’AGW si riduce di 6 unità; quando è la sezione di un filo a raddoppiare, l’AWG diminuisce di 3 unità. Infine, quando il valore AWG decresce di 10, la sezione e il peso aumentano di altrettante volte, mentre la resistenza si riduce di un fattore pari sempre a 10.

I cavi sono specificati con tre numeri: la dimensione complessiva AWG, il numero dei fili componenti il cavo e la dimensione AWG del filo. Il numero dei fili e l’AWG di un singolo filo sono separati da una barra. Ad esempio, un cavo 22 AWG 7/30 è un cavo 22 AWG composto da sette fili aventi dimensione pari a 30 AWG. Sono questi i valori che ci fanno capire come misurare l’AWG nei cavi HDMI.

Colloquialmente al sistema AWG ci si riferisce come gauge e agli zero nelle grandi dimensioni di filo ci si riferisce come aught. Ci si riferisce ai fili di dimensioni 1 AWG come one gauge; analogamente, diametri più piccoli sono pronunciati con il relativo numero intero positivo. Per dimensioni maggiori di fili (da #0 in su), la parola gauge diventa one aught, two aught e così via, in funzione di quanti zeri ci sono nel codice AWG. In altri casi la parola gauge è sostituita dalla parola number, che appare prima della dimensione.

La tabella di conversione dei cavi AWG. Come misurare i cavi HDMI (e non solo)

AWG Diametro mm Sezione (Area) mm²
0000 (4/0) 11,684 107,22
000 (3/0) 10,405 85,01
00 (2/0) 9,266 67,43
0 (1/0) 8,252 53,49
1 7,348 42,41
2 6,544 33,62
3 5,827 26,67
4 5,189 21,15
5 4,620 16,77
6 4,115 13,30
7 3,655 10,55
8 3,264 8,37
9 2,906 6,63
10 2,588 5,26
11 2,305 4,17
12 2,052 3,31
13 1,828 2,63
14 1,623 2,08
15 1,450 1,65
16 1,291 1,31
17 1,149 1,04
18 1,024 0,823
19 0,912 0,653
20 0,812 0,519
21 0,723 0,411
22 0,644 0,324
23 0,573 0,259
24 0,511 0,205
25 0,455 0,162
26 0,405 0,128
27 0,361 0,102
28 0,321 0,0806
29 0,286 0,0649
30 0,255 0,0507
31 0,227 0,0401
32 0,202 0,0324
33 0,180 0,0255
34 0,160 0,0201
35 0,143 0,0159
36 0,127 0,0127
37 0,113 0,0103
38 0,101 0,0081
39 0,090 0,0062
40 0,080 0,0049
41 0,071 0,0039
42 0,064  0,0032
43 0,056  0,0025
44 0,051  0,0020

Differenze tra cavi Hi-Fi: standard vs Hi-End

«Di’ Tuco, ti piace la musica?».
«La musica? Ah, sì che mi piace: fa bene alla digestione».

Il buono, il brutto e il cattivo

«Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito.
Questo è grave perché significa
spezzare
delle radici importanti della nostra storia».

Riccardo Muti

Sia che per noi la musica voglia dire elevare lo spirito ricordando secoli di storia, cultura e tradizioni, o che ci dia semplice supporto morale per la digestione della cena rimasta sullo stomaco, poco importa. Quel che è certo è che costituisce una componente della vita così intensa da condizionare la quotidianità di ognuno di noi. Dopotutto… cosa c’è di più bello per impreziosire il nostro tempo libero, se non ciò che ci rende più sereni?

Amore per l'Hi-Fi e l'Hi-End, senza compromessi

La musica sarà sempre il nostro fine, ecco perché i mezzi sono sempre di fondamentale importanza. Spesa e impegno sono le due coordinate sulle quali muoverci per realizzare il nostro impianto Hi-Fi a partire dalla sua forma più basica formata da sorgente, amplificatore e diffusori. A queste componenti, se cerchiamo di raggiungere la perfezione, potremo aggiungere condizionatore di rete, pre-amplificatore, un secondo amplificatore e tanto altro ancora.

Anni di messa a punto, upgrade e cesellamento acustico, però, possono essere vanificati in un attimo. O, almeno, molti di questi possono andare in fumo se non prestiamo la dovuta attenzione al cablaggio del nostro impianto. Il segnale sonoro passa per questi “ponti” (i cavi) quando va da un componente all’altro e, in questo frangente, un cavo può essere realmente determinante.

Ma quali sono le differenze tra cavi standard e Hi-End? Va detto che un cavo non “suona”, di per sé, nel senso che è un elemento passivo e dunque non emette suoni e non può migliorare il segnale. In realtà potrebbe alterarlo contravvenendo al principio della ricerca dell’alta fedeltà!

L’eccellenza di un cavo diventa palese quando questo si avvicina il più possibile al lasciare completamente intatto il suono che riceve in ingresso, trasferendolo nel modo migliore alla sua fase di uscita. In poche parole: il cavo migliore trasporta il suono nel modo più simile a com’è stato registrato. Ecco perché fare affidamento su cavi di scarsa qualità può significare un importante collo di bottiglia, che strozza e deteriora il segnale tra un componente e l’altro.

Gli svantaggi di un cattivo cablaggio per l’impianto, che determinano le differenze tra i cavi standard e Hi-End, sono elencati di seguito:

  • degradano il suono
  • restituiscono poca trasparenza
  • hanno un dettaglio ridotto
  • rendono il suono non neutro
  • subiscono interferenze e fruscii
  • confondono la scena
  • fanno perdere di brillantezza il tuo ascolto
standard hi-end differenze

Non migliorano, ma peggiorano il meno possibile

Va da sé che maggiore è il numero di componenti dell’impianto, maggiore è l’importanza che i cavi assumono trasportando il segnale molte volte da un punto all’altro. È importante soprattutto mettere a punto tutti i cavi dell’impianto, perché neanche il migliore dei cavi può “curare” un segnale degradato in precedenza a causa di un collegamento precedente di scarsa qualità. Come abbiamo detto, può solo trattare al meglio il segnale nel suo ambito di competenza, cioè nel tratto che gestisce. Il cavo è dunque un elemento penalizzante nel momento in cui non gli si presta la dovuta attenzione; il gioco sta nel “togliere” al suono il meno possibile.

Ma da dove deriva il suono compromesso da un cavo di scarsa qualità? Principalmente dai materiali economici con cui è stato costruito. Conduttori, connessioni, isolamenti, schermature e geometrie costruttive fanno la differenza su come il segnale viene trattato. Per altro non esiste nulla, nella realtà conosciuta, che non abbia conseguenze minori o maggiori rispetto all’ambito in cui si trova. Il tessuto, la dimensione ma anche il colore di un vestito, ad esempio, cambiano la percezione che abbiamo di esso e perfino come lo indossiamo. Ed è così per qualsiasi cosa; potrebbe essere il cavo la prima entità nel mondo conosciuto a essere totalmente ininfluente? Ma facciamo un esempio più pratico e meno teorico, di stretta attualità motoristica, su come sia importante pensare a ogni aspetto.

In occasione del Gran Premio del Belgio di Formula 1 del 1° settembre 2019, la scuderia Ferrari ha deciso di fare testare i suoi nuovi motori “Evo 3” alle scuderie satellite Alfa Romeo e Haas. La scuderia principale, dopo averne verificato l’affidabilità, ha adottato la stessa soluzione nel successivo Gran Premio di Monza dell’8 settembre. A parità di potenza motoristica, però, il risultato è stato ben diverso, con una bellissima vittoria della Ferrari. Il miglior piazzamento ottenuto dalle altre due scuderie è stato il nono posto del pilota Antonio Giovinazzi.

Come è potuto accadere? Al di là del talento di chi guida, tutto ciò che era collegato al motore e gli permetteva di funzionare e “dialogare” con le altre componenti, era importante tanto quanto la sua potenza, se non di più. Il punto è che, nonostante il cuore della vettura fosse identico, tutti quegli ingredienti meno evidenti (ma molto importanti!) fossero in un caso di qualità estrema, negli altri due un po’ meno.

Differenze tra cavi standard e Hi-End: la soluzione esiste

Esistono cavi Hi-End che nascono per permettere agli appassionati di godere della propria passione nel modo più autentico. Come? Puntando all’eccellenza quando si parla di struttura, materiali, conduttori, isolanti, terminazioni e così via. La condizione necessaria è essere dotati di un impianto di una raffinatezza tale per cui la differenza di prestazione tra i vecchi cavi standard e i nuovi Hi-End possa sentirsi degnamente. Bisogna sempre prestare attenzione ad acquistare un sistema di cablaggio che sia proporzionale, a livello qualitativo, al proprio impianto, altrimenti rischieremo di non avere riscontri, pur avendo acquistato un prodotto migliore (a meno che l’acquisto non sia un investimento in vista di upgrade futuri). I cavi speciali vantano soluzioni ad hoc per eliminare tutte le problematiche descritte.

Ecco alcune tra le principali:

  • una schermatura, che può arrivare a essere triplice e dei più svariati materiali, per proteggere il cavo dalle interferenze
  • dei materiali isolanti ad alta efficienza
  • una gestione efficace dei conduttori, schermati, twistati con il suo gemello, di materiale purissimo e dai trefoli incredibilmente sottili
  • connettori di un materiale realmente adeguato alla funzione che devono svolgere

Le tecnologie esclusive Ricable per l'Hi-Fi e l'Hi-End

Dopo una importante fase di ricerca e sviluppo, Ricable ha applicato ai suoi prodotti le tecnologie innovative che ha sviluppato privatamente e ha reso ancora più evidenti le differenze tra cavi standard e Hi-End.

R-TEC – Ricable Technology Construction è sinonimo del lavoro specifico che Ricable ha eseguito sulle schermature, tale per cui in ogni progetto si è identificato quelle più efficaci contro le interferenze, sia per struttura che per materiale, al fine di determinare schermi efficienti e mai superflui.

Negli isolanti dielettrici sono stati inseriti nuovi materiali, generalmente non impiegati nella produzione di cavi Hi-Fi e Hi-End, a dimostrazione di una sperimentazione anticonvenzionale. Tra le innovazioni maggiori, l’impiego di nuove mescole termoplastiche che permettono di ottenere specifiche dielettriche migliori del polietilene e una flessibilità maggiore al PVC, oltre a preservare meglio le caratteristiche del rame di contatto. Altra importante novità è l’inserimento in alcuni modelli di un semiconduttore in germanio che riduce i rumori di fondo nel segnale audio (RNR System).

Nell’ambito dei conduttori invece è nata la tecnologia MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor. In questo ambito le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) incredibilmente più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto a quello AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro, per un abbattimento dell’effetto pelle e della resistenza, oltre a una maggiore flessibilità e una migliore acustica.

In ultimo qualcosa di speciale, perché abbiamo appurato che l’impiego di connettori convenzionali in ottone può far perdere anche il 50% delle performance di una connessione e abbiamo dato il via a RCCP (Ricable Copper Connector Project), con l’obiettivo di costruire nuovi connettori con contatti in puro rame. Dopo un lavoro durato oltre due anni, Ricable adesso è il primo produttore che realizza un’intera serie di cavi Hi-Fi audio (serie Invictus) con connettori completamente in rame e, per le altre due serie, i connettori sono sempre in rame, tranne per qualche eccezione, dove è stato necessario impiegare una lega di rame-tellurio, che in ogni caso è un conduttore decisamente superiore all’ottone.

Con le informazioni contenute in questo articolo abbiamo scoperto quel che la passione per la musica merita, ma anche cosa fare per evitare che venga compromesso il tuo obiettivo di riprodurla in alta fedeltà! La strada da percorrere affinché le tue elettroniche abbiano un rendimento superiore e d’eccellenza passa per la qualità Ricable, frutto di cura, attenzione e ricerca. Dai un’occhiata ai nostri prodotti e ricorda che TUTTI sono coperti dalla speciale garanzia a vita Ricable!

ponticelli hifi come collegarli

Come collegare i ponticelli e i cavi speaker

Quando compriamo un diffusore sul suo retro avremo, nella maggior parte dei casi, quattro morsetti, in coppie da due, a cui collegare il nostro cavo speaker, supportato da ponticelli di serie. Ma come collegare ponticelli e cavi speaker?

E a cosa servono i doppi morsetti? A collegare il nostro diffusore in bi-amplificazione o in bi-wiring.

Questi modi alternativi di collegamento, quasi sempre a uso e consumo di una ristretta cerchia di appassionati, se non vengono utilizzati, prevedono che i morsetti HF (high frequency) e LF (low frequency) rimangano ponticellati tra di loro. Lo scopo è far lavorare il crossover all’unisono.

Come mai i produttori di casse acustiche, visto lo scarso utilizzo di bi-amping/bi-wiring, producono diffusori con doppi collegamenti? Beh, è difficile dare una risposta precisa, ma si può ipotizzare che sia per offrire un prodotto più versatile e completo. Oppure perché fanno “più scena” e attirano maggiormente l’attenzione degli acquirenti. Certo è che ci sono quasi su tutti i diffusori e di conseguenza vanno capiti e gestiti a dovere, per evitare che un possibile vantaggio diventi uno svantaggio.

Subito dopo avere effettuato l’acquisto delle nostre nuove casse, ci metteremo a montarle e saremo colti da un dubbio. Il cavo speaker che va dall’amplificatore alle casse sarà bene collegarlo alla coppia in basso oppure in alto? Cioè all’ingresso destinato ai bassi o alle alte frequenze? E soprattutto, i ponticelli dati in dotazione dal produttore delle casse saranno adeguati al compito che devono svolgere oppure manderanno in fumo i nostri sforzi per migliorare la qualità dell’audio emesso dall’impianto?

Come collegare i ponticelli. In alto o in basso?

La fondamentale importanza dei ponticelli nasce dal fatto che, con il passare del tempo, i produttori di diffusori hanno deciso di fabbricare casse dotate di due paia di connettori e, dunque, un crossover diviso. Il ponticello si rende necessario per portare il segnale sia alle alte che alle basse frequenze. Ma, in mono-wiring, dove è meglio collegare il proprio cavo speaker? Sotto o sopra? È una domanda che si pongono in tanti e a cui proveremo a dare una risposta.

Qualcuno sostiene che il cavo che parte dall’amplificatore debba raggiungere i morsetti del tweeter (o meglio dei medio-alti) e non quello dei bassi, lasciando agli “spezzoni” o ai ponticelli il compito di portare il segnale ai morsetti del woofer. Le alte frequenze sono la porzione dello spettro audio più delicata e sensibile, anche per via delle basse tensioni in gioco. Sempre secondo queste opinioni, per questa ragione è meglio che il segnale dall’amplificatore raggiunga i morsetti del tweeter senza che siano interposti altri spezzoni di cavo o sbarrette metalliche (in parole povere: si minimizza, in sostanza, la resistenza di contatto).

ponticelli hifi come collegarli
ponticelli hifi come collegarli

Altri, invece, credono sia meglio fare il contrario, cioè privilegiare il woofer, ossia il componente che richiedere maggiore potenza. In realtà le differenze sono minime, e solamente di rado cambia veramente qualcosa. Quello che consigliamo è innanzi tutto di accertarvi che il ponticello non faccia da collo di bottiglia nel vostro impianto (vedi sotto come) e successivamente fare dei tentativi in base al proprio orecchio e al proprio impianto per capire se cambia qualcosa.

Non esiste niente di qualitativamente migliore di ciò che più ci piace, anche in base alle nostre suggestioni o abitudini. Si può fare inoltre riferimento alle istruzioni che accompagnano il prodotto. È pur vero che si tratta di una decina di centimetri di cavo e, a meno che la qualità non sia particolarmente bassa, non si pone il problema. Se non fosse che, a volte, i ponticelli di serie sono effettivamente di qualità infima: una piattina di ottone.

Come capire se i ponticelli sono buoni e all'altezza del nostro impianto

Per quanto riguarda i ponticelli, per verificarne la bontà, sarà possibile solo provare a spostare i cavi speaker dai morsetti posti in basso a quelli posti in alto, e viceversa, ma saranno svariate le deduzioni che potremmo trarne. Vediamo allora di fare tutte le ipotesi possibili e trarre tutte le conseguenze immaginabili a proposito del come collegare i ponticelli e i cavi speaker. Ecco l’elenco delle possibilità, presentato in maniera schematica ma esaustiva:

  • spostiamo la posizione dei ponticelli; se il suono cambia, probabilmente i ponticelli fanno da collo di bottiglia e consigliamo di cambiarli per una resa ottimale;
  • se il suono non cambia, forse i ponticelli svolgono in maniera eccellente il proprio lavoro e sono adeguati all’impianto.

Attenzione, però. Nel caso il suono non cambi, si devono considerare anche i seguenti aspetti:

  • se il suono non cambia, può essere che i cavi speaker siano di così basso livello da non riuscire a trasmettere abbastanza dettagli da farci percepire differenze;
  • un’altra ipotesi, se il suono non dovesse cambiare, potrebbe essere che l’impianto non sia sufficientemente rivelatore e il ponticello non agisca in maniera adeguata sul suono.

Fatte le dovute prove, vi trovate nella necessità di sostituire i ponticelli delle vostre casse acustiche. Tenete presente che questi dovrebbero essere di qualità uguale o migliore rispetto ai conduttori che compongono i vostri cavi di potenza – l’ottone non va bene.

Per una scelta senza compromessi, Ricable propone i suoi ponticelli Dedalus e Invictus, con i primi ottimizzati anche per la serie Magnus o altri cavi speaker di minor pregio. Questi sono disponibili nella versione forcella/forcella così come in quella forcella/banana. È inoltre possibile richiedere una lunghezza personalizzata. Per quanto riguarda i cavi speaker, invece, la scelta è più variegata e riprende le quattro, ormai classiche, serie Ricable, ossia Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

We use digital to make the analog world better

Che cos’è il DAC e come funziona

Che cos’è il DAC? Magari non ce ne rendiamo conto, ma ogni giorno facciamo uso di un convertitore digitale-analogico, più o meno consapevolmente. Un DAC (la sigla sta per “Digital (to) Analog Converter”) riceve segnali in linguaggio informatico di “0” e “1” e li rende compatibili con un impianto, con un PC, con uno smartphone al fine di essere percepibili dall’orecchio umano. Questo grazie agli opportuni cavi, che nella maggior parte dei casi sono coassiali e di segnale.

Può essere integrato, portatile oppure arrivare a misurare più di 40 cm in larghezza, presenta un numero considerevole di ingressi digitali e da uno a più uscite di linea analogiche ed è formato da due parti, che devono essere entrambe di qualità affinché il risultato finale sia buono. Di solito nei DAC più economici la parte digitale è di ottima qualità perché i costi sono bassi, mentre la parte analogica, che richiede sforzo economico, è scadente. Sopratutto in quest’ultima si riscontrano le principali differenze tra un DAC di fascia bassa e uno di alta.

Il discorso non tocca gli amanti del vinile o dei nastri, che sono nativamente analogici. L’esplosione commerciale del DAC coincide con il diffondersi della musica liquida. L’arrivo, negli anni Ottanta, del lettore CD, non convince gli audiofili a causa dei DAC scadenti all’interno di questi primi modelli, incapaci di produrre un suono all’altezza di quello del vinile. I primi lettori soffrivano infatti di jitter (che potremmo definire come sfasamento temporale tra il segnale trasmesso e quello ricevuto). È in questa occasione che produttori e acquirenti hanno cominciato a dare particolare importanza a questo strumento, che è diventato sempre più importante nella sua forma autonoma e non integrata e, con il passare degli anni, anche più alla portata di tutti, a livello economico. In definitiva, per rispondere alla domanda iniziale “Che cos’è un DAC?”, potremmo rispondere così: il DAC si sostituisce alla sorgente per decodificare il segnale audio digitale, eseguendo questa operazione in maniera ottimale.

dac marantz che cos'è

Cosa sapere quando si acquista un DAC

Il DAC non solo è importante, ma fondamentale, se si vogliono avere prestazioni massime dal proprio impianto. I suoi due caratteri principali sono il rapporto segnale-rumore e il THD (Total Harmonic Distortion).

Il rapporto segnale-rumore si abbrevia spesso con la sigla inglese SNR (Signal to Noise Ratio) o S/N anche nell’uso italiano. Si tratta di una grandezza numerica che mette in relazione la potenza del segnale utile rispetto a quella del rumore in un qualsiasi sistema di acquisizione, elaborazione o trasmissione dell’informazione. Nel campo dell’Hi-Fi, il rapporto segnale-rumore è uno dei parametri di merito fondamentali, anche se non l’unico, per la valutazione delle prestazioni di un impianto per quello che concerne la pulizia del suono.

Esiste inoltre il SINAD, concettualmente molto simile all’SNR, che insieme al rumore include anche la distorsione generata dal circuito; esso dà una valutazione più precisa della degradazione assunta da un segnale per effetto delle non idealità delle apparecchiature che attraversa. Non a caso, è stato verificato come un DAC alimentato da una batteria funzioni molto meglio rispetto a quando lo stesso funzioni grazie a un alimentatore.

Distorsione armonica e campionatura nel DAC

Una misura della distorsione armonica presente in un segnale è il rapporto tra la somma delle potenze di tutte le componenti armoniche e la potenza della frequenza fondamentale. Il fattore di distorsione, un termine strettamente correlato, viene talvolta usato come sinonimo. Nei sistemi audio, una minore distorsione significa che i componenti di un altoparlante, un amplificatore o un microfono o altro producono una riproduzione più accurata di una registrazione audio.

Quando si parla di digitale, bisogna stare attenti anche alla campionatura. Il campionamento è, per usare una metafora, prendere una registrazione e farne tante “foto” a intervalli di tempo regolari. Queste foto vengono eseguite su molteplici livelli; più livelli abbiamo e meno tempo c’è tra una foto e l’altra, dunque meno qualità perderemo. Il numero di bit di un DAC è proprio l’indice di quanti livelli ho; la frequenza di campionamento è l’indice di velocità di esecuzione delle foto (il minimo sindacabile è 24 bit a 192 kHz). Attenzione, però: non ci sono dati tecnici incontrovertibili per definire quale apparecchio sia migliore. Tutti subiscono o godono degli effetti di fattori non misurabili, che possono ad esempio essere una buona progettazione o una cattiva disposizione dei componenti.

I cavi Ricable per il tuo DAC: coassiali e di segnale. USB in arrivo

Ci sono molteplici soluzioni per collegare il DAC alla sorgente o all’amplificatore. Ecco quelle utilizzate nella maggior parte delle situazioni. Nel primo caso ci sono i cavi coassiali digitali, che trasportano il segnale audio digitale prima che venga convertito in analogico e successivamente amplificato. Nonostante abbiano gli stessi connettori dei cavi di segnale RCA, hanno tutt’altra funzione.

invictus coaxial coassiale

Gli scenari di utilizzo più comuni sono il collegamento tra una sorgente digitale come un lettore CD o un PC (con l’ausilio di un’interfaccia) e un DAC. Le serie sono quelle canoniche Ricable: si parte da quella entry level Primus, si passa per Magnus e Dedalus, e si conclude con Invictus. Piuttosto simili sono i cavi ottici; questi, però, sono meno musicali e più adatti ad altri ambiti di utilizzo. L’ultima tipologia di cavo è quella USB, soprattutto nel caso in cui il collegamento venga effettuato tra un DAC e un PC. Ricable sta lavorando duramente a una soluzione ottimale in questo senso e, dopo il periodo di ricerca e sviluppo, lancerà sul mercato un prodotto che garantisca ai suoi clienti un collegamento con tutti i crismi.

A unire DAC e amplificatore sono invece i cavi di segnale, che servono ogni volta che un segnale analogico, in modalità Stereo e con collegamento RCA, passa da un apparecchio a un altro. Ancora una volta, l’offerta Ricable si differenzia nelle serie Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

L’alimentazione nell’Hi-Fi. I cavi contano?

I cavi di alimentazione Hi-Fi, in base alle loro tre coordinate fondamentali (resistenza, capacità e induttanza), migliorano la qualità di trasferimento della corrente a ogni tipo di elettronica che disponga di vaschetta IEC. Pensiamo ad amplificatore, preamplificatore, DAC, lettori e riproduttori audio. Ma perché questi cavi sono importanti quando sono “solo” adibiti al trasferimento della corrente e non del suono? Perché interferenze, variazioni di tensione e cattiva trasmissione incidono su ciò che ascoltiamo. Un cavo di alimentazione adeguato al proprio impianto può migliorare in maniera sostanziale il risultato. Questo, però, a patto che la strumentazione sia di un livello tale da eseguire una riproduzione fedele del suono originale. In questo caso ciò che ascoltiamo si arricchirà di sfumature e contrasto, in un contesto più ampio, luminoso e musicale.

Le conseguenze di un'alimentazione scadente

Una premessa è obbligatoria. Ogni abitazione fa storia a sé e va considerata per ciò che passa nelle canaline dell’impianto e per quelle matasse di fili elettrici che ci sono nelle cassette di derivazione che si hanno in casa. Non è possibile ignorare ciò che si trova dietro ai muri. Idealmente, quindi, un impianto Hi-Fi che punti alla perfezione dovrebbe avere anche, a supporto, cavi strutturali di qualità. Oltre a questo, per prestazioni eccellenti è consigliato l’acquisto di un condizionatore di rete, che “pulisce” la corrente elettrica dai rumori e consente di ottenere una riproduzione musicale più fedele e priva di disturbi.

Va detto, però, che i cavi che passano nelle canaline, siano validi o meno, sono “naturalmente” meno soggetti a qualsiasi tipo di interferenza, interna o esterna, proprio per il fatto di trovarsi dietro una parete. Il passaggio critico è quando la trasmissione di corrente smette di passare per le mura di casa e si trova allo scoperto, cioè quando parte dalla presa elettrica a muro e, solitamente, termina nella nostra sorgente audio o in una multipresa. Durante questo collegamento il cavo di alimentazione è soggetto a interferenze sia dall’esterno verso l’interno che viceversa. La conseguenza di queste interferenze EMI/RFI prende forma, nell’ascoltatore, come distorsione, perdita di dettaglio, equilibrio e tridimensionalità.

Perché i cavi di alimentazione sono importanti

Ogni giorno siamo magari portati ad assimilare l’alimentazione del forno a microonde che abbiamo in casa a quella della nostra elettronica per l’Hi-Fi, “tanto si tratta sempre di portare il fabbisogno di corrente richiesto all’apparecchio desiderato”. Amplificatori e altre apparecchiature di questo tipo svolgono però un compito più delicato dell’accensione e dello spegnimento; sono infatti adibiti alla riproduzione con la massima precisione possibile di un segnale che varia di continuo, secondo un numero molto elevato di parametri.

Ma non è tutto. A incidere sulla qualità del suono è anche il momento della giornata in cui si procede all’ascolto. Con l’approssimarsi delle ore più tarde, sono sempre meno i dispositivi che si servono della rete elettrica, e quindi il disturbo che in essa viene iniettato va a ridursi. In definitiva, di notte gli impianti audio tendono a suonare decisamente meglio che di giorno, come rilevato da tanti appassionati.

Il cavo di alimentazione Hi-Fi influenza il passaggio degli elettroni che si agitano al suo interno. Perciò, se è il mezzo con cui l’intero impianto suona, non solo la sua importanza non è trascurabile, ma finisce con l’essere fondamentale rispetto anche agli altri cavi. Infatti le carenze introdotte non potranno più essere recuperate in seguito. Quel che noi ascoltiamo non è altro che la corrente elettrica presente nella rete di distribuzione dell’energia, modulata in funzione del segnale contenuto nel supporto fonografico. A ciò si aggiunga che le condutture elettriche sono utilizzate per il trasporto dell’energia, ma, a volte, anche per il trasferimento di dati (powerline ad esempio), che rappresenta una fonte di disturbo.

La soluzione Ricable per un'alimentazione ottimale

Abbiamo condotto uno studio minuzioso, supportato da numerosi test, per riuscire a trovare un rimedio efficace alle interferenze. Abbiamo operato su geometrie, schermature e isolamenti per realizzare prodotti che garantissero un’immunità ottimale nelle varie fasce di prodotto. Si parte dalla serie Primus che ha una schermatura ottimale per apparecchiature entry level e si sale via via fino alla serie Invictus. Questa adotta una geometria, degli isolamenti e un sistema di schermi unico nel suo genere, ideale per apparecchiature di levatura tecnica assoluta. Nel mezzo troviamo Dedalus e Magnus che completano l’offerta e vanno a coprire le esigenze di qualsiasi elettroacustica.

Altro fiore all’occhiello dei nostri cavi di alimentazione sono i connettori RCCP di elevatissima qualità, che per Magnus sono in rame e per Dedalus e Invictus sono in puro rame OFC. Tutti dotati di ferriti integrate, permettono il meglio della connettività che si possa desiderare. Di seguito puoi scoprire di più su Ricable Power, cavi unici per concezione, che garantiscono alle tue elettroniche di ottenere il massimo dettaglio, equilibrio e dinamica d’ascolto.

L’effetto pelle nei cavi di potenza

Che cos'è e chi lo ha scoperto. Non solo onde elettromagnetiche

Che cos’è l’effetto pelle (skin effect) e perché è così importante per i cavi di potenza? Questo venne spiegato, per la prima volta, nel 1887 da lord Kelvin (all’anagrafe William Thomson), fisico e ingegnere britannico, sviluppatore della scala Kelvin, nonché ingegnere e inventore del telegrafo elettrico, con quest’ultimo che gli assicurò fama e ricchezza.

Con effetto pelle intendiamo la tendenza di una corrente elettrica alternata a distribuirsi dentro un conduttore in modo non uniforme. La sua densità è maggiore sulla superficie e inferiore all’interno. Questo comporta un aumento della resistenza elettrica del conduttore, particolarmente alle alte frequenze. In altre parole, una parte del conduttore non viene utilizzata. Ciò significa maggiore dissipazione di potenza a parità di corrente applicata o una minore corrente a parità di tensione applicata, secondo la legge di Ohm.

Perché è importante per i cavi di potenza

L’effetto pelle è fondamentale perché non influenza solo la corrente elettrica, ma qualsiasi tipo di segnale, incluso quello audio. L’effetto pelle sta a significare, ricapitolando, una diminuzione della densità di flusso della corrente con l’aumentare della distanza dalla superficie verso l’interno.

C’è un certo disaccordo in merito all’effetto pelle e alle sue conseguenza pratiche sulle frequenze audio, cioè se esso causa danni diversi da quello di una semplice perdita di potenza. I problemi sono dovuti al fatto che, ancor prima della perdita di potenza, l’effetto pelle provoca variazioni nei valori di resistenza e induttanza. Questi valori tenderanno a mutare continuamente a seconda della distanza dalla superficie del conduttore. Se la sezione di un cavo sarà troppo grande, l’effetto pelle inciderà anche sulle frequenze audio riprodotte. Le delicate informazioni ad alta frequenza saranno appiattite con un suono ottuso, dai dettagli troncati.

cavi speaker invictus

Le conseguenze dell'effetto pelle

Il cavo “suona” meno alle frequenze alte riprodotte, riducendole. Questo problema è maggiormente percepibile nei cavi di potenza, dove le dimensioni dei conduttori sono maggiori e i tratti di collegamento più lunghi. Nei cavi di segnale è meno influente l’effetto pelle, perché agisce fuori dalla banda audio. Le conseguenze possono essere molteplici, tuttavia le più comuni sono le seguenti:

  1. Acuti scuri e cupi
  2. Bassi gonfi e poco naturali (effetto Loudness)
  3. Perdita di equilibrio tonale
  4. Peggioramento in dinamica
  5. Perdita di tridimensionalità

L’effetto pelle incide sulla qualità dei cavi e su quanto questi intacchino la trasmissione del suono, soprattutto quando si parla di cavi di potenza, che vanno dall’amplificatore alle casse.

Una soluzione possibile è rivestire i fili d’argento. Questo metallo ha, infatti, una resistività minore di quella del rame tuttavia i cavi argentati colorano in modo artificiale il suono che tende ad enfatizzare le frequenze più alte, non restituendo all’ascoltatore un suono neutro.

La soluzione Ricable per l'effetto pelle

Dai nostri test è emerso che aumentando il numero di fili del conduttore, riducendo i grani del rame lavorato, si ottiene una riduzione sostanziale dell’effetto pelle. In altre parole, la tecnologia Ricable sfrutta l’uso di un conduttore singolo sufficientemente piccolo da espellere fuori dalla gamma audio la distorsione udibile indotta dall’effetto pelle.

Anni fa Ricable ha introdotto i conduttori AM-RCC nei cavi di alimentazione con risultati straordinari. Da quel momento la ricerca si è mossa verso un ulteriore miglioramento dei conduttori. Questo si è sviluppato su più punti.

performance marc cooper effetto pelle

Il primo passa per il discorso del conduttore multifilare, con trefoli sottilissimi fino a 0,08 mm nella serie Invictus (e una riduzione sensibile dell’effetto pelle rispetto al monofilare, detto anche solid core). Il secondo punto è costituito da conduttori di grande sezione. Questo permette di avere sempre una maggior superficie conduttiva e una resistenza minore.

La terza caratteristica concepita da Ricable per ridurre l’effetto pelle è data dai connettori RCCP (Ricable Copper Connector Project). Usando il rame al posto dell’ottone nei connettori, si va ad abbattere anche l’effetto pelle nelle terminazioni. Infine, dagli studi effettuati e dall’attività di ricerca, è nato il nuovo conduttore MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor, che caratterizza l’intera produzione Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

Le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto ad AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro.

Noi, da appassionati, abbiamo lavorato per trovare una soluzione all’effetto pelle, che realmente ci soddisfacesse al 100%. Le differenze tra i cavi dell’intera produzione abbattono l’effetto pelle in maniera unica. Quali che siano le necessità del tuo impianto, puoi guardare tra i nostri cavi di potenza.

RCCP – avanguardia dei connettori

Quando abbiamo iniziato a vedere i grandi risultati che poteva dare il nuovo conduttore MARC©, la nostra ricerca si è concentrata nello sviluppare dei connettori che potessero valorizzare i nuovi cavi che stavamo sviluppando. È ben noto che il connettore è un punto nevralgico della trasmissione del segnale audio, dove l’impiego di connettori convenzionali in ottone, può far perdere anche il 50% delle performance di una connessione, quindi abbiamo fin da subito messo in cantiere il progetto denominato RCCP, in quanto il nostro obbiettivo era quello di costruire dei nuovi connettori con contatti in puro rame.

La sfida era particolarmente ardua in quanto si trattava di ridisegnare tutti i connettori tenendo conto della maggior morbidezza del rame, che non si adatta alla produzione dei connettori, in quanto spesso i punti di contatto sono molto sottili e possono essere soggetti a piegature.

Dopo un lavoro durato oltre due anni, possiamo asserire che Ricable è il primo produttore di cavi che realizza un’intera serie di cavi Hi-Fi Audio (serie Invictus) con connettori completamente in rame e per le due serie minori, i connettori sono completamente in rame nella maggior parte dei prodotti, tranne per qualche eccezione, dove è stato necessario impiegare una lega di Rame-Tellurio, che in ogni caso è un conduttore decisamente superiore all’ottone che generalmente viene impiegato nei connettori Hi-Fi.

Tutti i connettori delle serie Magnus, Dedalus e Invictus sono disegnati e progettati da noi e vengono fabbricati singolarmente con una tecnica particolare CNC a controllo numerico, riadattata per l’impiego di rame come materia prima.

Le parti che non sono in rame, come scocche e componenti plastici, adottano tutti delle soluzioni preposte a migliorare e salvaguardare i punti di contatto.

Il risultato di questo lavoro minuzioso è impressionante. Da test che abbiamo condotto, c’è stato un miglioramento della trasmissione dei parametri elettrici di oltre il 40% rispetto ai connettori in ottone e questo ha determinato un netto miglioramento anche nell’ascolto.

Tutti i connettori sono placcati Oro 24K

con tecnica di elettrolisi specifica Oro/Rame al fine di prevenire la corrosione e mantenere costanti nel tempo le performance.

R-TEC – innovazioni tecnologiche Ricable

Con l’avvento della nuova Gamma, Ricable ha introdotto una serie di innovazioni importanti, eseguendo un lavoro di prototipazione supportato da studi tecnici, al fine di scegliere materiali e tecniche costruttive da abbinare ai nuovi conduttori e connettori, completando in tal modo la produzione di cavi innovativi e più performanti in ogni impiego dell’impianto.

Le più innovative tecnologie sono state implementate nella serie Invictus, tuttavia anche le serie minori godono degli studi derivati dai top di gamma, al fine di realizzare un gamma scalata per esigenze e caratteristiche.

Di seguito, le più importanti innovazioni tecnologiche che riguardano geometrie costruttive, isolamenti e schermature.

Nuove Geometrie

Con l’avvento dei nuovi conduttori MARC©, abbiamo elaborato nuovi modi di costituzione dei conduttori multifilari e nuove regole di interfacciamento con gli isolanti e le schermature. L’obbiettivo è migliorare le specifiche elettriche, che in base al tipo di cavo audio, influenzano maggiormente la resa sonora. In particolare abbiamo studiato superfici conduttive specifiche per il tipo di cavo e cordature a detorsione con sistema a Biella Manovella che permettono Twistature senza stirare i conduttori.

Nuovi Isolamenti

Negli isolanti dielettrici e non, abbiamo inserito nuovi materiali, generalmente non impiegati nella produzione di cavi Hi-Fi, a dimostrazione della nostra attitudine alla sperimentazione anticonvenzionale. Tra le innovazioni maggiori, l’impiego di nuove mescole termoplastiche che permettono di ottenere specifiche dielettriche migliori del polietilene e una flessibilità maggiore al PVC, oltre a preservare meglio le caratteristiche del rame di contatto. Altra importante novità è l’inserimento in alcuni modelli di un materiale a base di Germanio che migliora in modo impressionante i rumori di fondo nel segnale audio (RNR System).

Nuove Schermature

Il lavoro di sviluppo sulle schermature della nuova gamma è stato un proseguo degli studi passati. Abbiamo identificato in ogni progetto quale fossero le schermature più efficaci, sia per struttura che per materiale, al fine di determinare schermi efficienti e mai superflui.

MARC Copper Technology – [super] conduttori

Più di due anni fa abbiamo introdotto i conduttori AM-RCC nei nostri cavi di Alimentazione e il risultato è stato straordinario. Da quel momento abbiamo lavorato per un ulteriore migliora- mento dei nostri conduttori, perché nonostante il risultato fosse già ottimo, avevamo intravi- sto dei margini per un sensibile miglioramento.

Da questi studi è nato il nuovo conduttore MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor, che caratterizza l’intera produzione Magnus, Dedalus e Invictus.

Le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto ad AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro.

performance marc cooper effetto pelle

I vantaggi che ne derivano sono i seguenti:

1. Maggior quantità di materia prima:
I fili del conduttore sono più sottili e in maggior quantità, a parità di sezione, e di conseguenza, con la stessa superficie di conduttore, abbiamo una maggiore quantità di rame

2. Abbattimento Effetto Pelle: 
Aumentando il numero di fili del conduttore e riducendo i grani del rame lavorato con conseguente compattamento della superficie, si ottiene una riduzione sostanziale dell’effetto pelle, che nelle applicazioni audio è una delle cause di maggior degrado del segnale acustico.

3. Abbattimento Resistenza:
Un altro effetto dell’aumento della diminuzione del diametro dei fili, con l’aumento della quantità di rame che ne consegue, anche la resistenza elettrica è stata ridotta in modo considerevole.

4. Flessibilità:
Il Rame MARC©, oltre ai benefici acustici ed elettrici, ha permesso di migliorare la flessibilità dei cavi fino al 70% rispetto al Rame OFC.

5. Acustica:
La nuova lavorazione MARC©, unita alle altre novità introdotte, produce nel suono una maggior trasparenza, un miglior dettaglio, un Soundstage più caratterizzato, il tutto mantenendo inalterata la neutralità che ha sempre contraddistinto la nostra produzione.