Recensione Antonio Invictus Speaker XLR

Recensione #70 – Cavi Invictus Speaker Reference e XLR – Ricable Review

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Il mio Ricable

Antonio G.

Sorgenti: Streamer Lumin D2

Amplificatore: Preamplificatore Hegel P30; Finale Hegel H30

Diffusori acustici: Usher TD-20

Altro: DAC Hegel D30; NAS QNAP TS-251 con Roon

La seguente recensione dei cavi Invictus Speaker Reference e XLR è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Antonio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Sempre alla ricerca di migliorare l’impianto dopo aver usato molti cavi più o meno costosi di marca o anche costruiti da ingegneri con ottime competenze, mi restava in testa questo Ricable e alla fine ho provato… iniziando dai cavi di potenza dai quali ho avuto un risultato ben oltre le aspettative e che mi hanno spinto a provare anche quelli di connessione e…

Recensione Antonio Invictus Speaker XLR
Invictus Speaker Reference
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Arrivati (rapidissimi like Amazon prime), ho constatato un bellissimo imballo, anche i cavi sono costruiti molto bene e hanno ottimi connettori, pesanti il giusto hanno una discreta flessibilità, l’aspetto estetico ancorché di un cavo è comunque molto ben fatto, le terminazioni sono accurate e i terminali – nel mio caso ho chiesto le forcelle lato ampli e le banane lato casse – sono di alta qualità.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

E così, in una domenica, iniziamo la prova, convinto dei miei cavi di potenza ho messo sotto questi Invictus con la ferma convinzione che nel giro di poco li avrei resi, avvalendomi della politica Ricable che consente la restituzione. Sostituisco quindi i cavi miei bidirezionali (dei quali ne ho ampiamente tessuto le lodi da un anno e più…), quindi accendo l’impianto rigorosamente partendo dalle sorgenti, poi il pre e per ultimo il finale, quindi seleziono i miei dischi di riferimento Talkin’ ’bout You di Diane Schuur, Festival di Lee Ritenour, A te di Fiorella Mannoia e Musica Nuda…
Inizia la Schuur e appena inizia la prima sensazione è che la potenza dell’ampliamento sia maggiore, quasi avessi alzato troppo il volume… scorrono i primi minuti e lo sgomento unito al dubbio si affolla nella mente, mi convinco che mi sono suggestionato, quindi fermo tutto e vado a pranzo, ma con una porzione di cervello resto a pensare, appena possibile torno all’impianto sono le 15:30… siamo in ora del silenzio pomeridiano, attendo le 16:00, alle 16:01 il volume è da dopo un’ora di ascolto, le cose vanno sempre meglio, il suono diventa sempre più reale, piacevole, scorrevole, insomma, una meraviglia inaspettata… e la mente inizia già a fare congetture… e se prendessi anche i cavi di interconnessione tra pre e finale e tra sorgente e pre? Ma poi mi dico: «Aspetta che sei di facile innamoramento e poi ci ripensi». Quindi cerco i difetti, forse una certa spigolosità? Ma si avverte a tratti e sembra sempre meno presente… I giorni si alternano e il difetto sembra scomparire mentre il suono acquista una nuova dimensione, profonda, completa con dei silenzi veramente totali e pieni, molto pieni, nessun ruvidità… al punto che mi convinco che è inutile cambiare le interconnessioni… Ma il dubbio dove lo mettiamo? Intanto riprovo a mettere i vecchi cavi di potenza e il tutto torna a una situazione di “piattezza” quasi sciatta…

Recensione Antonio Invictus Speaker XLR
Recensione Antonio Invictus Speaker XLR
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Così, dopo dieci giorni, riparto con i confronti e il risultato è sempre a favore assoluto dei cavi Invictus e quindi scatta la decisione di ordinare i cavi di interconnessione, appena arrivano (48 ore scarse) li metto sotto e via accendo il tutto e… altro salto sul divano! E che diavolo, penso, possibile che questi cavi siano un’altra ulteriore miglioria? Ma allora perché non ho deciso di fare prima questo acquisto? Magari mi risparmiavo tanti altri cambi… beh, questo non posso saperlo, ma sicuramente la musica è cambiata, ora quando accendo l’impianto e mi metto ad ascoltare, ogni disco è diverso, più bello, più completo, più armonico; intendiamoci, i dischi registrati male sono più brutti di prima… si sentono tutti gli errori di produzione… ma per quello ci vuole il miracolo e questo Ricable non lo può fare, ma di sicuro sto pensando ai cavi di alimentazione, chissà se possono dare qualche ulteriore scatto in avanti o se sono arrivato al top?

Le tue conclusioni.

Seguite le mie prossime recensioni perché ho idea che con i cavi di alimentazione, sempre ammesso che decida di prenderli, vi farò una nuova completa recensione, sempre che Ricable decida di pubblicare questa che forse non segue proprio lo schema richiesto ma che è frutto dell’entusiasmo che questi cavi hanno generato in un audiofilo ormai abituato a cercare sottili differenze, e che invece si è trovato davanti a una differenza veramente importante!

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Cosa ti è piaciuto?

– Musicalità
– Coerenza timbrica
– Politica del reso

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Invictus Signal Maurizio

Recensione #69 – Cavo Invictus Signal – Ricable Review

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Il mio Ricable

Maurizio D.

Sorgenti: Streamer Cocktail Audio X50Pro

Amplificatore: Preamplificatore McIntosh C50; Finale McIntosh MC452

Diffusori acustici: Sonus Faber Elipsa Red

Altro: DAC Digicode S-192; Multipresa Docet Edison

La seguente recensione del cavo Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Maurizio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Ho letto delle recensioni lusinghiere. Necessitavo di un cavo da considerare definitivo in sostituzione del seppur valido Actinote MB83 acquistato nel 2004, facente parte del mio vecchio impianto che ho completamente sostituito. Un upgrade evolutivo a completamento (spero) del mio impianto che in questi anni è stato sostituito completamente. Questo cavo rappresentava l’ultimo componente superstite.

Recensione Invictus Signal Maurizio
Invictus Signal Contesto
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Il cavo si presenta bene. Costruzione solida, con una rigidità ottimale e una estetica curata nei particolari. Gli attacchi sono di ottima qualità con indicazione della direzione del segnale intuitiva. Il rivestimento esterno di ottima fattura, elegante con un senso leggermente rétro che a me piace. Anche se generalmente non visibili, a mio avviso l’estetica ha sempre una sua valenza.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Sostituiti i miei vecchi cavi RCA con gli Invictus, ho iniziato l’ascolto con dei brani jazz sia solo strumentale che anche cantato, poi con la musica classica e barocca, il pop, finendo poi con il rock (quello vero degli anni Settanta e Ottanta). Tutti brani di cui conoscevo bene la musicalità attraverso il mio impianto. Ore di attento ascolto sfruttando quei momenti in cui ero solo in casa.

Recensione Invictus Signal Maurizio
Invictus Signal Contesto
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Fin da subito ho notato una maggiore scena, con la parte dei medio-alti più definita e dettagliata e i bassi estremamente controllati e bilanciati. Sembra di aver eliminato quella strozzatura che solo immaginavo con i vecchi cavi. Ho comunque mantenuto i cavi RCA Van den Hul The Mountain collegati tra il pre e il finale McIntosh. Le voci, specialmente le femminili , sono più realistiche. Le spazzole della batteria più definite e limpide, in generale una ricchezza e completezza di dettagli che prima non notavo. Tutti gli strumenti, a prescindere dal genere musicale, sono più a fuoco e ben collocati nella scena sonora. Zero fatica di ascolto.

Le tue conclusioni.

Devo ammettere che la scelta di questi cavi è stata come un salto nel buio, basata su ottime recensioni e dopo aver direttamente constatato la serietà e professionalità di questa ditta. Un rapporto qualità/prezzo decisamente favorevole visti i risultati comparativi. I miei vecchi cavi penso di ricordare averli pagati circa 500 euro, nel 2004. Un salto finito benissimo, una scelta per me definitiva a completamento di un iter di aggiornamento del mio sistema. Consigliatissimi!

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Cosa ti è piaciuto?

– Performance
– Estetica e qualità costruttiva
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Fabio Invictus Power

Recensione #65 – Cavo Invictus Power – Ricable Review

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Il mio Ricable

Fabio C.

Sorgenti: Lettore Marantz SACD 30n

Amplificatore: Marantz Model 30

Diffusori acustici: Dynaudio Heritage Special

Altro: Subwoofer SVS Sound SB-4000

La seguente recensione del cavo Invictus Power è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Fabio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Sono appassionato di Hi-Fi da oltre quarant’anni e sono sempre stato molto attratto dai cavi, quindi circa due anni fa mi sono imbattuto nel sito della Ricable e sono rimasto eccezionalmente ben impressionato da come è strutturato il sito stesso, e da come viene minuziosamente riportata ogni informazione possibile su tutta la produzione, sia il dettaglio per il neofita sia il più interessante dato tecnico per il conoscitore specializzato. Questo ha fatto sì che provassi i prodotti iniziando dalla linea entry level; al giorno d’oggi li ho provati tutti e sono felice possessore del set completo della linea top di gamma Invictus.

Recensione Fabio Invictus Power
Recensione Fabio Invictus Power
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

La costruzione e l’estetica dei prodotti sono veramente accattivanti, ben fatte, pregiate e robuste; c’è della sostanza e non solo fumo come in altre proposte “esotiche”, inoltre la raffinatezza del packaging è quanto di meglio ci si possa aspettare, prodotti concepiti come premium a prescindere dalla loro collocazione nel mercato.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il test è stato fatto mettendo a confronto una selezione indefinita di tracce (rock, pop , classica, jazz, cantautori, ecc.), non mi soffermo mai solo su due o tre tracce ma conduco il confronto per qualche giorno di solito (rimane una memoria sonica molto più vasta avendo le necessarie capacità di ascolto, e io essendo anche musicista sono agevolato). Il cavo che avevo prima (anzi, i cavi perché erano quello della sorgente, quello del SACD e quello che alimenta il filtro di rete) erano dei Ricable Magnus MKII (peraltro ottimi rispetto ai cavi di serie) e i nuovi, appunto i Ricable Invictus Power.

Recensione Fabio Invictus Power
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Risultato a dir poco sbalorditivo… non ci credevo… più determinante del cavo altoparlanti… Dinamica aumentata, rumore di fondo dimezzato, il “nero sonico” estremamente percepibile, cioè il silenzio tra gli strumenti che ne aumenta il contrasto, gamma bassa molto più scontornata e ferma, precisa e profonda, la gamma alta acquisisce più aria ed espande quindi la scena sonora, sembra che l’impianto suoni più forte, la tridimensionalità si espande, insomma una meraviglia, il cavo dove ho percepito l’effetto più tangibile di tutti. Volevo aggiungere che perfino il cavo che dalla rete alimenta il filtro separatore ha fatto la sua parte e non ne ho potuto fare a meno… veramente strepitosi.

Le tue conclusioni.

Concludendo non posso che consigliare questo cavo di alimentazione a tutti quelli che vogliono dare nuova vita alle proprie elettroniche, soprattutto ai finali di potenza o agli integrati, di qualsiasi valore siano, io ho provato per curiosità il cavo perfino su un integrato da 590 euro, cioè meno del cavo, e sembrava avesse messo il turbo, un comportamento dell’alimentazione completamente diversa, basso più solido, dinamica più evidente, gamma bassa più nitida, dettaglio più chiaro. Ovviamente il prodotto è indirizzato a oggetti di levatura altissima ma secondo me può sollevare di parecchi gradini qualitativi anche il suono di molte elettroniche intermedie.

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Cosa ti è piaciuto?

– Performance
– Estetica
– Prezzo elevato ma non troppo rispetto alla migliore concorrenza

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Cosa miglioreresti?

– Fosse per me metterei il colore rosso nella linea di punta Invictus al posto del celeste


Recensione Invictus XLR Lorenzo

Recensione #57 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Ricable Review

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Il mio Ricable

Lorenzo F.

Sorgenti: Media Center Rose RS150

Amplificatore: Preamplificatore McIntosh C53; Finale McIntosh MC452

Diffusori acustici: Tannoy Legacy Cheviot

Altro: Condizionatore di rete PS Audio

La seguente recensione del cavo Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Lorenzo per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Ho scoperto Ricable per caso a casa di un amico e mi sono informato per l’acquisto di un entry level RCA all’inizio della costruzione del mio ultimo impianto. Dopo due anni e mezzo, anche grazie al piano Ricable di upgrade, ho l’intero impianto cablato con i cavi Invictus. L’ultimo acquisto è stato un Invictus XLR per collegare lo streamer Rose RS150 al pre McIntosh C53.

Recensione Invictus XLR Lorenzo
XLR_Invictus
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Decisamente il miglior prodotto per rapporto qualità/prezzo. La costruzione è impeccabile e con materiali di altissimo livello. I cavi XLR hanno un sistema di serraggio molto comodo e preciso. La schermatura è davvero da primato, da quando uso cavi Ricable non ho più riscontrato nessun tipo di interferenza di segnale.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho utilizzato un disco test che contiene diversi brani di generi musicali differenti per valutare ogni parametro dell’impianto. Conosco molto bene questo disco così da poter cogliere subito ogni minimo cambiamento. Il primo ascolto per me è sempre importante anche se il cavo non è rodato, ma dà il primo impatto. L’XLR è risultato al primo impatto già un cavo di altissimo livello. Dopo cento ore di utilizzo devo dire che la tridimensionalità del suono dello streamer è da primato.

Invictus XLR_View04_F
Invictus XLR
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

I cavi Invictus sono estremamente trasparenti. Non aggiungono né tolgono nulla al carattere dell’impianto. L’impianto suona semplicemente come deve suonare. Potrei dire che la scena risulta essere profonda e larga e gli strumenti ben definiti nello spazio. Ma sono tutte caratteristiche da attribuire all’impianto e alla registrazione. L’XLR ha il pregio enorme di permettere di trasmettere tutto questo con una grandissima neutralità e trasparenza. Avete presente quando l’ascolto è così piacevole e naturale che non si pensa più all’impianto? Ecco, i cavi Invictus riescono a donare all’impianto questa caratteristica.

Le tue conclusioni.

Il mio impianto è completamente cablato Ricable Invictus. È stata una strada spontanea di upgrade acquistando prima i Dedalus per poi, grazie al programma di upgrade, passare agli Invictus. Il mio impianto ne ha guadagnato in tutti i parametri rivelando le sue caratteristiche al massimo. Consiglio vivamente i prodotti Ricable che già dalla serie Dedalus, fino ad arrivare ai più preziosi Invictus, regalano prestazioni altissime in termini di neutralità e trasparenza.

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Cosa ti è piaciuto?

– Neutralità
– Costruzione
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Forse la serie Invictus di alimentazione è un po’ costosa


Invictus Signal Erick

Recensione #51 – Cavo Invictus Signal – Ricable Review

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Il mio Ricable

Erick D.

Sorgenti: Lettore CD Audia Flight FL CD Three S

Amplificatore: Preampli Rogue Audio RP-5; Finale Jadis JA200 MKII

Diffusori acustici: KEF Reference 207/2

Altro: Niente

La seguente recensione del cavo Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa nata con la collaborazione del gruppo Facebook francese “Audiophile francophone et haute-fidélité”. L’iniziativa è nata per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Gli audiofili hanno ricevuto il cavo scelto a casa e hanno avuto trenta giorni per eseguire tutti i test che ritenevano opportuni. Alla fine di questo periodo, gli audiofili potevano decidere se tenere il cavo oppure restituirlo senza alcun costo.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Erick per il tempo che ci ha dedicato.

J’ai voulu essayer ce nouveau câble

J’ai voulu essayer ce nouveau câble de chez Ricable, le RCA Invictus Signal, car j’ai en ma possession le câble USB Magnus qui m’avait impressionné par sa qualité de transmission musicale.
Le câble Invictus Signal está arrivé dans un luxueux emballage, le protégeant de façon optimale pour les envois. Une fois déballé, le câble est d’une conception robuste et esthétiquement bien faite, la finition est flatteuse, les fiches de connexion sont de haute qualité et équipées d’un système de serrage qui est parfait pour éviter les déconnexions impromptues.
Il a un poids certain étant donné tous les éléments qui le composent mais reste souple. Il est facile de comprendre que nous sommes en présence d’un cable “haut de gamme”, l’écoute nous le confirmera certainement.

Invictus Signal Erick

Le câble RCA Invictus Signal est positionné entre le lecteur CD/DAC Audia Flight et le préamplificateur Rogue Audio RP-5.

En première écoute, je me rends vite compte que je suit en présence d’un câble exceptionnel. La qualité est déjà au rendez-vous et ceci sans rodage. En comparaison avec celui que j’ai depuis 4 ans maintenant, pratiquement pas de différence entre les deux bien que ce dernier “haut de gamme” également mais deux fois et demi le prix de l’Invictus. Je décide donc de le laisser en fonction toute une nuit plus le jour suivant pour pousser la comparaison.

Invictus Signal Erick

Je fus agréablement surpris par la progression qualitative de la restitution de l’Invictus. Il reproduit avec beaucoup de finesse les timbres qui sont plus précis, un médium lumineux, l’aigus qui monte plus haut, qui rend les voix présentes, vibrantes, jusqu’à mieux ressentir l’énergie que dégage le chanteur sans oublier des graves plus tendues et rapides qui non seulement descendent plus bas, sont plus percutantes, plus présentes, vibrantes sans pour autant encombrer l’ensemble du spectre, elles donnent l’impression de venir de plus loin. Tout cela donne une scène plus réaliste et qui gagne non seulement en profondeur mais en dynamique tel que tout devient palpable.

Ce câble RCA Invictus ne se contente pas simplement de transmettre divinement la musique mais également toute l’émotion qui va avec, ce câble transmet la vie. Bravo à l’équipe Ricable pour cette conception et… merci car il repousse encore plus loin l’expérience musicale.

Pour l’écoute:

  • Essential Ennio Morricone par City of Prague Philharmonic Orchestra
  • Mayra Andrade: Studio 105 (en direct)
  • Gloria Estefan: Brazil305
  • Ismaël Lô: Jammu Africa
  • Cæcilie Norby & Lars Danielsson: Just The Two Of Us
  • Ibrahim Maalouf: S3NS
  • Ahmad Jamal e Yusef Lateef: Live at the Olympia
  • Beaucoup d’autres encore…
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Qu'est ce que tu aimais?

– Qualité de fabrication
– Performances musicales

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Qu'aimeriez-vous améliorer?

– Rien sinon encourager l’équipe a continuer dans l’innovation qualitative dont elle a fait son combat!

Ho voluto provare questo nuovo cavo

Ho voluto provare questo nuovo cavo della Ricable, l’RCA Invictus Signal, perché ho in mio possesso il cavo USB Magnus che mi ha colpito per la sua qualità di trasmissione musicale.
Il cavo Invictus Signal è arrivato in una confezione lussuosa, fornendo una protezione ottimale per le spedizioni. Una volta disimballato, il cavo ha un design robusto ed esteticamente curato, la finitura è flessibile, le spine di collegamento sono di alta qualità e dotate di un sistema di aggancio perfetto per evitare disconnessioni improvvise.
Ha un certo peso visti tutti gli elementi che lo compongono ma rimane flessibile. È facile intuire che siamo in presenza di un cavo “top di gamma”, l’ascolto lo confermerà sicuramente.

Invictus Signal Erick

Il cavo Invictus Signal RCA è posizionato tra il lettore CD/DAC Audia Flight e il preamplificatore Rogue Audio RP-5.

Al primo ascolto, mi accorgo subito che sono in presenza di un cavo eccezionale. La qualità c’è e senza rodaggio. Rispetto a quello che ho da 4 anni ormai, quasi nessuna differenza tra i due anche se quest’ultimo è anche “di fascia alta” ma due volte e mezzo il prezzo dell’Invictus. Quindi decido di lasciarlo acceso durante la notte più il giorno successivo per spingere il confronto.

Invictus Signal Erick

Sono stato piacevolmente sorpreso dalla progressione qualitativa della restituzione dell’Invictus. Riproduce con grande finezza i timbri più precisi, una calamita luminosa, l’acuto che sale più alto, che rende le voci presenti, vibranti, fino a sentire meglio l’energia che sprigiona il cantante senza dimenticare i più seri tesi e veloci che non scendono solo più in basso, sono più percussivi, più presenti, vibranti senza ingombrare l’intero spettro, danno l’impressione di venire da più lontano. Tutto questo dà una scena più realistica che non solo acquista in profondità ma in dinamica, tale che tutto diventa palpabile.

Questo cavo Invictus RCA non solo trasmette divinamente la musica ma anche tutte le emozioni che ne derivano… questo cavo trasmette la vita. Complimenti al team Ricable e… grazie per aver spinto ulteriormente l’esperienza musicale.

Per l’ascolto ho usato:

  • Essential Ennio Morricone della City of Prague Philharmonic Orchestra
  • Mayra Andrade: Studio 105 (en direct)
  • Gloria Estefan: Brazil305
  • Ismaël Lô: Jammu Africa
  • Cæcilie Norby & Lars Danielsson: Just The Two Of Us
  • Ibrahim Maalouf: S3NS
  • Ahmad Jamal e Yusef Lateef: Live at the Olympia
  • Tanto altro ancora…
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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità di fabbricazione
– Prestazione musicale

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Cosa miglioreresti?

– Nient’altro che incoraggiare la squadra a continuare nell’innovazione qualitativa di cui ha fatto la sua lotta!

Recensione Ludovic Invictus Speaker

Recensione #50 – Cavo Invictus Speaker Reference – Ricable Review

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Il mio Ricable

Ludovic L.

Sorgenti: Giradischi Acoustic Signature Storm MKII con Pre phono Esoteric; Lettore CD Esoteric K-05X

Amplificatore: Norma REVO IPA-140; Amplificatori per cuffie Auris Audio HA2 e Beyerdynamic A2

Diffusori acustici: Vimberg

Altro: DAC Esoteric N-05; Master Clock Esoteric G-02

La seguente recensione del cavo Invictus Speaker Reference è il frutto dell’iniziativa nata con la collaborazione del gruppo Facebook francese “Audiophile francophone et haute-fidélité”. L’iniziativa è nata per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Gli audiofili hanno ricevuto il cavo scelto a casa e hanno avuto trenta giorni per eseguire tutti i test che ritenevano opportuni. Alla fine di questo periodo, gli audiofili potevano decidere se tenere il cavo oppure restituirlo senza alcun costo.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Ludovic per il tempo che ci ha dedicato.

Construction simple avec une bonne apparence

Construction simple avec une bonne apparence. La construction est plus que sérieuse, le câble est assez conséquent en diamètre. Le système d’attaque des câbles par banane avec baïonnette assure une bonne fixation.
Même si sur mes enceintes Vimberg un diamètre de la fiche banane un poil plus épais aurait été idéal. Mais globalement ça tient et on s’en le sérieux de la construction de se câble sur ce point c’est un 4,5/5.
Concernant la restitution sonore un aigu et un médium qui file très haut mais très neutre et ultra précis rendant les voix magiques que ce soit sur du classique du pop rock ou du hip hop.
Le grave descend très bien et est également très détaillé, je note juste que sur le plan il est légèrement en retrait vis a vis du médium aigu, rien de méchant mais cela ma un peu déstabilisé au départ certainement trop habitué au rendu de mes Wireworld qui vont moins loin sur les étages, mais qui met le grave un peu plus en avant.

Recensione Ludovic Invictus Speaker
Recensione Ludovic Invictus Speaker

A noter que ce phénomène apparaît sur les sources numériques DAC esoteric et CD SACD esoteric mais disparaît complètement sur les sources analogique sur platine vinyle acoustic signature MKII le grave y reprend sa place.
J’ai fait plusieurs test et je suis incapable d’expliquer ce phénomène.
Encore une fois je pense simplement que mon Wireworld a tendance a projeter un peu le grave ou le restituer différemment. La scène sonore est très cohérente. La spatialisation est excellente et le placement des divers instruments très précis plus qu’avec mon câble.
L’attaque de note est ici très bonne, très rapide on s’en clairement que le câble ne crée pas de résistance que la musique y est fluide et que l’amp peu s’exprimer très fort et très précisément.
Oui je recommande ce câble a 100% pour ceux qui veulent une écoute très détaillée très neutre et très précise.
Encore une fois la restitution de chaque détail chaque intonation y est ultra précise et rapide, la musique coule de l’ampli au oreille sans bridage et le son s’épanouit comme une fleur. Une très très belle réussite avec une fabrication exemplaire!

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Qu'est ce que tu aimais?

– Neutralité et transparence à l’égard d’eux oublies
– Rendu des voix sublime
– Vitesse

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Qu'aimeriez-vous améliorer?

– Fiche banane un poil plus épais
– Equilibrage du grave sur le même plan que l’aigu médium

Costruzione semplice con un bell’aspetto

Costruzione semplice con un bell’aspetto. La costruzione è più che seria, il cavo ha un diametro abbastanza grande. Il sistema di attacco del cavo a banana con baionetta garantisce un buon fissaggio.
Anche se sui miei diffusori Vimberg un diametro del connettore a banana un po’ più spesso sarebbe stato l’ideale. Ma nel complesso tiene e siamo seri sulla costruzione del cavo, su questo punto è un 4,5/5.
Per quanto riguarda la riproduzione del suono, un alto e un medio che vanno molto alti ma molto neutri e ultra precisi rendono le voci magiche sia nel pop rock classico che nell’hip hop.
Il basso scende molto bene ed è anche molto dettagliato, noto solo che sul piano è leggermente arretrato rispetto agli alti medi, niente di male ma all’inizio mi ha turbato un po’, sicuramente troppo abituato alla resa dei miei Wireworld che vanno meno lontano, ma che mettono i bassi un po’ più avanti.

Recensione Ludovic Invictus Speaker
Recensione Ludovic Invictus Speaker

Si noti che questo fenomeno compare su sorgenti digitali DAC esoteriche e CD SACD esoteriche ma scompare completamente su sorgenti analogiche, su giradischi MKII il basso prende il suo posto.
Ho fatto diversi test e non riesco a spiegare questo fenomeno.
Ancora una volta, penso solo che il mio Wireworld tenda a proiettare un po’ i bassi o a suonarli in modo diverso. Il palcoscenico è molto coeso. La spazializzazione è ottima e il posizionamento dei vari strumenti molto preciso, più che con il mio cavo.
L’attacco della nota qui è molto buono, molto veloce, è chiaro che il cavo non crea resistenza, che la musica è fluida e che l’amplificatore può esprimersi molto forte e molto preciso.
Sì, consiglio questo cavo al 100% per chi vuole un ascolto molto dettagliato, molto neutro e molto preciso.
Ancora una volta, la riproduzione di ogni dettaglio, ogni intonazione sono ultra precisi e veloci, la musica scorre dall’amplificatore all’orecchio senza restrizioni e il suono sboccia come un fiore. Un grandissimo successo con una produzione esemplare!

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Cosa ti è piaciuto?

– Neutralità e trasparenza
– Resa delle voci sublime
– Velocità

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Cosa miglioreresti?

– Banana un po’ più spessa
– Bilanciare i bassi sullo stesso piano degli acuti

Recensione Invictus Signal Dan

Recensione #47 – Cavo Invictus Signal – Ricable Review

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Il mio Ricable

Dan B.

Sorgenti: DAC Streamer Wattson Audio

Amplificatore: Tsakiridis Aeolos Ultra

Diffusori acustici: Atlantis Lab AT31

Altro: Niente

La seguente recensione del cavo Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa nata con la collaborazione del gruppo Facebook francese “Audiophile francophone et haute-fidélité”. L’iniziativa è nata per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Gli audiofili hanno ricevuto il cavo scelto a casa e hanno avuto trenta giorni per eseguire tutti i test che ritenevano opportuni. Alla fine di questo periodo, gli audiofili potevano decidere se tenere il cavo oppure restituirlo senza alcun costo.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Dan per il tempo che ci ha dedicato.

Après un échange très cordial

Après un échange très cordial avec Ricable par e-mail, lors d’une opération de Prêt contre Review/Test, je me décide à jouer le jeu. A la recherche de repères pour mes câbles RCA, reliant dans mon cas un Streamer/DAC à un ampli intégré, je suis convaincu par l’approche “conviviale” et transparente de Ricable.
Je possède déjà une paire de câbles italiens d’une marque moins connue distribuée en France (ALEF). Ils m’apportent grande satisfaction, mais les ayant acquis en même temps qu’un changement d’électronique, c’est toujours délicat de se faire une opinion précise de l’apport du câble lui-même.

Recensione Invictus Signal Dan

De plus, une écoute récente de mes câbles sur un autre système m’ayant fortement déçu, je finis donc de challenger mes propres RCA. Quel meilleur moyen que de tester une autre chose, dans le confort de son appareil et de son système, alors…?

Je commande le plus haut de la gamme, les Invictus Signal RCA, longueur 1 m, commercialisés au prix de 490 euros au catalogue. J’essaye par ce choix de faire un test comparatif cohérent, soloment basé sur la gamme de prix (les miens étant aux alentours de 750 euros). La partie commande et logistique se passe comme sur des roulettes, et les câbles m’arrivent en parfait état de conditionnement, en à peine quelques jours…

Recensione Invictus Signal Dan

Un packaging propre et simple, mais qui me donne un peu de fil à retordre pour sortir la boite cartonnée de son étui. Au moins le câble est bien protégé.
Écoute: je procède à pas mal d’écoutes A/B en switchant régulièrement sur les mêmes titres habituels dans mes tests. J’essaye ensuite de passer une semaine entière uniquement sur les câbles Ricable, puis de revenir sur les miens.
Les conclusions en variant les genres musicaux: les Invictus sont sans aucun doute d’excellents câbles dans leur gamme de prix, et difficilement battables avec la remise consentie par Ricable lors de cette opération promo.
Ils sont extrêmement bien fabriqués, ça sent la solidité, pas de dénudage prématuré à prévoir, les fiches bananes sont très douces mais s’enfichent fermement et bénéficient d’un serrage par vissage. Ils sont assez épais mais néanmoins un peu plus souples que les miens. Dès les premières minutes, c’est surtout la scène sonore qui me frappe: large ET profonde. Si je reste sur l’impression qu’elle est bien plus vaste que celle que je connais, après quelques aller/retours, il s’en faut de peu, mais les 2 marques/modèles jouent dans la même cour en réalité.
Concernant les timbres, rien à noter de spécifique, je retrouve la signature de mon amplification à tubes intacte.

Respect des électroniques donc. Je trouve l’écoute agréable et pas fatiguante, un très beau médium.
En passant sur des genres musicaux plus musclés, l’Invictus accuse un retard sur mes ALEF: ça descend moins bas et ca monte moins haut, le spectre semble un peu raboté en ses extrémités. Cela enlève un peu d’assise sur certains morceaux, moins acoustiques/intimistes. Je n’irai pas jusqu’à dire que le spectre est déséquilibré cependant.

Les Invictus Signal sont de très bons câbles, fabriqués très proprement, l’esprit de la sté Ricable me plaît, ils délivrent une écoute très agréable, équilibrée et respectent les composants en amont. Je les recommande donc fortement à quiconque possède un bon système ayant évolué mais qui serait resté sur des RCA plutôt entrée de gamme, ils constituent une parfaite évolution/montée en gamme.

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Qu'est ce que tu aimais?

– Connecteurs
– Qualité de la construction
– Scène sonore large et profonde

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Qu'aimeriez-vous améliorer?

– Extension en haut et bas du spectre


Dopo uno scambio molto cordiale

Dopo uno scambio molto cordiale con Ricable via e-mail, durante un’operazione di Prestito contro Revisione/Test, ho deciso di giocare. Alla ricerca di benchmark per i miei cavi RCA, collegando nel mio caso uno Streamer/DAC a un amplificatore integrato, sono convinto dall’approccio “amichevole” e trasparente di Ricable.
Ho già un paio di cavi italiani di un marchio meno noto distribuito in Francia (ALEF). Mi danno grandi soddisfazioni, ma avendoli acquisiti contestualmente a un cambio di elettronica, è sempre difficile formarsi un’opinione precisa sull’apporto del cavo stesso.

Recensione Invictus Signal Dan

Inoltre, un recente ascolto dei miei cavi su un altro sistema mi ha molto deluso, quindi ho finito per sfidare il mio RCA. Quale modo migliore che testare qualcos’altro, comodamente dal tuo dispositivo e sistema, quindi…?

Ordino il top di gamma, l’Invictus Signal RCA, lunghezza 1 m, venduto a un prezzo di 490 euro a catalogo. Con questa scelta provo a fare un test comparativo coerente, basato solo sulla fascia di prezzo (il mio si aggira sui 750 euro). La parte di ordinazione e logistica è andata come un orologio e i cavi sono arrivati ​​in perfette condizioni, in pochi giorni…

Recensione Invictus Signal Dan

Un imballo pulito e semplice, ma che mi dà un po’ di difficoltà a estrarre la scatola di cartone dalla sua custodia. Almeno il cavo è ben protetto.
Ascolto: faccio molto ascolto A/B, passando regolarmente alle stesse solite tracce nei miei test. Poi provo a passare un’intera settimana solo sui cavi Ricable, poi torno ai miei.
Le conclusioni variando i generi musicali: gli Invictus sono senza dubbio ottimi cavi nella loro fascia di prezzo, e difficili da battere con lo sconto concesso da Ricable durante questa operazione promozionale.
Sono estremamente ben fatti, sembra solido, non ci si può aspettare uno spelatura prematura, i connettori a banana sono molto morbidi ma si collegano saldamente e traggono vantaggio dal serraggio mediante avvitamento. Sono abbastanza spessi ma comunque un po’ più flessibili dei miei. Fin dai primi minuti, è soprattutto il palcoscenico sonoro che mi colpisce: ampio E profondo. Se rimango sull’impressione che sia molto più grande di quello che conosco, dopo qualche giro è tutt’altro, ma le 2 marche/modelli giocano in realtà sullo stesso campo.
Per quanto riguarda i timbri, niente di specifico da notare, trovo intatta la timbrica della mia amplificazione a valvole. Rispetto per l’elettronica quindi. Trovo l’ascolto piacevole e non faticoso, un mezzo molto bello.
Passando a generi musicali più “muscolosi”, l’Invictus è in ritardo rispetto ai miei ALEF: scende meno in basso e sale meno in alto, lo spettro sembra un po’ piallato alle sue estremità.

Questo rimuove un po’ di spessore su alcune tracce, che sono meno acustiche/intime. Tuttavia, non direi che lo spettro è sbilanciato.

Gli Invictus Signal sono cavi molto buoni, realizzati in modo molto pulito, mi piace lo spirito dell’azienda Ricable, offrono un’esperienza di ascolto molto piacevole ed equilibrata e rispettano i componenti a monte. Li consiglio quindi vivamente a chiunque abbia un buon impianto che si è evoluto ma che sarebbe rimasto a livello di cavi su RCA entry level, costituiscono una perfetta evoluzione/upgrade.

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Cosa ti è piaciuto?

– Connettori
– Qualità della costruzione
– Scena sonora larga e profonda

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Cosa miglioreresti?

– Estensione in alto e in basso dello spettro acustico

Invictus Signal Raffaello

Recensione #46 – Cavo Invictus Signal – Ricable Review

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Il mio Ricable

Raffaello C.

Sorgenti: Lettore CD Audio Research CD5; Giradischi Michell GyroDec con braccio Audio Technica AT1100 e testina Grado Reference

Amplificatore: Preamplificatore Audio Research SP-10 MKII; Finale Audio Research D300

Diffusori acustici: B&W 805 Signature

Altro: Subwoofer B&W DB3D; Sintonizzatore Sansui TU-717; Filtri di rete Systems and Magic; Ambiente d’ascolto trattato da Acustica Applicata 

La seguente recensione del cavo Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Raffaello per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Conosco la marca Ricable da molto tempo, perché anni fa ebbi modo di acquistare due cavi HDMI, che uso tutt’oggi e apprezzo con grande ammirazione per il livello costruttivo e per la resa complessiva sia audio che video. Non avevo mai avuto modo di testare di persona i cavi Hi-Fi che realizza questa società, e siccome mi si è presentata l’occasione, l’ho voluto fare, anche perché ero davvero molto curioso.
Da vecchio pioniere dell’alta fedeltà (fin dagli anni Settanta), ho provato tanti marchi di cavi più o meno blasonati, e dopo numerosi confronti diretti posso affermare, con certezza, che non è assolutamente il prezzo che fa la qualità intrinseca di ognuno di loro.

Invictus Signal Raffaello
Invictus Signal Contesto
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Il cavo Invictus di segnale da tre metri, terminato RCA, che ho acquistato, è un manufatto bellissimo, curato in tutti i suoi dettagli. La confezione, con cui ti viene spedito, è di tutto rilievo, e all’interno è presente un’imbottitura che lo protegge da qualsiasi urto. Nella sostanza, sono stati molto curati i particolari che ne fanno davvero la differenza, quali: calza, connettori, saldature, dorature. Anche la cosmesi è stata considerata, perché il cavo ha un’aspetto davvero notevole.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Quindi, l’ho collegato subito al lettore digitale, e dopo avergli fatto fare un rodaggio di una quarantina di ore, come è giusto che sia, ho cominciato ad ascoltarlo, con attenzione, mettendolo direttamente a confronto con cavi di tutto rilievo, e di cui conosco la timbrica molto bene. Il confronto l’ho fatto con i cavi in mio possesso, Transparent Plus, Ultra, YBA Diamond, Mandrake in argento (cavo famoso negli anni Novanta), cavi che io apprezzo tantissimo per la sonorità morbida, il contrasto dinamico, l’ampiezza del palcoscenico immaginario, la profondità dell’immagine.

Invictus Signal Raffaello
Invictus Signal Raffaello
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Per il test che ho condotto, ho usato il materiale musicale più variegato possibile, per mettere in risalto tutte le peculiarità del componente in prova, ossia:

  • Barocco
    • Le quattro stagioni di Vivaldi, disco Archiv
    • Händel, Musica sull’acqua
    • Händel, Concerti grossi
  • Pop, rock, fusion
    • Peter Gabriel, Up
    • Pink Floyd, The Endless River
    • Dire Straits, Dire Straits
    • Al Jarreau, Tenderness
    • Dead Can Dance, Into the Labyrinth
    • Chick Corea, Plays
    • Pat Metheny, The Road to You
    • Genesis, Seconds Out
    • Dave Grusin, Cinemagic
    • Steely Dan, Gaucho
    • Karen Souza, Essentials
    • Tracy Chapman, Tracy Chapman
  • Musica italiana
    • Mina, Fiorella Mannoia, Lucio Dalla , Francesco De Gregori, Fabrizio De André

Le tue conclusioni.

Ebbene… l’Invictus, dopo il lungo rodaggio, ha dimostrato di avere delle notevoli caratteristiche, quali:

  • equilibrio timbrico: ogni frequenza ha una propria collocazione, senza prevaricazione alcuna;
  • trasferimento della dinamica: sembra che il segnale abbia meno ostacoli e che arrivi con più energia e velocità;
  • smorzamento: i transienti più veloci sono frenati, e ben articolati;
  • setosità: i medio-alti hanno una trama che non affatica mai, anche nelle lunghe sessioni di ascolto;
  • ampiezza dell’immagine: le casse scompaiono, maggiore è il realismo globale;
  • profondità: anche questa dimensione, si è dilatata;
  • abbattimento del rumore: giova l’aumento del micro e del macro contrasto.
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Cosa ti è piaciuto?

– Cura dei dettagli
– Estetica notevolissima
– Rapporto qualità/prezzo, nel mio contesto, almeno
– La totale mancanza di fatica di ascolto

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Invictus USB Giulio

Recensione #44 – Cavo Invictus USB – Ricable Review

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Il mio Ricable

Giulio M.

Sorgenti: Mini PC Intel NUC i3

Amplificatore: Preamplificatore Benchmark HPA4; Finale McIntosh MC275

Diffusori acustici: Duevel Bella Luna Diamante

Altro: Filtro di rete iFi Audio DC iPurifier2; Filtro USB iFi Audio iPurifier3; DAC Topping D90SE; Condizionatore di rete AudioQuest Niagara

La seguente recensione del cavo Invictus USB è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Giulio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Appassionato di alta fedeltà e di elettronica, mi piace molto scoprire e provare nuovi prodotti da inserire nel mio impianto audio per avvicinarmi il più possibile alle emozioni di un ascolto dal vivo. Ho scelto Ricable perché conosco già da qualche anno la qualità dei suoi prodotti completamente Made in Italy e la disponibilità, dopo l’acquisto, di reso e upgrade del prodotto con uno di livello superiore.

Recensione Invictus USB Giulio
Recensione Invictus USB Giulio
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Come mi aspettavo, appena aperta la confezione si ha la sensazione di avere in mano un prodotto speciale curato esteticamente in ogni minimo dettaglio. Per essere un USB non è solo grosso ma davvero imponente , anche più grande come sezione dell’Invictus AES/EBU da me posseduto. Si presenta robusto ma rispetto a cavi di altri marchi conosciuti non è cosi rigido, garantendo una certa flessibilità di installazione. La confezione è adeguata a rappresentare il prestigio del prodotto contenuto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Le prove di ascolto sono state fatte utilizzando per una ventina di ore il cavo USB Invictus Ricable in uscita dal filtro USB verso il DAC al posto di quello di serie. Questi i brani utilizzati per i test:

  • Pink Floyd, Shine On You Crazy Diamond (Parts 1-7) 16/44 Flac locale
  • Pink Floyd, Time MQA Tidal Master
  • Pink Floyd, Comfortably Numb MQA Tidal Master
  • Pink Floyd, Money MQA Tidal Master
  • Dire Straits , Ride Across the River (Remastered 1996) 16/44 Flac Qobuz
  • Dire Straits , Money for Nothing (Remastered 1996) 16/44 Flac Qobuz
  • Los Lobos, Be Still 16/44 Flac Qobuz
  • Nirvana, In Bloom 24/192 Hires Flac Qobuz
  • Nirvana, Something in the Way 24/192 Hires Flac Qobuz
  • Madonna, Till Death Do Us Part 16/44 flac locale
  • Vivaldi, Le Quattro Stagioni 24/96 Hires Qobuz
  • Jon & Vangelis, The Friends of Mr. Cairo 16/44 Flac locale
  • Jon & Vangelis, Back to School 16/44 Flac locale
  • Donald Fagen, The Nightfly 24/48 Hires Qobuz
  • Donald Fagen, I.G.Y. 24/48 Hires Qobuz
  • Bob Marley, Real Situation 16/44 Flac Locale
  • The Dave Brubeck Quartet, Take Five 16/44 Flac Locale
  • Eagles, Hotel California MQA Tidal Master
  • David Bowie, Star MQA Tidal Master
Recensione Invictus USB Giulio
Recensione Invictus USB Giulio
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

L’adozione del filtro USB tra la sorgente e il DAC aveva già apportato un netto miglioramento eliminando praticamente ogni rumore di fondo o interferenze che possono affliggere questo tipo di connessione; con il cavo di serie all’uscita del filtro notavo comunque un suono non molto eccitante. Collegato l’Invictus USB, il suono ha assunto una decisa impronta analogica; al di là della risoluzione del file riprodotto, l’effetto di compressione digitale è sparito e ho l’impressione di sentire sempre in alta risoluzione. E questo è quello che stavo cercando. Come mi è successo per altri cavi di segnale digitale, non ho potuto sinceramente riconoscere altri eventuali benefici come bassi più corposi, alti più cristallini o medi più definiti. Magari successivamente con più ore di utilizzo (il rodaggio è stato di circa solo 20 ore) è possibile che si notino altri miglioramenti.

Le tue conclusioni.

Dopo aver sostituito i cavi di alimentazione, quindi quelli di segnale e infine quelli di potenza, l’inserimento dell’ultimo arrivato Invictus USB ha soddisfatto pienamente le mie aspettative rendendo l’ascolto della musica “liquida” molto più soddisfacente. Sono sicuro che anche le versioni Magnus e Dedalus avrebbero apportato comunque benefici, ma avendo altri cavi di categoria Invictus ho preferito l’Invictus USB.

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Cosa ti è piaciuto?

– Design
– Qualità dei materiali

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Invictus XLR Fulvio

Recensione #38 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Flavio V.

Sorgenti: MacBook Pro con Audirvana 3.5 e Qobuz Studio

Amplificatore: Octave V70 SE

Diffusori acustici: Harbeth HL-Compact 7ES-3

Altro: DAC M2Tech Young DSD MKIII con alimentatore dedicato M2Tech Van der Graaf MKII

La seguente recensione del cavo Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Flavio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Ho letto molte recensioni di prodotti Ricable i cui possessori tessevano le lodi dei loro acquisti. Ho quindi deciso di provare il cavo di segnale bilanciato della serie Invictus. Il fatto che si tratti di un prodotto italiano e la possibilità di poterlo restituire entro 60 giorni in caso non fossi soddisfatto del risultato sono stati per me due fattori fondamentali.

Invictus XLR Fulvio
XLR_Invictus
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Ho notato una estrema cura dei dettagli, a iniziare dalla scatola: realizzata con molta cura, dai colori accattivanti e con una schiuma all’interno che protegge i cavi da eventuali urti durante il trasporto. I cavi stessi si sono poi mostrati molto accattivanti: di generosa sezione, ma non eccessivamente rigidi e di un bel colore azzurro. Un plauso particolare ai connettori; si percepisce subito il grande livello di finitura e precisione nella realizzazione che garantiscono un’ottima connessione con le elettroniche.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Non ho usato alcun metodo particolare; ho semplicemente ascoltato i dischi/brani che conosco di più per poter apprezzare le differenze fra le due configurazioni: Invictus bilanciati contro i precedenti cavi sbilanciati di un noto costruttore americano. L’unico accorgimento che ho usato è stato quello di lasciar suonare l’impianto con gli Invictus per una ventina di ore prima di fare degli ascolti “seri”.

Invictus XLR_View04_F
Invictus XLR Fulvio
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Mi aspettavo dei piccoli miglioramenti, dovuti al fatto che i cavi che avevo prima erano dei modelli alla base della gamma del costruttore. Passato il periodo di rodaggio (anche se il fatto di rodare le elettroniche e, ancor di più i cavi, mi ha sempre lasciato un po’ perplesso in merito ai reali benefici) sono invece rimasto semplicemente a bocca aperta. Le differenze c’erano, e anche evidentissime. Con gli Invictus il livello di dettaglio è impressionante: le voci sono limpide, cristalline al punto di far sembrare che Agnes Obel sia seduta davanti a me a cantare. Posso fare un altro esempio citando Bruce Springsteen nel brano The Ghost of Tom Joad. Con i cavi precedenti sembrava che Bruce troncasse l’ultima sillaba di quasi tutte le parole; gli Invictus riescono invece a far passare tutte le informazioni, aumentando a dismisura il piacere d’ascolto. Ho riscontrato un altro miglioramento nelle basse frequenze: più imponenti di prima, ma totalmente prive di slabbrature. Anche la ricostruzione sonora è notevole; si percepisce appieno la posizione di strumenti e voci, senza alcuna confusione.

Le tue conclusioni.

In conclusione posso dire che gli Invictus hanno veramente fatto la differenza nel mio impianto, portandolo a un altro livello. Magari non sarà così per tutti, ma vale sicuramente la pena di provarli (se poi non vi soddisfano, potete sempre restituirli). Ritengo anche il prezzo non sia per niente eccessivo, visti anche la notevole cura nelle realizzazione e l’impiego di materiali pregiati. E poi, dulcis in fundo, sono italiani!

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Cosa ti è piaciuto?

– Performance
– Estetica
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Invictus Speaker Mauro

Recensione #34 – Cavo Invictus Speaker – Ricable Review

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Il mio Ricable

Mauro D. A.

Sorgenti: Luxman D-380

Amplificatore: Preamplificatore Luxman CL-38uC; Finale Klimo Tine Mono

Diffusori acustici: Piega Coax 711

Altro: Niente

La seguente recensione del cavo Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Mauro per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Premetto che già possedevo un cavo di segnale Ricable Dedalus, di cui ho potuto apprezzare la qualità costruttiva e l’estetica, oltre che la buona resa. Dovendo sostituire i cavi di potenza con due di lunghezza inferiore (a seguito dell’ingresso nel mio impianto dei due monofonici Klimo, che hanno rimpiazzato il finale stereo) ho optato ancora per Ricable, e la scelta è ricaduta sul top di gamma Invictus. Ma perché Ricable? Bisogna ammettere che la Ricable fa un ottimo lavoro di marketing (avendo un sito web ben curato e prodotti molto ben presentati) e di attenzione al cliente, e colgo l’occasione per ringraziare Sergio Modenesi sempre molto gentile al telefono per dispensare consigli. Infine (“last, but not least”) la garanzia a vita e la possibilità di restituire i prodotti nel caso in cui non si sia pienamente soddisfatti.
Per la cronaca: Cavo ordinato / Assemblato / Customizzato con maglia arancio / Spedito / Arrivato a casa in sole ventiquattro ore. Ottimo servizio, direi meglio di Amazon.

Recensione Invictus Speaker Mauro
Recensione Invictus Speaker Mauro
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

La confezione, di cartone, si presenta bene. Preso in mano il cavo, le prime cose che inevitabilmente si apprezzano sono il peso e la bellezza. Sembra un po’ di avere in mano un pezzo di una vettura di Pagani (per chi ne conoscesse la filosofia). Cavo molto curato in ogni dettaglio, tra cui spicca la bellissima calza del colore da me scelto e i connettori (banane) che si allargano al serraggio dell’anello di carbonio, garantendo una perfetta tenuta sui connettori degli speaker. Una volta collegato il cavo, sono riuscito tranquillamente a gestire la stesura e il suo posizionamento tra i finali e le casse, in quanto caratterizzato da un’ottima flessibilità.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Presi cinque CD che conosco molto bene, ho selezionato un brano per ogni CD, come da lista sottostante. Ho poi ascoltato ripetutamente questi cinque brani per diversi giorni, in momenti diversi della giornata, utilizzando il cavo Ricable oggetto di questa prova. Ho poi rimontato i cavi precedenti (Klimo Aisis Improved) e riascoltato gli stessi brani per altrettanti tre giorni. Da sottolineare che i cavi Klimo sono costruiti in rame e argento (sezione 3 mm²), al contrario di quelli Ricable che sono di rame MARC e con sezione da 7.1 mm².
Al termine delle due sessioni di tre giorni ciascuna, infine, ho eseguito prove comparative sullo stesso brano a distanza di pochi minuti, sostituendo i cavi di potenza, e ascoltando specifici brani:

  1. Gino D’Auri – Flamenco Passion & Soul (brano 2)
  2. Norah Jones – Come Away with Me (brano 1)
  3. Pat Metheny – A Map of the World (brano 1)
  4. Yo-Yo Ma Plays Ennio Morricone (brani 1, 17)
  5. Mike Valentine – Chasing the Dragon – Audiophile Recordings (brano 8)
Recensione Invictus Speaker Mauro
Recensione Invictus Speaker Mauro
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Premessa: l’argomento CAVI è uno dei più scottanti e controversi del panorama Hi-Fi, che annovera diversi “cavoscettici” e anche qualche “ultrà” che non perde l’occasione per dispensare colorati insulti a coloro i quali decidessero di investire qualche centinaio (o migliaio) di euro in un cavo… di potenza in questo caso. Nonostante sia praticamente impossibile, per gli interlocutori, essere concordi su questo tema, mi sono deciso a condividere le mie impressioni di ascolto, a seguito di qualche esperimento condotto sul mio impianto, come descritto sopra.
Prima di cominciare a descrivere le impressioni di ascolto, vi faccio sapere da quale parte della barricata sto: io credo che i cavi non siano tutti uguali; essi possono influire sul suono finale e, soprattutto con i cavi di potenza, le differenze possono essere sensibili. Credo altresì che se un cavo suona “meglio” in un impianto, ciò dipenda in gran parte dalla sua sinergia con gli altri componenti. Quindi, per riassumere la mia posizione nel dibattito sui cavi Hi-Fi, posso dire che mi colloco a metà strada, mantenendo la mente aperta, aggiungendo un pizzico di buon senso, e provando gusto nell’eseguire prove che possano in qualche modo arricchire la mia esperienza.
Ma veniamo a noi: da sapere che i finali Klimo Tine provocano un leggerissimo ronzio, costante, che non varia al variare del volume, e che è udibile avvicinando l’orecchio al tweeter a nastro delle mie casse. Finora non ero riuscito a ridurlo (ho provato diversi cavi di segnale) e credo sia da imputare al progetto dei finali. Per prima cosa, e gradita sorpresa, ho notato una sensibile riduzione di questo ronzio, ora udibile solo se l’orecchio si avvicina a meno di 2 cm dal tweeter. Lascio agli interlocutori definire se questo si deva al sistema “noise reduction” e/o alla doppia schermatura del cavo in questione. A me basta il fatto che si sia ridotto sensibilmente.
Dopo tre giorni di ascolto posso dire che il risultato degli Invictus è degno di nota: gamma alta molto dettagliata, ariosità, bassi controllati e, cosa più importante, estrema naturalezza. Durante l’ascolto dell’album Chasing the Dragon non puoi fare a meno di chiudere gli occhi, ed ecco comparire il soprano esattamente a tre metri di distanza, come se si stesse esibendo di fronte a te. All’ascolto della chitarra di Gino D’Auri le emozioni aumentano e il crepitio della dita sulle corde della chitarra si fa ancora più udibile di come lo avevo percepito finora. E allora qualcuno potrebbe pensare che i test sono stati fatti con brani “facili” (voce e/o chitarra). Ma all’ascolto di Norah Jones – splendida voce, ma a tratti difficile da “gestire” – le tonalità più alte sono ben controllate e risultano sempre gradevoli.

Le tue conclusioni.

Sono molto soddisfatto della resa sonora sul mio impianto, in cui i cavi di potenza hanno l’arduo compito di lasciare invariato – il più possibile – il suono e il colore alla sorgente. Per questo e gli altri motivi sopraelencati, i cavi di potenza Ricable Invictus sono da oggi entrati “di diritto” a far parte integrante del mio impianto.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità costruttiva e flessibilità
– Resa sonora colma di naturalezza
– Possibilità di personalizzare il cavo scegliendo il colore della calza esterna, che ha aiutato a contestualizzare il cavo nel mio ambiente domestico e ne aumenta sensibilmente il famoso “WAF” (Wife Acceptance Factor) 🙂
– Lo staff Ricable, sempre pronto ad ascoltare i clienti

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare






Ricable Review Stefano Invictus Coaxial

Recensione #19 – Cavo Coassiale Invictus Coaxial – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Stefano D.

Sorgenti: Lettore Primare BD32 MKII; lettore CD/SACD McIntosh MCD 500

Amplificatore: Pre McIntosh C48; finale McIntosh MC252; amplificatore integrato valvolare Tsakiridis Aeolos

Diffusori acustici: MartinLogan Ethos

Altro: Cuffie Stax SR-007 MKII; mixer Karma MX 2350 (solo per cuffie); condizionatore di rete Belkin Pure AV PF50

La seguente recensione del cavo Invictus Coaxial è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Stefano per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Sono arrivato a scegliere Ricable in quanto in passato avevo acquistato una coppia di RCA Z1 Supreme e il cavo HDMI per la televisione. Ho constatato la bontà dei prodotti ed essendomi trovato bene ho deciso, dopo attenta analisi e sondando il mercato anche in internet, ho deciso di continuare ad acquistare Ricable. Tengo a precisare che nel passato ho avuto anche esperienze con cavi Van den Hul, Zavfino, Cardas e artigianali. Ora ho deciso di cablare definitivamente per ora i componenti dell’impianto che vanno alla sezione ascolto in cuffia che uso molto.

Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Questa è stata una delle cose che mi ha fatto propendere per Ricable. Il prodotto arriva in una bella confezione con internamente un velluto a protezione del cavo. Il cavo Invictus Coaxial ha una costruzione solida, dà l’impressione di essere veramente affidabile e fatto come si deve. Esteticamente molto bello con la calza di protezione di un colore rosso e nero. I connettori sono belli e danno la sensazione di un serraggio preciso e affidabile.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il prodotto acquistato l’ho inserito tra l’uscita digitale del mio lettore Blu-ray Primare e l’entrata del McIntosh 500 che ha il compito finale di portare il segnale al preamplificatore tramite l’uscita analogica. Con questa configurazione direi “ibrida” (se mi si consentite il termine) ho avuto i risultati migliori per l’ascolto in cuffia. Il tutto viene amplificato dall’amplificatore greco lavorando in configurazione triodo.

Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Una volta collegato l’Invictus Coaxial immediatamente sin dal primo DVD (Sade, Lovers Live) la prima cosa che mi ha colpito è stata l’impressione di avere più spinta all’uscita del segnale. Ho dovuto rivedere alcuni parametri sul volume di ascolto (io a ogni DVD/BD mi segno un piccolo promemoria tecnico, ad esempio volume, DTS o PCM, cinque canali, due canali e così via, in modo da ricordali nei futuri ascolti perché ho tanti DVD/BD e ognuno di loro va per così dire settato per avere le prestazioni migliori). Ma proseguendo negli ascolti ho avuto la sicurezza di avere migliorato altre cose… intanto più bassi… ma non potenti, ma morbidi, carnosi, in una parola musicali, belli veramente.
Insomma, questo cavo ha scalzato (e non è stata una cosa facile, altri non c’erano riusciti e anche blasonati) il mio precedente cavo digitale artigianale con connettori Cardas che per ora è passato ai diffusori. Passando poi al DVD Jackson Browne: Going Home (un vecchio documentario dove ci sono stralci di un concerto del 1994 ) al brano Lives in the Balance – con la presenza tra l’altro di Crosby e Nash – sono sobbalzato… splendida la qualità degli alti, la spazzola della batteria, le voci… non che prima non ci fossero, ma adesso tutto è come sotto una doratura musicale, molto musicale. Per finire, Blu-ray di un gruppo al femminile qui quasi sconosciuto, ma bravissime: Celtic Woman: Destiny. Uno splendido live celtico tutto di musica irlandese tradizionale… in versione moderna. Anche qui, non so se il cavo Ricable ci abbia messo del suo, ma ancora la piacevolezza e la musicalità dell’insieme prendono il sopravvento…

Le tue conclusioni.

Che dire in conclusione? A mio parere Invictus Coaxial è un signor cavo, ne sono così convinto che ho fatto upgrade dal Ricable Dedalus (altro ottimo prodotto) a Invictus Signal RCA e in futuro a questo punto dovrò acquistare almeno un altro RCA e sicuramente sarà l’Invictus anche perché sono curioso di sentirli in coppia (per ora lavora con altra coppia straniera). Senza tralasciare almeno un paio di alimentazione che ho in progetto futuro. Considerando poi che è un prodotto italiano, la garanzia a vita, la possibilità di acquistare anche l’eventuale usato, la formula dell’upgrade e – ultimo ma non ultimo – l’ottima accessibilità e visibilità del sito, ne fanno un prodotto che io consiglio spassionatamente.

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Cosa ti è piaciuto?

– Musicalità
– Dettaglio mai invasivo
– Estetica

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR

Recensione #15 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Antonio T.

Sorgenti: Lettore CD Yamaha CD-S3000; music server Cocktail Audio X45 Pro

Amplificatore: Preamplificatore A.M. Audio Reference; coppia finali mono A-80 Reference S4 (imp. cuffie: Luxman L-590AXII)

Diffusori acustici: B&W 802 Nautilus; Cuffie HiFiman Susvara

Altro: No

La seguente recensione del cavo Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Antonio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Conoscevo già i prodotti, avendo acquistato anni fa alcuni cavi entry level su Amazon, RCA e digitale coassiale che andavano molto bene. Ho immaginato che i top di gamma dovessero essere perlomeno molto buoni. Inoltre dopo una promozione sul sito del forum Gazebo Audiofilo ho potuto conoscere meglio sia i prodotti che lo staff. Quindi, appena si è reso necessario un cavo bilanciato, ho provato.

Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Costruzione al di sopra di ogni sospetto, robustissima e con connettori da urlo. Il colore anche è molto bello, personalmente forse avrei adottato qualcosa di più scuro o di più acceso, tipo rosso o giallo. Ma sono inezie, il colore non mi disturba troppo nell’ambito Hi-Fi, sono più propenso ad “ascoltare”.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Non ho adottato un vero metodo. L’impianto diffusori è un lavoro che ho portato a termine in circa diciannove anni e lo conosco come le mie tasche, mi basta cambiare una vite a monte per accorgermi di qualcosa. Idem l’impianto cuffie su cui ho adottato un secondo cavo arrivato giusto ieri. Quindi semplicemente ho collegato e ascoltato.

Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Ho già recensito questo cavo nella pagina della scheda prodotto. Dopo circa un mese posso aggiungere che è arrivato alla piena operatività e il suono non ha fatto che migliorare. C’è un corpo spaventoso, i suoni sono robusti ma mai ridondanti con una delocalizzazione al limite dell’inverosimile. E rendere invisibili una coppia di 802 Nautilus, stanza permettendo, non è cosa da tutti. L’estensione è assolutamente ampia e va oltre le mie possibilità uditive, non vi è alcuna gamma di frequenze che sovrasta quelle adiacenti, tutto è dove dovrebbe essere e non vorrei mai spegnere l’impianto che sto ascoltando di volta in volta.

Le tue conclusioni.

La conclusione è che, appunto ieri l’altro, ne ho acquistato un secondo per il mio impianto cuffie più rappresentativo e illustrato più su. Ho collegato la Susvara direttamente ai morsetti per diffusori del Luxman e da qualche giorno ho piazzato un secondo CA X45 Pro in questo setup. Il mio precedente cavo, pur ottimo, era in argento e questa coppia di elettroniche probabilmente non ama molto questo metallo. Si sentiva molto bene, ma, nonostante abbia ancora poche ore di utilizzo, appena ieri ho piazzato questo Invictus… tutto mi è parso andare a posto. È scomparso quel senso di “sporcizia” che ascoltavo nelle frequenze alte e altissime e tutto ha acquistato corpo e linearità. Non immagino cosa sarà, quando funzionerà a regime. Spero di essere stato utile e, magari in futuro, sono molto tentato da un cavo di alimentazione di questa serie… vediamo come mi posso mettere!

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Cosa ti è piaciuto?

– Performance
– Costruzione
– Staff fulmineo ed efficiente

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


everest

Il signor Zanetti prova Invictus Speaker Reference

Dopo un periodo di silenzio troppo lungo, tornano le peripezie del nostro cliente più esuberante: il signor Zanetti. Lo avevamo lasciato nel bel mezzo di un test tecnico e scientifico con protagonisti, chiaramente, i nostri prodotti, in particolare quelli della serie Dedalus e Invictus. Oggi ritorna sulle pagine digitali del nostro sito mettendo alla prova il nuovo Invictus Speaker Reference. Buona lettura!

La riconquista dell'Everest

Dunque, come tutte le storie, anche questa ha un inizio. È dall’inverno scorso che mr. Sergio rimuginava qualcosa: aveva visto un particolare polimero isolante. Questo ci disse durante una nostra visita, quando con il mio collega Alessandro passammo per curiosare qua e là tra le varie bobine di cavi disposti ordinatamente nel magazzino. Mr. Sergio ci rivelò che avrebbe voluto migliorare il suo cavo di potenza top (quello blu) implementandolo tra l’altro, proprio tra l’altro, con questo particolare polimero isolante. Altro non disse!

Passarono i mesi e verso novembre riandammo a trovare mr. Sergio. Notai nell’ambiente qualcosa di diverso: c’era più gente. Sì, siccome la qualità paga, il nostro imprenditore aveva dovuto assumere altre due persone, fatto notevolmente rilevante in questo periodo di crisi epocale. Aveva preparato un prototipo di questo nuovo cavo di potenza e l’aveva rifinito personalmente. A prima vista sembrava uguale al precedente; avrebbe voluto farlo ascoltare a qualcuno munito di un impianto di un certo livello. Ciò sentito, il mio collega Alessandro si impossessò immediatamente del prototipo affermando entusiasticamente che l’avrebbe provato lui.

Dopo pochi giorni, Alessandro comunicò a mr. Sergio che il cavo era eccezionalmente buono e superiore al precedente. Ho dovuto aspettare circa un mese prima che cominciasse la produzione; sembra che questo cavo non sia troppo facile da costruire. Ero curioso di provarlo poiché ultimamente ho ristrutturato il mio impianto. Attualmente posseggo un integrato nuovissimo Yamaha A-S3200 (25 kg di tecnologia top) e un lettore tuttofare Technics “Grand Class” SL-G700.

Del lettore Technics ho apprezzato l’impegno costruttivo: esso infatti adotta due convertitori multipli AK4497EQ (uno per canale) della giapponese Asahi Kasei. Sono convertitori che vengono impiegati anche in apparecchiature dal costo triplo e anche più!

Yamaha A-S3200 Zanetti

Predo dunque questo nuovo cavo e mi accingo all’ascolto. Prima però guardo cosa è indicato nelle caratteristiche. I dati sono leggermente migliorati: i fili interni sono aumentati da 970 a 1038, la capacità e la resistenza sono diminuite. Il diametro esterno è aumentato di 2 mm, la sezione conduttori (qui la cosa si fa più interessante) è aumentata di 0,5 mm. «Uhm», anche la schermatura esterna è migliorata. Ora è di rame 7N. «Ah!», c’è anche un doppio dielettrico. Vedremo. Guardando le nuove caratteristiche non sembrerebbe così diverso, ma Alessandro è rimasto vivamente impressionato.

Tiro fuori tutti i miei SACD di riferimento e metto da parte i miei file di “musica liquida”. Debbo prima dire che a causa di un irrefrenabile infatuazione audiofila ho comperato da mr. Sergio e quindi posseggo: tre cavi di alimentazione Invictus e due cavi di segnale bilanciati sempre Invictus, che sono serviti per effettuare la prova d’ascolto di questo Invictus Speaker Reference.

Bene, comincio con un “vecchio” SACD Telarc del 1999. Si intitola: Stir It Up, la musica è di Bob Marley ed è interpretata da una piccola band con Monty Alexander. Il ritmo è incalzante e continuo, la band non perde un colpo. Impossibile addormentarsi, il disco è godibilissimo. Il messaggio sonoro è pieno e potente ma c’è qualcosa che mi stupisce. Non ho mai sentito gli accordi di chitarra così chiaramente: quando entra il trombone di Steve Turre faccio un salto dalla poltrona! «Uhm», forse ho fame, sarà meglio che riprenda dopo.

Invictus Speaker Reference

Provo con un altro SACD: un Telarc del 2004. Il titolo è tremendamente impegnativo: The Best of Play Bach. Questo fenomeno (veramente!) di Jacques Loussier interpreta al pianoforte opere di J. S. Bach con basso e batteria. L’impossibile è riuscito! L’esecuzione è trascendentale nella Pastorale in Do Minore. Il basso è micidiale e mi prende allo stomaco, lasciandomi stupefatto! Qualcosa non quadra! Ora telefono ad Alessandro e vado a sentire a casa sua. Arrivo e dico: «Ma hai sentito che roba?». Alessandro non risponde, mette un disco nero sul giradischi che impropriamente si chiama “vinile”, ma dovrebbe chiamarsi “cloruro di polivinile”. Sorvoliamo. Il fonorivelatore (testina) è MC (moving coil), con sensibilità maggiore di un MM (moving magnet).

Egli alza il volume del suo McIntosh al massimo: «Incredibile! Dalle casse non esce alcun rumore! Ma che diavolo ha combinato il Sergio?». «Non lo so» mi risponde Alessandro e continua: «Qualche diavoleria l’ha combinata di sicuro». Torno a casa un po’ frastornato, riproviamo domani, per oggi basta!

Oggi voglio partire con pezzi da novanta. Scelgo un pezzo per pianoforte solo, in DSD256, la pianista è giapponese: Ikumi Ogasawara, il titolo del “disco” è Tears of Joy. Scelgo il brano Whale Lullaby (ninna nanna per la balena)*. Il brano è struggente, di una bellezza unica. La sorpresa è che non mi trovo in prima fila nell’immaginario teatro, ma sono al posto della pianista! Sono circondato e immerso nelle note! Sensazione mai provata.

Continuo con più pezzi per clavicembalo solo e virginale dal titolo: Parthenia, interprete Catalina Vicens. Io ho sentito qualche concerto di musica barocca, come si dice, dal vivo, ma qui siamo fuori da ogni schema! Sembra, scusate l’iperbole, che il dio Eolo soffi le note direttamente sul mio corpo. Roba da non credersi! Il cavo glielo compro di sicuro! Vado avanti comunque negli ascolti. Provo ancora un altro DSD256. Paganini: O mamma, mamma cara. La violinista che ora suona la viola mi impazzire con i suoi fraseggi spericolati! Anche qui la viola ti arriva sul naso.

Bene, ora cerco di pensare a quale artificio sarà ricorso mr. Sergio. Più d’uno sicuro. Il fatto inconfutabile è che questo cavo riduce secondo il mio orecchio il rumore elettronico di circa 20 dB. Un risultato notevole, forse più che notevole. Ritengo, sempre in base alla mia esperienza piuttosto lunga, che un cavo del genere, se venduto da case americane famosissime, non costerebbe meno di 7 o 8.000 EURUCCI europei. Meditate, gente, meditate!

Salutoni, L. R. Zanetti.

* La Ogasawara ha scritto questa musica per protesta contro la indiscriminata caccia alle balene perpetrata dai giapponesi.

Non ci resta che ringraziare, come al solito, il signor Zanetti per la prova di Invictus Speaker Reference e le sue testimonianze sempre così appassionate, colorate e divertenti da leggere. Se volete saperne ancora di più su Invictus Speaker Reference, non ci resta che rimandarvi alla pagina prodotto aggiornata, raggiungibile cliccando il bottone sottostante.

Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Recensione #21 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

nicola prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Nicola D.

Sorgente: AMR CD77

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Einstein The Tube

Amplificatore Finale: GamuT M200 Mk III

Diffusori acustici: Avalon Opus Ceramique

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Nicola per il tempo che ci ha dedicato.

Incomincio questa recensione

… ancor prima di aver “sballato” i cavi. Già la sola scatola (imballo di cartone – fornito di sovraccoperta – contenente la vera scatola – fornita di sovraccoperta anch’essa in carta rigida) ci racconta della volontà di custodire con cura un pezzo che per la Ricable è a quanto pare oggetto di valore. Gli Invictus, all’apertura della confezione, si presentano come due impressionanti serpentoni grigio-bluastri di un certo peso (ma anche di notevole flessibilità), dotati di terminazioni a banane a espansione. Purtroppo le Opus Ceramique, diffusori che da poco tempo sono rientrati stabili nel mio impianto, non accolgono banane; sono quindi costretto a svitare i connettori per usare i semplici fili spellati, fili che in ogni caso impressionano abbastanza con i loro 7 mm di diametro.

A questo punto, dal momento che sono musicista (non per questo la mia opinione conta più di un’altra, semplicemente implica che sono forse più abituato ad ascoltare), sono curioso di testare se i cavi sono all’altezza della loro confezione. Per aiutare il burn-in, dal momento che gli Invictus sono intonsi, faccio girare Irrational, But Efficacious! prodotto da Ayre, una ventina di minuti di rumori molesti – glide tone, white noise, pink noise e altro – che non aiutano il buon vicinato. Poi mi preparo all’ascolto riponendo nell’alloggiamento del lettore (AMR CD77) La Boutique fantasque (BBC Philharmonic diretta da Gianandrea Noseda, Chandos) di Ottorino Respighi, compositore italiano noto soprattutto per le sue Fontane di Roma. I cavi prima in uso erano dei Siltech LS180 G5, cavi certamente non mediocri, molto dettagliati, con un basso molto presente.

avalon opus ceramique
Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Ebbene.

La scena è estesa, ma già lo era prima (i GamuT M200 sanno fare il loro lavoro), sia lateralmente che in profondità. Ciò che cambia da subito è l’aria, il suono è molto più aerato. Non solo. La “tarantella” è molto più luminosa di quanto ricordassi: l’ottavino, le trombe, le percussioni indeterminate (il triangolo, il tamburello e anche le maracas), tutti sono nettamente più presenti e nitidi. Non più brillanti, più luminosi. Come se avessero aperto una finestra e fosse entrata una piacevolissima brezza. Questo non significa che la musica sia più morbida, intendiamoci. La musica dal vivo (specialmente se ascoltata dalla fortunatissima “poltrona” del direttore) non è mai morbida, è piuttosto cruda, materica, a volte anche faticosa. Un clarinetto suonato dolcemente nel suo registro di mezzo è certamente cozy, come dicono gli inglesi, non però una tromba con sordina. Così come gli ottoni e le percussioni che ti urlano in faccia con la frenesia del can-can. Una forte emozione commista a leggero fastidio; ecco il tratto della musica dal vivo che spinge a volte gli audiofili a rintanarsi nel loro personalissimo covo, immaginandosi pian piano che il suono che esce dal loro impianto sia degno di eccellenza – anche se in nessun modo rispondente a verità.

Il suono dell’archetto che gratta le corde, quello dei tasti dei fagotti, il crepitio degli ottoni nello sforzato, la bacchetta che colpisce la lamella di legno della marimba, la luce che esce da un colpo di triangolo. Tutti “oggetti musicali” che fanno la differenza tra il bello e il reale. E che un impianto Hi-Fi, per essere dichiarato tale, sogna di riprodurre. Succede molte volte che noi audiofili si esalti soltanto la parte “Hi”, dimenticando che “Fi” significa fedeltà, fedeltà a ciò che viene rievocato, e che si presuppone l’ascoltatore conosca, prima di sentire ricreato. Perdonate lo sfogo. Cambio disco: Between the Sheets dei Fourplay. Traccia numero due, Monterey.

Le bacchette sui piatti sono decisamente materiche, così come il suono del pianoforte Yamaha C7 è tutt’altro che inconsistente, basso molto pieno (i Fourplay hanno la tendenza a caricarlo leggermente) ma controllato, suono della chitarra decisamente sferico anche quando volontariamente incattivito dal tocco. E il tutto sempre con quella piacevolissima luce di cui parlavamo in precedenza, che pervade la batteria e che fa risplendere la chitarra di Lee Ritenour alla traccia cinque: Flying East. Se dovessi trovare un particolare negativo, direi che sono leggermente sbilanciati verso la regione acuta, forse leggermente acerbi, ma credo se ne possa riparlare dopo qualche settimana di rodaggio.

Se è vero però che i cavi non possono aggiungere, semmai non devono togliere, questi Invictus sono davvero notevoli. Nonostante siano stati appena spacchettati. Mi riprometto di ritornare a scrivere qualche riga non appena sarà passato qualche giorno, in modo da aver lasciato tempo ai suddetti di “bruciare” a dovere e di modellarsi sul resto dell’impianto.

GamuT M200 Mk III
Fourplay
Due settimane dopo…

Gli Invictus hanno suonato per almeno tre ore ogni giorno. E il risultato si sente. L’ariosità non è assolutamente venuta meno, in compenso i cavi hanno guadagnato in rotondità e morbidezza, perdendo poco per volta quella nota acerba di cui parlavamo. Le frequenze medio-basse hanno guadagnato in dimensione, i bassi si sono fatti più presenti, senza peraltro perdere in compattezza o equilibrio. Gli Invictus sono i cavi top di gamma della Ricable, la qualità costruttiva è chiaramente ai massimi livelli; sarebbe abbastanza difficile immaginare recensioni negative al riguardo.

Detto questo, il grande punto di forza di questi cavi risiede nella loro estrema naturalezza. In questo momento sta girando il primo movimento della terza sinfonia di Lukas Foss, un brano complicato per struttura e timbrica orchestrale. Ciononostante, la musica scorre piacevolmente, senza affaticamento. Ho già avuto questa sensazione qualche mese fa provando degli Ansuz C1 di potenza, una sensazione da cui alla fine mi sono dovuto separare – il portafoglio avrebbe risentito di un alleggerimento davvero troppo massiccio. Complimenti Ricable, un prodotto che si inserisce in una fascia qualitativamente alta pur mantenendo un prezzo abbordabile merita decisamente; come direbbero nelle recensioni di “Stereophile”… un “highly recommended”!

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Cosa ti è piaciuto?

– Duttilità del cavo
– Naturalezza sonora

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare, pienamente soddisfatto


Recensione #18 – Cavo di Alimentazione Invictus Power – Prova un Ricable

Daniele N Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Daniele N.

Sorgente: Auralic Aries, Audiobyte Hydra Z con alimentatore Hydra ZPM

DAC: Dedicato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Krell HTS 7.1

Amplificatore Finale: Krell Evolution 402

Diffusori acustici: B&W 802D3

La seguente recensione del cavo di alimentazione Invictus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Daniele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Sì, un cavo di pregevole fattura.

B&W 802 D3 diffusori acustici
11848 Invictus Power
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

All’inizio ho fatto prove brevi scollegando e ricollegando il cavo, dopodiché l’ho tenuto collegato per parecchi giorni per poi ripassare al mio cavo di solito in uso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato brani di diverso genere: classica da camera, grandi orchestre, jazz e pop. In tutti casi si è rivelato un cavo molto analitico e neutro, con tendenza a esaltare e arrotondare i bassi.

Krell Evolution 402
11848 Invictus Power
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo provato è più neutro ma più spento, non conosco com’è costruito il cavo ma, secondo me, ha troppo schermo che soffoca un po’ il segnale.

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Cosa ti è piaciuto?

– La neutralità
– La fattezza
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


recensione fulvio prova un ricable

Recensione #16 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Prova un Ricable

fulvio prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Fulvio S.

Sorgente: Kuzma Stabi Ref2, Grandinote Celio, Esoteric K01, Grandinote Volta, Cocktail Audio X45

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Grandinote Genesi

Amplificatore Finale: Grandinote Demone

Diffusori acustici: JBL K2 s9800 SE, Neumann KH 420 + KH 805 AG

La seguente recensione del cavo bilanciato Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Fulvio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo è confezionato in una scatola rigida molto curata, dove al suo interno troviamo della gommapiuma sia sul fondo che sul coperchio; a ulteriore protezione troviamo un cartoncino, che ha la funzione di chiusura, dove sono riportati i dati tecnici del prodotto con il suo numero seriale. Il cavo è confezionato con degli stretch che lo tengono avvolto all’interno della scatola. Una volta estratto, si notano subito i bellissimi connettori XLR che risultano molto robusti e solidi con un’inserzione negli apparecchi molto precisa. Anche le rifiniture cromate e carbonio danno un aspetto molto accattivante. A diversificare il canale destro dal sinistro troviamo degli anelli colorati in blu (sx) e rosso (dx). La guaina a rete esterna di rifinitura si presenta a intrecci blu e bianchi che mi sono piaciuti come scelta.
Devo dire che il primo impatto anche nel tenerlo in mano è di un cavo solido e dal design sicuramente affascinante. Bravi!

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Le prove del cavo si sono svolte su due tipologie di impianto. La prima era formata da sorgente, preamplificatore, amplificatori finali monofonici e relativi diffusori passivi. In questo caso il cavo è stato testato sulla connessione pre e finale. La seconda tipologia prevedeva l’uso di diffusori attivi e quindi il cavo è stato usato sulla connessione pre e diffusori attivi. L’impianto principale era composto da:

  • Sorgente CD/SACD = Esoteric K01
  • Sorgente file HD = Grandinote Volta
  • Preamplificatore = Grandinote Genesi
  • Finali Monofonici = Grandinote Demone
  • Diffusori passivi = JBL K2 s9800 SE
  • Diffusori attivi = Neumann KH 420
  • Cablaggio sorgenti = Acrolink Mexcel 7N-DA6300 da 1 m (sia CD/SACD che sorgente file HD)
  • Cablaggio diffusori passivi = Silcable versione speciale appositamente realizzata per le JBL su specifiche. Il tutto su tavolino Finite Elemente Pagode Edition
  • Cavi alimentazione = Forrest “Nero” su tutte le elettroniche
  • Ciabatta = Oyaide (con modifica interna e cablaggio full “Silcable” ) + Silcable Six

I cavi usati per la prova sono stati:

  • Cavo 1 = Acrolink Mexcel da 7N-A2500 XLR da 2 m
  • Cavo 2 = Ricable Invictus XLR da 3 m
  • Cavo 3 = Sommer Cable Epilogue XLR da 3 m
  • Cavo 4 = Klotz Titanium XLR da 3 m

Devo dire da subito che è stato riscontrato il medesimo risultato in entrambe le tipologie, questo vuol dire che il cavo non è stato influenzato dagli apparecchi collegati. In totale sono ruotati, oltre al Ricable, altri tre cavi molto diversi sia per target (due derivano dal mondo audio “pro”) che, soprattutto, per costo di listino. Tutti i cavi avevano la stessa lunghezza di 3 m tranne quello top dove appunto il costo molto elevato mi ha costretto alla misura di 2 m, comunque sufficiente per effettuare i collegamenti previsti.
Per la prova ho chiesto l’intervento di tre miei amici che in momenti diversi hanno passato alcune ore ad ascoltare musica mentre i cavi venivano scambiati senza che sapessero quali fossero collegati. A parte una indicazione generica di “cavo 1”, “cavo 2”, “cavo 3” e “cavo 4” nulla è stato detto riguardo marca e costi. Solo alla fine del test, lasciando collegato il cavo che aveva ottenuto il gradimento migliore, hanno potuto verificare di persona il risultato. Chiaramente non ho influenzato nessuno e, anzi, a parte il cavo più costoso del quale sapevano l’esistenza visto che lo uso da molti anni, degli altri tre, Ricable compreso, non ne conoscevano le caratteristiche.
Il risultato, del quale anch’io mi sono stupito, è stato identico in tutte le occasioni e ha confermato quanto già io avevo riscontrato nella prima settimana di possesso dell’Invictus.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Le impressioni sulle caratteristiche dei vari cavi testati sono state unanimi in tutte le prove. I brani usati sono stati dei più disparati, ma un disco in particolare è stato usato come riferimento non tanto perché in assoluto sia il migliore, ma in quanto possiede un ottimo equilibrio, dinamica in abbondanza con una gamma bassa molto estesa e precisa e una naturalezza per me ai primi posti. Si tratta di Hell Freezes Over degli Eagles su supporto CD della Geffen Records. Oltre ai CD e ai SACD abbiamo usato anche file in alta risoluzione nativi che in molti casi si sono rilevati molto utili per capire esattamente come il cavo influiva sul risultato finale.
In tutti i test il volume è stato sempre lasciato al medesimo livello e mai è stato modificato nel cambio dei cavi proprio per garantire la massima trasparenza.

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

A questo punto devo fare una premessa importante prima di continuare; i cavi, come ben sappiamo, si possono comportare in maniera differente a seconda dell’impianto al quale vengono collegati, perché alcune elettroniche potrebbero, per loro caratteristiche, non andare d’accordo con le filosofie costruttive, i materiali usati e le scelte tecniche applicate dal costruttore. Credo che in questo caso sia successo qualcosa di simile e spero che nessuno si senta offeso. Comunque sono sempre sensazioni personali, anche se condivise, che sono state rilevate nella “mia” sala di ascolto (anche qui sappiamo che l’ambiente può davvero fare grosse differenze).
Le differenze infatti ci sono state, sono state nette e sentite da tutti i partecipanti che, tengo a precisare, non sono stati né maltrattati né costretti con la forza a dare il risultato finale 🙂 e sono state tangibili anche a livello fisico soprattutto in gamma bassa. Quest’ultima, se non ben riprodotta, diventa facilmente individuabile. Grosse differenze anche in gamma media che, nel sistema usato, è molto rivelatrice.
A parte gli scherzi, ora vorrete sapere quale è stato il verdetto alla fine di questi test che si sono svolti all’insegna del gioco e del puro divertimento, ma allo scopo di capire alcune dinamiche nel mondo dell’audio. Alla fine il cavo meno gradito è risultato, con mia sorpresa, lo giuro, proprio il Ricable che ha dato il risultato più “povero” tra i vari contendenti. Il migliore come prestazioni assolute è risultato l’Acrolink 7N-A2500, come era auspicabile fosse, però il suo prezzo molto elevato, si parla di più di dodici volte il costo a listino di quello Ricable, lo pongono su un livello davvero talmente elevato che alla fine è come confrontare una Ferrari vicino a una media cilindrata… quindi diciamo che ci sta.
Però quello che è risultato alla fine vincitore assoluto del test, ed è stata proprio questa la grande sorpresa, è il Sommer Cable, che è stato scelto come miglior suono oggettivo in quanto perdeva certamente qualcosa in precisione ed estremi di banda, rispetto all’Acrolink, però guadagnava in naturalezza, musicalità, dinamica dando quel quid al messaggio musicale tale da renderlo più naturale e azzerando di fatto la fatica di ascolto. Una buona spanna sotto si piazzava il Klotz, che presentava meno apertura della scena e una minore precisione dei dettagli.
Il Ricable in tutte le sedute è stato escluso quasi subito, nel senso che durante la prova è stato quello che è risultato meno preciso, con una dinamica inferiore, rendendo il risultato molto più piatto senza dare ritmo alla musica. Soprattutto nel jazz si è riscontrato l’appiattimento degli strumenti rendendo spesso la scena molto confusa, quasi non riuscisse a dipanare il messaggio sonoro. È come se avesse dovuto trasmettere talmente tante informazioni contemporaneamente, che alla fine il tutto risultava confuso e privo di ritmo. L’unico aspetto positivo è stata la sempre corretta esposizione della scena sonora con una collocazione dimensionale molto realistica dei vari strumenti. Anche la gamma bassa ha sofferto di questo comportamento risultando la peggiore dei tre soprattutto nel basso più profondo, che risultava meno presente che negli altri tre cavi quasi fosse “colloso” e con il “freno tirato”. Un ascolto, quello del Ricable, comunque di per sé piacevole e senza affaticamento da parte dell’ascoltatore. Mi dispiace davvero non averlo potuto tenere nel mio set-up, però con le elettroniche attuali non si sposa proprio.
Ringrazio comunque di cuore la Ricable e il suo staff per aver realizzato questa bellissima iniziativa. Mi scuso, ma non sono molto bravo a scrivere recensioni 🙂

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Cosa ti è piaciuto?

– Estetica e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nel mio caso non si è sposato con il mio impianto quindi direi il risultato finale

Copertina 1 Recensione Massimiliano

Recensione #12 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

massimiliano prova un ricable
Dal gruppo Amici Audiofili Italiani

Massimiliano S.

Sorgente: Grandinote Volta

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Grandinote Supremo

Diffusori acustici: Grandinote Mach 2P

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimiliano per il tempo che ci ha dedicato.

Partiamo da una premessa

Non sono un super esperto di cavi, non sono una cavoscettico ma credo che la verità sia sempre nel mezzo. Più che una recensione si tratta di una esperienza personale. C’è sicuramente un abisso tangibile tra il filo economico rosso e nero e un cavo dedicato di fascia entry level. Sono anche convinto che più si sale con qualità/complessità/costo di un cavo, più il margine di apprezzamento si riduca. Va da sé che ci debba essere una sorta di equilibrio: più ci sono elementi di pregio nella catena audio in grado di essere maggiormente rivelatori, più un cavo di qualità riesce a dare un suo apporto al sistema, a esprimere il suo senso di esistere rispetto magari a una configurazione più economica.

Sulla base di questa mia convinzione ho voluto provare il miglior cavo per diffusori della Ricable: l’Invictus. In un sistema che ha richiesto un bel po’ di tempo prima che io vi potessi accedere: il miglior integrato Grandinote, il Supremo, il loro streamer Volta e i loro diffusori Mach 2P. Giunti a un punto di eccellenza con le elettroniche, si deve per forza di cose passare al cosiddetto “fine tuning”, migliorando i cavi di segnale, di potenza e di alimentazione. Il nuovo gioco diventa quindi iniziare a cercare di capire quali possono essere le differenze andando a migliorare le nostre connessioni, specie quando si ha una concreta idea delle performance del proprio impianto dopo svariate ore di ascolto.

Foto 1 Recensione Massimiliano
Foto 2 Recensione Massimiliano

Come dicevo, non sono una cavo scettico ma neanche un fondamentalista del cavo al top, e quindi la mia base di partenza è stata una linea di cavi poco sopra l’entry level di una nota azienda. Sono quindi con il mettere a paragone il tutto con i cavi di potenza Invictus di Ricable e in un sistema come il mio la differenza è stata alquanto chiara. Uno dei primi aggettivi che userei per descriverli è “equilibrio”. Sono particolarmente sensibile ai toni alti e con questo cavo ho percepito nettamente un maggiore dettaglio in alto a fronte di una minore fatica, cosa che, già solo con questo, ci si è pagati il prezzo del biglietto. L’altro estremo ne trae anch’esso vantaggio con un basso ancor più deciso e controllato.

Un cavo trasparente, che è poi la sublimazione del compito stesso di un cavo, che restituisce un suono definito e (perdonate il termine abusato) materico. Se l’impianto ve lo permetterà, sarete lì a cogliere dei piccoli dettagli che prima non erano così evidenti. E con molta probabilità anche dettagli assai più evidenti.

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Cosa ti è piaciuto?

– Equilibrio
– Più dettagli
– Trasparenza
– Controllo

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– Nulla da segnalare


elettrone prova signor zanetti

Il ritorno del signor Zanetti: una prova tecnico-scientifica dei cavi Ricable

Non c’è due senza tre, o forse non c’è tre senza quattro. Il nostro affezionato cliente Zanetti torna alla ribalta con un nuovo articolo in cui ci racconta una serie di test e una prova dei cavi Ricable di carattere tecnico e scientifico, con cui ha saggiato le nostre serie Dedalus e Invictus. Per chi se le fosse perse, ecco i link alla prima e alla seconda puntata, seguite da quello che doveva essere il suo ultimo articolo, dall’atmosfera natalizia. Per fortuna, così non è stato. Buona lettura con il racconto del signor Zanetti e la sua prova dei cavi Ricable!

La danza degli elettroni

Dunque, in conclusione, mi sono portato a casa da mister Sergio: quattro cavi di alimentazione Dedalus, due cavi di segnale bilanciati (uno Invictus e uno Dedalus), tre cavi HDMI e, dulcis in fundo, una coppia di cavi – altoparlanti Invictus.

Bene bene per le mie orecchie, un po’ meno per il portafoglio. Ma si sa, gli hobby sono hobby. Dunque dunque le orecchie sono soddisfatte; ma sarà veramente così? Voglio dire, dal punto di vista tecnico-scientifico sarà possibile determinare in maniera oggettiva la qualità di questi cavi?

«Ma che t’importa» mi dice il mio collega e amico Alessandro. «Perché ti vuoi martellare i cosiddetti se sei soddisfatto?». Penso abbia ragione! Ma… si sa… l’appetito vien mangiando! Allora comincio a esaminare ciò che posseggo. Per prima cosa controllo se le spine dei cavi Dedalus sono avvitate a dovere; quasi sempre sì. Qualche volta provo a stringere un po’ di più.

Sono gusti personali degli audiofili a cui piace smanettare.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Poi, considerato che il peso del cavo è ragguardevole, penso di sostenerlo nelle connessioni. Ma pensando pensando e aumentando il cosiddetto “martellamento”, mi dico: «Ma la fase sarà corretta?». Posso facilmente determinare la fase della presa di alimentazione con un cercafase; ma la fase dell’apparecchiatura collegata con il cavo sarà corretta anch’essa o no? Sempre Alessandro: «Ma cosa vai a cercare? Mi sembri suonato… appunto».

Ma ormai la febbre audiofila ha preso il sopravvento e non voglio intendere ragioni. Cerco su internet e dopo diversi tentativi scopro una ciabatta della Oehlbach che ha la possibilità di collegare in fase le apparecchiature. Bene, la compro. Ora mi potrei accontentare, ma la “febbre” non si placa.

Scopro che c’è anche un accessorio che facilita l’operazione. Compro anche quello. Bene bene per qualche giorno mi è sembrato di essere soddisfatto. Riassumendo: ho controllato le viti di serraggio di spine e prese, ho sostenuto le connessioni a causa del peso rilevante del cavo, ho messo in fase le apparecchiature con l’apposito giocattolino; è tutto ok.

Passa una settimana e il tarlo audiofilo ricomincia a lavorare! «Ma» mi dico «dal punto di vista strettamente chimico-fisico vale la spesa? Cioè, è un cavo costruito a regola d’arte?». Ora il mio amico Alessandro si incazza veramente (e tre)! Tralascio gli improperi che mi dice. Si tranquillizzerà in seguito a casa sua, ascoltando McIntosh e Sonus Faber. Passa qualche giorno e questa volta è lui che telefona.

Mi dice: «Ho comperato un accessorio, una specie di penna, ti consiglio caldamente di comperarla, fidati». Maledizione, mi ha fregato, adesso è lui che alimenta il mio tarlo audiofilo! Prima però mi godo la qualità audio e video che si sprigiona dalla ciabatta. La ciabatta è venduta senza cavo e io gliene ho collegato uno normale. Tutto ok. Dopo un paio di giorni trafficando con i cavi, metto un Dedalus Ricable nella presa di alimentazione della ciabatta e me ne vado.

Alla sera accendo il televisore (anch’esso collegato alla ciabatta) e resto allibito. Penso: «Hanno aumentato l’intensità del segnale video, che strano, non ho mai visto così bene la TV». Passa un‘oretta ma la cosa non mi convince. Guardo la ciabatta e penso: «Non sarà mica cambiato qualcosa nell’alimentazione? Ma certo, ho cambiato il cavo!». Non ci credo, rimetto il normale cavo elettrico e riaccendo il televisore. La qualità è peggiorata.

Ma come è possibile! Il cavo è prima della ciabatta filtrante, come può essere? Cambio di nuovo il cavo e la qualità video aumenta! Provare per credere! Il cavo Ricable che alimenta la ciabatta ha aumentato considerevolmente la qualità video e audio (foto 3). Ora mi devo occupare di questo strano aggeggio che Alessandro mi ha consigliato di comperare a scatola chiusa.

Vado sul sito di Audioteka e leggo che l’azienda svedese SUPRA produce un piccolo strumento per il controllo dei campi elettrici che possono essere irradiati da cavi di alimentazione, ciabatte, fusibili, blocchi di distribuzione elettrici e così via. “Minchia signor tenente”, ho trovato quello che cercavo! Ora il Ricable lo sistemo io! Prendo la “penna”, l’appoggio sul Dedalus. NIENTE!

Non si accende e il cicalino non suona. Provo il mio cavo nero PCOCC: un disastro! La “penna” si illumina e suona. Provo tutti i cavi che ho diversi dai Ricable: suonano tutti e la “penna” si accende sempre! Ora sono soddisfatto. Questi maledetti cavi sono un’opera d’arte. A chi li ha progettati va conferita la Legion d’onore!!

L.R. Zanetti

La “penna” usata è un rilevatore di campi elettromagnetici. In pratica, se posizionata vicino a una fonte di campi elettromagnetici (come la corrente elettrica), la punta si illumina. È dotata di varie sensibilità per intercettare anche i campi elettromagnetici meno forti. È un ottimo attrezzo anche per trovare la fase degli apparecchi, perché dove c’è fase si illumina, dove c’è il neutro no.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Nella prova è evidente come i nostri cavi, alla massima sensibilità, non emaninino campi elettromagnetici. Questo significa che sono meglio schermati e isolati degli altri. Questi campi che fuoriescono dal cavo interferiscono con elettroniche e altri segnali della catena ed è anche per questo che un buon cavo di alimentazione fa la differenza. Infine, ringraziamo per la quarta volta il signor Zanetti per questa prova dei cavi Ricable, grazie alla quale le serie Dedalus e Invictus sono state messe sotto stress, uscendone però vittoriose.

Impianto Rocco 1 Invictus Signal

Recensione #9 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Rocco
Dal gruppo Facebook Be Connected

Rocco L.

Sorgente: Mark Levinson 390s

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Copland CTA 408

Diffusori acustici: B&W 804 D3

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Rocco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Costruzione accurata ed estetica ineccepibile, sicuramente solido e accattivante sin dalla prima vista.

Impianto Rocco 4 Invictus Signal
Impianto Rocco 3 Invictus Signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Inizialmente collegando e scollegando il cavo in prova alternandolo con il precedente VDH. Successivamente, non riscontrando particolari differenze, l’ho collegato all’uscita CD, utilizzando un connettore doppio RCA, con entrambi i cavi a confronto, e a loro volta questi sono stati collegati a due differenti ingressi amplificatore A1-A2 (come da foto).
Quindi durante l’ascolto dei brani con l’ausilio del telecomando dell’ampli ho provato a cambiare l’ingresso 1 con il 2, avendo così immediata la percezione dei due suoni a confronto (fare riferimento al video relativo a uno dei brani tratto da The Wall dei Pink Floyd).

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto appare subito relativo a un cavo di notevole qualità sia in termini di dettaglio, di trasparenza, di calore soprattutto con le voci femminili che regalano una certa sensazione di “presenza ” da magica atmosfera.
Anche i vari strumenti appaiono ben distinti tra loro creando una buona scena tridimensionale, masterizzazione del CD permettendo!
I brani utilizzati per la prova sono tratti da Best Audiophile Voices VI, Jack Johnson: Sleep Through the Static, musica rock quali Dire Straits e Pink Floyd e musica MPB con Ana Carolina, star della musica brasiliana contemporanea.

Invictus Signal Contesto
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Con mio grande stupore i due cavi a confronto sono apparsi assolutamente identici sotto i vari aspetti qualitativi di trasparenza, separazione scena sonora e quant’altro si possa chiedere a un cavo che nell’impianto ha l’ingrato compito di togliere il meno possibile al segnale originale.
L’Invictus ha tenuto testa a un cavo VDH di indubbio valore senza alcun problema, che onora il team di Ricable per l’eccezionale risultato conseguito.
In conclusione un cavo dall’ottimo rapporto qualità/prezzo che può fare la felicità di molti audiofili senza spendere un capitale.
Ringrazio ancora Ricable per l’opportunità di test offerta a noi audiofili, porgendo i miei più sinceri AUGURI di buone feste e di un prosperoso 2020.

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Cosa ti è piaciuto?

– Vedere quanto già esposto, nulla da segnalare
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Impianto Roberto 2

Recensione #8 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Roberto C.

Sorgente: Technics SP-15 Benz Micro Glider SL

DAC: Dedicato: Chord Hugo 2

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Luxman UX 509 – Feliks Audio Elise + HiFiMAN HE1000se

Diffusori acustici: ProAc Response D30

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Roberto per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo ha un aspetto eccellente, connettori di ottima fattura, guaina esterna di alta qualità.

Impianto Roberto 1
Invictus Signal Contesto
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho lasciato rodare il cavo per circa quaranta ore. Prova effettuata da streamer AURALiC ad amplificatore cuffie, con cambio cavi sull’ingresso RCA.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Testato con ascolti in parallelo e in rapida successione di:

  • Classica: Overtures And Preludes, Richard Wagner; Sinfonia n. 1, Gustav Mahler
  • Jazz: Kind of Blue, Miles Davis; Soulville, Ben Webster
  • Rock: Frank Zappa, Pink Floyd, Radiohead, Deep Purple
dark side of the moon pink floyd
Impianto Roberto 3
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo è risultato notevolmente equilibrato, con medie frequenze in risalto e leggera attenuazione agli estremi. A mio parere è molto indicato per ascolti di classica e piccoli ensemble jazz, meno a suo agio sul rock.

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Cosa ti è piaciuto?

– Medi molto bilanciati, pieni e fluidi
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Risposta sull’estremo basso, dettaglio sugli alti


impianto massimo

Recensione #5 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Massimo foto
Dal gruppo Be Connected

Massimo R.

Sorgente: CocktailAudio X50

DAC: Dedicato: Lector Digicode 2.24 Hz

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Estro Armonico Nordlys

Amplificatore Finale: Audio Innovations The First

Diffusori acustici: Quad ESL63, Acoustic Research AR-3A, Altec A7

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimo per il tempo che ci ha dedicato.

Eccoci alla disamina finale

Eccoci alla disamina finale di questo cavo top di gamma; la prova si è svolta sul mio impianto principale composto da pre L2 e finale The First Audio Innovations, sorgente CocktailAudio X50 con DAC Lector Digicode e diffusori Quad ESL63; l’Invictus collegava il DAC al pre. Fin da subito mi è sembrato di essere di fronte a un cavo “serio” dalla costruzione solida e anche bello da vedere; al primo ascolto, quello che più mi ha colpito è stato il basso bello pieno ma veloce e controllato, e la dislocazione degli strumenti veramente ottima, la timbrica sana e molto piacevole, buona la trasparenza e la neutralità.

Il cavo con cui l’ho raffrontato, non con uno “attacca e stacca” ma tenendo più giorni un cavo per poi passare all’altro, è il White Gold Infinito I°. Dire che uno sia meglio dell’altro non me la sento, sono diversi, ognuno con le sue peculiarità che esaltano più o meno alcuni parametri, ad esempio l’Invictus sposta un po’ più in avanti la scena e ha un pelo di dettaglio e profondità in meno, di contro il suo basso e il corpo che dona agli strumenti sono di prim’ordine come la sua musicalità (cosa che rende gli ascolti veramente piacevoli). In conclusione l’Invictus è un cavo che consiglio di provare e che reputo eccezionale soprattutto per il rapporto costo/prestazioni veramente alto.

invictus massimo
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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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– Nulla da segnalare


signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus (seconda parte)

A volte ritornano. Che ci seguiate sempre e dunque l’abbiate già letta, oppure che ci abbiate conosciuti da poco e vogliate recuperare la prima parte della testimonianza del signor Zanetti, oggi ne pubblichiamo l’atto finale. Valgono le regole del precedente capitolo: per una questione di trasparenza, vi riportiamo il feedback del cliente proprio come l’abbiamo ricevuto. Eravamo arrivati al momento in cui il signor Zanetti era appena uscito dalla nostra sede, mentre ora si appresta a fornire una recensione dei cavi Invictus Ricable tutta sua…

Il duello

Dopo aver visto tutti quei cavi da mister Sergio, non ho potuto trattenermi dal chiedergli di provarne qualcuno. Così sono tornato a casa con un cavo di alimentazione da 2,5 metri, un cavo di potenza da 2 metri e un cavo di segnale bilanciato da 1 metro. Tutti rigorosamente blu (serie Invictus).

Attualmente, il mio impianto audio è così composto:

  • preamplificatore Accuphase 2410
  • amplificatore finale Pass XA 30.5 (in classe A pura)
  • sistemi di altoparlanti Sonus Faber Amati Anniversario

I cavi di alimentazione, segnale e potenza sono stati acquistati in USA al metro e successivamente completati da me. I cavi di alimentazione e potenza sono di rame PCOCC (Pure Copper Ohno Continuing Casting) al 99,9999% mentre i cavi di segnale sono in argento 7N (99,99999%). Praticamente comincio a verificare delle differenze: il singolo filo di rame nei miei cavi di alimentazione ha il diametro di 0,5 mm, mentre nei Ricable è 0,1 mm. Stesso diametro anche nei cavi di potenza. Ma i Ricable, nei cavi di potenza, hanno un diametro di 80 micron e sono 90 fili (filetti?!)!

Comincio ad avere una strana impressione. Voglio vedere e provare se sono meglio o peggio dei miei. Dunque non userò il mio condizionatore di rete Accuphase PS 1210, ma la ciabatta Monster Cable 1000 (con cavo modificato) e ancora la ciabatta neutra Wireworld. Dunque, collego la ciabatta MC 1000 alla presa a muro, poi inserisco il cavo Ricable in una presa. Nell’MC 1000 e all’altra estremità collego il Ricable alla presa Wireworld (tramite IEC). Infine alla Wireworld collego pre e finale. Aggiungo il lettore universale OPPO UDP 205 che mi servirà per i file Hi-Res di musica liquida (risoluzione DSD 128).

Inizio l’ascolto con il brano Gostas Waltz, del trio Treecircle label Opus 3. Mi concentro sui particolari. Il percuotere delle bacchette e delle spazzole sui piatti della batteria è eccezionalmente caldo, precisissimo, la batteria viene spinta in avanti nello scenario immaginario; si è immersi nel suono. Proseguo con la musica classica: Violin Sonata No. 3, Op. 45 di Edvard Grieg, label 2L. La violinista svedese Hemsing interpreta magnificamente la sonata; il violino d’epoca ha un suono forte, marcato e viene riprodotto in tutta la sua magnificenza. Il pianoforte non è da meno. La registrazione è eccellente e si sentono i martelletti percuotere le corde tese. Proseguo con la Sinfonia n. 7 di Beethoven diretta da Manfred Honeck con la Pittsburgh Symphony. Tremenda impressione, l’orchestra mi viene proiettata contro: immersione totale.

Scopro che un ingegnere del suono francese: Renè Laflamme recupera vecchi nastri di jazz, li digitalizza in DSD per la label 2XHD. È una bellissima scoperta, i nastri ripuliti e digitalizzati riportano alla luce i grandi classici del jazz. Comincio con Teddy Wilson (St. Louis Blues), proseguo con Ben Webster (Gentle Ben) e ancora con Benny Carter (Summer Serenade). Il suono old time esce in tutta la sua bellezza. Guardo questi grossi cavi blu: sono un fenomeno! Rimetto i miei PCOCC. Uhm, uhm. Accidenti, sono meno precisi, meno, meno, meno musicali, ecco. Vuoi vedere che debbo ancora cambiare i cavi?

signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

Questi Ricable cominciano a preoccuparmi. Sembra che la corrente passi più facilmente! In effetti sostituendoli ai miei e mantenendo fissa la manopola del volume, sembra che la pressione sonora aumenti. Psicoacustica? Forse, ma l’impressione è questa. Mah, adesso che ci penso, sono aumentati anche i bassi; infatti non uso più il loudness dell’Accuphase per gli ascolti a basso volume. Credo di aver capito. Mister Sergio e la sua banda hanno trovato un sistema per punzecchiare gli elettroni e farli andare più veloci!

L.R. Zanetti

Ringraziamo necessariamente, e ancora una volta, il signor Zanetti per la simpatia, il tempo e la cura con cui ci ha regalato questo racconto-recensione dei cavi Invictus Ricable, suddiviso in due parti.

recensione zanetti invictus speaker power impianto

La recensione-testimonianza del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus

Oggi vogliamo presentarvi una recensione un po’ particolare degli Invictus Power e Speaker, riportata fedelmente rispetto a come l’abbiamo ricevuta per una questione di trasparenza. È quella del nostro nuovo cliente, il signor Zanetti, che ha scoperto il marchio Ricable tramite una visita da un caro amico, Alessandro, audiofilo come lui. Tutto inizia con il solito momento di ascolto con il solito impianto di pregevole fattura, ma nel giro di poco le cose prendono una piega inaspettata, che porterà i due direttamente alla sede di Ricable…

Dopo la lettura della prima parte, potete trovare la seconda, pubblicata successivamente, a questo link.

Una visita d'agosto

Un giorno dello scorso agosto sono andato a trovare il mio amico Alessandro nel suo appartamento “domotico” e ci siamo apprestati, come al solito, ad ascoltare musica dal suo impianto Hi-End. L’impianto è particolarmente raffinato. L’elettronica è costituita da una meccanica McIntosh MCT 450 e da un amplificatore integrato con convertitore (DAC) McIntosh Ma 8900. Il sistema di altoparlanti è Sonus Faber “Serafino”. Ero abituato al suono di grande qualità che quest’impianto è in grado di restituire, ma questa volta ho sentito, dopo una trentina di secondi, qualcosa di diverso. Suonava Lars Erstrand (etichetta Opus 3). La registrazione era in origine analogica della massima qualità (probabilmente con apparecchiature Nagra). Ma ancora meglio è stato il processo di digitalizzazione effettuato in DSD 128.

«Cos’hai combinato?» dissi. La risposta mi fece sussultare. «Ho cambiato i cavi» mi rispose candido.

Bisogna ricordare che negli ultimi venticinque anni, penso che avremmo cambiato una trentina di cavi di tutti i tipi facendo i più strampalati esperimenti. Dunque mi concentrai sul suono. Il vibrafono di Erstrand suonava perfettamente rifinito, senza sbavature, perfettamente evidenziato nello spazio, senza rugosità o fastidio di sorta. La riproduzione era perfettamente trasparente con una specie di “doratura” dello strumento (non saprei cosa esattamente vuol dire, ma visceralmente mi sento di definirla così). Il pianoforte, poi, era uno spettacolo: trasparente e materico, perfettamente definito nello spazio. Altro strabiliante risultato era il percuotere delle spazzole sui piatti della batteria. I soliti altri parametri passavano in secondo piano rispetto alla trasparenza e alla “doratura”. La mia attenzione veniva catturata dall’interpretazione di Erstrand in maniera quasi infantile, nonostante fossi un audiofilo di lunghissimo corso.

recensione zanetti invictus speaker power

Sentiamo altre registrazioni ma l’impressione è sempre la stessa: trasparenza inusitata, doratura degli strumenti, localizzazione e rifinitura degli stessi. Lo spazio della collocazione degli strumenti è granitico. A questo punto chiedo ad Alessandro cos’ha combinato.

Egli, quasi con circospezione, mi indica due cavi di colore azzurro: uno di alimentazione e una coppia di cavi di potenza. Rimango allibito. Il cavo di alimentazione è collegato alla presa a muro e alimenta un condizionatore di rete della PS Audio. Tutti i cavi di alimentazione delle apparecchiature sono alimentate dal PS Audio con i suoi soliti cavi. Mi concentro sui cavi. Sono belli grossi! Prendo il calibro e misuro il diametro: cavo di alimentazione 20 mm; il cavo di potenza (altoparlanti) è uguale. Nome: RICABLE.

A questo punto voglio incontrare, se possibile, il venditore-produttore. Con mia grande sorpresa Alessandro mi dice che è italiano e che si trova a circa 25 km da Novara, in quel di Oleggio. Rapide telefonate. Si fissa l’appuntamento per martedì 2 settembre alle 11:00 (del mattino, ovviamente!). Arriviamo con circa quindici minuti di anticipo alla Ricable e sul cancello ci accoglie il proprietario: mister Sergio Modenesi.

Dopo i soliti convenevoli, inizio il mio martellamento con domande specifiche sui parametri elettrici e meccanici dei cavi che produce. Chiedo di visitare il magazzino, guardo con interesse le bobine con cavi e isolanti di tutti i tipi, interrogo continuamente Sergio su tutto. Finché arrivano le 12:15 e il mio amico Alessandro mi fa garbatamente notare che hanno tutti una fame da lupi e che sarebbe anche ora di concludere la visita.

Sono rimasto molto positivamente impressionato dalla competenza di Sergio Modenesi unita all’entusiasmo e all’energia dell’imprenditore. Ho scoperto che è un chimico come me e che ha lavorato nella polimerizzazione dell’uretano. Per nessuno dei suoi cavi usa PVC, polimero che può rovinare il rame e che potrebbe rilasciare il cloruro di vinile monomero, assai tossico. Ho apprezzato il lavoro certosino di ricottura del filo di rame dopo ogni fase della lavorazione e la scelta accurata dei tecnopolimeri isolanti. Mi ha anche raccontato che alcune aziende italiane sono all’avanguardia nell’estrusione dei fili di rame e nella produzione di tecnopolimeri specifici.

In conclusione, una visita positiva e illuminante. Sergio Modenesi rappresenta il meglio dei nostri piccoli imprenditori, unendo nella sua persona competenza, passione e molto lavoro.

L.R. Zanetti

recensione zanetti invictus speaker power

Ringraziamo il signor Zanetti per la sua preziosa recensione dei nostri Invictus Power e Speaker e cogliamo l’occasione per presentarvi i prodotti che ha scoperto, raggiungibili cliccando i bottoni che seguono.

L’effetto pelle nei cavi di potenza

Che cos'è e chi lo ha scoperto. Non solo onde elettromagnetiche

Che cos’è l’effetto pelle (skin effect) e perché è così importante per i cavi di potenza? Questo venne spiegato, per la prima volta, nel 1887 da lord Kelvin (all’anagrafe William Thomson), fisico e ingegnere britannico, sviluppatore della scala Kelvin, nonché ingegnere e inventore del telegrafo elettrico, con quest’ultimo che gli assicurò fama e ricchezza.

Con effetto pelle intendiamo la tendenza di una corrente elettrica alternata a distribuirsi dentro un conduttore in modo non uniforme. La sua densità è maggiore sulla superficie e inferiore all’interno. Questo comporta un aumento della resistenza elettrica del conduttore, particolarmente alle alte frequenze. In altre parole, una parte del conduttore non viene utilizzata. Ciò significa maggiore dissipazione di potenza a parità di corrente applicata o una minore corrente a parità di tensione applicata, secondo la legge di Ohm.

Perché è importante per i cavi di potenza

L’effetto pelle è fondamentale perché non influenza solo la corrente elettrica, ma qualsiasi tipo di segnale, incluso quello audio. L’effetto pelle sta a significare, ricapitolando, una diminuzione della densità di flusso della corrente con l’aumentare della distanza dalla superficie verso l’interno.

C’è un certo disaccordo in merito all’effetto pelle e alle sue conseguenza pratiche sulle frequenze audio, cioè se esso causa danni diversi da quello di una semplice perdita di potenza. I problemi sono dovuti al fatto che, ancor prima della perdita di potenza, l’effetto pelle provoca variazioni nei valori di resistenza e induttanza. Questi valori tenderanno a mutare continuamente a seconda della distanza dalla superficie del conduttore. Se la sezione di un cavo sarà troppo grande, l’effetto pelle inciderà anche sulle frequenze audio riprodotte. Le delicate informazioni ad alta frequenza saranno appiattite con un suono ottuso, dai dettagli troncati.

cavi speaker invictus

Le conseguenze dell'effetto pelle

Il cavo “suona” meno alle frequenze alte riprodotte, riducendole. Questo problema è maggiormente percepibile nei cavi di potenza, dove le dimensioni dei conduttori sono maggiori e i tratti di collegamento più lunghi. Nei cavi di segnale è meno influente l’effetto pelle, perché agisce fuori dalla banda audio. Le conseguenze possono essere molteplici, tuttavia le più comuni sono le seguenti:

  1. Acuti scuri e cupi
  2. Bassi gonfi e poco naturali (effetto Loudness)
  3. Perdita di equilibrio tonale
  4. Peggioramento in dinamica
  5. Perdita di tridimensionalità

L’effetto pelle incide sulla qualità dei cavi e su quanto questi intacchino la trasmissione del suono, soprattutto quando si parla di cavi di potenza, che vanno dall’amplificatore alle casse.

Una soluzione possibile è rivestire i fili d’argento. Questo metallo ha, infatti, una resistività minore di quella del rame tuttavia i cavi argentati colorano in modo artificiale il suono che tende ad enfatizzare le frequenze più alte, non restituendo all’ascoltatore un suono neutro.

La soluzione Ricable per l'effetto pelle

Dai nostri test è emerso che aumentando il numero di fili del conduttore, riducendo i grani del rame lavorato, si ottiene una riduzione sostanziale dell’effetto pelle. In altre parole, la tecnologia Ricable sfrutta l’uso di un conduttore singolo sufficientemente piccolo da espellere fuori dalla gamma audio la distorsione udibile indotta dall’effetto pelle.

Anni fa Ricable ha introdotto i conduttori AM-RCC nei cavi di alimentazione con risultati straordinari. Da quel momento la ricerca si è mossa verso un ulteriore miglioramento dei conduttori. Questo si è sviluppato su più punti.

performance marc cooper effetto pelle

Il primo passa per il discorso del conduttore multifilare, con trefoli sottilissimi fino a 0,08 mm nella serie Invictus (e una riduzione sensibile dell’effetto pelle rispetto al monofilare, detto anche solid core). Il secondo punto è costituito da conduttori di grande sezione. Questo permette di avere sempre una maggior superficie conduttiva e una resistenza minore.

La terza caratteristica concepita da Ricable per ridurre l’effetto pelle è data dai connettori RCCP (Ricable Copper Connector Project). Usando il rame al posto dell’ottone nei connettori, si va ad abbattere anche l’effetto pelle nelle terminazioni. Infine, dagli studi effettuati e dall’attività di ricerca, è nato il nuovo conduttore MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor, che caratterizza l’intera produzione Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

Le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto ad AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro.

Noi, da appassionati, abbiamo lavorato per trovare una soluzione all’effetto pelle, che realmente ci soddisfacesse al 100%. Le differenze tra i cavi dell’intera produzione abbattono l’effetto pelle in maniera unica. Quali che siano le necessità del tuo impianto, puoi guardare tra i nostri cavi di potenza.