Recensione Invictus Speaker Mauro

Recensione #34 – Cavo Invictus Speaker – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Mauro D.A.

Sorgenti: Luxman D-380

Amplificatore: Preamplificatore Luxman CL-38uC; Finale Klimo Tine Mono

Diffusori acustici: Piega Coax 711

Altro: Niente

La seguente recensione del cavo Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Mauro per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Premetto che già possedevo un cavo di segnale Ricable Dedalus, di cui ho potuto apprezzare la qualità costruttiva e l’estetica, oltre che la buona resa. Dovendo sostituire i cavi di potenza con due di lunghezza inferiore (a seguito dell’ingresso nel mio impianto dei due monofonici Klimo, che hanno rimpiazzato il finale stereo) ho optato ancora per Ricable, e la scelta è ricaduta sul top di gamma Invictus. Ma perché Ricable? Bisogna ammettere che la Ricable fa un ottimo lavoro di marketing (avendo un sito web ben curato e prodotti molto ben presentati) e di attenzione al cliente, e colgo l’occasione per ringraziare Sergio Modenesi sempre molto gentile al telefono per dispensare consigli. Infine (“last, but not least”) la garanzia a vita e la possibilità di restituire i prodotti nel caso in cui non si sia pienamente soddisfatti.
Per la cronaca: Cavo ordinato / Assemblato / Customizzato con maglia arancio / Spedito / Arrivato a casa in sole ventiquattro ore. Ottimo servizio, direi meglio di Amazon.

Recensione Invictus Speaker Mauro
Recensione Invictus Speaker Mauro
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

La confezione, di cartone, si presenta bene. Preso in mano il cavo, le prime cose che inevitabilmente si apprezzano sono il peso e la bellezza. Sembra un po’ di avere in mano un pezzo di una vettura di Pagani (per chi ne conoscesse la filosofia). Cavo molto curato in ogni dettaglio, tra cui spicca la bellissima calza del colore da me scelto e i connettori (banane) che si allargano al serraggio dell’anello di carbonio, garantendo una perfetta tenuta sui connettori degli speaker. Una volta collegato il cavo, sono riuscito tranquillamente a gestire la stesura e il suo posizionamento tra i finali e le casse, in quanto caratterizzato da un’ottima flessibilità.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Presi cinque CD che conosco molto bene, ho selezionato un brano per ogni CD, come da lista sottostante. Ho poi ascoltato ripetutamente questi cinque brani per diversi giorni, in momenti diversi della giornata, utilizzando il cavo Ricable oggetto di questa prova. Ho poi rimontato i cavi precedenti (Klimo Aisis Improved) e riascoltato gli stessi brani per altrettanti tre giorni. Da sottolineare che i cavi Klimo sono costruiti in rame e argento (sezione 3 mm²), al contrario di quelli Ricable che sono di rame MARC e con sezione da 7.1 mm².
Al termine delle due sessioni di tre giorni ciascuna, infine, ho eseguito prove comparative sullo stesso brano a distanza di pochi minuti, sostituendo i cavi di potenza, e ascoltando specifici brani:

  1. Gino D’Auri – Flamenco Passion & Soul (brano 2)
  2. Norah Jones – Come Away with Me (brano 1)
  3. Pat Metheny – A Map of the World (brano 1)
  4. Yo-Yo Ma Plays Ennio Morricone (brani 1, 17)
  5. Mike Valentine – Chasing the Dragon – Audiophile Recordings (brano 8)
Recensione Invictus Speaker Mauro
Recensione Invictus Speaker Mauro
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Premessa: l’argomento CAVI è uno dei più scottanti e controversi del panorama Hi-Fi, che annovera diversi “cavoscettici” e anche qualche “ultrà” che non perde l’occasione per dispensare colorati insulti a coloro i quali decidessero di investire qualche centinaio (o migliaio) di euro in un cavo… di potenza in questo caso. Nonostante sia praticamente impossibile, per gli interlocutori, essere concordi su questo tema, mi sono deciso a condividere le mie impressioni di ascolto, a seguito di qualche esperimento condotto sul mio impianto, come descritto sopra.
Prima di cominciare a descrivere le impressioni di ascolto, vi faccio sapere da quale parte della barricata sto: io credo che i cavi non siano tutti uguali; essi possono influire sul suono finale e, soprattutto con i cavi di potenza, le differenze possono essere sensibili. Credo altresì che se un cavo suona “meglio” in un impianto, ciò dipenda in gran parte dalla sua sinergia con gli altri componenti. Quindi, per riassumere la mia posizione nel dibattito sui cavi Hi-Fi, posso dire che mi colloco a metà strada, mantenendo la mente aperta, aggiungendo un pizzico di buon senso, e provando gusto nell’eseguire prove che possano in qualche modo arricchire la mia esperienza.
Ma veniamo a noi: da sapere che i finali Klimo Tine provocano un leggerissimo ronzio, costante, che non varia al variare del volume, e che è udibile avvicinando l’orecchio al tweeter a nastro delle mie casse. Finora non ero riuscito a ridurlo (ho provato diversi cavi di segnale) e credo sia da imputare al progetto dei finali. Per prima cosa, e gradita sorpresa, ho notato una sensibile riduzione di questo ronzio, ora udibile solo se l’orecchio si avvicina a meno di 2 cm dal tweeter. Lascio agli interlocutori definire se questo si deva al sistema “noise reduction” e/o alla doppia schermatura del cavo in questione. A me basta il fatto che si sia ridotto sensibilmente.
Dopo tre giorni di ascolto posso dire che il risultato degli Invictus è degno di nota: gamma alta molto dettagliata, ariosità, bassi controllati e, cosa più importante, estrema naturalezza. Durante l’ascolto dell’album Chasing the Dragon non puoi fare a meno di chiudere gli occhi, ed ecco comparire il soprano esattamente a tre metri di distanza, come se si stesse esibendo di fronte a te. All’ascolto della chitarra di Gino D’Auri le emozioni aumentano e il crepitio della dita sulle corde della chitarra si fa ancora più udibile di come lo avevo percepito finora. E allora qualcuno potrebbe pensare che i test sono stati fatti con brani “facili” (voce e/o chitarra). Ma all’ascolto di Norah Jones – splendida voce, ma a tratti difficile da “gestire” – le tonalità più alte sono ben controllate e risultano sempre gradevoli.

Le tue conclusioni.

Sono molto soddisfatto della resa sonora sul mio impianto, in cui i cavi di potenza hanno l’arduo compito di lasciare invariato – il più possibile – il suono e il colore alla sorgente. Per questo e gli altri motivi sopraelencati, i cavi di potenza Ricable Invictus sono da oggi entrati “di diritto” a far parte integrante del mio impianto.

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Cosa ti è piaciuto?

– Qualità costruttiva e flessibilità
– Resa sonora colma di naturalezza
– Possibilità di personalizzare il cavo scegliendo il colore della calza esterna, che ha aiutato a contestualizzare il cavo nel mio ambiente domestico e ne aumenta sensibilmente il famoso “WAF” (Wife Acceptance Factor) 🙂
– Lo staff Ricable, sempre pronto ad ascoltare i clienti

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare






Ricable Review Stefano Invictus Coaxial

Recensione #19 – Cavo Coassiale Invictus Coaxial – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Stefano D.

Sorgenti: Lettore Primare BD32 MKII; lettore CD/SACD McIntosh MCD 500

Amplificatore: Pre McIntosh C48; finale McIntosh MC252; amplificatore integrato valvolare Tsakiridis Aeolos

Diffusori acustici: MartinLogan Ethos

Altro: Cuffie Stax SR-007 MKII; mixer Karma MX 2350 (solo per cuffie); condizionatore di rete Belkin Pure AV PF50

La seguente recensione del cavo Invictus Coaxial è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Stefano per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Sono arrivato a scegliere Ricable in quanto in passato avevo acquistato una coppia di RCA Z1 Supreme e il cavo HDMI per la televisione. Ho constatato la bontà dei prodotti ed essendomi trovato bene ho deciso, dopo attenta analisi e sondando il mercato anche in internet, ho deciso di continuare ad acquistare Ricable. Tengo a precisare che nel passato ho avuto anche esperienze con cavi Van den Hul, Zavfino, Cardas e artigianali. Ora ho deciso di cablare definitivamente per ora i componenti dell’impianto che vanno alla sezione ascolto in cuffia che uso molto.

Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Questa è stata una delle cose che mi ha fatto propendere per Ricable. Il prodotto arriva in una bella confezione con internamente un velluto a protezione del cavo. Il cavo Invictus Coaxial ha una costruzione solida, dà l’impressione di essere veramente affidabile e fatto come si deve. Esteticamente molto bello con la calza di protezione di un colore rosso e nero. I connettori sono belli e danno la sensazione di un serraggio preciso e affidabile.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Il prodotto acquistato l’ho inserito tra l’uscita digitale del mio lettore Blu-ray Primare e l’entrata del McIntosh 500 che ha il compito finale di portare il segnale al preamplificatore tramite l’uscita analogica. Con questa configurazione direi “ibrida” (se mi si consentite il termine) ho avuto i risultati migliori per l’ascolto in cuffia. Il tutto viene amplificato dall’amplificatore greco lavorando in configurazione triodo.

Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Ricable Review Stefano Invictus Coaxial
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Una volta collegato l’Invictus Coaxial immediatamente sin dal primo DVD (Sade, Lovers Live) la prima cosa che mi ha colpito è stata l’impressione di avere più spinta all’uscita del segnale. Ho dovuto rivedere alcuni parametri sul volume di ascolto (io a ogni DVD/BD mi segno un piccolo promemoria tecnico, ad esempio volume, DTS o PCM, cinque canali, due canali e così via, in modo da ricordali nei futuri ascolti perché ho tanti DVD/BD e ognuno di loro va per così dire settato per avere le prestazioni migliori). Ma proseguendo negli ascolti ho avuto la sicurezza di avere migliorato altre cose… intanto più bassi… ma non potenti, ma morbidi, carnosi, in una parola musicali, belli veramente.
Insomma, questo cavo ha scalzato (e non è stata una cosa facile, altri non c’erano riusciti e anche blasonati) il mio precedente cavo digitale artigianale con connettori Cardas che per ora è passato ai diffusori. Passando poi al DVD Jackson Browne: Going Home (un vecchio documentario dove ci sono stralci di un concerto del 1994 ) al brano Lives in the Balance – con la presenza tra l’altro di Crosby e Nash – sono sobbalzato… splendida la qualità degli alti, la spazzola della batteria, le voci… non che prima non ci fossero, ma adesso tutto è come sotto una doratura musicale, molto musicale. Per finire, Blu-ray di un gruppo al femminile qui quasi sconosciuto, ma bravissime: Celtic Woman: Destiny. Uno splendido live celtico tutto di musica irlandese tradizionale… in versione moderna. Anche qui, non so se il cavo Ricable ci abbia messo del suo, ma ancora la piacevolezza e la musicalità dell’insieme prendono il sopravvento…

Le tue conclusioni.

Che dire in conclusione? A mio parere Invictus Coaxial è un signor cavo, ne sono così convinto che ho fatto upgrade dal Ricable Dedalus (altro ottimo prodotto) a Invictus Signal RCA e in futuro a questo punto dovrò acquistare almeno un altro RCA e sicuramente sarà l’Invictus anche perché sono curioso di sentirli in coppia (per ora lavora con altra coppia straniera). Senza tralasciare almeno un paio di alimentazione che ho in progetto futuro. Considerando poi che è un prodotto italiano, la garanzia a vita, la possibilità di acquistare anche l’eventuale usato, la formula dell’upgrade e – ultimo ma non ultimo – l’ottima accessibilità e visibilità del sito, ne fanno un prodotto che io consiglio spassionatamente.

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Cosa ti è piaciuto?

– Musicalità
– Dettaglio mai invasivo
– Estetica

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR

Recensione #15 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Ricable Review

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Il mio Ricable

Antonio T.

Sorgenti: Lettore CD Yamaha CD-S3000; music server Cocktail Audio X45 Pro

Amplificatore: Preamplificatore A.M. Audio Reference; coppia finali mono A-80 Reference S4 (imp. cuffie: Luxman L-590AXII)

Diffusori acustici: B&W 802 Nautilus; Cuffie HiFiman Susvara

Altro: No

La seguente recensione del cavo Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Antonio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Conoscevo già i prodotti, avendo acquistato anni fa alcuni cavi entry level su Amazon, RCA e digitale coassiale che andavano molto bene. Ho immaginato che i top di gamma dovessero essere perlomeno molto buoni. Inoltre dopo una promozione sul sito del forum Gazebo Audiofilo ho potuto conoscere meglio sia i prodotti che lo staff. Quindi, appena si è reso necessario un cavo bilanciato, ho provato.

Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Costruzione al di sopra di ogni sospetto, robustissima e con connettori da urlo. Il colore anche è molto bello, personalmente forse avrei adottato qualcosa di più scuro o di più acceso, tipo rosso o giallo. Ma sono inezie, il colore non mi disturba troppo nell’ambito Hi-Fi, sono più propenso ad “ascoltare”.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Non ho adottato un vero metodo. L’impianto diffusori è un lavoro che ho portato a termine in circa diciannove anni e lo conosco come le mie tasche, mi basta cambiare una vite a monte per accorgermi di qualcosa. Idem l’impianto cuffie su cui ho adottato un secondo cavo arrivato giusto ieri. Quindi semplicemente ho collegato e ascoltato.

Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Recensione Antonio Ricable Review Invictus XLR
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Ho già recensito questo cavo nella pagina della scheda prodotto. Dopo circa un mese posso aggiungere che è arrivato alla piena operatività e il suono non ha fatto che migliorare. C’è un corpo spaventoso, i suoni sono robusti ma mai ridondanti con una delocalizzazione al limite dell’inverosimile. E rendere invisibili una coppia di 802 Nautilus, stanza permettendo, non è cosa da tutti. L’estensione è assolutamente ampia e va oltre le mie possibilità uditive, non vi è alcuna gamma di frequenze che sovrasta quelle adiacenti, tutto è dove dovrebbe essere e non vorrei mai spegnere l’impianto che sto ascoltando di volta in volta.

Le tue conclusioni.

La conclusione è che, appunto ieri l’altro, ne ho acquistato un secondo per il mio impianto cuffie più rappresentativo e illustrato più su. Ho collegato la Susvara direttamente ai morsetti per diffusori del Luxman e da qualche giorno ho piazzato un secondo CA X45 Pro in questo setup. Il mio precedente cavo, pur ottimo, era in argento e questa coppia di elettroniche probabilmente non ama molto questo metallo. Si sentiva molto bene, ma, nonostante abbia ancora poche ore di utilizzo, appena ieri ho piazzato questo Invictus… tutto mi è parso andare a posto. È scomparso quel senso di “sporcizia” che ascoltavo nelle frequenze alte e altissime e tutto ha acquistato corpo e linearità. Non immagino cosa sarà, quando funzionerà a regime. Spero di essere stato utile e, magari in futuro, sono molto tentato da un cavo di alimentazione di questa serie… vediamo come mi posso mettere!

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Cosa ti è piaciuto?

– Performance
– Costruzione
– Staff fulmineo ed efficiente

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


everest

Il signor Zanetti prova Invictus Speaker Reference

Dopo un periodo di silenzio troppo lungo, tornano le peripezie del nostro cliente più esuberante: il signor Zanetti. Lo avevamo lasciato nel bel mezzo di un test tecnico e scientifico con protagonisti, chiaramente, i nostri prodotti, in particolare quelli della serie Dedalus e Invictus. Oggi ritorna sulle pagine digitali del nostro sito mettendo alla prova il nuovo Invictus Speaker Reference. Buona lettura!

La riconquista dell'Everest

Dunque, come tutte le storie, anche questa ha un inizio. È dall’inverno scorso che mr. Sergio rimuginava qualcosa: aveva visto un particolare polimero isolante. Questo ci disse durante una nostra visita, quando con il mio collega Alessandro passammo per curiosare qua e là tra le varie bobine di cavi disposti ordinatamente nel magazzino. Mr. Sergio ci rivelò che avrebbe voluto migliorare il suo cavo di potenza top (quello blu) implementandolo tra l’altro, proprio tra l’altro, con questo particolare polimero isolante. Altro non disse!

Passarono i mesi e verso novembre riandammo a trovare mr. Sergio. Notai nell’ambiente qualcosa di diverso: c’era più gente. Sì, siccome la qualità paga, il nostro imprenditore aveva dovuto assumere altre due persone, fatto notevolmente rilevante in questo periodo di crisi epocale. Aveva preparato un prototipo di questo nuovo cavo di potenza e l’aveva rifinito personalmente. A prima vista sembrava uguale al precedente; avrebbe voluto farlo ascoltare a qualcuno munito di un impianto di un certo livello. Ciò sentito, il mio collega Alessandro si impossessò immediatamente del prototipo affermando entusiasticamente che l’avrebbe provato lui.

Dopo pochi giorni, Alessandro comunicò a mr. Sergio che il cavo era eccezionalmente buono e superiore al precedente. Ho dovuto aspettare circa un mese prima che cominciasse la produzione; sembra che questo cavo non sia troppo facile da costruire. Ero curioso di provarlo poiché ultimamente ho ristrutturato il mio impianto. Attualmente posseggo un integrato nuovissimo Yamaha A-S3200 (25 kg di tecnologia top) e un lettore tuttofare Technics “Grand Class” SL-G700.

Del lettore Technics ho apprezzato l’impegno costruttivo: esso infatti adotta due convertitori multipli AK4497EQ (uno per canale) della giapponese Asahi Kasei. Sono convertitori che vengono impiegati anche in apparecchiature dal costo triplo e anche più!

Yamaha A-S3200 Zanetti

Predo dunque questo nuovo cavo e mi accingo all’ascolto. Prima però guardo cosa è indicato nelle caratteristiche. I dati sono leggermente migliorati: i fili interni sono aumentati da 970 a 1038, la capacità e la resistenza sono diminuite. Il diametro esterno è aumentato di 2 mm, la sezione conduttori (qui la cosa si fa più interessante) è aumentata di 0,5 mm. «Uhm», anche la schermatura esterna è migliorata. Ora è di rame 7N. «Ah!», c’è anche un doppio dielettrico. Vedremo. Guardando le nuove caratteristiche non sembrerebbe così diverso, ma Alessandro è rimasto vivamente impressionato.

Tiro fuori tutti i miei SACD di riferimento e metto da parte i miei file di “musica liquida”. Debbo prima dire che a causa di un irrefrenabile infatuazione audiofila ho comperato da mr. Sergio e quindi posseggo: tre cavi di alimentazione Invictus e due cavi di segnale bilanciati sempre Invictus, che sono serviti per effettuare la prova d’ascolto di questo Invictus Speaker Reference.

Bene, comincio con un “vecchio” SACD Telarc del 1999. Si intitola: Stir It Up, la musica è di Bob Marley ed è interpretata da una piccola band con Monty Alexander. Il ritmo è incalzante e continuo, la band non perde un colpo. Impossibile addormentarsi, il disco è godibilissimo. Il messaggio sonoro è pieno e potente ma c’è qualcosa che mi stupisce. Non ho mai sentito gli accordi di chitarra così chiaramente: quando entra il trombone di Steve Turre faccio un salto dalla poltrona! «Uhm», forse ho fame, sarà meglio che riprenda dopo.

Invictus Speaker Reference

Provo con un altro SACD: un Telarc del 2004. Il titolo è tremendamente impegnativo: The Best of Play Bach. Questo fenomeno (veramente!) di Jacques Loussier interpreta al pianoforte opere di J. S. Bach con basso e batteria. L’impossibile è riuscito! L’esecuzione è trascendentale nella Pastorale in Do Minore. Il basso è micidiale e mi prende allo stomaco, lasciandomi stupefatto! Qualcosa non quadra! Ora telefono ad Alessandro e vado a sentire a casa sua. Arrivo e dico: «Ma hai sentito che roba?». Alessandro non risponde, mette un disco nero sul giradischi che impropriamente si chiama “vinile”, ma dovrebbe chiamarsi “cloruro di polivinile”. Sorvoliamo. Il fonorivelatore (testina) è MC (moving coil), con sensibilità maggiore di un MM (moving magnet).

Egli alza il volume del suo McIntosh al massimo: «Incredibile! Dalle casse non esce alcun rumore! Ma che diavolo ha combinato il Sergio?». «Non lo so» mi risponde Alessandro e continua: «Qualche diavoleria l’ha combinata di sicuro». Torno a casa un po’ frastornato, riproviamo domani, per oggi basta!

Oggi voglio partire con pezzi da novanta. Scelgo un pezzo per pianoforte solo, in DSD256, la pianista è giapponese: Ikumi Ogasawara, il titolo del “disco” è Tears of Joy. Scelgo il brano Whale Lullaby (ninna nanna per la balena)*. Il brano è struggente, di una bellezza unica. La sorpresa è che non mi trovo in prima fila nell’immaginario teatro, ma sono al posto della pianista! Sono circondato e immerso nelle note! Sensazione mai provata.

Continuo con più pezzi per clavicembalo solo e virginale dal titolo: Parthenia, interprete Catalina Vicens. Io ho sentito qualche concerto di musica barocca, come si dice, dal vivo, ma qui siamo fuori da ogni schema! Sembra, scusate l’iperbole, che il dio Eolo soffi le note direttamente sul mio corpo. Roba da non credersi! Il cavo glielo compro di sicuro! Vado avanti comunque negli ascolti. Provo ancora un altro DSD256. Paganini: O mamma, mamma cara. La violinista che ora suona la viola mi impazzire con i suoi fraseggi spericolati! Anche qui la viola ti arriva sul naso.

Bene, ora cerco di pensare a quale artificio sarà ricorso mr. Sergio. Più d’uno sicuro. Il fatto inconfutabile è che questo cavo riduce secondo il mio orecchio il rumore elettronico di circa 20 dB. Un risultato notevole, forse più che notevole. Ritengo, sempre in base alla mia esperienza piuttosto lunga, che un cavo del genere, se venduto da case americane famosissime, non costerebbe meno di 7 o 8.000 EURUCCI europei. Meditate, gente, meditate!

Salutoni, L. R. Zanetti.

* La Ogasawara ha scritto questa musica per protesta contro la indiscriminata caccia alle balene perpetrata dai giapponesi.

Non ci resta che ringraziare, come al solito, il signor Zanetti per la prova di Invictus Speaker Reference e le sue testimonianze sempre così appassionate, colorate e divertenti da leggere. Se volete saperne ancora di più su Invictus Speaker Reference, non ci resta che rimandarvi alla pagina prodotto aggiornata, raggiungibile cliccando il bottone sottostante.

Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Recensione #21 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

nicola prova un ricable
Dal forum Gazebo Audiofilo

Nicola D.

Sorgente: AMR CD77

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Einstein The Tube

Amplificatore Finale: GamuT M200 Mk III

Diffusori acustici: Avalon Opus Ceramique

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Nicola per il tempo che ci ha dedicato.

Incomincio questa recensione

… ancor prima di aver “sballato” i cavi. Già la sola scatola (imballo di cartone – fornito di sovraccoperta – contenente la vera scatola – fornita di sovraccoperta anch’essa in carta rigida) ci racconta della volontà di custodire con cura un pezzo che per la Ricable è a quanto pare oggetto di valore. Gli Invictus, all’apertura della confezione, si presentano come due impressionanti serpentoni grigio-bluastri di un certo peso (ma anche di notevole flessibilità), dotati di terminazioni a banane a espansione. Purtroppo le Opus Ceramique, diffusori che da poco tempo sono rientrati stabili nel mio impianto, non accolgono banane; sono quindi costretto a svitare i connettori per usare i semplici fili spellati, fili che in ogni caso impressionano abbastanza con i loro 7 mm di diametro.

A questo punto, dal momento che sono musicista (non per questo la mia opinione conta più di un’altra, semplicemente implica che sono forse più abituato ad ascoltare), sono curioso di testare se i cavi sono all’altezza della loro confezione. Per aiutare il burn-in, dal momento che gli Invictus sono intonsi, faccio girare Irrational, But Efficacious! prodotto da Ayre, una ventina di minuti di rumori molesti – glide tone, white noise, pink noise e altro – che non aiutano il buon vicinato. Poi mi preparo all’ascolto riponendo nell’alloggiamento del lettore (AMR CD77) La Boutique fantasque (BBC Philharmonic diretta da Gianandrea Noseda, Chandos) di Ottorino Respighi, compositore italiano noto soprattutto per le sue Fontane di Roma. I cavi prima in uso erano dei Siltech LS180 G5, cavi certamente non mediocri, molto dettagliati, con un basso molto presente.

avalon opus ceramique
Invictus Speaker Prova un Ricable Nicola

Ebbene.

La scena è estesa, ma già lo era prima (i GamuT M200 sanno fare il loro lavoro), sia lateralmente che in profondità. Ciò che cambia da subito è l’aria, il suono è molto più aerato. Non solo. La “tarantella” è molto più luminosa di quanto ricordassi: l’ottavino, le trombe, le percussioni indeterminate (il triangolo, il tamburello e anche le maracas), tutti sono nettamente più presenti e nitidi. Non più brillanti, più luminosi. Come se avessero aperto una finestra e fosse entrata una piacevolissima brezza. Questo non significa che la musica sia più morbida, intendiamoci. La musica dal vivo (specialmente se ascoltata dalla fortunatissima “poltrona” del direttore) non è mai morbida, è piuttosto cruda, materica, a volte anche faticosa. Un clarinetto suonato dolcemente nel suo registro di mezzo è certamente cozy, come dicono gli inglesi, non però una tromba con sordina. Così come gli ottoni e le percussioni che ti urlano in faccia con la frenesia del can-can. Una forte emozione commista a leggero fastidio; ecco il tratto della musica dal vivo che spinge a volte gli audiofili a rintanarsi nel loro personalissimo covo, immaginandosi pian piano che il suono che esce dal loro impianto sia degno di eccellenza – anche se in nessun modo rispondente a verità.

Il suono dell’archetto che gratta le corde, quello dei tasti dei fagotti, il crepitio degli ottoni nello sforzato, la bacchetta che colpisce la lamella di legno della marimba, la luce che esce da un colpo di triangolo. Tutti “oggetti musicali” che fanno la differenza tra il bello e il reale. E che un impianto Hi-Fi, per essere dichiarato tale, sogna di riprodurre. Succede molte volte che noi audiofili si esalti soltanto la parte “Hi”, dimenticando che “Fi” significa fedeltà, fedeltà a ciò che viene rievocato, e che si presuppone l’ascoltatore conosca, prima di sentire ricreato. Perdonate lo sfogo. Cambio disco: Between the Sheets dei Fourplay. Traccia numero due, Monterey.

Le bacchette sui piatti sono decisamente materiche, così come il suono del pianoforte Yamaha C7 è tutt’altro che inconsistente, basso molto pieno (i Fourplay hanno la tendenza a caricarlo leggermente) ma controllato, suono della chitarra decisamente sferico anche quando volontariamente incattivito dal tocco. E il tutto sempre con quella piacevolissima luce di cui parlavamo in precedenza, che pervade la batteria e che fa risplendere la chitarra di Lee Ritenour alla traccia cinque: Flying East. Se dovessi trovare un particolare negativo, direi che sono leggermente sbilanciati verso la regione acuta, forse leggermente acerbi, ma credo se ne possa riparlare dopo qualche settimana di rodaggio.

Se è vero però che i cavi non possono aggiungere, semmai non devono togliere, questi Invictus sono davvero notevoli. Nonostante siano stati appena spacchettati. Mi riprometto di ritornare a scrivere qualche riga non appena sarà passato qualche giorno, in modo da aver lasciato tempo ai suddetti di “bruciare” a dovere e di modellarsi sul resto dell’impianto.

GamuT M200 Mk III
Fourplay
Due settimane dopo…

Gli Invictus hanno suonato per almeno tre ore ogni giorno. E il risultato si sente. L’ariosità non è assolutamente venuta meno, in compenso i cavi hanno guadagnato in rotondità e morbidezza, perdendo poco per volta quella nota acerba di cui parlavamo. Le frequenze medio-basse hanno guadagnato in dimensione, i bassi si sono fatti più presenti, senza peraltro perdere in compattezza o equilibrio. Gli Invictus sono i cavi top di gamma della Ricable, la qualità costruttiva è chiaramente ai massimi livelli; sarebbe abbastanza difficile immaginare recensioni negative al riguardo.

Detto questo, il grande punto di forza di questi cavi risiede nella loro estrema naturalezza. In questo momento sta girando il primo movimento della terza sinfonia di Lukas Foss, un brano complicato per struttura e timbrica orchestrale. Ciononostante, la musica scorre piacevolmente, senza affaticamento. Ho già avuto questa sensazione qualche mese fa provando degli Ansuz C1 di potenza, una sensazione da cui alla fine mi sono dovuto separare – il portafoglio avrebbe risentito di un alleggerimento davvero troppo massiccio. Complimenti Ricable, un prodotto che si inserisce in una fascia qualitativamente alta pur mantenendo un prezzo abbordabile merita decisamente; come direbbero nelle recensioni di “Stereophile”… un “highly recommended”!

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Cosa ti è piaciuto?

– Duttilità del cavo
– Naturalezza sonora

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare, pienamente soddisfatto


Recensione #18 – Cavo di Alimentazione Invictus Power – Prova un Ricable

Daniele N Prova un Ricable
Dal gruppo Facebook Audiofili d'Italia

Daniele N.

Sorgente: Auralic Aries, Audiobyte Hydra Z con alimentatore Hydra ZPM

DAC: Dedicato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Krell HTS 7.1

Amplificatore Finale: Krell Evolution 402

Diffusori acustici: B&W 802D3

La seguente recensione del cavo di alimentazione Invictus Power è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Daniele per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Sì, un cavo di pregevole fattura.

B&W 802 D3 diffusori acustici
11848 Invictus Power
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

All’inizio ho fatto prove brevi scollegando e ricollegando il cavo, dopodiché l’ho tenuto collegato per parecchi giorni per poi ripassare al mio cavo di solito in uso.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho ascoltato brani di diverso genere: classica da camera, grandi orchestre, jazz e pop. In tutti casi si è rivelato un cavo molto analitico e neutro, con tendenza a esaltare e arrotondare i bassi.

Krell Evolution 402
11848 Invictus Power
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo provato è più neutro ma più spento, non conosco com’è costruito il cavo ma, secondo me, ha troppo schermo che soffoca un po’ il segnale.

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Cosa ti è piaciuto?

– La neutralità
– La fattezza
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


recensione fulvio prova un ricable

Recensione #16 – Cavo Bilanciato Invictus XLR – Prova un Ricable

fulvio prova un ricable
Dal gruppo Facebook Be Connected

Fulvio S.

Sorgente: Kuzma Stabi Ref2, Grandinote Celio, Esoteric K01, Grandinote Volta, Cocktail Audio X45

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Grandinote Genesi

Amplificatore Finale: Grandinote Demone

Diffusori acustici: JBL K2 s9800 SE, Neumann KH 420 + KH 805 AG

La seguente recensione del cavo bilanciato Invictus XLR è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Fulvio per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo è confezionato in una scatola rigida molto curata, dove al suo interno troviamo della gommapiuma sia sul fondo che sul coperchio; a ulteriore protezione troviamo un cartoncino, che ha la funzione di chiusura, dove sono riportati i dati tecnici del prodotto con il suo numero seriale. Il cavo è confezionato con degli stretch che lo tengono avvolto all’interno della scatola. Una volta estratto, si notano subito i bellissimi connettori XLR che risultano molto robusti e solidi con un’inserzione negli apparecchi molto precisa. Anche le rifiniture cromate e carbonio danno un aspetto molto accattivante. A diversificare il canale destro dal sinistro troviamo degli anelli colorati in blu (sx) e rosso (dx). La guaina a rete esterna di rifinitura si presenta a intrecci blu e bianchi che mi sono piaciuti come scelta.
Devo dire che il primo impatto anche nel tenerlo in mano è di un cavo solido e dal design sicuramente affascinante. Bravi!

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Le prove del cavo si sono svolte su due tipologie di impianto. La prima era formata da sorgente, preamplificatore, amplificatori finali monofonici e relativi diffusori passivi. In questo caso il cavo è stato testato sulla connessione pre e finale. La seconda tipologia prevedeva l’uso di diffusori attivi e quindi il cavo è stato usato sulla connessione pre e diffusori attivi. L’impianto principale era composto da:

  • Sorgente CD/SACD = Esoteric K01
  • Sorgente file HD = Grandinote Volta
  • Preamplificatore = Grandinote Genesi
  • Finali Monofonici = Grandinote Demone
  • Diffusori passivi = JBL K2 s9800 SE
  • Diffusori attivi = Neumann KH 420
  • Cablaggio sorgenti = Acrolink Mexcel 7N-DA6300 da 1 m (sia CD/SACD che sorgente file HD)
  • Cablaggio diffusori passivi = Silcable versione speciale appositamente realizzata per le JBL su specifiche. Il tutto su tavolino Finite Elemente Pagode Edition
  • Cavi alimentazione = Forrest “Nero” su tutte le elettroniche
  • Ciabatta = Oyaide (con modifica interna e cablaggio full “Silcable” ) + Silcable Six

I cavi usati per la prova sono stati:

  • Cavo 1 = Acrolink Mexcel da 7N-A2500 XLR da 2 m
  • Cavo 2 = Ricable Invictus XLR da 3 m
  • Cavo 3 = Sommer Cable Epilogue XLR da 3 m
  • Cavo 4 = Klotz Titanium XLR da 3 m

Devo dire da subito che è stato riscontrato il medesimo risultato in entrambe le tipologie, questo vuol dire che il cavo non è stato influenzato dagli apparecchi collegati. In totale sono ruotati, oltre al Ricable, altri tre cavi molto diversi sia per target (due derivano dal mondo audio “pro”) che, soprattutto, per costo di listino. Tutti i cavi avevano la stessa lunghezza di 3 m tranne quello top dove appunto il costo molto elevato mi ha costretto alla misura di 2 m, comunque sufficiente per effettuare i collegamenti previsti.
Per la prova ho chiesto l’intervento di tre miei amici che in momenti diversi hanno passato alcune ore ad ascoltare musica mentre i cavi venivano scambiati senza che sapessero quali fossero collegati. A parte una indicazione generica di “cavo 1”, “cavo 2”, “cavo 3” e “cavo 4” nulla è stato detto riguardo marca e costi. Solo alla fine del test, lasciando collegato il cavo che aveva ottenuto il gradimento migliore, hanno potuto verificare di persona il risultato. Chiaramente non ho influenzato nessuno e, anzi, a parte il cavo più costoso del quale sapevano l’esistenza visto che lo uso da molti anni, degli altri tre, Ricable compreso, non ne conoscevano le caratteristiche.
Il risultato, del quale anch’io mi sono stupito, è stato identico in tutte le occasioni e ha confermato quanto già io avevo riscontrato nella prima settimana di possesso dell’Invictus.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Le impressioni sulle caratteristiche dei vari cavi testati sono state unanimi in tutte le prove. I brani usati sono stati dei più disparati, ma un disco in particolare è stato usato come riferimento non tanto perché in assoluto sia il migliore, ma in quanto possiede un ottimo equilibrio, dinamica in abbondanza con una gamma bassa molto estesa e precisa e una naturalezza per me ai primi posti. Si tratta di Hell Freezes Over degli Eagles su supporto CD della Geffen Records. Oltre ai CD e ai SACD abbiamo usato anche file in alta risoluzione nativi che in molti casi si sono rilevati molto utili per capire esattamente come il cavo influiva sul risultato finale.
In tutti i test il volume è stato sempre lasciato al medesimo livello e mai è stato modificato nel cambio dei cavi proprio per garantire la massima trasparenza.

recensione fulvio prova un ricable
recensione fulvio prova un ricable
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

A questo punto devo fare una premessa importante prima di continuare; i cavi, come ben sappiamo, si possono comportare in maniera differente a seconda dell’impianto al quale vengono collegati, perché alcune elettroniche potrebbero, per loro caratteristiche, non andare d’accordo con le filosofie costruttive, i materiali usati e le scelte tecniche applicate dal costruttore. Credo che in questo caso sia successo qualcosa di simile e spero che nessuno si senta offeso. Comunque sono sempre sensazioni personali, anche se condivise, che sono state rilevate nella “mia” sala di ascolto (anche qui sappiamo che l’ambiente può davvero fare grosse differenze).
Le differenze infatti ci sono state, sono state nette e sentite da tutti i partecipanti che, tengo a precisare, non sono stati né maltrattati né costretti con la forza a dare il risultato finale 🙂 e sono state tangibili anche a livello fisico soprattutto in gamma bassa. Quest’ultima, se non ben riprodotta, diventa facilmente individuabile. Grosse differenze anche in gamma media che, nel sistema usato, è molto rivelatrice.
A parte gli scherzi, ora vorrete sapere quale è stato il verdetto alla fine di questi test che si sono svolti all’insegna del gioco e del puro divertimento, ma allo scopo di capire alcune dinamiche nel mondo dell’audio. Alla fine il cavo meno gradito è risultato, con mia sorpresa, lo giuro, proprio il Ricable che ha dato il risultato più “povero” tra i vari contendenti. Il migliore come prestazioni assolute è risultato l’Acrolink 7N-A2500, come era auspicabile fosse, però il suo prezzo molto elevato, si parla di più di dodici volte il costo a listino di quello Ricable, lo pongono su un livello davvero talmente elevato che alla fine è come confrontare una Ferrari vicino a una media cilindrata… quindi diciamo che ci sta.
Però quello che è risultato alla fine vincitore assoluto del test, ed è stata proprio questa la grande sorpresa, è il Sommer Cable, che è stato scelto come miglior suono oggettivo in quanto perdeva certamente qualcosa in precisione ed estremi di banda, rispetto all’Acrolink, però guadagnava in naturalezza, musicalità, dinamica dando quel quid al messaggio musicale tale da renderlo più naturale e azzerando di fatto la fatica di ascolto. Una buona spanna sotto si piazzava il Klotz, che presentava meno apertura della scena e una minore precisione dei dettagli.
Il Ricable in tutte le sedute è stato escluso quasi subito, nel senso che durante la prova è stato quello che è risultato meno preciso, con una dinamica inferiore, rendendo il risultato molto più piatto senza dare ritmo alla musica. Soprattutto nel jazz si è riscontrato l’appiattimento degli strumenti rendendo spesso la scena molto confusa, quasi non riuscisse a dipanare il messaggio sonoro. È come se avesse dovuto trasmettere talmente tante informazioni contemporaneamente, che alla fine il tutto risultava confuso e privo di ritmo. L’unico aspetto positivo è stata la sempre corretta esposizione della scena sonora con una collocazione dimensionale molto realistica dei vari strumenti. Anche la gamma bassa ha sofferto di questo comportamento risultando la peggiore dei tre soprattutto nel basso più profondo, che risultava meno presente che negli altri tre cavi quasi fosse “colloso” e con il “freno tirato”. Un ascolto, quello del Ricable, comunque di per sé piacevole e senza affaticamento da parte dell’ascoltatore. Mi dispiace davvero non averlo potuto tenere nel mio set-up, però con le elettroniche attuali non si sposa proprio.
Ringrazio comunque di cuore la Ricable e il suo staff per aver realizzato questa bellissima iniziativa. Mi scuso, ma non sono molto bravo a scrivere recensioni 🙂

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Cosa ti è piaciuto?

– Estetica e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nel mio caso non si è sposato con il mio impianto quindi direi il risultato finale

Copertina 1 Recensione Massimiliano

Recensione #12 – Cavo di Potenza Invictus Speaker – Prova un Ricable

massimiliano prova un ricable
Dal gruppo Amici Audiofili Italiani

Massimiliano S.

Sorgente: Grandinote Volta

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Grandinote Supremo

Diffusori acustici: Grandinote Mach 2P

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimiliano per il tempo che ci ha dedicato.

Partiamo da una premessa

Non sono un super esperto di cavi, non sono una cavoscettico ma credo che la verità sia sempre nel mezzo. Più che una recensione si tratta di una esperienza personale. C’è sicuramente un abisso tangibile tra il filo economico rosso e nero e un cavo dedicato di fascia entry level. Sono anche convinto che più si sale con qualità/complessità/costo di un cavo, più il margine di apprezzamento si riduca. Va da sé che ci debba essere una sorta di equilibrio: più ci sono elementi di pregio nella catena audio in grado di essere maggiormente rivelatori, più un cavo di qualità riesce a dare un suo apporto al sistema, a esprimere il suo senso di esistere rispetto magari a una configurazione più economica.

Sulla base di questa mia convinzione ho voluto provare il miglior cavo per diffusori della Ricable: l’Invictus. In un sistema che ha richiesto un bel po’ di tempo prima che io vi potessi accedere: il miglior integrato Grandinote, il Supremo, il loro streamer Volta e i loro diffusori Mach 2P. Giunti a un punto di eccellenza con le elettroniche, si deve per forza di cose passare al cosiddetto “fine tuning”, migliorando i cavi di segnale, di potenza e di alimentazione. Il nuovo gioco diventa quindi iniziare a cercare di capire quali possono essere le differenze andando a migliorare le nostre connessioni, specie quando si ha una concreta idea delle performance del proprio impianto dopo svariate ore di ascolto.

Foto 1 Recensione Massimiliano
Foto 2 Recensione Massimiliano

Come dicevo, non sono una cavo scettico ma neanche un fondamentalista del cavo al top, e quindi la mia base di partenza è stata una linea di cavi poco sopra l’entry level di una nota azienda. Sono quindi con il mettere a paragone il tutto con i cavi di potenza Invictus di Ricable e in un sistema come il mio la differenza è stata alquanto chiara. Uno dei primi aggettivi che userei per descriverli è “equilibrio”. Sono particolarmente sensibile ai toni alti e con questo cavo ho percepito nettamente un maggiore dettaglio in alto a fronte di una minore fatica, cosa che, già solo con questo, ci si è pagati il prezzo del biglietto. L’altro estremo ne trae anch’esso vantaggio con un basso ancor più deciso e controllato.

Un cavo trasparente, che è poi la sublimazione del compito stesso di un cavo, che restituisce un suono definito e (perdonate il termine abusato) materico. Se l’impianto ve lo permetterà, sarete lì a cogliere dei piccoli dettagli che prima non erano così evidenti. E con molta probabilità anche dettagli assai più evidenti.

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Cosa ti è piaciuto?

– Equilibrio
– Più dettagli
– Trasparenza
– Controllo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


elettrone prova signor zanetti

Il ritorno del signor Zanetti: una prova tecnico-scientifica dei cavi Ricable

Non c’è due senza tre, o forse non c’è tre senza quattro. Il nostro affezionato cliente Zanetti torna alla ribalta con un nuovo articolo in cui ci racconta una serie di test e una prova dei cavi Ricable di carattere tecnico e scientifico, con cui ha saggiato le nostre serie Dedalus e Invictus. Per chi se le fosse perse, ecco i link alla prima e alla seconda puntata, seguite da quello che doveva essere il suo ultimo articolo, dall’atmosfera natalizia. Per fortuna, così non è stato. Buona lettura con il racconto del signor Zanetti e la sua prova dei cavi Ricable!

La danza degli elettroni

Dunque, in conclusione, mi sono portato a casa da mister Sergio: quattro cavi di alimentazione Dedalus, due cavi di segnale bilanciati (uno Invictus e uno Dedalus), tre cavi HDMI e, dulcis in fundo, una coppia di cavi – altoparlanti Invictus.

Bene bene per le mie orecchie, un po’ meno per il portafoglio. Ma si sa, gli hobby sono hobby. Dunque dunque le orecchie sono soddisfatte; ma sarà veramente così? Voglio dire, dal punto di vista tecnico-scientifico sarà possibile determinare in maniera oggettiva la qualità di questi cavi?

«Ma che t’importa» mi dice il mio collega e amico Alessandro. «Perché ti vuoi martellare i cosiddetti se sei soddisfatto?». Penso abbia ragione! Ma… si sa… l’appetito vien mangiando! Allora comincio a esaminare ciò che posseggo. Per prima cosa controllo se le spine dei cavi Dedalus sono avvitate a dovere; quasi sempre sì. Qualche volta provo a stringere un po’ di più.

Sono gusti personali degli audiofili a cui piace smanettare.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Poi, considerato che il peso del cavo è ragguardevole, penso di sostenerlo nelle connessioni. Ma pensando pensando e aumentando il cosiddetto “martellamento”, mi dico: «Ma la fase sarà corretta?». Posso facilmente determinare la fase della presa di alimentazione con un cercafase; ma la fase dell’apparecchiatura collegata con il cavo sarà corretta anch’essa o no? Sempre Alessandro: «Ma cosa vai a cercare? Mi sembri suonato… appunto».

Ma ormai la febbre audiofila ha preso il sopravvento e non voglio intendere ragioni. Cerco su internet e dopo diversi tentativi scopro una ciabatta della Oehlbach che ha la possibilità di collegare in fase le apparecchiature. Bene, la compro. Ora mi potrei accontentare, ma la “febbre” non si placa.

Scopro che c’è anche un accessorio che facilita l’operazione. Compro anche quello. Bene bene per qualche giorno mi è sembrato di essere soddisfatto. Riassumendo: ho controllato le viti di serraggio di spine e prese, ho sostenuto le connessioni a causa del peso rilevante del cavo, ho messo in fase le apparecchiature con l’apposito giocattolino; è tutto ok.

Passa una settimana e il tarlo audiofilo ricomincia a lavorare! «Ma» mi dico «dal punto di vista strettamente chimico-fisico vale la spesa? Cioè, è un cavo costruito a regola d’arte?». Ora il mio amico Alessandro si incazza veramente (e tre)! Tralascio gli improperi che mi dice. Si tranquillizzerà in seguito a casa sua, ascoltando McIntosh e Sonus Faber. Passa qualche giorno e questa volta è lui che telefona.

Mi dice: «Ho comperato un accessorio, una specie di penna, ti consiglio caldamente di comperarla, fidati». Maledizione, mi ha fregato, adesso è lui che alimenta il mio tarlo audiofilo! Prima però mi godo la qualità audio e video che si sprigiona dalla ciabatta. La ciabatta è venduta senza cavo e io gliene ho collegato uno normale. Tutto ok. Dopo un paio di giorni trafficando con i cavi, metto un Dedalus Ricable nella presa di alimentazione della ciabatta e me ne vado.

Alla sera accendo il televisore (anch’esso collegato alla ciabatta) e resto allibito. Penso: «Hanno aumentato l’intensità del segnale video, che strano, non ho mai visto così bene la TV». Passa un‘oretta ma la cosa non mi convince. Guardo la ciabatta e penso: «Non sarà mica cambiato qualcosa nell’alimentazione? Ma certo, ho cambiato il cavo!». Non ci credo, rimetto il normale cavo elettrico e riaccendo il televisore. La qualità è peggiorata.

Ma come è possibile! Il cavo è prima della ciabatta filtrante, come può essere? Cambio di nuovo il cavo e la qualità video aumenta! Provare per credere! Il cavo Ricable che alimenta la ciabatta ha aumentato considerevolmente la qualità video e audio (foto 3). Ora mi devo occupare di questo strano aggeggio che Alessandro mi ha consigliato di comperare a scatola chiusa.

Vado sul sito di Audioteka e leggo che l’azienda svedese SUPRA produce un piccolo strumento per il controllo dei campi elettrici che possono essere irradiati da cavi di alimentazione, ciabatte, fusibili, blocchi di distribuzione elettrici e così via. “Minchia signor tenente”, ho trovato quello che cercavo! Ora il Ricable lo sistemo io! Prendo la “penna”, l’appoggio sul Dedalus. NIENTE!

Non si accende e il cicalino non suona. Provo il mio cavo nero PCOCC: un disastro! La “penna” si illumina e suona. Provo tutti i cavi che ho diversi dai Ricable: suonano tutti e la “penna” si accende sempre! Ora sono soddisfatto. Questi maledetti cavi sono un’opera d’arte. A chi li ha progettati va conferita la Legion d’onore!!

L.R. Zanetti

La “penna” usata è un rilevatore di campi elettromagnetici. In pratica, se posizionata vicino a una fonte di campi elettromagnetici (come la corrente elettrica), la punta si illumina. È dotata di varie sensibilità per intercettare anche i campi elettromagnetici meno forti. È un ottimo attrezzo anche per trovare la fase degli apparecchi, perché dove c’è fase si illumina, dove c’è il neutro no.

prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti
prova cavi ricable zanetti

Nella prova è evidente come i nostri cavi, alla massima sensibilità, non emaninino campi elettromagnetici. Questo significa che sono meglio schermati e isolati degli altri. Questi campi che fuoriescono dal cavo interferiscono con elettroniche e altri segnali della catena ed è anche per questo che un buon cavo di alimentazione fa la differenza. Infine, ringraziamo per la quarta volta il signor Zanetti per questa prova dei cavi Ricable, grazie alla quale le serie Dedalus e Invictus sono state messe sotto stress, uscendone però vittoriose.

Impianto Rocco 1 Invictus Signal

Recensione #9 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Rocco
Dal gruppo Facebook Be Connected

Rocco L.

Sorgente: Mark Levinson 390s

DAC: Integrato

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Copland CTA 408

Diffusori acustici: B&W 804 D3

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Rocco per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Costruzione accurata ed estetica ineccepibile, sicuramente solido e accattivante sin dalla prima vista.

Impianto Rocco 4 Invictus Signal
Impianto Rocco 3 Invictus Signal
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Inizialmente collegando e scollegando il cavo in prova alternandolo con il precedente VDH. Successivamente, non riscontrando particolari differenze, l’ho collegato all’uscita CD, utilizzando un connettore doppio RCA, con entrambi i cavi a confronto, e a loro volta questi sono stati collegati a due differenti ingressi amplificatore A1-A2 (come da foto).
Quindi durante l’ascolto dei brani con l’ausilio del telecomando dell’ampli ho provato a cambiare l’ingresso 1 con il 2, avendo così immediata la percezione dei due suoni a confronto (fare riferimento al video relativo a uno dei brani tratto da The Wall dei Pink Floyd).

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

L’ascolto appare subito relativo a un cavo di notevole qualità sia in termini di dettaglio, di trasparenza, di calore soprattutto con le voci femminili che regalano una certa sensazione di “presenza ” da magica atmosfera.
Anche i vari strumenti appaiono ben distinti tra loro creando una buona scena tridimensionale, masterizzazione del CD permettendo!
I brani utilizzati per la prova sono tratti da Best Audiophile Voices VI, Jack Johnson: Sleep Through the Static, musica rock quali Dire Straits e Pink Floyd e musica MPB con Ana Carolina, star della musica brasiliana contemporanea.

Invictus Signal Contesto
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Con mio grande stupore i due cavi a confronto sono apparsi assolutamente identici sotto i vari aspetti qualitativi di trasparenza, separazione scena sonora e quant’altro si possa chiedere a un cavo che nell’impianto ha l’ingrato compito di togliere il meno possibile al segnale originale.
L’Invictus ha tenuto testa a un cavo VDH di indubbio valore senza alcun problema, che onora il team di Ricable per l’eccezionale risultato conseguito.
In conclusione un cavo dall’ottimo rapporto qualità/prezzo che può fare la felicità di molti audiofili senza spendere un capitale.
Ringrazio ancora Ricable per l’opportunità di test offerta a noi audiofili, porgendo i miei più sinceri AUGURI di buone feste e di un prosperoso 2020.

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Cosa ti è piaciuto?

– Vedere quanto già esposto, nulla da segnalare
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Impianto Roberto 2

Recensione #8 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Dal forum Gazebo Audiofilo

Roberto C.

Sorgente: Technics SP-15 Benz Micro Glider SL

DAC: Dedicato: Chord Hugo 2

Sistema di Amplificazione: Integrato

Amplificatore: Luxman UX 509 – Feliks Audio Elise + HiFiMAN HE1000se

Diffusori acustici: ProAc Response D30

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Roberto per il tempo che ci ha dedicato.

Costruzione ed estetica. Il cavo ti è sembrato solido e accattivante?

Il cavo ha un aspetto eccellente, connettori di ottima fattura, guaina esterna di alta qualità.

Impianto Roberto 1
Invictus Signal Contesto
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

Ho lasciato rodare il cavo per circa quaranta ore. Prova effettuata da streamer AURALiC ad amplificatore cuffie, con cambio cavi sull’ingresso RCA.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Testato con ascolti in parallelo e in rapida successione di:

  • Classica: Overtures And Preludes, Richard Wagner; Sinfonia n. 1, Gustav Mahler
  • Jazz: Kind of Blue, Miles Davis; Soulville, Ben Webster
  • Rock: Frank Zappa, Pink Floyd, Radiohead, Deep Purple
dark side of the moon pink floyd
Impianto Roberto 3
Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Il cavo è risultato notevolmente equilibrato, con medie frequenze in risalto e leggera attenuazione agli estremi. A mio parere è molto indicato per ascolti di classica e piccoli ensemble jazz, meno a suo agio sul rock.

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Cosa ti è piaciuto?

– Medi molto bilanciati, pieni e fluidi
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Risposta sull’estremo basso, dettaglio sugli alti


impianto massimo

Recensione #5 – Cavo di Segnale Invictus Signal – Prova un Ricable

Massimo foto
Dal gruppo Be Connected

Massimo R.

Sorgente: CocktailAudio X50

DAC: Dedicato: Lector Digicode 2.24 Hz

Sistema di Amplificazione: Preamplificatore + Finale

Preamplificatore: Estro Armonico Nordlys

Amplificatore Finale: Audio Innovations The First

Diffusori acustici: Quad ESL63, Acoustic Research AR-3A, Altec A7

La seguente recensione del cavo di segnale Invictus Signal è il frutto dell’iniziativa “Prova un Ricable”, nata, in collaborazione con gruppi d’ascolto o forum Hi-Fi, per raccogliere testimonianze derivanti dall’esperienza reale d’ascolto degli utilizzatori, nel proprio impianto Hi-Fi di riferimento.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera.
Ringraziamo Massimo per il tempo che ci ha dedicato.

Eccoci alla disamina finale

Eccoci alla disamina finale di questo cavo top di gamma; la prova si è svolta sul mio impianto principale composto da pre L2 e finale The First Audio Innovations, sorgente CocktailAudio X50 con DAC Lector Digicode e diffusori Quad ESL63; l’Invictus collegava il DAC al pre. Fin da subito mi è sembrato di essere di fronte a un cavo “serio” dalla costruzione solida e anche bello da vedere; al primo ascolto, quello che più mi ha colpito è stato il basso bello pieno ma veloce e controllato, e la dislocazione degli strumenti veramente ottima, la timbrica sana e molto piacevole, buona la trasparenza e la neutralità.

Il cavo con cui l’ho raffrontato, non con uno “attacca e stacca” ma tenendo più giorni un cavo per poi passare all’altro, è il White Gold Infinito I°. Dire che uno sia meglio dell’altro non me la sento, sono diversi, ognuno con le sue peculiarità che esaltano più o meno alcuni parametri, ad esempio l’Invictus sposta un po’ più in avanti la scena e ha un pelo di dettaglio e profondità in meno, di contro il suo basso e il corpo che dona agli strumenti sono di prim’ordine come la sua musicalità (cosa che rende gli ascolti veramente piacevoli). In conclusione l’Invictus è un cavo che consiglio di provare e che reputo eccezionale soprattutto per il rapporto costo/prestazioni veramente alto.

invictus massimo
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Cosa ti è piaciuto?

– Aspetto e costruzione
– L’estetica
– Tridimensionalità
– Suono preciso e accattivante

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


signor zanetti recensione testimonianza cavi invictus ricable

La recensione del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus (seconda parte)

A volte ritornano. Che ci seguiate sempre e dunque l’abbiate già letta, oppure che ci abbiate conosciuti da poco e vogliate recuperare la prima parte della testimonianza del signor Zanetti, oggi ne pubblichiamo l’atto finale. Valgono le regole del precedente capitolo: per una questione di trasparenza, vi riportiamo il feedback del cliente proprio come l’abbiamo ricevuto. Eravamo arrivati al momento in cui il signor Zanetti era appena uscito dalla nostra sede, mentre ora si appresta a fornire una recensione dei cavi Invictus Ricable tutta sua…

Il duello

Dopo aver visto tutti quei cavi da mister Sergio, non ho potuto trattenermi dal chiedergli di provarne qualcuno. Così sono tornato a casa con un cavo di alimentazione da 2,5 metri, un cavo di potenza da 2 metri e un cavo di segnale bilanciato da 1 metro. Tutti rigorosamente blu (serie Invictus).

Attualmente, il mio impianto audio è così composto:

  • preamplificatore Accuphase 2410
  • amplificatore finale Pass XA 30.5 (in classe A pura)
  • sistemi di altoparlanti Sonus Faber Amati Anniversario

I cavi di alimentazione, segnale e potenza sono stati acquistati in USA al metro e successivamente completati da me. I cavi di alimentazione e potenza sono di rame PCOCC (Pure Copper Ohno Continuing Casting) al 99,9999% mentre i cavi di segnale sono in argento 7N (99,99999%). Praticamente comincio a verificare delle differenze: il singolo filo di rame nei miei cavi di alimentazione ha il diametro di 0,5 mm, mentre nei Ricable è 0,1 mm. Stesso diametro anche nei cavi di potenza. Ma i Ricable, nei cavi di potenza, hanno un diametro di 80 micron e sono 90 fili (filetti?!)!

Comincio ad avere una strana impressione. Voglio vedere e provare se sono meglio o peggio dei miei. Dunque non userò il mio condizionatore di rete Accuphase PS 1210, ma la ciabatta Monster Cable 1000 (con cavo modificato) e ancora la ciabatta neutra Wireworld. Dunque, collego la ciabatta MC 1000 alla presa a muro, poi inserisco il cavo Ricable in una presa. Nell’MC 1000 e all’altra estremità collego il Ricable alla presa Wireworld (tramite IEC). Infine alla Wireworld collego pre e finale. Aggiungo il lettore universale OPPO UDP 205 che mi servirà per i file Hi-Res di musica liquida (risoluzione DSD 128).

Inizio l’ascolto con il brano Gostas Waltz, del trio Treecircle label Opus 3. Mi concentro sui particolari. Il percuotere delle bacchette e delle spazzole sui piatti della batteria è eccezionalmente caldo, precisissimo, la batteria viene spinta in avanti nello scenario immaginario; si è immersi nel suono. Proseguo con la musica classica: Violin Sonata No. 3, Op. 45 di Edvard Grieg, label 2L. La violinista svedese Hemsing interpreta magnificamente la sonata; il violino d’epoca ha un suono forte, marcato e viene riprodotto in tutta la sua magnificenza. Il pianoforte non è da meno. La registrazione è eccellente e si sentono i martelletti percuotere le corde tese. Proseguo con la Sinfonia n. 7 di Beethoven diretta da Manfred Honeck con la Pittsburgh Symphony. Tremenda impressione, l’orchestra mi viene proiettata contro: immersione totale.

Scopro che un ingegnere del suono francese: Renè Laflamme recupera vecchi nastri di jazz, li digitalizza in DSD per la label 2XHD. È una bellissima scoperta, i nastri ripuliti e digitalizzati riportano alla luce i grandi classici del jazz. Comincio con Teddy Wilson (St. Louis Blues), proseguo con Ben Webster (Gentle Ben) e ancora con Benny Carter (Summer Serenade). Il suono old time esce in tutta la sua bellezza. Guardo questi grossi cavi blu: sono un fenomeno! Rimetto i miei PCOCC. Uhm, uhm. Accidenti, sono meno precisi, meno, meno, meno musicali, ecco. Vuoi vedere che debbo ancora cambiare i cavi?

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Questi Ricable cominciano a preoccuparmi. Sembra che la corrente passi più facilmente! In effetti sostituendoli ai miei e mantenendo fissa la manopola del volume, sembra che la pressione sonora aumenti. Psicoacustica? Forse, ma l’impressione è questa. Mah, adesso che ci penso, sono aumentati anche i bassi; infatti non uso più il loudness dell’Accuphase per gli ascolti a basso volume. Credo di aver capito. Mister Sergio e la sua banda hanno trovato un sistema per punzecchiare gli elettroni e farli andare più veloci!

L.R. Zanetti

Ringraziamo necessariamente, e ancora una volta, il signor Zanetti per la simpatia, il tempo e la cura con cui ci ha regalato questo racconto-recensione dei cavi Invictus Ricable, suddiviso in due parti.

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La recensione-testimonianza del sig. Zanetti alla scoperta dei cavi Ricable Invictus

Oggi vogliamo presentarvi una recensione un po’ particolare degli Invictus Power e Speaker, riportata fedelmente rispetto a come l’abbiamo ricevuta per una questione di trasparenza. È quella del nostro nuovo cliente, il signor Zanetti, che ha scoperto il marchio Ricable tramite una visita da un caro amico, Alessandro, audiofilo come lui. Tutto inizia con il solito momento di ascolto con il solito impianto di pregevole fattura, ma nel giro di poco le cose prendono una piega inaspettata, che porterà i due direttamente alla sede di Ricable…

Dopo la lettura della prima parte, potete trovare la seconda, pubblicata successivamente, a questo link.

Una visita d'agosto

Un giorno dello scorso agosto sono andato a trovare il mio amico Alessandro nel suo appartamento “domotico” e ci siamo apprestati, come al solito, ad ascoltare musica dal suo impianto Hi-End. L’impianto è particolarmente raffinato. L’elettronica è costituita da una meccanica McIntosh MCT 450 e da un amplificatore integrato con convertitore (DAC) McIntosh Ma 8900. Il sistema di altoparlanti è Sonus Faber “Serafino”. Ero abituato al suono di grande qualità che quest’impianto è in grado di restituire, ma questa volta ho sentito, dopo una trentina di secondi, qualcosa di diverso. Suonava Lars Erstrand (etichetta Opus 3). La registrazione era in origine analogica della massima qualità (probabilmente con apparecchiature Nagra). Ma ancora meglio è stato il processo di digitalizzazione effettuato in DSD 128.

«Cos’hai combinato?» dissi. La risposta mi fece sussultare. «Ho cambiato i cavi» mi rispose candido.

Bisogna ricordare che negli ultimi venticinque anni, penso che avremmo cambiato una trentina di cavi di tutti i tipi facendo i più strampalati esperimenti. Dunque mi concentrai sul suono. Il vibrafono di Erstrand suonava perfettamente rifinito, senza sbavature, perfettamente evidenziato nello spazio, senza rugosità o fastidio di sorta. La riproduzione era perfettamente trasparente con una specie di “doratura” dello strumento (non saprei cosa esattamente vuol dire, ma visceralmente mi sento di definirla così). Il pianoforte, poi, era uno spettacolo: trasparente e materico, perfettamente definito nello spazio. Altro strabiliante risultato era il percuotere delle spazzole sui piatti della batteria. I soliti altri parametri passavano in secondo piano rispetto alla trasparenza e alla “doratura”. La mia attenzione veniva catturata dall’interpretazione di Erstrand in maniera quasi infantile, nonostante fossi un audiofilo di lunghissimo corso.

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Sentiamo altre registrazioni ma l’impressione è sempre la stessa: trasparenza inusitata, doratura degli strumenti, localizzazione e rifinitura degli stessi. Lo spazio della collocazione degli strumenti è granitico. A questo punto chiedo ad Alessandro cos’ha combinato.

Egli, quasi con circospezione, mi indica due cavi di colore azzurro: uno di alimentazione e una coppia di cavi di potenza. Rimango allibito. Il cavo di alimentazione è collegato alla presa a muro e alimenta un condizionatore di rete della PS Audio. Tutti i cavi di alimentazione delle apparecchiature sono alimentate dal PS Audio con i suoi soliti cavi. Mi concentro sui cavi. Sono belli grossi! Prendo il calibro e misuro il diametro: cavo di alimentazione 20 mm; il cavo di potenza (altoparlanti) è uguale. Nome: RICABLE.

A questo punto voglio incontrare, se possibile, il venditore-produttore. Con mia grande sorpresa Alessandro mi dice che è italiano e che si trova a circa 25 km da Novara, in quel di Oleggio. Rapide telefonate. Si fissa l’appuntamento per martedì 2 settembre alle 11:00 (del mattino, ovviamente!). Arriviamo con circa quindici minuti di anticipo alla Ricable e sul cancello ci accoglie il proprietario: mister Sergio Modenesi.

Dopo i soliti convenevoli, inizio il mio martellamento con domande specifiche sui parametri elettrici e meccanici dei cavi che produce. Chiedo di visitare il magazzino, guardo con interesse le bobine con cavi e isolanti di tutti i tipi, interrogo continuamente Sergio su tutto. Finché arrivano le 12:15 e il mio amico Alessandro mi fa garbatamente notare che hanno tutti una fame da lupi e che sarebbe anche ora di concludere la visita.

Sono rimasto molto positivamente impressionato dalla competenza di Sergio Modenesi unita all’entusiasmo e all’energia dell’imprenditore. Ho scoperto che è un chimico come me e che ha lavorato nella polimerizzazione dell’uretano. Per nessuno dei suoi cavi usa PVC, polimero che può rovinare il rame e che potrebbe rilasciare il cloruro di vinile monomero, assai tossico. Ho apprezzato il lavoro certosino di ricottura del filo di rame dopo ogni fase della lavorazione e la scelta accurata dei tecnopolimeri isolanti. Mi ha anche raccontato che alcune aziende italiane sono all’avanguardia nell’estrusione dei fili di rame e nella produzione di tecnopolimeri specifici.

In conclusione, una visita positiva e illuminante. Sergio Modenesi rappresenta il meglio dei nostri piccoli imprenditori, unendo nella sua persona competenza, passione e molto lavoro.

L.R. Zanetti

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Ringraziamo il signor Zanetti per la sua preziosa recensione dei nostri Invictus Power e Speaker e cogliamo l’occasione per presentarvi i prodotti che ha scoperto, raggiungibili cliccando i bottoni che seguono.

L’effetto pelle nei cavi di potenza

Che cos'è e chi lo ha scoperto. Non solo onde elettromagnetiche

Che cos’è l’effetto pelle (skin effect) e perché è così importante per i cavi di potenza? Questo venne spiegato, per la prima volta, nel 1887 da lord Kelvin (all’anagrafe William Thomson), fisico e ingegnere britannico, sviluppatore della scala Kelvin, nonché ingegnere e inventore del telegrafo elettrico, con quest’ultimo che gli assicurò fama e ricchezza.

Con effetto pelle intendiamo la tendenza di una corrente elettrica alternata a distribuirsi dentro un conduttore in modo non uniforme. La sua densità è maggiore sulla superficie e inferiore all’interno. Questo comporta un aumento della resistenza elettrica del conduttore, particolarmente alle alte frequenze. In altre parole, una parte del conduttore non viene utilizzata. Ciò significa maggiore dissipazione di potenza a parità di corrente applicata o una minore corrente a parità di tensione applicata, secondo la legge di Ohm.

Perché è importante per i cavi di potenza

L’effetto pelle è fondamentale perché non influenza solo la corrente elettrica, ma qualsiasi tipo di segnale, incluso quello audio. L’effetto pelle sta a significare, ricapitolando, una diminuzione della densità di flusso della corrente con l’aumentare della distanza dalla superficie verso l’interno.

C’è un certo disaccordo in merito all’effetto pelle e alle sue conseguenza pratiche sulle frequenze audio, cioè se esso causa danni diversi da quello di una semplice perdita di potenza. I problemi sono dovuti al fatto che, ancor prima della perdita di potenza, l’effetto pelle provoca variazioni nei valori di resistenza e induttanza. Questi valori tenderanno a mutare continuamente a seconda della distanza dalla superficie del conduttore. Se la sezione di un cavo sarà troppo grande, l’effetto pelle inciderà anche sulle frequenze audio riprodotte. Le delicate informazioni ad alta frequenza saranno appiattite con un suono ottuso, dai dettagli troncati.

cavi speaker invictus

Le conseguenze dell'effetto pelle

Il cavo “suona” meno alle frequenze alte riprodotte, riducendole. Questo problema è maggiormente percepibile nei cavi di potenza, dove le dimensioni dei conduttori sono maggiori e i tratti di collegamento più lunghi. Nei cavi di segnale è meno influente l’effetto pelle, perché agisce fuori dalla banda audio. Le conseguenze possono essere molteplici, tuttavia le più comuni sono le seguenti:

  1. Acuti scuri e cupi
  2. Bassi gonfi e poco naturali (effetto Loudness)
  3. Perdita di equilibrio tonale
  4. Peggioramento in dinamica
  5. Perdita di tridimensionalità

L’effetto pelle incide sulla qualità dei cavi e su quanto questi intacchino la trasmissione del suono, soprattutto quando si parla di cavi di potenza, che vanno dall’amplificatore alle casse.

Una soluzione possibile è rivestire i fili d’argento. Questo metallo ha, infatti, una resistività minore di quella del rame tuttavia i cavi argentati colorano in modo artificiale il suono che tende ad enfatizzare le frequenze più alte, non restituendo all’ascoltatore un suono neutro.

La soluzione Ricable per l'effetto pelle

Dai nostri test è emerso che aumentando il numero di fili del conduttore, riducendo i grani del rame lavorato, si ottiene una riduzione sostanziale dell’effetto pelle. In altre parole, la tecnologia Ricable sfrutta l’uso di un conduttore singolo sufficientemente piccolo da espellere fuori dalla gamma audio la distorsione udibile indotta dall’effetto pelle.

Anni fa Ricable ha introdotto i conduttori AM-RCC nei cavi di alimentazione con risultati straordinari. Da quel momento la ricerca si è mossa verso un ulteriore miglioramento dei conduttori. Questo si è sviluppato su più punti.

performance marc cooper effetto pelle

Il primo passa per il discorso del conduttore multifilare, con trefoli sottilissimi fino a 0,08 mm nella serie Invictus (e una riduzione sensibile dell’effetto pelle rispetto al monofilare, detto anche solid core). Il secondo punto è costituito da conduttori di grande sezione. Questo permette di avere sempre una maggior superficie conduttiva e una resistenza minore.

La terza caratteristica concepita da Ricable per ridurre l’effetto pelle è data dai connettori RCCP (Ricable Copper Connector Project). Usando il rame al posto dell’ottone nei connettori, si va ad abbattere anche l’effetto pelle nelle terminazioni. Infine, dagli studi effettuati e dall’attività di ricerca, è nato il nuovo conduttore MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor, che caratterizza l’intera produzione Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

Le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto ad AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro.

Noi, da appassionati, abbiamo lavorato per trovare una soluzione all’effetto pelle, che realmente ci soddisfacesse al 100%. Le differenze tra i cavi dell’intera produzione abbattono l’effetto pelle in maniera unica. Quali che siano le necessità del tuo impianto, puoi guardare tra i nostri cavi di potenza.