Recensione Andrea Dedalus

Recensione #36 – Cavi Dedalus Signal e Speaker – Ricable Review

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Il mio Ricable

Andrea F.

Sorgenti: Lettore CD Tascam CD-200SB; giradischi Pro-Ject Essential

Amplificatore: Teac AP-505

Diffusori acustici: Monitor Audio Gold 100

Altro: DAC Teac UD-503; Subwoofer Klipsch R-112SW; Ricevitore Bluetooth iFi ZEN Blue

La seguente recensione dei cavi Dedalus Signal e Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Andrea per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

L’esigenza di provare dei buoni cavi per il mio impianto entry level, per sostituire il filo spellato, mi ha portato a scegliere Ricable, azienda italiana conosciuta in rete. La serie Primus è stata la mia scelta iniziale. Poi, portando l’impianto a un livello qualitativo maggiore, ho pensato che la serie Magnus sarebbe stata più appropriata. Ma grazie alla fantastica iniziativa “Upgrade” di Ricable, sono riuscito ad acquistare la serie ancora superiore, Dedalus, che mi è praticamente costata come la Magnus, grazie al fatto che ho potuto restituire in permuta i miei vecchi cavi di potenza Primus, valutati allo stesso prezzo pagato al momento dell’acquisto. Ho acquistato i cavi di segnale sempre con lo stesso metodo, restituendo i vecchi e ottenendo un’ottima scontistica. I ponticelli, invece, li avevo acquistati tempo prima.

Recensione Andrea Dedalus
Recensione Andrea Dedalus
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

La costruzione e l’estetica del prodotto sono impeccabili. La confezione, molto accattivante, si presenta molto bene e fa ampiamente intendere di fronte a che tipo di prodotto ci si trovi. Un prodotto di altissimo livello. E non è soltanto una questione estetica, ovviamente, perché nel prendere e toccare i cavi Dedalus si ha subito l’impressione di maneggiare un prodotto solido e ben fatto. Materiali di altissima qualità, grande precisione nella costruzione, nell’assemblaggio dei connettori e delle guaine. Tutto di altissimo livello. Nell’inserire i connettori a banana si avverte una certa resistenza, all’inizio. Nulla di che, è solo la prova di una connessione stabile e precisa. Ho letto sul sito le specifiche di costruzione e le tecnologie applicate. Non posso fare altro che confermare quanto riportato da Ricable, basandomi sulle mie personalissime impressioni di ascolto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho testato i cavi di potenza e di segnale Dedalus ascoltando brani che conosco alla perfezione. Ascolto prevalentemente rock, blues, ma sono aperto anche ad altri generi. Ho ascoltato Brothers in Arms dei Dire Straits; diversi album degli AC/DC; Toby Arrives di Koch Marshall Trio; svariati album di ZZ Top, Metallica, Iron Maiden, Def Leppard, Scorpions, Guns N’ Roses, Gov’t Mule, Blackberry Smoke. Ho avvertito la scena sonora più ampia e chiara, anzi cristallina. Ricca di dettagli e particolari che, in alcuni casi, non avevo mai percepito prima. Voci presenti e cristalline; chitarre chiare e ben definite; basso veloce e preciso. La vera sorpresa, per me, è stato l’ascolto dei piatti della batteria che, con i vecchi cavi di riferimento, sembravano stare in secondo piano. Con i cavi Dedalus, invece, anche la sezione percussioni ha raggiunto livelli strepitosi.

Recensione Andrea Dedalus
Recensione Andrea Dedalus
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Non sono un audiofilo, ma credo di avere le idee chiare su quello che cerco nell’ascolto di qualità. La differenza tra i cavi Primus e i Dedalus è stata subito facilmente percepibile. Non ho adoperato alcuno strumento di misurazione se non il mio orecchio. La trasparenza sonora e il dettaglio preciso sono ciò che mi ha colpito di più in questi cavi. L’unica prova “strumentale” in grado di confermarmi ciò che penso sono i VU Meter del finale Teac che, con i vecchi cavi, erano tendenzialmente asincroni, cioè uno rimaneva più in basso dell’altro. Forse dovuto al fatto che dal preamp alimento sia il finale che il sub attivo, attraverso uno sdoppiatore. Probabilmente, questo mi causava una perdita di corrente. Ma con Dedalus, anche la questione VU Meter si è risolta e, adesso, si muovono entrambi in sincrono. Anche i bassi emessi dal sub sono molto chiari e precisi. Non avverto più quel senso di “leggermente impastato” nelle frequenze basse.

Le tue conclusioni.

Per mia forma mentis, sono convinto che la tipologia di cavo incida enormemente sul prodotto finale di un segnale acustico, sia esso Hi-Fi o altro (ad esempio, strumento musicale/amplificatore). Perciò, dico con certezza che senza degli ottimi conduttori, come i Ricable Dedalus, anche i migliori componenti Hi-Fi non saranno mai in grado di esprimere tutto il loro potenziale. Dico una cosa scontata, ma tant’è.

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Cosa ti è piaciuto?

– Costruzione
– Belli da vedere. Con quel colore arancio lì…
– Rapporto qualità/prezzo. Soluzione “Upgrade” strepitosa

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Cosa miglioreresti?

– Nulla


Recensione Mario Magnus Speaker

Recensione #35 – Cavo Magnus Speaker MKII – Ricable Review

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Il mio Ricable

Mario C.

Sorgenti: Lettore CD Marantz SA-KI Pearl

Amplificatore: Marantz KI Pearl

Diffusori acustici: Sonus Faber Liuto

Altro: No

La seguente recensione del cavo Magnus Speaker MKII è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Mario per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Me ne ha parlato un amico appassionato come me che aveva acquistato i Primus e mi aveva detto di aver notato la differenza rispetto ai cavi precedenti e mi sono incuriosito e ho subito esplorato il sito di Ricable rimanendone piacevolmente impressionato. Ho letto tutte le descrizioni che riguardavano i cavi in questione, in particolare la componentistica, lo spessore dei vari materiali e mi ha piacevolmente impressionato la qualità del materiale con cui erano costruiti i contatti finali (gli spinotti) che si inserivano nei diffusori e, all’ultimo, considerato il mio impianto stereo, ho optato per il cavo Magnus che ho reputato quello più idoneo al mio tipo di impianto.

Recensione Mario Magnus Speaker
Recensione Mario Magnus Speaker
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Cercavo cavi molto flessibili e naturalmente di ottima qualità, dato che uno di essi doveva andare da una parete all’altra avendo uno dei diffusori lontano dall’ampli e dovendo adattarsi a passare a filo lungo la parete che lo separava dall’impianto in questione; ebbene, devo dire che nonostante la lunghezza e la dimensione del cavo (1,5 cm diametro) ho potuto collegare il cavo con facilità seguendo i contorni della parete. In più dà una sensazione di robustezza e solidità.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Per confrontarlo con i cavi precedenti mi sono basato sull’ascolto di brani sia jazz che di musica classica e pop/rock (la mia preferita). Ho poi provato ad ascoltare gli stessi con i diversi filtri di ascolto di cui è provvisto il mio lettore CD. Per l’ascolto ho usato sia CD normali che SACD, sia classici che rock.

Recensione Mario Magnus Speaker
Recensione Mario Magnus Speaker
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Ho iniziato l’ascolto con un classico del jazz a me molto caro, ovvero Kind of Blue di Miles Davis. Che dire! Rimasto non dico a bocca aperta ma quasi: non che prima non lo sentissi bene, ma adesso riuscivo quasi a essere lì. Il suono era nitido e limpido, anche il suono delle spazzole e dei piatti della batteria era cristallino, per non parlare dei bassi corposi ma mai invadenti o esuberanti. Sono poi passato a Bach e l’ascolto era fluido e nitido. Infine ho ascoltato Santana e Springsteen in SACD. Mi sono deliziato, non so che altro aggiungere sinceramente.

Le tue conclusioni.

Il cavo Magnus MKII ha soddisfatto egregiamente tutte le mie più rosee aspettative. È veramente una rivelazione e poi, se devo dirla tutta, sono contentissimo e orgoglioso di avere in Italia una fabbrica di elettronica all’altezza degli stranieri e anche meglio. Ripeto: la performance è eccezionale, ma quello che mi ha conquistato è stata la limpidezza del suono che fa sì che ogni strumento risulti distinto dall’altro, riuscendo anche nei pezzi rock più “chiassosi” A DISTINGUERSI CHIARAMENTE.

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Cosa ti è piaciuto?

– Nitidezza di ogni singolo strumento
– Cavi belli e facili da maneggiare
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Scelta poco ampia di colori delle guaine


Recensione Claudio Dedalus Speaker

Recensione #28 – Cavo Dedalus Speaker – Ricable Review

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Il mio Ricable

Claudio G.

Sorgenti: Lettore CD McIntosh MCD350

Amplificatore: Pioneer SC-LX90 Susano

Diffusori acustici: B&W 804

Altro: Lettore Blu-ray Pioneer BDP-LX88; condizionatore di rete Belkin

La seguente recensione del cavo Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Claudio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Conoscevo l’azienda grazie alle riviste di settore, ai vari forum su internet di cui faccio parte e a vari video che si possono trovare su YouTube e in rete in genere. Un aspetto importante che mi ha fatto avvicinare a questi prodotti è il fatto che Ricable è un’azienda che progetta e produce totalmente in Italia.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi
Recensione Claudio Dedalus Speaker
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Oltre alla rapidità della consegna, fin da subito, sono rimasto favorevolmente colpito dal packaging della confezione che lascia già intuire la cura che l’azienda mette nei propri prodotti. I cavi rendono subito l’idea dell’alta qualità già dalla fattura dei cablaggi, della calza di spessore importante ma allo stesso tempo molto flessibile e delle banane di tipo BFA che garantiscono una perfetta e salda connessione.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Per il test audio ho semplicemente provveduto a sostituire i miei cavi che utilizzavo già da diversi anni con i Dedalus e ho proceduto all’ascolto di vari brani che utilizzo come banco di prova per i raffronti, vale a dire Wish You Were Here dei Pink Floyd, Brothers in Arms dei Dire Straits e Live at Pompeii di David Gilmour. Ho anche testato i cavi con un po’ di musica jazz con brani di Diana Krall.

Recensione Claudio Dedalus Speaker
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Fin dal primo ascolto ho potuto riscontrare un piacevole quadro sonoro molto più preciso, con la posizione di tutti gli strumenti e le voci ben definiti e una profondità della scena sonora che non avrei mai immaginato di poter ottenere soltanto con la sostituzione dei cavi di potenza. Ho inoltre percepito una cosa che, conoscendo la filosofia di progettazione che non vuole aggiungere né togliere al messaggio sonoro, non mi sarei aspettato di ottenere: una qualità nonché una presenza delle frequenze basse molto più accentuata e, contemporaneamente, maggiormente controllata.

Le tue conclusioni.

In conclusione, consiglio vivamente l’acquisto di questi cavi per il netto miglioramento delle prestazioni del mio impianto Hi-Fi che ho potuto riscontrare fin da subito. Certo il prezzo è importante ma la qualità e il miglioramento delle prestazioni che si ottengono valgono decisamente la spesa sostenuta. Inoltre l’idea di sostenere un’azienda che produce e progetta interamente i propri prodotti in Italia, specie in un momento particolare come quello che stiamo vivendo, è uno stimolo in più per scegliere questi prodotti.

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Cosa ti è piaciuto?

– Scena sonora
– Qualità costruttiva
– Timbrica

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Cosa miglioreresti?

– Nulla


Recensione Roberto Cavi Magnus

Recensione #24 – Cavi Magnus Signal, Speaker, Coaxial, Sub e Turntable – Ricable Review

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Il mio Ricable

Roberto C.

Sorgenti: Giradischi Thorens; lettore CD Cambridge CXC

Amplificatore: Cambridge CXA81

Diffusori acustici: Focal Aria 906

Altro: Pre phono Cambridge Audio Alva DUO; subwoofer Bowers & Wilkins ASW610XP

La seguente recensione dei cavi Magnus è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Roberto per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

È risaputo che la qualità dei cavi è fondamentale in un sistema Hi-Fi; qualsiasi impianto, anche un Hi-End, senza cavi di qualità, non può esprimere le sue reali potenzialità. È come avere una macchina supersportiva e dotarla di pneumatici scadenti. Ben consapevole di questo, ho deciso di investire un po’ di soldi in cavi di qualità. Ho cercato su internet i vari prodotti disponibili sul mercato e ho letto un po’ di recensioni. In questa mia ricerca ho trovato Ricable che, essendo un brand italiano, ha ottenuto subito la mia attenzione. Mi sono letto attentamente le varie caratteristiche di tutti i loro prodotti, da quelli Hi-End all’entry level e alla fine ho deciso di fidarmi; diciamo che il primo acquisto è stato un salto nel buio.

Recensione Roberto Cavi Magnus
Recensione Roberto Cavi Magnus
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

La prima cosa che mi ha colpito una volta scartato il pacco, è la bella scatola contenente i cavi/o, molto ben curata, sia come grafica che come materiale, insomma non è la solita scatola di cartone fatta a risparmio. Per quanto riguarda i cavi, che dire, sono bellissimi da vedere e non appena si prendono in mano si capisce subito il livello della qualità costruttiva. I connettori sono uno spettacolo, hanno un sistema di serraggio eccezionale, infatti sono dotati di una scocca esterna che prima dell’inserimento del connettore va svitata e poi riavvitata per serrare gli anelli di massa, veramente di pregevole fattura.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Una volta sistemati tutti i cavi e fatti tutti i collegamenti necessari, ho iniziato, per la prova di ascolto, con brani con una registrazione di livello e che conosco perfettamente, come ad esempio Private Investigations dei Dire Straits; ho poi continuato la mia prova di ascolto con brani che mi facessero apprezzare la qualità dei bassi, come ad esempio The Sea di ARY.

Recensione Roberto Cavi Magnus
Recensione Roberto Cavi Magnus
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Premetto che non mi reputo un esperto e raffinato audiofilo, e non credo di essere all’altezza di potere fare una recensione di livello. L’unica cosa che posso fare è quella di riportare ciò che ho percepito rispetto a quando il mio impianto suonava con i cavi che sono in dotazione all’atto dell’acquisto dei vari componenti. La cosa che mi ha colpito di più e che ho meglio percepito è stata la cosiddetta messa in scena sonora, nel senso che adesso riesco meglio a localizzare da dove viene riprodotto quel dato strumento o quella voce, non so come spiegarmi, direi che la scena è più centrata.

Le tue conclusioni.

Sono molto soddisfatto del mio investimento. Quando ho acquistato i cavi Ricable, come ho già detto, è stato un salto nel buio e onestamente un po’ di timore di avere speso soldi invano l’ho avuto, ma dopo l’ascolto ho tirato un sospiro di sollievo, tanto che presto completerò il mio “parco cavi” acquistando i cavi di alimentazione, che adesso sono gli unici accessori Ricable che mi mancano.

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Cosa ti è piaciuto?

– Messa in scena
– Estetica
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione #20 – Cavi Primus Signal, Speaker e Power – Ricable Review

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Il mio Ricable

Matteo Raffaello M.

Sorgenti: Giradischi Rega Planar 1 Plus

Amplificatore: Advance Acoustic X-i90

Diffusori acustici: Magnat Transpuls 1500

Altro: DAC Advance Acoustic WTX-700

La seguente recensione dei cavi Primus Signal, Speaker e Power è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato che certifica come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Matteo Raffaello per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Le motivazioni vanno collegate al fatto che stavo cercando un cavo di segnale adeguato al mio nuovo giradischi. Non che ne fosse sprovvisto, ma non mi soddisfaceva. Pertanto ho iniziato a cercare sui vari siti di settore dei cavi… Mi imbatto in Ricable e vado sul sito. Fatto molto bene: ordinato, preciso, chiaro, chiedo via chat un consiglio (essendo neofita del settore alta fedeltà), e riscontro alta professionalità, competenza e onestà. Di conseguenza ho acquistato il cavo.

Recensione Primus Matteo Raffaello
Recensione Primus Matteo Raffaello
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Su questo bisogna togliersi il cappello: dal packaging alla rifinitura dei particolari, non si può sollevare una critica. I cavi arrivano arrotolati il giusto per far sì che non si deteriorino e sono uniti tra loro con delle fascette di velcro. La costruzione è impeccabile: non si notano difetti. Tutto perfetto, sembra di ricevere un collier di perle, tant’è che le scatole le ho tenute tutte!

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

I cavi ho avuto modo di “testarli” comparandoli con quelli in dotazione all’impianto. Non c’è paragone: le differenze ci sono e si sentono nonostante io non abbia ancora un udito così fine da rilevare tutte le sfumature. Come ho già scritto, sto muovendo i primi passi nell’alta fedeltà. La resa rispetto agli standard è inequivocabilmente superiore.

Recensione Primus Matteo Raffaello
Recensione Primus Matteo Raffaello
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Ho fatto diverse prove: inizialmente collegando l’impianto con i cavi in dotazione (per quanto riguarda quelli di segnale, una coppia che mi sono fatto imprestare). I primi brani li ho fatti suonare attraverso musica liquida selezionando gli stessi che ho anche in formato vinile. Quindi Bruce Springsteen, Pink Floyd, AC/DC, Mozart, Tracy Chapman, Miles Davis. A questo punto collego l’impianto con i cavi Ricable ed è tutta un’altra musica: nessun “rumore” di fondo, nessun fruscio, interferenza, un suono decisamente più pulito e caldo. Ho ripetuto l’esperimento con i vinili ed è stato davvero emozionante!

Le tue conclusioni.

In conclusione mi sono trovato molto bene con i prodotti Ricable. Sia per la qualità degli stessi così come per i costi dei loro prodotti. I ragazzi sono molto professionali e seri, le spedizioni sono velocissime (24-36 ore), e se dovessi fare un upgrade sicuramente tornerò da loro. Inoltre una cosa da non dimenticare e che sui loro prodotti c’è la garanzia a vita, e la possibilità di restituire il cavo qualora uno volesse fare l’upgrade (il valore dell’usato viene stornato dal nuovo).

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Cosa ti è piaciuto?

– Acustica
– Realizzazione dei particolari
– Rapporto qualità/prezzo
– Professionalità
– Spedizione celere

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare



Dedalus Speaker Elite

Ecco la nuova line-up dei cavi di potenza Ricable: facciamo il punto

In vista del periodo “caldo” dell’anno – evidentemente non in ottica metereologica, ma Hi-Fi – Ricable ha riorganizzato la line-up dei propri cavi di potenza. Ci sono novità assolute, così come piccoli, grandi accorgimenti a prodotti già esistenti. Questa rivisitazione dell’offerta ha avuto lo scopo di mantenere alta l’asticella dei cavi di potenza Ricable in termini di prestazioni, così come un rapporto qualità/prezzo imbattibile. Ma un altro obiettivo è stato quello di diversificare, a livello commerciale, l’offerta, così da offrire a chiunque il cavo giusto per il proprio impianto.

La novità della line-up: Dedalus Speaker Elite

Partendo dalla cima della piramide e dunque dal cavo di maggior prestigio, troviamo Invictus Speaker Reference, che però non è una new entry, bensì una vecchia conoscenza. Scendendo di un gradino troviamo invece una novità assoluta: Dedalus Speaker Elite. Dedalus Speaker Elite nasce per coprire un buco che si era venuto a creare con l’uscita di Invictus Speaker Reference. Questo infatti presentava un divario troppo marcato rispetto al cavo di livello appena inferiore: Dedalus Speaker. Era necessario un cavo che consentisse a chi cercava qualcosa “nel mezzo” di essere soddisfatto. Questo cavo è Dedalus Speaker Elite. Dedalus Speaker Elite è molto vicino, per concezione, a Invictus Speaker Reference, ma presenta piccole limitazioni che consentono di rendere il costo del prodotto finito più abbordabile.

Rispetto al “classico” Dedalus Speaker, però, il balzo in avanti è davvero importante. Questo si manifesta soprattutto per quanto riguarda naturalezza e controllo del suono. Tanto è vero che la dinamica di ascolto ricorda molto da vicino più il fratello maggiore Invictus che non quello minore. Dedalus Speaker Elite non è però un Invictus realizzato in economia, ma nasce da un progetto unico e rivoluzionario che vede, ad esempio, il conduttore progettato da zero con geometria su ispirazione Invictus e una nuova livrea. In definitiva, Dedalus Speaker Elite è la soluzione ideale per impianti di fascia alta, anche se non di livello assoluto; in questa tipologia di impianti Hi-Fi, infatti, pur essendoci stata qualche rinuncia rispetto al cavo Invictus, la differenza di ascolto non è così elevata.

Dedalus Speaker Elite

Cavi di potenza Dedalus e Primus Speaker MKII

È stato proprio nell’ultimo articolo che abbiamo pubblicato che abbiamo parlato di che cosa significhi la dicitura MKII e di come sia nata e poi entrata anche nel mondo Hi-Fi. Non tireremmo fuori questo discorso se non fosse per il fatto che, oltre all’introduzione del Dedalus Speaker Elite, nella line-up dei cavi di potenza il Dedalus Speaker standard ha visto adottati degli accorgimenti che lo hanno portato alla versione MKII. Quello principale è costituito da una schermatura che ora è diventata doppia, cosa che consente una protezione pari a quella dei cavi top di gamma. Inoltre, è stato migliorato anche l’isolamento interno e sono stati maggiorati i dielettrici R-TEC.

Primus Speaker MKII

Mentre Magnus Speaker MKII non presenta alcuna novità aggiuntiva, anche considerato il fatto che in tempi recenti era già stato portato alla versione MKII, il cavo di potenza entry level Ricable, Primus Speaker, si è fatto un po’ più adulto. Come? La cosa più appariscente è senza dubbio il restyling estetico, ma oltre alla forma Primus Speaker MKII migliora anche la sostanza. Questa nuova versione vede infatti l’inserimento di una schermatura in alluminio e mylar appena prima della guaina esterna. Come ricordiamo anche nelle relative pagine prodotto, i prodotti con la dicitura MKII non si riferiscono a un prodotto totalmente nuovo, come Dedalus Elite Speaker, ma a un prodotto rivisto e migliorato nelle proprie, già valide, performance.

La ciliegina sulla torta: Dedalus Bridge Elite

Non abbiamo mai trascurato l’importanza dei ponticelli, anche perché quelli in dotazione sono quasi sempre realizzati con ottone di qualità molto scarsa. Ecco allora che a completare il quadro delle novità relative ai cavi di potenza Ricable ci pensano i ponticelli Dedalus Bridge nella loro inedita variante, disponibile sia con forcelle/forcelle che con forcelle/banane, con i conduttori del Dedalus Speaker Elite. Con questo articolo speriamo di avervi dato una panoramica, sintetica ma esaustiva, della line-up Ricable dei cavi di potenza. I contenuti per gli approfondimenti, però, sono davvero tanti, dunque vi rimandiamo alla pagina dedicata a questa tipologia di cavi per dare uno sguardo complessivo e, eventualmente, approfondire ciascun cavo visitando la relativa pagina prodotto.

Recensione Marco 2 1

Recensione #16 – Cavi Primus Signal e Primus Speaker – Ricable Review

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Il mio Ricable

Marco C.

Sorgenti: Cocktail Audio X45

Amplificatore: AMC 2100 MKII

Diffusori acustici: Indiana Line Arbour 5.04

Altro: No

La seguente recensione dei cavi Primus Signal e Primus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Stavo allestendo una catena di buon livello con dei diffusori che possiedo da tempo e che conosco bene. Ho valutato di non sostituirli ora per apprezzare il nuovo livello dell’amplificatore e della sorgente. Inizialmente ho lasciato invariati anche i cavi che avevo costruito anni fa. Il nuovo impianto mi ha molto soddisfatto pur rendendomi conto che il punto debole erano appunto i cavi di potenza (in particolare) e di segnale. Da qui la decisione di un upgrade. Ho fatto diverse ricerche e sia come recensioni scritte che video ho sentito parlare bene della Ricable. A questo punto ho deciso di acquistare i due prodotti.

Recensione Marco 2 2
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

I prodotti si presentano rifiniti molto bene con banane di elevata qualità. Le guaine molto morbide proteggono adeguatamente il cavo vero e proprio e la sensazione che il tutto sia costruito con un’elevata cura per i dettagli è tangibile. Anche la confezione dei cavi conferma la stessa sensazione. Non da ultimo sono arrivati dopo due giorni dall’ordine. Non è fondamentale, ma anche questo conferma la sensazione di cura anche del cliente oltre che del prodotto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Prima di collegare i cavi ho ascoltato la mia playlist di test che uso per testare elettroniche, amplificatori e diffusori per imprimere nella memoria il prima. Björk, Soulsavers, Trentemøller, Manu Chao, Led Zeppelin, Sia e altri hanno suonato per circa un’ora. Poi ho collegato i nuovi cavi e ho ripetuto l’ascolto della stessa playlist.

Recensione Marco 2
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Il cambiamento è stato radicale. Le canzoni ascoltate provengono da Qobuz con qualità audio almeno pari al CD e in diversi casi in alta risoluzione. Il livello di dettaglio e la precisone riscontrata in alcuni casi mi hanno fatto pensare di non ascoltare la stessa registrazione. Sicuramente i precedenti cavi non erano allo stesso livello, ma la quantità di informazioni musicali che arrivano all’orecchio è enormemente maggiore. Il caso più evidente l’ho riscontrato con Marooned dei Pink Floyd. E sto parlando della serie entry level. Ora mi godrò per un po’ questo buon risultato e poi potrò pensare di cambiare i diffusori.

Le tue conclusioni.

Che dire. I cavi da soli non possono fare i miracoli, ma in una buona catena tecnica possono far rendere al meglio quello che uno ha, e l’esperienza di ascolto, nel mio caso, ne ha beneficiato molto. Consiglio come sempre di partire per gradi in quanto anche la serie base è di ottimo livello. Poi di crescere c’è sempre la possibilità.

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Cosa ti è piaciuto?

– Livello di dettaglio sonoro
– Qualità costruttiva
– Garanzia a vita

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Attilio Ricable Review

Recensione #14 – Cavi Magnus Signal, Magnus Sub, Primus Speaker e Ultimate HDMI – Ricable Review

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Il mio Ricable

Attilio M.

Sorgenti: iMac con applicativo ROON (Qobuz); lettore CD Pioneer

Amplificatore: Denon AVC-X6700H

Diffusori acustici: Sonus Faber Minima Amator

Altro: Sub Audio Pro SubZero; DAC S.M.S.L M400

La seguente recensione dei cavi Magnus Signal, Magnus Sub, Primus Speaker e Ultimate HDMI è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Attilio per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

I cavi Ricable hanno una finitura di alto livello, davvero fatti bene. Risultano molto robusti al tatto ma hanno una flessibilità, eccellenti.

Recensione Attilio Ricable Review
In che modo hai eseguito i test per riscontrare differenze?

La parte audio del mio impianto si compone di un Denon AVC-X6700H, casse Sonus Faber Minima Amator, subwoofer Audio Pro SubZero, DAC S.M.S.L M400, iMac con applicativo ROON (Qobuz), lettore CD Pioneer 96 kHz. La prova per apprezzare le differenze di ascolto è stata fatta collegando e scollegando i miei vecchi cavi commerciali e ascoltando gli stessi brani più volte.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Per valutare le qualità audio di questi cavi ho ascoltato pezzi di Golden Duck Orchestra, Supertramp, Pink Floyd e Morrissey. La differenza, e anche notevole, si è apprezzata subito. Pur non avendo ancora terminato un adeguato periodo di rodaggio, il suono risulta molto pulito e trasparente su tutta la gamma di frequenze, specialmente quelle più alte. Eccellenti cavi.

Eventuali differenze rispetto ai cavi di riferimento.
Ne hai riscontrate?

Direi che le differenze con i miei vecchi cavi si sono palesate fin dalla prima nota. Suono pulito e trasparente con una eccellente dinamica.

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Cosa ti è piaciuto?

– Eccellente fattura
– Morbidezza
– Suono pulito e dinamico

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Guido Magnus Speaker

Recensione #13 – Cavo Magnus Speaker – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Guido P.

Sorgenti: Giradischi Pro-Ject Debut Carbon Esprit; lettore CD Marantz CD6006

Amplificatore: Preamplificatore Advance Acoustic Smart X-P500; Finale Advance Acoustic X-A160

Diffusori acustici: Klipsch RP-6000F

Altro: No

La seguente recensione del cavo Magnus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Guido per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Ero alla ricerca di un cavo che migliorasse il suono del mio impianto, che potesse togliere quella sensazione di affaticamento all’ascolto. Sono partito usando del semplice cavetto di rame per poi passare a un cavo della Dynaudio, comprato assolutamente a caso, ma il risultato non mi soddisfaceva minimamente. È così cominciata la mia ricerca di una soluzione frequentando e leggendo diversi forum e recensioni. Cercavo un cavo che, pur non costando una follia, potesse in rapporto qualità/prezzo fare al caso mio e al mio impianto.

Recensione Guido Magnus Speaker
Magnus Speaker
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Fin dalla confezione, si capisce che il prodotto è curato nei minimi particolari. Ho trovato, pur essendo il cavo di un certo spessore, assolutamente non rigido. I connettori a banana e le guaine sono perfette, soprattutto le guaine sono terminate con precisione. Al primo inserimento delle banane nei connettori ho trovato qualche difficoltà, ma ciò garantisce un contatto ottimale.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ascolto prevalentemente musica rock e blues e non ho fatto altro che ascoltare brani da me conosciuti molto bene, sia su supporto in vinile che su CD, con i precedenti cavi. La prova è durata circa tre settimane dato che avevo letto che anche i cavi hanno bisogno di un periodo di rodaggio.

Magnus Speaker
Recensione Guido Magnus Speaker
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

L’impressione di ascolto, dopo tre settimane, per quanto mi riguarda non può che essere che positiva. Non sono un audiofilo puro, mi si passi il termine, ma ero alla ricerca di un cavo che migliorasse il suono a volte troppo affaticante dei cavi provati in precedenza. Volevo un cavo che equilibrasse ed esaltasse maggiormente le frequenze, senza soffocarle, e credo di averlo trovato in questo Magnus. Sono pienamente soddisfatto, ritengo che il mio impianto sia migliorato del 30%, il che non è poco. Frequenze basse più arrotondate e più dettaglio in quelle medio-alte.

Le tue conclusioni.

Per concludere mi ritengo pienamente soddisfatto dell’acquisto. Li consiglierei? Sì. Ma tengo a sottolineare che il risultato finale è soggetto a molte varianti, al tipo di impianto, alla stanza di ascolto e, per ultimo, ma non meno importante, al gusto personale. Il rapporto qualità-prezzo credo che ci sia tutto, anche se è ovvio che i soldi spesi non siano pochi.

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Cosa ti è piaciuto?

– Ottima performance
– Costruzione impeccabile

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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Recensione Lorenzo Primus Signal Speaker

Recensione #12 – Cavi Primus Signal e Primus Speaker – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Lorenzo F.

Sorgenti: Lettore CD Musical Fidelity M3scd

Amplificatore: Musical Fidelity M5si

Diffusori acustici: Focal Chora 826

Altro: iFi Zen Blue

La seguente recensione dei cavi Primus Signal e Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Lorenzo per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Ho deciso di rinnovare tutto il mio impianto Hi-Fi. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, e di migliorare la qualità. Anche gli accessori. Per me molte cose sono nuove. Poi qualcuno mi accenna ai cavi. Parliamone. Ma in negozio la conoscenza è poca. Ne so di più accedendo a internet, e confrontandomi sui social. Tante marche e modelli ma mi ha colpito Ricable, per le immagini dei suoi prodotti e perché è una ditta italiana. Buono anche il supporto online.

Recensione Lorenzo Primus Signal Speaker
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Molto veloci nel gestire ordine e spedizione. Bella la confezione e apprezzata la cura del confezionamento. Mi sento di poter dire che c’è attenzione per l’ambiente, nella scelta dei materiali per l’imballaggio. Belli e curati i cavi. Mi piacciono le guaine protettive, e non sono da meno i connettori con il logo della fabbrica di colore rosso e nero per distinguere la polarità.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Questa è la parte più difficile. Ho ascoltato più volte gli stessi brani, sia dal lettore CD che tramite Bluetooth, scambiando diverse volte i cavi. Ho tratto le mie conclusioni. Per avere certezze, ho coinvolto nei test, a sua insaputa, un familiare. Ebbene siamo giunti alle stesse conclusioni, e questo mi fa molto piacere.

Recensione Lorenzo Primus Signal Speaker
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Partendo dal fatto che avevo cavi da supermercato, per i Primus Signal non è stato difficile. Ho spolverato diversi CD: Queen, Sting, Tracy Chapman, Fabrizio De André e un po’ di musica classica. Poi tramite Bluetooth ho attinto dalla musica liquida, cercando versioni live. A seconda dei vari brani, ho cercato di concentrarmi sulle voci e sugli strumenti. Ho notato senza troppa fatica una miglior qualità audio e un suono più pulito. Per i cavi Primus Speaker, che hanno sostituito normali cavi in rame OFC, dopo le prima ore di rodaggio (pratica che non tutti condividono), è risultata evidente l’esaltazione delle voci e una riduzione dei medio-alti. L’ effetto si è attenuato, risultando più piacevole, sollevando i cavi da terra. Piacevole scoprire nuovi piccoli dettagli, dai miei brani, che prima non percepivo.

Le tue conclusioni.

Ho fatto un buon acquisto? Certo che sì. Potevo spendere di più prendendo la serie Magnus? Certamente. Mai dire mai. A chi mi ha detto di “non spendere soldi in stupidi cavi”, beh, mi spiace: vi sbagliavate. Volevo più qualità, ecco. È una buona esperienza. Mi ha dato una piacevole sensazione. Sono soddisfatto. Consiglio questi cavi come primo passo per un buon ascolto.

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Cosa ti è piaciuto?

– Rapporto qualità/prezzo


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Cosa miglioreresti?

– Nulla da segnalare


Ricable Review Andrea

Recensione #8 – Cavo Dedalus Speaker – Ricable Review

Icona Ricable Review
Il mio Ricable

Andrea G.

Sorgenti: Lettore CD Teac Z-5000; giradischi Technics SL-1200 MKII

Amplificatore: MastersounD BoX

Diffusori acustici: Harbeth HL-P3ESR SE

Altro: Niente

La seguente recensione del cavo Dedalus Speaker è il frutto dell’iniziativa “Ricable Review”. Ricable Review è il programma ideato da Ricable, nato per raccogliere feedback dagli audiofili, al fine di portare a un continuo miglioramento dei prodotti presenti nel catalogo. Ultimo ma non meno importante, coloro che aderiscono al programma ricevono a casa un attestato, con lo scopo di attestare come il cliente sia entrato a tutti gli effetti a fare parte della “famiglia Ricable”.
Il seguente Feedback è stato realizzato sulla base di un questionario predefinito a cui l’utente ha restituito le proprie impressioni, in maniera completamente libera. Ringraziamo Andrea per il tempo che ci ha dedicato.

Cosa ti ha fatto scegliere Ricable?

Da tempo cercavo di migliorare parte della mia componentistica, tra cui i cavi di potenza; venivo da dei cavi base della Transparent (venduti a metraggio) non male ma cercavo qualcosa in più. Cercando in rete mi sono imbattuto nei Ricable; per diverso tempo sono stato incerto tra questa ditta e un altro marchio molto pubblicizzato nei vari forum; il sito, le poche ma buone recensioni, il Made in Italy e un certo non so che mi hanno fatto propendere per i Ricable. In realtà ero orientato per Magnus, mi parevano più proporzionati al valore commerciale del mio impianto, poi una buona occasione nell’usato… e ho preso i Dedalus.

Ricable Review Andrea
speaker dedalus
Cosa pensi della costruzione
e dell’estetica
del prodotto?

Appena aperta la scatola di cartone comune che conteneva la confezione dei Dedalus sono rimasto sinceramente sorpreso e meravigliato. Il packaging è degno di prodotti da gioielleria! La prima impressione al tatto dei cavi è stato di oggetti solidi, ben rifiniti e costruiti con cura… danno un piacevole senso di affidabilità. Certamente non sono cavi facili da nascondere, sia per le dimensioni sia per il colore piuttosto sgargiante, ma questo è un aspetto squisitamente estetico che in alcuni casi potrebbe essere considerato un pregio.
Ho apprezzato anche il dettaglio delle fascette a strappo per tenere i cavi, rigorosamente marchiate con il logo Ricable. Pur avendo acquistato dei cavi usati, la sensazione è stata di trovarsi di fronte a un prodotto nuovo, sia per l’imballaggio che per le condizioni del contenuto.

Come hai svolto le prove? Quali brani hai utilizzato per mettere alla prova il cavo?

Ho inserito i nuovi cavi e ho iniziato ad ascoltare una serie di brani che conosco particolarmente bene, dal pop-rock al jazz alla classica; questi ultimi due sono i generi che ascolto per la maggiore. Non ho eseguito prove di confronto con i miei vecchi cavi, li conoscevo piuttosto bene e la differenze è stata immediata e talmente netta che non ho sentito il bisogno di ulteriori confronti.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi
Ricable Review Andrea
Quali sono state le tue
impressioni di ascolto?

Fin dalle prime battute è stata evidente una serie di differenze, in meglio, rispetto alla mia precedente dotazione. I Dedalus portavano fuori dai miei diffusori una gamma bassa più articolata e controllata, producendo la percezione di una maggiore importanza delle frequenze basse, e una loro maggiore intellegibilità.
Anche sulle frequenze più alte vi è stato un miglioramento netto, ad esempio i piatti della batteria o il charleston sono risultati più limpidi, vividi e risonanti nella stanza d’ascolto, come in sospensione aerea, con un suono, soprattutto al passaggio delle spazzole, passatemi il termine, “dorato”. Il dettaglio in generale è molto migliorato, un piccolo aneddoto: durante l’ascolto di Blue in Green (in Kind of Blue, Miles Davis), verso la fine del brano, mi sono accorto, per la prima volta, che il contrabbasso fa le ultime battute suonato con l’archetto! Che dire, forse non ero mai stato così attento all’ascolto, ma l’effetto di sorpresa e stupore di aver scorto un suono “nuovo” in un pezzo sentito più e più volte mi ha fatto innamorare dei Dedalus.

Le tue conclusioni.

Concludendo, posso dire che tutta la gamma sonora è migliorata; in generale la sensazione è che ci sia stato un arricchimento delle armoniche e quindi un suono più coinvolgente, caldo e presente. Dopo ciò che ho scritto, non posso che consigliare questi cavi; a me, con il mio impianto, hanno portato miglioramenti che francamente non avrei creduto, ovviamente parliamo di sfumature, ma talmente evidenti che ritengo speso bene fino all’ultimo centesimo. Data la buona esperienza che ho avuto, sto progettando di acquistare anche i cavi di segnale per il mio lettore CD. Ricable mi ha reso gli ascolti più felici!

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Cosa ti è piaciuto?

– Resa sonora
– Cura costruttiva
– Rapporto qualità/prezzo

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Cosa miglioreresti?

– Una non sempre facile manovrabilità dei cavi


everest

Il signor Zanetti prova Invictus Speaker Reference

Dopo un periodo di silenzio troppo lungo, tornano le peripezie del nostro cliente più esuberante: il signor Zanetti. Lo avevamo lasciato nel bel mezzo di un test tecnico e scientifico con protagonisti, chiaramente, i nostri prodotti, in particolare quelli della serie Dedalus e Invictus. Oggi ritorna sulle pagine digitali del nostro sito mettendo alla prova il nuovo Invictus Speaker Reference. Buona lettura!

La riconquista dell'Everest

Dunque, come tutte le storie, anche questa ha un inizio. È dall’inverno scorso che mr. Sergio rimuginava qualcosa: aveva visto un particolare polimero isolante. Questo ci disse durante una nostra visita, quando con il mio collega Alessandro passammo per curiosare qua e là tra le varie bobine di cavi disposti ordinatamente nel magazzino. Mr. Sergio ci rivelò che avrebbe voluto migliorare il suo cavo di potenza top (quello blu) implementandolo tra l’altro, proprio tra l’altro, con questo particolare polimero isolante. Altro non disse!

Passarono i mesi e verso novembre riandammo a trovare mr. Sergio. Notai nell’ambiente qualcosa di diverso: c’era più gente. Sì, siccome la qualità paga, il nostro imprenditore aveva dovuto assumere altre due persone, fatto notevolmente rilevante in questo periodo di crisi epocale. Aveva preparato un prototipo di questo nuovo cavo di potenza e l’aveva rifinito personalmente. A prima vista sembrava uguale al precedente; avrebbe voluto farlo ascoltare a qualcuno munito di un impianto di un certo livello. Ciò sentito, il mio collega Alessandro si impossessò immediatamente del prototipo affermando entusiasticamente che l’avrebbe provato lui.

Dopo pochi giorni, Alessandro comunicò a mr. Sergio che il cavo era eccezionalmente buono e superiore al precedente. Ho dovuto aspettare circa un mese prima che cominciasse la produzione; sembra che questo cavo non sia troppo facile da costruire. Ero curioso di provarlo poiché ultimamente ho ristrutturato il mio impianto. Attualmente posseggo un integrato nuovissimo Yamaha A-S3200 (25 kg di tecnologia top) e un lettore tuttofare Technics “Grand Class” SL-G700.

Del lettore Technics ho apprezzato l’impegno costruttivo: esso infatti adotta due convertitori multipli AK4497EQ (uno per canale) della giapponese Asahi Kasei. Sono convertitori che vengono impiegati anche in apparecchiature dal costo triplo e anche più!

Yamaha A-S3200 Zanetti

Predo dunque questo nuovo cavo e mi accingo all’ascolto. Prima però guardo cosa è indicato nelle caratteristiche. I dati sono leggermente migliorati: i fili interni sono aumentati da 970 a 1038, la capacità e la resistenza sono diminuite. Il diametro esterno è aumentato di 2 mm, la sezione conduttori (qui la cosa si fa più interessante) è aumentata di 0,5 mm. «Uhm», anche la schermatura esterna è migliorata. Ora è di rame 7N. «Ah!», c’è anche un doppio dielettrico. Vedremo. Guardando le nuove caratteristiche non sembrerebbe così diverso, ma Alessandro è rimasto vivamente impressionato.

Tiro fuori tutti i miei SACD di riferimento e metto da parte i miei file di “musica liquida”. Debbo prima dire che a causa di un irrefrenabile infatuazione audiofila ho comperato da mr. Sergio e quindi posseggo: tre cavi di alimentazione Invictus e due cavi di segnale bilanciati sempre Invictus, che sono serviti per effettuare la prova d’ascolto di questo Invictus Speaker Reference.

Bene, comincio con un “vecchio” SACD Telarc del 1999. Si intitola: Stir It Up, la musica è di Bob Marley ed è interpretata da una piccola band con Monty Alexander. Il ritmo è incalzante e continuo, la band non perde un colpo. Impossibile addormentarsi, il disco è godibilissimo. Il messaggio sonoro è pieno e potente ma c’è qualcosa che mi stupisce. Non ho mai sentito gli accordi di chitarra così chiaramente: quando entra il trombone di Steve Turre faccio un salto dalla poltrona! «Uhm», forse ho fame, sarà meglio che riprenda dopo.

Invictus Speaker Reference

Provo con un altro SACD: un Telarc del 2004. Il titolo è tremendamente impegnativo: The Best of Play Bach. Questo fenomeno (veramente!) di Jacques Loussier interpreta al pianoforte opere di J. S. Bach con basso e batteria. L’impossibile è riuscito! L’esecuzione è trascendentale nella Pastorale in Do Minore. Il basso è micidiale e mi prende allo stomaco, lasciandomi stupefatto! Qualcosa non quadra! Ora telefono ad Alessandro e vado a sentire a casa sua. Arrivo e dico: «Ma hai sentito che roba?». Alessandro non risponde, mette un disco nero sul giradischi che impropriamente si chiama “vinile”, ma dovrebbe chiamarsi “cloruro di polivinile”. Sorvoliamo. Il fonorivelatore (testina) è MC (moving coil), con sensibilità maggiore di un MM (moving magnet).

Egli alza il volume del suo McIntosh al massimo: «Incredibile! Dalle casse non esce alcun rumore! Ma che diavolo ha combinato il Sergio?». «Non lo so» mi risponde Alessandro e continua: «Qualche diavoleria l’ha combinata di sicuro». Torno a casa un po’ frastornato, riproviamo domani, per oggi basta!

Oggi voglio partire con pezzi da novanta. Scelgo un pezzo per pianoforte solo, in DSD256, la pianista è giapponese: Ikumi Ogasawara, il titolo del “disco” è Tears of Joy. Scelgo il brano Whale Lullaby (ninna nanna per la balena)*. Il brano è struggente, di una bellezza unica. La sorpresa è che non mi trovo in prima fila nell’immaginario teatro, ma sono al posto della pianista! Sono circondato e immerso nelle note! Sensazione mai provata.

Continuo con più pezzi per clavicembalo solo e virginale dal titolo: Parthenia, interprete Catalina Vicens. Io ho sentito qualche concerto di musica barocca, come si dice, dal vivo, ma qui siamo fuori da ogni schema! Sembra, scusate l’iperbole, che il dio Eolo soffi le note direttamente sul mio corpo. Roba da non credersi! Il cavo glielo compro di sicuro! Vado avanti comunque negli ascolti. Provo ancora un altro DSD256. Paganini: O mamma, mamma cara. La violinista che ora suona la viola mi impazzire con i suoi fraseggi spericolati! Anche qui la viola ti arriva sul naso.

Bene, ora cerco di pensare a quale artificio sarà ricorso mr. Sergio. Più d’uno sicuro. Il fatto inconfutabile è che questo cavo riduce secondo il mio orecchio il rumore elettronico di circa 20 dB. Un risultato notevole, forse più che notevole. Ritengo, sempre in base alla mia esperienza piuttosto lunga, che un cavo del genere, se venduto da case americane famosissime, non costerebbe meno di 7 o 8.000 EURUCCI europei. Meditate, gente, meditate!

Salutoni, L. R. Zanetti.

* La Ogasawara ha scritto questa musica per protesta contro la indiscriminata caccia alle balene perpetrata dai giapponesi.

Non ci resta che ringraziare, come al solito, il signor Zanetti per la prova di Invictus Speaker Reference e le sue testimonianze sempre così appassionate, colorate e divertenti da leggere. Se volete saperne ancora di più su Invictus Speaker Reference, non ci resta che rimandarvi alla pagina prodotto aggiornata, raggiungibile cliccando il bottone sottostante.

Da dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi

L’idea di ricablare il proprio impianto Hi-Fi potrebbe venire da più parti. Possiamo essere dei neofiti che per la prima volta si stanno concedendo alla musica in alta fedeltà. In questo caso sarebbe più corretto parlare di cablaggio, allora, piuttosto che di ricablaggio. Possiamo essere degli audiofili di vecchio corso che, dopo avere messo da parte per qualche tempo la loro passione, ora la stanno recuperando e vogliono tornare a mettere mano alle proprie elettroniche. Possiamo anche essere appassionati che hanno deciso di offrire un supporto finalmente adeguato alle componenti del proprio impianto, andando oltre i cavi che troviamo nella grande distribuzione organizzata. Senza esagerare; la parola chiave, come avevamo già avuto occasione di ribadire, è “equilibrio”. Ma la domanda a cui vogliamo rispondere oggi è: da dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi?

Quale cavo Hi-Fi cambiare per primo?

Le indicazioni seguenti a proposito di dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi valgono nel momento in cui l’impianto è dotato di un cablaggio di livello similare in ogni collegamento. Il discorso cambia se avete già provveduto ad acquistare qualche cavo di discreta qualità. In questo caso, infatti, la priorità di intervento andrebbe senza dubbio su quelli che sono i punti deboli, se è vero che è l’anello più debole di una catena a misurarne la forza. Detto ciò, il primo cavo Hi-Fi da sostituire idealmente non esiste, nel senso che la soluzione migliore sarebbe cambiarli tutti contemporaneamente. Questo garantirebbe anche la continuità di filosofia tecnica e costruttiva in ogni connessione tra ciascuna elettronica. Più facile a dirsi che a farsi, però. Per questioni di budget o anche per la scelta di cambiare un pezzo per volta per coglierne le differenze, questo, la maggior parte delle volte, non è possibile.

Catena

Venendo dunque a compromessi, dovremo prendere il toro per le corna e decidere da quale cavo partire per ricablare il nostro impianto Hi-Fi. Chiaramente essendo consci che si tratta sempre un punto di partenza e non bisogna mai accontentarsi di una singola miglioria. Immaginiamo di dovere riasfaltare dieci chilometri di una strada. A dire il vero, non cambierà poi tantissimo se decideremo di asfaltare il percorso cominciando dalla fine, oppure se sceglieremo di asfaltare prima il quarto chilometro, poi il settimo, passando per il primo e proseguendo in maniera casuale. Può darsi che ci metteremo un po’ di tempo in più, ma il risultato finale sarà sostanzialmente lo stesso. Per una questione di direzionalità del segnale, oltre che, forse, di ordine mentale, sarebbe comunque preferibile partire “dall’inizio”. Il primo cavo Hi-Fi che vi consigliamo di cambiare, in ordine di importanza, è proprio quello di segnale. Stiamo dopotutto parlando del cavo che si occupa di trasferire il segnale dalla sorgente all’amplificatore nella maggior parte degli impianti, dunque di importanza centrale.

dedalus signal

Come continuare a cablare l'impianto Hi-Fi

Il secondo step che vi consigliamo è la sostituzione del cavo di potenza. Tutti le connessioni sono importanti, specie per non creare colli di bottiglia in quello che è il viaggio dalla presa della corrente alla trasformazione in suono percepito dall’orecchio. Ci sentiamo però di dire che, forse, alcuni cavi hanno un ruolo un po’ più dominante. Lo abbiamo scritto per il cavo di segnale, ora lo ribadiamo per quello di potenza. Si tratta del cavo che porta il segnale ormai amplificato alle componenti che ne effettueranno, e a cui spetta, la diffusione. È l’ultimo passaggio prima di arrivare al nostro orecchio.

Cambiare i cavi di alimentazione

Arriviamo ora agli ultimi cavi tra quelli principali (segnale, potenza, alimentazione) che vi consigliamo di cambiare: i cavi di alimentazione. Forse perché questi non sono importanti? Assolutamente no. Li indichiamo come quelli sull’ultimo gradino del podio nel cablaggio dell’impianto Hi-Fi per due motivi: perché sono tanti rispetto e perché non intervengono direttamente sul segnale, ma sull’alimentazione delle elettroniche. La stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi ha un cavo di segnale, uno di potenza e almeno un paio di alimentazione. Più si sale di livello, più la catena Hi-Fi presenta elettroniche con funzionalità separate al suo interno. Questo vuol dire che il numero di cavi di alimentazione di cui avremo bisogno, sarà sempre maggiore. Non esattamente il punto di partenza migliore nel momento in cui stiamo ragionando su dove cominciare a cambiare i cavi Hi-Fi. A tal proposito, il primo cavo di alimentazione che consigliamo di cambiare è quello del finale di potenza, che sia integrato o meno. Niente sarà come provare a fare test empirici, comunque: “fate girare” il cavo cavo di alimentazione che avete acquistato e constatate con le vostre orecchie dove i benefici apportati saranno più evidenti.

Conclusione e importanti precisazioni

L’alta fedeltà è una passione che non annoia mai, tra gli altri motivi, per le infinite possibilità. In termini di elettroniche, ma anche in termini di configurazione dell’impianto, ad esempio. Abbiamo già affrontato il discorso sul numero di variabili in questo senso. Poi subentrano i gusti personali, i brani… chi più ne ha, più ne metta. Anche quando si parla di dove cominciare a cablare l’impianto Hi-Fi, il discorso non si arena a questo articolo. Alcuni clienti ci hanno raccontato di avere ricablato l’impianto elettrico, così come i cavi all’interno delle casse, con risultati sorprendenti. Il contenuto di oggi è un ottimo punto di partenza che esaudirà la richiesta di tutti coloro che hanno un impianto Hi-Fi validissimo, anche se senza pretese esoteriche. Non ci resta allora che consigliarvi di dare uno sguardo al nostro catalogo, per capire da dove iniziare a limare verso l’alto le vostre connessioni!

diffusori black white

Come scegliere il cavo Hi-Fi migliore: le serie Ricable

La funzionalità di un cavo, anche in un contesto particolare come l’Hi-Fi, è sotto gli occhi di tutti. Un cavo collega le elettroniche tra loro, e lo fa meglio o peggio in base alla qualità dei materiali, della costruzione e di tanti altri aspetti. Che sia di alimentazione, di potenza oppure di segnale, con un valido supporto che le collega, le elettroniche del nostro impianto Hi-Fi funzioneranno esse stesse meglio che non con un cavo scadente o standard. Una precisazione che abbiamo fatto in più di un nostro articolo (repetita iuvant): un cavo Hi-Fi non migliorerà mai il suono emesso dal vostro impianto. Tutto quello che farà, sarà deteriorarlo il meno possibile – che comunque non è poco, anzi, tanto è vero che è importante scegliere il cavo Hi-Fi migliore per le proprie specifiche elettroniche. I cavi Ricable, sotto questo profilo, nascono proprio per restituire all’ascoltatore la massima neutralità possibile.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi migliore

Immaginate di avere speso un occhio della testa per avere un amplificatore e dei diffusori acustici di livello, per poi avere un collegamento tra questi che compromette la qualità del suono. Sarebbe stato meglio fare trentuno al posto di trenta, no? Un audiofilo sa bene che la scelta di un’elettronica non è solo frutto di uno sforzo economico, ma anche di tempo, se consideriamo quanto ci vuole per documentarci ed effettuare i relativi test. Allora ecco che a farla da padrona spunta una caratteristica spesso sottovalutata: l’equilibrio.

Parliamoci chiaro: deve ancora venire il giorno in cui consiglieremo un nostro cavo top di gamma a un audiofilo che possiede un impianto Hi-Fi che rientri nella norma. Un cavo eccezionale in un impianto discreto non produrrebbe alcun danno, ci mancherebbe altro; ma lo stesso impianto non sarebbe probabilmente così rilevatore da farvi cogliere differenze rispetto a un supporto meno performante, per quanto comunque buono. Il contrario, invece, potrebbe essere ben più deleterio – ed è quello che stavamo dicendo. Un cavo scadente in un impianto Hi-Fi di tutto rispetto demolirà tutti gli sforzi che abbiamo fatto per allestirlo.

Parola chiave: equilibrio. Quanto spendere per i cavi Hi-Fi?

L’equilibrio, dunque, riveste davvero un ruolo chiave. Forse anche più dell’importo speso per assemblare tutto il nostro impianto Hi-Fi, tra cavi ed elettroniche. Immaginate una macchina da corsa con un motore superbo e un telaio assolutamente poco aerodinamico. O, sempre per rimanere in tema Alta Fedeltà, un impianto con un amplificatore pregevole e diffusori di scarsa qualità. Tanta fatica per niente.

Per quanto riguarda i cavi Hi-Fi, il discorso è lo stesso. Non è ottimale avere ottimi cavi di potenza e pessimi cavi di segnale, ad esempio, così come è importante che il valore dell’impianto vada di pari passo con quello dei cavi utilizzati per lo stesso. Si tratta di una regola non scritta e che dunque va presa con le pinze quella che stiamo per scrivere, ma un buon rapporto di costi tra cavo ed elettroniche dovrebbe essere del 10-15% del valore di listino. Ad esempio: un amplificatore da 1.000 euro dovrebbe presentare cablaggi del valore di 100-150 euro. Ci teniamo a precisare ancora una volta che a riferimento va preso il prezzo di listino, nel senso che se andiamo sull’usato e compriamo un amplificatore a 1.000 euro il cui valore originale era però 5.000 euro, la spesa da destinare ai cavi sarà comunque di 500-750 euro.

Quattro serie di cavi Hi-Fi, per ogni portafoglio

Tenendo conto di tutte queste considerazioni, la produzione di cablaggi Ricable si divide in quattro serie differenti, così da venire incontro a qualsiasi esigenza sia qualitativa che economica. Le quattro serie di cavi Hi-Fi Ricable, fatta eccezione per i cavi HDMI, sono le seguenti:

  • Primus per impianti Entry Level (tutti gli apparecchi Hi-Fi dovrebbero avere almeno un cablaggio Primus)
  • Magnus per impianti Hi-Fi di alto livello
  • Dedalus per impianti Hi-End
  • Invictus per impianti Hi-End di alto livello

Ripetiamo qui un concetto già espresso: non è un male cablare con un livello di cavo superiore la propria elettronica, perché alcune variabili non sono calcolabili con i numeri, ma potrebbe essere che con un livello inferiore di prodotto si ottenga il medesimo risultato, perché l’elettronica stessa, in quel caso, più di così non può rivelare.

Equilibrio e sinergia dei cavi Hi-Fi

Un certo equilibrio deve essere preservato non solo nel rapporto tra cavi ed elettroniche, ma anche tra i cavi Hi-Fi stessi. La prima cosa che ci sentiamo di consigliare è un livellamento del cablaggio. Piuttosto che prendere un ottimo cavo di segnale e uno scadente di potenza, è meglio averli entrambi di livello medio. La cosa migliore sarebbe avere un cablaggio più uniformato possibile, con la stessa serie e marca per tutti i collegamenti. Da qualche parte si dovrà pur cominciare; a questo proposito, per scegliere il cavo Hi-Fi migliore, vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro catalogo, comprendente l’intera offerta Ricable.

Misura Lunghezza

La lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza

Quale deve essere la lunghezza dei cavi Hi-Fi di potenza? Banalmente: quella che serve. Prima di effettuare un acquisto in questo senso, dunque, misurate tramite una corda o un filo quale è la vostra reale necessità in termini di lunghezza del cavo speaker. Grazie al fatto di produrre i nostri cavi a mano e in Italia, possiamo seguire le vostre indicazioni al centimetro. Nel caso ne acquistiate uno troppo lungo, questo risulterebbe antiestetico e, ancor peggio, finirebbe con l’arrotolarsi; nel caso, invece, fosse troppo corto… ce ne sarebbe da comprare un altro. Oppure dovreste cambiare il posizionamento delle vostre elettroniche, magari ottimizzato nel corso di innumerevoli test. Ci sono alcune indicazioni da seguire e alcune cose da sapere prima di prendere qualsiasi decisione.

I cavi di potenza nell'impianto Hi-Fi

La premessa a qualsiasi discorso a proposito della lunghezza dei cavi di potenza in Hi-Fi è che spesso non si tratta solo di valori estetici o pertinenti al singolo cavo. Ogni impianto è composto da una serie di elementi, più o meno numerosi, che sono chiamati a fare gioco di squadra. Da una parte ci sono le elettroniche, che emettono campi magnetici, rumore e vibrazioni, dall’altra ci sono i cavi, portatori di disturbi nel caso in cui non siano ben schermati. Il più delle volte elettroniche e cavi si trovano, inoltre, in spazi piuttosto contenuti.

dedalus speaker cavo potenza hi-fi

Questa sinergia porta sì al suono che nutre la nostra passione per la musica e per l’alta fedeltà, ma allo stesso tempo presenta controindicazioni da monitorare: le interferenze. Un cavo di qualità ben schermato, come quelli Ricable, non si limita a bloccare le interferenze provenienti dall’esterno, ma fa lo stesso con quelle che provengono dall’interno. Così da non influenzare “i compagni di squadra” negativamente. Qualche audiofilo sostiene che i benefici di non avere le elettroniche troppo vicine ai diffusori saranno sempre superiori agli svantaggi di avere cavi di potenza molto lunghi, ad esempio. Detto questo, quando si pianifica l’assetto del proprio impianto Hi-Fi, è bene tenere presente che il passaggio dei cavi di potenza non sia parallelo ad altri, soprattutto a quelli di alimentazione. Se proprio dovessimo incrociarli, sarebbe il caso di farli passare perpendicolarmente. Avere un cavo su misura, in questo senso, può facilitarci non poco la vita.

Ma veniamo al dunque. Maggiore è la lunghezza, maggiore è la resistenza. Partendo da questo insindacabile presupposto di elettronica, deduciamo che più un cavo è corto, meglio è. Sempre. Questo è quello che non è soggetto a obiezioni in un contesto accademico. Venendo però al mondo reale, possiamo stimare che prima che la lunghezza di un cavo peggiori (in maniera sensibile all’orecchio umano) il suono, dobbiamo raggiungere la lunghezza di 15 m. Spesso, dunque, non ci sono problemi. Va detto che in questo caso entra in gioco però anche la qualità dell’impianto complessivo. Un impianto Hi-Fi di altissimo livello, estremamente rivelatore, potrebbe essere influenzato dalla lunghezza del cavo anche a distanze inferiori; un impianto entry level, invece, avrà il “vantaggio” – molto tra virgolette – di essere meno soggetto a questo tipo di variazioni.

Invictus Speaker cavo potenza Hi-Fi

Lunghezza diversa dei cavi Hi-Fi di potenza

Il discorso relativo alla lunghezza dei cavi Hi-Fi applicato ai cavi di potenza è interessante per un altro motivo. I cavi speaker hanno la particolarità di partire, salvo bi-amping, dallo stesso apparecchio, e poi terminare a metri di distanza, quando i cavi speaker vengono collegati ai rispettivi diffusori. Di solito, ed è la soluzione migliore, la lunghezza dei cavi che vanno ai due diffusori, è identica. Capita però che alcuni audiofili, per esigenze relative all’ambiente d’ascolto, si trovino a dovere disporre i propri diffusori in maniera asimmetrica.

Da svariati test è emerso come, in realtà, una differenza massima del 40% tra un cavo di potenza e l’altro non comporti, in realtà, differenze tangibili per il nostro udito. Un cavo di 10 m e uno di 7 m vanno bene, ad esempio; così come uno di 6 m e l’altro di 4 m. Andando oltre questa differenza di lunghezza, i diffusori cominciano a suonare differentemente in maniera evidente. Bisogna però tornare al discorso di prima: maggiormente il vostro impianto Hi-Fi è rivelatore, più presenterà questo problema in maniera tangibile anche con una differenza ridotta rispetto al 40% di cui si è parlato prima.

Un’eccezione in questo senso è rappresentata da alcuni amplificatori che usano il cavo degli altoparlanti come parte del circuito; in questo caso, le lunghezze dei cavi dovrebbero essere uguali sempre e comunque. In definitiva, nel caso voleste usare cavi dalle lunghezze diverse, sarebbe sempre meglio chiedere un parere aggiuntivo al produttore delle elettroniche. Un’ultima considerazione va fatta quando si parla di Home Cinema. I diffusori acustici pensati per questo scopo sono meno soggetti a presentare differenze di suono quando i cavi di potenza presentano due lunghezze differenti.

Conclusioni

Venendo alle conclusioni. Più il cavo è lungo, più la qualità dello stesso conta. In particolare è bene considerare che più aumenta la lunghezza del cavo Hi-Fi, più sarà da tenere in considerazione la sezione del cavo stesso, che assumerà via via sempre più importanza nel non deteriorare il suono. Ricable si contraddistingue per una produzione di natura artigianale; poiché realizziamo a mano i nostri cavi Hi-Fi, possiamo costruirli esattamente della lunghezza che vi aspettate. Dovete solo compilare il form sottostante.

ponticelli hifi come collegarli

Come collegare i ponticelli e i cavi speaker

Quando compriamo un diffusore sul suo retro avremo, nella maggior parte dei casi, quattro morsetti, in coppie da due, a cui collegare il nostro cavo speaker, supportato da ponticelli di serie. Ma come collegare ponticelli e cavi speaker?

E a cosa servono i doppi morsetti? A collegare il nostro diffusore in bi-amplificazione o in bi-wiring.

Questi modi alternativi di collegamento, quasi sempre a uso e consumo di una ristretta cerchia di appassionati, se non vengono utilizzati, prevedono che i morsetti HF (high frequency) e LF (low frequency) rimangano ponticellati tra di loro. Lo scopo è far lavorare il crossover all’unisono.

Come mai i produttori di casse acustiche, visto lo scarso utilizzo di bi-amping/bi-wiring, producono diffusori con doppi collegamenti? Beh, è difficile dare una risposta precisa, ma si può ipotizzare che sia per offrire un prodotto più versatile e completo. Oppure perché fanno “più scena” e attirano maggiormente l’attenzione degli acquirenti. Certo è che ci sono quasi su tutti i diffusori e di conseguenza vanno capiti e gestiti a dovere, per evitare che un possibile vantaggio diventi uno svantaggio.

Subito dopo avere effettuato l’acquisto delle nostre nuove casse, ci metteremo a montarle e saremo colti da un dubbio. Il cavo speaker che va dall’amplificatore alle casse sarà bene collegarlo alla coppia in basso oppure in alto? Cioè all’ingresso destinato ai bassi o alle alte frequenze? E soprattutto, i ponticelli dati in dotazione dal produttore delle casse saranno adeguati al compito che devono svolgere oppure manderanno in fumo i nostri sforzi per migliorare la qualità dell’audio emesso dall’impianto?

Come collegare i ponticelli. In alto o in basso?

La fondamentale importanza dei ponticelli nasce dal fatto che, con il passare del tempo, i produttori di diffusori hanno deciso di fabbricare casse dotate di due paia di connettori e, dunque, un crossover diviso. Il ponticello si rende necessario per portare il segnale sia alle alte che alle basse frequenze. Ma, in mono-wiring, dove è meglio collegare il proprio cavo speaker? Sotto o sopra? È una domanda che si pongono in tanti e a cui proveremo a dare una risposta.

Qualcuno sostiene che il cavo che parte dall’amplificatore debba raggiungere i morsetti del tweeter (o meglio dei medio-alti) e non quello dei bassi, lasciando agli “spezzoni” o ai ponticelli il compito di portare il segnale ai morsetti del woofer. Le alte frequenze sono la porzione dello spettro audio più delicata e sensibile, anche per via delle basse tensioni in gioco. Sempre secondo queste opinioni, per questa ragione è meglio che il segnale dall’amplificatore raggiunga i morsetti del tweeter senza che siano interposti altri spezzoni di cavo o sbarrette metalliche (in parole povere: si minimizza, in sostanza, la resistenza di contatto).

ponticelli hifi come collegarli
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Altri, invece, credono sia meglio fare il contrario, cioè privilegiare il woofer, ossia il componente che richiedere maggiore potenza. In realtà le differenze sono minime, e solamente di rado cambia veramente qualcosa. Quello che consigliamo è innanzi tutto di accertarvi che il ponticello non faccia da collo di bottiglia nel vostro impianto (vedi sotto come) e successivamente fare dei tentativi in base al proprio orecchio e al proprio impianto per capire se cambia qualcosa.

Non esiste niente di qualitativamente migliore di ciò che più ci piace, anche in base alle nostre suggestioni o abitudini. Si può fare inoltre riferimento alle istruzioni che accompagnano il prodotto. È pur vero che si tratta di una decina di centimetri di cavo e, a meno che la qualità non sia particolarmente bassa, non si pone il problema. Se non fosse che, a volte, i ponticelli di serie sono effettivamente di qualità infima: una piattina di ottone.

Come capire se i ponticelli sono buoni e all'altezza del nostro impianto

Per quanto riguarda i ponticelli, per verificarne la bontà, sarà possibile solo provare a spostare i cavi speaker dai morsetti posti in basso a quelli posti in alto, e viceversa, ma saranno svariate le deduzioni che potremmo trarne. Vediamo allora di fare tutte le ipotesi possibili e trarre tutte le conseguenze immaginabili a proposito del come collegare i ponticelli e i cavi speaker. Ecco l’elenco delle possibilità, presentato in maniera schematica ma esaustiva:

  • spostiamo la posizione dei ponticelli; se il suono cambia, probabilmente i ponticelli fanno da collo di bottiglia e consigliamo di cambiarli per una resa ottimale;
  • se il suono non cambia, forse i ponticelli svolgono in maniera eccellente il proprio lavoro e sono adeguati all’impianto.

Attenzione, però. Nel caso il suono non cambi, si devono considerare anche i seguenti aspetti:

  • se il suono non cambia, può essere che i cavi speaker siano di così basso livello da non riuscire a trasmettere abbastanza dettagli da farci percepire differenze;
  • un’altra ipotesi, se il suono non dovesse cambiare, potrebbe essere che l’impianto non sia sufficientemente rivelatore e il ponticello non agisca in maniera adeguata sul suono.

Fatte le dovute prove, vi trovate nella necessità di sostituire i ponticelli delle vostre casse acustiche. Tenete presente che questi dovrebbero essere di qualità uguale o migliore rispetto ai conduttori che compongono i vostri cavi di potenza – l’ottone non va bene.

Per una scelta senza compromessi, Ricable propone i suoi ponticelli Dedalus e Invictus, con i primi ottimizzati anche per la serie Magnus o altri cavi speaker di minor pregio. Questi sono disponibili nella versione forcella/forcella così come in quella forcella/banana. È inoltre possibile richiedere una lunghezza personalizzata. Per quanto riguarda i cavi speaker, invece, la scelta è più variegata e riprende le quattro, ormai classiche, serie Ricable, ossia Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

L’effetto pelle nei cavi di potenza

Che cos'è e chi lo ha scoperto. Non solo onde elettromagnetiche

Che cos’è l’effetto pelle (skin effect) e perché è così importante per i cavi di potenza? Questo venne spiegato, per la prima volta, nel 1887 da lord Kelvin (all’anagrafe William Thomson), fisico e ingegnere britannico, sviluppatore della scala Kelvin, nonché ingegnere e inventore del telegrafo elettrico, con quest’ultimo che gli assicurò fama e ricchezza.

Con effetto pelle intendiamo la tendenza di una corrente elettrica alternata a distribuirsi dentro un conduttore in modo non uniforme. La sua densità è maggiore sulla superficie e inferiore all’interno. Questo comporta un aumento della resistenza elettrica del conduttore, particolarmente alle alte frequenze. In altre parole, una parte del conduttore non viene utilizzata. Ciò significa maggiore dissipazione di potenza a parità di corrente applicata o una minore corrente a parità di tensione applicata, secondo la legge di Ohm.

Perché è importante per i cavi di potenza

L’effetto pelle è fondamentale perché non influenza solo la corrente elettrica, ma qualsiasi tipo di segnale, incluso quello audio. L’effetto pelle sta a significare, ricapitolando, una diminuzione della densità di flusso della corrente con l’aumentare della distanza dalla superficie verso l’interno.

C’è un certo disaccordo in merito all’effetto pelle e alle sue conseguenza pratiche sulle frequenze audio, cioè se esso causa danni diversi da quello di una semplice perdita di potenza. I problemi sono dovuti al fatto che, ancor prima della perdita di potenza, l’effetto pelle provoca variazioni nei valori di resistenza e induttanza. Questi valori tenderanno a mutare continuamente a seconda della distanza dalla superficie del conduttore. Se la sezione di un cavo sarà troppo grande, l’effetto pelle inciderà anche sulle frequenze audio riprodotte. Le delicate informazioni ad alta frequenza saranno appiattite con un suono ottuso, dai dettagli troncati.

cavi speaker invictus

Le conseguenze dell'effetto pelle

Il cavo “suona” meno alle frequenze alte riprodotte, riducendole. Questo problema è maggiormente percepibile nei cavi di potenza, dove le dimensioni dei conduttori sono maggiori e i tratti di collegamento più lunghi. Nei cavi di segnale è meno influente l’effetto pelle, perché agisce fuori dalla banda audio. Le conseguenze possono essere molteplici, tuttavia le più comuni sono le seguenti:

  1. Acuti scuri e cupi
  2. Bassi gonfi e poco naturali (effetto Loudness)
  3. Perdita di equilibrio tonale
  4. Peggioramento in dinamica
  5. Perdita di tridimensionalità

L’effetto pelle incide sulla qualità dei cavi e su quanto questi intacchino la trasmissione del suono, soprattutto quando si parla di cavi di potenza, che vanno dall’amplificatore alle casse.

Una soluzione possibile è rivestire i fili d’argento. Questo metallo ha, infatti, una resistività minore di quella del rame tuttavia i cavi argentati colorano in modo artificiale il suono che tende ad enfatizzare le frequenze più alte, non restituendo all’ascoltatore un suono neutro.

La soluzione Ricable per l'effetto pelle

Dai nostri test è emerso che aumentando il numero di fili del conduttore, riducendo i grani del rame lavorato, si ottiene una riduzione sostanziale dell’effetto pelle. In altre parole, la tecnologia Ricable sfrutta l’uso di un conduttore singolo sufficientemente piccolo da espellere fuori dalla gamma audio la distorsione udibile indotta dall’effetto pelle.

Anni fa Ricable ha introdotto i conduttori AM-RCC nei cavi di alimentazione con risultati straordinari. Da quel momento la ricerca si è mossa verso un ulteriore miglioramento dei conduttori. Questo si è sviluppato su più punti.

performance marc cooper effetto pelle

Il primo passa per il discorso del conduttore multifilare, con trefoli sottilissimi fino a 0,08 mm nella serie Invictus (e una riduzione sensibile dell’effetto pelle rispetto al monofilare, detto anche solid core). Il secondo punto è costituito da conduttori di grande sezione. Questo permette di avere sempre una maggior superficie conduttiva e una resistenza minore.

La terza caratteristica concepita da Ricable per ridurre l’effetto pelle è data dai connettori RCCP (Ricable Copper Connector Project). Usando il rame al posto dell’ottone nei connettori, si va ad abbattere anche l’effetto pelle nelle terminazioni. Infine, dagli studi effettuati e dall’attività di ricerca, è nato il nuovo conduttore MARC©, acronimo di Multicore Annealed Ricable Conductor, che caratterizza l’intera produzione Primus, Magnus, Dedalus e Invictus.

Le migliorie apportate hanno permesso di produrre un conduttore in rame con purezza 7N (99,99999%) più malleabile del precedente, grazie alla riduzione di grani per metro del 25% rispetto ad AM-RCC. Questa implementazione produttiva ha permesso di produrre trefoli più lisci in superficie, più duttili e di minor diametro.

Noi, da appassionati, abbiamo lavorato per trovare una soluzione all’effetto pelle, che realmente ci soddisfacesse al 100%. Le differenze tra i cavi dell’intera produzione abbattono l’effetto pelle in maniera unica. Quali che siano le necessità del tuo impianto, puoi guardare tra i nostri cavi di potenza.